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Territorio

Il successo dell’Abruzzo al ventiquattresimo concorso enologico internazionale città del vino

🍷 L’Abruzzo conquista il podio al Concorso Internazionale Città del Vino: pioggia di medaglie a Pramaggiore per le cantine abruzzesi, pronte ora alla premiazione in Campidoglio.

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Redazione-  Pramaggiore, in provincia di Venezia, si è confermata lo scorso fine maggio la capitale mondiale dell’enologia, ospitando la ventiquattresima edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino. Tra i filari simbolici di uno degli eventi più influenti del settore, l’Abruzzo ha saputo ritagliarsi uno spazio da protagonista assoluto, portando a casa un medagliere di altissimo prestigio. La competizione, che si è tenuta dal 29 al 31 maggio presso la storica sede della Mostra Nazionale dei Vini, ha visto la partecipazione di realtà produttive provenienti da ogni angolo del globo, sottoposte al giudizio di tredici commissioni tecniche composte da esperti di fama internazionale.

una giuria globale per l’eccellenza abruzzese

La qualità dei vini abruzzesi ha saputo imporsi nonostante una selezione estremamente rigorosa. I degustatori, arrivati a Pramaggiore da nazioni come Corea del Sud, Brasile, Cile, Libano, Grecia e diverse nazioni europee, hanno premiato la costanza e l’innovazione dei vignaioli locali. L’Associazione Nazionale Città del Vino, organizzatrice dell’evento, ha voluto sottolineare una peculiarità fondamentale del premio: il riconoscimento non è destinato soltanto alle cantine, ma coinvolge attivamente i sindaci e le amministrazioni comunali di appartenenza. Questo approccio intende valorizzare il legame indissolubile tra il prodotto enologico e il suo contesto territoriale di origine, elevando il vino a vero e proprio ambasciatore della cultura e del paesaggio locale.

La cerimonia ufficiale di premiazione si terrà il prossimo 11 luglio nella cornice istituzionale del Campidoglio a Roma, un evento che sancirà il riconoscimento istituzionale di un territorio che, negli ultimi anni, ha saputo trasformare la qualità in una cifra stilistica distintiva, con il Montepulciano d’Abruzzo e il Pecorino che continuano a dominare le classifiche internazionali.

i nomi che portano l’abruzzo ai vertici

Il palmarès registrato dagli enti certificatori, inclusa la prestigiosa Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino (OIV), parla chiaro. Tra le Gran Medaglie d’Oro spicca Pasetti Vini di Pescosansonesco con il suo Harimann Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2019, così come la Bio Cantina Orsogna, che ha ottenuto il massimo riconoscimento con il progetto Spiritus Terrae. Anche le realtà del territorio di Ortona, come Citra Vini, hanno consolidato la loro posizione con il Caroso, mentre la Cantina San Nicola di Pollutri conferma il suo stato di forma smagliante con il Don Venanzio.

Non meno importante è stato il successo ottenuto nel segmento dedicato alla sostenibilità e alle produzioni biologiche. Il Premio Speciale Città del Bio ha visto primeggiare ancora una volta la Bio Cantina Orsogna e i Vini Valori di Sant’Omero, un’azienda che si è distinta non solo per l’impegno verso l’ambiente ma anche per la capacità di declinare i vitigni autoctoni in espressioni di elegante complessità. Particolarmente significativa è stata l’assegnazione del premio speciale “Oro Rosa”, riservato alle migliori produzioni di Cerasuolo d’Abruzzo. In questa categoria, Colle Moro Wines di Frisa si è imposta conquistando la medaglia d’oro per il miglior vino in assoluto, un risultato che conferma la centralità del Cerasuolo non solo come prodotto tipico, ma come eccellenza capace di competere ai più alti livelli della critica enologica contemporanea.

Il medagliere complessivo, che include anche i risultati conseguiti da realtà come Tenuta Micoli, Feudo Antico di Tollo, Cantina Tollo, Spinelli di Atessa e Alaterra di Bussi sul Tirino, delinea una fotografia di un sistema produttivo vivace e dinamico. La presenza in classifica di aziende distribuite dall’entroterra aquilano fino alla costa teatina e al teramano dimostra che l’enologia abruzzese possiede una varietà geografica in grado di tradursi in una ricchezza organolettica rara.

L’attenzione rivolta a realtà come la Cantina Sangro di Fossacesia, la Quercia di Morro d’Oro e l’Azienda Strappelli di Torano Nuovo, premiate con argenti e ori per le diverse declinazioni del Cerasuolo, chiude il cerchio di un trionfo collettivo. Un successo che, oltre a gratificare le aziende singolarmente, invia un segnale inequivocabile al mercato estero: l’Abruzzo si candida a diventare una delle mete più interessanti del panorama vinicolo mondiale, puntando tutto su una tradizione che non ha paura di innovare e su un territorio che sa trasformare l’uva in un’esperienza di eccellenza riconosciuta globalmente. Il prossimo appuntamento capitolare fungerà da cassa di risonanza per questi risultati, ponendo le basi per una nuova stagione di valorizzazione del marchio enologico regionale.

Di seguito le cantine abruzzesi premiate e i territori di riferimento:

CLASSIFICA UFFICIALE ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DELLA VITE DEL VINO (OIV)

Pasetti Vini (Pescosansonesco) Gran Medaglia d’oro con HARIMANN Montepulciano d’Abruzzo Riserva DOP 2019

BIO Cantina Orsogna Gran Medaglia d’Oro con SPIRITUS TERRAE-LE GEMME -MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP

CITRA Vini Volti Valori Gran MILA CERASUOLO D’ABRUZZO DOP (Ortona) Medaglia d’Oro con CAROSO Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva Limited Edition – 2020

Cantina San Nicola (Pollutri) Gran Medaglia d’Oro con DON VENANZIO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC 2022

MILA PECORINO IGP TERRE D’ABRUZZO

Colle Moro Wines (Guastameroli di Frisa) Medaglia d’Oro con MILA CERASUOLO D’ABRUZZO DOP

Cantina San Nicola (Pollutri) Medaglia d’Oro con POLLUTRO CHARDONNAY TERRE D’ABRUZZO IGT 2025

Cantina San Nicola (Pollutri) Medaglia d’Oro con POLLUTRO ORO MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC 2019

Feudo Antico (Tollo) Medaglia d’Oro con PECORINO TULLUM BIO FS 2024

Colle Moro Wines (Guastameroli di Frisa) Medaglia d’Oro con MILA PECORINO IGP TERRE D’ABRUZZO

PREMIO SPECIALE Città del Bio

Bio Cantina Orsogna Gran Medaglia d’Oro con SPIRITUS TERRAE-LE GEMME -MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP

Bio Cantina Orsogna Medaglia d’Oro con NICAN MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOP RISERVA 2017

Vini Valori (Sant’Omero) Medaglia D’Oro con Chiamami Quando Piove Octava Dies Abruzzo Pecorino

Azienda Vitivinicola Strappelli (Torano Nuovo) Guido Medaglia D’Oro con Soprano Pecorino Controguerra

Tenuta Micoli (Frisa) Medaglia d’Oro con ORSO BIANCO COCOCCIOLA TERRE DI CHIETI IGT

Tenuta Micoli (Frisa) Medaglia d’Oro con ORSO ROSSO CERASUOLO D’ABRUZZO DOC 2025

Tenuta Micoli (Frisa) Medaglia d’Oro con ORSO BIANCO PECORINO D’ABRUZZO DOC 2025

Vini Valori (Sant’Omero) Medaglia d’oro con Chiamami Quando Piove Cerasuolo d’Abruzzo Doc Bio 2025

Alaterra (Bussi sul Tirino) Medaglia d’Argento Cerasuolo D’Abruzzo DOC – ALATERRA 2024

Vini Valori (Sant’Omero) Medaglia d’argento con Chiamami Quando Piove Pecorino Doc Bio 2025

Vini Valori (Sant’Omero) Medaglia d’argento con Chiamami Quando Piove Inkiostro Merlot Igp Bio 2025


PREMIO SPECIALE ORO ROSA

Colle Moro Wines (Guastameroli di Frisa) Medaglia d’Oro (Miglior vino in assoluto per la categoria) con MILA CERASUOLO D’ABRUZZO DOP

Vini Casalbordino Medaglia d’Oro con VILLA ADAMI CERASUOLO D’ABRUZZO DOC

Lampato (Castellana di Pianella) Medaglia d’Oro con LAMAGELLA CERASUOLO D’ABRUZZO DOP

Spinelli (Atessa)  Medaglia d’Oro con Zione Cerasuolo D’Abruzzo 2024

Cantina Tollo Medaglia dOro con CERASUOLO D’ABRUZZO DOP DEIVAI 2024

Alaterra (Bussi sul Tirino) Medaglia d’Argento con Cerasuolo D’Abruzzo DOC – ALATERRA

La Quercia (Morro d’Oro)  medaglia d’Argento con PRIMAMADRE COLLINE TERAMANE CERASUOLO D’ABRUZZO SUPERIORE

Cantina San Nicola Pollutri Medaglia d’Argento con POLLUTRO CERASUOLO D’ABRUZZO DOC 2025

Cantina San Nicola Pollutri Medaglia d’Argento DON VENANZIO ROSATO TERRE D’ABRUZZO IGT

Cantina Strappelli (Torano Nuovo) Medaglia d’Argento con Strappelli Cerasuolo d’Abruzzo Dop

Cantina Sangro (Fossacesia) Medaglia d’Argento con Sangro Cerasuolo d’Abruzzo Dop 2025

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Territorio

Goriano Valli torna a vivere con la tradizione delle coperte abruzzesi

🧶 Goriano Valli si è trasformata in un museo a cielo aperto grazie al ritorno della tradizione delle coperte abruzzesi, un simbolo di identità e memoria che unisce la comunità verso il futuro.

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#abruzzo #gorianovalli #tradizioni #borghiabruzzesi

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Redazione-  Goriano Valli, frazione del comune di Tione degli Abruzzi incastonata tra i rilievi del Parco Naturale Regionale Sirente Velino, ha vissuto una giornata di straordinaria partecipazione collettiva. L’evento “Ju Sbannmend’” ha trasformato il borgo in un museo a cielo aperto, dove oltre duecento coperte storiche, autentici simboli dell’identità abruzzese, hanno adornato le facciate delle abitazioni. Questa manifestazione, che affonda le sue radici nella solennità del Corpus Domini, ha rinnovato l’antica usanza di esporre i pezzi migliori del corredo nuziale lungo il percorso della processione, creando un legame visivo e tangibile tra la storia familiare e lo spazio pubblico.

L’iniziativa non rappresenta solo un esercizio di memoria, ma un atto di resistenza culturale. La tessitura, arte che per secoli ha scandito il ritmo della transumanza e della vita pastorale in Abruzzo, trova in queste coperte la sua espressione più elevata. Ogni trama intrecciata testimonia la sapienza manuale di generazioni di donne che, con pazienza e dedizione, hanno trasformato la lana in oggetti capaci di sfidare il tempo. La presenza di oltre duecento esemplari ha trasformato il nucleo storico di Goriano Valli in un percorso narrativo dove ogni drappo racconta storie di famiglie, di migrazioni e di un territorio che non vuole rassegnarsi allo spopolamento.

una comunità che si interroga sul futuro

La riuscita dell’evento è frutto della sinergia tra la cooperativa di comunità Cuore delle Valli, il MuDi Museo Diffuso Sirente-Velino e la rete BorghiIN. Il progetto, finanziato nell’ambito del piano di sviluppo del Ministero del Turismo dedicato alla montagna italiana, ha beneficiato del supporto dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USRC) e del Comune di Tione degli Abruzzi. Questa rete di attori ha scelto il borgo aquilano come palcoscenico ideale per discutere di rigenerazione territoriale. La presenza della rete BorghiIN, che ha designato Goriano Valli come centro nevralgico per il prossimo Festival delle Cooperative di Comunità d’Abruzzo, sottolinea il potenziale di questi territori nel diventare laboratori di economia civile.

Maria Grazia Guidone, consigliera delegata della cooperativa Cuore delle Valli e mente creativa dell’iniziativa, descrive il successo della giornata come la dimostrazione di un bisogno profondo di socialità. In un’epoca dominata dall’isolamento individuale, la celebrazione ha riportato al centro il concetto di vicinato. La processione del Corpus Domini, accompagnata dalle note della banda musicale, dal canto solenne del Coro di Fontecchio e dalla storica Congrega di Santa Maria del Ponte, ha trasformato i vicoli in un teatro vivente. Il connubio tra il tappeto di fiori realizzato per il passaggio del sacramento e i colori delle coperte esposte ha regalato ai numerosi visitatori un colpo d’occhio di rara intensità.

il confronto tra passato e presente della tessitura

Il programma della giornata ha offerto anche spunti di riflessione tecnica e storica. Il momento centrale del dibattito, che ha visto sedersi allo stesso tavolo Assunta Perilli, custode delle tecniche di tessitura, Olga Perticara, a capo dell’Arcolaio, e Gaetano Merlino, erede di una dinastia che ha portato il design tessile abruzzese oltre i confini regionali, ha tracciato una rotta per il futuro. L’obiettivo è quello di trasformare la tradizione in un volano economico, rendendo l’artigianato locale una risorsa competitiva sul mercato contemporaneo. A coronamento di questo impegno, Gaetano Merlino ha ricevuto il premio “L’Abruzzese in ogni casa”, un’opera originale dell’artista Callisto di Nardo, pensata come tributo ai colori che hanno segnato la storia economica del centro Abruzzo.

Il tour narrato, guidato dai ritmi della musica popolare dei Vitivinicola, ha permesso ai partecipanti di scoprire segreti e significati legati ai disegni e ai materiali utilizzati nei manufatti tessili. La giornata si è chiusa all’insegna della convivialità, con un pranzo comunitario basato sui sapienti sapori della cucina pastorale. Questo momento di unione ha consolidato il messaggio lanciato durante l’evento: le coperte affacciate alle finestre non sono reliquie del passato, ma icone di una visione proiettata verso il domani. Attraverso la cura del proprio patrimonio materiale, Goriano Valli dimostra che, anche nelle aree interne, è possibile immaginare una nuova stagione di presidio e sviluppo, in cui il legame con la terra e la memoria collettiva diventano le fondamenta per una rinascita consapevole e duratura.

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Territorio

La spallata di Acquaviva Collecroce arriva a Spoltore per riscoprire la memoria coreutica

💃 La tradizione popolare molisana arriva a Spoltore: partecipa al laboratorio sulla Spallata di Acquaviva Collecroce il 14 giugno. Un’occasione unica per imparare le movenze autentiche dai maestri del territorio.

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#tradizioni #spoltore #danza #culturapopolare

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Redazione-  Spoltore si prepara a trasformarsi in un centro propulsore della cultura immateriale grazie a un evento che mette al centro le radici profonde del Sud Italia. Domenica 14 giugno, dalle ore 17:00 alle 20:00, il primo piano del Palazzetto Comunale, situato nella storica piazza D’Albenzio, aprirà le porte a un laboratorio formativo dedicato alla danza tradizionale: la celebre “Spallata di Acquaviva Collecroce”. L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale della ventisettesima edizione della rassegna “I Colori del Territorio – Restanze”, un cartellone di eventi che quest’anno ha scelto di focalizzarsi sui riti legati al solstizio d’estate e alla celebrazione di San Giovanni, momenti che da secoli scandiscono il calendario agricolo e sociale delle comunità appenniniche.

la riscoperta di un rito che unisce generazioni

L’appuntamento non si limita a una semplice lezione di danza, ma si pone l’obiettivo di preservare un patrimonio che rischia di andare perduto nel tempo. Spesso queste forme artistiche vengono percepite solo come folclore da spettacolo, mentre in realtà costituiscono il linguaggio con cui le comunità di confine tra Abruzzo e Molise hanno espresso gioia, appartenenza e vigore fisico per intere generazioni. Edgardo Cotellucci, presidente dell’associazione “I Colori del Territorio”, sottolinea come il lavoro di conservazione della memoria storica passi inevitabilmente attraverso la pratica attiva. Non basta osservare i passi; occorre farli propri per comprendere la dinamica sociale del ballo popolare, fatto di contatti, sguardi e sincronie che richiedevano decenni di vita condivisa nelle piazze.

Il progetto porta la firma di Dantina Grosso, figura di spicco nella ricerca e nella divulgazione delle tradizioni coreutiche interregionali. Grazie al suo impegno pluriennale, l’iniziativa mira a creare un ponte culturale tra le aree interne, dove la danza si è evoluta in modo differente rispetto ai centri urbani maggiori. La scelta di focalizzarsi sulla Spallata di Acquaviva Collecroce, un ballo di gruppo dalle movenze vigorose e dallo stile inconfondibile, risponde proprio a questa necessità di approfondire la conoscenza di un territorio che non rispetta i confini amministrativi moderni, ma segue le rotte storiche della transumanza e degli scambi tra i borghi di montagna.

un corpo docenti giunto direttamente dai luoghi d’origine

Ciò che rende questo laboratorio di Spoltore particolarmente autorevole è la partecipazione diretta dei depositari della tradizione. Gli organizzatori hanno infatti evitato le interpretazioni accademiche, preferendo il contatto con chi, quel ballo, lo ha appreso dai propri avi nelle piazze del Molise. I partecipanti potranno confrontarsi con Carlo Cicanese, Maurizio D’Amicantonio, Antonio e Gina Biacca, e Paolo Papiccio. Queste figure rappresentano la memoria vivente di una pratica che si tramanda per intuizione e imitazione. L’approccio didattico sarà quello classico della trasmissione orale, dove il ritmo non è dettato da un metronomo, ma dal respiro comune del cerchio che si forma durante l’esecuzione del ballo.

L’evento gode del patrocinio del Comune di Spoltore, a dimostrazione di una sensibilità crescente delle istituzioni locali verso la salvaguardia dei beni immateriali. Per chiunque volesse prendere parte a questa sessione formativa, le iscrizioni sono aperte e le modalità di partecipazione sono semplificate. È possibile ottenere dettagli tecnici contattando Stefania al numero 338 2816539 o visitando le pagine social ufficiali gestite dall’associazione “I Colori del Territorio”.

L’incontro si preannuncia come uno spazio di riflessione antropologica, aperto non solo a ballerini esperti o ricercatori, ma a chiunque senta il richiamo verso forme di aggregazione autentiche e antiche. In un’epoca dominata dal digitale, la riscoperta della Spallata rappresenta un atto di resistenza culturale. La possibilità di muoversi seguendo una gestualità antica, in un ambiente che celebra il solstizio e il legame con la terra, offre una chiave di lettura diversa rispetto ai frenetici ritmi contemporanei. Il Comune di Spoltore si conferma, dunque, punto di riferimento per le iniziative che coniugano la tutela di quanto ricevuto dal passato con l’esigenza di trasmettere tale ricchezza alle generazioni future, garantendo che i colori del territorio continuino, effettivamente, a brillare.

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Salerno, i commercialisti sollecitano l’avvio della rottamazione quinquies

⚖️ I commercialisti dell’A.I.P. chiedono chiarezza al Comune di Salerno sulla rottamazione quinquies: il mancato avvio della misura blocca la regolarizzazione dei debiti dei cittadini.

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#Salerno #Tasse #Commercialisti #Riscossione

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ROTTAMAZIONE QUINQUIES

Redazione- Salerno è al centro di una vicenda che vede protagonisti l’amministrazione comunale e l’associazione sindacale di categoria A.I.P. (Associazione Impegno e Passione), preoccupata per lo stallo che sta caratterizzando l’iter di attuazione della cosiddetta “rottamazione quinquies”. La questione sollevata dai professionisti riguarda la definizione agevolata delle entrate tributarie e patrimoniali affidate alla riscossione coattiva, un tema che tocca da vicino migliaia di cittadini e imprese alle prese con il peso dei debiti verso l’ente locale.

Il punto di partenza della controversia risale al 22 aprile 2026, data in cui il commissario straordinario, operando con i poteri di giunta comunale, aveva deliberato l’avvio formale del percorso per l’introduzione di questa misura straordinaria. Tale atto era stato presentato come una risposta concreta alle criticità economiche del territorio, alimentando tra i contribuenti l’aspettativa di poter regolarizzare la propria posizione debitoria attraverso un versamento agevolato, con lo stralcio di sanzioni e interessi di mora. Tuttavia, a distanza di mesi dall’adozione della delibera numero 72, il silenzio degli uffici di Palazzo di Città ha sollevato dubbi e incertezze circa la reale volontà politica di portare a compimento quanto stabilito.

il ruolo dei professionisti in una fase di incertezza

I commercialisti, riuniti sotto l’egida dell’A.I.P. e guidati dal presidente Rosario Camaggio, denunciano una condizione di stallo operativo che impedisce loro di fornire consulenze precise ai propri assistiti. In queste settimane, gli studi professionali salernitani sono stati inondati di richieste di chiarimenti da parte di contribuenti ansiosi di conoscere le tempistiche per aderire alla rottamazione. L’impossibilità di dare risposte certe, a causa della mancanza di un regolamento attuativo definitivo, sta creando un clima di disorientamento che danneggia tanto i cittadini quanto l’amministrazione stessa.

Secondo l’associazione, la delibera commissariale non rappresentava una semplice dichiarazione d’intenti, bensì un atto formale che ha generato un ragionevole affidamento nei cittadini. Interrompere o rallentare questo processo non significa solo mancare a un impegno preso, ma rischia di compromettere gli obiettivi di pacificazione fiscale che la stessa misura si propone di perseguire. Il recupero delle entrate comunali, infatti, deve passare attraverso strumenti che facilitino il pagamento dei debiti pregressi, anziché alimentare un contenzioso che spesso si conclude con l’insolvenza definitiva del debitore.

la richiesta di un cronoprogramma chiaro e trasparente

La nota inviata al sindaco di Salerno pone l’accento sulla necessità di un confronto immediato tra la parte politica e le categorie professionali. Non è la prima volta che l’A.I.P. cerca un canale di dialogo con l’amministrazione: l’associazione ha già inviato due distinte istanze, protocollate rispettivamente il 17 marzo e il 23 aprile 2026, senza però ricevere alcun riscontro ufficiale. Nel documento, si richiede con forza che il Comune definisca un cronoprogramma certo, rendendo pubbliche le modalità tecniche con cui intende gestire le domande di rottamazione e i criteri di accesso.

Il tempo trascorso, unito al recente insediamento della nuova amministrazione comunale, viene interpretato dai commercialisti come il momento opportuno per fare chiarezza. È fondamentale che l’ente locale esca dall’attuale immobilismo, trasformando le buone intenzioni del commissariato in un regolamento vigente e operativo. La trasparenza amministrativa, unita alla tempestività nell’attuazione dei provvedimenti, rappresenta l’unico modo per ristabilire un clima di fiducia tra l’istituzione e la platea dei contribuenti.

In un contesto economico complesso, dove il caro vita e le difficoltà gestionali delle piccole realtà imprenditoriali pesano significativamente sul bilancio familiare e aziendale, la rottamazione quinquies viene vista come un paracadute necessario. Il mancato completamento di questo percorso comporterebbe un danno in termini di gettito per il comune di Salerno, oltre a un rallentamento dei processi di riscossione che dovrebbero invece essere snelliti per garantire la sostenibilità finanziaria dell’ente. La palla passa ora al sindaco, chiamato a dare risposte definitive a una categoria professionale che si dichiara pronta a collaborare, ma che chiede il rispetto degli impegni presi per il bene della città e dei suoi abitanti.

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