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Attualità

Maranza, De Micheli a Filorosso: “l’integrazione non è mai automatica”

Paola De Micheli (Pd) risponde alle destre a Filorosso: “Contro i maranza serve la scuola, l’integrazione non è automatica e Caivano è ferma”. 🏛️ ⚖️

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PAOLA DE MICHELI (PD) A FILOROSSO

Roma – Nel vivo di una stagione estiva dominata dal confronto parlamentare e televisivo sui temi della sicurezza urbana, della prevenzione del disagio giovanile e delle riforme necessarie a governare le periferie, l’analisi delle devianze minorili torna a scuotere l’opinione pubblica. Lunedì 3 agosto 2026, la prima serata di Rai 3 ha ospitato un intenso e approfondito dibattito all’interno degli studi di “Filorosso”, il programma di inchiesta e attualità condotto dal giornalista Antonino Monteleone con il supporto sul campo di Adele Grossi. Sul tema caldo delle baby gang e delle risposte strutturali necessarie ad arginare le azioni dei gruppi giovanili ribattezzati con il termine gergale di “maranza”, è intervenuta la deputata e autorevole esponente del Partito Democratico Paola De Micheli, delineando la visione del centrosinistra per un riscatto rionale fondato sull’educazione, sull’urbanistica e sulla solidarietà concreta.

La scomposizione del disagio giovanile e il nodo dell’abbandono scolastico

L’ordito dell’analisi espressa da Paola De Micheli muove da una profonda e sincera preoccupazione per le fragilità sociali e psicologiche che colpiscono i minori nelle aree più svantaggiate delle grandi metropoli e delle province italiane. La parlamentare dem ha evidenziato come l’inserimento civile dei ragazzi all’interno del tessuto sociale non possa realizzarsi attraverso formule burocratiche o imposizioni calate dall’alto, ma richieda un impegno quotidiano e costante delle istituzioni: «L’integrazione non è mai automatica». Secondo la deputata, il baricentro di ogni azione di contrasto alla criminalità di strada deve risiedere nella scuola, individuando nella piaga dell’abbandono scolastico il vero motore che spinge troppi adolescenti a trascorrere le proprie giornate senza una meta reale, finendo per essere facilmente coinvolti nei mercati illegali dello spaccio di droga.

La distinzione tra reati di strada e il dramma degli omicidi minorili

Nel corso del confronto a Filorosso, l’esponente del Partito Democratico ha voluto proporre una precisa e rigorosa distinzione critica tra i diversi livelli di gravità che caratterizzano la criminalità minorile contemporanea. Sotto il profilo della microcriminalità e dei piccoli reati predatori commessi nelle vie del centro e della movida, De Micheli ha fatto notare che la situazione italiana, pur rimanendo complessa, registra indici meno allarmanti rispetto ai quadri drammatici vissuti in altri importanti Paesi europei dello spazio Schengen. Al contrario, a destare il massimo allarme sociale e a imporre una seria riflessione etica è il dato spaventoso e in crescita relativo agli omicidi commessi da minorenni, eventi strazianti che colpiscono al cuore le famiglie e che dimostrano l’asfissia emotiva e la solitudine in cui crescono molti giovani oggi.

I limiti della repressione penale e la centralità della prevenzione

Di fronte alle richieste di un continuo inasprimento delle pene e di misure puramente punitive avanzate dalle forze di maggioranza, la deputata piacentina ha ribadito con fermezza che la risposta dello Stato non può e non deve esaurirsi all’interno dei soli circuiti penali e carcerari. Pur confermando la necessità assoluta che chi delinque venga giudicato attraverso un processo giusto e trasparente e condannato in caso di accertata colpevolezza, la De Micheli ha rimarcato come la vera sfida civile risieda nella prevenzione h24. Intervenire prima che la marginalizzazione si trasformi in violenza esige l’attivazione di paratie sociali sussidiarie, capaci di intercettare il malessere dei ragazzi nelle piazze prima che i danni diventino irreversibili per l’intera comunità.

Il modello Piacenza: l’efficacia dei progetti di educativa di strada

Per dimostrare la validità empirica di un approccio basato sull’ascolto e sul contatto umano, la parlamentare del Partito Democratico ha condiviso con il pubblico la felice e costruttiva esperienza vissuta direttamente sul proprio territorio d’origine, nella città di Piacenza, durante una grave emergenza legata alle baby gang. In quella circostanza, la cooperazione tra il Comune e gli uffici della Questura ha permesso di varare progetti d’avanguardia basati sulla cosiddetta “educativa di strada”. Squadre composte da operatori specializzati, psicologi e assistenti sociali sono scese sul campo, andando a incontrare i ragazzi nei quartieri periferici e nei luoghi di aggregazione informale. Questo intervento di vicinanza e mediazione ha prodotto risultati positivi tangibili, offrendo ai minori un’alternativa pulita alla solitudine della strada.

La critica sul piano urbanistico al decreto Caivano del governo

In ultima analisi, il duro affondo politico di Paola De Micheli ha preso di mira l’azione legislativa e amministrativa del Governo Meloni, contestando in modo mirato i reali risvolti del provvedimento battezzato come “modello Caivano”. Se sul fronte della presenza delle forze dell’ordine e dei commissariati l’esecutivo ha impresso un’accelerazione, la deputata dem ha denunciato il totale immobilismo sul versante strutturale dell’edilizia e della rigenerazione urbana. Il recupero delle periferie progettate male, ha concluso lo scritto, non può prescindere da profondi interventi di riqualificazione edilizia, dall’apertura di parchi e centri culturali h24: «Su Caivano, sul piano dell’urbanistica, non è stato ancora fatto niente». Solo curando le ferite dei palazzi e delle strade, l’Italia potrà garantire un domani sicuro e un futuro di libertà alle giovani generazioni.

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Attualità

Estate da record: l’Italia si prende la corona del turismo e annienta Francia e Spagna. È il Paese più sicuro d’Europa e i piccoli borghi rinascono

Quest’anno non ce n’è per nessuno: l’Italia si riprende la corona di regina assoluta del turismo europeo! 👑 🇮🇹 I dati di questa caldissima estate 2026 certificano un trionfo senza precedenti: nella settimana di Ferragosto abbiamo letteralmente polverizzato i nostri eterni rivali, staccando la Spagna e umiliando la Francia (con ben 19 punti percentuali in più di riempimento strutture!). Boom pazzesco di turisti stranieri che ci considerano “la meta più sicura d’Europa”. Ma la vera, bellissima notizia è la rivincita dei nostri meravigliosi piccoli borghi di provincia: presi d’assalto per l’enogastronomia e l’autenticità, il turismo li sta salvando dallo spopolamento! Siete orgogliosi di questi numeri da record? Leggete tutti i dettagli economici e la mappa delle regioni più gettonate nel nostro approfondimento! 👇 🍕🏖️

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Turisti alla Fontana di Trevi a Roma

Roma – Quella che stiamo vivendo non è soltanto un’estate torrida dal punto di vista meteorologico, ma è destinata a passare alla storia come una delle stagioni più roventi (e redditizie) per l’economia turistica del nostro Paese. I dati appena diffusi non lasciano spazio a interpretazioni: il 2026 è l’anno del definitivo, storico sorpasso. L’Italia si prende con prepotenza la corona di prima meta turistica in Europa, spazzando via la storica concorrenza dei giganti Francia e Spagna. Un trionfo che si regge su due pilastri fondamentali: la percezione internazionale del nostro Paese come “porto d’approdo sicuro” in uno scacchiere globale sempre più instabile, e una straordinaria valorizzazione non solo delle grandi città d’arte, ma soprattutto di quell’inestimabile tessuto di piccoli borghi che costituisce l’anima più autentica della nazione.

I numeri del boom: un’estate d’oro certificata da Bankitalia

A parlare, prima ancora degli esponenti politici, sono i numeri inconfutabili dell’economia. La Banca d’Italia ha infatti certificato che già nel mese di maggio il saldo della bilancia turistica dei pagamenti ha segnato un avanzo mostruoso di ben 2,7 miliardi di euro, in netto aumento rispetto allo stesso periodo del 2025. Ma è addentrandosi nei dati elaborati dall’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo che si comprende la reale portata dello tsunami di visitatori. Soltanto nel mese di luglio 2026, si sono registrati sul territorio nazionale oltre 4 milioni di presenze in più e 1 milione di arrivi in più rispetto all’anno precedente.

A trainare questa locomotiva c’è senza dubbio il mercato internazionale (la componente estera delle presenze fa segnare un clamoroso +6,0%), ma anche gli stessi italiani (+2,3%) stanno premiando sempre di più le vacanze entro i confini nazionali. Sorridono tutti i comparti dell’accoglienza: dalle strutture alberghiere tradizionali (+2,5%) all’universo extra-alberghiero come b&b e agriturismi, che vola a un incredibile +6,7%.

L’Italia sul tetto d’Europa: il sorpasso storico nella settimana di Ferragosto

È proprio in questi giorni frenetici, a cavallo di Ferragosto, che l’Italia dimostra di non avere rivali nel vecchio continente, toccando un picco di saturazione delle strutture del 65,4%. I dati snocciolati polverizzano letteralmente i principali competitor storici del Mediterraneo. Considerando l’intera estate, l’Italia stacca la Spagna di 6,7 punti percentuali e umilia la Francia con ben 16,1 punti di scarto. Una forbice che si allarga a dismisura proprio nella settimana clou del Ferragosto, dove il nostro Paese distanzia gli spagnoli di 5,6 punti e lascia al palo i francesi con un distacco abissale di ben 19 punti percentuali.

La mappa del successo e la grande rivincita dei piccoli Comuni

Sul piano prettamente geografico, la mappa del successo estivo premia un po’ tutta la Penisola, dalle destinazioni alpine fino all’estremo Sud. Restano su livelli di saturazione eccezionali, stabilmente sopra il 60%, Regioni regine del turismo balneare e culturale come la Sardegna (63,4%), il Veneto (63,3%), la Sicilia (63%), il Friuli-Venezia Giulia (62,7%), l’Emilia-Romagna (60,7%) e le Marche (60,3%).

Ma il dato sociologicamente più bello ed entusiasmante riguarda i piccoli Comuni e il turismo legato alle sagre di paese. Le piccole realtà di provincia registrano un boom di arrivi (+5,3%) e presenze (+4,6%). È il trionfo del turismo diffuso ed “esperienziale”. Un flusso di persone che si rivela ossigeno vitale contro la piaga dello spopolamento demografico, specialmente nelle aree interne del Mezzogiorno: ripopolare i borghi con il turismo significa innescare processi di vera e propria rigenerazione urbana e sociale.

Il plauso del Governo: “Un lavoro di squadra per destagionalizzare”

Il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, non nasconde l’enorme soddisfazione del Governo Meloni per aver guidato, con precise campagne di promozione, questo rilancio: «Questi risultati ci rendono profondamente orgogliosi e sono il frutto di un grande lavoro di squadra fatto con le Regioni, con gli operatori del settore e con le associazioni. Abbiamo puntato fortissimo su digitalizzazione, accessibilità e promozione. Oggi l’Italia è percepita, a livello internazionale, come la destinazione europea più sicura in assoluto. E la crescita non si limiterà a luglio e agosto: l’obiettivo è destagionalizzare, perché il nostro turismo lavora e deve lavorare dodici mesi l’anno».

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Esteri

Due miliardi di euro di aiuti, una condizione politica: la nuova posizione dell’Unione Europea nei confronti di Afghanistan

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Unione Europea

Redazione- A cinque anni dal ritorno dei talebani al potere, l’Unione Europea lancia un messaggio chiaro all’Afghanistan e alla comunità internazionale: continuerà a sostenere il popolo afghano, ma senza riconoscere né legittimare il governo talebano.

Mentre milioni di cittadini afghani affrontano una grave crisi economica, povertà e limitazioni sempre più pesanti, Bruxelles afferma che non interromperà il proprio sostegno. L’ultimo esempio concreto è lo stanziamento di 10 milioni di euro al Fondo umanitario per l’Afghanistan, un contributo che l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) ha definito essenziale per garantire la continuità degli aiuti alle persone più vulnerabili.

Dietro questi interventi umanitari, tuttavia, emerge anche un messaggio politico preciso: l’Unione Europea vuole mantenere una distinzione netta tra il sostegno alla popolazione afghana e il riconoscimento dei talebani. Secondo Bruxelles, il dialogo con il gruppo al potere serve esclusivamente a proteggere gli interessi fondamentali della popolazione e a garantire servizi essenziali, ma non rappresenta in alcun modo un atto di legittimazione politica.

Kaja Kallas, responsabile della politica estera dell’Unione Europea, ha dichiarato che l’UE rimane uno dei principali sostenitori dell’Afghanistan e l’unica presenza diplomatica occidentale ancora attiva nel Paese. Allo stesso tempo, ha sottolineato che qualsiasi passo verso un eventuale riconoscimento dei talebani dipenderà dal rispetto di precise condizioni internazionali.

Tra queste condizioni figurano il rispetto dei diritti delle donne e delle ragazze, la creazione di un governo inclusivo, il rispetto degli impegni internazionali dell’Afghanistan e la garanzia che il territorio afghano non venga utilizzato da gruppi terroristici.

Negli ultimi cinque anni, l’Unione Europea ha destinato oltre due miliardi di euro all’Afghanistan. Questi fondi sono stati utilizzati per interventi umanitari, assistenza sanitaria, istruzione, sostegno ai mezzi di sussistenza e copertura dei bisogni fondamentali della popolazione.

Nonostante gli aiuti, l’Europa avverte che la crisi afghana è ancora lontana dalla soluzione. Dopo il crollo dell’economia nazionale, circa metà della popolazione continua ad avere bisogno di assistenza umanitaria, mentre le restrizioni sui diritti umani, in particolare quelli delle donne e delle ragazze, rimangono una delle principali preoccupazioni della comunità internazionale.

L’Unione Europea ha inoltre evidenziato i rischi regionali legati all’instabilità dell’Afghanistan, tra cui terrorismo, traffico di droga, cambiamenti climatici e flussi migratori incontrollati.

La posizione europea resta quindi sospesa tra solidarietà e diplomazia: Bruxelles continua ad aiutare il popolo afghano, ma mantiene una linea politica ferma nei confronti dei talebani. Gli aiuti proseguiranno, ma un eventuale riconoscimento internazionale dipenderà da cambiamenti concreti nelle politiche e nel comportamento dell’attuale governo afghano.

Il messaggio dell’Unione Europea è dunque duplice: sostenere l’Afghanistan sì, riconoscere i talebani no, almeno finché non verranno rispettati i criteri stabiliti dalla comunità internazionale.

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Attualità

Terna – a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

A luglio la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato

mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del

2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno

contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il

15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società

guidata da Pasqualino Monti, che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

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Infografiche Luglio 2026_ITA

Terna - a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

A LUGLIO CONSUMI ELETTRICI SOSTENUTI DALLE TEMPERATURE ELEVATE: +8,3% RISPETTO AL 2025

Record assoluto della domanda di energia elettrica per il mese di luglio: superati i 32 TWh

Terna - a luglio consumi elettrici sostenuti dalle temperature elevate: +8,3% rispetto al 2025

Roma, 13 agosto 2026 – A luglio la domanda di energia elettrica in Italia ha raggiunto il dato

mensile più alto di sempre: 32,5 TWh, in crescita dell’8,3% rispetto allo stesso mese del

2025. Il risultato è stato sostenuto da temperature eccezionalmente elevate, che hanno

contribuito anche al raggiungimento del picco annuale della domanda, pari a circa 58 GW il

15 luglio (+4,5% rispetto al picco del 2025). È quanto emerge dai dati di Terna, la società

guidata da Pasqualino Monti, che gestisce la rete di trasmissione nazionale.

Si conferma l’andamento positivo dei consumi industriali. Secondo le elaborazioni di Terna sull’indice IMCEI, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, a luglio il dato è in aumento del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Nel periodo gennaio-luglio 2026 l’indice evidenzia una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Prosegue, inoltre, la crescita della produzione fotovoltaica (6,7 TWh, +20,6% rispetto a luglio

2025), principalmente guidata dall’aumento della capacità installata: +3.791 MW da gennaio

a luglio 2026, +6.874 MW rispetto a luglio 2025.

Complessivamente, le fonti rinnovabili hanno coperto il 41,5% del fabbisogno.

Da gennaio a luglio fabbisogno in aumento del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025

La variazione positiva di luglio recupera pienamente il calo osservato nello stesso mese dello scorso anno (-3,1%) ed è stata raggiunta con lo stesso numero di giorni lavorativi (23) e con una temperatura media mensile superiore di 1,2°C rispetto a quella di luglio 2025 e di quasi 2°C rispetto alla media mensile decennale. In particolare, negli ultimi cinque giorni del mese, le temperature hanno superato la media stagionale fino a circa 6°C, contribuendo alla crescita del fabbisogno.

Corretto dagli effetti di temperatura e calendario, il dato segna un aumento del 5,1%.

In termini congiunturali, la richiesta elettrica destagionalizzata e corretta per gli effetti di calendario e temperatura registra un incremento dell’1,6%. Il dato conferma il terzo mese consecutivo di crescita e riporta il trend, per la prima volta, sui livelli precedenti la crisi energetica del 2022.

A livello territoriale, la variazione tendenziale è positiva in tutto il Paese: +8,3% al Nord, al Sud e nelle isole e +7,9% al Centro.

Consumi dei servizi in crescita a maggio

L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna, DUERETI e Deval), e presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha mostrato a maggio 2026 un incremento dell’1,2%.

I primi cinque mesi dell’anno risultano in aumento dell’1,1%.

A luglio 745 MW di nuova capacità rinnovabile installata

Produzione fotovoltaica e consumi industriali

A luglio, la produzione nazionale ha coperto l’84,4% della domanda elettrica, mentre il restante 15,6% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero.

La produzione nazionale netta si è attestata a 27,7 TWh (+7,9%). Anche il saldo estero è cresciuto (+10,2%), per effetto dell’aumento dell’importazione (+4,4%) e della riduzione dell’esportazione (-49,3%). In crescita la fonte termica (+14,1%) per effetto della stabilità delle fonti rinnovabili (+0,8%) e a copertura della rilevante crescita del fabbisogno.

Nel complesso, la produzione da fonti rinnovabili ha coperto il 41,5% della domanda elettrica

nazionale (contro il 44,5% dello scorso anno). In flessione la fonte eolica (-20,3%), idrica (-

14,9%), geotermica (-3,6%), le biomasse (-2%) e in aumento la produzione fotovoltaica (+20,6%).

In relazione alla produzione fotovoltaica, rispetto a luglio 2025 si evidenzia un incremento di

1.144 GWh attribuibile soprattutto alla maggior capacità installata (+946 GWh e in parte

minore all’effetto producibilità (+198 GWh).

Secondo le rilevazioni di Terna, a luglio la capacità installata rinnovabile è aumentata di 745 MW, con un contributo degli impianti connessi in alta tensione pari a 405 MW, tra solare ed eolico. Al 31 luglio si registrano 87,70 GW di potenza installata, di cui, in particolare, 47,30 GW di solare e 14,0 GW di eolico.

Relativamente agli accumuli, in Italia si registrano 948.154 impianti che corrispondono a

19,43 GWh di capacità e 8,0 GW di potenza nominale.

I dati sempre consultabili online

L’analisi dettagliata della domanda elettrica mensile provvisoria del 2025 e del 2026 è disponibile nella pubblicazione “Rapporto Mensile sul Sistema Elettrico”, consultabile alla voce “Sistema elettrico >> Dispacciamento >> Dati esercizio” del sito www.terna.it

I dati in tempo reale sull’esercizio del sistema elettrico nazionale sono inoltre consultabili sull’app di Terna disponibile sui principali store:

https://play.google.com/store/apps/details?id=it.terna.energia&hl=it

https://apps.apple.com/it/app/terna/id1458535498

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