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Avezzano, annunciato il programma ufficiale dell’Astra Sound Festival 2026 tra musica, concerti e visite guidate

🚨 IL PROGRAMMA UFFICIALE AD AVEZZANO! Torna l’Astra Sound Festival 2026 il 10 e 11 luglio nel Cortile della Sala Irti. Un weekend pazzesco tra visite guidate ai Cunicoli di Claudio e Alba Fucens, yoga sul Monte Salviano, street food, raduni auto e il grande concerto LIVE di ENSI & DJ GENGIS. Ecco la guida completa e come prenotare 👇#avezzano #astrasoundfestival #ensi #djgengis #cunicolidiclaudio #albafucens #montesalviano #marsica #cronacalocale #pagineutili

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Il grande evento estivo nel cortile della sala irti tra la storia del fucino e l’esibizione di Ensi

Avezzano – Il comprensorio territoriale della Marsica si appresta ad accendere i riflettori su uno degli appuntamenti culturali e musicali più attesi e innovativi dell’intera stagione estiva abruzzese. È stato infatti ufficializzato il programma completo della nuova edizione dell’Astra Sound Festival duemila ventisei, una manifestazione poliedrica che unisce in un unico grande contenitore la forza della musica dal vivo, il rispetto per la natura incontaminata e la valorizzazione del patrimonio storico dell’appennino centrale. L’evento prenderà il via formalmente nella giornata di venerdì dieci luglio, concentrando il fulcro delle proprie attività nel cuore della città di Avezzano, all’interno del suggestivo spazio aperto del Cortile della Sala Irti, per poi proseguire con una fitta serie di iniziative collaterali che coinvolgeranno i punti di maggiore interesse archeologico e paesaggistico della conca fucense.
La prima giornata del festival si aprirà sotto il segno della scoperta del patrimonio culturale attraverso una serie di importanti visite guidate archeologiche volte a far conoscere le bellezze storiche locali a turisti e residenti. Nel corso della mattina di venerdì i visitatori potranno esplorare i millenari Cunicoli di Claudio, una delle opere di ingegneria idraulica più importanti dell’antichità romana. Le escursioni sotterranee si svolgeranno esclusivamente su prenotazione obbligatoria tramite la posta elettronica ufficiale del festival, articolandosi in due turni distinti, con la prima partenza fissata alle ore nove e la seconda alle ore dieci del mattino. Parallelamente, il pubblico potrà visitare le collezioni e le mostre allestite presso l’Aia dei Musei di Avezzano durante i normali orari di apertura della struttura museale, oppure prenotare un tour guidato tra i resti dell’antica città romana di Alba Fucens.

Le sessioni di yoga sul monte salviano e i concerti nel cuore della città

Il programma del pomeriggio di venerdì sposterà l’attenzione verso il benessere psicofisico e la tutela ambientale, offrendo agli iscritti la possibilità di partecipare a speciali sessioni collettive di yoga immerse nel verde della riserva naturale del Monte Salviano. Anche in questo caso l’organizzazione ha previsto una suddivisione logistica in due turni per garantire la massima tranquillità dei partecipanti, con il primo appuntamento fissato alle ore diciotto e il secondo turno programmato a partire dalle ore diciannove. A partire dalle ore sedici si accenderanno invece i motori dell’area espositiva centrale nel Cortile della Sala Irti di Avezzano, dove i cittadini troveranno stand gastronomici di cibo e bevande artigianali, mercatini di illustratori e artisti locali, tatuatori professionisti, banchi di merchandising ufficiale e il raduno motoristico denominato Marsica Car Meet.
La serata di venerdì entrerà nel vivo della programmazione musicale a partire dalle ore venti, momento in cui avranno inizio i concerti sul palco centrale con l’apertura affidata alle esibizioni dal vivo dei migliori artisti e gruppi emergenti del panorama musicale della Marsica e dell’Abruzzo. Il momento più atteso della serata sarà contrassegnato dal concerto live del celebre rapper Ensi, icona del genere hip hop nazionale, accompagnato in consolle dal talento di Dj Gengis. Per assistere a questo specifico spettacolo musicale i biglietti d’ingresso sono acquistabili in prevendita attraverso la piattaforma digitale Billetto oppure direttamente in loco presso il botteghino ufficiale del festival fino all’esaurimento dei posti disponibili.

Il programma del sabato tra i musei della Marsica e le info sui contatti

La giornata di sabato undici luglio manterrà altissimo il livello dell’offerta culturale e dell’animazione territoriale, riproponendo le aperture continuative dell’Aia dei Musei e le visite archeologiche guidate su prenotazione presso gli scavi di Alba Fucens, confermando il forte legame della kermesse con la storia antica della Marsica. A partire dalle ore sedici riapriranno stabilmente tutti i cancelli del Cortile della Sala Irti, riattivando l’area dedicata allo street food, gli stand degli espositori locali e l’accoglienza dei visitatori. La chiusura ufficiale dell’Astra Sound Festival sarà interamente affidata, a partire dalle ore venti, a un grande e coinvolgente dj set all’aria aperta che farà ballare i giovani e le famiglie fino alla tarda serata.
Gli organizzatori hanno ribadito che la manifestazione rappresenta un presidio fondamentale di coesione sociale e di attrazione turistica per il comune di Avezzano, dimostrando come la musica contemporanea possa diventare un volano eccezionale per far riscoprire la ricchezza monumentale e naturalistica delle aree interne dell’Abruzzo. La redazione del giornale seguirà lo svolgimento del festival in tempo reale, fornendo aggiornamenti continui e interviste esclusive con i musicisti nel corso del fine settimana. Per ricevere maggiori informazioni su tutte le attività in programma o per effettuare le registrazioni obbligatorie ai turni delle visite guidate, i cittadini possono utilizzare l’indirizzo email ufficiale predisposto dal comitato organizzatore dell’Astra Sound Festival.

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“Il Mediterraneo della Salute”, ad Avezzano la presentazione del libro di Cristopher Faroni sull’Italia come Hub sanitario internazionale

🏥 Ad Avezzano arriva “Il Mediterraneo della Salute”, il libro di Cristopher Faroni che propone una sfida ambiziosa: fare dell’Italia il grande hub sanitario di riferimento per Mediterraneo, Africa e Paesi arabi. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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ini il mediterraneo della salute faroni

Avezzano Trasformare l’Italia in un grande polo sanitario di riferimento per i pazienti del Mediterraneo, dell’Africa e dei Paesi arabi. È questa la visione al centro di “Il Mediterraneo della Salute”, il libro firmato da Cristopher Faroni, presidente del gruppo Ini, che sarà presentato ad Avezzano martedì 7 luglio alle 11 nella sala consiliare del Comune. Un progetto editoriale che si propone non solo come riflessione sul futuro della sanità italiana, ma anche come proposta strategica per lo sviluppo economico, sociale e internazionale del Paese.

Il volume nasce dall’esperienza di una realtà sanitaria che opera da oltre 70 anni in Abruzzo, Lazio e Centro-Sud Italia, con dieci strutture sanitarie, oltre 1.200 posti letto e circa 2.000 dipendenti. Tra queste figura anche la clinica convenzionata di ortopedia di Canistro, in provincia dell’Aquila, elemento che rende la presentazione marsicana particolarmente significativa per il territorio.

L’idea di fondo: fare dell’Italia un punto di riferimento sanitario nel Mediterraneo

Il cuore del libro è una domanda di prospettiva: può l’Italia diventare un hub sanitario internazionale capace di attrarre pazienti da un’ampia area geopolitica che comprende la sponda sud del Mediterraneo, l’Africa e il mondo arabo? Per Cristopher Faroni, la risposta è sì, a condizione che il Paese sappia valorizzare in modo sistemico i propri punti di forza e costruire un modello integrato tra sanità, formazione, ricerca, impresa e capacità di accoglienza.

Nel volume, questa visione viene sviluppata attraverso l’analisi di diversi sistemi sanitari, il contributo di esperti e un approfondimento sulle eccellenze cliniche italiane, lette come base concreta per una strategia di posizionamento internazionale. L’obiettivo non è soltanto migliorare l’offerta sanitaria interna, ma fare della qualità della medicina italiana un elemento di attrazione e competitività su scala più ampia.

Le risorse su cui l’Italia può costruire la sua leadership

Secondo l’impianto del libro, l’Italia dispone già di numerosi elementi che potrebbero sostenerne un ruolo centrale nel settore sanitario internazionale. Tra questi vengono richiamati la qualità scientifica, la formazione di alto livello, l’approccio umanistico alla medicina, la presenza di un’imprenditoria innovativa, la capacità di accoglienza e una possibile visione sistemica capace di mettere in rete questi fattori.

Si tratta di un’impostazione che prova a leggere la sanità non solo come servizio pubblico o comparto tecnico, ma come leva di sviluppo nazionale. In questo quadro, la medicina italiana viene presentata come un patrimonio che può generare valore su più piani: dalla cura alla ricerca, dall’occupazione qualificata al rafforzamento delle relazioni internazionali, fino alla capacità di attrarre investimenti e pazienti in cerca di prestazioni di alta qualità.

Un manifesto per il futuro della sanità italiana

“Il Mediterraneo della Salute” viene definito come un libro che vuole essere insieme manifesto, strumento operativo e proposta di sviluppo. Non solo un saggio teorico, dunque, ma un primo passo verso una costruzione condivisa di percorso, pensato per fare dell’Italia una leader reale in un settore considerato strategico e destinato ad affrontare nei prossimi anni sfide complesse ma anche opportunità molto rilevanti.

L’idea di fondo è che la sanità possa diventare uno dei campi in cui il Paese gioca una parte importante della propria proiezione futura. In un contesto globale attraversato da nuove domande di salute, mobilità internazionale dei pazienti, innovazione tecnologica e trasformazione demografica, il tema non riguarda più solo l’efficienza delle strutture, ma la capacità di costruire un sistema riconoscibile, competitivo e credibile anche oltre i confini nazionali.

Il legame con il territorio e il ruolo del gruppo Ini

La presentazione di Avezzano assume un significato particolare anche per il rapporto tra il progetto del libro e il territorio abruzzese. Il gruppo Ini, guidato da Cristopher Faroni, opera infatti da decenni nel Centro-Sud con una rete articolata di strutture, tra cui la clinica ortopedica di Canistro, che rappresenta un presidio sanitario di rilievo per l’area marsicana e per l’intero bacino regionale.

In questo senso, il libro si colloca all’incrocio tra una visione internazionale e una presenza territoriale concreta. Da un lato propone una strategia ampia sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo della salute; dall’altro nasce dall’esperienza di chi gestisce ogni giorno strutture sanitarie, personale, percorsi assistenziali e relazioni con le comunità locali.

Una riflessione che va oltre la sanità

Il tema sollevato da “Il Mediterraneo della Salute” supera i confini del dibattito strettamente medico. Tocca il ruolo dell’Italia nello spazio euro-mediterraneo, la possibilità di investire in un settore ad alta intensità professionale, il legame tra cura e sviluppo e la capacità del Paese di costruire una visione di lungo periodo. In questa chiave, la presentazione di Avezzano non sarà soltanto un appuntamento editoriale, ma anche un momento di confronto su come immaginare il futuro della sanità italiana in un contesto sempre più interconnesso.

La sfida indicata da Faroni è ambiziosa: trasformare la qualità già presente in molte realtà sanitarie italiane in una strategia nazionale capace di fare sistema. E proprio da questa ambizione il libro prende forma, proponendo una sanità che non sia soltanto risposta al bisogno, ma anche infrastruttura di crescita, innovazione e relazioni internazionali.

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Sicurezza alla stazione di Pescara: l’operazione della polizia locale e la proposta del comitato Pescara Fortis

🛡️ Stop al degrado e più sicurezza per i cittadini: il Comitato Pescara Fortis analizza l’operazione della Polizia Locale alla stazione e lancia la proposta di un coordinamento metropolitano tra i comuni limitrofi.

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#Pescara #Sicurezza #PescaraFortis #CronacaLocale

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stazione e area di risulta

Pescara – L’area che circonda la stazione ferroviaria del capoluogo adriatico è stata recentemente teatro di un’operazione di controllo straordinario del territorio. Gli agenti della Polizia locale di Pescara hanno passato al setaccio i marciapiedi di piazza della Repubblica, le zone limitrofe a corso Vittorio Emanuele e i punti di aggregazione vicini ai binari, portando all’identificazione di venti soggetti. L’esito dell’intervento si è tradotto in una serie di provvedimenti amministrativi, tra cui l’emissione di altrettanti Daspo urbani, una misura pensata per allontanare chi, con comportamenti molesti o illeciti, compromette il decoro e la vivibilità di uno dei nodi di trasporto più sensibili della provincia.

L’iniziativa, che ha ricevuto un plauso formale da parte del Comitato Pescara Fortis, accende di nuovo il dibattito su quanto accade nel cuore della città, a pochi passi dai portici e dalle vie dello shopping. Il problema della microcriminalità e del degrado in questa zona non è una novità per i residenti e per le attività commerciali che operano lungo viale Gabriele D’Annunzio o nelle vicinanze di via Nicola Fabrizi, ma la misura adottata segna un cambio di passo nelle strategie di controllo.

La necessità di un presidio costante contro il degrado

Nonostante il successo dell’operazione, il mondo dell’associazionismo locale avverte che il controllo sporadico rischia di non essere sufficiente. Tony Bosco, Responsabile della Sicurezza per il Comitato Pescara Fortis, ha commentato con toni costruttivi l’intervento coordinato dal Comandante della Polizia Locale, Danilo Palestini. Secondo Bosco, sebbene l’azione di forza sia utile per sgomberare l’area, il timore è che l’assenza di un pattugliamento fisso possa lasciare spazio a un immediato ritorno alla situazione precedente.

Il punto sollevato dal Comitato riguarda la cosiddetta “teoria delle finestre rotte”: evitare che il degrado visibile, una volta ripulito, si rigeneri a causa di una percezione di impunità o di abbandono. La sicurezza, per chi vive e lavora quotidianamente in questa parte della città, non deve essere un evento eccezionale, ma una condizione standard. La sfida, dunque, si sposta sulla capacità dell’amministrazione di trasformare un’operazione di polizia “a impatto” in una pratica di monitoraggio permanente, capace di garantire serenità ai pendolari e ai commercianti che gestiscono le saracinesche tra il centro e la zona di risulta.

Verso un coordinamento metropolitano contro i fenomeni criminali

La proposta che emerge dai vertici di Pescara Fortis guarda oltre i confini del comune pescarese. La lettura del fenomeno criminale, specialmente quello legato alla micro-delinquenza, suggerisce che i soggetti coinvolti non restino stanziali, ma si muovano costantemente tra i centri limitrofi. Per mitigare i rischi, il Comitato propone l’istituzione di un tavolo tecnico di coordinamento che metta in rete la Polizia locale di Pescara con quella degli altri grandi centri dell’area metropolitana, tra cui Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare, San Giovanni Teatino e Chieti.

Condividere le informazioni sull’identità dei soggetti segnalati e sulle loro rotte di spostamento permetterebbe alle forze dell’ordine di anticipare le mosse dei criminali, togliendo loro terreno fertile. L’idea è quella di passare da una gestione d’emergenza, caratterizzata da singoli blitz, a una gestione basata sull’intelligence territoriale e sulla collaborazione inter-istituzionale. Solo attraverso questo scambio continuo di dati sarà possibile rendere il quadrante della stazione non più un luogo del disagio, ma uno snodo vitale e sicuro per l’intera area metropolitana adriatica. La richiesta è chiara: la città ha bisogno di restare presidiata, impedendo che i quartieri centrali diventino zone franche per chi vive di espedienti, restituendo finalmente decoro a uno spazio che rappresenta il biglietto da visita di Pescara per chiunque arrivi in treno nel cuore dell’Abruzzo.

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Il festival internazionale “ScArti di Strada” torna ad Arsoli per la sedicesima edizione

🎭 Il Festival Internazionale “scARTI DI STRADA” torna a colorare Arsoli: tre giorni di magia, acrobazie e musica dal vivo nel borgo laziale. Un’esperienza imperdibile per tutta la famiglia con ingresso gratuito.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

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Redazione-  Arsoli, piccolo gioiello incastonato nella Valle dell’Aniene, si prepara a trasformarsi in un palcoscenico a cielo aperto. Il borgo, situato nel cuore della provincia di Roma al confine con l’Abruzzo, è pronto a celebrare la sedicesima edizione del Festival Internazionale “scARTI DI STRADA”, un appuntamento fisso che richiama visitatori da tutto il Lazio e oltre. Le date da segnare in calendario sono il 10, l’11 e il 12 luglio 2026, giorni in cui le strette vie medievali, dal centro storico fino alle zone limitrofe a Piazza Martiri della Libertà, saranno invase dal colore e dal talento di decine di performer.

L’iniziativa, promossa con determinazione dalla Comunità Giovanile “Teste Non Trattabili” (TNT), conferma il legame profondo tra il Comune di Arsoli e la cultura busker. L’amministrazione locale ha infatti ufficialmente riconosciuto l’arte di strada come pilastro della propria identità, fregiandosi del titolo di “Città Amica degli Artisti di Strada”. Questa scelta non è solo formale, ma si traduce in un sostegno concreto a una manifestazione che, dal 2009, lavora costantemente per portare in piazza performance di alto livello, mantenendo viva la magia dello spettacolo dal vivo.

Tradizione e innovazione nel cuore del borgo

La storia di questo festival rappresenta un caso di resilienza culturale. Dalle prime intuizioni del 2009 fino a oggi, la Comunità Giovanile TNT ha saputo superare ogni ostacolo, garantendo la continuità dell’evento anche nei momenti più difficili. Durante gli anni della pandemia, quando il contatto fisico e gli assembramenti erano impossibili, l’organizzazione ha saputo reinventarsi con lo spin-off “restART”, assicurando che lo spirito degli artisti non si spegnesse mai. Oggi, giunti alla sedicesima edizione di “scARTI DI STRADA”, il bilancio parla di diciotto anni complessivi di attività ininterrotta dedicata ai giocolieri, ai funamboli e ai musicisti che scelgono la strada come propria casa.

Le esibizioni prenderanno il via ogni giorno nel pomeriggio, proseguendo ben oltre l’imbrunire fino a notte inoltrata. Il programma del 2026 vedrà alternarsi in scena una vasta gamma di discipline: dagli acrobati che sfideranno la gravità sui vicoli di Arsoli ai mangiafuoco, dai marionettisti capaci di incantare i più piccoli fino ai danzatori e ai musici itineranti che creeranno un’atmosfera unica. Il cartellone completo, con i nomi degli ospiti internazionali, verrà reso pubblico in prossimità dell’evento sul sito ufficiale dell’organizzazione, permettendo al pubblico di pianificare le serate tra i vari punti spettacolo disseminati tra le mura antiche del paese.

Oltre lo spettacolo, un’esperienza collettiva

Il festival non si limita alle performance artistiche. L’intera organizzazione è pensata per offrire un’esperienza completa a visitatori di ogni età. Lungo il percorso, sarà possibile visitare il mercatino dell’artigianato artistico, dove maestri del lavoro manuale esporranno le proprie creazioni. Il ristoro sarà garantito dagli stand gastronomici e dalle birrerie gestite direttamente dalla Comunità Giovanile TNT, veri motori pulsanti di tutto il Festival. L’obiettivo è creare una sinergia tra la qualità del cibo locale, la convivialità della birra artigianale e il dinamismo degli artisti, rendendo il soggiorno ad Arsoli completo e gratificante.

Per chi volesse immergersi completamente nell’atmosfera del festival senza lo stress del rientro, l’organizzazione ha predisposto la possibilità di pernottare in un campeggio libero attrezzato. Questa soluzione, pensata per i giovani, le famiglie e i viaggiatori itineranti, permette di vivere il borgo in tutte le sue sfumature, godendo della tranquillità notturna della Valle dell’Aniene. L’ingresso alla manifestazione resta totalmente gratuito, una scelta che riflette l’anima democratica e partecipata di “scARTI DI STRADA”, convinta che l’arte debba essere accessibile a tutti, senza barriere di bigliettazione.

Chi desidera approfondire il programma o ricevere aggiornamenti in tempo reale può consultare il portale web www.scartidistrada.altervista.org oppure seguire i profili social dedicati, in particolare la pagina Facebook “scARTI di STRADA / Sitotnt” e i canali Instagram e TikTok, dove verranno pubblicati video e retroscena della preparazione del festival. L’invito, per il weekend del 10-12 luglio 2026, è quello di lasciare a casa i cellulari per qualche ora e lasciarsi trasportare dall’energia senza tempo degli artisti di strada.

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