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PREMIO DI ANGLISTICA SERGIO PEROSA | LA CERIMONIA DI CONSEGNA IL 19 MAGGIO A CASA DEI CARRARESI
Redazione- Martedì 19 maggio, alle ore 18, a Casa dei Carraresi, si terrà la cerimonia di premiazione della seconda edizione del “Premio di Anglistica Sergio Perosa”, dedicato all’illustre anglista e professore Emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
La Giuria del Premio, formata da Sergio Perosa, Pierluigi Panza e Luigi Garofalo, ha conferito ex aequo il Premio di 2500 euro ciascuno a Sara Antonelli per l’opera “Domani correremo più forte. Vita letteraria di F. Scott Fitzgerald” (Feltrinelli) e a Milena Romero Alluè per il volume “Cultura ermetica e nuova scienza nella letteratura inglese del Rinascimento” (Cleup).
Le motivazioni
Sara Antonelli compone una nuova “vita letteraria” di F. S. Fitzgerald, non come spesso avviene incentrata sulla sua fondamentale relazione con Zelda Sayre (pur presente), bensì condotta su una complessa analisi delle sue opere e del loro sviluppo artistico. L’analisi è stringata o diffusa a seconda dell’argomento, insistita o rapida quando occorre, sempre intesa a sceverare i complessi rispecchiamenti di vita e arte, sofferenze, affanni personali e distensione nella scrittura. La figura dello scrittore ne risulta illuminata nell’aspetto personale e nella complessità dei temi affrontati: non uno svagato improvvisatore, ma un maestro di vita trasformata in letteratura. Antonelli ha lei stessa ritradotto diverse sue opere per l’editore Feltrinelli.
Milena Romero Allué sviluppa un filone di studi che ha preso avvio con gli storici saggi di Frances Yeats “L’Illuminismo dei Rosacroce”, “Giordano Bruno e la tradizione ermetica” ed altre ricerche della scuola di Warburg. Nel suo ampio volume Romero Allué studia autori e testi del Seicento ancora legati a un sapere magico ed ermetico che, come dimostra l’autrice, porteranno al pensiero di Francis Bacon e all’affermarsi della scienza moderna. L’ampiezza di informazioni e riferimenti si concilia con una scrittura sicura, un’argomentazione persuasiva e una sicurezza nello stabilire i rapporti culturali, come appare anche da altri suoi lavori su argomenti correlati.
Le opere pervenute ammontano a 47. Di ulteriori due di queste la Giuria ha proposto la Segnalazioni di merito: a Domenico Lovascio per la curatela del testo teatrale “Thierry and Theodoret” (Manchester University Press, collana “The Revels Plays”) e a Paola Tonussi per “Rupert Brooke. Lo splendore delle ombre” (Editrice Ares).
Il premio biennale di euro 5000 è rivolto a opere di autori/autrici italiani, pubblicate in italiano o in inglese. Le opere concorrenti possono essere traduzioni in italiano con introduzione e note, edizioni critiche ovvero studi critici su autori/autrici in lingua inglese (Regno Unito, Stati Uniti, Irlanda e paesi post-coloniali anglofoni) o su aspetti fondamentali della cultura letteraria dei suddetti paesi. Esse avranno come intento principale l’analisi e l’illustrazione dei valori letterari, poetici, teatrali, degli autori/autrici o degli aspetti culturali presi in esame.
Ricordiamo che il prof. Perosa ha donato alla Fondazione Cassamarca la sua Biblioteca che consta di circa 20.000 volumi di letteratura inglese, anglo-americana e dei paesi di lingua inglese sia primaria (testi) che secondaria (critica), con piccole sezioni di letteratura tedesca, spagnola, francese e russa, ampie parti di narrativa e di critica letteraria italiana, nonché numerosi cataloghi d’arte. Essa trova collocazione a piano terra a Ca’ Spineda, vicino alla biblioteca donata dal Prof. Manlio Pastore Stocchi.
Sergio Perosa (1933), professore emerito all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove ha insegnato Letteratura inglese e anglo-americana dal 1958 e dov’è stato anche preside di Facoltà (con frequenti insegnamenti alla New York University). Dal 1969 al 2014 ha collaborato al «Corriere della Sera» con oltre 500 articoli. Già presidente dell’Ateneo Veneto e dell’EAAS, ha diretto gli «Annali di Ca’ Foscari», la «Rivista di Studi Anglo-Americani» e co-diretto il «Tutto Shakespeare», bilingue edito da Garzanti (40 volumi). Membro di varie accademie, associazioni professionali e del PEN Italia, ha pubblicato numerosi studi critici, edizioni e traduzioni di W. Shakespeare (dieci drammi e un’introduzione ai Sonetti), Henry James (due monografie in inglese e la curatela di due ‘Meridiani’ Mondadori), Johm Ruskin, Virginia Woolf, E. A. Poe, Herman Melville, Emily Dickinson, antologie di riferimento per la narrativa inglese e americana e per il teatro e la poesia americani. Si veda il suo “Veneto, Stati Uniti e le rotte del mondo. Una Memoria” (2016, versione inglese 2020).
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TEATRO: A PESCARA DEBUTTA “IL D’ANNUNZIO SEGRETO” DI PAOLO CAVALLONE – L’OPERA CHE SVELA IL LATO NASCOSTO DEL VATE
LA NUOVA OPERA DEL MAESTRO PAOLO CAVALLONE
Redazione- La poesia di Gabriele d’Annunzio approda sul palco dell’Auditorium Flaiano di Pescara in un’opera che fonde teatro, musica e danza. Si tratta dello spettacolo “Il D’Annunzio Segreto”, che andrà in scena in anteprima nazionale lunedì 4 maggio, alle ore 18, a Pescara. Un atto unico, che rappresenta la nuova opera teatrale in versi del compositore e poeta Paolo Cavallone.
Lo spettacolo vede sul palco un cast d’eccezione: Marco Gambino nei panni di Gabriele d’Annunzio, con la partecipazione straordinaria di Sebastiano Somma, le coreografie di Mirko Riccardi, danzate da Luca Esposito, Ilaria Papa e Ciro Stanco, e la regia di Walter Nanni, mentre lo stesso Cavallone sarà al pianoforte. Il Maestro Cavallone porta alla luce un lato inedito del Vate, offrendo al pubblico un’esperienza culturale intensa e originale. Un d’Annunzio dalle tinte fosche e sorprendenti, che si scioglie nella cultura italiana tout-court, dalle antiche visioni mitologiche fino al “dannunzianesimo inconfessabile” dei posteri.
Due i personaggi in scena: il padrone di casa, il conte Tom Graziani e Gabriele d’Annunzio in un racconto emozionante anche dal punto di vista visivo. Il personaggio di Tom Graziani non si configura come figura storica o biografica, ma come dispositivo drammaturgico. Pur evocando la presenza di un testimone interno, egli non intende restituire una verità documentaria, bensì attivare un processo di riscrittura scenica. L’opera si colloca infatti al di fuori di una prospettiva filologica, scegliendo di sottrarre la figura di Gabriele d’Annunzio alle stratificazioni interpretative che ne hanno storicamente orientato la ricezione. In questo senso, la memoria non è fonte, ma materia: non ricostruzione, ma invenzione poetica. L’evento inaugura il progetto culturale dell’associazione “Pescara Ergo Sum”, ideato da Tiziana Le Donne con la consulenza artistica del maestro Davide Cavuti. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili sui canali Ciaotikets.
Paolo Cavallone, musicista e poeta, è considerato uno dei maggiori compositori del nostro tempo. Pioniere nella creazione di nuovi concetti compositivi, ha sviluppato l’idea del concetto di possibilità applicato alla musica, divenuto un riferimento estetico internazionale. Nel 2024 è uscita la sua raccolta di poesie “Suoni ulteriori”: per definire la fusione fra la parola ed il suono nelle sue opere è stato coniato il termine “poesica” dal musicologo Renzo Cresti. Le sue collaborazioni includono enti, orchestre, solisti ed ensemble di fama internazionale come Siemens Foundation, Orchestre National de Bretagne, Ensemble Orchestral Contemporain, Andrea Lo Vecchio, Pascal Gallois, Magnus Andersson e tanti altri. È docente di Composizione al Conservatorio di Venezia.
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AL VIA LA QUARTA EDIZIONE DEL PREMIO NAZIONALE DI DRAMMATURGIA OMISSIS
Redazione- Giunge alla sua quarta edizione il Premio nazionale di drammaturgia Omissis, ideato e realizzato da Theatron 2.0 in collaborazione con il Teatro Bellini di Napoli: un progetto nato per sostenere, valorizzare e promuovere la drammaturgia contemporanea italiana, con un’attenzione specifica alle nuove generazioni di autrici e autori. Il bando sarà aperto dal 23 aprile al 15 giugno 2026.
In uno scenario storico attraversato da fratture profonde, urgenze sociali e trasformazioni culturali, la scrittura per la scena si conferma uno spazio necessario di osservazione, resistenza e immaginazione. Con questa nuova edizione, il Premio Omissis rinnova il proprio impegno a favore di opere e voci capaci di interrogare il presente, generare riflessione critica e aprire varchi verso narrazioni non convenzionali e immaginari inediti.
Più che un semplice concorso, Omissis si configura come una pratica attiva di testimonianza e accompagnamento: uno strumento per contrastare la dispersione delle esperienze autoriali, dare visibilità ai linguaggi plurali che attraversano la scena contemporanea e favorire un dialogo diretto tra comunità artistica, operatori e pubblico. Al centro del progetto c’è infatti il rafforzamento di un ecosistema creativo che oggi ha bisogno non solo di occasioni di emersione, ma anche di tutela, riconoscimento e continuità.
Il Premio si rivolge ad autrici e autori under 40. Ogni partecipante potrà candidare una sola opera; sono ammesse anche candidature collettive, purché relative a lavori teatrali originali. Le opere saranno valutate in forma anonima da una giuria composta da figure di rilievo della scena nazionale: Michele Altamura (VicoQuartoMazzini / Vivaio Festival), Giorgio Andriani (Cranpi), Davide Carnevali (drammaturgo, regista), Ivonne Capece (Teatro Fontana), Lucia Franchi(CapoTrave / Kilowatt Festival), Antonino Pirillo (Cranpi), Ornella Rosato (Theatron 2.0 / Omissis), Gabriele Russo (Teatro Bellini di Napoli).
La giuria selezionerà tre testi finalisti e, tra questi, l’opera vincitrice, con la possibilità di assegnare eventuali menzioni.
Tra i riconoscimenti previsti: 2.000 euro all’opera vincitrice, una mentorship a cura di Davide Carnevali, un percorso di accompagnamento consulenziale a cura di Theatron 2.0, la lettura scenica di un estratto dei testi finalisti al Teatro Bellini di Napoli durante l’evento conclusivo del 19 ottobre 2026, oltre alla promozione dei tre testi finalisti presso case editrici, reti internazionali e partner del progetto.
Il Comitato Under 30 assegnerà inoltre un premio dedicato del valore di 500 euro a una delle opere finaliste, all’interno di un percorso di formazione e confronto rivolto a giovani interessatə alla scena contemporanea e alla critica teatrale.
L’opera vincitrice entrerà inoltre a far parte della piattaforma digitale Omissis e potrà beneficiare di ulteriori opportunità di promozione, lettura scenica e accompagnamento produttivo. Tra i partner coinvolti figurano, oltre al Teatro Bellini, anche Kilowatt Festival, Vivaio Festival, Cranpi, Eurodram, Elsinor – Centro di Produzione Teatrale, Dominio Pubblico, Teatro Fontana, Cue Press, Luca Sossella Editore e Sui Generis, a conferma di una rete sempre più ampia costruita attorno alla nuova drammaturgia italiana.
Il Premio nazionale di drammaturgia Omissis è ideato da Theatron 2.0, con la direzione generale di Cesare D’Arco e Ornella Rosato, e si inserisce nel più ampio percorso dell’osservatorio drammaturgico Omissis, nato per monitorare, valorizzare e mettere in relazione pratiche, poetiche e traiettorie della scrittura teatrale contemporanea.
Link al bando completo: https://webzine.theatronduepuntozero.it/premio-omissis-2026/
Informazioni: premio.omissis@gmail.com
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IL MAESTRO GIULIANO MAZZOCCANTE IN CONCERTO A BRUXELLES
Redazione- Il pianista Giuliano Mazzoccante sarà tra gli interpreti principali della seconda edizione dell’International Chamber Classics Festival (ICCF), che si terrà a Bruxelles dal 28 aprile al 1° maggio 2026. L’evento, in collaborazione con la Chapelle Musicale Reine Elisabeth è uno dei festival internazionali più prestigiosi d’Europa.
Il concerto di apertura del Maestro Mazzoccante è fissato per il 28 aprile presso il Musée des Instruments de Musique (MIM), dove si esibirà con un programma che include musiche di Schumann e Franck: in questa occasione condividerà il palco con artisti di rilievo internazionale tra cui Enrico Pace, Claudio Bohórquez e Yossif Ivanov.
In merito a questo appuntamento, il Maestro ha dichiarato: “Tornare a Bruxelles in un contesto così prestigioso è per me motivo di grande stimolo; condividere il palco con colleghi straordinari e contribuire alla crescita dei giovani talenti dell’ICCF rappresenta l’essenza più profonda del vivere la musica insieme”.
Il legame tra il pianista e la sua terra d’origine, in cui è impegnato con diversi e prestigiosi appuntamenti, rimane un elemento cardine della sua identità artistica, in particolare attraverso il rapporto con il Teatro Marrucino di Chieti. Mazzoccante, che nel tempo è diventato una figura di riferimento per l’istituzione teatina, ha contribuito significativamente alla vita culturale della città: il Maestro Mazzoccante è infatti anche il Direttore artistico di “Chieti Classica” che, come anticipa, ci sarà nel mese di luglio 2026 per la nona edizione.
Questa solida radice professionale e artistica con una delle istituzioni più antiche d’Abruzzo continua ad accompagnare la sua attività sui palcoscenici internazionali.
Oltre all’attività concertistica, la partecipazione al festival prevede il coinvolgimento del pianista in veste di docente presso la Musica Mundi School e la sede della Chapelle Musicale Reine Elisabeth. Mazzoccante porterà la propria esperienza tecnica e interpretativa in un contesto che mira a unire grandi professionisti e giovani promesse della musica da camera, confermando una stagione che tocca regolarmente i principali centri musicali europei ed extraeuropei.
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