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Attualità

Caso Fakir, l’avvocato Bordoni a Filorosso: poliziotti prudenti

3. RIASSUNTO FACEBOOK (Opzioni Jetpack)🚨 CASO FAKIR A “FILOROSSO”: L’AVVOCATO BORDONI DIFENDE I POLIZIOTTI E BOCCIA LA GIUSTIZIA DI PIAZZA”I processi si fanno in tribunale, non in piazza”. Nel corso della puntata di ieri sera di “Filorosso” su Rai 3, l’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti indagati per la morte di Fakir Abderrhaim nel quartiere Pilastro di Bologna, ha difeso con fermezza e rigore l’operato degli agenti, criticando duramente le strumentalizzazioni politiche e i tentativi di processo mediatico. 🏛️🔒Analizzando le immagini della bodycam, l’avvocato ha spiegato che la condotta dei poliziotti è stata improntata alla massima prudenza e al costante dialogo verbale. Il contenimento fisico è avvenuto in tempi brevissimi e con modalità congrue, e la ferita al volto dell’uomo sarebbe avvenuta accidentalmente quando quest’ultimo ha tentato di divincolarsi mentre era posizionato in sicurezza sul fianco. Bordoni ha ricordato che gli agenti hanno allertato immediatamente i soccorsi medici sanitari non appena si sono accorti delle precarie condizioni del fermato. Il penalista ha infine difeso l’istituto dello “scudo penale” per tutelare le forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni, chiedendo di lasciare alla Magistratura tutto il tempo necessario per completare gli accertamenti d’ufficio senza pressioni esterne. 💼 visualizzazioni👇 Sei d’accordo con le parole dell’avvocato Bordoni sulla necessità di attendere le sentenze nei tribunali senza emettere giudizi sommari sui social? Esprimi la tua opinione nei commenti!#FilorossoRai3 #CasoFakir #GabrieleBordoni #ForzeDellOrdine #BolognaPilastro #BodycamPolizia #PresunzioneInnocenza #DirittoEGiustizia #AntoninoMonteleone

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Gabriele Bordoni

Roma – Nel delicato dibattito costituzionale e giurisprudenziale relativo ai confini della responsabilità penale dei pubblici ufficiali e all’uso legittimo della forza, il rispetto del principio di presunzione di innocenza e la terzietà degli organi inquirenti rappresentano garanzie fondamentali dello Stato di diritto. Nel corso dell’ultima puntata della trasmissione di approfondimento giornalistico “Filorosso”, in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’avvocato bolognese Gabriele Bordoni è intervenuto in qualità di legale difensore dei due agenti di polizia iscritti nel registro degli indagati per il caso Fakir Abderrhaim. Il penalista ha espresso una ferma censura nei confronti dei tentativi di spettacolarizzazione e di politicizzazione della vicenda giudiziaria, stigmatizzando le manifestazioni di piazza promosse dalle sigle antagoniste nel quartiere Pilastro di Bologna: «Un magistrato equilibrato ha detto che i processi si fanno in tribunale. Invocare una giustizia in piazza quando c’è una Procura che sta operando correttamente non aiuta ad accertare la verità».

La ricostruzione difensiva delle fasi del fermo: il contatto verbale

L’analisi tecnica e documentale illustrata dall’avvocato Bordoni si fonda sullo scrutinio analitico dei fotogrammi e delle sequenze registrate dalle bodycam in dotazione alle forze dell’ordine, elementi che, secondo la tesi difensiva, escluderebbero qualsiasi profilo di eccesso colposo o di condotta preterintenzionale da parte degli operatori della Polizia di Stato. Il legale ha evidenziato come l’intervento iniziale della pattuglia sia stato interamente improntato alla dottrina della massima prudenza e della de-escalation verbale, privilegiando il contatto comunicativo nel tentativo di ricondurre il soggetto alla calma. La transizione verso la coazione fisica e il contenimento a terra si sarebbe resa necessaria esclusivamente in un secondo momento, consumandosi in un lasso temporale estremamente ridotto e mediante l’applicazione dei protocolli standard di sicurezza: «Non c’è nessun gesto di violenza, nessun gesto estremo. Se uno osserva il loro operato vede che hanno fatto tutte scelte prudenti. Tutto può essere migliorato, ma loro hanno gestito la situazione nel migliore dei modi».

Il posizionamento sul fianco e la richiesta tempestiva dei soccorsi sanitari

Un passaggio cruciale della retrospettiva medico-legale offerta dal penalista a “Filorosso” attiene alla genesi delle lesioni e delle ferite ematiche visibili sul volto di Fakir Abderrhaim. Secondo la ricostruzione difensiva, una volta completata la manovra di atterramento, gli agenti avrebbero correttamente posizionato l’uomo in decubito laterale (sul fianco) per preservarne la pervietà delle vie respiratorie ed evitarne l’asfissia posizionale; in quel frangente, tuttavia, il soggetto sarebbe riuscito a divincolarsi autonomamente sul terreno sconnesso, provocandosi accidentalmente i traumi riscontrati. Bordoni ha inoltre rimarcato la correttezza deontologica e il profondo senso dello Stato dimostrato dai due poliziotti, i quali, avvedendosi della precarietà dei parametri emodinamici del fermato, hanno inoltrato una tempestiva e immediata richiesta di intervento alla centrale operativa del 118, sollecitando l’invio sul posto di un’equipe medica d’urgenza per la stabilizzazione del paziente.

La dottrina dello scudo penale e la dilazione dei termini investigativi

In ultima analisi, l’intervento dell’avvocato Bordoni ha affrontato due macro-tematiche di stretta attualità legislativa e di forte rilievo per la tutela dei dipendenti della pubblica sicurezza: l’istituto giuridico dello “scudo penale” e i tempi della procedura penale. Il legale ha difeso la legittimità costituzionale e la razionalità organizzativa dello scudo protettivo, descrivendolo come uno strumento normativo indispensabile per evitare che i servitori dello Stato siano sistematicamente esposti a ritorsioni giudiziarie o a paralizzanti azioni di risarcimento danni nello svolgimento quotidiano delle loro funzioni istituzionali. Il difensore ha infine invitato l’opinione pubblica e la politica locale a concedere alla Procura della Repubblica di Cassino e ai magistrati inquirenti il tempo tecnico necessario per completare gli esami autoptici e le perizie tossicologiche, sottolineando come il superamento dei termini ordinari di indagine sia una garanzia di rigore scientifico preferibile a una frettolosa e fallace archiviazione del caso.

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Politica

Calcio, Sforzini attacca la proposta PD: no alla sinistra dei divieti

🚨 RIFORMA CALCIO, SCONTRO AL SENATO: SFORZINI (RINASCIMENTO NAZIONALE) STRONCA LA PROPOSTA DEL PD”No alla sinistra delle proibizioni e dei moralismi ideologici”. Il Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, interviene duramente dal Castello Sforzini di Castellar Ponzano per bocciare il disegno di legge sul calcio depositato dal Partito Democratico. Sebbene l’esponente del think tank di “Futuro Nazionale” condivida la necessità di potenziare i vivai, accusa la sinistra di voler introdurre lacci burocratici e di voler usare lo sport per anticipare in modo forzato il dibattito sulla cittadinanza e sull’immigrazione. ⚽ delle riformeSforzini contesta inoltre la volontà del PD di inasprire i divieti del Decreto Dignità sulle scommesse legali, definendolo un grave errore economico che ha tolto centinaia di milioni di euro alle squadre e ai settori giovanili, finendo solo per arricchire le piattaforme clandestine e la criminalità organizzata. Rinascimento Nazionale lancia un appello per difendere le migliaia di società dilettantistiche soffocate dalla burocrazia e propone un manifesto in sei punti: sblocco delle sponsorizzazioni tracciabili ADM, quote riservate a impianti e scuole calcio di provincia, drastica semplificazione per le ASD e massima tutela per il volontariato sportivo, pilastro insostituibile contro la devianza giovanile. 💼🇮🇹👇 Condividi la posizione di Sforzini sulla necessità di tagliare la burocrazia per salvare il calcio di provincia? Esprimi la tua opinione nei commenti!#LucaSforzini #RinascimentoNazionale #PropostaPdCalcio #Senato #FuturoNazionale #DecretoDignità #Dilettanti #SponsorizzazioniSportive #WelfareSportivo

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Nazionale italiana

Castellar Ponzano – Nel contesto della pianificazione strategica dello sport e della sostenibilità economica delle società calcistiche, il dibattito sulle riforme settoriali accende lo scontro ideologico e dottrinale tra le diverse anime della politica nazionale. Dalla sede ufficiale del Castello Sforzini di Castellar Ponzano, il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale, Luca Sforzini, ha rilasciato una dura nota di commento alla proposta di legge sul calcio depositata dal Partito Democratico al Senato della Repubblica. Pur riconoscendo la validità di alcuni spunti programmatici legati al potenziamento delle scuole calcio, l’esponente del think tank liberale di “Futuro Nazionale” ha respinto l’impianto complessivo del testo della sinistra. Secondo Sforzini, il provvedimento risulta appesantito da un dirigismo amministrativo che rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati, impoverendo ulteriormente i club e sovraccaricando di obblighi burocratici le strutture periferiche del calcio di base.

Il rifiuto dello ius soli sportivo e la neutralità dei settori giovanili

La critica del Centro Studi investe in prima istanza il tentativo di utilizzare la riforma del calcio come grimaldello ideologico per anticipare o aggirare il dibattito nazionale sulle politiche di cittadinanza e sull’immigrazione. Sforzini rimarca come l’integrazione sociale sia un valore fondante dell’attività atletica, ma rifiuta l’introduzione di automatismi normativi che strumentalizzino i vivai per fini estranei all’agonismo. La priorità strategica della Federazione deve rimanere ancorata a criteri meritocratici e a investimenti strutturali nell’impiantistica e nella formazione tecnica dei giovani atleti italiani. Trasformare i campi di provincia nel terreno di scontro dello ius soli sportivo costituisce, per Rinascimento Nazionale, un errore di prospettiva che allontana il legislatore dalla risoluzione delle criticità materiali che bloccano la crescita dei vivai e limitano il ricambio generazionale all’interno della selezione maggiore azzurra.

Il paradosso del Decreto Dignità e la difesa del betting tracciabile

Un altro snodo cruciale della controversia riguarda l’intenzione del Partito Democratico di inasprire ulteriormente i divieti commerciali introdotti nel 2018 con il Decreto Dignità, in particolare bloccando le residue forme di comunicazione dei concessionari di gioco legali. Sforzini ha liquidato questa impostazione come il “trionfo del moralismo sulle evidenze macroeconomiche”, ricordando che il proibizionismo di facciata ha sottratto centinaia di milioni di euro di sponsorizzazioni ai club professionistici senza ridurre l’indice di gioco patologico. La cancellazione degli operatori autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) dai circuiti pubblicitari ha finito per favorire lo sviluppo delle piattaforme irregolari offshore e dei circuiti clandestini gestiti dalla criminalità organizzata. Il think tank invoca invece un approccio liberale e adulto: superare il divieto, consentire le sponsorizzazioni tracciabili e tassate, e destinare per legge una quota fissa di tali ricavi al finanziamento periferico dello sport giovanile e dilettantistico.

La tutela del volontariato dilettantistico e il manifesto di riforma

In ultima analisi, l’analisi di Luca Sforzini si focalizza sulla drammatica condizione in cui versano le migliaia di Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) capillarizzate sul territorio nazionale, realtà educative soffocate da una perenne stratificazione di adempimenti burocratici, responsabilità civili e obblighi amministrativi che scoraggiano l’azione dei dirigenti locali. Il volontariato sportivo costituisce un patrimonio sociale inestimabile, un fondamentale presidio di prevenzione che sottrae i minori alla strada, all’isolamento e alle dipendenze patologiche. Per salvaguardare questo tessuto, il Centro Studi Rinascimento Nazionale propone un organico manifesto di riforma articolato su sei pilastri: liberalizzazione regolamentata del betting ADM, semplificazione amministrativa per i dilettanti, incentivi fiscali ai club che schierano atleti autoctoni, tutela giuridica dei dirigenti volontari e tolleranza zero contro le scommesse clandestine e le frodi sportive, ripartendo dalla libertà economica per rilanciare il futuro del calcio nazionale.

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Attualità

Clima, Luca Parmitano a Filorosso: scienza e tecnologia sono la risposta

🚨 SPAZIO E CLIMA: LUCA PARMITANO A “FILOROSSO” REPLICA SULL’EMERGENZA CLIMATICA GLOBALEUna testimonianza straordinaria e un monito scientifico che arriva direttamente dal centro d’addestramento della NASA a Houston. Ospite in diretta a “Filorosso” su Rai 3, il celebre astronauta dell’ESA Luca Parmitano ha condiviso la sua preoccupazione per le sorti del pianeta: “Dall’orbita ho visto gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. Non serve andare nello spazio per capire che è in atto uno stravolgimento”. 🌍🛰️Per Parmitano, la risposta a questa crisi planetaria risiede esclusivamente negli investimenti in scienza e tecnologia, leve fondamentali che devono però essere supportate da una reale volontà politica e da scelte concrete da parte dei governi. L’astronauta italiano ha inoltre raccontato con profonda emozione e senso di responsabilità il suo nuovo e prestigioso incarico operativo all’interno del programma internazionale Artemis, che lo vedrà guidare e addestrare i prossimi equipaggi umani destinati all’esplorazione della Luna. Un orgoglio per l’Italia che dimostra come la cooperazione scientifica nello spazio profondo sia la chiave per vincere le sfide del futuro. 🌙🔋✨👇 Sei d’accordo con Parmitano sul fatto che solo la scienza e la tecnologia possano salvarci dal riscaldamento globale? Scrivilo nei commenti!#LucaParmitano #FilorossoRai3 #CambiamentiClimatici #ProgrammaArtemis #ESA #NASA #ScienzaETecnologia #EsplorazioneSpaziale #WelfareAmbientale #AntoninoMonteleone

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Luca Parmitano

Roma – Nel dibattito scientifico e geopolitico globale relativo alla transizione ecologica e al contrasto del riscaldamento globale, le testimonianze dirette provenienti dagli osservatori orbitali costituiscono un fattore fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica e indirizzare le agende macroeconomiche dei governi. Nel corso dell’ultima puntata della trasmissione di approfondimento giornalistico “Filorosso”, in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone con Adele Grossi, l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano ha rilasciato un’articolata intervista in diretta. Collegato stabilmente dalla data room del centro di addestramento della NASA a Houston, in Texas, Parmitano ha offerto una lucida e profonda disamina in ordine all’emergenza climatica planetaria, evidenziando come la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili non sia più differibile dinanzi alle evidenze empiriche raccolte dai laboratori spaziali internazionali.

La prospettiva orbitale: gli effetti visibili degli stravolgimenti macro-climatici

L’analisi dell’astronauta italiano si fonda sulla complessa e privilegiata esperienza accumulata durante i suoi lunghi periodi di permanenza a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), un punto di osservazione che permette di mappare in tempo reale le mutazioni della biosfera terrestre. Parmitano ha descritto con formule precise e prive di retorica l’impatto visivo dei mutamenti ambientali sul pianeta, sottolineando come la rapidità con cui si manifestano i fenomeni meteorologici estremi — dall’arretramento dei ghiacciai artici all’avanzata della desertificazione — debba destare un’immediata e coordinata preoccupazione all’interno della comunità scientifica ed economica globale: «In un anno trascorso in orbita ho visto gli effetti, spesso devastanti, dei cambiamenti climatici. È qualcosa che sta avvenendo e ce ne accorgiamo tutti. Non serve andare nello spazio per rendersene conto».

La tecnologia nZEB e la ricerca scientifica come vettori di mitigazione ecologica

Dinanzi alla severità del quadro climatico tracciato, la dottrina illustrata da Luca Parmitano individua nell’innovazione tecnologica di secondo livello e nel rigore della ricerca scientifica avanzata gli unici strumenti idonei a mitigare gli stravolgimenti in atto e a garantire la sicurezza delle future generazioni. Il progresso nell’ingegneria dei materiali, lo sviluppo di sistemi energetici rinnovabili integrati e l’ottimizzazione dell’intelligenza artificiale applicata ai modelli climatici predittivi costituiscono i pilastri su cui edificare la resilienza urbana. L’astronauta dell’ESA ha rimarcato come l’evoluzione dell’hardware debba necessariamente essere accompagnata da una ferma volontà politica internazionale, capace di tradurre le scoperte dei laboratori in protocolli normativi stringenti e in investimenti strutturali transnazionali per la salvaguardia dell’ambiente.

Il programma Artemis: la guida operativa di Parmitano verso la Luna

L’intervista a “Filorosso” ha offerto inoltre l’opportunità di approfondire le recenti evoluzioni professionali di Parmitano, formalmente designato per ricoprire un ruolo di primaria importanza logistica e addestrativa all’interno del programma internazionale “Artemis”, l’ambiziosa missione coordinata dalla NASA che punta a stabilire una presenza umana permanente sulla superficie lunare. L’astronauta italiano sarà attivamente impegnato nella guida operativa, nella simulazione degli scenari di atterraggio e nell’addestramento tecnico degli equipaggi internazionali che comporranno le prossime spedizioni verso il satellite. Un incarico di altissima responsabilità istituzionale che Parmitano ha accolto con profondo orgoglio e rigore metodologico, evidenziando come la cooperazione scientifica nello spazio profondo rappresenti il modello ideale per superare le frammentazioni geopolitiche terrestri e cooperare uniti a difesa del patrimonio comune dell’umanità.

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Attualità

Filorosso, Calenda contro la sinistra: tolleranza verso i centri sociali

🚨 POLITICA IN TV: CARLO CALENDA A “FILOROSSO” ATTACCA LA SINISTRA SUI CENTRI SOCIALI E BOCCIA IL M5SDure accuse e un’analisi spietata sul quadro politico italiano. Intervenendo a “Filorosso” su Rai 3, il leader di Azione Carlo Calenda ha denunciato una pericolosa tolleranza da parte della sinistra verso i comportamenti violenti di centri sociali e No Tav, ricordando di essere stato lui stesso minacciato dai No Tap. Calenda ha preso le difese delle forze dell’ordine, definendole “terrorizzate dall’intervenire” a causa dei continui processi mediatici, e ha bollato come un “errore gravissimo” la scelta del sindaco di Bologna di convocare una manifestazione prima che la magistratura abbia chiarito i fatti di cronaca sul caso Fakir. 🏛️🔒Il segretario di Azione ha svelato inoltre retroscena inquietanti sulle piazze italiane, parlando di “finte fughe dal palco” concordate tra autorità e antagonisti, e ha rilanciato la necessità di una forza centrale, riformatrice e basata sul merito per affrontare un mondo che “sta cadendo intorno a noi”. Spazio infine a un duro affondo macroeconomico contro il Movimento 5 Stelle: “Hanno preso in giro i cittadini e fatto saltare il bilancio pubblico”, ha attaccato Calenda, ricordando di essersi iscritto al Pd anni fa proprio per contrastare l’ondata del populismo pentastellato. 💼🇮🇹👇 Condividi l’opinione di Calenda sulla necessità di una maggiore fermezza istituzionale contro i movimenti antagonisti? Dicci la tua nei commenti!#CarloCalenda #Azione #FilorossoRai3 #AntoninoMonteleone #ForzeDellOrdine #CentriSociali #Bologna #Movimento5Stelle #BilancioPubblico #PoliticaItaliana

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Calenda Filorosso

Roma – Nel quadro del dibattito contemporaneo sulle politiche di ordine pubblico, sulla sicurezza urbana e sul riposizionamento delle coalizioni parlamentari in Italia, le dichiarazioni dei leader politici ridefiniscono quotidianamente i confini delle alleanze strategiche. Nel corso della settima puntata della trasmissione di approfondimento giornalistico “Filorosso”, in onda su Rai 3 e condotta da Antonino Monteleone con Adele Grossi, il segretario nazionale di Azione, Carlo Calenda, ha rilasciato una dura e articolata intervista. Il leader centrista ha formulato una severa requisitoria politica nei confronti dei partiti della sinistra massimalista, denunciando l’esistenza di una sistematica e latente tolleranza ideologica verso le condotte violente perpetrate dalle galassie dei centri sociali, dalle frange oltranziste dei movimenti No Tav e da altre realtà dell’antagonismo extraparlamentare. Calenda ha arricchito la propria analisi rievocando una memoria biografica e documentale, ricordando le minacce personali subite in passato da parte delle cellule del movimento No Tap durante l’esercizio delle sue funzioni ministeriali.

La tutela delle forze dell’ordine e la critica al sindaco di Bologna

Un asse centrale dell’intervento di Calenda ha riguardato lo scrutinio dei protocolli operativi della Polizia di Stato e l’esigenza di preservare l’autorevolezza dello Stato di diritto dinanzi alle pressioni della magistratura mediatica. L’esponente riformista ha invitato a una rigorosa prudenza istituzionale prima di formulare giudizi sommari su episodi di cronaca non ancora interamente vagliati dagli organi inquirenti: «Giudicare l’operato delle forze dell’ordine senza avere tutti gli elementi è una cosa estremamente delicata. Girando per l’Italia, ho notato che le Forze dell’ordine sono terrorizzate di fare qualunque intervento. Per questo io sono estremamente cauto». In questa cornice critica, il segretario di Azione ha censurato con fermezza la scelta politica del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, reo di aver promosso una manifestazione pubblica prima del consolidamento delle risultanze investigative sul caso Fakir, qualificandola come un errore amministrativo gravissimo che rischia di legittimare la messa a ferro e fuoco del capoluogo emiliano in assenza di prove di abusivismo.

Le regie occulte delle manifestazioni e il paradosso della percezione di insicurezza

L’analisi sociologica del leader di Azione si è spinta fino alla decostruzione delle dinamiche di piazza, evidenziando una fittizia e preoccupante indulgenza da parte di alcune autorità locali verso le sigle della contestazione urbana. Calenda ha denunciato un preciso modus operandi in cui i rappresentanti delle istituzioni sul palco giungerebbero a compromessi logistici con gli antagonisti, orchestrando finte ritirate per consentire a questi ultimi di monopolizzare la parola pubblica a danno della legalità democratica. Sul piano macroeconomico e statistico della sicurezza pubblica, il senatore ha evidenziato un chiaro paradosso: sebbene le rilevazioni quantitative ufficiali dimostrino un costante e strutturale miglioramento dei dati generali sulla criminalità, persiste nella cittadinanza una forte e comprensibile percezione di insicurezza, alimentata dai fenomeni degradanti della delinquenza diffusa e della micro-criminalità nei quartieri periferici, dinamiche che richiedono soluzioni basate sul merito e non sulle contrapposizioni faziose.

La nascita del polo riformatore e la requisitoria sul bilancio contro il M5S

In ultima analisi, l’intervista a “Filorosso” ha permesso a Carlo Calenda di ribadire gli obiettivi di posizionamento a medio termine di Azione, focalizzati sull’edificazione di una solida forza di centro, caratterizzata da una spiccata cultura di governo e da una dottrina marcatamente riformatrice e atlantista, indispensabile in una fase geopolitica globale segnata dal collasso dei vecchi equilibri internazionali. Il segretario ha infine indirizzato una durissima filippica macro-finanziaria contro il Movimento 5 Stelle, accusando la leadership pentastellata di aver sistematicamente ingannato i contribuenti italiani attraverso politiche di spesa assistenziali e bonus fiscali deregolamentati: «Hanno fatto saltare il bilancio pubblico nazionale». Calenda ha concluso il proprio intervento ricordando la sua storica iscrizione al Partito Democratico, avvenuta precisamente come argine democratico e repubblicano dinanzi all’ascesa elettorale e populiata del primo grillismo nel Paese.

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