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TOMMASO IMPERIALI | INNI GENERAZIONALI

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TOMMASO IMPERIALI | INNI GENERAZIONALI

Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in vinile “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali per Altavibe Music distribuito da The Saifam Group.

Redazione-  “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali, raccoglie otto tracce scritte negli ultimi tre anni (3 brani sono già presenti nel primo EP “Meccanismi di difesa”, pubblicato nel 2023) che alternano ballad e rock ‘n’ roll, esito di un processo di oltre tre anni di scrittura e di numerosissimi concerti. Filo conduttore del lavoro è il rapporto con il tempo: un passato ingombrante con cui fare i conti, un presente che sembra sfuggire e un futuro che offre sempre meno certezze.

Il vissuto di un ragazzo diventa così una voce collettiva, capace di dare forma alle paure e ai sogni di una generazione. Nei brani si nascondono le ansie dei ventenni, ma anche e soprattutto i loro antidoti: le amicizie, le canzoni, le rock ‘n’ roll band. Lo stile di Imperiali mescola una scrittura cantautorale a un sound rock di ispirazione americana, che prende le mosse da una tradizione che, partendo da Springsteen – dichiarato punto di riferimento di Tommaso –, arriva a nomi contemporanei come Sam Fender e Zach Bryan.

La produzione dei brani è affidata a Lorenzo Cazzaniga, con la partecipazione straordinaria di Elio Rivagli alla batteria su due tracce. I testi sono interamente firmati da Tommaso Imperiali, a eccezione di un brano co-firmato da Daketo, chitarrista e cantautore che dal 2022 accompagna Imperiali in tutta l’attività live.

Le foto e l’artwork del vinile sono stati realizzati da Giada Garattoni, fotografa e videomaker bolognese che da anni collabora con Tommaso e che ha curato anche i videoclip di ben 5 brani dell’album (Raccogli, Qualcuno ha visto Elvis, Inni generazionali, Ragazzini viziati, Le lune di Giove).

Spiega l’artista a proposito dell’album: «Se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei “inni generazionali”, risponderei senza dubbio le canzoni di Springsteen e Dylan o, in Italia, di Guccini e De Gregori. Poi però mi fermo a pensare e mi accorgo che sono gli inni dei nostri genitori, se non dei nostri nonni: forse c’è un problema.

Quest’album per me rappresenta un po’ il riassunto di questi ultimi anni. Ho un grande difetto: non riesco quasi mai a godermi i momenti migliori per la paura che debbano finire, e penso che fissarli su un vinile sia il modo migliore per provare a tenerli vivi.

Anche se sul disco ci sono la mia faccia e il mio nome, senza la mia band tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Suono con loro da quando avevamo 15 anni e, proprio per questo, nei crediti ufficiali del vinile troverete sia chi ha suonato, sia chi “non ha suonato, ma è come se l’avesse fatto”: non ho dubbi nel dire che la parte più bella di tutto questo viaggio sia il fatto condividere ogni passo e ogni palco con i miei migliori amici»

TRACKLIST:

Lato A

Raccogli

Qualcuno Ha Visto Elvis

Inni Generazionali

Ragazzini Viziati

Lato B

Le lune di Giove

Tom Waits

Cosa vi siete persi

I Motivi degli altri

Biografia

Tommaso Imperiali è un cantautore comasco classe 1999.

Nel 2015 inizia a suonare con la band Five Quarters, come cantante e chitarrista. L’energia dei live e il sound caratteristico permettono alla band di diventare una delle realtà più seguite della scena musicale comasca. Con all’attivo oltre 150 concerti e la partecipazione a diversi concorsi (nel 2018 la band vince Obiettivo Bluesin ed è sul main stage del Pistoia Blues Festival, nel 2019 supera le audizioni di X Factor), nel 2021 i Five Quarters pubblicano l’album Storie nuove, che segna l’esordio alla voce di Tommaso e il passaggio all’italiano nella scrittura dei testi.

Dal 2022 inizia la carriera solista, lavorando con il produttore Lorenzo Cazzaniga (Alari Park Studios). Nello stesso anno partecipa ad Area Sanremo, entrando tra i finalisti. A settembre 2023, insieme a Daketo, vince il contest nazionale Cover Me (dedicato a Bruce Springsteen) con la cover di The Wrestler.

A ottobre pubblica Meccanismi di difesa, LP di otto tracce che coniuga una scrittura cantautorale a un sound da rock band nello stile di Sam Fender, The Wallflowers e Train.

Dal 2025 è sotto contratto con l’etichetta Altavibe, con cui ha pubblicato cinque singoli: Le lune di Giove, Ragazzini viziati, Inni generazionali, Qualcuno ha visto Elvis e Raccogli.

Tra il 2025 e il 2026 è impegnato in una ricca attività live (in duo con Daketo e con la band) con oltre 30 concerti tra la Lombardia e il Nord Italia. Tra i live spiccano l’apertura a Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, il concerto in Piazza SS. Annunziata a Firenze, il live al Teatro Sociale di Como e la serata conclusiva del Milano Film Fest.

Attivo anche come compositore di musiche per il teatro, dal 2023 collabora stabilmente con la compagnia Dimore Creative. Tra i suoi principali progetti teatrali spicca Ecologia Capitalista, una produzione Dimore Creative scritta e interpretata da Pietro Cerchiello, con la regia di Ariele Celeste Soresina. Lo spettacolo, che vanta oltre 70 repliche tra l’Italia e la Svizzera, vede Tommaso Imperiali salire sul palco nel duplice ruolo di musicista e attore al fianco di Cerchiello, in uno spettacolo che intreccia musica, narrazione e stand-up comedy.

Sempre con la produzione di Dimore Creative, Imperiali ha firmato le musiche e curato la supervisione a regia e drammaturgia di Concerto per uno sconosciuto, spettacolo ideato e interpretato da Pietro Cerchiello che ha vinto il Premio Scenario 2026 per la sfida artistica ed è in tournée da gennaio 2026. La pièce porta in scena l’avventuroso cammino di un ragazzo sui sentieri della Lapponia, scandito dalla musica eseguita dal vivo da Daketo alla chitarra e Giacomo Tamburini al sax.

Il suo percorso artistico lo vede inoltre impegnato nell’Aiace di Sofocle, una produzione del Teatro Pubblico Ligure di Imperia con la regia di Sergio Maifredi. In questo allestimento, che debutterà ad agosto 2026 nella prestigiosa cornice del Festival di Tindari, Imperiali compone le musiche insieme a Edmondo Romano e sale sul palco come attore e musicista all’interno di un cast che comprende Mino Manni, Mariella Speranza, Pietro Cerchiello e Alessandro Persichella.

A completare il suo profilo si aggiunge, infine, una collaborazione stabile con la realtà bolognese Officina Roversi.

CONTATTI E SOCIAL

Instagram – https://www.instagram.com/tom_quarter/?hl=it

Facebook – https://www.facebook.com/profile.php?id=100010654686478&locale=it_IT

Spotify – https://open.spotify.com/intl-it/artist/3lay8tBUSNKsvHz1hzvx18?si=FWuomBTfSHSaOjwDBVZlhQ

YouTube – https://www.youtube.com/channel/UCIduNXbXHe1MkKLemQbVVog

Etichetta: AltaVibe Music – https://www.instagram.com/altavibemusic/

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Spettacolo

Notti magiche a Milano, riparte il rito del jazz: quattro appuntamenti alla Cascina Cuccagna

Le notti milanesi tornano a tingersi di grande musica! A partire da martedì 6 ottobre 2026, la storica e affascinante cornice di Cascina Cuccagna (nei locali di “Un posto a Milano”) riapre orgogliosamente le porte per la quinta, imperdibile e scoppiettante stagione de “Il rito del jazz”, curata da Musicamorfosi. Un programma di altissima qualità che per tutto il mese di ottobre regalerà al pubblico meneghino un meraviglioso doppio concerto (alle 19.30 e alle 21.30) con ingresso rigorosamente libero e gratuito! Dal sound newyorkese contemporaneo del Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio a Django Reinhardt con il jazz manouche di Davide Parisi. E ancora: le sperimentazioni “psycho” ed elettroniche degli Hibaku Jumoku fino alla chiusura a ritmo di pop e samba con il giovane Bramante Trio. Un appuntamento autunnale assolutamente da non perdere!👇

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Raffaele Fiengo

Milano – Le frenetiche, luminose e caotiche serate autunnali del capoluogo lombardo si preparano a rallentare il loro ritmo incessante per lasciarsi cullare dolcemente dalla magia improvvisata, suadente e travolgente della grande musica dal vivo. Ritorna infatti prepotentemente e orgogliosamente sulla scena cittadina uno degli appuntamenti culturali e musicali in assoluto più amati, attesi e partecipati dal pubblico meneghino. A partire da martedì 6 ottobre 2026, scatterà ufficialmente la prestigiosa e attesissima quinta stagione de Il rito del jazz. La celebre e fortunata rassegna musicale, ideata e organizzata magistralmente dall’attivissima associazione culturale Musicamorfosi in stretta e proficua collaborazione con “Un posto a Milano” e la splendida cornice di Cascina Cuccagna, è pronta a trasformare ancora una volta i caldi e accoglienti locali del ristorante nell’esclusivo e vibrante Cuccagna Jazz Club. L’evento gode del fondamentale sostegno di Nuovo Imaie e del prestigioso patrocinio ufficiale del Municipio 4 del Comune di Milano, con la golosa partnership di St. Germain. La vincente e amatissima formula organizzativa resta rigorosamente e felicemente invariata: la grande musica verrà servita al pubblico una volta alla settimana, proponendo un generoso doppio set serale (il primo previsto per le ore 19.30 e il secondo alle 21.30), mantenendo orgogliosamente l’ingresso libero e completamente gratuito per tutti gli spettatori (previa la consueta prenotazione sul sito ufficiale).

La quinta stagione di Musicamorfosi: un trampolino per il jazz italiano

Dal lontano 2022 fino ai trionfi dell’anno odierno, l’ambizioso e raffinato progetto de Il rito del jazz ha avuto l’immenso e raro merito di ospitare sul proprio palcoscenico milanese una parata infinita di stelle assolute e di esponenti di primissimo piano della complessa scena musicale italiana e internazionale.
Artisti del calibro monumentale di Giovanni Falzone, Tino Tracanna, Antonio Zambrini, Andrea Dulbecco, Ethan Iverson e Nicole Johänntgen hanno deliziato e infiammato il pubblico della Cascina. Ma la vera, profonda e inossidabile vocazione della rassegna è sempre stata quella di fungere da fondamentale, vitale e prezioso trampolino di lancio per i giovani, talentuosi e promettentissimi musicisti emergenti del panorama tricolore (basti citare, tra i tanti, i lanci felici di Sophia Tomelleri, Francesco Sensi e Thomas Umbaca). Anche nel corso dei prossimi, intensi e freddi mesi autunnali, la sapiente direzione artistica punterà fortissimo e senza alcuna esitazione a scovare, sostenere e valorizzare pubblicamente le ultimissime promesse del jazz italiano, affiancandole strategicamente e sapientemente a nomi già affermati e consolidati, per creare un magico e virtuoso incontro generazionale e sonoro.

Dal Raffaele Fiengo Quartet all’omaggio d’autore a Django Reinhardt

L’imperdibile e ricchissimo cartellone musicale del mese di ottobre prenderà ufficialmente e trionfalmente il via martedì 6 ottobre, puntando i riflettori principali sul talento puro e cristallino del quartetto guidato dal formidabile sassofonista e compositore Raffaele Fiengo.
Già meritatissimo vincitore assoluto del concorso Palco Aperto JAZZMI e del prestigioso Premio Nazionale delle Arti, Fiengo salirà sul palco milanese accompagnato da Max Cameroni (pianoforte), Enrico Palmieri (contrabbasso) e Antonio Marmora (batteria), per presentare dal vivo al pubblico Recall, il suo attesissimo e brillante esordio discografico. Il progetto (che vedrà la partecipazione straordinaria della vocalist Francesca Pocobelli) fonde magistralmente e coraggiosamente l’anima pulsante del jazz newyorkese contemporaneo con echi raffinatissimi del Novecento europeo, citando mostri sacri come Bartók. La settimana successiva, martedì 13 ottobre, le atmosfere cambieranno radicalmente per lasciare gioiosamente spazio al Davide Parisi Trio (completato da Yann Marechal ed Enrico Vito Zeno) che, affiancato dall’incredibile talento dello special guest Gabriele Boggio Ferraris al vibrafono, proporrà un devoto, rispettoso e modernissimo tributo al grandissimo genio della sei corde Django Reinhardt, figura storica, fondante e inarrivabile dello stile jazz manouche.

Il suono “psycho” degli Hibaku Jumoku e la chiusura col Bramante Trio

Il viaggio musicale all’interno delle storiche mura della Cuccagna proseguirà poi martedì 20 ottobre con una proposta decisamente più spiazzante, aggressiva, sperimentale e di fortissimo impatto emotivo.
Il palco sarà infatti calcato dal neonato trio Hibaku Jumoku, una coraggiosissima band capitanata dall’eclettico e noto batterista piemontese Paolo Inserra, affiancato magistralmente da Antonio Gallucci al sax tenore e da Francesco Bucci al basso tuba. I tre esplosivi e istrionici musicisti offriranno al pubblico milanese un graffiante, ipnotico e psichedelico sound crossover: un viaggio particolarissimo che parte dalle ruvide, rabbiose e storiche fondamenta del punk puro, per poi aprirsi inaspettatamente e meravigliosamente verso melodie ricercate e influenze dell’elettronica contemporanea londinese. Una vera e propria esperienza psycho-jazz. Il curioso e profondo nome della band deriva storicamente da quello dell’unico albero rimasto miracolosamente e tristemente sopravvissuto alla devastante bomba atomica di Hiroshima, simboleggiando la rinascita attraverso la musica contro ogni apocalisse. A chiudere in grande bellezza il ricco calendario del mese, martedì 27 ottobre, penserà infine il freschissimo Bramante Trio (composto dai talentuosi Filippo Oggionni, Vittorio Romano e Mattia Venturella). La giovane e brillante formazione delizierà i fortunati presenti rivisitando audacemente grandissimi standard e classici indimenticabili, sporcandoli e contaminandoli gioiosamente con divertentissimi e irriverenti arrangiamenti originali provenienti dai mondi del pop e della samba.

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Musica elettronica: scatta il crowdfunding per salvare la Silicon Valley delle Marche

3. La storia segreta della musica elettronica nasce tra le colline marchigiane. Parte il crowdfunding per il documentario “Electric Hills”, il film che svela come gli artigiani della regione abbiano costruito i sintetizzatori usati da Pink Floyd e dai compositori di Stranger Things. Partecipa alla raccolta fondi per salvare questa incredibile Silicon Valley italiana 👇

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Jean Michelle Jarre

Ancona – Immaginate il rumore dolce del vento che accarezza i campi di grano e le colline e, subito dopo, la vibrazione improvvisa, profonda e futuristica di una drum machine che anticipa il futuro della discografia globale. C’è una linea invisibile ma potentissima che unisce la quiete millenaria delle campagne marchigiane ai palchi più prestigiosi della musica mondiale. È una storia segreta, custodita gelosamente tra le pieghe di una provincia laboriosa, in cui le mani esperte di artigiani abituati a riparare le tradizionali fisarmoniche hanno iniziato a saldare circuiti integrati, potenziometri, sintetizzatori e organi elettrici di nuova concezione. Questo distretto industriale, apparentemente lontano dai grandi centri nevralgici della cultura internazionale, ha letteralmente plasmato, nota dopo nota, il suono dell’elettronica globale, lasciando un’impronta indelebile nei dischi che hanno fatto la storia della musica contemporanea degli ultimi sessant’anni.

Per sottrarre all’oblio questo incredibile miracolo italiano che unisce artigianato e futuro, il Museo del Synth Marchigiano e la casa di produzione The Blink Fish hanno lanciato una mobilitazione collettiva di fondamentale importanza. È partita ufficialmente la grande campagna di crowdfunding per completare la post-produzione di “Electric Hills”, il documentario d’impatto diretto dal regista Marco Bragaglia che accende i riflettori su questa vera e propria Silicon Valley musicale ante litteram. Le riprese della pellicola sono già interamente terminate sul campo: ora scatta la vera corsa contro il tempo per finanziare la fase di montaggio definitivo, la cura del sound design, la color grading e l’acquisizione dei preziosi e costosi diritti d’archivio sui materiali visivi d’epoca, passaggi vitali per consentire all’opera di sbarcare nei festival cinematografici internazionali e raccontare al mondo questo primato tutto italiano.

Dalle botteghe artigiane ai Pink Floyd: l’incredibile epopea delle Marche elettroniche

Il lungometraggio si propone di rovesciare completamente il classico e noioso rapporto gerarchico tra il centro e la periferia, dimostrando come la provincia italiana sia stata in realtà un fulcro pulsante di pura visione e innovazione tecnologica d’avanguardia. Dalle storiche fisarmoniche di Castelfidardo fino agli incredibili organi elettronici nati negli anni Sessanta, il film documenta minuziosamente come le officine familiari e i piccoli distretti industriali marchigiani abbiano saputo anticipare persino i colossi della tecnologia provenienti da nazioni come il Giappone e gli Stati Uniti d’America. Strumenti rarissimi costruiti in questa terra collinare sono finiti tra le mani di leggende assolute come i Pink Floyd e Jean-Michel Jarre, fino a plasmare le atmosfere cupe e nostalgiche della famosissima colonna sonora della serie TV cult Stranger Things, dimostrando una longevità sonora che non conosce crisi o tramonti.

La forza d’impatto di questo straordinario racconto risiede proprio in un cast internazionale che ha scelto di metterci la faccia e testimoniare l’assoluta centralità storica del distretto marchigiano. Oltre al celebre pioniere francese Jean-Michel Jarre e ai compositori statunitensi Kyle Dixon e Michael Stein, nel documentario compaiono icone della musica italiana e globale: Boosta dei Subsonica, Claudio Simonetti dei mitici Goblin, i membri dei Calibro 35 con Tommaso Colliva, Massimo Martellotta ed Enrico Gabrielli, il geniale creatore britannico Sam Battle, noto sul web come Look Mum No Computer, e i Matmos con Martin Schmidt e Andrew Daniel. Artisti di fama mondiale che non sono saliti sulle colline marchigiane per semplici visite di cortesia turistica, ma per intraprendere vere e proprie sessioni di studio, sperimentazione sonora e registrazione creativa all’interno del Museo del Synth Marchigiano, attratti dal calore analogico unico di queste macchine dimenticate.

L’appello per salvare la memoria storica di un’eredità tecnologica ancora viva

Il progetto cinematografico nasce dalla profonda ostinazione e dal cuore di un gruppo affiatato di amici, musicisti e appassionati collezionisti che hanno deciso di unire le forze per colmare una grave assenza storica della memoria collettiva. Hanno recuperato, smontato e rimesso faticosamente in funzione pezzi unici e rarissimi che rischiavano seriamente di finire distrutti in qualche discarica o dimenticati nelle soffitte polverose della regione. La campagna di raccolta fondi adotta la formula strategica “raccogli comunque”, garantendo ai donatori che ogni singolo euro raccolto verrà utilizzato direttamente sul campo per la chiusura dei lavori della pellicola, che verrà completata in ogni caso. La scrittura dell’opera è stata curata da Paolo Bragaglia, noto compositore, performer e fondatore del museo, che ha voluto imprimere al film un ritmo contemporaneo e dinamico, fortemente ispirato al linguaggio visivo e al montaggio serrato tipico dei moderni videoclip musicali.

Per ringraziare concretamente i sostenitori della campagna, il Museo ha messo a disposizione una serie di ricompense straordinarie e introvabili provenienti direttamente dai propri archivi storici e dai depositi industriali dismessi: stampe fotografiche originali, progetti cartacei ingialliti dal tempo e persino pellicole litografiche d’epoca provenienti dai mitici archivi storici dei marchi Bontempi e Farfisa. I donatori potranno persino aggiudicarsi un raro circuito integrato originale denominato IRIS/Bontempi o le licenze digitali per l’utilizzo di plug-in software sviluppati da Apesoft. Per gli appassionati più legati alla causa, è stata inoltre ideata l’esclusiva Studio Experience: un’opportunità unica di due giorni per trasferirsi nelle Marche e registrare la propria musica all’interno del museo, potendo finalmente suonare, toccare e sperimentare con gli strumenti elettronici più rari e affascinanti del pianeta, mantenendo in vita un’eredità tecnologica che continua a far battere il cuore e l’anima della musica mondiale.

Sostenere questo documentario non significa semplicemente finanziare un’opera cinematografica indipendente, ma partecipare attivamente alla salvaguardia di un pezzo fondamentale della cultura industriale del nostro Paese. Le Marche dei sintetizzatori dimostrano che l’eccellenza italiana non è fatta solo di moda o enogastronomia, ma anche di ingegno elettronico, di circuiti pensati da menti brillanti e saldati da mani artigiane che hanno saputo parlare al mondo intero. In un momento storico in cui tutto si dematerializza nel digitale e nel virtuale, riscoprire la fisicità, la plastica, il legno e il metallo di questi pionieristici strumenti musicali diventa un atto di resistenza culturale necessario e urgente per capire da dove provenga il futuro della musica che ascoltiamo ogni giorno sui nostri smartphone o nei grandi concerti negli stadi.

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I pensieri ingombranti si fanno giganti del mare nel canto jazz che spoglia l’anima: Rita Zingariello lancia l’album “A mente scalza”

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A mente scalza, cover
RedazioneDal 9 ottobre 2026 sarà disponibile in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming “A mente scalza”, il nuovo album di Rita Zingariello per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy. Il progetto sarà anticipato dal singolo “Le balene di notte”disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in radio dal 2 ottobre.

“Le balene di notte” è la traccia che apre il disco con una riflessione sul tempo che scorre e sulla consapevolezza di abitarlo. Rita Zingariello volge lo sguardo a ciò che non è stato possibile cambiare e a quanto avrebbe potuto fare diversamente: i pensieri prendono così la forma di “balene”, presenze enormi e silenziose che incarnano tutto ciò che non si può trattenere né governare.

Commenta l’artista sul nuovo singolo: “In questa canzone racconto il tempo che passa e il modo in cui ho imparato ad abitarlo. A poco più di quarant’anni guardo indietro facendo i conti con ciò che non ho potuto cambiare e con il dubbio di quello che, forse, avrei potuto fare meglio. I miei pensieri, enormi e silenziosi, mi attraversano come balene impossibili da trattenere, ricordandomi che non tutto può essere governato. Ho chiesto al coro in fase di registrazione di cantare un potente ‘bo bo bo bo bo’ in diversi momenti della canzone per riuscire ad esprimere il rumore dei pensieri ingombranti che hanno dato vita al testo.”

“A mente scalza” è un album che attraversa il tempo, le relazioni, le fragilità, la fiducia, il desiderio e il cambiamento. Le otto tracce compongono un racconto intimo nel quale la cantautrice osserva ciò che accade quando si lasciano cadere le difese e si accetta di stare dentro alle domande, senza cercare necessariamente risposte definitive.

Il disco alterna dimensione acustica, scrittura d’autore e sensibilità jazz, con la partecipazione di Ferruccio Spinetti, Ernesto Marciante, Fabrizio Bosso, dei Flowing Chords di Margherita Flore e di Valter Sivilotti.

La produzione artistica ed esecutiva è firmata dalla stessa Rita Zingariello, che ha curato gli arrangiamenti insieme a Vincenzo Cristallo, affiancati da Margherita Flore per le partiture vocali dei Flowing Chords e da Valter Sivilotti per la sezione archi del brano Scivola. Il lavoro in studio ha preso forma principalmente presso il Suonimpressi Studio, con sessioni dedicate per i contributi solisti: la tromba di Fabrizio Bosso è stata incisa al Mast Recording Studio, mentre il contrabbasso di Ferruccio Spinetti è stato registrato al Virus Recording Studio. L’intero progetto è stato poi affidato alle cure di Paolo De Stefani per missaggio e mastering al Mid & Side Studio.

TRACK-LIST

Le balene di notte

Fidarsi (feat. Ferruccio Spinetti)

Il giorno della festa

Malaluna

Di silenzi (feat. Ernesto Marciante)

Inciampa pure

A mente scalza

Scivola (feat. Fabrizio Bosso)

Spiega l’artista a proposito del progetto: “A MENTE SCALZA nasce dal bisogno di guardare quello che ho vissuto senza più cercare di addomesticarlo. In queste canzoni ci sono il tempo che passa, la paura, la fiducia, l’amore, le cadute e la necessità di lasciare andare. È un disco nel quale provo a togliere il rumore e le risposte già pronte, per tornare alle domande che contano. Scrivere queste canzoni significa per me accettare che non tutto si può controllare e che, a volte, proprio quando si inciampa o si lascia andare qualcosa, si apre la possibilità di ricominciare.”

Biografia

Rita Zingariello è una cantautrice pugliese, originaria di Gravina in Puglia, con un percorso artistico quasi ventennale. Avvicinatasi alla musica fin da bambina con lo studio del pianoforte, si diploma in canto nel 2005 e debutta tre anni dopo con l’EP È alba, inaugurando una ricerca sonora che fonde canzone d’autore, pop, jazz e arrangiamenti acustici.

Nel corso della sua carriera discografica ha pubblicato progetti come Incondizionatamente, Possibili percorsi, Il canto dell’ape, I giganti e la bambina – cover a richiesta e l’EP Al di là delle stelle. Una produzione scandita da brani cardine del suo repertorio: dalla title track a pezzi intensi come Eroe, A volte il caso, Amsterdam e Senza nota sul finale fino a Ballo ferma, inserito da All Music Italia tra le migliori canzoni del 2018.

All’attività in studio affianca una presenza costante dal vivo, condividendo il palco con artisti come Gino Paoli, Danilo Rea, Paola Turci, Mario Venuti e la PFM, oltre a collaborare con Mogol. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti: da Sanremo Rock a Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty, passando per Frequenze Mediterranee e Biella Festival. Con il disco Il canto dell’ape ottiene premi e menzioni all’InediTo, al Premio Pigro (Ivan Graziani) e al Premio Peppino Impastato, vincendo inoltre la prima edizione del Premio Pascoli grazie alla composizione originale su Patria.

Polistrumentista a pianoforte e chitarra, riconosce tra i propri riferimenti Pino Daniele, Jacob Collier, Joe Barbieri, Joni Mitchell, Billie Eilish, MARO e Fabio Concato. La sua scrittura scaturisce dall’osservazione del tempo, dei sentimenti e della memoria, trasformando in musica i dubbi interiori. Si rivolge a un pubblico sensibile, attento alla cura dei testi e orientato alla dimensione teatrale e raccolta.

Per la realizzazione dei suoi progetti si avvale di un team composto da Claudio Francesco Ongaro (management), Dalia Gravela (creative consultant), Annarita Mattei (imagine consultant), Alberto Mocellin (videomaker) e dal grafico Giuseppe Incampo, autore delle illustrazioni per copertina e booklet del nuovo lavoro. Con A mente scalza, Rita Zingariello consolida questo legame con chi ascolta, scegliendo contesti d’ascolto raccolti dove dare risalto a profondità, intimità e ricerca estetica.

“A mente scalza” è il nuovo album di Rita Zingariello disponibile in vinile e sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 ottobre 2026 anticipato dal singolo “Le balene di notte” in radio dal 2 ottobre.

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