Piana del Cavaliere
Carsoli – I profumi Mare e Monti, la pizza, e tante altre specialità “da Toto’ “

Carsoli- In un ambiente ampio, luminoso, con possibilità di mangiare anche fuori in veranda, questo è il Ristorante Pizzeria ” da Toto’ ” a Crsoli. Il menu’ potrà soddisfare ogni gusto, dalla pizza, ai primi di pesce, o di terra, secondi della cucina italiana, a pesce, alla straordinaria carne alla brace, Le carni tutte sceltissime, variano dalla Finlandese, al Black Angus Americano, alla Tomahawk, per passare agli arrosticini abruzzesi, e all’Abbacchio nostrano. in un unico ambiente tutti i desideri culinari che vuoi.
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Carsoli – Lupo in pieno centro abitato, richiamati dall’odore dell’umido nei mastelli
Paura a Carsoli: lupo affamato scende in pieno centro, ruba il mastello dell’umido e scappa nel bosco! “Massima allerta, fate attenzione a piedi!” 🐺 🗑️ L’emergenza della fauna selvatica nelle nostre città non accenna a diminuire, e questa volta l’allarme scatta in Abruzzo! La notte scorsa, a Carsoli, un grosso esemplare di lupo ha abbandonato i boschi per addentrarsi indisturbato in pieno centro storico, nella popolosa zona compresa tra La Cascata e la salita per il Castello! Il predatore, spinto dalla fame, è stato irresistibilmente attratto dal forte odore di cibo e scarti proveniente dai mastelli della raccolta differenziata dell’umido, lasciati fuori casa dai residenti. Senza alcun timore, l’animale ha afferrato con i denti un intero mastello della spazzatura ed è scappato fuggendo nuovamente verso il bosco del Castello per poterselo mangiare in pace! L’episodio (denunciato a gran voce sui social) dimostra come l’odore dei nostri rifiuti stia trasformando le strade in veri e propri ristoranti a cielo aperto per orsi, cinghiali e lupi, che ormai non hanno più alcun timore dell’uomo! Sui gruppi cittadini è scattato un tam-tam di prevenzione importantissimo: si invitano tutti i cittadini a prestare la MASSIMA ATTENZIONE quando si spostano a piedi (con o senza cani al guinzaglio), non solo di notte ma anche in pieno giorno! Leggi tutti i dettagli del blitz nel nostro articolo! 👇 🚨 Avete mai avuto incontri ravvicinati con i lupi vicino ai mastelli dell’immondizia? Secondo voi come andrebbe risolto questo pericoloso problema?
Carsoli– L’emergenza nazionale legata alla sempre più frequente e incontrollata invasione della fauna selvatica all’interno dei nostri centri abitati continua a registrare episodi allarmanti, dimostrando come gli animali abbiano ormai perso del tutto il primordiale e innato timore nei confronti dell’essere umano. Dopo i gravissimi fatti di cronaca registrati in Puglia (con i terribili attacchi ai bambini di Noicàttaro), l’allarme si sposta adesso in Abruzzo, e più precisamente nel territorio del Comune di Carsoli.
Questa volta non si registrano fortunatamente feriti o aggressioni dirette alle persone, ma la presenza sfacciata di un predatore all’interno delle storiche vie del paese ha fatto ugualmente scattare una forte ondata di paura e preoccupazione tra i residenti, costretti ormai a guardarsi le spalle anche solo per uscire di casa e gettare la spazzatura.
Faccia a faccia col predatore: il blitz nella notte
L’incredibile episodio, documentato e rimbalzato velocemente attraverso diverse segnalazioni apparse sui principali gruppi social del paese (veri e propri “radar” del territorio), si è verificato nel corso della notte appena trascorsa.
La zona interessata dalla sgraditissima visita è stata quella nevralgica e densamente abitata compresa tra il quartiere de La Cascata e la storica Salita che conduce al Castello. Sfruttando l’oscurità e il silenzio delle ore notturne, un grosso esemplare di lupo è sceso senza alcuna esitazione dai boschi circostanti, addentrandosi in pieno centro storico e passeggiando indisturbato lungo le strade asfaltate, a pochissimi metri di distanza dai portoni di ingresso delle abitazioni e dalle auto in sosta.
Il richiamo della fame: nel mirino i mastelli dell’umido
Ma cosa spinge un predatore selvatico, naturalmente programmato per cacciare nel fitto delle foreste, a sfidare i pericoli dell’asfalto e delle luci cittadine? La risposta, purtroppo, è sempre la stessa ed è strettamente legata alla gestione dei rifiuti urbani.
Secondo le inequivocabili testimonianze dei cittadini, il lupo è stato irresistibilmente attratto dal fortissimo odore di cibo organico in decomposizione proveniente dai mastelli dell’umido, regolarmente esposti all’esterno delle abitazioni dai residenti in attesa del classico passaggio mattutino dei mezzi per la raccolta differenziata. L’animale, evidentemente affamato, non si è limitato a ispezionare l’area: con un’agilità sorprendente ha azzannato un intero mastello della spazzatura, sollevandolo da terra, per poi darsi a una rapida fuga dirigendosi verso la sicura macchia boschiva della salita per il Castello, dove ha potuto banchettare con gli scarti alimentari umani.
Il problema dei rifiuti: un’esca irresistibile
L’episodio notturno di Carsoli mette drammaticamente in luce un problema di difficilissima risoluzione. La moderna raccolta differenziata porta a porta, con l’esposizione notturna dei mastelli dell’umido, trasforma di fatto le nostre strade in enormi “ristoranti a cielo aperto” per la fauna selvatica (lupi, orsi, cinghiali e volpi).
Gli animali selvatici, spinti dalla fame o dall’assenza di prede naturali nei loro habitat originari, scelgono la via più semplice per sopravvivere: cibarsi dei nostri scarti. Questo comportamento alimentare (chiamato tecnicamente “abituazione”) è estremamente pericoloso, perché spinge i grandi predatori a frequentare abitualmente i centri storici, aumentando a dismisura le probabilità di incontri ravvicinati (e potenzialmente fatali) con cittadini a piedi o con animali da compagnia portati a spasso dai padroni.
L’appello alla popolazione: “Massima allerta a piedi”
Alla luce di quanto accaduto nella zona della Cascata, il tam-tam sui social network locali si è trasformato in una vera e propria e indispensabile campagna di prevenzione civica. L’appello rivolto a tutta la cittadinanza di Carsoli (e in particolar modo a chi risiede nelle aree più periferiche e a ridosso delle aree boschive) è perentorio: prestare la massima e assoluta attenzione durante gli spostamenti a piedi, non solo di notte, ma anche in pieno giorno.
Si consiglia vivamente di tenere sempre i propri cani legati al guinzaglio corto, di non lasciare cibo per animali domestici all’esterno delle abitazioni e di assicurarsi, per quanto possibile, che i mastelli dell’umido siano ben chiusi e inaccessibili. La convivenza pacifica tra l’uomo e il predatore sembra, oggi più che mai, un’utopia difficilissima da realizzare.
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Trionfo di fede e amicizia: Rocca di Botte e Trevi nel Lazio, una giornata indimenticabile nel nome di San Pietro Eremita
Un’emozione indescrivibile! Rocca di Botte e Trevi nel Lazio si sono riabbracciate in una giornata trionfale nel nome di San Pietro Eremita! ❤️ 🤝 Ci sono amicizie così antiche e profonde che nessuna distanza regionale o difficoltà potrà mai cancellare! Nel corso del fine settimana si è svolta una giornata davvero magica, solenne e indimenticabile: la meravigliosa comunità abruzzese di Rocca di Botte ha viaggiato fino al vicino Lazio per riabbracciare i cari e inseparabili “Compari di Trevi”! Insieme, come fanno ininterrottamente da tantissime generazioni, hanno festeggiato e pregato in onore del Santo Patrono, il grandissimo San Pietro Eremita. A guidare la fiumana di gente in festa e l’emozionante e lunghissimo corteo religioso c’erano, fianco a fianco, il sindaco di Rocca di Botte Elvino Marzolini e il sindaco di Trevi Francesco Graziani, uniti dalla fascia tricolore e dalla devozione. Questa antichissima tradizione (conosciuta come la “Comparanza”) non è una semplice festa di paese, ma un inno alla fede, all’amicizia e alla necessità di custodire le radici millenarie per tramandarle intatte ai nostri figli e alle nuove generazioni! I cittadini marsicani ringraziano di cuore i fratelli laziali per la fantastica e calorosa accoglienza ricevuta. In attesa di ricambiare l’ospitalità, c’è solo un grido che unisce tutti: Viva i Compari, viva Trevi nel Lazio, viva Rocca di Botte e viva San Pietro Eremita! Leggi il commovente racconto della giornata nel nostro articolo! 👇 ⛪ Quanti di voi hanno partecipato con gioia alla solenne processione di questo weekend?
Rocca di Botte – In un mondo frenetico, ormai dominato dalla freddezza dei social network e dalle connessioni virtuali, assistere di persona a una festa popolare antica di quasi mille anni è un privilegio raro che allarga e riscalda letteralmente il cuore. La giornata di celebrazioni appena conclusasi in onore di San Pietro Eremita non è stata una semplice ricorrenza sbiadita sul calendario, ma si è rivelata una vera e propria esplosione di fede, di commozione e di senso civico.
È stata una giornata solenne, bellissima e profondamente sentita da migliaia di persone. Una domenica capace di raccontare, ancora una volta e con una potenza visiva disarmante, la forza sovrumana del legame che da innumerevoli generazioni unisce il borgo abruzzese di Rocca di Botte alla magnifica comunità di Trevi nel Lazio. Due terre geograficamente divise dai confini regionali, ma fuse in una sola, immensa anima devota.
Il rinnovo del “Comparatico”: un tuffo nella memoria
In occasione del clou delle meravigliose celebrazioni patronali, l’intera comunità marsicana si è messa gioiosamente in viaggio, sfidando il caldo di fine agosto, per raggiungere e riabbracciare i cari e amatissimi “Compari di Trevi”.
Questo incontro straordinario ha permesso di rinnovare ufficialmente l’antichissimo Comparatico. Chi vi ha preso parte o ha assistito dai bordi delle strade, ha potuto toccare con mano un’atmosfera magica e introvabile altrove: una tradizione preziosa, tessuta faticosamente nel corso dei secoli, fatta di incrollabile fede religiosa, di amicizia sincera, di memoria condivisa e, soprattutto, di un commovente senso di reciproca appartenenza. A Trevi nel Lazio, i cittadini di Rocca di Botte non sono visti come dei semplici turisti o dei gemellati formali, ma sono accolti con l’affetto viscerale che si riserva esclusivamente ai fratelli di sangue tornati a casa dopo un lungo viaggio.
I Sindaci Marzolini e Graziani: la politica dal volto umano
L’immagine più forte, simbolica ed evocativa dell’intera giornata è stata senza dubbio quella offerta dalle massime istituzioni locali. Il Sindaco di Rocca di Botte, Elvino Marzolini, e il Sindaco di Trevi nel Lazio, Francesco Graziani (entrambi freschi di nomina nei rispettivi Municipi), hanno guidato fianco a fianco le loro comunità.
Indossando orgogliosamente la fascia tricolore, i due primi cittadini hanno condiviso ogni singolo passo del lunghissimo e faticoso corteo per le vie del paese. Hanno vissuto insieme i momenti più sacri e solenni dedicati all’adorazione del Santo Patrono, dimostrando come la vera politica, quella sana e vicina ai cittadini, passi anche e soprattutto dalla valorizzazione e dal rispetto reverenziale delle identità religiose e culturali del proprio popolo.
Custodire le radici per illuminare le nuove generazioni
L’insegnamento più grande lasciato da questo indimenticabile weekend non è però rivolto al passato, ma guarda dritto al futuro. Giornate luminose come questa servono a ricordarci costantemente quanto sia vitale e assolutamente indispensabile custodire gelosamente le nostre radici culturali, per poterle tramandare intatte alle nuove generazioni.
I tanti bambini e giovani presenti alla processione hanno potuto imparare una lezione che non si trova sui libri di scuola. Hanno compreso che la festa di San Pietro Eremita non è soltanto una fiera paesana condita da bancarelle e fuochi d’artificio, ma è una clamorosa storia comune che continua a respirare e a vivere esclusivamente attraverso le persone umane, le strette di mano, le lacrime e l’affetto indissolubile che lega da mille anni i due paesi.
“Viva i Compari!”: la promessa di un nuovo incontro
La splendida trasferta in terra laziale si è conclusa in un tripudio di canti, sorrisi e abbracci, accompagnata da un sentitissimo e commosso ringraziamento pubblico indirizzato dai cittadini marsicani ai Compari di Trevi nel Lazio, padroni di casa impeccabili, per la splendida e calorosissima accoglienza riservata a tutti i pellegrini.
Le due comunità si sono salutate dandosi appuntamento al prossimo evento (il tradizionale ottavario che si terrà prossimamente in Abruzzo), e gridando all’unisono, con la voce rotta dall’emozione, una frase che è ormai diventata un mantra di pace per tutto il territorio: “Viva i Compari, viva Trevi nel Lazio, viva Rocca di Botte e viva sempre San Pietro Eremita!”.
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L’abbraccio millenario tra Rocca di Botte e Trevi nel Lazio: la commovente festa dei “compari” uniti nel nome di San Pietro Eremita
L’Abruzzo e il Lazio si stringono in un abbraccio che dura da quasi 1000 anni! 🤝 ❤️ Una stretta di mano e un abbraccio che valgono molto più di mille parole ufficiali. Le immagini dell’incontro tra il neo-sindaco di Rocca di Botte (Elvino Marzolini) e il primo cittadino di Trevi nel Lazio (Francesco Graziani) stanno emozionando tutti. Il motivo? Rinnovare il magico patto di fratellanza che lega i due paesi nel nome di San Pietro Eremita! Questo incredibile legame mistico (chiamato storicamente la “Comparanza”) unisce da quasi un millennio le due popolazioni: il Santo nacque infatti a Rocca di Botte, ma andò a predicare e morì (il 30 agosto 1052) a Trevi, dove oggi riposano le sue spoglie mortali! Per onorare questo filo invisibile, oggi a Trevi sono arrivati i pellegrini marsicani per partecipare alla meravigliosa processione del busto d’argento. E prossimamente, saranno i cittadini laziali a salire in Abruzzo per ricambiare l’affettuosa visita! Un intero weekend di celebrazioni, preghiere, fiere e perfino lo storico Palio delle otto contrade a Trevi. Leggi tutta l’affascinante storia del Santo viaggiatore e di questa amicizia millenaria nel nostro articolo! 👇 ⛪ E voi avete mai partecipato alla solenne processione del busto di San Pietro Eremita? Viva l’amicizia tra i nostri due paesi!
Rocca di Botte – Ci sono gesti che, nella loro disarmante semplicità, riescono a trasmettere un’emozione e un significato molto più profondi di qualsiasi discorso ufficiale o fredda formalità istituzionale. È questo il caso del caldissimo e sincero abbraccio andato in scena nelle scorse ore tra Elvino Marzolini (primo cittadino di Rocca di Botte) e Francesco Graziani (sindaco di Trevi nel Lazio). Una stretta vigorosa, immortalata da decine di macchine fotografiche e smartphone, che non rappresenta soltanto il saluto tra due amministratori locali, ma suggella e rinnova un patto di fratellanza mistica e popolare che lega indissolubilmente l’Abruzzo e il Lazio da quasi un millennio.
Il collante formidabile di questa amicizia secolare, capace di resistere all’usura del tempo e ai cambiamenti della società moderna, porta il nome di San Pietro Eremita: la figura religiosa, nata proprio nel suggestivo borgo marsicano e spirata a Trevi nel Lazio il lontano 30 agosto del 1052, che unisce le due popolazioni in una devozione viscerale e incrollabile.
Il rito sacro della “Comparanza” e l’arrivo a Trevi
La giornata di oggi, sabato 29 agosto, segna uno dei momenti di massima intensità spirituale e folcloristica per la comunità trevana. Come vuole una tradizione tramandata gelosamente di padre in figlio, il paese laziale si veste a festa per accogliere a braccia aperte l’arrivo dei pellegrini provenienti da Rocca di Botte.
Questo incontro straordinario è conosciuto popolarmente con il nome di “Comparanza” (o Comparatico in San Pietro). Non si tratta di un semplice gemellaggio tra comuni limitrofi, ma di un vero e proprio vincolo di sangue spirituale che porta gli abitanti dei due paesi a chiamarsi affettuosamente “compari”. Il culmine emotivo della giornata si raggiunge durante la solenne e imponente processione che si snoda tra i vicoli del paese, accompagnando il magnifico busto argenteo del Santo (un’opera d’arte inestimabile forgiata nel 1627) che custodisce al suo interno la sacra reliquia del cranio di San Pietro Eremita.
La storia del Santo viaggiatore: da Rocca a Trevi
Ma qual è la genesi di questo legame così potente? La storia affonda le sue radici nell’XI secolo. San Pietro Eremita vide la luce proprio a Rocca di Botte ma, spinto da un’irrefrenabile vocazione spirituale, decise di abbandonare le comodità del suo paese natale da giovanissimo per intraprendere un arduo cammino di fede e predicazione.
Il suo viaggio apostolico toccò terre importanti come Tivoli e la sacra Subiaco, fino a condurlo, nell’afoso agosto del 1052, a Trevi nel Lazio. Fu proprio in questa terra che il Santo svolse la sua ultima e intensa opera di evangelizzazione prima di spegnersi, pochi giorni dopo il suo arrivo. Da quel momento, le sue spoglie mortali riposano in pace nella penombra della cripta della bellissima Chiesa di Santa Maria Assunta, diventando meta di pellegrinaggio ininterrotto.
Un fine settimana di celebrazioni, preghiere e Palio
Il calendario dei festeggiamenti è ricchissimo su entrambi i fronti territoriali. A Trevi nel Lazio, le celebrazioni patronali (iniziate il 28 agosto) vivranno il loro momento più intimo domenica 30 agosto (giorno esatto dell’anniversario della salita in cielo del Santo), per poi esplodere in un clima di festa popolare lunedì 31, con la coloratissima fiera cittadina e l’attesissimo Palio di San Pietro Eremita, che vedrà le otto contrade del paese darsi aspramente battaglia.
Contemporaneamente, anche il borgo marsicano di Rocca di Botte si fermerà domenica 30 e lunedì 31 agosto per onorare il proprio figlio prediletto e festeggiare Maria Santissima delle Grazie, in due giornate che rappresentano il cuore pulsante del calendario cittadino.
L’abbraccio dei nuovi sindaci e lo scambio di visite
L’immagine dell’abbraccio tra Marzolini e Graziani, diffusa anche sui social istituzionali, assume quest’anno un valore simbolico ancora più potente: è infatti la prima volta che i due sindaci, freschi di nomina, si incontrano in veste ufficiale per onorare il Patrono.
Ma il filo invisibile che unisce Rocca e Trevi non si spezzerà con la fine del weekend. Seguendo le antiche regole del Comparatico, il rito dell’ospitalità verrà presto ricambiato: così come oggi i rocchigiani sono scesi nel Lazio, prossimamente saranno i cittadini trevani a percorrere il cammino inverso, salendo in Abruzzo in occasione della festa dell’ottavario.
Passano i decenni, cambiano le generazioni e si avvicendano i sindaci con la fascia tricolore, ma il sentimento di appartenenza e l’amore sconfinato per San Pietro Eremita restano intatti. Oggi come mille anni fa, Lazio e Abruzzo si tengono per mano.
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