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Attualità

CORPUS DOMINI: IL DIO CHE SI FA PANE PER NON LASCIARE SOLO L’UOMO

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Redazione-  La solennità del Corpus Domini è una di quelle feste che non hanno bisogno di grandi spiegazioni teologiche per raggiungere il cuore dell’uomo, basta osservare un pezzo di pane per comprendere quanto Dio abbia voluto avvicinarsi a noi. Il pane è il simbolo più semplice e più universale della vita, è il cibo quotidiano, il nutrimento delle famiglie, il segno della condivisione e dell’accoglienza; eppure proprio questo elemento così ordinario è stato scelto da Cristo per compiere qualcosa di straordinario: restare per sempre accanto all’umanità.

Nel mistero dell’Eucaristia non celebriamo soltanto un ricordo. Celebriamo una presenza, Gesù non ha lasciato ai suoi discepoli un monumento, una statua o un trattato filosofico, ha lasciato se stesso. In un tempo in cui molti cercano la grandezza nell’apparenza, Dio sceglie ancora una volta la via dell’umiltà, si nasconde nel pane consacrato, si rende fragile agli occhi del mondo per insegnarci che l’amore autentico non domina, ma si dona. Il Corpus Domini ci pone anche una domanda etica profonda, che valore attribuiamo alla vita degli altri?

Non possiamo inginocchiarci davanti all’Eucaristia e poi ignorare il dolore di chi soffre. Non possiamo adorare Cristo presente sull’altare e dimenticare Cristo presente nei poveri, negli anziani, nei malati, nei giovani smarriti e in tutti coloro che attendono una parola di speranza. L’Eucaristia non è mai un gesto individualista, è una scuola di fraternità, ci insegna che nessuno si salva da solo e che ogni essere umano è chiamato a diventare pane spezzato per i fratelli. Viviamo in una società che spesso alimenta la competizione, l’indifferenza e la solitudine. Il Corpus Domini ci ricorda invece che la vera forza nasce dalla condivisione. Dove si spezza il pane, si spezza anche l’egoismo, dove si condivide il pane, nasce la comunità. C’è poi una dimensione che possiamo definire artistica e contemplativa, le processioni del Corpus Domini, i petali di fiori lungo le strade, gli altari adornati, i canti e l’incenso non rappresentano semplicemente una tradizione religiosa. Sono il linguaggio della bellezza che accompagna il Mistero.

L’arte autentica ha sempre cercato di rendere visibile ciò che gli occhi non riescono a vedere. Così accade nell’Eucaristia: dietro la semplicità del pane si cela l’infinita bellezza di Dio; è come un’opera d’arte divina che non smette mai di parlare all’anima.

Sant’Agostino scriveva che il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Dio. Forse proprio per questo Cristo ha scelto di restare nell’Eucaristia: perché conosce le inquietudini dell’uomo, le sue ferite, le sue paure e i suoi silenzi.

Nel Corpus Domini contempliamo un Dio che non si stanca di attendere, un Dio che continua a bussare con discrezione alle porte del cuore umano, un Dio che non pretende, ma ama e allora, davanti all’Ostia consacrata, comprendiamo una verità semplice e meravigliosa: l’amore più grande non è quello che si impone, ma quello che si offre. L’Eucaristia è il miracolo quotidiano della vicinanza divina. È il cielo che si abbassa sulla terra, è la carezza silenziosa di Dio sull’umanità.

Panis Angelicus, fit panis hominum: il Pane degli Angeli diventa il pane degli uomini.

E finché questo Pane continuerà ad essere spezzato sugli altari del mondo, nessun uomo potrà dirsi davvero abbandonato.

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Politica

UNO SPETTRO SI AGGIRA NELLA POLITICA ITALIANA: IL FATTORE “V” FA TREMARE IL PALAZZO E AGITA IL SONNO DI MOLTI

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Redazione-  C’è qualcosa di profondamente rivelatore nell’agitazione che Roberto Vannacci continua a provocare nel sistema politico italiano. Per quasi due anni una parte consistente dell’establishment mediatico ha liquidato il generale come un fenomeno passeggero, un personaggio folkloristico, una parentesi destinata a chiudersi dopo qualche apparizione televisiva e qualche firma in libreria. Oggi gli stessi osservatori che lo descrivevano come un incidente della cronaca politica si ritrovano costretti a fare i conti con una realtà diversa: Vannacci è diventato un problema strategico per l’intero centrodestra.

L’articolo del sapiente Carlo Tecce fotografa alla perfezione bene questo cambio di scenario. Leggendo il suo reportage, emerge un dato che appare difficile da contestare: Futuro Nazionale è ormai un soggetto politico che nessuno può più ignorare.

Il punto interessante non è tanto il consenso già misurato dai sondaggi, ampiamente sottovalutato, e forse non per caso. Il punto è la velocità con cui questo consenso si sta organizzando.

Mentre molti partiti tradizionali invecchiano, perdono militanti e sopravvivono faticosamente solo grazie alla rendita delle posizioni istituzionali, il movimento costruito attorno a Vannacci sta facendo l’esatto contrario: apre sedi, crea comitati, raccoglie iscritti, attira amministratori, prova a costruire una classe dirigente – ci auguriamo che non si risolva il tutto nel solito ballon d’essai – e, soprattutto, per ora essendo l’effetto novità genera partecipazione.

È forse questo che inquieta di più il Palazzo. Partecipazione significa tornare a stringere mani, fare il porta a porta, uscire dalla comodità dello scranno per incontrare i problemi in carne ed ossa.

Da troppo tempo oramai, per colpa di una legge elettorale scellerata e liberticida, costruita per minare la democrazia a partire dalle forme della sua rappresentanza, la politica italiana è abituata ai partiti personali, ai leader televisivi, ai contenitori elettorali costruiti pochi mesi prima delle elezioni. Molto meno frequente è assistere alla nascita di una struttura che cresce contemporaneamente sul piano organizzativo, identitario e finanziario.

Per questo il “fattore V” non rappresenta soltanto una questione elettorale.

Rappresenta la risposta alternativa – si vedrà in seguito quanto praticabile – ad domanda politica che una parte dell’elettorato ritiene ancora senza risposta.

Si può condividere o contestare il messaggio del generale. Si possono criticare le sue posizioni – sopratutto quelle sui diritti individuali e sulla remigrazione – il linguaggio, le priorità programmatiche. Ma non si può ignorare ne’ sottovalutare il fenomeno sociale e politico che gli sta attorno.

Ed è forse proprio qui che si nasconde la vera preoccupazione di molti leader del centrodestra: non il rischio che Vannacci tolga qualche punto percentuale a questo o quel partito, ma la possibilità che stia intercettando un pezzo di Paese che non si sente più rappresentato dalle formule politiche degli ultimi vent’anni.

In politica esistono momenti nei quali un movimento cresce perché viene sostenuto dai media.

E poi esistono momenti più rari nei quali un movimento cresce nonostante i media.

Quando si arriva a questo secondo stadio, generalmente significa che il fenomeno è diventato qualcosa di più di una semplice anomalia statistica.

È diventato un fatto politico.

E come tale va analizzato e compreso.

https://lespresso.it/c/attualita/2026/6/4/incubo-vannacci-nuovo-numero-lespresso/62573

https://lespresso.it/c/opinioni/2026/6/6/vannacci-alleanze-centrodestra-lega/62537

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Politica

FUTURO NAZIONALE SI AMPLIA IN PARLAMENTO: LE NUOVE ADESIONI SEGNANO IL CAMBIO DI PASSO PER IL PROGETTO DI VANNACCI

Il progetto Vannacci prende quota: con l’ingresso di quattro deputati e Rinaldi, Futuro Nazionale si rafforza in Parlamento e punta a un nuovo slancio programmatico.
#FuturoNazionale #Vannacci #PattoItalia #PoliticaItaliana

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Redazione-  Il progetto politico che ruota attorno alla figura del generale Roberto Vannacci entra in una nuova fase operativa. A margine della conferenza stampa tenutasi a Viareggio, il movimento Futuro Nazionale ha ufficializzato l’ingresso di figure di rilievo nelle istituzioni, consolidando la propria presenza sia tra gli scranni della Camera dei deputati che nel tessuto politico nazionale. Il gruppo accoglie ufficialmente i parlamentari Davide Bergamini, Gianangelo Bof, Domenico Furgiuele e Attivio Pierro, oltre all’adesione istituzionale di Antonio Maria Rinaldi, sancendo un rafforzamento strategico che mira a radicare il movimento in modo capillare sul territorio.

A commentare l’operazione è Stefano Ruvolo, presidente nazionale di Patto Italia, associazione che sostiene attivamente questa evoluzione. Secondo Ruvolo, l’arrivo dei nuovi eletti non rappresenta solo un mero spostamento numerico, ma un incremento di competenze e rappresentatività. “Si tratta di dirigenti validi che portano in dote una notevole esperienza sul campo”, osserva il presidente. “La loro presenza all’interno di Futuro Nazionale costituisce il valore aggiunto necessario per trasformare le idee iniziali in una struttura solida, capace di dialogare con le dinamiche parlamentari e, allo stesso tempo, con le istanze della base elettorale”.

Il progetto, che ha trovato nel generale Vannacci un punto di riferimento mediatico e politico, punta ora a una fase di strutturazione più pragmatica. L’obiettivo dichiarato dai vertici del movimento non è più solo quello di intercettare il consenso elettorale, ma quello di elaborare una proposta programmatica dettagliata. La linea editoriale del gruppo, che trova sintonia con le posizioni espresse da Patto Italia, si concentra sulla difesa dell’identità culturale e nazionale, con un’attenzione particolare al comparto produttivo.

“Da domani inizieremo a lavorare con i nuovi arrivati per costruire la sostanza progettuale di cui il Paese ha bisogno”, prosegue Ruvolo. Il focus, nelle intenzioni dei promotori, sarà puntato sul sostegno alle imprese e sulla tutela del Made in Italy, temi che nelle scorse settimane sono stati messi in cima all’agenda del movimento. Il passaggio di questi esponenti politici a Futuro Nazionale viene letto dai vertici come un segnale di vitalità dell’area: una manovra che, secondo gli analisti politici, potrebbe modificare gli equilibri all’interno dell’attuale maggioranza, spostando il baricentro su istanze identitarie più marcate.

L’incontro di Viareggio segna quindi, simbolicamente e materialmente, l’uscita del movimento Vannacci dalla fase di pura testimonianza per entrare in quella della gestione politica attiva. Per Patto Italia, la sinergia con i nuovi parlamentari è la chiave per dare continuità al lavoro svolto finora. La sfida, per i prossimi mesi, sarà tradurre questo rinnovato vigore parlamentare in un consenso stabile, superando la contingenza elettorale per proporsi come una forza capace di influenzare le decisioni economiche e sociali del governo. La struttura, dunque, si prepara a un autunno di intensa attività legislativa, cercando di dare gambe e voce a un elettorato che chiede segnali chiari sul fronte della sovranità culturale e del rilancio industriale.

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Esteri

FRANCIA SOTTO CHOC: OMICIDIO DI LYHANNA, 11 ANNI. IL DIPARTIMENTO DEL GERS E LE LACUNE DELLA GIUSTIZIA

La Francia è sotto shock per la morte della piccola Lyhanna, 11 anni. Un pedofilo già noto alle autorità è il sospettato principale, scatenando un’ondata di indignazione e aprendo un’inchiesta sulle gravi falle della giustizia. #Lyhanna #FranciaSottoChoc #Giustizia #ProtezioneMinori

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Abusi minori 01

Redazione-  La Francia è sconvolta dalla tragica morte di Lyhanna, una bambina di 11 anni scomparsa lo scorso 29 maggio e il cui corpo è stato rinvenuto pochi giorni fa in un silo agricolo abbandonato vicino al villaggio di Puycasquier, nel dipartimento del Gers. Al centro delle indagini, e già posto in custodia cautelare, c’è Jérome Barella, 41 anni, un individuo con un passato inquietante, già noto alle autorità per reati sessuali fin dal 2017. La vicenda ha scatenato un’ondata di indignazione nazionale e innescato un acceso dibattito sulle presunte gravi lacune del sistema giudiziario francese, costringendo il governo a intervenire con dichiarazioni di condanna e promesse di accertamento delle responsabilità.

Il ritrovamento del corpo della studentessa, che frequentava la scuola media, è avvenuto nella giornata di ieri, gettando un’ombra di orrore su una comunità già in ansia. Le cause del decesso sono ancora in fase di accertamento, come precisato dalla procura di Agen, che ha disposto ulteriori analisi e verifiche. Mentre l’inchiesta procede per “sequestro di persona, sottrazione di minore e omicidio di una minore di 15 anni”, l’attenzione si concentra sul principale sospettato, Jérome Barella. L’uomo, padre di famiglia, lavorava nell’azienda agricola dove è stato trovato il cadavere e, secondo quanto riportato dall’emittente Bfmtv, è stato oggetto di numerose denunce e segnalazioni per violenza sessuale e stupro, alcune delle quali archiviate nel corso degli anni.

Le rivelazioni sul passato del sospettato hanno provocato una reazione politica veemente. Il presidente francese Emmanuel Macron ha espresso la “solidarietà e l’affetto dell’intera nazione” alla famiglia e agli amici di Lyhanna, definendo l’accaduto un “momento di riflessione, affetto, sostegno e pensiero”. Parlando dal Montenegro, dove si trovava in visita ufficiale, Macron ha riconosciuto l’esistenza di un “malfunzionamento” e di “falle che devono essere chiarite”. “Le cose non sono andate come avrebbero dovuto, questo è evidente. Ed è inaccettabile”, ha dichiarato, aggiungendo che “non possiamo guardare negli occhi la famiglia di Lyhanna e dire che tutto è andato bene”. Il presidente ha sollecitato un esame approfondito delle “responsabilità collettive, sistemiche e individuali”.

Anche il primo ministro francese Sébastien Lecornu si è dichiarato “particolarmente scioccato” dalle irregolarità giudiziarie emerse in relazione al caso di Lyhanna e ha chiesto di verificare “se tutti i segnali d’allarme siano stati presi in considerazione”. L’ufficio del Primo Ministro ha sottolineato la necessità di accertare “se tutte le procedure abbiano funzionato come avrebbero dovuto e se le priorità fossero corrette”.

La situazione ha richiesto un incontro di emergenza a Matignon tra il ministro della Giustizia Gérald Darmanin e il ministro degli Interni Laurent Nuñez. Secondo quanto appreso da Bfmtv, durante la riunione si sarebbe discusso di “prove schiaccianti” che sarebbero state ignorate. I due ministri hanno trovato “incomprensibile” che il principale sospettato non fosse stato interrogato nell’ambito delle indagini successive a una denuncia di stupro presentata lo scorso agosto. Lecornu ha auspicato che le prime conclusioni dell’inchiesta amministrativa avviata dai ministri siano disponibili “entro 15 giorni”.

Con un post su ‘X’, Darmanin ha denunciato “le enormi e inaccettabili disfunzioni dei servizi statali” nella gestione delle denunce contro Barella. “Il nostro dovere è proteggere i bambini come priorità assoluta, come ho già richiesto fin dal mio arrivo al Ministero della Giustizia”, ha proseguito il ministro, che ha convocato tutti i Procuratori Generali per una riunione di lavoro. Intervenendo al telegiornale di TF1 dopo il ritrovamento del corpo, Darmanin ha dichiarato: “L’istituzione giudiziaria che rappresento mira a proteggere il popolo francese. E oggi non è riuscita a proteggere questa bambina. Desidero chiedere scusa alla sua famiglia e al popolo francese, che è giustamente scioccato e terrorizzato nel constatare tali fallimenti”. Ha aggiunto di essere “furioso per questa situazione e per questo immenso fallimento”, affermando che la “mancanza di risorse” non deve costituire una scusa per le carenze del sistema. Il ministro si è assunto la responsabilità e ha promesso sanzioni in caso di illeciti e irregolarità.

Le critiche più aspre si concentrano sulla gestione del caso di “Rosa”, una minore che lo scorso agosto aveva accusato Jérome Barella di stupro. Secondo Bfmtv, il caso sarebbe stato trattato “come se fosse un semplice caso di furto con scasso”. Rosa aveva sporto denuncia per stupro insieme alla madre, ma la trasmissione del fascicolo dalla procura di Tolosa a quella di Auch, avvenuta in ottobre, con una gestione che ora viene definita “discutibile”, non è stata trattata con l’urgenza richiesta. Al ministero della Giustizia è stata espressa “grande irritazione” per le decisioni prese dai vari magistrati coinvolti.

L’indignazione non si limita agli ambienti politici. Numerosi gruppi e associazioni, tra cui Nous Toutes, il collettivo Enfantiste e la Fondazione delle Donne, hanno indetto manifestazioni per lunedì, a partire dalle 19, davanti ai tribunali di tutta la Francia e al ministero della Giustizia, sotto lo slogan “Io sono Lyhanna”. “Non possiamo più tollerare che i nostri figli vengano violentati da uomini noti al sistema giudiziario”, ha scritto la regista Andréa Bescond sul suo account Instagram, esprimendo il sentimento di una nazione scossa nel profondo e desiderosa di giustizia e prevenzione. Questo tragico evento riaccende il dibattito sulla necessità di una riforma profonda del sistema di protezione dei minori e di una maggiore efficacia nella gestione dei casi di reati sessuali da parte della giustizia.

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