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Spettacolo

OMAGGIO A FIRENZE: 40 ANNI SICURAMENTE AMICI 7 APRILE 2026 SALA PISTELLI DI PALAZZO MEDICI RICCARDI 8 APRILE 2026 TEATRO CARTIERE CARRARA FIRENZE

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Redazione-  Un omaggio alla città che l’ha vista sul palco con la sua prima produzione, dove il teatro è divenuto strumento non solo culturale ma anche sociale, portando sulla scena oltre all’arte anche la solidarietà. Un connubio che si rinnova, 40 anni dopo, e che celebra con due momenti il felice anniversario.

Con “Omaggio a Firenze: 40 anni Sicuramente Amici”,  

iniziativa patrocinata da Regione Toscana, Città metropolitana di Firenze, Comune di Firenze, Comune di Vinci, in collaborazione con Associazione Nazionale Case della Memoria, Centro associazioni culturali Fiorentine,

arriva nel capoluogo toscano la Compagnia RDL- Ragazzi del Lago- fondata nel 1983 da Leo Amici, noto poeta, filantropo, maestro di vita e autore del progetto del Lago di Monte Colombo a Rimini, un piccolo paese dedicato ai giovani ed ispirato ai temi della fratellanza, amore e pace. Oggi conferenza stampa di presentazione della due giorni fiorentina. Erano presenti, per la Città Metropolitana, la Consigliera delegata Alessandra Innocenti, il Sindaco del Comune di Vinci Daniele Vanni, il presidente Adriano Rigoli e il vice Marco Capaccioli dell’Associazione nazionale Case della Memoria, il regista, autore e scrittore Carlo Tedeschi e, in rappresentanza della Compagnia RDL, Francesco Troilo di Carlo.

Alessandra Innocenti sottolinea che “Il teatro è uno strumento sociale, non solo può trasmettere valori importanti ma, come in questo caso, scuotere le anime degli spettatori, perché trasmette valori importanti come l’amicizia, l’umanità e il sorriso.” e conclude “Le Case della memoria sono una risorsa importantissima per la cultura, per il turismo diffuso e per la valorizzazione dell’impegno dei volontari che le animano, e come Città Metropolitana faremo in modo di dare evidenza, sul nostro sito e su FeelFlorence, alle Case della Memoria del nostro territorio.”

Daniele Vanni sindaco di Vinci dichiara “Ringrazio la compagnia RDL e l’associazione nazionale delle Case della memoria per questa iniziativa. In questo momento storico è importante parlare di culture e di storia e viene naturale pensare a Leonardo da Vinci, un punto di riferimento, una luce in questo momento buio che stiamo attraversando. Ma, soprattutto, è una figura che lancia un messaggio attuale: studiare il mondo per migliorarlo, mettendo insieme tante discipline. Il teatro è uno strumento leonardiano che mette insieme tanti aspetti tecnici e sociali ponendo al centro la persona, elemento questo di cui la nostra società oggi ha tanto bisogno. Questa è un’iniziativa di grande spessore culturale e penso che per Vinci rappresenti un anteprima delle celebrazioni leonardiane che partiranno l’11 aprile con la Lettura vinciana dedicata all’ingegno per poi culminare il 15 aprile compleanno di Leonardo. Questo appuntamento del 7 aprile quindi sarà un’anteprima delle celebrazioni leonardiane che creerà partendo da Firenze un ponte tra Firenze e Vinci, legando Leonardo al Rinascimento.”

“L’Associazione Nazionale Case della Memoria – dichiara il presidente Adriano Rigoli – ha incluso nella sua rete museale nazionale la Casa museo di Leo Amici che nella sua vita ha vissuto e praticato l’autentica carità cristiana, che non è semplice filantropia, aiutando tutti coloro che chiedevano il suo aiuto e diventando modello ed esempio di vita per generazioni di persone che ancora oggi portano avanti la sua missione in vari campi, a partire dalla solidarietà sociale, alla cultura, l’arte, il teatro, la musica. Oltre che nelle opere da lui fondate, l’anima di Leo Amici è ancora oggi viva nella sua Casa museo e nel Museo Leo Amici che sono visitabili al Lago di Monte Colombo, nell’entroterra riminese, nel luogo da lui voluto come centro propulsivo della sua opera, frequentato oggi da migliaia di persone dall’Italia e da tutta Europa, dove si trovano le varie sedi della sua meritoria opera che è presente anche in Toscana a Ulignano, vicino a Volterra. Grazie alla Fondazione Leo Amici e all’Associazione Dare (fondata da Leo Amici) per aver voluto ricordare a Firenze, dove 40 anni fa si tenne questo primo spettacolo, l’inizio di questa grande avventura”.

“Lo spettacolo “Sicuramente Amici”, in programma al Teatro Cartiere Carrara di Firenze il prossimo 8 aprile — prosegue il vicepresidente Marco Capaccioli — è parte integrante di un percorso artistico e umano di grande valore. Attraverso le produzioni della Compagnia dei Ragazzi del Lago, guidata dalla visione del regista e autore Carlo Tedeschi, viene oggi promossa la cultura della solidarietà e l’impegno civile ispirati da Leo Amici. Questa realtà si è affermata negli anni come una vera accademia di vita e di mestiere: centinaia di giovani hanno beneficiato di un percorso formativo che coniuga rigore tecnico e crescita personale. Non parliamo solo di palcoscenico, ma di un concreto investimento sulle nuove generazioni: attraverso lo studio costante del canto, della danza e della recitazione, tantissimi ragazzi hanno trasformato la propria passione in una professione solida, trovando sbocchi reali nel mercato dello spettacolo. Un esempio virtuoso di come l’arte possa generare futuro e competenza”.

“RDL debuttò l’8 aprile 1986 proprio al Teatro Tenda di Firenze con “Sicuramente Amici”, un musical innovativo per l’epoca, che univa la commedia musicale italiana ai fasti del musical americano. Il successo fu immediato – afferma l’autore e Regista Carlo Tedeschi-.  Una lunga tournée in Italia e all’estero, oltre 1000 rappresentazioni per uno spettacolo con 30 artisti in scena, più di 300 costumi, 20 quadri e oltre due ore di spettacolo ma che, soprattutto, serviva per raccogliere fondi da devolvere alla realizzazione del piccolo paese destinato ad accogliere giovani in difficoltà o intenzionati a condividere un ideale di amicizia e fraternità, i valori della civile convivenza, l’aiuto al prossimo.

Leo Amici (la cui Casa Museo fa parte della rete dell’Associazione nazionale Case della memoria) di quello spettacolo ne firma il soggetto, verrà poi scritto da Carlo Tedeschi e da Giancarlo De Matteis, autore anche delle musiche, per la regia di Carlo Tedeschi.

Lo stesso fil rouge della solidarietà e condivisione unisce l’allora all’oggi. Alla città fiorentina un omaggio di doverosa riconoscenza per quell’antica accoglienza con due momenti.

Il 7 aprile dalle ore 15:30 alle ore 16:45 la Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi ospita un momento di confronto sul teatro quale strumento sociale, terapeutico ed educativo, alla presenza della autorità istituzionali e con la partecipazione di Lucia Vasini – Il Teatro della vita: l’arte scenica come strumento sociale; Roberta Barsanti – L’attualità della figura di Leonardo da Vinci; segue performance dedicata a Leonardo a cura della Compagnia RDL;  Marisa Bovolenta – Il Teatro, spazio educativo per i giovani; Carlo Tedeschi – 40 anni di Teatro e solidarietà.

L’8 aprile 2026 si celebra l’anniversario del debutto al Teatro Cartiere Carrara (ex Teatro Tenda) con la rappresentazione di Sicuramente Amici musical. Ospite straordinario sulla scena anche Gessica Notaro, attiva testimonial contro ogni violenza di genere, artista, cantante, ballerina, protagonista di numerosi programmi televisivi. Protagonisti Annamaria Bianchini, Francesco Troilo di Carlo, Jacopo Malpasso. Sul palco, dove si alternano artisti professionisti e le giovani leve della Compagnia RDL a storici performer della compagine già presenti al debutto del 1986, una protagonista femminile che racchiude l’essenza di quest’idea di teatro condiviso, solidale, amorevole verso i giovani che ha permeato tutta la produzione artistica di Carlo Tedeschi, autore, scrittore, pittore e regista con all’attivo oltre 25 musical. Oltre ad Annamaria Bianchini, la Vecchia Umanità (cantante, attrice, autrice delle coreografie nel 1986 insieme a Tiziana Imola)  coprotagonista è come Giovane Umanità, Varvara, 13 enne di origine ucraina, fuggita dalla guerra al suo scoppio, accolta con la sua famiglia dalla Associazione Dare, braccio operativo della Fondazione Leo Amici. Per rispondere ad un desiderio della bambina e del fratello, già avviati alla danza nel loro paese, la Fondazione Leo Amici aveva messo a disposizione borse di studio affinché potessero proseguire i corsi con metodo Royal Academy e ISTD di Londra e superare brillantemente gli esami. Varvara è sul palco per due ore di spettacolo e protagonista anche di un delizioso duetto con le stelle sul tema della inclusione e contro la discriminazione razziale.

Dal 1986 ad oggi, la Compagnia RDL Ragazzi del Lago, con gli artisti professionisti e la partecipazione dei giovani delle sue RDL Academy in Italia e all’estero, ha portato in scena i musical di Carlo Tedeschi su diversi temi con “Patto di Luce per la pace e diritti umani”, “Mohican” basato sulla vicenda dei Nativi americani, “Lo S…Varietà è donna” sul rispetto e valorizzazione della figura femminile nella nostra società, “Chiara di Dio” sulla vita della Santa di Assisi (per 10 anni al Teatro Metastasio di Assisi) e “Notte di Natale 1223 – quando S. Francesco ideò il primo presepe vivente” entrambi a fine 2026 ad Assisi in occasione dell’ottocentenario dalla scomparsa del poverello di Assisi.

Dal 1986 ad oggi, l’Associazione Dare, braccio operativo della Fondazione Leo Amici, ha accolto e soccorso centinaia di bambini bielorussi dopo la tragedia di Chernobyl, studenti della ex Jugoslavia durante il conflitto, costruito villaggi e scuole in Zambia insieme alla onlus “Noi per Zambia” di Maria Pia Ruggeri, soccorso ed ospitato persone colpite dal terremoto nel 2017 in Abruzzo e assistito centinaia e centinaia di famiglie e giovani in difficoltà grazie ad una fitta di rete di volontariato.

Alla città di Firenze, quindi, non solo un omaggio culturale, ma anche di affetto e gratitudine quale luogo emblema dello spirito rinascimentale, città dove questo connubio tra arte e solidarietà ha avuto inizio, dove si è posta la base per una buona prassi che tuttora prosegue, all’insegna dell’inclusione, condivisione e rispetto verso l’altro.

SICURAMENTE AMICI MUSICAL

L’8 aprile 2026 ore 21.00, Teatro Cartiere Carrara Firenze, rappresentazione del 40ennale dal debutto  #SicuramenteAmici40 con tanti ospiti del mondo della cultura e dello spettacolo e storici interpreti. Info e prenotazioni 345-8045807

TUTTI I NUMERI DI “SICURAMENTE AMICI”

Migliaia di rappresentazioni nei maggiori teatri in tutta Italia e all’estero,

più di 30 artisti in scena,

20 quadri di danza, prosa, mimo e musica,

oltre 300 costumi di epoche storiche diverse,

ben 20 riconoscimenti istituzionali,

oltre 2 ore di spettacolo dal vivo

Lo spettacolo, a firma di Carlo Tedeschi e Giancarlo De Matteis con la regia di Tedeschi, ritorna sulle scene dimostrando così ancora oggi la sua grande attualità.

L’attuale riallestimento, vede la rivisitazione della colonna sonora originale da parte del musicista e arrangiatore Emanuele Tedeschi ed è impreziosito da nuove soluzioni tecniche ed effetti speciali, che catapultano lo spettatore al centro della vicenda. Con la partecipazione della Compagnia RDL e del suo corpo di ballo, tra i protagonisti i performer Francesco Troilo di Carlo, Jacopo Malpasso e Annamaria Bianchini.

La trama 

Siamo in una notte di tempesta: lampi e tuoni invadono l’immenso spazio di una bottega dove tutto è in svendita: vero antiquariato, falsi di plastica. La vecchia e grassa proprietaria, talvolta grottesca da far paura, altre bellissima, scopre una bimba nascosta in uno dei suoi bauli: ha così inizio il rapporto tra le due opposte generazioni.
Chi è la vecchia, truculenta signora? E’ la Vecchia Umanità, che incontra la bimba (la Nuova Umanità) bagnata di pioggia che tenta di rubarle un vestitino celeste tutto pizzi e merletti…
Quando la prima si intenerisce  racconta alla piccola le vicende di alcuni personaggi della nostra storia presi a caso qua e là nei suoi ricordi. “Prima che esistessero tutte le cose… prima ancora… vagava nello spazio la “polvere nera” che faceva ammalare di odio e tristezza chiunque la respirasse…”.  Iniziano così le “favole” che intratterranno la bimba facendo scorrere il tempo di quella terribile notte di brutti presagi.
Così il pubblico scoprirà che l’unico antidoto contro la polvere nera è l’amicizia e la rivivrà nei panni dei grandi personaggi della storia: Omero e Ulisse, Mago Merlino e Re Artù, Leonardo e Salaì, Colombo e il suo mozzo, ecc.  La Vecchia Umanità, personaggio allegorico racconta alla Piccola Umanità di domani l’amicizia più grande della storia. Dopo l’intreccio delle vite dei grandi personaggi, l’Umanità, consapevole dei propri errori, concluderà la storia ritrovando la saggezza e con tanto amore lascerà che sia la Piccola Umanità a proseguire il suo compito.

“Sicuramente Amici” è una produzione del Teatro Leo Amici in collaborazione con la Compagnia RDL.

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Spettacolo

Traindeville porta la magia di Can Giovanni e le leggende delle streghe nel cuore di Montesacro

🌙 La magia della notte di San Giovanni rivive a Roma: musica tradizionale, poesie e leggende popolari si incontrano in un concerto unico con i Traindeville.
Non perdere una serata dedicata alla cultura romana più autentica alla Salagnini, tra racconti di streghe e omaggi ai grandi maestri della canzone.
Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Roma #MusicaPopolare #Traindeville #SanGiovanni

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Redazione- Roma, e in particolare il quartiere di Montesacro, si prepara a vivere un appuntamento che fonde cultura popolare, musica d’autore e il fascino arcano delle tradizioni solstiziali. Mercoledì 24 giugno 2026, lo spazio della Salagnini in Viale Adriatico diventerà il palcoscenico per un omaggio alla notte di San Giovanni, un momento dell’anno storicamente avvolto da misteri, credenze contadine e rituali esoterici. A guidare il pubblico in questo viaggio sonoro e narrativo saranno i Traindeville, il gruppo folk attivo da anni nel lavoro di recupero e riattualizzazione della musica tradizionale romana.

il legame tra musica popolare e narrazioni magiche

La serata non si configura come un semplice concerto, ma come un intreccio di linguaggi. La musica dei Traindeville, nota per la cura filologica unita a un piglio contemporaneo, farà da colonna sonora a un racconto che attraversa i secoli. Il repertorio del gruppo, che alterna brani originali in dialetto romanesco a rivisitazioni di classici della canzone capitolina, si sposerà con la lettura di poesie e curiosità legate proprio alla notte delle streghe.

La narrazione si spinge lontano nel tempo, richiamando figure mitologiche come Canidia, la potente maga descritta dal poeta Orazio nelle sue opere, per poi arrivare a icone più vicine alla letteratura romanesca, come la nota figura della “vecchiaccia” protagonista di un celebre sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli. Questo collegamento tra la letteratura alta e il folklore popolare permette di osservare come l’immaginario collettivo romano abbia da sempre cercato di dare un volto e un nome alle forze misteriose che, secondo la tradizione, si scatenano proprio in coincidenza con il solstizio d’estate.

l’eredità dei grandi maestri di roma

Sul palco di Viale Adriatico saliranno Ludovica Valori, impegnata alla voce, fisarmonica e trombone, Paolo Camerini al contrabbasso e Fabio Gammone, che si alternerà tra chitarra, clarinetto, armonica e kazoo. La formazione, attiva da tempo sulla scena musicale cittadina, ha costruito un percorso artistico mirato a non disperdere la memoria storica della città. Durante lo spettacolo, il pubblico potrà ascoltare omaggi sentiti a pilastri della cultura romana come Ettore Petrolini, il volto dell’ironia graffiante, e Gabriella Ferri, che con la sua voce ha dato dignità artistica ai canti di strada e del popolo.

Non mancherà un pensiero a Pier Paolo Pasolini, figura sempre centrale quando si parla di ricerca antropologica nel sottoproletariato romano e di valorizzazione delle lingue locali. I Traindeville dimostrano, attraverso i loro brani inediti, che il dialetto romanesco non è un rudere linguistico, ma una forma comunicativa viva, capace di descrivere la modernità, le ansie del presente e le contraddizioni di una metropoli in continuo mutamento. La sfida del gruppo consiste nel mantenere intatta l’anima di questi pezzi, pur contaminandoli con sonorità che attingono al folk internazionale e alla canzone d’autore.

un solstizio tra tradizione e modernità

L’evento presso la Salagnini rappresenta una tappa interessante nel panorama culturale cittadino, proponendo uno sguardo diverso sulla periferia storica di Montesacro. La scelta di collocare il concerto proprio nella notte di San Giovanni non è casuale: il 24 giugno è da sempre considerato il momento in cui le erbe officinali sprigionano il massimo potere e le streghe, secondo i racconti del passato, si radunavano per celebrare i loro rituali. In questo contesto, il concerto diventa un ponte tra la “stregoneria” dei tempi antichi e il fermento culturale di una città che cerca ancora oggi le sue radici profonde.

Per chi volesse partecipare, l’appuntamento è fissato per le ore 21. Si consiglia la prenotazione, dato il numero limitato di posti in uno spazio intimo come quello della Salagnini. Informazioni dettagliate sono reperibili contattando il numero 3381201904 oppure scrivendo all’indirizzo salagnini@gmail.com. La serata si preannuncia come un’occasione dedicata agli appassionati di storia romana, musica dal vivo e curiosità legate a un folklore che, nonostante il passare dei secoli, continua a esercitare una forza attrattiva persistente nell’animo di chi abita la Capitale.

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Cronika, il nuovo singolo di Titta racconta burnout, fragilità e stanchezza emotiva

🎧 Con Cronika, Titta porta nella musica il peso del burnout, della stanchezza cronica e della fragilita emotiva, trasformandoli in un racconto diretto e intenso.
Il nuovo singolo apre il progetto Fuori asse e segna un passaggio importante nel suo percorso artistico: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Titta #Cronika #NuovaMusica #MusicaItaliana

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Redazione-  Roma accoglie una nuova uscita musicale che mette al centro uno dei temi piu sentiti del presente: il rapporto tra corpo, stress e fragilita emotiva. Dal 12 giugno 2026 sara disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “Cronika”, il nuovo singolo di Titta, pubblicato da Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Il brano apre il percorso di Fuori asse e si presenta come una dichiarazione artistica netta, costruita attorno all’esperienza della stanchezza cronica e del burnout, senza retorica e senza semplificazioni.

La canzone nasce da una condizione fisica e psicologica vissuta come limite reale, non come immagine astratta. Nel racconto che accompagna l’uscita, Cronika viene presentata come una traccia che prova a dare forma a quel momento in cui il corpo smette di reggere il ritmo imposto dall’esterno e la fragilita non puo piu essere nascosta. Il titolo richiama apertamente una condizione di durata, una fatica che non si esaurisce in un episodio e che entra nella vita quotidiana, nelle relazioni e nella percezione di se. In questo senso il singolo si colloca in una linea espressiva molto presente nella musica contemporanea, ma sceglie una scrittura diretta e poetica che punta piu sulla verita emotiva che sull’effetto.

un brano che trasforma il burnout in racconto musicale

Secondo la presentazione del singolo, Cronika intreccia stanchezza cronica, sopravvivenza emotiva e vulnerabilita in una forma sonora intensa, costruendo un pezzo che non cerca la reazione spettacolare ma una presa di coscienza. Titta racconta il corpo come un luogo che a un certo punto non riesce piu a sostenere il passo del mondo, mentre tutto attorno continua a chiedere prestazione, lucidita, velocita e continuita. Da qui nasce una canzone che non propone una narrazione eroica della sofferenza, ma sceglie di restare nella sua verita concreta.

Le parole dell’artista chiariscono bene il cuore del progetto. Titta spiega di aver scritto Cronika in un momento in cui si sentiva sfinita e svuotata, mentre il mondo sembrava continuare a pretendere corsa e resistenza. La fragilita, nella sua lettura, non viene presentata come un ostacolo da vincere o un difetto da nascondere, ma come una presenza con cui imparare a convivere. Questa impostazione da al brano una precisa identita narrativa e lo rende il manifesto iniziale di Fuori asse, progetto che gia dal titolo lascia intuire uno spostamento rispetto agli equilibri sociali e personali considerati normali.

La registrazione e stata realizzata al Mad Records, studio che segue Titta nel suo percorso artistico dal 2018. Anche questo elemento suggerisce continuita e maturazione, in un lavoro che sembra inserirsi in una traiettoria gia definita ma ora piu consapevole e riconoscibile. Non si tratta quindi di un singolo isolato, ma del primo tassello di una costruzione piu ampia, musicale e narrativa.

Titta tra musica, teatro e ricerca artistica sulla vulnerabilita

La figura di Titta si distingue per un profilo multidisciplinare che tiene insieme musica, teatro e formazione. Artista, attrice, cantautrice e formatrice teatrale, negli anni ha costruito un’identita espressiva che utilizza la scrittura come strumento centrale, portando nella canzone temi come salute mentale, corpo, identita, relazioni e fatica del lavoro artistico. La sua produzione si muove tra autobiografia e osservazione sociale, con una forte attenzione per cio che normalmente viene rimosso o semplificato nel discorso pubblico.

Alla base del suo percorso c’e una formazione teatrale e vocale ampia, accompagnata da studi nelle artiterapie espressive e da collaborazioni in ambito educativo e performativo. Il suo lavoro non si limita quindi al palco o alla pubblicazione musicale, ma si estende a un ragionamento piu ampio sul valore terapeutico dell’arte, tema che l’ha portata anche a intervenire come relatrice alla Camera dei Deputati. Attualmente sta completando il proprio percorso didattico per il conseguimento del Diploma in Canto Moderno, dettaglio che conferma la volonta di consolidare ulteriormente il proprio strumento espressivo.

Dal punto di vista sonoro, Titta attinge a influenze diverse: cantautorato italiano contemporaneo, teatro-canzone, alternative pop e repertorio del musical anglo-americano. Questa pluralita si riflette anche nei brani gia pubblicati, come “Ostaggi”“Mimma” e “Perfetta”, tracce che hanno definito una linea autoriale fondata su scrittura personale e attenzione ai temi dell’unicita e dell’imperfezione.

Con Fuori asse – carta celeste per stelle inclinate, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta apre ora una fase nuova del suo percorso. A rafforzare il progetto arriva anche il videoclip di Cronika, diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali, ambientato in un teatro vuoto e caratterizzato da un’estetica psico-punk. La coreografia contemporanea, firmata e interpretata da Anna Bucci, accompagna il senso del brano raccontando non la sfida frontale al dolore, ma la ricerca di una possibile convivenza con esso.

Nel panorama della nuova musica italiana, Cronika si segnala cosi come un’uscita che prova a nominare con chiarezza un disagio diffuso, trasformandolo in forma artistica. Non una confessione privata chiusa in se stessa, ma una canzone che intercetta stanchezze condivise e le restituisce con voce, corpo e presenza.

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Jazzaltro 2026, tra Varese e Milano torna la rassegna che unisce jazz, world music e concerti nei parchi

🎷 Tra concerti all’alba, world music, swing e grandi nomi del jazz, JAZZaltro 2026 torna tra Varese e Milano con un’estate di musica dal vivo nei parchi e nelle piazze.
Si parte il 21 giugno a Fagnano Olona con Sonia Spinello e Ashti Abdo: leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇
#Jazzaltro #Varese #Milano #MusicaDalVivo

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Locandina JAZZaltro 2026

Redazione-  Milano si prepara ad accogliere una nuova edizione di JAZZaltro, la rassegna che dal 2010 porta musica dal vivo tra le province di Varese e Milano costruendo, anno dopo anno, un percorso riconoscibile nel panorama culturale lombardo. La diciassettesima edizione partirà il 21 giugno 2026 e proseguirà fino al 6 settembre con una decina di appuntamenti distribuiti tra parchi fluviali, cortili storici, piazze e spazi pubblici. Il cartellone conferma la vocazione del festival: mettere in dialogo jazz, swing, funky, world music e sonorità contemporanee, puntando su artisti affermati e musicisti in crescita, in contesti territoriali che danno all’ascolto un valore diverso da quello del tradizionale concerto in sala.

L’apertura è fissata all’alba, alle 6 del mattino, all’approdo Calipolis del Parco del Medio Olona, nel comune di Fagnano Olona, in provincia di Varese. Non è soltanto una scelta suggestiva, ma una cifra precisa della manifestazione, che fin dall’inizio ha lavorato sul rapporto tra musica e paesaggio. Ad aprire l’edizione 2026 saranno la vocalist Sonia Spinello e il polistrumentista di origine siriana Ashti Abdo, protagonisti del progetto Zimanê Sînoran, espressione che significa “linguaggio dei confini”. Un titolo che riassume bene l’identità di un live costruito sull’incontro tra jazz, world music, sonorità antiche e ricerca timbrica.

il concerto all’alba a Fagnano Olona apre il festival

L’evento inaugurale si svolgerà in uno dei luoghi più riconoscibili della Valle Olona, un’area che negli ultimi anni ha cercato di valorizzare spazi naturali e percorsi culturali anche attraverso iniziative diffuse. Il concerto all’alba si inserisce in questo contesto e punta a trasformare il risveglio del paesaggio in parte integrante dell’esperienza musicale. La voce di Sonia Spinello, insieme a strumenti come daf e kalimba, dialogherà con il mondo sonoro di Ashti Abdo, che porterà sul palco saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce.

Il risultato annunciato è un intreccio di tradizioni differenti, capace di tenere insieme dimensione spirituale, scrittura contemporanea e suoni legati a culture lontane. Subito dopo il concerto, per chi vorrà fermarsi, è prevista anche una sessione di Hatha Yoga del mattino curata da Claudia Berti. Gli organizzatori consigliano di portare tappetino, cuscino o coperta. A seguire, sarà possibile fare colazione al chiosco-bar della struttura. Un formato che unisce musica, benessere e fruizione lenta del territorio, rendendo l’appuntamento qualcosa di più di una semplice apertura di stagione.

un cartellone tra grandi nomi, ensemble internazionali e musicisti emergenti

Dopo il live inaugurale, JAZZaltro entrerà nel vivo con un programma che attraversa l’estate fino a settembre. Domenica 28 giugno a Olgiate Olona saliranno sul palco gli Sugarpie & The Candymen, formazione nota per il suo repertorio tra swing, jazz e riletture dal forte impatto dal vivo. Giovedì 2 luglio a Busto Arsizio arriveranno i Gaia Cuatro, gruppo molto apprezzato per la capacità di fondere America Latina, jazz e scrittura cameristica in una dimensione internazionale.

Il 5 luglio a San Giorgio su Legnano sarà la volta del Michele Fazio International Trio feat. Tomohiro Yahiro, mentre il 9 luglio Busto Arsizio ospiterà Vik & The Doctors of Jive, nome legato a una proposta che guarda allo swing e al rhythm and blues con un organico ricco e impostazione da grande palco. Dopo la pausa di metà estate, il festival riprenderà il 7 agosto a Legnano con il Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo, progetto che unisce jazz e scrittura orchestrale.

Nel finale di agosto troveranno spazio alcuni dei profili più interessanti della scena nazionale. Luca Falomi, con il suo Myricae Quartet, sarà a Legnano il 23 agosto; Francesco Schepisi Elevation Quartet suonerà a Castellanza il 29 agosto; il 30 agosto, ancora a Legnano, è previsto il live del TeBuCaSe Quartet con Max Tempia all’organo hammond. La chiusura è affidata a un nome di primo piano del pianismo italiano: Enrico Pieranunzi, atteso domenica 6 settembre a Olgiate Olona per un concerto piano solo alle 11, accompagnato da aperitivo.

la parola chiave del 2026 è “hope” e racconta il senso della rassegna

A firmare anche quest’anno la direzione artistica è Mario Caccia, ideatore del festival e patron di Abeat Records. Per l’edizione 2026 la parola guida scelta è Hope, speranza. Un termine che, nelle intenzioni degli organizzatori, non viene usato come slogan, ma come chiave per leggere il ruolo della musica in un tempo attraversato da divisioni sociali, culturali ed emotive. Il festival rivendica da sempre la capacità della musica di superare confini, creare relazioni e costruire comunità temporanee attorno all’ascolto condiviso.

Questa visione emerge anche dalla struttura stessa della rassegna. JAZZaltro non si concentra in un unico spazio, ma si distribuisce tra comuni diversi, tenendo insieme Varese e Milano in un dialogo territoriale che valorizza luoghi pubblici e reti locali. Cortili municipali, giardini museali, piazze e parchi fluviali diventano così parte del racconto, con eventi a ingresso libero e libera donazione, scelta che mantiene ampia l’accessibilità del festival e rafforza il legame con il pubblico.

In un’estate ricca di proposte musicali, la nuova edizione di JAZZaltro punta quindi su un’identità precisa: qualità artistica, varietà di linguaggi e attenzione ai luoghi. Non solo concerti, ma un percorso che mette insieme ascolto, paesaggio e comunità tra due province che da anni hanno trovato nella rassegna uno degli appuntamenti culturali più stabili della stagione.

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