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PREMIO SERGIO PEROSA 2024: DUE VINCITRICI PER LA “LETTERATURA VIVA” E L’EREDITÀ DI UN GIGANTE DELL’ANGLISTICA

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PREMIO SERGIO PEROSA 2024: DUE VINCITRICI PER LA “LETTERATURA VIVA” E L’EREDITÀ DI UN GIGANTE DELL’ANGLISTICA

Redazione-  È stato al crepuscolo di una serata densa di cultura che la seconda edizione del Premio di Anglistica “Sergio Perosa” ha consegnato i suoi riconoscimenti, celebrando eccellenze italiane nella ricerca su letteratura e cultura inglese. Davanti a un pubblico di accademici, editori e appassionati, la giuria ha proclamato ex aequo i vincitori del montepremi da 2 500 euro ciascuno: Sara Antonelli per “Domani correremo più forte. Vita letteraria di F. Scott Fitzgerald (Feltrinelli) e Milena Romero Allué per “Cultura ermetica e nuova scienza nella letteratura inglese del Rinascimento” (Cleup).

Una lettura diversa di Fitzgerald

Antonelli, accademica di Bologna, ha stupito la commissione per la capacità di ricostruire la vita di Fitzgerald al di là del mito romantico di Zelda Sayre. Il suo volume propone una “vita letteraria” basata su un’attenta analisi delle opere dell’autore, dal This Side of Paradise a The Great Gatsby, evidenziando i punti di contatto tra le vicende personali, le sofferenze interiori e le scelte stilistiche. La critica ha lodato la “scrittura fluida e incisiva” con cui Antonelli “scevra” (sceglie, coniuga) i complessi rispecchiamenti di vita e arte, dimostrando che il narratore non è un “svagato improvvisatore” ma un “maestro di vita trasformata in letteratura”. Il libro si arricchisce inoltre di ritraduzioni in lingua italiana di alcuni racconti, testimonianza della padronanza dell’autrice sia come studiosa sia come traduttrice.

L’eredità ermetica di un Rinascimento scientifico

Romero Allué, professoressa di Padova, ha spostato i riflettori sul ruolo delle tradizioni magiche ed ermetiche nella letteratura del Seicento inglese, tracciando un filo conduttore che porta al pensiero di Francis Bacon e all’avvento della scienza moderna. Il lavoro si fonda su un “filone di studi” iniziato con Frances Yeats e la scuola di Warburg, analizzando autori e testi ancora intrisi di simbolismi rosacrocchi, alchimia e filosofia hermetica. La giuria ha sottolineato l’“ampiezza di informazioni”, la “scrittura sicura” e la “persuasiva argomentazione” di Romero Allué, che riesce a rendere accessibile un periodo complesso senza sacrificare la profondità critica.

Segnalazioni di merito e quadro del premio

Tra le segnalazioni di merito, la commissione ha evidenziato il lavoro di Domenico Lovascio sulla curatela del teatro “Thierry and Theodoret” (Manchester University Press) e quello di Paola Tonussi per “Rupert Brooke. Lo splendore delle ombre” (Editrice Ares). Il premio, con un fondo biennale di 5 000 euro, è riservato a opere di autori italiani pubblicate in italiano o in inglese, includendo traduzioni, edizioni critiche e studi su letteratura, poesia, teatro o cultura anglo‑americana.

L’eredità di Sergio Perosa

Il nome del premio rende omaggio al prof. Sergio Perosa, emerito di Ca’ Foscari, grande punto di riferimento per gli studi anglistici in Italia. Oltre a una carriera accademica di quasi sei decenni e a numerosi incarichi di prestigio (presidente dell’Ateneo Veneto, direttore di riviste scientifiche, traduttore di Shakespeare), Perosa ha donato alla Fondazione Cassamarca la sua biblioteca personale: una collezione di circa 20 000 volumi di letteratura inglese, anglo‑americana e comparata, ora ospitata a Ca’ Spineda. La cerimonia di premiazione è stata dunque non solo una celebrazione delle opere vincitrici, ma anche un tributo alla vita intellettuale di un gigante della critica letteraria.

Con la Premio Sergio Perosa la scena culturale veneziana riafferma il suo ruolo di laboratorio di ricerca e di promozione del dialogo tra letteratura e scienza, aprendo la strada a nuove generazioni di studiosi pronti a “correr più forte” nella scoperta dei rivelli della parola.

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Gelati letterari, la rassegna cambia sede e approda al “Lido Coralba” di Pescara

🍦 I Gelati Letterari si spostano al Lido Coralba di Pescara! Non perdere l’incontro di giovedì 2 luglio con tanti autori e presentazioni imperdibili.

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#Pescara #GelatiLetterari #Cultura #EventiPescara

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Locandina 2 luglio

Pescara – La cultura torna protagonista lungo il litorale adriatico con una novità logistica importante per uno degli eventi più attesi dell’estate pescarese. La sedicesima edizione dei Gelati Letterari, il ciclo di incontri curato dall’associazione culturale I Borghi della Riviera Dannunziana, annuncia il trasferimento delle proprie attività presso lo stabilimento balneare Coralba, situato in viale Primo Vere 27/1, nella zona sud della città, non lontano dal confine con Francavilla al Mare.

Il cambio di scenario, dettato da imprevisti legati all’indisponibilità della struttura che ospitava in precedenza la rassegna, non altera lo spirito della manifestazione. Gli organizzatori hanno infatti provveduto a traslocare di pochi metri, mantenendo intatto lo stretto legame tra il mare e la diffusione del pensiero letterario. La location prescelta, punto di riferimento per chi frequenta la riviera sud, continuerà a offrire quella cornice di brezza marina e tranquillità ideale per presentare le opere scelte per il cartellone estivo.

Il programma del 2 luglio e gli ospiti della serata

L’appuntamento è fissato per giovedì 2 luglio, a partire dalle ore 19:30. Il format, che ripropone il successo della scorsa stagione, suddivide il calendario tra i mesi di giugno e agosto, mantenendo la centralità del giovedì come giorno dedicato alla condivisione di volumi, saggi e romanzi. La serata vedrà una densa scaletta di interventi, pensata per offrire al pubblico una panoramica variegata sulla produzione letteraria contemporanea.

Sul palco si alterneranno diverse voci autorevoli del panorama editoriale locale e nazionale: Franca De Santis presenterà “Il cantico dell’amore”, seguita da Egisto Rossetti, che discuterà dei temi contenuti nel suo “L’oro di Annarella”, e da Paolo Carella con l’opera “Sacrilegio”. A moderare il dibattito sarà Antonietta Florio, figura storica dell’associazione che guiderà il dialogo tra gli ospiti. Nel corso dell’evento prenderanno la parola anche Maria Pellicciotta, che parlerà del suo “Oltre il velo”, e la terna composta da David Ferrante, Argia Pirozzi e Manola Di Tullio, che presenteranno il testo “Farfalle”.

Per dare ritmo alla serata, il segmento denominato “Voci in dieci minuti” è stato affidato a Gabriella Ciaffarini, che offrirà spunti di riflessione rapidi e incisivi. Alcuni degli scrittori presenti in questa edizione saranno inoltre protagonisti delle iniziative legate agli Stati Generali della casa editrice Solfanelli, consolidando il legame sinergico tra la rassegna e il mondo dell’editoria indipendente.

Il ruolo della rassegna nel tessuto culturale pescarese

La sedicesima edizione dei Gelati Letterari gode del patrocinio dell’assessore alla Cultura Maria Rita Carota e del sostegno economico della Fondazione PescarAbruzzo. Questi elementi confermano l’importanza strategica della manifestazione per il Comune di Pescara, che vede in questo evento uno strumento di promozione del territorio. La rassegna, anno dopo anno, ha registrato una crescita costante nel numero di presenze, arrivando a saturare quasi sistematicamente i posti disponibili nello spazio balneare.

Antonio Fagnani, presidente dell’associazione I Borghi della Riviera Dannunziana, sottolinea la visione alla base di questo progetto: “La cultura non è un bene di lusso, è un bene di prima necessità, proprio come un ottimo gelato in una serata d’estate”. Questa filosofia ha permesso all’evento di radicarsi profondamente in un’area, quella di viale Primo Vere, che rappresenta una delle zone più vivaci della costa pescarese durante la stagione calda.

Gli organizzatori invitano il pubblico a partecipare numerosi per vivere momenti di confronto intellettuale uniti alla leggerezza tipica delle serate estive. La formula adottata, che mescola la convivialità del lido con la profondità della pagina scritta, si dimostra ancora una volta una scommessa vincente, capace di intercettare non solo i lettori accaniti, ma anche i semplici cittadini che desiderano trascorrere un giovedì sera differente dal solito. L’invito rimane quello di seguire i prossimi appuntamenti in programma fino al mese di agosto, per non perdere l’occasione di dialogare direttamente con gli autori che contribuiscono a mantenere vivo il dibattito culturale in Abruzzo.

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“La Nuova Intelligenza” : come il cervello umano si sta adattando all’era digitale tra biologia e futuro

🧠 Il nostro cervello sta cambiando per adattarsi a un mondo sempre più veloce e interconnesso: non conta più solo cosa sai, ma come riesci a collegare idee diverse tra loro. Arturo Artom ne discute a Roma il 1 luglio con Lavinia Biagiotti, Giampiero Massolo e Monica Setta.

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#LaNuovaIntelligenza #ArturoArtom #RomaEventi #Innovazione

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Locandina Evento

Roma – Il cuore pulsante della capitale, la storica Galleria Alberto Sordi, si prepara ad accogliere un appuntamento di rilievo culturale nel pomeriggio di mercoledì 1 luglio alle ore 18:30. Presso la libreria Mondadori, situata in questo iconico spazio architettonico che collega via del Corso a piazza Colonna, si terrà la presentazione del saggio “La nuova intelligenza”, scritto da Arturo Artom ed edito da Piemme. L’incontro non rappresenta solo una semplice presentazione editoriale, ma si propone come un momento di riflessione collettiva su una trasformazione antropologica che sta riscrivendo le regole del successo individuale e sociale nell’attuale ecosistema globale.

L’evento vedrà la partecipazione di figure di primo piano del panorama nazionale, chiamate a confrontarsi sulla tesi provocatoria dell’autore. Insieme ad Arturo Artom saranno presenti Lavinia Biagiotti, esponente di spicco del Made in Italy, e Giampiero Massolo, diplomatico ed esperto di relazioni internazionali. A moderare il dibattito sarà la giornalista Monica Setta, che guiderà il pubblico attraverso i temi cardine di un’opera destinata a far discutere chiunque si occupi di innovazione, educazione e futuro del lavoro.

Una mutazione cognitiva in atto

La tesi centrale del volume di Arturo Artom si distacca dai consueti trattati sull’intelligenza artificiale, focalizzandosi invece sull’intelligenza biologica. L’autore sostiene che, dopo oltre quarant’anni di costante immersione nelle tecnologie digitali, il nostro cervello abbia subito una sorta di selezione naturale. Utilizzando una metafora naturalistica efficace, Artom paragona l’essere umano moderno ai fringuelli delle isole Galapagos studiati da Charles Darwin. Proprio come quei volatili hanno adattato la forma del becco in funzione della tipologia di semi disponibili nel loro habitat, così l’intelligenza umana sta mutando per adattarsi a un ambiente cognitivo che è diventato, nel tempo, estremamente più veloce, interconnesso ed imprevedibile.

Il libro analizza come la capacità mnemonica, un tempo considerata il pilastro del sapere, abbia ceduto il passo a una nuova competenza: la connettività mentale. Non vince più, in questo nuovo contesto, chi possiede la maggiore mole di nozioni, poiché l’accesso al dato è ormai universale e garantito dalla rete. La vittoria intellettuale spetta oggi a chi dimostra di saper collegare idee, competenze e ambiti disciplinari apparentemente distanti tra loro. È un invito a riscoprire una forma di eclettismo moderno che valorizza la capacità di sintesi come risorsa primaria per risolvere i problemi che la contemporaneità ci pone quotidianamente.

Verso un nuovo modello di apprendimento e confronto

L’evento alla Mondadori di Galleria Alberto Sordi si inserisce in un dibattito più ampio che coinvolge le istituzioni e le imprese italiane. La presenza di Lavinia Biagiotti permette di esplorare come queste dinamiche cognitive impattino l’industria creativa e il modo in cui i brand devono comunicare in un mondo in cui l’attenzione è la risorsa più scarsa. Dall’altra parte, l’esperienza diplomatica di Giampiero Massolo offre una prospettiva geopolitica necessaria per comprendere come questa “nuova intelligenza” debba essere applicata alla gestione delle crisi e alla cooperazione internazionale.

Il tema dell’adattamento rimane il filo conduttore dell’intero saggio. Artom suggerisce che, per non subire passivamente il cambiamento, sia necessario comprendere le regole biologiche della nostra evoluzione. Il cervello umano si sta plasmando sui ritmi dell’algoritmo, ma ciò non deve tradursi in una perdita di umanità. Al contrario, la sfida consiste nel mantenere una mente capace di discernimento in un mare di stimoli sensoriali e informativi. La presentazione del 1 luglio a Roma offre quindi l’occasione ideale per chiunque voglia approfondire queste tematiche, confrontandosi direttamente con l’autore in un contesto che celebra la cultura e il pensiero critico nel cuore pulsante della Città Eterna.

Per chi volesse anticipare la lettura o approfondire il pensiero di Artom prima del dibattito, il saggio è già disponibile nei principali canali di vendita e librerie. L’incontro, gratuito e aperto al pubblico, rappresenta un tassello importante nel calendario culturale di Roma per il mese di luglio, promettendo di offrire chiavi di lettura inusuali per decifrare il complesso presente che stiamo vivendo.

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Ischia film festival premia il produttore Enrico Ballarin per il film “Il Diavolo Veste Prada 2”

🎬 Enrico Ballarin riceverà il prestigioso Premio Italy for Movies durante la 24ª edizione dell’Ischia Film Festival per il suo lavoro in “Il diavolo veste Prada 2”. Un riconoscimento che celebra l’eccellenza produttiva italiana nel mondo.

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#IschiaFilmFestival #CinemaItaliano #ItalyForMovies #EnricoBallarin

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Enrico Ballarin

Ischia – La ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival si prepara a celebrare, nel cuore pulsante dell’isola partenopea, una figura chiave dell’industria cinematografica contemporanea. Per il secondo anno consecutivo, la prestigiosa manifestazione isolana ha siglato una collaborazione strategica con Italy for Movies, il portale di riferimento nazionale dedicato alle location e agli incentivi alla produzione, gestito da Cinecittà sotto l’egida del Ministero della Cultura. Al centro dell’attenzione mediatica di questa edizione c’è il Premio Italy for Movies per la Migliore Produzione Esecutiva Italiana, un riconoscimento ideato per accendere i riflettori su quei professionisti che operano dietro le quinte, rendendo possibile la realizzazione di kolossal internazionali sul suolo italiano.

Il ruolo strategico di Enrico Ballarin e il successo produttivo

Il premio dell’edizione 2026 è stato assegnato a Enrico Ballarin, fondatore della storica società Mestiere Cinema. La giuria ha voluto premiare l’eccezionale dedizione profusa da Ballarin nella gestione della produzione esecutiva italiana per il film “Il diavolo veste Prada 2”. Si tratta di un impegno che va ben oltre la semplice logistica: il lavoro di un produttore esecutivo implica la capacità di coordinare maestranze locali, gestire permessi in aree complesse e integrare le necessità artistiche hollywoodiane con le specificità burocratiche e logistiche italiane.

Mestiere Cinema, sotto la guida di Ballarin, ha saputo trasformare le sfide poste da una produzione di tale portata in una risorsa del territorio. Ogni metro quadrato di set allestito in Italia non è soltanto un luogo di ripresa, ma un volano per l’economia locale che genera ricadute occupazionali dirette ed effetti benefici duraturi per l’indotto turistico delle zone interessate dalle riprese. La capacità di Ballarin di saper leggere il territorio ha permesso di coniugare il rigore tecnico necessario per un’opera di respiro globale con la flessibilità richiesta dalle dinamiche di produzione odierne.

La cornice storica del Castello Aragonese

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà sabato 4 luglio in uno scenario di rara bellezza: la suggestiva Chiesa Barocca Diroccata del Castello Aragonese. Questo monumento, che domina il borgo di Ischia Ponte, rappresenta il simbolo dell’intero festival, fungendo da ponte tra la storia millenaria dell’isola e la modernità del linguaggio cinematografico. La scelta di questa location non è casuale: il Castello, con la sua stratificazione storica che parte dall’epoca greca fino al Settecento, incarna perfettamente lo spirito dell’Ischia Film Festival, che da oltre vent’anni valorizza l’identità dei luoghi attraverso lo sguardo dei registi.

Michelangelo Messina, direttore artistico della rassegna, ha sottolineato come la filiera cinematografica non possa prescindere dalle produzioni esecutive. Secondo Messina, queste figure sono il cardine che permette al patrimonio culturale italiano di diventare protagonista attivo nelle storie raccontate sul grande schermo. La collaborazione con Italy for Movies permette di mappare in modo capillare l’intero territorio nazionale, offrendo ai produttori di tutto il mondo strumenti digitali avanzati per individuare le scenografie naturali più adatte alle proprie esigenze narrative, dagli scorci marini della Campania fino ai centri storici del nord Italia.

Una vetrina per il cinema internazionale

Italy for Movies, accessibile tramite il portale omonimo, rappresenta oggi un ecosistema digitale indispensabile. Grazie a questo strumento, il Ministero della Cultura e Cinecittà offrono una visione aggiornata sulle agevolazioni fiscali e sugli incentivi regionali, un aspetto che rende l’Italia una destinazione estremamente competitiva nel panorama mondiale. Giorgio Carlo Brugnoni, direttore generale Cinema e audiovisivo, ha espresso grande soddisfazione per questo riconoscimento, evidenziando come il successo di produzioni come il sequel de “Il diavolo veste Prada” confermi lo status dell’Italia come set naturale preferito dai colossi del cinema mondiale.

L’Ischia Film Festival rimane, dunque, un punto di riferimento non solo per il cinema d’autore, ma anche per l’industria che sostiene la cultura cinematografica. Con il patrocinio dei comuni di Ischia e Forio, e grazie al supporto fondamentale della Regione Campania e della Film Commission, l’evento si conferma ancora una volta un momento di confronto imprescindibile per tutti gli operatori del settore che intendono investire nelle potenzialità del Bel Paese, trasformando ogni piazza, vicolo o spiaggia in un palcoscenico globale.

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