Economia
Saracinesche abbassate e borghi fantasma: il dramma dell’Italia che muore. L’appello di Confederazione Imprese per salvare i territori
BORGHI FANTASMA E SERRANDE ABBASSATE: in pochi anni l’Italia ha perso oltre 150mila negozi. L’allarme choc di Confederazione Imprese Italia! 📉 🇮🇹 Stiamo lasciando morire la parte più bella e autentica della nostra Italia: i piccoli Comuni e i centri storici! L’allarme lanciato oggi da Confederazione Imprese Italia è un vero pugno nello stomaco. Con lo spopolamento e il crollo dei consumi, migliaia di attività stanno chiudendo per sempre: tra il 2012 e il 2025 sono stati cancellati ben 156.000 negozi di vicinato in tutta la Nazione! I dati sono terrificanti: in centinaia di piccolissimi Comuni non esiste più nemmeno un negozietto di alimentari, un bar o un panificio! “Quando abbassa la serranda l’ultimo negozio, muore l’intera comunità”, sottolinea giustamente la Confederazione. Le botteghe non sono solo attività economiche, ma veri e propri presidi sociali, luoghi di ritrovo che tengono vive e sicure le strade. Cosa bisogna fare per fermare questa strage di Partite IVA? Basta elemosine a pioggia! Serve un “Patto per la Permanenza”: lo Stato deve garantire la totale detassazione e azzerare le tasse per chi decide coraggiosamente di aprire o mantenere un’attività nelle aree interne più difficili. “Non si può chiedere a un giovane o a un imprenditore di restare a perdere soldi per puro eroismo e attaccamento alle radici: restare e fare impresa in un piccolo borgo deve tornare a essere ECONOMICAMENTE CONVENIENTE!”. Leggi l’analisi drammatica nel nostro articolo! 👇 🏘️ Voi cosa ne pensate? È giusto togliere completamente le tasse ai negozianti e agli artigiani che decidono di tenere aperte le botteghe nei piccoli paesini che si stanno spopolando?

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Ritorno a scuola da incubo, stangata pazzesca su libri e materiale didattico: la guida pratica per risparmiare centinaia di euro
Ritorno a scuola, arriva la stangata da incubo su libri e zaini! Ecco la nostra “Guida Salvavita” per risparmiare centinaia di euro! 📚 💸 L’estate sta finendo e per milioni di genitori italiani sta per suonare la temutissima e salatissima campanella scolastica! Tra inflazione altissima e continui rincari speculativi, comprare i libri di testo nuovi, riempire gli astucci e acquistare gli zaini è diventato un lusso pazzesco: quest’anno si stima una spesa che supera facilmente i 600 euro a figlio! Un vero e proprio bagno di sangue per le famiglie! Ma non disperate, difendersi da questo salasso è possibile organizzandosi bene! Come fare? 1) IL MERCATO DELL’USATO: non comprate libri nuovi! Rivolgetevi ai mercatini o ai grandi portali online per i testi di seconda mano, si risparmia fino al 60% (e ricordatevi di rivendere i vostri vecchi libri!). 2) LE SCORTE SCONTATE: non andate a comprare quaderni e penne all’ultimo secondo, studiate i volantini dei supermercati e fate mega-scorte approfittando del “sottocosto”. 3) LE CHAT DI CLASSE: unitevi con gli altri genitori per fare ordini enormi all’ingrosso su internet e dividete le spese! 4) BASTA MARCHI COSTOSI: comprate diari e zaini “no-brand” di ottima qualità. Evitare il marchio famoso (o quello dello Youtuber del momento) vi farà risparmiare quasi il 70% della spesa! Educare i figli al valore dei soldi è la materia più importante! Leggi la guida completa nel nostro articolo! 👇 🎒 E voi quali strategie state usando per risparmiare quest’anno sul rientro a scuola? Raccontateci i vostri trucchi!
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Benzina a 1,83 euro! Il “miracolo” dei distributori comunali che sconfiggono il caro-carburante e salvano i piccoli borghi italiani
Il “miracolo” dei sindaci che salvano i cittadini dal caro-benzina! Hanno comprato il distributore e la vendono a prezzo di costo! E la fila è chilometrica… ⛽ 🚗 Mentre nelle nostre città e in autostrada i prezzi di benzina e gasolio continuano a sfondare i due euro al litro mettendoci tutti in ginocchio, ci sono dei piccoli (ma grandiosi) Comuni italiani che hanno trovato la ricetta perfetta per sconfiggere i rincari folli delle multinazionali! Di fronte al rischio di restare senza benzinaio e vedere morire i propri paesi isolati in montagna, alcuni sindaci coraggiosi hanno preso una decisione rivoluzionaria: il Comune ha comprato il vecchio distributore chiuso e si è messo a vendere la benzina… a PREZZO DI COSTO, senza guadagnarci nemmeno un centesimo! È il caso meraviglioso del Comune di Force (Ascoli Piceno), che gestisce in proprio le pompe applicando un ricarico di appena 7 centesimi al litro (che serve solo per pagare la bolletta e la manutenzione della macchinetta)! Il risultato? A Force la benzina self-service si paga appena 1,83 euro al litro, e il diesel 1,92! I cittadini ringraziano, e tantissimi automobilisti disperati arrivano apposta dai paesi vicini per fare il pieno risparmiando tantissimi soldi! Stessa bellissima intuizione nei comuni di Valle Castellana (Teramo) e Montedinove, veri e propri eroi che combattono contro l’isolamento! Leggi come funziona questo fantastico modello comunale nel nostro articolo! 👇 💰 Siete d’accordo? Tutti i Comuni italiani (anche quelli grandi) dovrebbero aprire almeno un distributore civico a prezzo di costo per aiutare chi deve usare l’auto per andare a lavorare?
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“Fare la spesa oggi è come entrare in gioielleria”: il caro carburanti mette in ginocchio le famiglie e strangola i piccoli commercianti
“Comprare la frutta oggi è come entrare in gioielleria!”. Il dramma silenzioso delle famiglie e dei venditori ambulanti schiacciati dal rincaro della benzina 🛒 ⛽ Una passeggiata al mercato di quartiere per comprare un po’ di frutta e verdura, un tempo, era un piacere quotidiano. Oggi si è trasformata in un vero e proprio percorso a ostacoli per il portafogli! Il prezzo folle del gasolio, arrivato in molti distributori a sfondare il muro dei 2 euro al litro, si sta scaricando pesantemente sui costi di trasporto delle merci, e di conseguenza sui prezzi finali esposti sui banchi. Fruttivendoli e salumieri segnalano rincari all’ingrosso del 20%, e le famiglie sono disperate! “Mi piacciono le pesche, ma devo limitare gli acquisti: se questa settimana prendo un frutto, la settimana prossima lo salto”, confessa una cliente amareggiata. “Comprare da mangiare oggi è come entrare in gioielleria”. Ma il vero dramma lo vivono i piccoli commercianti ambulanti: “Se scaricassimo i costi di trasporto, delle autostrade e del suolo pubblico sui clienti, non venderemmo più niente”, confessa un salumiere. “Ci stiamo sacrificando e riducendo i guadagni per tenere i prezzi bassi, perché noi viviamo grazie ai pensionati, e se alziamo i prezzi loro non possono più mangiare!”. Un sacrificio eroico che però sta mettendo in ginocchio le piccole attività: “Oggi le uscite superano le entrate, non ce la facciamo più”. Leggi questo incredibile e amarissimo spaccato della nostra Italia nel nostro articolo! 👇 🍅 E voi avete notato questi aumenti folli al mercato e al supermercato? A cosa state rinunciando pur di risparmiare sulla spesa?
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