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Territorio

Nuovi alloggi universitari a prezzi calmierati all’Aquila per il prossimo anno accademico

🏨 L’Aquila punta sul diritto allo studio: nuove residenze universitarie a prezzi calmierati, con camere a partire da 100 euro al mese e servizi inclusi. Un’opportunità strategica per gli studenti del prossimo anno accademico.

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#LAquila #Università #DirittoAlloStudio #Pnrr

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Il Moro

L’Aquila si prepara ad accogliere una nuova ondata di studenti con una dotazione alloggiativa potenziata e costi decisamente competitivi. L’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (Adsu) del capoluogo abruzzese ha ufficializzato la disponibilità di posti letto a prezzi che rappresentano un’eccezione nel panorama nazionale: le camere doppie saranno accessibili a un canone di 100 euro mensili, mentre le singole si attesteranno a 150 euro. Questi importi non sono soltanto nominali, ma includono le utenze domestiche e il servizio di trasporto urbano dedicato, una manovra che mira a sollevare le famiglie dal peso crescente dell’inflazione e del caro affitti.

Dettagli del finanziamento ministeriale e Pnrr

Il progetto trae la sua forza economica dal decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) numero 481 del 26 febbraio 2024. Tale provvedimento, inserito nel vasto perimetro del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), è stato pensato per incrementare in modo strutturale l’offerta di posti letto nelle città universitarie italiane. L’Adsu dell’Aquila ha risposto tempestivamente all’avviso, diventando uno dei primi enti in Abruzzo a capitalizzare queste risorse pubbliche per operare una gestione diretta delle residenze. Attualmente, il numero complessivo di posti letto gestiti dall’ente ha raggiunto quota 361, un traguardo che permette di rispondere con maggiore efficacia alla domanda crescente di iscrizioni presso l’Università degli Studi dell’Aquila.

Le residenze e la rete dei servizi nel territorio

Le strutture coinvolte nel piano di assegnazione per l’anno accademico 2026/2027 sono dislocate in punti strategici della città, garantendo una connessione fluida con i principali dipartimenti universitari e le mense. Tra gli immobili messi a disposizione si distinguono le palazzine note come “Il Moro”, identificate con le sigle H1 e H8 e di proprietà dell’Ater (Azienda territoriale per l’Edilizia residenziale della provincia dell’Aquila). A queste si aggiungono unità abitative di moderna concezione come il “Condominio Australia”, il “Campus Cannelle” e il “Kampus Grand Hotel”.

Tutti gli edifici selezionati sono dotati di soluzioni per l’efficientamento energetico, garantendo standard abitativi elevati in termini di comfort e sostenibilità. La governance dell’Adsu ha voluto puntare non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità dell’abitare, rendendo le residenze dei luoghi idonei allo studio e alla vita sociale. Il sistema di mobilità, integrato nel canone mensile, permette agli studenti di muoversi agilmente tra il centro storico cittadino, colpito dal sisma del 2009 ma in continua fase di rinascita, e i poli situati nelle immediate periferie, come la zona di Coppito o di Roio.

Come partecipare al bando e criteri di selezione

Il nuovo bando di concorso prevede l’assegnazione di 75 posti letto, una cifra che si integra con le 84 posizioni già riservate alle riconferme degli studenti che hanno beneficiato dell’alloggio nell’anno precedente. Una quota rilevante è riservata agli accordi istituzionali, inclusi i programmi di mobilità internazionale che portano ogni anno centinaia di studenti dall’estero nel cuore dell’Abruzzo. La presidente dell’Adsu, Marica Schiavone, sottolinea come l’obiettivo sia la completa rimozione delle barriere economiche che spesso costringono gli studenti a rinunciare al percorso formativo in sedi lontane dalla propria residenza familiare.

La procedura di selezione è stata interamente informatizzata sotto la direzione di Michele Suriani. Gli studenti interessati dovranno fare riferimento al portale dell’ente per la presentazione della domanda, basata sul valore ISEE dell’anno 2026. La trasparenza del processo è garantita dallo Sportello online, che permette di monitorare la formazione delle graduatorie in tempi certi. È stata inoltre prevista una riserva specifica del 15% dei posti letto per gli studenti di nazionalità straniera, a conferma della vocazione internazionale dell’ateneo aquilano. Inoltre, sono stati predisposti alloggi progettati specificamente per abbattere le barriere architettoniche e accogliere studenti con disabilità. Il bando completo, con le scadenze tassative e la modulistica necessaria, è scaricabile dal sito ufficiale dell’Adsu L’Aquila, dove è consigliato verificare periodicamente eventuali aggiornamenti relativi al calendario delle assegnazioni.

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Territorio

Il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga celebra la tradizione tra monti e valli

🌳 Il Festival dei Borghi della Laga torna per celebrare le radici montane tra Faiete, Altavilla e Schiaviano con musica, canti e passeggiate nella natura incontaminata. Non perdere l’occasione di riscoprire il cuore pulsante dell’Appennino.

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Locandina 4 luglio

Rocca Santa Maria e Montorio al Vomano si preparano a ospitare un fine settimana all’insegna della memoria e delle radici abruzzesi. Il calendario del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga si arricchisce di due appuntamenti pensati per chi desidera riscoprire l’identità profonda di queste terre, dove la storia locale si fonde con le melodie dei canti popolari e l’energia dei balli tradizionali. Le giornate in programma mirano a rompere il silenzio che spesso avvolge le piccole frazioni montane, restituendo loro una visibilità necessaria per contrastare i fenomeni di declino demografico che caratterizzano le aree interne della provincia di Teramo.

L’iniziativa non è solo un momento di intrattenimento, ma un progetto strutturato per promuovere il turismo lento, una modalità di viaggio che premia la qualità del contatto umano e il rispetto per i ritmi della natura. Attraverso la valorizzazione di contesti come i sentieri tra i boschi e le piazze dei borghi, l’organizzazione punta a creare un legame solido tra residenti e visitatori, offrendo una narrazione autentica dell’Appennino.

Sabato 4 luglio tra le storie di Faiete

Il programma prende il via sabato 4 luglio a Faiete, frazione del comune di Rocca Santa Maria. Questo borgo, custode di un passato strettamente legato all’agricoltura e alla pastorizia, apre le porte ai visitatori per una immersione nella vita contadina di un tempo. La giornata inizia con i saluti delle autorità locali, seguiti da una visita guidata alla mostra fotografica allestita negli spazi della vecchia chiesa di San Pietro, un edificio che rappresenta il cuore simbolico della comunità.

Dopo la pausa conviviale del tradizionale “Sdjiuno”, la tavola imbandita con i piatti poveri di una volta, l’attenzione si sposta sul versante antropologico. L’esperta Noretta Nori sarà la guida d’eccezione in un percorso culturale che vedrà le sorelle Bilanzola interpretare le ballate storiche del territorio. La colonna sonora della giornata sarà affidata a Vito Valleriani e Claudio Malatesta, musicisti che riproporranno le sonorità antiche con strumenti della tradizione. Per partecipare a questa giornata, inserita in un contesto naturalistico di pregio, è obbligatorio indossare abbigliamento adeguato, in particolare calzature da trekking e pantalone lungo, per affrontare in sicurezza i sentieri limitrofi al borgo. La prenotazione può essere effettuata contattando il numero 347 602 2486.

Domenica 5 luglio alla scoperta di Altavilla e Schiaviano

Il giorno seguente, domenica 5 luglio, il Festival si sposta verso il bacino del torrente Vomano, coinvolgendo le località di Altavilla e Schiaviano, nel comune di Montorio al Vomano. Il focus della mattinata sarà l’approfondimento tecnico-storico curato dall’ingegner Domenico Di Baldassarre, che illustrerà l’evoluzione degli insediamenti abitativi in queste zone impervie.

Il percorso prosegue poi con un’escursione tematica tra i sentieri che collegano le due località. Durante il cammino, gli studiosi Francesco Di Giuliantonio e gli accompagnatori locali guideranno il gruppo alla scoperta della Fonte Vecchia e della maestosa quercia secolare, punti di riferimento del territorio che conservano traccia di leggende locali. La giornata, che si chiude con una degustazione di eccellenze gastronomiche locali, mira a sottolineare quanto la vitalità di un borgo passi anche dalla salvaguardia delle sue eccellenze agroalimentari.

Considerata la delicatezza dei percorsi e la volontà di mantenere un approccio sostenibile, l’evento del 5 luglio è a numero chiuso, con un limite massimo di 100 partecipanti. Per chi desidera unirsi alla spedizione, è richiesta la prenotazione tramite messaggio WhatsApp al 339 150 1955. È opportuno ricordare che per i partecipanti che abbiano superato i 75 anni, gli organizzatori richiedono la presentazione del certificato medico per attività motoria non agonistica, a tutela della salute di ogni ospite durante le ore di cammino. Le informazioni dettagliate sulle modalità di adesione e le mappe dei sentieri sono disponibili anche sul portale ufficiale dell’iniziativa, raggiungibile all’indirizzo borghiesentieridellalaga.it.

Il Festival, arrivato a questo appuntamento centrale in estate, rappresenta un nodo di connessione fondamentale per le frazioni della Laga, un mosaico di storie che, senza il supporto di eventi di questo tipo, rischierebbe di essere dimenticato dal tempo e dall’incuria. L’invito rimane aperto a tutti coloro che intendono trasformare un fine settimana in un’esperienza di arricchimento culturale.

Segreteria Organizzativa

Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga

333 3204171; 320 1612550

Sito Internet

https://www.borghiesentieridellalaga.it/

Pagine Facebook

https://www.facebook.com/groups/634144137475841?locale=it_IT

https://www.facebook.com/FestivalBorghiLaga?locale=it_IT

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Territorio

Tornano le Vacanze luchesi e accendono l’estate nelle terre di Angizia con oltre cinquanta appuntamenti

☀️ L’estate a Luco dei Marsi parte oggi con la nona edizione delle “Vacanze luchesi”: un calendario di oltre 50 eventi tra musica, storia, archeologia nel sito di Anxa-Angitia e tanto divertimento per le piazze della città. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#LucoDeiMarsi #VacanzeLuchesi #Marsica #EventiAbruzzo

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Locandina evento

Luco dei Marsi – Il cuore della Marsica si prepara a battere al ritmo di una stagione ricca di cultura, tradizioni e intrattenimento. La nona edizione delle “Vacanze luchesi” inaugura ufficialmente il cartellone estivo, confermando il paese fucense come uno dei centri più dinamici dell’intera provincia dell’Aquila. Il programma, frutto di un lavoro corale tra l’amministrazione comunale, il Comitato Feste classe 1975 e le numerose associazioni radicate sul territorio, punta a trasformare le strade e le piazze della cittadina in palcoscenici naturali pronti ad accogliere cittadini e visitatori.

Un esordio nel segno della memoria locale

La manifestazione prende il via oggi, 30 giugno, in via dei Benedettini, a partire dalle ore 20.45. L’appuntamento inaugurale è di quelli imperdibili per chi ama le radici profonde di questo centro: la rappresentazione “C’era una volta Luco… – La Spiazzetta Zi’ Scienzine”. Si tratta di un’opera che nasce dalla penna e dall’estro creativo di Pietro Bianchi, noto ai più come Pierino Zi’ Frate, intellettuale locale capace di tratteggiare scorci di vita vissuta con ironia e tenerezza. A dare corpo e voce ai personaggi del racconto sono i giovanissimi studenti dell’Istituto Comprensivo “I. Silone”, che con il loro impegno testimoniano la continuità generazionale nel tramandare le tradizioni del borgo. L’evento non è solo uno spettacolo, ma un momento di condivisione che invita a riflettere su come sia cambiato il tessuto sociale di Luco dei Marsi negli ultimi decenni.

Un programma multidisciplinare tra arte e archeologia

Il cartellone predisposto per quest’anno conta oltre cinquanta appuntamenti, una cifra che sottolinea la capillarità dell’offerta. La proposta spazia in ogni direzione: dagli eventi musicali che spaziano dal pop al jazz, fino al ritorno di Carmine De Amicis. L’artista, originario di Luco dei Marsi e ormai noto a livello internazionale per i suoi successi, ha voluto omaggiare la sua terra con una serie di performance distribuite su più giornate, portando in scena il meglio del suo repertorio.

Non mancherà l’attenzione per il patrimonio storico locale. L’area archeologica di Anxa-Angitia, gioiello che sorge a pochi passi dal centro abitato, ospiterà per tutta la durata dell’estate visite guidate e laboratori didattici studiati appositamente per le scolaresche e per i bambini. L’obiettivo è quello di far conoscere la storia dei Marsi alle nuove generazioni, rendendo l’area non solo un contenitore museale a cielo aperto, ma un luogo vivo di apprendimento ludico.

Il sindaco Giorgio Giovannone, commentando l’avvio della manifestazione, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto: “Abbiamo costruito un mosaico capace di intercettare ogni fascia d’età. Dalle necessità dei più piccoli fino alle aspettative dei nostri concittadini meno giovani, il programma è in grado di offrire risposte concrete. Il nostro ringraziamento va ai commercianti, alle associazioni e al Comitato classe 1975, che hanno dimostrato che il lavoro di squadra è la chiave per superare i tempi stretti della burocrazia organizzativa”.

Borgo in festa e sinergie locali

Tra le novità più attese, spiccano gli eventi del “borgo in festa”, che porteranno musica, intrattenimento e stand enogastronomici all’interno dei rioni storici di Luco dei Marsi. L’idea è quella di decentralizzare i grandi eventi per far vivere ogni angolo del paese, valorizzando le eccellenze culinarie locali e internazionali. Questo format mira a favorire l’aggregazione sociale, permettendo ai residenti di ritrovarsi nelle piazze, proprio come accadeva un tempo, riscoprendo il senso di appartenenza a una comunità che ha fatto della resilienza una delle proprie cifre distintive.

Il comune invita tutti i cittadini e gli abitanti dei paesi vicini a consultare regolarmente il sito istituzionale e i canali social ufficiali dell’ente per rimanere aggiornati su eventuali variazioni di programma o integrazioni dell’ultima ora. Le iniziative, distribuite lungo tutto l’arco dell’estate, promettono di rendere permanente il clima di festa nelle strade luchesi, in un susseguirsi di emozioni che culmineranno nelle prossime settimane, trasformando il comune in una tappa fissa del calendario estivo marsicano.

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Pescina – Ospedale al collasso, è allarme

🚨 La sanità territoriale nel Distretto di Pescina è in ginocchio: personale decimato, linee telefoniche inaccessibili e pazienti fragili abbandonati a se stessi. Il Comitato civico lancia l’allarme sulla gestione dei servizi domiciliari.

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#Pescina #Sanità #Marsica #AssistenzaDomiciliare

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Ospedale di Pescina

Pescina – La sanità territoriale nell’area del Fucino e nei comuni limitrofi al Distretto sanitario di Pescina sta vivendo una fase di profonda sofferenza che rischia di compromettere il diritto alla salute di migliaia di cittadini. La denuncia arriva direttamente da Antonio Santilli, presidente del Comitato civico, che ha descritto una condizione operativa ai limiti del collasso, ponendo l’accento su un servizio di assistenza domiciliare ormai ridotto ai minimi termini. Le ripercussioni di questo disservizio si riflettono direttamente sulla popolazione più fragile, che abita non solo il centro storico di Pescina, ma anche le numerose frazioni che si diramano verso i comuni vicini, zone spesso abitate da anziani che non hanno alternative immediate alle cure prestate tra le mura domestiche.

Le criticità che paralizzano l’assistenza domiciliare

Il malfunzionamento denunciato dal Comitato civico non riguarda un singolo aspetto, ma interessa l’intera filiera del percorso di cura. Il blocco parte dal momento cruciale delle dimissioni ospedaliere, quando i pazienti tornano a casa e necessitano di continuità terapeutica, per estendersi fino ai malati cronici, ai disabili, ai bambini e purtroppo anche ai malati oncologici. Questi ultimi sono i soggetti che più di altri subiscono il peso di una burocrazia che, invece di snellirsi, si è fatta ostacolo insormontabile.

Le segnalazioni parlano di tempi di attesa biblici per i colloqui preliminari, necessari per l’attivazione dei piani assistenziali. La comunicazione col Distretto, situato nel cuore della Marsica, è diventata un’impresa titanica. Esiste, secondo quanto riferito, una sola linea telefonica a disposizione dei cittadini, la quale risulta costantemente occupata o priva di risposta, impedendo di fatto a chiunque di richiedere informazioni o sollecitare interventi urgenti. Questa barriera digitale e telefonica isola le famiglie, lasciandole sole nella gestione di patologie complesse che richiederevano, fino a poco tempo fa, una gestione coordinata e tempestiva da parte del personale sanitario.

Il sopralluogo rivela un ufficio svuotato

Le dichiarazioni di Antonio Santilli sono state corroborate da un sopralluogo effettuato presso gli uffici del Distretto. Ciò che è emerso dalla visita ha confermato i timori dei residenti. L’organico, un tempo adeguato alle necessità del territorio, è stato drasticamente ridotto. A fronte di quattro operatori che inizialmente garantivano la copertura del servizio, oggi rimane operativo un solo dipendente. A questo si aggiunge l’assenza ormai consolidata del dirigente medico che, fino a qualche tempo fa, svolgeva il ruolo di fulcro nel coordinamento delle attività sanitarie e nella gestione dei protocolli di presa in carico.

Il dipendente rimasto in servizio si trova in una condizione lavorativa insostenibile. Dovendo supplire alle mancanze di un intero organico, è chiamato a gestire simultaneamente pratiche amministrative, compiti sanitari, gestione logistica e persino il magazzino delle forniture e dei presidi medici necessari ai pazienti. Si tratta di una situazione che, oltre a essere ingiusta per l’operatore, impedisce oggettivamente di rispondere alle richieste che arrivano dai centri abitati circostanti. La carenza di personale impedisce non solo le visite necessarie, ma anche la corretta distribuzione di materiali salva-vita, con conseguenze dirette sulla qualità della vita di chi è costretto a letto.

Un territorio che chiede risposte urgenti

L’indignazione dei pazienti e dei loro familiari cresce ogni giorno lungo via Mazzini e nelle piazze del circondario. La popolazione di Pescina, che storicamente ha fatto affidamento sui servizi del presidio locale, si sente oggi abbandonata dalle istituzioni sanitarie regionali. La richiesta del Comitato civico è netta: la Direzione della ASL di competenza deve intervenire immediatamente per ripristinare gli organici, riattivare le linee di comunicazione verso l’esterno e reinserire una figura medica di coordinamento che possa sbloccare le pratiche ferme negli uffici. Senza interventi strutturali, il rischio è che il servizio di assistenza domiciliare si trasformi in una scatola vuota, incapace di rispondere ai bisogni basilari di un territorio che, per conformazione geografica e demografica, dipende in modo assoluto dal presidio locale per la tenuta del sistema di cura. Le autorità competenti sono ora chiamate a dare un segnale di presenza prima che la situazione degeneri ulteriormente, costringendo i cittadini a rivolgersi – laddove possibile – a strutture private, aumentando così l’iniquità nell’accesso alle cure di base.

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