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Angela Kosta premiata con due prestigiosi riconoscimenti al Premio Internazionale di Poesia “Gabriele Galloni” 2026

Il panorama della poesia contemporanea registra un nuovo e significativo successo internazionale per Angela Kosta, scrittrice, poetessa, traduttrice, giornalista ed editrice, insignita di due importanti riconoscimenti nell’ambito della II Edizione del Premio Internazionale di Poesia “Gabriele Galloni” – Montignoso 2026, quest’anno arricchita dalla Edizione Speciale Valderrubio – Granada (Spagna).

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Angela Kosta

Redazione-  Il panorama della poesia contemporanea registra un nuovo e significativo successo internazionale per Angela Kosta, scrittrice, poetessa, traduttrice, giornalista ed editrice, insignita di due importanti riconoscimenti nell’ambito della II Edizione del Premio Internazionale di Poesia “Gabriele Galloni” – Montignoso 2026, quest’anno arricchita dalla Edizione Speciale Valderrubio – Granada (Spagna).

La Giuria internazionale ha deliberato all’unanimità l’assegnazione del Premio Speciale Stile Poetico per la poesia “Oltretutto”, riconoscendo nell’opera una scrittura di rara intensità espressiva, capace di coniugare eleganza stilistica, profondità di pensiero e una forte tensione lirica. Alla poetessa è stato inoltre conferito il Premio Speciale Internazionale per la poesia “Preludio”, quale attestazione del respiro universale della sua produzione letteraria e della capacità della sua voce poetica di dialogare con culture e sensibilità differenti.

Le cerimonie ufficiali di premiazione si terranno in due sedi di straordinario valore simbolico: sabato 5 settembre 2026 presso Villa Schiff-Giorgini di Montignoso, in Toscana, e sabato 12 settembre 2026 presso la prestigiosa Casa Museo Federico García Lorca di Valderrubio, a Granada, luogo profondamente legato alla memoria del grande poeta spagnolo. I vincitori avranno la possibilità di scegliere la sede nella quale ricevere i propri riconoscimenti.

Questo nuovo duplice riconoscimento si inserisce in un percorso artistico che negli ultimi anni ha visto Angela Kosta ottenere prestigiosi premi e pubblicazioni in numerosi Paesi, confermandone il ruolo tra le personalità più attive e apprezzate della letteratura contemporanea internazionale. Le sue opere, tradotte in molte lingue e pubblicate in riviste, antologie e collane editoriali di rilievo, continuano a rappresentare un ponte culturale tra popoli, tradizioni e visioni del mondo.

L’assegnazione del Premio Speciale Stile Poetico e del Premio Speciale Internazionale costituisce un ulteriore riconoscimento all’originalità della sua ricerca letteraria e al valore di una poesia capace di superare ogni confine geografico e linguistico, riaffermando il potere della parola come strumento di dialogo, memoria e pace.

Con questo nuovo successo, Angela Kosta consolida ulteriormente la propria presenza nel panorama poetico mondiale, portando in apice il nome della cultura italiana e albanese attraverso una produzione letteraria sempre più apprezzata dalla critica e dalle istituzioni culturali internazionali.

Riportiamo qui sotto, le due poesie premiate

OLTRETUTTO…

Ti amerò in silenzio, sapendo dove mi troverai.
Sarò oltre l’unica stella
compagna, testimone della nostra follia
mi troverai oltre la luna
ospite nostra preferita, tanto desiderata.
Sarò oltre la nuvola
culla della mia breve felicità.
Sarò oltre il sole che forse
un giorno scioglierà le mie angustie.
Mi fermerò a lungo a rivivere l’oltretutto
dove il vento porterà i tuoi sussurri,
osserverò lo scorrere dell’acqua
e mi bagnerò dalle tue labbra,
ti troverò sapendo che ci sarai.
Ed io?
Sul palmo della tua anima ci sarò
ferma per paura di essere diventata muta
svanita nel nulla.
Sulle onde del mare, il nostro respiro troverò
il tuo sorriso sulla mia bocca
il tuo sguardo nella mia lacrima
i tuoi battiti sul mio cuore
le tue dita tra i miei capelli
i tuoi occhi su i miei…
Per sempre!!!

PRELUDIO

Genuflessa al buio,
monca sotto un rifugio senza tetto,
compagna di tempesta a cielo aperto,
senza stella, senza luna
immersa nel fango
colma di pensieri.
Sognando che un giorno mi sarei arricchita
con tutto ciò che esisteva
senza le mani, antiquata
scavando il tesoro della stessa miseria
piena di cadaveri lacerati.
Preludio
duello silenzioso,
implorando l’innocenza
preda di desideri sanguigni assetati
lì dove il Tutto, la Nullità
si congiungono per sempre.
E io continuo a trascendere nella futilità
inabile, sepolta viva
candida che un giorno
diventerò agiata della mia stessa pace.

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Intervista condotta dalla poetessa e traduttrice libanese-brasiliana Taghrid Bou Merhi alla poetessa italiana Maria Teresa Liuzzo

Quando si parla di multiculturalità, di leadership letteraria e intellettuale, il nome di Maria Teresa Liuzzo emerge come una figura imprescindibile. Scrittrice, filosofa, giornalista e ponte culturale tra Oriente e Occidente, ha costruito un percorso straordinario fatto di parole, pensiero e visione. Con opere tradotte in oltre trenta lingue e un’attività instancabile nel campo editoriale, culturale e accademico, la sua voce è oggi simbolo di universalità. In questa intervista, esploriamo alcune tappe della sua ricca esperienza intellettuale e umana.

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Maria Teresa Liuzzo

Redazione-  Quando si parla di multiculturalità, di leadership letteraria e intellettuale, il nome di Maria Teresa Liuzzo emerge come una figura imprescindibile. Scrittrice, filosofa, giornalista e ponte culturale tra Oriente e Occidente, ha costruito un percorso straordinario fatto di parole, pensiero e visione. Con opere tradotte in oltre trenta lingue e un’attività instancabile nel campo editoriale, culturale e accademico, la sua voce è oggi simbolo di universalità. In questa intervista, esploriamo alcune tappe della sua ricca esperienza intellettuale e umana.

  1. 1) Come è iniziato il tuo percorso letterario e intellettuale? Chi è stata la prima persona a credere nel tuo talento?

 

  1. 1) Ero ancora una bambina e il primo a credere in me è stato il grande scrittore e avvocato Massimo Di Prisco, marito della duchessa Maria Piromallo, amico di tanti attori e registi conosciuti e apprezzati dal cinema internazionale come Vittorio De Sica, Federico Fellini e Roberto Rossellini. All’avvocato e scrittore Massimo Di Prisco ho dedicato la poesia “E sarà ancora estate”, mentre le altre due prime poesie scritte da me furono: “Il mondo nella mia anima” e “Solitudine”. Questi miei primi versi li fece leggere a Giulio Einaudi, suo grande amico, e figlio dell’intellettuale ed economista di fama mondiale Luigi Einaudi, secondo presidente della Repubblica Italiana.

  1. 2) Qual è stata la motivazione principale che ti ha spinta a fondare e dirigere la rivista “Le Muse”?

 

  1. 2) La rivista fu fondata da me e da mio marito, il Prof. Paolo Borruto, giornalista, editore, scrittore, regista e produttore. Fu un suo omaggio affinché io potessi operare in modo libero e lontano dalle varie consorterie per dare risalto a quella che è la vera Cultura e ogni forma d’Arte.

  1. 3) Scrivi in molti ambiti: poesia, filosofia, giornalismo, critica. Come riesci a conciliare tutte queste attività?
  2. 3) Ho consacrato la mia vita alla cultura. Mi nutro spesso di parole, vocali, consonanti, virgole, apostrofi, parentesi, accenti e li seguo come se ognuno di essi avesse un corpo: dell’insieme ho fatto il mio esercito. Alla scrittura dedico ogni attimo del mio tempo e in ogni cosa che faccio c’è sempre un pezzo del mio cuore e della mia anima che offro a Dio e ai miei lettori sparsi per il mondo, che mi seguono e mi sostengono amorevolmente in tutto quello che scrivo, ma anche per la mia generosità, senso critico, di giustizia e per la trasparenza del mio lato umano, morale, etico e intellettuale. Mi sono occupata per anni degli emarginati, ho difeso i diritti dei carcerati- spesso innocenti- lottando contro le ingiustizie della vita che perpetuano senza vergogna (sfruttamento degli immigrati nei campi agricoli e non solo). Sono una grande sostenitrice della natura che sento viva, vegeta e Madre, in grado di dare vita persino ad una pietra quando dal suo cuore fa spuntare un filo d’erba. Soffro per quello che è accaduto in Amazzonia, le fiamme che hanno distrutto parte della sua foresta, minando il polmone verde del mondo. Ascolto e condivido il respiro di ogni singolo albero, il lacrimare delle piogge che lo bagnano, le cascate degli uccelli tra i suoi rami, tutto racchiuso in un rituale di vita e di morte. Lamenti che attraversano la memoria fustigandola, uncini che strappano la pelle con i suoi suoni onomatopeici. Le carestie, le recenti alluvioni che hanno messo in ginocchio l’India e parte del Bangladesh distruggendo abitazioni e piantagioni di cotone. In questa distanza che divide la notte io continuo ad ascoltare quel lamento di terre bagnate dal pianto dei popoli, soli a lottare contagiati dal verde sotto un riflesso opaco di luna e una vertigine di pioggia. Vivo da solitaria in una civiltà globale le amarezze della terra raccogliendo i linguaggi di tanti paesi. Bevo la luce antica del mare dove tutto vive nel silenzio; dove il seme viaggia col vento; uomo e natura sono un solo germoglio dove la materia affonda le proprie radici e si riproduce. Si edifica come un tempio antico nel ventre dell’assoluto. Nessuno trova il tempo per guardarsi intorno, altrimenti scoprirebbe che il vero paradiso è sulla terra. Basta pensare ad un albero singolare che vive in Amazzonia: il “calipso arcobaleno”. Credo che da una creazione così spettacolare si proietti la vera saggezza; così come nel raccogliere i linguaggi di tanti paesi sconosciuti e lontani ci fa sopravvivere ad ogni tempesta. Forse ci attende un nuovo Noè sotto l’albero dello “Spirito Santo” (Kupahùba) per esplorare la bellezza dell’eterno attraverso un viaggio antropologico che farebbe di ognuno di noi, un essere responsabile, lontano dal cancro del male, dal pozzo delle nebbie, e rendendo il nostro cuore divino.

  1. 4) Con le tue opere tradotte in oltre 30 lingue, come vedi la responsabilità della parola nel rappresentare la cultura italiana?

 

  1. 4) L’Italia, con Roma “Caput Mundi”, è stata la culla della civiltà, il regno di poeti, scrittori, filosofi, matematici. Proprio la Calabria dove io sono nata e cresciuta si chiamava Italia Prima, fu questa regione a forma di stivale che diede il nome all’Italia, ma rimase la Terra dei Miti con i suoi tremila anni di storia, arte e cultura nella terra dei giganti: Ibico, Pitagora, Nosside, Parrasio, Saffo, Talete, Campanella, Alvaro, Boccioni, Preti, Dulbecco, Maria Teresa Liuzzo, Monteleone, Calogero, Cilea, Versace (a cura di P. B.). I vari riconoscimenti mi hanno reso più responsabile come rappresentante dell’Italia nel mondo, in quanto le vere testimonianze e le conoscenze acquisite attraverso la lettura dei miei libri hanno appassionato i lettori oltre oceano, ho fatto di tutto per non deludere le loro aspettative.

  1. 5) In che modo la tua formazione in psicologia e filosofia ha influenzato la tua visione della letteratura e dell’essere umano?

 

  1. 5) Il nostro vissuto è la migliore dimostrazione che riusciamo a trasformare in parole l’amore vero verso il prossimo, i bisognosi, i soli, gli ammalati, i derelitti, i prigionieri, le vittime di guerra. Lo studio è necessario ma è il dolore della vita il migliore maestro. L’umanità siamo noi, e i versi sono i messaggeri della PACE e tutte le creature ne fanno parte.

  1. 6) Hai una presenza significativa nei media internazionali. Come vedi il ruolo della scrittrice italiana nel panorama culturale globale?

 

  1. 6) Forse questa domanda potrebbe essere una novità per qualcun altro, ma non per me che scrivo e pubblico da 55 anni, cioè da quando ero bambina su riviste letterarie nazionali. Pur non viaggiando i miei libri hanno camminato per me, sono stati le mie braccia e la mia bocca, la mia voce. Da oltre 40 anni, e quando i social non esistevano i miei libri erano arrivati in India, Oceania, America, Asia, Europa, Africa. Ho apprezzato molti scrittori arabi (che ritengo molto bravi) e ho avuto una fitta corrispondenza con la crema mitteleuropea. Sono stata prefata, presentata e tradotta dal grande poeta britannico Peter Russell, più volte candidato al Nobel per la Letteratura, da Athanase Vantchev De Tracy, altro Candidato al Premio Nobel per la Letteratura (2019) che ha tradotto in lingua francese il mio primo romanzo “…E adesso parlo!” e decine di poesie, Licio Gelli – candidato al Nobel per la Letteratura – ha recensito diversi miei libri di poesia e Maria Luisa Spaziani che mi ha letto e recensito sin dalla prima opera (Radici-Poesia dell’infanzia), anche lei candidata al Nobel per la Letteratura. Si è interessato alle mie opere persino il grande editore di Chicago Thomas Fleming che mi scrisse: “Lascio a te la fiaccola della Magna Grecia” dopo averlo ripetuto più volte al suo grande amico e poeta Peter Russell. Non sono delusa perché sono stata apprezzata dagli addetti ai lavori e da migliaia di lettori da tutto il mondo.

  1. 7) Sei Presidente dell’Associazione artistica “P. Benintende”. Qual è, secondo te, il ruolo dell’arte nella formazione dell’identità culturale?

 

  1. 7) L’arte è il centro della vita, l’universo intero, il terzo occhio del mondo. Appassionata di musica lirica ho avuto l’occasione di conoscere i più grandi artisti del mondo da Maria Callas, Luciano Pavarotti, Mario Del Monaco.

  1. 8) Secondo te, i premi e i riconoscimenti letterari rendono veramente giustizia agli scrittori?

 

  1. 8) Non credo nei premi letterari di oggi, destinati spesso, a chi meno li merita. Non sono i premi gettati come pula al vento, assegnati senza alcuna autorità né consapevolezza a definire grande uno scrittore ma le sue opere. Saggi, recensioni e prefazioni di illustri nomi di critici di indubbia onestà morale e intellettuale battezzano il poeta o lo scrittore di successo. La scrittura deve essere autentica, intelligente, che coinvolge l’esistenza e la società. Come diceva Peter Russell: “I poeti sono i legislatori dell’umanità”. La poesia analizza il legame tra senso e non senso, tra ombra e luce, tra vita e morte e li descrive così come sono nella realtà senza stravolgere il senso al di là di ogni suo interesse esistenziale ed ontologico, (linguaggio giuridico e letterario). Non siano passi d’aria nell’esplorare antico e moderno. I veri poeti scarseggiano, sono sempre di meno, anche di fronte a queste rivoluzioni di poeti e scrittori autoreferenziali tra manipolazioni e caos di linguaggi. Da improvvisati ed egoisti, quali sono, non sanno che ogni verso nasconde un segreto che non sempre insegna ma aiuta a capire, senza smarrire l’identità regionale della parola affinché sia la voce dell’esistenza e mai della separazione.

  1. 9) Hai scritto sull’umanità, sull’utopia, sull’ombra e sulla luce… Qual è il tema a te più caro fra tutti?

 

  1. 9) Il tema a me più caro rimane quello umano: l’uomo al centro dell’universo. Il sogno è necessario per farci vivere e superare il male pernicioso della realtà in cui viviamo, ma senza la luce del nostro cuore morirebbero le parole, le attese per lasciare spazio al dolore e a una convivenza estremamente distopica, come quella di oggi.

  1. 10) Quali difficoltà hai affrontato come donna intellettuale e pensatrice in un ambito letterario spesso competitivo?

 

  1. 10) Credo poco nella giustizia terrena ma molto in quella divina, Non mescolo il sacro con il profano, mi piace volare da sola, non essere parte del gregge, né strisciare come i serpenti in cerca di approvazioni. Ho molta esperienza della vita. Il dolore e la vita mi hanno reso più forte, perché più crepe hanno aperto più luce mi è arrivata. La competitività non deve essere una guerra, ma deve arricchire gli animi, senza cercare di occultare i talenti con bugie, prepotenze o potere illegittimo che le è stato dato solo per fare numero. La mia forza deriva dalla verità per la quale vivo e sono pronta a morire. Ma la realtà è diversa da quella virtuale, che continua a divorare l’innocenza della bellezza sostituendola con l’orrore.

  1. 11) Come scegli i testi o gli autori stranieri da tradurre in italiano? Quali sono le sfide nella traduzione di testi appartenenti a culture diverse, come quella araba o asiatica?

 

  1. 11) Ci tengo a chiarire che sono quasi sempre gli autori a inviare le loro opere per essere tradotte, autori a me sconosciuti. Leggo i loro contenuti, vivo le loro emozioni e le traduco se incontro un humus letterario e soprattutto umano.

  1. 12) Cosa rappresenta per te il concetto di “pace culturale” in un mondo attraversato dai conflitti?

 

  1. 12) La tua è una bella domanda e non riesco a immaginare una “pace culturale” dove la “guerra culturale” è più feroce del genocidio di Gaza e delle feroci tempeste che colpiscono forte al cuore già provato della terra. Non ci può essere “pace culturale” dove la forza del diritto soccombe dinanzi al diritto della forza, (P. B.) finché ci sono in giro persone – lupi travestiti da agnelli – che operano nella menzogna pur di apparire. Questi personaggi, oscuri, vorrebbero neutralizzare il bello, il sacro, il vero, ma sono soltanto l’ombra di se stessi. Forse, chi parla di cultura ha dimenticato la saggezza, l’amore, la fratellanza tra i popoli e non la corsa a imminenti vittorie ottenute con concorrenze sleali. Lo studio è rinuncia e sacrificio, non di certo uno spettacolo circense.

  1. 13) Qual è stato il momento di successo che ti ha lasciato il segno più profondo nel cuore?

 

  1. 13) Tutti i successi sono come figli, una madre non saprebbe e non dovrebbe scegliere. Sono i fiori di un prato che le lacrime di commozione innaffiano ad ogni ricordo indelebile. Forse il segno più profondo lo ha lasciato un’importante Associazione designandomi Benefattrice dell’Umanità.

  1. 14) Come contribuisci a scoprire e sostenere nuovi talenti? Quali qualità cerchi nelle voci emergenti?

 

  1. 14) I nuovi talenti sono rari. Li riconosci dalla loro umiltà, non conoscono l’arroganza del potere. Sono generosi, empatici nella loro solitudine. Scrivono senza pretese e non per superare gli altri, ma per dare il loro contributo alla letteratura.

  1. 15) Come direttrice delle pubbliche relazioni e corrispondente internazionale, quanto è importante oggi la diplomazia culturale?

 

  1. 15) La diplomazia è sempre stata importante per una civile convivenza, è indispensabile quando ci sono interessi comuni per il bene della società etica, morale e culturale.

  1. 16) Come vedi il futuro della letteratura nell’epoca della diffusione digitale?

 

  1. 16) La diffusione digitale se da un lato è stata importante per l’altro è stata deleteria, in quanto si fa abuso e non uso. Ognuno cerca di sovrastare l’altro. Molti sono spietati e cercano di emergere ad ogni costo con la convinzione di “seppellire” gli elementi autentici per fare prevalere la loro presenza che non è altro che un pacco ingombrante e misero agli occhi dei veri cultori del bello e del sacro.

  1. 17) C’è un nuovo progetto a cui stai lavorando attualmente e che vorresti condividere con i tuoi lettori?

 

  1. 17) Progetti in cantiere che ne sono tanti ed anche importanti, ma saranno piacevoli soprese per i miei lettori quando le opere saranno realizzate, se Dio vuole.

  1. 18) Come riesci a mantenere viva la tua passione per la scrittura nonostante i tanti impegni e responsabilità?

 

  1. 18) Ripeto ancora una volta che scrivo per non morire, non cerco applausi. La scrittura è la mia famiglia, la pace, il mio appuntamento con l’ignoto, il tempio del mio dolore e della mia consolazione, la speranza, la fede, la foresta delle emozioni dove le stelle sono scintille che accendono il sangue e riscaldano il cuore.

  1. 19) Nel cammino di ogni pensatrice o creativa, ci sono parole che, seppur ascoltate o lette per caso, diventano luce guida o principi indelebili.

C’è una frase che hai letto in un libro, o ascoltato da qualcuno, che ti ha colpita profondamente al punto da farla diventare un riferimento costante nel tuo modo di vivere e di relazionarti con gli altri?

Qual è questa frase? E perché è rimasta impressa così profondamente nel tuo cuore?

  1. 19) Ci sono frasi che sconvolgono o toccano il cuore, ma mai e poi mai avrei “lavorato” o scritto frasi di altri. Ogni parola che ho scritto e vissuto è carne del mio corpo, sangue delle mie vene e respiro della mia anima. Il mio motto è donare, non coniugo il verbo pretendere o assimilare. Sono me stessa e tale rimango.

  1. 20) Sei membro di istituzioni culturali e accademiche prestigiose come il Sirius Media Group, WOW e il Senato Accademico della Leibniz University. Quanto ritieni sia importante, per una scrittrice, essere coinvolta nei movimenti istituzionali e intellettuali?

 

  1. 20) È bello essere amati, raggiunti da persone di cultura, ma anche seri con obiettivi onesti. Sono felice di essere letta e di essere utile ai loro progetti che condivido e cerco di dare il meglio di me stessa, con tutto il cuore.

  1. 21) Hai una presenza molto ampia su riviste e siti internazionali, dall’Uzbekistan al Messico, dal Vietnam alla Danimarca. Come ha influenzato questa diversità geografica e culturale la tua voce letteraria? Ti sei mai sentita una “scrittrice oltre i confini”?

 

  1. 21) È importante per me essere presente per costruire qualcosa di utile, di umano, di bello e duraturo nel tempo. Guardo tutte le cose con umanità, a volte, per chi possiede una particolare sensibilità- non è difficile sentire battere il cuore di una pietra che si stringe in una mano. Oggi come ieri mi sento cittadina del mondo perché la scrittura, quella vera, non ha confini geografici né culturali se l’intento è raggiungere la pace, un sogno difficilmente realizzabile. Credo di essere stata da sempre “una scrittrice oltre i confini”. Con gli scrittori, editori, artisti abbiamo sempre edificato senza rincorrere poteri di gloria, ma per il bene del progresso.

  1. 22) Hai scritto centinaia di articoli di critica letteraria e artistica, e curi una rubrica poetica intitolata Miosòtide – Non ti scordar di me.

Quanto ritieni sia importante documentare e archiviare le voci poetiche in un’epoca che tende a dimenticare velocemente?

  1. 22) Quello in cui credo non va mai dimenticato, la carta brucia, la memoria semina e arricchisce. Credo nei miei lettori, nelle biblioteche, ovunque ci siano i miei libri e riviste che hanno rappresentato e unito il cuore dei lettori dei cinque continenti, ancora prima che ci fossero le piattaforme social.

  1. 23) Hai scritto di tematiche esistenziali come L’ombra non supera la luce e Eutanasia d’utopia, e recentemente hai pubblicato Non seppellitemi viva.

Vedi la scrittura come uno strumento di liberazione interiore o come una forma di resistenza?

  1. 23) Liberazione e resistenza, pur essendo due cose diverse hanno in comune l’intensità. La scrittura è testimonianza e testamento per i posteri.

  1. 24) Le tue opere sono state tradotte in decine di lingue e hai collaborato con figure letterarie di tutto il mondo.

Tra queste esperienze di traduzione, c’è stato un dialogo culturale che ha segnato una svolta nel tuo percorso o ha cambiato la tua visione del mondo?

  1. 24) Il mondo lo cambia il nostro modo di pensare, io sono una persona molto positiva e anche dal male ho tratto il bene (con sacrificio e volontà ferrea). Il mondo siamo noi, per questo la collaborazione è indispensabile, ma non tutti accettano sacrifici né la verità. Amano le cose facili, di scarso valore.

  1. 25) Qual è la domanda che non ti ho posto e che avresti voluto ricevere? E quale sarebbe?

 

  1. 25) Per esempio se sono felice e quanto tempo dedico a me stessa. Felice lo sono nella mia famiglia con un figlio che adoro e un cagnolino che è la mia compagnia e la mia gioia. Sono una persona molto amata perché so vivere e comprendo l’animo umano, molto fragile. Quanto il tempo che dedico a me stessa non è mai esistito e so che quando passa non ritorna. Se fosse possibile risponderti ti direi: “Ferma questo tempo che mi fa impazzire!”. È l’unica cosa con la quale non posso competere.

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Gli “sciacalli” dei risparmi: l’odiosa epidemia delle truffe agli anziani che distrugge famiglie e dignità

Il dramma silenzioso delle truffe porta a porta e dei finti sms bancari: i criminali non rubano solo i risparmi, ma annientano la dignità e la vita dei nostri nonni. Fermiamo gli sciacalli! 🚨 👵👴

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Anziana truffata

Italia – C’è un’epidemia silenziosa, vigliacca e devastante che sta colpendo con inaudita ferocia le fasce più deboli e indifese della nostra società. Non è una patologia clinica, ma una piaga sociale studiata a tavolino da menti criminali spietate: stiamo parlando della drammatica impennata delle truffe ai danni degli anziani. Ogni giorno, in centinaia di case italiane, si consuma un vero e proprio dramma umano e familiare. Bande organizzate di truffatori, veri e propri “sciacalli” specializzati nello sfruttare la fragilità umana, mettono a segno raggiri crudeli che non si limitano a rubare soldi o vecchi gioielli, ma che annientano psicologicamente le povere vittime, privandole per sempre della loro dignità, della sicurezza personale e della fiducia nel prossimo.

La truffa del “falso incidente” e la manipolazione del terrore

Tra le innumerevoli tecniche escogitate dai criminali, spicca senza dubbio per crudeltà la famigerata truffa del finto parente in pericolo. Il copione è sempre lo stesso, recitato al telefono con una freddezza glaciale da attori consumati. Il telefono fisso di casa squilla all’improvviso, quasi sempre in orari centrali della giornata in cui l’anziano si trova inevitabilmente solo. Dall’altra parte della cornetta, un sedicente avvocato o un finto maresciallo delle forze dell’ordine comunica con tono allarmato che il figlio o il nipote della vittima ha causato un grave incidente stradale ed è attualmente in stato di fermo in caserma. Per “evitargli il carcere” o pagare le urgenti spese legali, la voce perentoria richiede un’immediata e ingente somma di denaro in contanti, o in alternativa, la consegna di tutto l’oro e i gioielli presenti in casa. Di fronte all’incubo del proprio figlio in pericolo di vita o in prigione, l’anziano entra in uno stato di terrore paralizzante. La normale lucidità svanisce in un secondo, lasciando spazio unicamente all’istinto primordiale di protezione genitoriale. Un istinto che porta la vittima a consegnare i risparmi faticosi di una vita intera nelle mani del complice che suona alla porta del condominio pochissimi minuti dopo.

L’evoluzione tecnologica: gli SMS trappola che svuotano i conti correnti

Ma i truffatori moderni non si limitano più soltanto a bussare fisicamente alle porte. Hanno affinato subdolamente le loro armi, sfruttando le nuove tecnologie digitali contro una generazione che non è certamente nata con lo smartphone in mano. Il pericolosissimo fenomeno dello “smishing” (le sofisticate truffe via SMS) sta letteralmente svuotando i conti correnti dei nostri nonni in silenzio. L’anziano riceve un messaggio sul cellulare che sembra provenire graficamente in modo esatto dalla propria banca o da Poste Italiane, contenente diciture allarmistiche e ingannevoli del tipo: “Attenzione, il tuo conto è stato temporaneamente bloccato per una tentata frode, clicca immediatamente su questo link per verificare e confermare la tua identità”. Spinti dal panico indescrivibile di vedersi bloccare la tanto attesa pensione appena accreditata, i pensionati cliccano fatalmente sul link fasullo e, senza rendersene conto, inseriscono i propri codici segreti in una finta pagina web clone. In pochi istanti, i risparmi sudati in decenni di duro lavoro vengono bonificati in via definitiva su conti esteri totalmente irrintracciabili, abbandonando le vittime nella disperazione economica più nera e assoluta.

Il trauma del tradimento: molto più di un semplice danno economico

Quando si parla pubblicamente di queste truffe, l’errore più grave e superficiale che le istituzioni possano fare è concentrarsi esclusivamente sulla contabilità del bottino rubato. Certo, perdere improvvisamente cinquemila euro in contanti o dover cedere con l’inganno la preziosa collana di famiglia e persino la fede nuziale della moglie o del marito scomparso rappresenta un danno materiale oggettivamente incalcolabile. Ma la vera, insanabile tragedia si consuma a livello intimo e psicologico. L’anziano raggirato, non appena si rende conto della truffa subita, viene improvvisamente e irrimediabilmente travolto da un senso di profonda vergogna, di inadeguatezza sociale e di tremenda umiliazione. Si sente improvvisamente stupido, ingenuo, ormai vecchio e diventato inspiegabilmente un peso insostenibile per la propria famiglia. Questo trauma interiore e silenzioso genera frequentissimamente un crollo emotivo fatale: si perde repentinamente la voglia di uscire di casa per fare la spesa, si smette per il terrore di rispondere al telefono fisso, si rinuncia del tutto alla propria fondamentale indipendenza, cadendo così in una spirale di buia depressione dalla quale, arrivati alla soglia degli ottant’anni, risulta difficilissimo e faticoso risollevarsi.

I finti tecnici del gas e la violazione vigliacca dello spazio domestico

Non possiamo assolutamente dimenticare, inoltre, i raggiri più “tradizionali” che purtroppo continuano a mietere innumerevoli e silenziose vittime nei nostri palazzi, come la classica truffa dei finti tecnici dell’acquedotto, del gas o dei falsi ispettori sanitari dell’Inps. Questi abili e spietati criminali, approfittando vilmente della naturale educazione, dell’ospitalità d’altri tempi e della dilagante solitudine delle persone anziane, riescono abilmente a farsi aprire la porta e a intrufolarsi all’interno delle mura domestiche, il luogo che per un anziano dovrebbe rigorosamente rappresentare l’ultimo e sacro rifugio sicuro. Mentre un complice loquace distrae la malcapitata vittima confinandola in cucina, fingendo magari di dover controllare un tubo o una perdita d’acqua inesistente, l’altro sciacallo rovista freneticamente nei cassetti della camera da letto, rubando oro, pensioni in contanti e ricordi affettivi assolutamente insostituibili. Si tratta di una violazione vile dell’intimità domestica che lascia ferite interiori invisibili, ma incredibilmente profonde e durature.

Come difendere i nostri nonni: l’informazione è l’unica arma in nostro possesso

Di fronte all’esplosione di questa autentica emergenza criminale, la risposta sul territorio delle sole forze dell’ordine, seppur quotidiana ed encomiabile per gli sforzi profusi, non può purtroppo bastare. Serve urgentemente una massiccia e martellante campagna di prevenzione che coinvolga attivamente e in prima linea l’intera società civile. Noi figli, noi nipoti, noi vicini di casa, abbiamo il preciso dovere morale di parlare apertamente e continuamente con i nostri anziani, mettendo costantemente in guardia i nostri amati nonni sui nuovi e sempre più sofisticati metodi di truffa in circolazione. Dobbiamo avere la pazienza di ripetere loro, fino al totale sfinimento, una sola regola d’oro salvavita: nessuna vera banca italiana, nessun maresciallo dei carabinieri e nessun tribunale chiederà mai, per nessun motivo al mondo, soldi in contanti o gioielli d’oro direttamente a domicilio per fantomatiche cauzioni, né invierà mai link cliccabili via SMS o via email per sbloccare conti correnti “congelati”.

Allo stesso tempo, la politica e le istituzioni parlamentari devono finalmente assumersi in pieno le proprie responsabilità morali di fronte al Paese, inasprendo severamente e senza sconti le pene detentive previste dal codice penale per chi commette queste atrocità quotidiane. Derubare un anziano indifeso all’interno di casa sua, abusando della sua oggettiva fragilità fisica e, peggio ancora, del suo immenso e cieco amore per i figli o per i nipoti, non è un semplice e banale reato di furto contro il patrimonio; è a tutti gli effetti un atto di violenza psicologica inaudita e crudele, che merita di essere perseguito e punito con il massimo e inflessibile rigore della legge. Dobbiamo imparare a proteggere strenuamente le fragili radici della nostra società, prima che bande di spietati sciacalli senza onore ce le strappino per sempre nel silenzio delle nostre città.

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Lifestyle

Cavallino Matto lancia “Dynamite”: il parco toscano dice no ai botti

Il Cavallino Matto lancia “Dynamite”, il coaster più grande d’Italia, e si schiera con l’associazione Gaia contro i fuochi d’artificio estivi. 🎢 🐾

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Dynamite

Marina di Castagneto Carducci – Nel cuore della stagione turistica, quando le località balneari della costa tirrenica registrano il picco delle presenze e le famiglie cercano spazi di condivisione all’aria aperta, l’industria del divertimento si interroga sul proprio impatto ambientale e sociale. Il Cavallino Matto, il parco divertimenti più grande e importante della Toscana, immerso nella splendida pineta di Marina di Castagneto Carducci nella provincia di Livorno, ha aperto ufficialmente i cancelli per presentare le grandi novità dell’estate 2026. Accanto al lancio di attrazioni ad alto tasso di adrenalina destinate a richiamare visitatori da ogni parte d’Italia, la direzione della struttura ha scelto di farsi promotrice di un forte e innovativo messaggio di civiltà, legando l’inaugurazione delle proprie giostre a una campagna nazionale di sensibilizzazione per la tutela degli animali domestici e della fauna selvatica.

Inaugurato Dynamite: il Disk’O Coaster più grande d’Italia

La novità principale sul fronte dell’intrattenimento meccanico è rappresentata dal taglio del nastro di “Dynamite”, una struttura imponente che si consacra come il Disk’O Coaster più grande d’Italia. L’attrazione è formata da una grande piattaforma circolare rotante che si muove lungo un binario concavo a forma di sella, regalando ai passeggeri un’esperienza mozzafiato caratterizzata da accelerazioni improvvise e una sensazione di volo a ridosso delle chiome degli alberi. Questo colosso dell’ingegneria del divertimento va ad arricchire un’offerta che conta già trenta attrazioni distribuite su oltre centomila metri quadrati di superficie, tra cui spiccano percorsi acquatici come il Jurassic River e montagne russe dedicate ai più coraggiosi come il Freestyle, garantendo una vivibilità eccellente grazie alla totale copertura ombrosa dei pini marittimi.

La campagna Io di esplosivo amo solo il divertimento con l’associazione Gaia

Il nome scelto per la nuova giostra ha ispirato il manifesto etico lanciato dal parco in collaborazione con l’associazione “Gaia, Animali e Ambiente”, il nucleo ecologista fondato nel 1995 e guidato dal presidente Edgar Meyer. Attraverso lo slogan “Io di esplosivo amo solo il divertimento”, la campagna mira a sensibilizzare l’opinione pubblica, i sindaci e i comitati organizzatori delle numerose sagre di piazza estive sull’importanza di tutelare l’incolumità dei nostri amici a due e a quattro zampe. Il Cavallino Matto, struttura storicamente pet-friendly, invita ufficialmente i Comuni della penisola ad abbandonare l’uso dei fuochi d’artificio tradizionali, preferendo spettacoli piromusicali o fuochi silenziosi, capaci di regalare la stessa magia visiva senza causare quelle esplosioni di suoni che spaventano a morte cani, gatti e uccelli selvatici.

La nuova area Mouseville per i bambini e lo schiuma party con i dinosauri

Il piano di investimenti della società per la stagione 2026 riserva un’attentione speciale anche alle esigenze dei bambini più piccoli e dei loro genitori, grazie all’inaugurazione di “Mouseville”, un’intera area tematica concepita a misura di famiglia. Il nuovo villaggio accoglie tre diverse giostre nate per stimolare l’esplorazione dei minori: il trenino per l’infanzia Animal Train, la torre di caduta leggera Jumping Star e il minicoaster Speedy Mouse. Il divertimento quotidiano all’interno del parco si completa con cinque spettacoli live che affrontano i temi dei pirati, dei dinosauri e della magia, culminando ogni pomeriggio all’interno della Fantasy Arena con il Super Schiuma Party, un momento di forte aggregazione rinfrescante che unisce la musica alle grandi riproduzioni dei giganti della preistoria.

Il collegamento Trenitalia più bus per saltare le code alle biglietterie

Al fine di agevolare la mobilità sostenibile e deostruere il traffico automobilistico lungo le scarpate stradali della costa livornese, la direzione ha rinnovato l’accordo con Trenitalia per l’attivazione del servizio integrato treno più navetta bus. I turisti e i cittadini possono acquistare un unico biglietto sui canali ufficiali della ferrovia dello Stato scegliendo “Cavallino Matto” come destinazione finale, usufruendo della navetta bus gestita dal Gruppo Autolinee Toscane e Tiemme in considerazione con la stazione di San Vincenzo. Per evitare le lunghe attese alle casse ed eliminare i labirinti delle file sotto il sole, l’ufficio tecnico raccomanda caldamente l’acquisto anticipato dei biglietti d’ingresso direttamente online sul portale web del parco, garantendo così l’accesso immediato ai tornelli.

Il valore del welfare culturale e la protezione di chi non ha voce

In ultima analisi, la scelta del Cavallino Matto di unire l’intrattenimento di massa alla tutela ecologica traccia un modello di riferimento importante per l’intero settore dei parchi divertimento in Italia. Sradicare i giovani dalla solitudine biologica indotta dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali per ricondurli nella frescura di una pineta incontaminata a condividere sorrisi e forti emozioni costituisce il pilastro più alto del moderno welfare culturale rionale. La protezione degli animali e la vicinanza a chi non ha voce devono diventare priorità civili per l’intera comunità. Solo attraverso una trasparente cooperazione tra le imprese private, le associazioni ambientaliste e la sensibilità dei consumatori sarà possibile far crescere il territorio, dimostrando che il domani della nostra terra dipende dalla capacità di unire il divertimento al rispetto assoluto della vita.

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