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Territorio

Elezioni Rsu alla Ars Tech di Controguerra, la partecipazione dell’ottanta per cento segna una svolta sindacale

🤝 Si è chiusa con un successo straordinario l’elezione delle Rsu presso l’azienda di Controguerra. Con l’80% dei votanti, i dipendenti hanno scelto di dare voce al proprio futuro, eleggendo nuovi rappresentanti per un dialogo costruttivo e basato sulla tutela dei diritti.
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#ArsTech #Controguerra #Sindacato #Uilm #Lavoro

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Foto M. Di Cola 1

Redazione- Controguerra è diventata nelle ultime ore il palcoscenico di un momento significativo per il panorama industriale della provincia di Teramo. Le elezioni per il rinnovo della Rsu (Rappresentanza sindacale unitaria) presso la Ars Tech, azienda nota per il suo dinamismo e la continua espansione sul mercato, si sono concluse con un esito che va oltre i semplici numeri elettorali. L’affluenza alle urne, che ha toccato la soglia dell’ottanta per cento, rappresenta un segnale inequivocabile della volontà dei lavoratori di partecipare attivamente alle dinamiche aziendali, segnando uno spartiacque nella gestione dei rapporti tra impresa e maestranze.

una partecipazione che consolida il dialogo sociale

Il dato legato all’affluenza è il cuore pulsante di questa tornata elettorale. In una realtà produttiva giovane e proiettata verso il futuro tecnologico, l’esigenza di dotarsi di un solido strumento di rappresentanza è emersa con forza e chiarezza. Per i dipendenti della Ars Tech, questo voto non ha rappresentato un mero adempimento burocratico, bensì la costruzione di un canale di comunicazione strutturato. La Uilm, che ha seguito da vicino l’intero processo, ha espresso profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, sottolineando come la presenza di un organo di rappresentanza sia il presupposto per una crescita condivisa.

L’elezione di Giordano Cistola, candidato nelle liste della Uilm, all’interno del consiglio di fabbrica, è il primo atto concreto di questa nuova fase. La segreteria provinciale, attraverso le parole di Monica Di Cola, ha garantito pieno supporto operativo alla nuova Rsu. L’intento manifestato dal sindacato è quello di trasformare la fabbrica in un luogo di costante ascolto e confronto, capace di bilanciare le necessità dello sviluppo aziendale con la tutela dei diritti dei lavoratori. Il mandato di Cistola sarà dunque orientato alla mediazione e alla ricerca di soluzioni che mettano al centro la dignità del lavoro, in un contesto produttivo che richiede competenze sempre più elevate e costanti aggiornamenti.

il ringraziamento a chi ha reso possibile il voto

Il successo di questa giornata elettorale, svoltasi il 10 giugno 2026, è stato reso possibile grazie a un impegno collettivo che ha coinvolto candidati, commissioni elettorali e scrutatori. Oltre al neo-eletto Giordano Cistola, la Uilm ha voluto rendere merito a Luca Spinelli e Werner Quevedo, i quali hanno affrontato la campagna elettorale con spirito di squadra, contribuendo in maniera determinante al raggiungimento di un consenso così ampio. Il lavoro di squadra è stato indicato come la cifra stilistica necessaria per affrontare le sfide che attendono l’azienda nei prossimi anni.

Un plauso particolare è giunto anche per l’operato di Maya Tarquini, in qualità di presidente della Commissione elettorale, e di Valerio Quinzi, impegnato come scrutatore. La precisione e il senso di responsabilità dimostrati nel gestire le operazioni di voto e il successivo scrutinio hanno garantito la piena legittimità democratica della consultazione, trasformando una normale giornata lavorativa in un momento storico per la comunità di Controguerra. La stabilità del percorso intrapreso, ora, dipenderà dalla capacità di tradurre le promesse elettorali in azioni quotidiane.

La visione prospettica espressa dalla segreteria della Uilm L’Aquila-Teramo chiarisce che il voto non è un punto di arrivo, bensì il primo capitolo di un libro ancora tutto da scrivere. Gli obiettivi discussi durante la campagna, che spaziano dai diritti fondamentali alla crescita professionale, saranno il metro di misura del lavoro dell’intera Rsu. La missione dichiarata è chiara: la fiducia dei lavoratori deve trasformarsi in risultati tangibili, mantenendo sempre alta la vigilanza sulla sicurezza e sulla qualità della vita all’interno dei reparti produttivi. Con la conclusione di questa tornata elettorale, l’azienda entra in una fase di maggiore consapevolezza, dove il confronto sindacale diventa un alleato della produttività e dell’innovazione. La sfida resta quella di mantenere alto il coinvolgimento dei dipendenti, trasformando l’entusiasmo di questa storica partecipazione in una cultura aziendale solida, fondata sul rispetto e sulla crescita reciproca tra le parti sociali.

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Territorio

Il liceo classico Delfico di Teramo celebra l’identità europea con un volume di ricerca storica

Gli studenti del Liceo Classico “Delfico” di Teramo presentano un importante volume di ricerca storica dedicato alle radici dell’Europa, consegnato ufficialmente all’ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Un lavoro che unisce la storia locale alla visione umanistica del continente.
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#Teramo #LiceoDelfico #Storia #Europa

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Redazione-  Teramo ha vissuto una giornata di grande spessore culturale tra le mura dello storico Liceo Classico “Melchiorre Delfico”. L’istituto ha presentato ufficialmente “Europa”, un volume di ricerca storica dal titolo completo “De Europa 1458-1461 – Radici e intrecci del nostro passato”. Il progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso didattico complesso, avviato originariamente dagli studenti della classe III A nell’anno scolastico 2018/2019 e portato a compimento solo di recente, dopo le inevitabili interruzioni imposte dall’emergenza sanitaria globale.

Il volume, che contiene un messaggio introduttivo di S.E. Antonio Zanardi Landi, ambasciatore del Sovrano Ordine di Malta presso la Santa Sede, è stato illustrato alla comunità scolastica dalla dirigente prof.ssa Maria Letizia Fatigati e dai docenti coordinatori, Roberto Ricci e Claudia Cutina. All’incontro ha preso parte anche il prefetto di Teramo, S.E. Fabrizio Stelo, che ha sottolineato l’alto valore formativo dell’iniziativa per le nuove generazioni.

Radici umanistiche e la riscoperta del territorio

Il cuore dell’opera risiede nel recupero dell’opera di Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II, figura centrale dell’Umanesimo italiano. Il volume non si limita alla traduzione, curata per l’occasione da Francesca Macino, ma attualizza il pensiero del pontefice analizzando il suo profondo legame con la città di Teramo, consolidato dall’amicizia con Giovanni Antonio Campano, da lui stesso nominato Vescovo Aprutino.

Il professor Ricci, che ha guidato la ricerca storica, ha posto l’accento sulla lettera inclusa nel volume in cui il Campano descrive Teramo al cardinale Jacopo Ammannati. Si tratta di un reperto di valore inestimabile: la prima descrizione storica della città abruzzese e dell’intero territorio circostante. Attraverso questo documento, gli studenti non hanno soltanto studiato il passato, ma hanno ricucito un lembo di memoria cittadina fondamentale, collegando le radici locali alla più ampia cornice europea. La dirigente Fatigati ha ribadito come il “De Europa” serva a comprendere l’antico continente non come un blocco monolitico, ma come un mosaico di diversità che trova coesione in valori comuni, quali la pace, la cooperazione internazionale e il rispetto dei diritti umani.

Il dialogo costante tra passato e presente

Oltre al volume dedicato all’Europa, durante la manifestazione è stato presentato un secondo lavoro didattico intitolato “Benedetto Croce e la tragedia di Casamicciola”, curato dallo studente Christian Carpineta. Questo elaborato, che analizza la figura del grande filosofo abruzzese, è stato presentato al concorso “Benedetto Croce l’uomo”, organizzato dall’Associazione culturale Crociana di Raiano, in provincia dell’Aquila. La partecipazione attiva degli studenti, rappresentati nell’occasione da Rocco Citerei, Rachele Malizia e dallo stesso Carpineta, ha dimostrato la vitalità di un percorso educativo che incoraggia il pensiero critico e la ricerca sul campo.

Il prefetto Fabrizio Stelo, nel suo intervento, ha tracciato un parallelo tra la visione di una “città ideale” ispirata a Pienza — città legata a Papa Pio II — e il concetto di Europa come spazio di civiltà e crescita democratica. Per gli studenti del liceo teramano, questa esperienza ha trasformato la storia da disciplina statica in una “memoria viva”, capace di orientare il presente e proiettarsi verso il futuro.

Il culmine di questo percorso è avvenuto a Roma, dove il professor Roberto Ricci ha consegnato personalmente una copia del volume all’ambasciatore Antonio Zanardi Landi. Il diplomatico ha espresso vivo apprezzamento per la qualità scientifica e didattica del lavoro, riconoscendo nel progetto del “Delfico” un esempio virtuoso di come la scuola possa farsi promotrice di una cultura consapevole, capace di onorare le radici del territorio e, al contempo, di dialogare con le istituzioni ai massimi livelli diplomatici. L’opera si pone ora come uno strumento di studio disponibile che arricchisce il patrimonio culturale di Teramo, confermando il ruolo del liceo classico come baluardo della memoria e laboratorio di idee per le sfide europee del domani.

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Luca Ward diventa cittadino onorario di Carsoli: un legame profondo con il territorio

📢 Luca Ward diventa cittadino onorario di Carsoli. Il legame con le radici materne di Pietrasecca e l’impegno sociale dell’attore celebrati in una solenne cerimonia istituzionale.
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#LucaWard #Carsoli #Pietrasecca #CittadinanzaOnoraria

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Redazione-  Carsoli diventa ufficialmente la casa di una delle figure più riconoscibili e autorevoli del panorama artistico e culturale italiano. Con la recente approvazione della deliberazione numero 21 del 2026, il consiglio comunale ha conferito la cittadinanza onoraria a Luca Ward, celebre doppiatore, attore e conduttore radiofonico, la cui voce ha segnato intere generazioni attraverso i volti dei protagonisti cinematografici più amati al mondo, da Russell Crowe ne Il Gladiatore a Keanu Reeves nella saga di Matrix.

La decisione, maturata durante una sessione straordinaria dell’assise cittadina, è il risultato di un percorso istituzionale che ha visto la proposta del consigliere Domenico D’Antonio ottenere il pieno supporto della conferenza dei capigruppo. Nonostante l’approvazione sia avvenuta a larga maggioranza, il passaggio parlamentare ha registrato due astensioni tra i banchi dell’opposizione, un dettaglio che non scalfisce comunque il significato profondo di un gesto volto a rinsaldare il rapporto tra la cittadina marsicana e una personalità di tale calibro.

il legame di sangue che unisce l’attore alla terra di Pietrasecca

Alla base del riconoscimento non vi è soltanto l’acclamata carriera di Ward, ma una radice genealogica precisa e documentata. La madre dell’artista, Maria Teresa Di Carlo, vide infatti la luce proprio nel territorio comunale di Carsoli, nella frazione di Pietrasecca, il 14 ottobre 1938. Questo legame di sangue trasforma la cittadinanza onoraria in un atto di riappropriazione identitaria. Per Luca Ward, ricevere questo titolo significa chiudere un cerchio temporale che riporta la sua memoria e il suo impegno pubblico verso le origini familiari.

Pietrasecca, piccola e suggestiva realtà del comprensorio, diventa così il punto focale di una narrazione che lega il grande cinema internazionale alle radici profonde dell’Appennino abruzzese. Il consiglio comunale, attraverso questa delibera, ha voluto dare dignità istituzionale a un sentimento di appartenenza che l’artista ha sempre coltivato con discrezione, riconoscendo nella sua figura non solo un professionista di fama mondiale, ma un figlio di questa terra che ha saputo portare il proprio talento ben oltre i confini regionali.

oltre la celebrità: l’impegno civile e sociale di Luca Ward

Il prestigio conferito dal comune di Carsoli trova giustificazione, oltre che nell’eccellenza artistica, nelle qualità umane che Ward ha dimostrato costantemente nel corso della sua vita. L’attore è noto per essere un fervente sostenitore della ricerca medica, in particolare in relazione alla sindrome di Marfan, una patologia genetica che colpisce il tessuto connettivo e che tocca da vicino la vita privata dell’attore, essendo affetta la figlia Luna. Ward ha scelto di utilizzare la sua notorietà e la sua inconfondibile timbrica vocale per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi di rilevanza clinica.

La sua voce è diventata un veicolo per messaggi istituzionali di alto valore etico, come dimostrato dalla recente partecipazione alla campagna informativa del Ministero della Salute dedicata alla donazione degli organi. In un momento storico in cui la comunicazione sociale richiede chiarezza e autorevolezza, l’impegno profuso da Ward si sposa perfettamente con le linee guida di un comune che intende valorizzare le eccellenze che sanno farsi carico delle fragilità sociali.

La cerimonia ufficiale, prevista per i prossimi mesi, trasformerà la delibera in un momento di festa popolare. Sarà il sindaco a consegnare personalmente la pergamena celebrativa a Luca Ward, formalizzando l’iscrizione del doppiatore tra i cittadini onorari. Questo evento rappresenterà una tappa significativa per la comunità locale, che vedrà un’icona del cinema italiano diventare, a tutti gli effetti, un ambasciatore del proprio territorio. La cittadinanza non è soltanto un pezzo di carta, ma il riconoscimento di una storia familiare che, partendo tra le montagne della provincia dell’Aquila, ha saputo conquistare il cuore del pubblico nazionale.

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Fondo montagna, la protesta di Gianluca Quadrini contro i nuovi criteri di classificazione

📢 La montagna non è un calcolo, è una comunità che vive! Gianluca Quadrini e i sindaci del Lazio si uniscono contro una burocrazia che minaccia di cancellare i diritti delle nostre aree interne. La lotta per la difesa del territorio è appena iniziata.
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#Frosinone #ANCI #Montagna #Territorio

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Redazione-  Il dibattito sulla definizione normativa di comune montano si è acceso nelle ultime ore, sollevando un’ondata di malumori tra le amministrazioni locali del Lazio. Al centro delle polemiche vi è l’applicazione dei nuovi criteri per l’accesso al Fondo Sviluppo Montagne Italiane (FOSMIT), che rischiano di estromettere decine di enti locali dalle storiche agevolazioni fiscali e dai benefici destinati alle aree interne. Una sfida che Gianluca Quadrini, Consigliere provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, ha deciso di raccogliere, ponendosi a capo di una mobilitazione istituzionale volta a tutelare i territori a rischio declassamento.

la critica ai parametri burocratici che ignorano le realtà locali

Secondo le nuove direttive, la classificazione dei comuni montani sembrerebbe basarsi su modelli che privilegiano parametri altimetrici e pendenze medie, trascurando tuttavia le variabili socio-economiche che caratterizzano l’Appennino. Per Quadrini, tale approccio rappresenta un limite concettuale grave. “La montagna non è una formula matematica, né un freddo calcolo fatto a tavolino nei palazzi della burocrazia romana”, sottolinea il consigliere provinciale. La sua analisi punta il dito contro una visione che, basandosi esclusivamente sull’altitudine, ignora le difficoltà oggettive che governano la vita quotidiana dei piccoli centri.

Il rischio concreto, per decine di comuni della provincia di Frosinone, è quello di perdere le deroghe fondamentali per il mantenimento dei plessi scolastici, le esenzioni dall’IMU agricola e i contributi specifici per la lotta al dissesto idrogeologico. In un contesto già gravato dall’invecchiamento della popolazione e dalla carenza di collegamenti infrastrutturali, la perdita del “bollino” di comune montano equivarrebbe a un isolamento definitivo. Le amministrazioni locali non contestano solo la perdita di risorse, ma la visione politica che sottende a questa ristrutturazione: l’idea che il valore di un territorio si possa quantificare senza considerare il costo del servizio garantito ai cittadini.

la mobilitazione di anci lazio e la battaglia legale nei territori

La protesta sta coagulando diverse realtà regionali. Nel viterbese, comuni come Vitorchiano hanno già deliberato il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, in collaborazione con Asmel, per impugnare la delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio scorso. Questa strategia legale, che vede oggi impegnati oltre 170 comuni in tutta Italia, viene vista da Quadrini come un modello da seguire per la Ciociaria. “I territori sanno fare squadra di fronte ai soprusi burocratici”, evidenzia il dirigente di ANCI Lazio, portando come esempio il caso del comune di Pico, i cui amministratori hanno chiesto un intervento diretto per fermare l’esclusione.

Per dare sostanza a questa opposizione, Quadrini ha sollecitato formalmente la Presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Lazio, Lubiana Restaini. L’obiettivo è duplice: portare l’istanza dei sindaci laziali all’attenzione di ANCI Nazionale e aprire un tavolo di confronto diretto con il Governo. Per il consigliere provinciale, non è ammissibile che il risanamento dei conti pubblici o la ripartizione dei fondi nazionali ricadano in modo sproporzionato sulle spalle dei comuni più piccoli. La richiesta che emerge dal territorio frusinate è chiara: la classificazione deve essere riformata attraverso indicatori di svantaggio strutturale, come la distanza dai presidi ospedalieri e l’indice di spopolamento, mettendo fine a una stagione di algoritmi che penalizzano il Centro-Sud.

La battaglia intrapresa dai sindaci del Lazio appare dunque come una reazione difensiva, definita dal consigliere come una necessità storica. Se la normativa non dovesse subire correzioni, le conseguenze sull’economia rurale e sui servizi minimi essenziali potrebbero risultare irreversibili. La volontà espressa da Quadrini è quella di non arretrare, trasformando la protesta dei municipi in un caso politico nazionale capace di imporre una revisione radicale dei criteri di accesso ai benefici montani. La partita è iniziata e, per la provincia di Frosinone, rappresenta una prova vitale per il futuro dei propri borghi.

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