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Spettacolo

L’Aquila si prepara a celebrare la danza d’autore con il ritorno di “Woman’s Art Now”

🎭 Il Teatro San Filippo si trasforma in un palcoscenico di riflessione e alta danza contemporanea per due serate uniche a L’Aquila. Non perdere l’occasione di assistere a Woman’s Art Now tra poesia, corpo e introspezione.

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#DanzaContemporanea #LAquila #CantieriDellImmaginario #WomansArtNow

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ph Paolo Porto - tapirulan

L’Aquila è pronta a diventare, ancora una volta, il fulcro della sperimentazione coreutica nazionale. La città, con il suo centro storico che si snoda tra i caratteri architettonici di Piazza Duomo e la spiritualità dell’area del Teatro San Filippo, si prepara ad accogliere due appuntamenti di alto profilo dedicati alla creatività femminile nella danza contemporanea. Il 9 e il 10 luglio 2026, a partire dalle ore 19.00, il rinomato palcoscenico del Teatro San Filippo ospiterà la rassegna Woman’s Art Now, un progetto ideato e curato da Francesca La Cava nell’ambito del cartellone del festival I Cantieri dell’Immaginario. Questo evento si propone come uno spazio di osservazione critica dedicato ad alcune tra le più significative protagoniste della scena coreografica italiana, artiste che negli ultimi decenni hanno saputo ridefinire i confini del linguaggio del corpo, sviluppando estetiche inedite e nuove modalità di interagire con il pubblico.

La danza come specchio del tempo e della memoria

Le due serate aquilane riuniranno quattro opere firmate da coreografe unite da una profonda tensione poetica. Gli spettacoli mettono al centro temi come il tempo, la memoria, l’identità, l’amore e la resistenza. Il 9 luglio, la rassegna sarà inaugurata da Tapirulan, creazione firmata da Sara Lourenço con la drammaturgia di Anouscka Brodacz e l’interpretazione di Francesca La Cava. Il lavoro ruota attorno all’immagine del tapis roulant, utilizzato come dispositivo simbolico: il nastro, in costante movimento, diventa metafora dell’esistenza umana. Il percorso narrato attraversa le diverse stagioni della vita, dall’infanzia alla maturità, interrogandosi sul significato della costruzione della propria identità. La scrittura scenica punta a tradurre in movimento tutto ciò che solitamente sfugge alla parola scritta, affidando al corpo il compito di rendere tangibile il cambiamento.

A seguire, la serata del 9 luglio vedrà esibirsi Emma Cianchi con Walking on the Wild Side. L’opera si interroga sui processi di omologazione sociale, mettendo in guardia rispetto a quelle dinamiche che tendono ad annullare le differenze individuali. Figure vestite di nero si muovono come un unico organismo collettivo, scandendo il tempo con gesti ripetitivi, quasi meccanici. La coreografia costruisce un ambiente sospeso tra il buio dell’assuefazione e la luce dell’autodeterminazione, spingendo lo spettatore a riflettere sul valore della libertà e sulla necessità di preservare la propria unicità all’interno di un sistema che richiede conformismo.

Leggerezza e trasformazione tra Chagall e Ravel

Il secondo capitolo di questa rassegna, fissato per il 10 luglio, si aprirà con La passeggiata, coreografia di Laura Corradi ispirata al celebre dipinto di Marc Chagall. L’opera trae origine da una delle immagini più note dell’arte del Novecento: gli amanti sospesi nel cielo. In un momento storico, quello del primo conflitto mondiale e della rivoluzione russa, segnato da violenza e incertezza, Chagall scelse di rappresentare l’amore come forza capace di superare i limiti terreni. La danza traduce questa visione in una partitura luminosa, che richiama da vicino le riflessioni sulla leggerezza tipiche della produzione letteraria di Italo Calvino, offrendo al pubblico una prospettiva differente sulla realtà.

La rassegna si chiuderà con Rave.L, un lavoro firmato da Virginia Spallarossa con la regia di Gilles Toutevoix. La creazione mette in dialogo l’universo musicale e armonico di Maurice Ravel con una ricerca performativa orientata agli stati di coscienza alterati. Il titolo, che gioca sull’assonanza tra il compositore francese e la cultura rave, descrive un viaggio fisico e mentale in cui si alternano volo e caduta, lucidità e smarrimento. L’opera indaga quello stato definito dalle neuroscienze come flow, un momento di concentrazione profonda in cui il corpo agisce con massima consapevolezza, diventando uno strumento di pura energia.

Con Woman’s Art Now, il festival I Cantieri dell’Immaginario conferma la propria attitudine ad agire come motore culturale per il capoluogo abruzzese. Il teatro abruzzese si apre così a uno sguardo plurale sulla creazione coreografica contemporanea, capace di attraversare le urgenze del presente con una consapevolezza che parla direttamente allo spettatore. La scelta di ospitare tali performance in un luogo di valore storico come il Teatro San Filippo sottolinea la volontà di mantenere vivo il legame tra memoria urbana e innovazione artistica, rendendo L’Aquila un polo di riferimento per la danza d’autore italiana.

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Spettacolo

Subiaco, al via il premio cinematografico nazionale Gina Lollobrigida: tra i premiati della serata Enrico Vanzina

🚨 GRANDE CINEMA A SUBIACO! Domenica 12 luglio alle 18:00, il Teatro Narzio ospita il Premio Nazionale “Gina Lollobrigida”. Tra i super ospiti premiati il regista Enrico Vanzina e le campionesse Francesca e Giulia Lollobrigida. Sul palco anche la New Music Academy e i giovani talenti locali. Ingresso gratuito con prenotazione 👇#subiaco #ginalollobrigida #enricovanzina #premiolollobrigida #cinemitaliano #lavoripubblici #cronacalocale #pagineutili

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LOCANDINA PREMIO GINA LOLLOBRIGIDA 2026

La seconda edizione dell’evento estivo al teatro cinema narzio tra arte musica ed eccellenze dello sport

Subiaco – Un appuntamento istituzionale di altissimo prestigio culturale e una fitta serie di celebrazioni destinate a rendere omaggio alle più grandi icone dell’arte e dello spettacolo si apprestano ad accendere i riflettori sulla stagione estiva della Valle dell’Aniene. Domenica dodici luglio duemila ventisei, a partire dalle ore diciotto, la storica e frequentata cornice del Teatro Cinema Narzio ospiterà formalmente la seconda attesissima edizione del Premio Cinematografico Nazionale intitolato a Gina Lollobrigida. La manifestazione nasce con l’intento primario di onorare la memoria e l’immenso patrimonio artistico lasciato dall’indimenticabile attrice italiana, considerata un simbolo intramontabile della cinematografia internazionale, celebrando al tempo stesso le eccellenze culturali, artistiche e sportive che portano alto il nome dell’Italia nel mondo.
L’evento, promosso con vigore e determinazione in una cittadina profondamente legata alle radici storiche e alla biografia personale di Gina Lollobrigida, si conferma come un contenitore culturale di rilievo e una straordinaria occasione per la valorizzazione del territorio laziale. La serata si propone di unire le istituzioni pubbliche, le associazioni di categoria, i grandi artisti del panorama nazionale e la cittadinanza all’insegna dell’emozione e della condivisione collettiva, delineando un percorso che unisce la memoria del grande cinema del passato con le nuove tendenze espressive del presente e del futuro dell’industria dello spettacolo.

I riconoscimenti alla famiglia Lollobrigida e l’esibizione dal vivo della New Music Academy

Il parterre dei protagonisti e dei premiati scelti per l’edizione di quest’anno riflette l’alto valore scientifico e culturale della kermesse cinematografica di Subiaco. Tra le personalità di spicco che saliranno sul palco del Teatro Cinema Narzio per ricevere il prestigioso riconoscimento figura il celebre regista e sceneggiatore Enrico Vanzina, un autentico pilastro della commedia e della cinematografia italiana contemporanea, capace di raccontare per decenni i mutamenti e i costumi della nostra società attraverso la macchina da presa. Accanto alle icone del grande schermo, il premio assegnerà un valore speciale alle eccellenze dello sport internazionale, celebrando la campionessa olimpica Francesca Lollobrigida e la campionessa mondiale Giulia Lollobrigida, testimoni illustri di un percorso atletico di altissimo livello che continua a dare lustro al nome di una famiglia storicamente legata alle vicende culturali del Paese.
Ad arricchire ulteriormente il fitto programma della manifestazione estiva sarà la partecipazione straordinaria dei musicisti e degli insegnanti della New Music Academy. L’associazione culturale offrirà al pubblico in sala un momento di grandissima intensità artistica attraverso un’esibizione musicale dal vivo, appositamente studiata per creare un dialogo suggestivo e avvincente tra le melodie strumentali e le immagini più famose del cinema d’autore. Questo connubio perfetto permetterà di amplificare la carica emotiva dei filmati d’archivio proiettati sullo schermo, regalando agli spettatori un’esperienza sensoriale completa e di grande impatto culturale.

La valorizzazione dei giovani cantanti locali e le info per le prenotazioni obbligatorie

Una parte fondamentale del Premio Cinematografico Nazionale sarà interamente dedicata alla scoperta e alla valorizzazione dei giovani talenti emergenti nati e cresciuti sul territorio. Sul palco di Subiaco salirà infatti la giovane e promettente cantante Lisa Appodia, la quale presenterà un brano del proprio repertorio artistico dopo essere stata preparata con cura dalla nota vocal coach Francesca Incitti. Questo momento testimonia in modo concreto la volontà degli organizzatori di trasformare il premio in uno spazio qualificato di espressione e di lancio per le nuove generazioni, offrendo loro una vetrina di portata nazionale. La serata vedrà inoltre il gradito ritorno sul palco del maestro Mauro De Paulis, la cui autorevole presenza tecnica rappresenta un ulteriore valore aggiunto che consolida il legame profondo tra l’eccellenza artistica e l’identità territoriale della Valle dell’Aniene.
L’ingresso per assistere alla cerimonia di premiazione e a tutti i momenti di spettacolo all’interno del Teatro Cinema Narzio sarà completamente gratuito per i cittadini e per i numerosi turisti che affollano il borgo nel fine settimana, ma gli organizzatori ricordano che la prenotazione dei posti in sala risulta strettamente obbligatoria per ragioni di sicurezza pubblica e capienza della struttura. Per assicurarsi un biglietto d’accesso sarà necessario inviare una richiesta formale tramite posta elettronica all’indirizzo email istituzionale del comitato organizzatore. La redazione del giornale seguirà lo svolgimento dell’evento in tempo reale, fornendo gallerie fotografiche e interviste esclusive con i registi e le campionesse premiate nel corso della kermesse.

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Spettacolo

“Cantautorap” è il nuovo singolo di Digaonthemic che sfida le etichette musicali

🎤 Digaonthemic torna sulla scena con il singolo “Cantautorap”, un brano che rompe gli schemi tra hip hop, pop e cantautorato. Un viaggio tra le colline venete e il cinema di Oderzo in una canzone che celebra la libertà espressiva.

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#Digaonthemic #Cantautorap #MusicaItaliana #Oderzo

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Redazione-  Oderzo, città veneta celebre per le sue stratificazioni storiche che vanno dall’epoca romana fino al fervore culturale contemporaneo, diventa il palcoscenico naturale dell’ultima scommessa artistica di Digaonthemic. Da venerdì 3 luglio 2026, l’artista trevigiano ha ufficialmente lanciato in radio e su tutte le principali piattaforme di streaming digitale il brano intitolato “Cantautorap”. Il pezzo funge da apripista per l’album omonimo, la cui pubblicazione è fissata per il prossimo 10 luglio, segnando un punto di svolta nel percorso di un musicista che ha fatto della libertà espressiva il proprio marchio di fabbrica.

Il superamento degli schemi tra pop e hip hop

Il brano nasce da una riflessione profonda sul bisogno umano e artistico di appartenenza. Digaonthemic analizza nel testo quella fase di transizione in cui un interprete smette di cercare un genere di riferimento per abbracciare la propria identità. Il ritornello, cuore pulsante della composizione, recita: «troppo pop per il rap, troppo hip hop per la trap, troppo rap per il rock, troppo soul per il punk». Queste parole non descrivono una crisi d’identità, ma dichiarano l’indipendenza da ogni categoria precostituita. Il singolo è il risultato di un incontro felice con Mari Sugli Alberi, il trio composto da Matteo Corazza, Giovanni Rigoni e Federico Celia. La collaborazione tra l’artista e la band non si è limitata alla sola esecuzione tecnica, ma si è trasformata in un intreccio di influenze che spaziano dal cantautorato classico alla musica reggae, passando per il rock. Il processo di mix e mastering è stato affidato a Luca Liessi, noto nell’ambiente con lo pseudonimo di James Cella, mentre l’estetica visiva del progetto è stata curata da Jonny Mancin, in arte Jeft.

La cornice veneta nel videoclip ufficiale

Per tradurre in immagini questo concetto di contaminazione, Digaonthemic ha scelto luoghi simbolo della sua quotidianità. Il videoclip di “Cantautorap” trasporta lo spettatore tra le poltrone storiche del Cinema Turroni di Oderzo e i filari geometrici che caratterizzano la campagna veneta circostante, in provincia di Treviso. La narrazione visiva ruota attorno a un incontro tra generazioni apparentemente distanti: i musicisti si esibiscono davanti alla compagnia di danza Ballando sull’Onda, formata da ballerini over settanta.

La regia, curata dallo stesso Digaonthemic – al secolo Andrea Digati – insieme alle riprese di Luca Liessi e Leandro Schizzi, cattura una trasformazione sociale. Ciò che inizia come un’esibizione frontale si scioglie in una partecipazione corale, culminando in una grande tavolata all’aperto tra i vigneti, dove il vino, la cucina locale e la musica diventano collante di relazioni umane. Le inquadrature aeree sottolineano la bellezza del territorio veneto, elevando il senso di libertà che permea l’intero brano. Si tratta di una visione che riflette il percorso dell’artista: una vita dedicata alla musica iniziata già a quindici anni, nutrita da vent’anni di scrittura, ricerca sonora e pubblicazioni che vanno dai tempi dei The Fox fino alla maturità del progetto solista.

Un percorso artistico lontano dalle mode

Digaonthemic non è nuovo a esperimenti di questo tipo. La sua carriera, che vanta la pubblicazione di quattro album con la precedente band e brani solisti come “Darling”, “Rafiki” e “Maracujá”, è sempre stata guidata dalla necessità di non piegarsi alle correnti commerciali. Per chi segue la scena musicale della Marca Trevigiana, il nome di questo artista è sinonimo di una continua evoluzione. Il suo approccio alla scrittura fonde la velocità metrica del rap con la densità emotiva del cantautorato italiano profondo.

Oggi, l’artista si presenta al pubblico con la convinzione che la musica non debba essere un esercizio di stile, ma un racconto coerente di un’esistenza. In un’epoca dominata dagli algoritmi che impongono la categorizzazione dei brani in playlist basate sui generi, “Cantautorap” si pone come un manifesto di resistenza. Non è solo il lancio di un disco, ma una dichiarazione d’intenti che sposta l’asse dell’attenzione dal genere musicale al contenuto, celebrando la contaminazione come l’unica strada percorribile per chi desidera una carriera autentica e duratura nel panorama discografico odierno.

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Il ritorno degli U-Man con il nuovo singolo “We Were Young”

🎶 Gli U-Man tornano con “We Were Young”, un inno nostalgico alla crescita e al coraggio di ricominciare. Scopri la storia di una band che ha saputo trasformare i sogni di giovinezza in consapevolezza adulta.

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Roma – Il panorama musicale italiano si arricchisce di un capitolo che sa di riscatto e amicizia autentica. La Capitale, con i suoi storici studi di registrazione che hanno visto passare generazioni di artisti tra via del Corso e le zone più periferiche, fa da sfondo ideale al nuovo progetto degli U-Man. A partire da venerdì 3 luglio 2026, sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le principali piattaforme di streaming il brano intitolato “We Were Young”, edito per l’etichetta Red&Blue Music Relations e distribuito da ADA Music Italy. Il pezzo segna una tappa fondamentale per il quintetto, consolidando il loro rientro sulle scene dopo una pausa durata oltre un decennio.

Il significato dietro il nuovo brano

La canzone si configura come una narrazione sincera del passaggio delicato dalla giovinezza all’età adulta. Il brano non si limita a fotografare il tempo che passa, ma scava nel profondo del vissuto personale, analizzando come le ambizioni adolescenziali si trasformino in una stabilità più consapevole. La riflessione tocca corde emotive universali: il peso dei sogni di un tempo che, invecchiando, lasciano spazio agli affetti reali, ai legami consolidati e alla libertà di essere finalmente sé stessi. Il cuore pulsante del testo è racchiuso nel ritornello, il quale descrive la giovinezza non come un momento da rimpiangere, ma come un tempo prezioso da custodire con gratitudine. Gli U-Man scelgono la strada dell’onestà intellettuale, ammettendo che, sebbene le priorità siano mutate radicalmente rispetto ai giorni in cui si riunivano nelle prime sale prove, l’entusiasmo di scrivere musica rimane immutato, anzi, risulta rafforzato dalla maturità acquisita.

Un videoclip tra memoria e presente

Per accompagnare l’uscita del singolo, è stato realizzato un videoclip firmato da Visionary Lab. Le riprese si distinguono per un’estetica ricercata, basata sull’uso del bianco e nero, scelta che conferisce alla narrazione un tono sospeso, quasi onirico. L’ambientazione, volutamente minimalista, funge da palcoscenico per una performance carica di energia, intervallata da sequenze simboliche. In particolar modo, il montaggio alterna il canto della band alla distruzione di oggetti quotidiani che si frantumano. Questa metafora visiva rappresenta la frammentazione delle aspettative giovanili, lasciando intendere che crescere significhi accettare la fine di alcune illusioni per accogliere una nuova prospettiva di vita. Ogni frammento che svanisce nello spazio scenico simboleggia un pezzo del passato che viene lasciato alle spalle, non per dimenticare, ma per permettere una crescita evolutiva necessaria.

La storia di un gruppo ritrovato

La parabola degli U-Man è simile a quella di molti giovani che, partiti dalla provincia italiana, hanno dovuto confrontarsi con le dure leggi del mercato del lavoro e le distanze geografiche. Composta da Jacopo Di Giuseppe alla voce, Luca Fareri alla batteria, Sebastian Marino alle tastiere, Alessandro Borgo Caratti alla chitarra e Fabio Penna al basso, la band nasce quindici anni fa da una profonda amicizia giovanile. Dopo una prima fase promettente, le vite dei cinque componenti si sono diramate, portandoli verso città diverse e carriere distanti dalla musica. Le demo registrate in quegli anni di spensieratezza sono rimaste chiuse in un cassetto fino a circa dodici mesi fa, quando il destino ha riportato il gruppo a riunirsi.

Il ritorno in sala prove, alimentato dalla stessa intesa di un tempo, si è rivelato la scintilla necessaria per riprendere un filo che sembrava interrotto. Oggi gli U-Man non si propongono come semplici nostalgici, ma come professionisti che hanno scelto di rimettersi in gioco con consapevolezza. La loro missione editoriale è chiara: dare voce a brani che sono rimasti sospesi per troppo tempo, coniugando l’energia rock che li ha formati con una visione del mondo più matura. Il loro percorso dimostra come la musica possa fungere da collante sociale, capace di superare i cambiamenti imposti dal tempo e le trasformazioni personali. Con questo nuovo lavoro, prodotto con estrema cura editoriale, la band intende parlare a chiunque abbia vissuto la transizione verso la maturità, celebrando la capacità di sognare ancora, indipendentemente dalle tappe raggiunte.

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