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Attualità

Delitto di Garlasco, parla il medico Avato: “Incongruenze nella pattumiera”

Nuovo giallo a Garlasco: il medico legale Avato rivela a Filorosso discrepanze inedite sulle foto del frigo e sui reperti della pattumiera. 🔍 📺

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Garlasco Filorosso

Roma – Nel tormentato e complesso perimetro della cronaca nera italiana, l’esame dei grandi enigmi giudiziari continua a sollevare interrogativi di straordinaria densità scientifica e investigativa, dimostrando come il trascorrere degli anni non riesca a spegnere l’esigenza di una verità assoluta e priva di ombre. Lunedì 3 agosto 2026, la prima serata di Rai 3 è stata scossa da un’inchiesta giornalistica di grandissimo impatto trasmessa nel corso della puntata di “Filorosso”, la trasmissione condotta sul campo da Antonino Monteleone con il supporto di Adele Grossi. All’interno di un dettagliato reportage dedicato al delitto di Garlasco, l’omicidio della giovane Chiara Poggi consumatosi nell’estate del 2007, è tornato a parlare dopo un lunghissimo silenzio il professor Francesco Maria Avato, stimato medico legale e storico consulente della difesa di Alberto Stasi, introducendo nel dibattito pubblico elementi inediti destinati a riaprire la discussione sulla gestione della scena del crimine.

Le immagini inedite del frigorifero di casa Poggi a cinque mesi dal delitto

Il fulcro del servizio televisivo ha ruotato attorno alla proiezione, avvenuta in prima assoluta sul piccolo schermo, di una serie di fotografie scattate dagli investigatori il 5 dicembre 2007, a cinque mesi esatti dalla tragica scomparsa di Chiara Poggi. Le immagini, rimaste per quasi vent’anni custodite all’interno dei faldoni processuali, mostrano l’interno del frigorifero della villetta di Garlasco in uno stato di parziale e inevitabile deterioramento biologico. Tra i ripiani dell’elettrodomestico, i tecnici della difesa hanno individuato la presenza di banane annerite, pomodorini e altri alimenti ormai consumati dal tempo, ma soprattutto due dettagli materiali che la saggistica forense ritiene di primaria importanza: una confezione di Estathé ancora intatta e la lattina di birra consumata da Alberto Stasi la sera del 12 agosto 2007, un reperto cruciale che non fu mai ufficialmente sequestrato dalle autorità.

La denuncia del professor Avato sulle discrepanze dei lotti di Estathé

L’ordito della tesi illustrata dal professor Francesco Maria Avato muove da una rigorosa e fredda analisi comparativa tra gli oggetti rimasti nel frigorifero delle vittime e i rifiuti repertati dalle forze dell’ordine a distanza di molto tempo. Secondo il medico legale, gli accertamenti tecnici condotti sui codici di tracciabilità industriale avrebbero fatto emergere un risvolto inatteso: «Quello che mi sembra possa emergere adesso è una discrepanza tra il lotto contenitore di Estathé ancora presente nel frigorifero e quello ritrovato nella pattumiera». Questa scomposizione dei lotti commerciali insinua il dubbio che i consumi domestici all’interno dell’abitazione nei giorni precedenti al delitto abbiano seguito dinamiche differenti rispetto a quelle ricostruite nei passati registri d’aula, offrendo nuovi spunti di riflessione critica ai consulenti di parte.

I misteri della pattumiera di Chiara Poggi ed il diniego al sopralluogo

Un capitolo denso di forte polemica istituzionale e sociale investe la gestione logistica di uno dei punti più caldi dell’intera indagine pavese: il sacco della spazzatura di casa Poggi, repertato dai carabinieri soltanto otto mesi dopo la consumazione dell’omicidio. Il professor Avato ha rievocato con amarezza i limiti imposti al collegio peritale della difesa durante i primissimi sopralluoghi sul campo, evidenziando le paratie burocratiche che impedirono agli esperti di operare con la necessaria autonomia: «Noi non eravamo in condizione di repertare nulla, potevamo soltanto osservare e fotografare. Non ci fu consentito nemmeno di esaminare la pattumiera. Quando chiedemmo di preservarla ci fu sorpresa da parte dell’allora maggiore Cassese. Successivamente, però, qualcun altro ha manipolato il contenuto della pattumiera, indipendentemente da noi».

Il ruolo della medicina forense e la richiesta di un processo trasparente

La scomposizione di queste incongruenze riapre una seria discussione tra i tecnici del diritto e gli esperti della criminologia italiana sulla necessità di applicare protocolli ermetici e h24 per il congelamento della scena del crimine, evitando che la fretta o le sottovalutazioni iniziali compromettano l’esito dei processi. Permettere il deterioramento o la tardiva repertazione di fusti, lattine e scarti biologici rende estremamente arduo il lavoro dei magistrati, lasciando le famiglie delle vittime e lo stesso condannato in una condizione di perenne incertezza. Il professor Avato, rispondendo alle domande incalzanti di Filorosso su chi potesse aver toccato quei rifiuti prima dei rilievi formali, si è congedato con una battuta prudente ma carica di significato: «Ah presumo, ma non lo so», lasciando al pubblico il compito di deostruire il mistero.

La televisione come presidio di indagine contro il torpore del tempo

In ultima analisi, il reportage trasmesso da Rai 3 si offre alla società civile e ai cittadini onesti come un prezioso esempio di giornalismo d’inchiesta capace di contrastare il torpore del tempo e l’oblio mediatico che spesso avvolge i grandi delitti di provincia. Sradicare la discussione giudiziaria dai soli slogan urlati dei social network per ricondurla all’interno di un salotto culturale basato sul merito delle prove scientifiche e sulla trasparenza dei documenti d’archivio costituisce il dovere più alto del servizio pubblico radiotelevisivo. La cooperazione tra i periti, i conduttori e l’ascolto delle famiglie rimane la via maestra per far crescere lo spirito critico del Paese, dimostrando che il domani della giustizia dipende linearmente dalla capacità di non smettere mai di studiare e di analizzare i fatti con onestà e coraggio.

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Attualità

Il Mattutino dal Castello Sforzini (15 Agosto 2026): “Gli specchi hanno un difetto, non capisci mai chi inizia a guardare…”

“E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”. 🪞 🏰 Nel giorno di Ferragosto, tra tuffi al mare e grigliate, ritagliatevi un solo minuto di assoluta calma per leggere l’appuntamento odierno de IL MATTUTINO. In diretta dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano, una pillola di saggezza e filosofia (con una vertiginosa citazione di Nietzsche) per riflettere sull’anima umana. “Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio”. Buon Ferragosto a tutti i nostri lettori! 👇 📖

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Il Mattutino del 15 Agosto 2026

Redazione  – Nel giorno in cui l’Italia intera si ferma per celebrare il Ferragosto tra feste, spiagge e scampagnate, il nostro pensiero mattutino sceglie di muoversi in direzione ostinata e contraria, invitando i lettori all’introspezione. Direttamente dalle antiche mura del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, l’appuntamento odierno con “Il Mattutino” è un viaggio filosofico e vertiginoso sull’identità, sulle connessioni invisibili e sui misteri dell’anima umana. Una riflessione tagliente e profonda, suggellata dalla celebre e immortale massima del filosofo Friedrich Nietzsche.


IL MATTUTINO

dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano
Sabato 15 agosto 2026

Due punti lontani, sulla carta, possono appartenere alla stessa linea.

Gli specchi hanno un difetto: non si riesce mai a capire chi abbia cominciato a guardare.

E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te.

Questo era il Mattutino dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
“Che sia una giornata di libertà, responsabilità e coraggio.”


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Auguri di Buon Ferragosto 2026

Il Direttore e la Redazione di Cavalierenews augurano ai lettori un Buon Ferragosto 2026 . Una festività antichissima  che ha origine  nel mondo latino con le  Feriae Augusti (riposo di Augusto), una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.  in aggiunta a quelle  già esistenti ,ricorrenti appunto nel mese d’agosto,  come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Una giornata divenuta  poi  una festività  religiosa  della Chiesa cattolica : in origine il primo giorno del mese, in seguito il quindicesimo, nel quale la Chiesa celebra la ricorrenza dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo (festa dell’Assunta) –

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Buon Ferragosto 2026

Redazione-  Il Direttore e la Redazione di Cavalierenews augurano ai lettori un Buon Ferragosto 2026 . Una festività antichissima  che ha origine  nel mondo latino con le  Feriae Augusti (riposo di Augusto), una festività istituita dall’imperatore Augusto nel 18 a.C.  in aggiunta a quelle  già esistenti ,ricorrenti appunto nel mese d’agosto,  come i Vinalia rustica, i Nemoralia o i Consualia. Una giornata divenuta  poi  una festività  religiosa  della Chiesa cattolica : in origine il primo giorno del mese, in seguito il quindicesimo, nel quale la Chiesa celebra la ricorrenza dell’Assunzione di Maria Vergine al cielo (festa dell’Assunta) –

Un augurio  di trascorrere la giornata di Ferragosto  in serenità  è anche un augurio  pieno  a godere  finalmente di un tempo  liberato,  dopo oltre un anno di emergenza ,dalla fatica e dallo stress  di una condizione a volte insopportabile  . Una condizione personale e sociale  che ha caratterizzato la vita di tutti noi  in questo lungo periodo di difficoltà, forse disagi, comunque di preoccupazioni. Dovute al rincaro del costo della vita, alla inflazione che aumenta, all’aumento dei costi  di luce e gas .E proprio negli ultimi mesi  la preoccupazione  per l’aumento del costo dei carbutranti a causa della guerra Stati Uniti Isreale contro Iran. Una guerra che ha provocato la chiusura dello stretto di Hormuz ,via principale per il traffico di navi che  trasportano non solo petrolio  ma anche fertilizzanti . E di conseguenza l’aumento del prezzo del petrolio e  dei derivati  di raffineria . Insomma un augurio di mettere da parte almeno per qualche  giorno   preoccupazioni materiali  .

Proprio per  riprendere in mano la propria vita  dedicandosi agli affetti  ,alla qualità delle relazioni ,alla socialità.  Che è poi almeno per qualche giorno staccare la spina per dedicarsi a quell’ozio dei latini , quello beninteso letterario , ossia  quel tempo da avere a disposizione  per la cura di se stessi in senso materiale ( la cura del corpo) e in senso spirituale, ovvero creare  qualcosa di diverso dalla routine quotidiana , dal lavoro  spesso defatigante e alienante, per affermare e riaffermare una libertà  di essere e di esserci non solo per il dover essere e il dover esserci.

Un augurio  alle singole persone e all’intera società che ci circonda  per riflettere sulle proprie convinzioni  restituendole ad una dimensione comune e collettiva  e non solo egoisticamente personale. Una riflessione che non porti,per esempio , a scambiare  i risultati della scienza con le opinioni degli scienziati .Un augurio perché si avvii finalmente  una riflessione radicale  sul senso, sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro.

L’augurio di poter  riconquistare diritti persi dopo anni di lotte  ( l’art 18 dello statuto dei lavoratori, la pensione anticipata per  malattie professionali ed incidenti sul lavoro) ,  contratti di lavoro  che si sono trasformati tutti in “flessibili”  Riconquistare  un concreto diritto alla salute  ,attraverso  un servizio sanitario nazionale che svolga  il suo compito di prevenzione , diagnosi e cura  eliminando, per esempio,  liste d’attesa di circa un anno per indagini diagnostiche ospedaliere .

L’augurio di una Italia che non abbia paura dell’immigrazione e che proprio richiamandosi ai valori della libertà  e della  convivenza  riconosca la diversità, la multi etnicità e l’integrazione per contrastare, attraverso l’apporto di nuove vite la crisi della natalità  e garantire alle esigenze di una popolazione anziana risorse e  cure  degne di  un futuro serenamente vivibile.

Un augurio in definitiva a vivere meglio ,a vivere una vita migliore  affrancata da eccessive  preoccupazioni per  il soddisfacimento di esigenze materiali . Una vita capace di innamorarsi  della bellezza  della natura  e delle cose che ci circondano . Capace di ascoltare  una brezza leggera di vento,  il respiro di un cielo stellato , il pianto di un bambino, ; di guardare un fiore  e i suoi colori; di seguire il volo di una farfalla . Una vita capace di chinarsi su se stessa  per riconoscere  determinazione, consapevolezza , autodisciplina  valori fondanti  che ci permettono  di non diventare vecchi  con gli anni ma ogni giorno più nuovi . Per affrontare le sfide del futuro ma anche per godere quelle che vegnono indicate dalla tecnica (?!) come meraviglie del futuro  che già i Fuuturisti decantavano  cento anni fa  a patto di saper governare questa risorsa che con l’intelligenza artificiale ha fatto passi da giganti verso un progressivo e chissà forse inrrestabile sviluppo.

Buon Ferragosto di nuovo a tutti i lettori, i collaboratori, i sostenitori da parte del Direttore e della redazione di Cavalierenews.

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Esteri

Trump contro i giudici: quando la Corte Suprema dice no, la Casa Bianca cerca un’altra via

“Sono il più grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finché riesco a vincere”. Così Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015, descrisse la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986), consiste nel considerare la realtà malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori né mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziario degli Usa.

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Donald Trump

Redazione- Sono il più grande piagnucolone… Piagnucolo e piagnucolo finché riesco a vincere”. Così Donald Trump, in un’intervista concessa a Chris Cuomo della Cnn durante la sua prima campagna elettorale nel 2015, descrisse la sua tenacia. Questa strategia di Trump, appresa dal suo avvocato e mentore Roy Cohn (1927-1986), consiste nel considerare la realtà malleabile e nel non accettare mai una sconfitta, concentrandosi invece sull’attacco agli avversari, senza mai riconoscere i propri errori né mostrare debolezza. Trump usa questa tenace strategia anche con la Corte Suprema, nei casi poco frequenti in cui si vede sconfitto dal supremo organo giudiziario degli Usa.

In tempi molto recenti, la Corte Suprema ha bacchettato il presidente Usa in alcuni casi fondamentali, come i dazi, il diritto alla cittadinanza per nascita, il licenziamento di Lisa Cook dalla Federal Reserve, ecc. In queste vicende Trump non si è arreso e ha intrapreso altre strade per aggirare i limiti impostigli dalla magistratura. Nel caso dei dazi iniziali imposti in occasione di quello che lui dichiarò “Liberation Day”, la Corte Suprema li dichiarò illegali nel febbraio scorso, con una decisione di 6-3. Trump andò su tutte le furie, attaccando i giudici, ma subito dopo li ripristinò usando un’altra legge che però gli permise di mantenerli fino al 24 luglio. Subito dopo impose altri dazi usando un’altra legge, sostenendo che i prodotti che entravano negli Usa da 60 Paesi erano fabbricati con lavoro forzato. Trump non ammise la sconfitta e ha cercato, con relativo successo, di andare oltre la Corte Suprema. Ciononostante, la decisione della Corte lo ha costretto a rimborsare alle aziende che lo avevano denunciato i soldi incassati dal Tesoro americano.

Nel caso della cittadinanza per nascita, lo ius soli, che garantisce la cittadinanza americana a tutti quelli nati in America, inclusi i figli di individui senza residenza legale, Trump ha reagito in maniera simile. In questo caso ha fatto passi indietro e ha annunciato due nuovi ordini esecutivi specifici per non darla vinta alla Corte Suprema. Il primo amplia l’ineleggibilità alla cittadinanza per includere “nemici degli Stati Uniti e gruppi terroristici stranieri”, come pure i figli di rappresentanti diplomatici. La legge attuale, infatti, esclude già questi individui. Il secondo ordine esecutivo sulla cittadinanza prende di mira i figli nati in America da genitori con visti turistici, che Trump asserisce costituiscano una grande industria. In realtà, i casi che rientrano in questa categoria sono rarissimi. Le donne che possono permettersi il lusso di venire in America con un visto turistico nell’ultimo mese di gravidanza per far acquisire la cittadinanza ai neonati non si interessano necessariamente a questo diritto. In linea generale, queste donne vivono bene nei loro Paesi e la cittadinanza americana avrebbe pochissimo valore. Poco importa. I due nuovi ordini esecutivi mirano al desiderio di Trump di non accettare mai una sconfitta, ma allo stesso tempo di inviare segnali ai suoi sostenitori che lui lavora per loro, senza tregua, come il loro guerriero.

C’è poi il caso di Lisa Cook, membro della Federal Reserve, che Trump ha cercato di licenziare, ma la Corte Suprema glielo ha impedito. Adesso Trump sta provando di nuovo e le ha inviato una lettera, asserendo che ha rilasciato “dichiarazioni false su uno o più contratti per un mutuo”. La strada non sarà facile, perché dovrà dimostrare che le accuse sono veritiere e la Cook ha tutte le intenzioni di resistere.

Se Trump con frequenza cerca strade alternative quando la Corte Suprema non gli sorride, non desiste dal presentare ricorsi ai magistrati più alti del Paese. In un recentissimo caso, Trump ha chiesto che la Corte Suprema invalidi la decisione di un giudice federale sul voto per corrispondenza. In caso negativo, il 47esimo presidente con ogni probabilità cercherà di aggirare i giudici per ottenere i suoi obiettivi.

Anche altri presidenti in tempi recenti hanno seguito la stessa strada quando hanno subito decisioni sfavorevoli, ma nessuno di loro ha attaccato i membri della Corte Suprema come ha fatto l’attuale inquilino della Casa Bianca. Questi attacchi ai magistrati hanno creato un clima di alta tensione e preoccupazione per la sicurezza dei giudici. In una recente audizione al Congresso, Elena Kagan e Amy Coney Barrett, due dei nove membri della Corte Suprema, hanno chiarito che i magistrati temono per la loro sicurezza. In un esempio molto personale, Coney Barrett ha descritto lo shock dei suoi figli quando, in un’occasione, si è tolta il giubbotto antiproiettile dopo essere ritornata a casa. Gli attacchi ai giudici, però, arrivano anche dalle bocche dei membri del governo di Trump. Todd Blanche, il neo-confermato procuratore generale, nel mese di dicembre dell’anno scorso ha postato su X (già Twitter) un messaggio attaccando “i giudici canaglia” che non seguono la legge. Per questa sua affermazione si è beccato il rimprovero della New York State Bar Association sulla scorrettezza di queste asserzioni. Se Trump ha poco da temere, tenendo presente l’immunità per gli atti ufficiali concessagli proprio dalla Corte Suprema, i suoi collaboratori devono fare attenzione, specialmente gli avvocati. Le Bar Association sono molto attente ai comportamenti non etici e possono, in casi estremi, revocare la licenza professionale.

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Domenico Maceri, PhD, è professore emerito all’Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della  National Association of Hispanic Publications.

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