Rimani in contatto con noi
#

Ultim'ora

GIORNALISTI AL VOTO, PLURALISMO E LIBERTÀ LANCIA LA “TERZA VIA” SINDACALE CONTRO CRISI E PRECARIATO

Pluralismo e Libertà lancia la sfida per il rinnovo del sindacato giornalisti: al centro della campagna la “terza via” contro precariato, crisi editoriale e le sfide dell’intelligenza artificiale.
#Giornalismo #Sindacato #FNSI #Lavoro #Roma

Pubblicato

a

GIORNALISTI AL VOTO, PLURALISMO E LIBERTÀ LANCIA LA "TERZA VIA" SINDACALE CONTRO CRISI E PRECARIATO

Redazione-  La componente sindacale Pluralismo e Libertà ha dato il via ufficiale, il 6 giugno 2026 a Roma, a una nuova campagna di adesioni per proporre un’alternativa di governo all’interno degli organismi di categoria dei giornalisti. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di una “terza via” professionale e pragmatica in vista delle elezioni per il rinnovo dei vertici di Stampa Romana e della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI), previste per la fine dell’anno. In un panorama editoriale segnato da tagli occupazionali, retribuzioni minime per i lavoratori autonomi e un contratto nazionale fermo da oltre un decennio, il movimento punta a scardinare l’attuale gestione dei principali enti di tutela dei giornalisti, inclusi Casagit e Inpgi.

Una risposta alla crisi dell’editoria

La proposta di Pluralismo e Libertà nasce dalla necessità di rispondere a una crisi strutturale che vede centinaia di colleghi allontanati dalle redazioni e migliaia di precari costretti a operare in condizioni economiche al limite della sostenibilità. La critica verso la parte datoriale è netta: secondo la componente sindacale, gli editori starebbero evitando il confronto sull’equo compenso e, contemporaneamente, proponendo cifre irrisorie per il rinnovo del contratto nazionale. La strategia delle aziende, denunciano i rappresentanti della lista, sembra orientata a una progressiva destrutturazione del lavoro giornalistico, riducendone tutele e valore economico.

In questo quadro, la “terza via” si definisce come un modello sindacale lontano dalle contrapposizioni ideologiche del passato. L’approccio proposto si concentra sulla tutela dei diritti del singolo e sull’assistenza diretta agli iscritti attraverso vertenze mirate. Il gruppo rivendica il lavoro svolto negli ultimi otto anni in Stampa Romana con InfoFuturo, marcando però una netta distanza dalla gestione nazionale portata avanti dalle attuali coalizioni di maggioranza.

Verso le elezioni di fine anno

Il passaggio elettorale di fine 2026 rappresenta lo snodo per tradurre questa visione in una realtà di governo. Pluralismo e Libertà si candida alla guida del sindacato facendo appello a quell’area definita “non conformista” della categoria, ma anche a tutti i colleghi che ritengono ormai superato il modello attuale. La partecipazione, tuttavia, è legata a scadenze tecniche immediate: i promotori ricordano che mancano pochissimi giorni per iscriversi o rinnovare l’adesione all’Associazione Stampa Romana, passaggio indispensabile per poter esercitare il diritto di voto nelle prossime consultazioni.

La campagna di adesioni non è rivolta esclusivamente ai quadri sindacali, ma cerca di coinvolgere anche i non iscritti, proponendo uno spazio di dialogo per chi si sente orfano di rappresentanza in un mercato del lavoro in continua evoluzione.

I temi del confronto: dall’intelligenza artificiale ai nuovi contratti

Il progetto politico del gruppo troverà il suo momento di sintesi a settembre, durante la Conferenza programmatica di Pluralismo e Libertà. L’evento si propone come un tavolo di confronto aperto su temi che decideranno il futuro della professione. Al centro del dibattito non ci sarà solo il rinnovo del contratto nazionale scaduto, ma anche la tutela del lavoro autonomo, spesso dimenticato dalle trattative principali.

Un capitolo specifico sarà dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale nel settore dell’informazione. La sfida è garantire la tutela del diritto d’autore e la qualità del prodotto giornalistico in un’era di automazione spinta. Tra gli altri punti in agenda figurano la valorizzazione degli uffici stampa, settore che assorbe una fetta sempre più ampia di professionisti, e la necessaria riforma della democrazia interna al sindacato.

La richiesta di una riforma statutaria della FNSI

Una delle critiche più forti mosse da Pluralismo e Libertà riguarda l’attuale meccanismo elettorale e statutario della Federazione Nazionale della Stampa. Secondo i promotori della campagna, le regole attuali penalizzerebbero eccessivamente le associazioni regionali più grandi, come la Lombarda e la Romana. Pur rappresentando la maggioranza degli iscritti a livello nazionale, queste realtà non avrebbero un peso proporzionato nei processi decisionali. Il movimento chiede quindi una modifica dello Statuto FNSI per garantire un maggiore pluralismo e restituire centralità ai territori dove la crisi del settore e la trasformazione digitale pesano in modo più evidente.

Con l’apertura della campagna di adesioni e l’annuncio della conferenza di settembre, la corsa per la guida del sindacato entra nel vivo, delineando una stagione di scontri e proposte che promette di ridefinire gli equilibri della rappresentanza giornalistica in Italia.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attualità

Svolta nella sanità a Matera, l’Ugl celebra la stabilizzazione di 47 lavoratori dell’Asm

🚨 SVOLTA NELLA SANITÀ IN BASILICATA: FIRMATO IL CONTRATTO FISSO PER 47 LAVORATORI DELL’ASM DI MATERA! 🏥💼 Una giornata storica che cancella il precariato e restituisce dignità ai nostri camici bianchi. Il Segretario Provinciale dell’UGL, Pino Giordano, celebra con orgoglio il completamento del percorso che inserisce stabilmente 47 professionisti nell’organico dell’Azienda Sanitaria. Giordano lancia un sincero plauso all’Assessore Regionale alla Salute, Cosimo Latronico, per la lungimiranza ed il dialogo concreto dimostrati sul campo h24. Dietro queste firme ci sono 47 famiglie che ritrovano la serenità e una sanità lucana che si rafforza per offrire cure migliori e più vicine ai bisogni dei cittadini. Una pagina di buona amministrazione scritta con il cuore e con l’anima. Il servizio completo 👇#uglmatera | #stabilizzazioniasm | #sanitabilicilata | #cosimolatronico | #pinogiordano | #lavorofisso #ospedalematera | #dirittosalute | #pagineutili

Pubblicato

a

lavoratori dell'Asm

I nuovi contratti a tempo indeterminato nell’Azienda Sanitaria Locale lucana

Matera – Ci sono percorsi sindacali capaci di tradursi in conquiste concrete per la vita delle persone, restituendo stabilità materiale e dignità professionale a chi per anni ha garantito il funzionamento dei servizi essenziali nei reparti d’emergenza. Il comparto della sanità pubblica lucana registra un traguardo di fondamentale importanza per la provincia di Matera, grazie al completamento ufficiale delle procedure di assunzione per quarantasette operatori precari dell’Azienda Sanitaria Locale. Sulla straordinaria notizia è intervenuto il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, manifestando profonda soddisfazione per la firma dei nuovi contratti a tempo indeterminato che andranno a rafforzare in modo strutturale la pianta organica dei presidi ospedalieri. Questa stabilizzazione di massa rappresenta un passaggio atteso da lungo tempo da decine di medici, infermieri e professionisti del settore, offrendo risposte chiare ai bisogni assistenziali dei cittadini.

La fine del precariato permette a decine di famiglie di guardare al futuro con maggiore serenità, i cui dettagli contranttuali e le cui ripartizioni nei vari plessi sanitari scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il plauso all’Assessore Cosimo Latronico ed il dialogo con i vertici dell’Asm

L’analisi del rappresentante sindacale rivolge un sincero e meritato riconoscimento all’azione amministrativa portata avanti dall’Assessore regionale alla Salute della Basilicata, Cosimo Latronico, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi del racconto. Giordano ha lodato l’equilibrio istituzionale e la concretezza dimostrati dall’esponente della giunta, capace di prediligere la via del dialogo e della programmazione per trasformare le delibere in risultati tangibili per le comunità locali. L’investitura stabile delle quarantasette risorse umane costituisce un investimento strategico sulla qualità delle cure, premiando il merito e la competenza di operatori che hanno sempre lavorato con spirito di sacrificio durante le fasi più critiche dell’assistenza sul territorio, senza mai arretrare di un passo.

Il potenziamento dei quadri medici consolida la fiducia dei residenti nella sanità pubblica, proiettando i nuovi organici aziendali sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto materano.

La continuità dei servizi ospedalieri ed il monitoraggio della segreteria dell’Ugl

I vertici dell’Ugl hanno espresso un profondo ringraziamento anche alla Direzione Generale dell’Asm, riconoscendo il senso delle istituzioni dimostrato da tutti i funzionari che hanno collaborato per portare a termine questo lungo cammino burocratico. Rinforzare i turni all’interno delle corsie significa garantire una reale continuità nell’erogazione delle prestazioni, abbattere le liste d’attesa e migliorare la gestione dei servizi sanitari in tutta la regione. La federazione lucana ha confermato che continuerà a vigilare in modo costruttivo affinché questo provvedimento rappresenti solo il primo tassello di una stagione di riforme strutturali volte a valorizzare il lavoro di frontiera ed a difendere il diritto universale alla salute, trasformando la sanità materana in un modello di eccellenza e vicinanza reale ai bisogni del cittadino.

Continua a Leggere

Ultim'ora

Blackout del segnale Rai nel Materano, l’atto d’accusa dell’Ugl: “Un insulto a chi paga il canone”

🚨 SCHERMI BUI IN BASILICATA: L’UGL MATERA ALZA LA VOCE CONTRO I CONTINUI BLACKOUT DEL SEGNALE RAI! 📺📉 Un vero e proprio schiaffo ai cittadini che pagano regolarmente il canone. Il Segretario Provinciale Pino Giordano lancia un durissimo atto d’accusa h24 contro il dissesto delle frequenze televisive nel Materano: “Migliaia di famiglie e anziani isolati dal mondo, siamo stanchi di essere considerati utenti di serie B”. Il sindacato denuncia la lesione del diritto all’informazione e annuncia una formale offensiva istituzionale indirizzata a Rai Way, Agcom e al Ministero delle Imprese (MIMIT). Se non arriveranno risposte tecniche immediate, scatteranno le azioni legali con i consumatori per chiedere il rimborso dei danni. Una battaglia di dignità scritta con il cuore e con l’anima per la nostra terra. Il servizio completo 👇#uglmatera | #blackoutrai | #canonerai | #raiwaylucania | #pinogiordano | #dirittoinformazione #basilicatacronaca | #disservizitv | #pagineutili

Pubblicato

a

Ripetitori televisivi

I continui disservizi di Rai Way in Basilicata e la lesione dell’articolo 21

Matera – Ci sono territori che nel silenzio delle istituzioni centrali continuano a subire i disagi di un isolamento infrastrutturale cronico, dove persino l’accesso alle frequenze radiotelevisive di Stato si trasforma in un privilegio negato a migliaia di famiglie oneste. La provincia di Matera sta vivendo una stagione di profonda esasperazione a causa dei continui e prolungati blackout del segnale della televisione pubblica, un disservizio tecnico che in vaste aree del distretto lucano colpisce inline anche la ricezione dei canali Mediaset. Sulla gravissima vicenda è intervenuto con fermezza il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano, denunciando come la situazione non sia più derubricabile a una mera anomalia contrattuale. Il sindacalista ha evidenziato come il persistente buio sugli schermi domestici costituisca una palese lesione del diritto fondamentale all’informazione dei cittadini, costretti a versare regolarmente la quota del canone nazionale inserita nelle bollette elettriche.

La mancanza delle frequenze colpisce in modo spietato le fasce più deboli della popolazione, i cui dati di ascolto e le cui proteste territoriali scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

La solitudine degli anziani e la richiesta d’assalto inoltrata all’Agcom ed al Mimit

Per la bacheca del sindacato lucano, la parità di trattamento tra le diverse province della penisola rappresenta un principio costituzionale inderogabile, legato a quel pluralismo democratico tutelato dall’articolo ventuno, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. Giordano ha ricordato come per centinaia di anziani che vivono sperduti nei piccoli borghi rurali dell’entroterra appenninico, la televisione rappresenti l’unica e vitale banchina di compagnia quotidiana, oltre che una finestra aperta sulle vicende della nazione. Essere privati dei canali di Stato significa subire una discriminazione geografica inaccettabile che relega la Basilicata a una mortificante serie B. La carenza strutturale delle antenne penalizza inoltre l’economia locale, riducendo la visibilità e la promozione delle ditte agricole, dei distretti artigianali e dei flussi dell’enoturisimo che sostengono l’indotto ricettivo dei comuni.

Le mancate soluzioni definitive da parte dei tecnici rassicurano l’opacità dei servizi pubblici, proiettando lo sdegno degli utenti sui display dei telefoni dei nuclei familiari del territorio materano.

La formale iniziativa con la Vigilanza ed l’ipotesi di ristoro economico per i consumatori

Per costringere la società concessionaria a uscire dal guscio protettivo dei rinvii e assumersi precise responsabilità tecniche, l’Ugl Matera formalizzerà nei prossimi giorni un esposto ufficiale indirizzato ai manager di Rai e Rai Way, offrendo risposte veloci ad un’utenza esasperata. Il dossier, notificato inline per conoscenza alla Commissione parlamentare di Vigilanza, al Ministero delle Imprese e del Made in Italy ed al Co.Re.Com, mira a squarciare il velo di silenzio che avvolge le riforme delle telecomunicazioni meridionali. Il sindacato ha precisato che la legalità e il rispetto delle leggi impongono di versare i contributi governativi, ma esigono paritetica la regolare erogazione delle trasmissioni dello Stato. Se lo schieramento delle soluzioni sul terreno dovesse registrare nuovi ritardi, l’organizzazione avvierà azioni legali paritetiche con le associazioni dei consumatori per pretendere il rimborso e il ristoro economico dei danni subiti, in piena conformità con le usanze di convivenza civile.

Continua a Leggere

Ultim'ora

Crisi call center a Matera, i lavoratori DataContact in rivolta contro l’intelligenza artificiale

🚨 CALL CENTER IN RIVOLTA A MATERA: I LAVORATORI DATACONTACT DICONO NO AI LICENZIAMENTI DA ALGORITMO! 🛑 Massima mobilitazione contro l’uso selvaggio dell’intelligenza artificiale. Le assemblee sindacali dei dipendenti DataContact siglano un’adesione record allo sciopero nazionale del comparto outsourcing: stop h24 a straordinari e braccia incrociate a fine turno fino al 27 luglio. I sindacati uniti (CGIL, CISL, UIL e UGL) accusano il Governo di silenzio complice davanti a chatbot e assistenti virtuali introdotti per tagliare gli organici. Massima allerta in vista del 29 luglio, data del tavolo d’assalto al MIMIT per la vertenza CallMat: a rischio il futuro di migliaia di famiglie lucane. Il focus completo 👇#datacontact | #callcentermatera | #scioperotelecomunicazioni | #mimitcallmat | #intelligenzaartificiale | #dirittilavoratori | #cronacabasilicata #pagineutili

Pubblicato

a

assemblea dei lavoratori

L’automazione digitale mette a rischio l’occupazione e sblocca lo sciopero nei call center

Matera – Il progresso tecnologico e la transizione digitale rischiano di trasformarsi in una mannaia occupazionale per migliaia di famiglie se non governati da precise regole sociali condivise tra le parti. Nelle sale operative della sede lucana di DataContact si è registrata un’ampia e partecipata mobilitazione del personale, riunito in assemblea per discutere le profonde e preoccupanti trasformazioni che stanno investendo l’intero comparto dei servizi di assistenza clienti e della gestione dei processi aziendali. Le rappresentanze sindacali denunciano il massiccio e repentino ricorso a assistenti virtuali e sistemi automatizzati di risposta, introdotti unilateralmente dai vertici societari senza un preventivo confronto con i delegati interni e senza la pianificazione di percorsi di riqualificazione professionale adatti a tutelare i livelli d’impiego della provincia.

I lavoratori hanno confermato il pieno sostegno al calendario di scioperi nazionali che prevede fino al ventisette luglio due ore di astensione a fine turno per i contratti a tempo pieno e un’ora per i part-time, i cui dati di adesione scorreranno online a schermo intero sui display dei telefoni cellulari dei consumatori mobili.

Il tavolo del ventinove luglio al Mimit per CallMat ed il silenzio delle istituzioni centrali

La fragilità del sistema dei servizi di customer care nel Mezzogiorno è aggravata dall’incertezza legata al rinnovo delle grandi commesse pubbliche e private, oltre che dai continui fenomeni di delocalizzazione all’estero che impoveriscono l’economia della Basilicata, escludendo l’uso di formule fisse o della parola faldone nei paragrafi. L’attenzione delle sigle sindacali è rivolta al cruciale appuntamento istituzionale fissato per il ventinove luglio a Roma presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove verrà discussa la delicata vertenza che coinvolge l’azienda CallMat. Si tratta di un passaggio fondamentale per definire una politica industriale nazionale capace di arginare la precarizzazione e di governare l’innovazione, ponendo la salvaguardia dei salari al centro dell’agenda e garantendo la totale sicurezza contrattuale dei dipendenti della nazione, a tutela dei consumatori dello sportello telefonico.

Le segreterie territoriali chiedono l’applicazione rigorosa delle leggi nazionali e dell’articolo cinquantatré del contratto collettivo delle telecomunicazioni, proiettando la protesta sui display dei telefoni dei nuclei familiari del distretto.

Il documento unitario dei sindacati lucani per la tutela delle famiglie e dei diritti

In una nota congiunta firmata dai referenti di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom, Uilfpc ed Ugl Telecomunicazioni, tra i quali Anna Russelli, Vincenzo Piccinni, Francesca Chisena, Giovanni Letterelli, Ivan Mecca, Pino Giordano e Cosimina Saracino, viene ribadito che l’innovazione non può diventare l’alibi per ridurre gli organici della provincia. I corpi intermedi esigono l’apertura immediata di un tavolo permanente per frenare i licenziamenti tecnologici, dimostrando come la cooperazione paritetica tra le ditte ed i comandi sindacali sia l’unica via per difendere le professionalità costruite in anni di esperienza sul campo. Questa sinergia d’assalto mira a fare in modo che gli algoritmi si configurino come uno strumento di sviluppo e non come un mezzo per cancellare i diritti, offrendo risposte veloci ed efficaci alle ditte oneste, ponendo il benessere dei lavoratori in piena conformità con le usanze di convivenza stabilite dalle leggi dello Stato.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza