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Cronaca

Capistrello, lupi assaltano fattoria didattica: strage di pecore

Un branco di lupi assalta il gregge della fattoria didattica Casale Tascone a Capistrello: strage di pecore e ferito un pastore abruzzese. 🚨 🐺

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Lupi

Capistrello – C’è un legame profondo, antico e rispettoso che unisce gli allevatori della Marsica alla natura e alle montagne che circondano i loro pascoli. Un equilibrio che, tuttavia, nelle ultime ore è stato spezzato da un evento drammatico e doloroso, capace di colpire al cuore una delle realtà agricole più amate e stimate del territorio. Intorno alle ore 18:30 di giovedì sera, un branco di lupi ha sferrato un vero e proprio assalto contro il gregge dell’azienda agricola e fattoria didattica “Casale Tascone”, in località Valle Fredda, nel comune di Capistrello. Il bilancio dell’incursione è straziante: una ventina di pecore sono rimaste uccise, diverse altre sono rimaste gravemente ferite e molti capi mancano ancora all’appello, dispersi nei boschi circostanti a causa del terrore. Per la famiglia di allevatori, che da anni cura quegli animali con dedizione quotidiana, si tratta di una ferita profonda che va ben oltre il grave danno economico, toccando i sentimenti più intimi di chi vive del proprio lavoro a contatto con la terra.

Il racconto di Leonarda Luciani e la difesa disperata dei cani pastore

L’aggressione si è consumata in pochi istanti, proprio mentre gli allevatori stavano raccogliendo gli animali per riportarli al sicuro all’interno delle stalle dopo il pascolo diurno. Leonarda Luciani, titolare della struttura, ha assistito impotente alla scena insieme ai suoi collaboratori, impossibilitata a intervenire per via della rapidità e della ferocia dell’assalto. I pastori dell’azienda hanno notato almeno due lupi mentre si scagliavano contro il gregge, provocando il fuggi fuggi generale degli ovini terrorizzati. In difesa delle pecore sono intervenuti immediatamente i cani da pastore abruzzesi dell’azienda, guardiani storici e fedeli delle greggi. Nel tentativo disperato di proteggere gli animali e respingere i predatori, un giovane esemplare maschio di pastore abruzzese è rimasto ferito in modo serio durante l’inseguimento, mentre una femmina è scomparsa nel nulla e non è stata ancora ritrovata, lasciando la famiglia nell’angoscia per la sua sorte.

La scoperta delle carcasse e il sopralluogo dei veterinari della Asl

Una volta terminato l’assalto, gli allevatori hanno perlustrato palmo a palmo il territorio montano di Valle Fredda, trovandosi davanti a uno scenario desolante: venti carcasse di pecore giacevano senza vita tra i cespugli, mentre quattro esemplari sono stati recuperati con ferite gravissime. Sul posto sono intervenuti d’urgenza i medici veterinari della Asl competenti per il territorio, i quali hanno effettuato i rilievi di legge e certificato ufficialmente i decessi degli animali per l’avvio delle pratiche di indennizzo. Successivamente, l’azienda ha dovuto incaricare una ditta specializzata per provvedere allo smaltimento sanitario delle spoglie, mentre per i capi ancora smarriti tra le rocce sarà necessario presentare una formale denuncia di smarrimento alle autorità, sperando che una parte del gregge possa essere recuperata sana e salva nelle prossime ore.

La storia di Casale Tascone: dall’allevamento alla fattoria didattica

La notizia della strage si è diffusa rapidamente nella provincia dell’Aquila anche grazie alle immagini diffuse sui canali social dell’azienda, raccogliendo centinaia di messaggi di vicinanza e solidarietà da parte dei cittadini e delle comunità della zona. Fondato nel 1997 tra i boschi incontaminati di Valle Fredda e la pianura dei Piani Palentini, il “Casale Tascone” rappresenta una realtà storica e consolidata nel settore dell’allevamento ovino e caprino e nella produzione artigianale di formaggi tradizionali. Nel corso degli anni, l’azienda ha saputo evolversi con coraggio, ampliando il proprio impegno sociale attraverso l’allestimento di una fattoria didattica. Questo progetto permette ai bambini e alle scolaresche di vivere un viaggio alla scoperta delle origini del cibo, conoscendo da vicino il percorso che porta dal latte alla forma di formaggio, sperimentando l’educazione all’aria aperta e il rispetto per la natura.

La pedagogia del bosco e il premio della Fondazione Edoardo Garrone

Il valore pedagogico ed educativo di questa esperienza, interamente basata sui principi dell’educazione outdoor e sull’insegnamento nei boschi, aveva ottenuto un prestigioso riconoscimento ufficiale nel 2023. Il progetto guidato da Leonarda Luciani, giovane imprenditrice di 28 anni di Capistrello, aveva infatti conquistato una menzione speciale nell’ambito dell’edizione del Campus ReStartApp, promosso e realizzato dalla Fondazione Edoardo Garrone per sostenere le migliori idee imprenditoriali dei giovani dell’Appennino italiano. Questa valorizzazione del contesto rurale come aula didattica per l’infanzia dimostra l’eccellenza e l’intelligenza di un’attività che oggi si trova duramente colpita dall’emergenza predatori, mettendo in luce le difficoltà quotidiane di chi sceglie di fare impresa e restare fedele alle proprie radici montane.

La convivenza con i predatori e la richiesta di tutele per il mondo contadino

In ultima analisi, il grave assalto subito da Casale Tascone riapre una seria discussione tra le associazioni di categoria, gli amministratori locali e i parchi sulla complessa gestione e convivenza tra la fauna selvatica protetta e le attività della pastorizia tradizionale. Se la presenza del lupo rappresenta un fattore importante per la biodiversità delle nostre montagne, la sopravvivenza dei piccoli allevatori di provincia non può essere messa a rischio dall’assenza di strumenti di difesa efficaci o da risarcimenti burocratici lenti e inadeguati. Sostenere il lavoro di chi vive nei campi significa garantire la sicurezza delle famiglie e la tenuta stessa dei borghi storici contro lo spopolamento. Solo attraverso una reale cooperazione tra la Regione, i servizi veterinari e il mondo agricolo sarà possibile proteggere il nostro capitale naturale, assicurando un domani sicuro e sereno alle future generazioni di contadini d’Abruzzo.

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Arrestato un uomo afghano di 26 anni in Grecia dopo il ritrovamento del corpo di una donna scozzese in una valigia

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Donna scozzese ritrovata

Redazione- La polizia greca ha annunciato l’arresto di un uomo afghano di 26 anni in relazione al ritrovamento del corpo di una donna scozzese all’interno di una valigia, trovata in un edificio abbandonato ad Atene.

Secondo le autorità greche, l’uomo è stato arrestato giovedì 29 luglio e durante gli interrogatori avrebbe ammesso di aver contribuito al trasferimento del corpo nell’edificio abbandonato. È accusato di omicidio, furto e violazione delle leggi sul possesso di armi.

La vittima è stata identificata come Elizabeth Jane Ross, 38 anni, originaria della Scozia. Il suo corpo è stato trovato il 18 luglio, circa due settimane dopo la sua scomparsa, all’interno di una valigia in un edificio abbandonato nel quartiere di Kypseli, ad Atene.

Secondo i media britannici, le immagini delle telecamere di sorveglianza e la collaborazione tra la polizia greca, la National Crime Agency (NCA) britannica e la polizia scozzese hanno contribuito all’identificazione del sospettato.

La polizia di Atene sostiene che i filmati mostrino l’uomo mentre trasporta la valigia contenente il corpo fino all’edificio abbandonato. Gli investigatori hanno inoltre rilevato che, dopo la morte della donna, alcune carte bancarie della vittima sarebbero state utilizzate per prelevare denaro ad Atene.

Durante l’interrogatorio, il sospettato avrebbe dichiarato di aver trovato Elizabeth Jane Ross già morta, di aver preso soltanto la sua carta bancaria e di aver spostato il corpo. Gli investigatori, tuttavia, non hanno confermato questa versione e le indagini sono ancora in corso.

Elizabeth Jane Ross, conosciuta dagli amici come “Lisa”, era arrivata in Grecia da Edimburgo nel mese di giugno. Lavorava come volontaria per un’organizzazione benefica che offriva assistenza sanitaria e aiuti ai rifugiati e alle persone in difficoltà.

Gli amici hanno raccontato che, prima della sua scomparsa, Lisa era in contatto con persone senza fissa dimora ad Atene e cercava di aiutarle.

La causa esatta della morte non è stata ancora stabilita ufficialmente. Secondo fonti investigative, viene presa in considerazione anche l’ipotesi dello strangolamento.

La polizia greca ha dichiarato che le indagini continuano per chiarire tutti i dettagli del caso e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

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Carsoli – Blitz dei carabinieri, in arresto padre e figlio trovati con oltre un kg di stupefacenti

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Volante Carabinieri

Carsoli-  Un Blitz dei Carabinieri di Carsoli, quello avvenuto all’alba di questa mattina. I militari hanno circondato un abitazione, ed intervenendo al loro interno hanno tratto in arresto Padre e figlio minorenne, perchè in possesso di oltre un kg di hashish, già suddiviso in panetti e, secondo gli investigatori, pronto per essere immesso sul mercato dello spaccio.Durante la perquisizione, i militari hanno rinvenuto anche bilancini di precisione e altro materiale ritenuto utile al confezionamento e alla distribuzione della sostanza stupefacente. Il padre,  è stato portato alla casa circondariale San Nicola di Avezzano, mentre il figlio è agli arresti domiciliari.

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Tragedia nella notte a Moricone: Antonella Sgreccia muore a 44 anni

Tragico incidente nella notte a Moricone: perde la vita la quarantaquattrenne Antonella Sgreccia dopo uno schianto contro un muro di cinta. 🚨 🕊️

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Tragedia nella notte a Moricone: Antonella Sgreccia muore a 44 anni

Moricone – Nel drammatico perimetro delle emergenze legate alla sicurezza stradale e alla prevenzione degli incidenti notturni lungo le arterie di collegamento della provincia di Roma, la comunità locale si trova nuovamente a piangere la perdita di una giovane vita. Nelle ore scorse, precisamente intorno all’una della notte, un tragico sinistro stradale ha spezzato l’esistenza di Antonella Sgreccia, una donna di 44 anni stimata e conosciuta da tutti nel circondario per il suo lavoro di collaboratrice presso un’attività commerciale del paese. L’evento ha scosso profondamente i residenti del piccolo borgo sabino, riaprendo una riflessione dolorosa sulle fragilità dei collegamenti viari e sull’impatto psicologico che tali drammi improvvisi generano nel tessuto connettivo delle nostre cittadine di provincia.

La dinamica dell’impatto e il violento scontro in viale Roma

I primi rilievi condotti dalle forze dell’ordine hanno permesso di perimetrare la dinamica del tragico schianto, consumatosi lungo viale Roma, la strada che collega l’abitato di Moricone al vicino comune di Palombara Sabina, centro all’interno del quale la quarantaquattrenne risiedeva stabilmente con la propria famiglia. Antonella Sgreccia si trovava alla guida di un’utilitaria, una Smart Fortwo, e stava percorrendo un tratto rettilineo che precede una curva ad ampio raggio. Per cause che sono tuttora in corso di rigoroso accertamento da parte degli inquirenti, la conducente ha improvvisamente perso il controllo del veicolo: la vettura ha sbandato paurosamente verso il margine della carreggiata, travolgendo un lampione dell’illuminazione pubblica e terminando la sua corsa con un impatto devastante contro il muro di cinta in cemento di un’abitazione privata.

L’intervento dei soccorritori e il monitoraggio dei manti stradali

La centrale operativa del servizio di emergenza sanitaria ha inviato sul posto i sanitari del 118 con un’autoambulanza e un’automedica, ma la gravità delle ferite riportate dalla donna nello scontro frontale ha reso vano ogni tentativo di rianimazione sul campo, costringendo i medici a dichiarare il decesso. Sul luogo del sinistro sono intervenute d’urgenza le squadre dei Vigili del Fuoco per estrarre il corpo dalle lamiere accartocciate del mezzo e mettere in sicurezza l’area dai rischi di incendio dovuti alla perdita di carburante. I carabinieri della stazione locale hanno eseguito i rilievi metrici e fotografici necessari a verificare lo stato del manto stradale, l’efficienza dei sistemi frenanti e l’assenza di tracce di frenata sul suolo, transennando il quadrante per consentire il ripristino della viabilità h24.

Il dolore della comunità di Palombara Sabina e il ricordo degli amici

La notizia della prematura scomparsa di Antonella Sgreccia si è diffusa rapidamente nelle prime ore del mattino sia a Moricone sia a Palombara Sabina, lasciando incredule e affrante le tantissime persone che ne apprezzavano quotidianamente la gentilezza, la solarità e la straordinaria dedizione al lavoro. Le piattaforme dei social network e i canali di X si sono riempiti in pochi minuti di messaggi di cordoglio e di vicinanza affettuosa rivolti alla famiglia della vittima, deostruendo la freddezza della cronaca per dare spazio al calore dei ricordi condivisi. Molti cittadini hanno voluto sottolineare l’ingiustizia di una morte così improvvisa, che colpisce una lavoratrice esemplare di ritorno a casa al termine della sua giornata, trasformando il dolore individuale in un lutto corale per l’intero comprensorio montano.

La prevenzione della sinistrosità notturna e le misure di sicurezza

In ultima analisi, il gravissimo incidente stradale di viale Roma riaccende la discussione amministrativa sulla necessità di incrementare le risorse finanziarie destinate al potenziamento dell’illuminazione pubblica e all’installazione di moderni dispositivi di rallentamento ottico e barriere di protezione flessibili lungo le curve più pericolose delle strade provinciali. Chi governa i territori ha il dovere civile di programmare investimenti stabili per la manutenzione delle infrastrutture e per il monitoraggio preventivo della viabilità, offrendo ai tecnici e agli esperti della sicurezza stradale gli strumenti necessari a prevenire le tragedie. La cooperazione trasparente tra le amministrazioni comunali, le forze dell’ordine e i cittadini onesti rimane l’unica via per garantire l’incolumità pubblica, assicurando alle future generazioni una rete viaria sicura, efficiente e rispettosa del valore sacro della vita umana.

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