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Tecnologia

AI AnthropoCosmic: l’Università Salesiana lancia il progetto sull’etica dell’Intelligenza Artificiale

La tecnologia galoppa, ma l’uomo non deve restare indietro. Con questo nobile spirito la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma lancia “AI AnthropoCosmic”, un progetto monumentale (in collaborazione con Aiopenmind) nato per indagare l’impatto e l’evoluzione etica dell’Intelligenza Artificiale sulla Persona, sull’Ambiente e sul Cosmo. L’iniziativa, guidata dal professor Fabio Pasqualetti, mira a superare la logica predatoria della tecnologia promuovendo uno sviluppo digitale etico, armonico e incentrato sull’uomo e sugli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu. Ricercatori ed esperti del settore avranno tempo fino al 18 ottobre per inviare i propri studi rispondendo all’attesa “Call for Paper”: i contributi migliori confluiranno nella stesura di un preziosissimo Libro Bianco aperto alle istituzioni. Il ricco calendario di lavori si svilupperà a novembre con sei appuntamenti online gratuiti e culminerà il 28 novembre a Roma con due imponenti e imperdibili convegni internazionali in presenza presso l’ateneo. Scopri i dettagli del programma e come registrarsi👇

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Locandina evento Roma

Roma – Nel pieno di un’era digitale caratterizzata da cambiamenti vertiginosi e innovazioni tecnologiche che sfidano la nostra stessa comprensione del mondo, il dibattito pubblico sul ruolo delle macchine pensanti nella società moderna assume un’importanza letteralmente vitale e imprescindibile per il nostro futuro. Per tentare di arginare le paure collettive e fornire risposte etiche concrete e praticabili, prende oggi ufficialmente il via *AI AnthropoCosmic*, un’ambiziosa e importantissima iniziativa accademica promossa e organizzata dalla prestigiosa Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana, realizzata in stretta sinergia e collaborazione tecnica con Aiopenmind. Questo innovativo e pionieristico progetto accademico nasce con un nobile scopo ben preciso: contribuire fattivamente e intellettualmente a ridurre la sempre più marcata e pericolosa distanza che separa la fredda evoluzione della tecnologia dalle necessità spirituali, morali e materiali dell’uomo. I numeri messi in campo per questa iniziativa, la cui partecipazione è rigorosamente a titolo gratuito, sono a dir poco impressionanti e testimoniano la vastità dell’impegno profuso dall’ateneo romano: circa 80 voci autorevoli e professionisti del settore, 4 intense giornate di approfondimento tematico, il coinvolgimento diretto di 17 obiettivi fondamentali dell’Agenda 2030 dell’Onu, 18 settori TR 24030 del 2024 e oltre 30 prestigiosi patrocini istituzionali già formalmente ricevuti. Tutti gli attori coinvolti sono mossi e guidati da una singola, potente visione comune e umanistica: mettere la Persona, l’Ambiente circostante e il Cosmo intero al centro del dibattito scientifico, lavorando insieme, senza pregiudizi, per costruire un futuro tecnologico sostenibile e a misura d’uomo.

La “Call for Paper” e il Libro Bianco: come partecipare attivamente al progetto

L’approccio scelto dall’Università Pontificia Salesiana per affrontare un tema così complesso non è affatto verticistico o calato dall’alto, ma punta invece fortemente su una totale condivisione orizzontale e democratica del sapere scientifico e umanistico.
L’articolato progetto multidisciplinare si svilupperà attraverso una ricchissima e fitta serie di Seminari specialistici, Incontri di dibattito e due grandi Convegni finali riepilogativi. Per garantire la massima pluralità di voci e prospettive, l’iniziativa comprende anche una fondamentale Call for Contributors e una strutturata Call for Paper, quest’ultima aperta ufficialmente fino alla scadenza inderogabile del 18 ottobre 2026. L’invito formale alla sottomissione di documenti e saggi è rivolto apertamente a tutta la vasta platea di ricercatori, docenti universitari, studiosi indipendenti, esperti di etica e professionisti operanti sia nel campo della ricerca scientifica pura che in quello della riflessione culturale. Tutti i preziosi contributi accademici e intellettuali che perverranno alla commissione esaminatrice entro i termini stabiliti non andranno perduti: essi confluiranno organicamente in “Pensiero in transito”, uno speciale spazio online dedicato esclusivamente alla conservazione, alla condivisione aperta e alla valorizzazione pubblica di esperienze, idee e conoscenze sul tema. Inoltre, i contributi ritenuti maggiormente significativi e illuminanti verranno accuratamente selezionati dal comitato scientifico per essere inseriti, rielaborati e pubblicati all’interno di un importantissimo Libro Bianco sull’Intelligenza Artificiale, un documento programmatico destinato a fare scuola nel settore dell’etica digitale e aperto ai futuri contributi di studiosi, professionisti informatici e istituzioni governative.

Dalla governance umana all’AI Act: l’impegno del professor Pasqualetti

Il lancio in pompa magna del rivoluzionario progetto *AI AnthropoCosmic* non rappresenta affatto un fulmine a ciel sereno o una semplice trovata accademica del momento, ma si attua in totale e coerente continuità accademica per la Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale.
Si tratta infatti del culmine logico e maturo di un percorso di ricerca lunghissimo, attento e rigoroso, coraggiosamente avviato già nel 2019 con l’iniziativa intitolata “Intelligenza Artificiale e Computer Quantistici”, e successivamente e solidamente consolidato nel difficile anno 2020 attraverso lo studio “Intelligenza Artificiale per una Governance Umana”. Un impegno instancabile che è poi proseguito senza sosta con l’articolato progetto dedicato all’AI Act europeo (il primissimo regolamento giuridico mondiale sull’IA), all’analisi etica dei Big Data, e all’indagine sulle logiche della Governance e degli Standards internazionali. Oggi, forte di questo immenso e prezioso bagaglio di conoscenze accumulate negli anni, la Facoltà romana, guidata sapientemente dalla sicura esperienza del suo Decano, il chiarissimo Professor Fabio Pasqualetti, lancia questa nuova sfida intellettuale con il Patrocinio istituzionale di UNINFO (l’ente federato UNI per le tecnologie informatiche) e con la media partnership garantita da ANSA, Media Duemila e Città Nuova. L’obiettivo dichiarato dal professor Pasqualetti e da tutto il suo eccellente corpo accademico è quello nobilissimo di orientare con forza e determinazione la galoppante innovazione tecnologica unicamente al conseguimento del bene comune globale. Per farlo, occorre promuovere strenuamente un rapporto armonico, equilibrato e non distruttivo tra l’essere umano, l’ambiente naturale e la macchina tecnologica, nel più profondo rispetto di ogni singola forma di vita presente sul nostro fragile pianeta azzurro.

Il calendario accademico: i seminari online e i convegni di novembre a Roma

L’Intelligenza Artificiale, come sottolineato nel manifesto fondativo del progetto universitario, non è più confinabile nei laboratori informatici: oggi essa incide pesantemente e direttamente non solo sulla fiducia pubblica verso le istituzioni, sui delicati e vulnerabili processi democratici del voto e sulla qualità e veridicità dell’informazione che consumiamo, ma ha un impatto profondo e dirompente sulla vita quotidiana stessa delle persone, sull’ambiente fisico in cui vivono e sull’equilibrio climatico dello stesso pianeta che le ospita.
Proprio a fronte di questa innegabile complessità strutturale, la gestione del fenomeno richiede urgentemente una governance globale e multilivello che sia in grado di integrare armonicamente le fredde e calcolatrici competenze ingegneristiche e tecniche con una fortissima responsabilità sociale e morale, sostenuta da una chiara, luminosa e ottimistica visione di futuro. Per contribuire attivamente, concretamente e dal basso a questo ambizioso traguardo, la Facoltà romana ha stilato un calendario denso di appuntamenti di altissimo livello. Nello specifico, l’ateneo promuove ben tre seminari online di riflessione teorica previsti al mattino, abbinati a tre incontri online più operativi al pomeriggio, che si terranno esattamente nelle date del 7, 14 e 21 novembre 2026. L’intero, monumentale percorso accademico culminerà e troverà il suo compimento definitivo nella memorabile e imperdibile giornata di giovedì 28 novembre 2026, data in cui l’università ospiterà due straordinari convegni internazionali rigorosamente in presenza. Al mattino sarà affrontata e sviscerata la delicatissima parte etica della riflessione sull’Intelligenza Artificiale con il grande eponimo convegno “AI AnthropoCosmic”, mentre nel corso del pomeriggio, il secondo convegno intitolato “AI Laboratori del Domani” avrà il compito fondamentale di restituire al grande pubblico e alla stampa tutti gli esiti, le conclusioni e le scoperte emerse dagli incontri online dei giorni precedenti e dalla fitta selezione operata tramite la Call for Paper. Una grande, attesissima Tavola Rotonda finale, cui sono stati formalmente invitati numerosi relatori di altissimo e prestigioso profilo internazionale, chiuderà solennemente i lavori in presenza presso l’imponente e bellissima sede della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma (situata in piazza dell’Ateneo Salesiano 1). La partecipazione ai convegni è gratuita, ma a causa dell’enorme interesse già suscitato, gli organizzatori ricordano che la sala accademica dispone di una capienza limitata di soli 400 posti, rendendo di fatto caldamente opportuna e consigliata una registrazione anticipata sul sito ufficiale per non rischiare di rimanere esclusi da un evento che promette di segnare un prima e un dopo nel fondamentale dibattito sull’etica delle macchine pensanti.

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Tecnologia

Grande jazz a Luco dei Marsi: il Venanzio Venditti Quartet con la stella Roberto Gatto

La grande musica d’autore sbarca nel cuore della Marsica con un evento di assoluto prestigio internazionale. Domenica 4 ottobre, alle ore 18:00, la suggestiva e storica sala della Società Operaia di Luco dei Marsi ospiterà il formidabile Venanzio Venditti Quartet. Il talentuoso sassofonista e compositore (di origini proprio luchesi) presenterà al pubblico il suo ultimo e premiatissimo lavoro discografico “Inside” facendosi accompagnare da una formazione eccezionale e titanica: ospite speciale alla batteria sarà infatti l’icona vivente del jazz italiano Roberto Gatto, supportato magistralmente dall’elegante tocco di Roberto Tarenzi al pianoforte e dal corposo groove di Francesco Puglisi al contrabbasso. Il sindaco di Luco dei Marsi, Giorgio Giovannone, ha espresso enorme soddisfazione per un appuntamento musicale di così alto profilo, nato nell’ambito della rassegna “Marsi’n Jazz”, che inaugura in pompa magna la stagione autunnale del borgo marsicano. I posti per ammirare da vicino queste vere e proprie leggende della musica jazz sono ovviamente e strettamente limitati: il costo del biglietto è fissato a 20 euro e la prenotazione anticipata è obbligatoria per non rischiare di restare senza posto. Leggi dove acquistare i tagliandi e tutte le esclusive curiosità sulla carriera della formazione musicale👇

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Locandina evento Luco dei Marsi

Luco dei Marsi  – La grande e raffinata musica dal vivo d’autore, quella capace di rapire l’anima e trasportare gli ascoltatori in un viaggio sonoro indimenticabile e profondo, si prepara a fare tappa fissa e a dominare incontrastata il suggestivo territorio della Marsica. Quattro musicisti di calibro e di straordinario talento artistico, quattro percorsi musicali di primissimo piano nel panorama discografico e un’immersione totale, passionale e imperdibile nella meravigliosa e complessa architettura della grande musica d’improvvisazione. Sono questi, in estrema sintesi, i pregiatissimi e succulenti ingredienti base del memorabile evento culturale che la prossima domenica pomeriggio, esattamente il 4 ottobre a partire dalle ore 18:00, porterà fisicamente e magicamente a Luco dei Marsi l’attesissima e prestigiosa esibizione dal vivo del Venanzio Venditti Quartet, presentandosi per l’occasione in una maestosa e irripetibile formazione straordinaria d’eccezione. Il palco luchese, infatti, vedrà esibirsi e duettare il formidabile e virtuoso Venanzio Venditti, indiscusso padrone di casa al sax tenore, accompagnato e sostenuto ritmicamente dalla titanica presenza del grande maestro Roberto Gatto alla batteria acustica, dalle sapienti ed eleganti progressioni armoniche di Roberto Tarenzi al pianoforte e dalle calde e corpose note di Francesco Puglisi, saldamente ancorato al suo imponente contrabbasso. Si tratta, senza ombra di dubbio o timore di smentita, di una formazione musicale di assoluto e certificato prestigio internazionale, messa in campo per dare vita a un evento di caratura superiore fortemente, caparbiamente e orgogliosamente voluto dall’intera Amministrazione Comunale marsicana, che con questo incredibile e inaspettato “colpo” a sorpresa inaugura ufficialmente in pompa magna la sua nuovissima e ricca stagione di eventi autunnali all’insegna della cultura e della grande musica di qualità.

L’apertura della stagione autunnale: la soddisfazione del sindaco Giovannone

L’arrivo in paese di artisti di questa enorme risonanza mediatica e artistica rappresenta un vero e proprio vanto e un fiore all’occhiello per la giunta comunale, che punta a trasformare il centro marsicano in un polo d’attrazione.
«Avremo finalmente il grandissimo onore e il piacere indescrivibile di poter ospitare e applaudire sul nostro palco cittadino degli artisti dal comprovato respiro internazionale, musicisti immensi che, con il loro impareggiabile e cristallino talento, daranno sicuramente vita a un appuntamento musicale di altissimo e inarrivabile profilo», ha tenuto a sottolineare pubblicamente, con palpabile e giustificato orgoglio e soddisfazione istituzionale, il primo cittadino luchese, il sindaco Giorgio Giovannone. «Si tratta di un grandissimo e curato evento dal vivo che conferma in maniera inequivocabile e perentoria come l’abitato di Luco dei Marsi continui ostinatamente e caparbiamente ad affermarsi, anno dopo anno, non solo come un borgo turistico, ma quale vera e propria ‘casa’ accogliente e sicura per la cultura a tutto tondo, per l’arte e per i protagonisti di altissima caratura del panorama nazionale. Lavoriamo costantemente e quotidianamente con la massima attenzione e dedizione politica a iniziative coraggiose in grado di arricchire fattivamente e concretamente l’offerta culturale e formativa di tutto l’intero territorio marsicano, nel tentativo di creare sempre nuove, stimolanti e intelligenti occasioni di partecipazione condivisa per la nostra amata comunità residente, e onestamente non potevamo sognare o desiderare modo migliore, elegante e scoppiettante per aprire in bellezza la lunga e fredda stagione degli eventi autunnali».

Venanzio Venditti torna a casa: il grande e riconosciuto successo di “Inside”

La serata avrà un sapore emotivo e personale del tutto particolare, speciale e profondamente commovente per colui che salirà alla ribalta del palcoscenico come protagonista assoluto: Venanzio Venditti.
Il bravissimo, eclettico e infaticabile sassofonista e abile compositore, infatti, vanta fieri e solidissimi natali e origini proprio all’interno del comune luchese. Venditti è ormai da tempo immemore il protagonista indiscusso e luminoso di un percorso artistico di assoluto rilievo nazionale, un cammino musicale declinato ed espresso magistralmente attraverso uno stile personalissimo, intessuto e costruito sapientemente su un peculiare e affascinante mix di continua e ossessiva ricerca timbrica, totale e devoto rispetto della secolare tradizione afroamericana e sferzate di innovativa contemporaneità melodica. Un mix geniale e coraggioso che è stato più e più volte osannato e lungamente applaudito a scena aperta da numerose, esigenti e appassionate platee e accademie musicali sparse sia sul territorio nazionale che su palcoscenici esteri. La consacrazione artistica definitiva di Venditti è testimoniata tangibilmente dal suo ultimo, incredibile e maturo lavoro discografico da studio, intitolato significativamente “Inside”. Questo prezioso e complesso disco, realizzato minuziosamente assieme ai membri del fido Venanzio Venditti Quintet e coraggiosamente pubblicato in Italia dalla prestigiosa etichetta indipendente Alfa Music, ha recentemente e meritatamente ottenuto uno straordinario, inaspettato e unanime successo di pubblico pagante e amplissimi e documentati riconoscimenti e premi da parte della sempre severa e spietata critica specializzata di settore, guadagnandosi di diritto e con grande merito un ambitissimo posto fisso tra le preziose selezioni dei migliori Top Jazz 2024 stilate e pubblicate dalla prestigiosa, iconica e autorevole rivista cartacea di settore Jazzit.

Un quartetto d’eccezione: la stella Roberto Gatto, Tarenzi e Puglisi

Se il sax tenore di Venditti rappresenta il cuore pulsante e l’anima marsicana e melodica del progetto discografico e live, il resto del quartetto costituisce una spina dorsale ritmica letteralmente da brividi.
Ospite speciale, eccezionale e punta di diamante dell’intera formazione allargata, sarà infatti il leggendario batterista romano Roberto Gatto, considerato unanimemente da critica e pubblico come una delle stelle assolute, viventi e contemporanee del grande e prolifico jazz italiano nel mondo. Gatto porta in dote al quartetto una carriera solista e corale sterminata, lunghissima, enciclopedica e prestigiosissima, costruita mattoncino su mattoncino attraverso decenni di fondamentali collaborazioni storiche in studio di registrazione e dal vivo con i più numerosi, famosi e giganteschi protagonisti del jazz e della musica d’autore nazionale e internazionale, un curriculum irripetibile che lo ha reso negli anni una vera e propria icona vivente e una inossidabile presenza di riferimento e di ispirazione fissa e ineludibile per l’intera scena musicale nazionale. A completare magistralmente la maestosa formazione jazzistica luchese, troveremo seduto sgabello del pianoforte il maestro Roberto Tarenzi, brillante pianista dalla solida e indiscussa esperienza internazionale e fine interprete musicale, capace di muoversi agilmente, con grandissima, sorprendente e geniale sensibilità e tocco felpato, tra la radicata tradizione classica del genere e i più sperimentali, spigolosi e audaci linguaggi armonici e sincopati contemporanei. Infine, a sorreggere le frequenze basse e il groove inarrestabile della ritmica, ci sarà la sicura maestria di Francesco Puglisi, storico contrabbassista annoverato tra i musicisti turnisti maggiormente richiesti, stimati e apprezzati dell’intera e affollata scena jazz italiana moderna, vero e proprio protagonista e pilastro silenzioso nel corso della sua gloriosa carriera di innumerevoli e stimate collaborazioni di rilievo assoluto.

Marsi’n Jazz: come partecipare al concerto alla Società Operaia (info biglietti)

La colta e variegata proposta musicale pensata e arrangiata dal quartetto per l’occasione spazierà elegantemente e senza soluzione di continuità tra la rilettura moderna e personale di grandi e immortali standard della nobile tradizione jazzistica americana (rivisitati con classe e maestria) e l’esecuzione intensa, energica e sentita di brani e composizioni del tutto originali, prevalentemente tratte dall’ultimo fortunato album di Venditti, “Inside”. Il risultato assicurato sarà un’interpretazione live esplosiva, che sarà l’esatta e perfetta sintesi creativa e ritmica di quattro intense, diversissime e poliedriche sensibilità artistiche che si fonderanno in un corpo solo. Un mix che colloca di prepotenza e di diritto l’appuntamento musicale marsicano tra quelli assolutamente imperdibili, elitari e di primissima fascia dell’intera stagione regionale abruzzese.
L’atteso evento dal vivo, organizzato in maniera certosina nell’ambito della più ampia e prestigiosa programmazione del cartellone di Marsi’n Jazz (l’ottima e colta rassegna musicale territoriale promossa dall’Associazione Culturale Ars Blue Note APS e curata dall’attenta e scrupolosa direzione artistica affidata a Franco Finucci), si terrà al chiuso all’interno dell’accogliente e storica sala centrale della sede operativa della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Luco dei Marsi, situata in via Duca degli Abruzzi al civico 121. A causa dell’incredibile e prevedibile afflusso di appassionati provenienti anche da fuori provincia e dalle regioni limitrofe per poter ammirare le gesta e le pelli suonate da Roberto Gatto e le evoluzioni di Venanzio Venditti, l’organizzazione ci tiene a precisare che i posti a sedere disponibili in sala sono strettamente limitati. Per questo motivo, la tempestiva prenotazione e l’acquisto anticipato dei biglietti d’ingresso si rende assolutamente obbligatoria per garantirsi l’accesso al concerto. I preziosi ticket, in vendita a un costo estremamente contenuto, popolare e democratico di appena 20 euro a persona, sono attualmente e fisicamente disponibili e acquistabili presso il noto negozio e fermopoint gestito da Gianni De Rosa, situato in via Duca degli Abruzzi 153 sempre a Luco dei Marsi, oppure per comodità recandosi direttamente nel centro di Avezzano, in Corso della Libertà 108, presso le prevendite autorizzate della libreria cittadina Ubik.

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Eventi

DataPolis 2026 a Bagheria: cittadinanza digitale, intelligenza artificiale e grandi ospiti

La tecnologia, l’Intelligenza Artificiale e il potere democratico dei Big Data sono pronti a sbarcare in Sicilia! Dal 24 al 26 settembre, la suggestiva cornice di Palazzo Butera a Bagheria ospiterà la terza attesissima edizione di “DataPolis – Il Festival della Cittadinanza Digitale”. Un evento gratuito per capire come i dati influenzano la nostra vita, la politica e l’informazione globale. Un parterre di ospiti eccezionale guiderà laboratori, dibattiti e lectio magistralis: si alterneranno i volti noti del giornalismo investigativo, l’attrice Chiara Francini, il Direttore dell’Istat, e – in collegamento da remoto – pesi massimi del calibro del procuratore antimafia Nicola Gratteri, del celebre climatologo Luca Mercalli (che parlerà di fake news ambientali) e dell’astronauta Luca Parmitano, che ci racconterà lo spazio profondo attraverso l’analisi dei dati! Durante la tre giorni verrà premiato il bagherese Daniele Cinà, capo della comunicazione social del sindaco di Roma. Scopri il programma completo nel nostro articolo 👇

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Datapolis Bagheria

Bagheria (Palermo) – L’impatto rivoluzionario delle nuove tecnologie e, in particolar modo, lo strapotere invisibile dell’Intelligenza Artificiale e la sterminata mole dei Big Data, stanno plasmando e condizionando in maniera irreversibile il nostro presente e il futuro delle nostre istituzioni democratiche. Proprio per indagare a fondo questi complessi e affascinanti scenari, torna in scena l’attesissimo DataPolis, il Festival italiano interamente dedicato alla Cittadinanza Digitale.
La kermesse tecnologica e culturale, giunta ormai alla sua terza, fortunata edizione, prenderà vita nella splendida e suggestiva cornice del comune di Bagheria, in provincia di Palermo. A partire da martedì 24 fino a giovedì 26 settembre 2026, i meravigliosi e storici spazi della prestigiosa sede di Palazzo Butera si trasformeranno in un gigantesco ed effervescente laboratorio intellettuale. Saranno tre giorni intensissimi, letteralmente fitti di incontri pubblici, dibattiti accesi, tavole rotonde, laboratori interattivi e preziosissime sessioni di formazione avanzata. Il focus principale della manifestazione, come da tradizione, ruoterà magistralmente attorno ai delicati e sempre più interconnessi temi della gestione etica dei dati informatici, dei limiti dell’intelligenza artificiale generativa, della tenuta della democrazia nell’era dei social network e della corretta e imparziale diffusione dell’informazione giornalistica. Il Festival, nato per brillante iniziativa dell’associazione NetPolitics APS e realizzato in strettissima e virtuosa collaborazione con il Comune di Bagheria, si ispira profondamente ai rigidi e nobili principi etici racchiusi all’interno del Manifesto per l’uso responsabile dei dati, un importante documento programmatico elaborato e pubblicato dalla stessa associazione nel 2024.

Le parole di Salmi: “I dati non sono un tecnicismo, ma uno strumento di cittadinanza”

L’anima concettuale della manifestazione bagherese consiste nel riuscire a far dialogare tra loro due mondi apparentemente distanti: alternando, cioè, momenti di grandissima e accessibile divulgazione aperta al grande pubblico, a rigorosi percorsi di formazione professionale rivolti in maniera specifica agli addetti ai lavori (come giornalisti, professionisti della comunicazione digitale, uffici stampa e amministratori della cosa pubblica).
A raccontare con estremo e malcelato orgoglio il profondo significato civile e politico di questo percorso è Lorenzo Salmi, vulcanico presidente di NetPolitics APS e vera e propria anima promotrice del festival siciliano. «Riuscire ad arrivare alla terza edizione di questo evento significa sostanzialmente che DataPolis non è più considerabile come un felice ma isolato episodio, ma rappresenta ormai un percorso stabile e strutturato che cresce, muta e si fortifica di anno in anno», ha spiegato ai cronisti Salmi. «Abbiamo costruito e difeso con i denti un festival in cui i dati non vengono più percepiti come un freddo e arido tecnicismo riservato a una piccola élite di addetti ai lavori o ingegneri informatici, ma si rivelano finalmente per ciò che sono: un potentissimo strumento di cittadinanza attiva. Servono per capire esattamente come funzionano la nostra democrazia, la complessa macchina dell’informazione globale e l’amministrazione delle nostre città. Mettere a sedere allo stesso identico tavolo studenti giovanissimi, giornalisti d’assalto, amministratori pubblici e grandi comunicatori, è la chiave del nostro enorme successo. Offriamo un vero e proprio hackathon, una formazione di alto livello (totalmente gratuita e ufficialmente accreditata), e soprattutto presentiamo al pubblico degli ospiti capaci di parlare un linguaggio chiaro e comprensibile a tutti. Questa è ed è sempre stata l’esatta missione primaria per cui, anni fa, è nata l’idea di NetPolitics». Un festival, insomma, che si conferma una preziosa occasione di crescita e di rilancio d’immagine per la città di Bagheria, capace di attrarre investimenti e di portare sul territorio regionale competenze altissime e un confronto culturale di spessore internazionale.

Un parterre di ospiti: da Gratteri a Parmitano, passando per Mercalli e Francini

Per affrontare tematiche così vaste e dirimenti per il futuro della collettività, il coordinamento scientifico del programma (magistralmente affidato alle cure di Marco Laudonio, noto docente di Comunicazione pubblica e istituzionale presso la prestigiosa Università La Sapienza di Roma) ha allestito un vero e proprio parterre de rois, capace di spaziare agilmente dalla scienza dura allo spettacolo, dalla magistratura al giornalismo d’inchiesta.
Tra le tantissime e acclamate personalità che interverranno in presenza fisica a Palazzo Butera, spiccano senza dubbio i nomi della brillante attrice e scrittrice fiorentina Chiara Francini (protagonista di una lunga e attesa intervista a tutto campo), del noto conduttore e giornalista Federico Ruffo (volto noto della Rai, attualmente alla validissima e ferma guida del celebre programma di servizio pubblico “Mi Manda Raitre”), e del decano dell’informazione Paolo Di Giannantonio (storico ideatore e curatore dello speciale “Lezioni di mafie” andato in onda con enorme successo sulle reti La7). Ad arricchire ulteriormente i panel di discussione interverranno svariati giornalisti, direttori e opinionisti di punta provenienti dalle più importanti e blasonate redazioni del panorama informativo italiano: dai canali all-news di RaiNews24 e TGR Rai, fino alle prestigiose firme de Il Fatto Quotidiano, La Stampa, Fanpage, Facta e il popolarissimo sito Dagospia. Di altissimo profilo, per importanza istituzionale, sarà poi l’attesissima lectio magistralis tenuta direttamente dal Direttore generale dell’Istat, Michele Camisasca. Il suo intervento, che arriva significativamente nell’anno delle celebrazioni del centenario della fondazione dell’Istituto di statistica e dell’ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, s’intitolerà “100 anni di dati: la statistica ufficiale per le policy e la polis”.

Le connessioni da remoto e il premio al comunicatore Daniele Cinà

Oltre agli ospiti presenti fisicamente a Bagheria, il cartellone di DataPolis 2026 prevede una fittissima ed entusiasmante rete di prestigiosi collegamenti in diretta video con esperti di fama internazionale.
Al celeberrimo climatologo Luca Mercalli, figura storica e presidente in carica della Società Meteorologica Italiana, è stato strategicamente affidato l’atteso keynote speech della giornata di chiusura dei lavori. Nel suo delicatissimo e richiestissimo intervento, Mercalli sviscererà il pericolosissimo legame esistente tra la negazione del cambiamento climatico e il dilagare inarrestabile delle cosiddette fake news (le bufale) sulle piattaforme social mondiali. Altrettanto atteso è l’intervento spaziale e fantascientifico dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), Luca Parmitano. Il celebre militare e scienziato siciliano interverrà infatti all’interno della particolarissima sessione tematica denominata “Dati e astrofisica”, dove dialogherà apertamente con Davide Gandolfi (docente di Astrofisica presso l’Università degli Studi di Torino) per raccontare al pubblico il cruciale ruolo dei dati numerici e della tecnologia osservati, letteralmente, “da una prospettiva extraterrestre”. Tra gli altri attesi interventi da remoto spiccano anche quelli di Francesco Costa (seguitissimo Direttore del giornale online Il Post) e, soprattutto, del procuratore della Repubblica di Napoli, il dottor Nicola Gratteri, icona della legalità che interverrà per tracciare la rotta sul contrasto alle mafie attraverso la trasparenza e l’uso intelligente e analitico delle banche dati. Nel corso della febbrile tre giorni palermitana ci sarà spazio anche per le premiazioni ufficiali: a ricevere i meritatissimi onori della giuria sarà infatti Daniele Cinà, affermato professionista originario proprio di Bagheria e attuale responsabile generale della comunicazione digitale del sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. A coronamento del palinsesto, il festival ospiterà fisicamente anche la tanto attesa consegna del prestigioso e storico premio siciliano “Addetto stampa dell’anno”, promosso storicamente dal GUS Sicilia per valorizzare il lavoro spesso oscuro ma vitale degli uffici stampa sul territorio.

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Cultura

Il volto della Sindone nascosto nella Vergine delle Rocce: svelato il nuovo segreto di Leonardo

La geniale mente di Leonardo da Vinci non smette mai di stupirci! L’immenso capolavoro rinascimentale “La Vergine delle Rocce” (nella versione conservata a Londra) nasconde un clamoroso e inaspettato segreto mistico. Il noto ricercatore ed esperto d’arte brasiliano Átila Soares da Costa Filho ha individuato, analizzando accuratamente il dipinto, un “codice” visivo incredibile: proprio al centro della scena sacra, magistralmente dissimulato nei giochi di luce delle formazioni rocciose che fanno da sfondo, Leonardo avrebbe inciso e nascosto l’esatto volto di Cristo così come appare impresso sulla Sacra Sindone di Torino. Non un caso, ma un deliberato gioco psicologico e pittorico che l’artista teorizzava già nel suo celebre “Trattato della pittura”. Un omaggio silenzioso al mistero della redenzione e alla vittoria della vita sulla morte che sconvolge il mondo accademico internazionale. Leggi tutti i dettagli di questa strabiliante scoperta e chi è lo scienziato che l’ha decifrata nel nostro articolo 👇

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Milano – Il fascino oscuro, inesauribile e magnetico che circonda le immense e inestimabili opere pittoriche di Leonardo da Vinci non smette mai di stupire il mondo accademico e i semplici appassionati. Ogni qualvolta si posa lo sguardo sulle pennellate del genio toscano, si ha la netta e inquietante sensazione che la tela stia disperatamente cercando di comunicarci un messaggio cifrato, un segreto ancestrale gelosamente custodito per oltre mezzo millennio.
Oggi, questa sensazione sembra aver trovato una clamorosa e straordinaria conferma scientifica. Se le recentissime e brillanti intuizioni del noto ricercatore e studioso brasiliano Átila Soares da Costa Filho dovessero rivelarsi esatte (come molti indizi lasciano ampiamente supporre), la celeberrima Vergine delle Rocce (nella sua specifica versione conservata oggi a Londra) nasconderebbe al suo interno un ulteriore, sconvolgente segreto esoterico e religioso. Questa sensazionale scoperta, tradotta per l’Italia dalla curatrice Valéria Vicentini, promette di accrescere a dismisura la già leggendaria fama di quest’opera, consacrandola definitivamente come uno dei dipinti più enigmatici, complessi e carichi di valenze mistiche dell’intera storia dell’arte mondiale.

Un enigma inciso nella pietra: il volto nascosto di Cristo

Ma in cosa consiste esattamente questo misterioso “codice” individuato e faticosamente decifrato dallo studioso brasiliano? L’incredibile scoperta riguarderebbe una precisissima allusione visiva, magistralmente incisa e dissimulata da Leonardo direttamente nelle fredde formazioni rocciose che fanno da sfondo e quinta teatrale alla scena sacra.
Osservando attentamente il dipinto proprio al centro della complessa composizione geometrica, un grosso blocco di roccia sembra inequivocabilmente suggerire all’occhio umano i delicati, sofferenti e ben noti lineamenti di un volto maschile. Non si tratterebbe, però, di un volto casuale, ma dell’esatta riproduzione pittorica del volto di Cristo così come appare impresso a fuoco nella Sacra Sindone, il celeberrimo lenzuolo funebre che, secondo la millenaria tradizione cristiana, avvolse il corpo martoriato di Gesù subito dopo la drammatica crocifissione sul Golgota e che oggi è gelosamente conservato e venerato nel Duomo di Torino. Le sottilissime e impalpabili sfumature, i giochi di luce e le minuzie geologiche (vera e inconfondibile cifra stilistica di Leonardo) richiamerebbero in modo impressionante le misteriose impronte ematiche del volto della sacra reliquia, un oggetto che era già al centro di furibonde controversie teologiche fin dalla sua prima, improvvisa comparsa in Europa nel lontano XIII secolo.

Le origini mistiche dell’opera: la vittoria della vita sulla morte

Per comprendere appieno la portata filosofica di questo clamoroso presunto inserimento pittorico, è necessario fare un salto indietro nel tempo e immergersi nelle radici letterarie che ispirarono il Maestro. La realizzazione della complessa Vergine delle Rocce (un travagliato capolavoro completato definitivamente solo nel 1506, dopo essere stato commissionato nel 1483 per la Cappella dell’Immacolata Concezione a Milano) affonda le sue profonde radici teologiche in un antico e misterioso manoscritto intitolato Apocalypsis Nova.
Il testo fu redatto dal noto mistico portoghese João Meneses da Silva (conosciuto dalla Chiesa come il Beato Amadeo). In quelle antiche pergamene viene narrato nel dettaglio un surreale “dialogo mistico” tra il figlio di Dio, Gesù, e San Giovanni Battista, collocato temporalmente in un istante imprecisato dell’eternità che precede incredibilmente la loro stessa nascita terrena. In questa particolarissima e vertiginosa prospettiva teologica, l’inserimento subliminale e nascosto del volto della Sindone da parte di Leonardo si configurerebbe come un ulteriore, geniale e potentissimo strumento visivo di riflessione sul più grande mistero della fede cristiana: la redenzione dell’umanità e l’eterna, luminosa vittoria della vita biologica e spirituale sull’oscurità della morte. Il telo di Torino, infatti, è indissolubilmente e dogmaticamente legato all’idea assoluta della resurrezione carnale.

L’inganno visivo di Da Vinci: quando le macchie diventano arte

“Se davvero questa fosse stata un’intenzione volontaria e deliberata di Leonardo”, osserva acutamente il ricercatore Átila Soares, “questa inveterata consuetudine di celare riferimenti fortemente simbolici e messaggi nascosti nelle sue creazioni troverebbe un’ulteriore e definitiva conferma, come peraltro già ampiamente riconosciuto e dibattuto in ambito accademico mondiale”.
D’altronde, la riprova storica di questa tecnica illusionistica ci arriva direttamente dalla penna dello stesso genio toscano. Come ricordava e insegnava magistralmente lo stesso Leonardo all’interno del suo celeberrimo Trattato della pittura, è proprio nelle forme apparentemente confuse, disordinate e caotiche della natura che l’ingegno superiore e allenato del pittore deve trovare nuove e stimolanti invenzioni. L’osservazione prolungata e maniacale di vecchie macchie di umidità sui muri o di figure irregolari incise nella nuda pietra era, per Da Vinci, una fonte inesauribile e quotidiana di ispirazione (un fenomeno psicologico che oggi la scienza moderna definisce “pareidolia”). Ogni singolo elemento del paesaggio, nella sua immensa visione artistica, poteva e doveva trasformarsi in un difficilissimo esercizio di percezione ottica e di invenzione intellettuale. Nulla si rivela più autenticamente e intimamente ‘leonardesco’ di questo meraviglioso gioco di ombre, che il maestro eseguì avvalendosi della collaborazione dei fratelli Ambrogio ed Evangelista de Predis.

L’autore della scoperta: tra arte e Intelligenza Artificiale

Va infine sottolineato che la sensazionale scoperta si inserisce perfettamente in un filone di ricerca che il professor Soares conduce con successo da moltissimo tempo, una titanica indagine accademica volta a dimostrare le fortissime e storiche vicinanze intellettuali e geografiche del Maestro alla reliquia torinese. Un percorso già battuto in passato da altri celebri studiosi internazionali (come il medico Gabriele Montera e la storica Yasmin von Hohenstaufen), e che oggi viene potenziato dall’uso delle nuove tecnologie.
Átila Soares da Costa Filho, autore dell’attuale ricerca, non è un semplice appassionato d’arte, ma uno stimato esperto di Patrimonio, Paleontologia e Storia dell’Arte, nonché brillante CEO di Luminari, un avanzatissimo sistema tecnologico basato sull’Intelligenza Artificiale creato proprio per l’autenticazione scientifica delle antiche opere d’arte. Lo studioso è noto a livello globale per aver incredibilmente ricostruito al computer, sempre grazie all’uso incrociato dell’I.A., il probabile volto della Vergine Maria proprio a partire dall’impronta della Sacra Sindone. Oltre a essere un ricercatore di punta, Soares siede nei consigli scientifici delle più prestigiose fondazioni mondiali, dalla Mona Lisa Foundation di Zurigo alla Fondazione Leonardo da Vinci di Milano, ed è attualmente impegnato in nuovi studi che ipotizzano analoghi e clamorosi richiami alla Sindone persino nell’opera del grande Michelangelo Buonarroti, l’eterno e geniale “rivale” di Leonardo.

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