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Attualità

L’urlo silenzioso delle famiglie italiane: emergenza salute mentale, le richieste d’aiuto sono quadruplicate

I numeri spaventosi della salute mentale in Italia: telefonate d’aiuto quadruplicate. E a crollare ora sono i genitori, abbandonati dallo Stato e distrutti dalla fatica di assistere figli in crisi. Un’emergenza sociale di cui nessuno parla! 🧠 💔

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Depressione

Roma – C’è un grido d’aiuto silenzioso, disperato e costante che si alza ogni singolo giorno dalle case di migliaia di famiglie italiane. È un urlo che non fa quasi mai rumore sui grandi mezzi di comunicazione e che non scende in piazza a protestare, ma che si consuma spietatamente nel buio delle stanze chiuse e nel logorìo psicologico quotidiano. Stiamo parlando dell’emergenza strisciante legata alla salute mentale, un tema delicatissimo che per troppi decenni è stato trattato come uno scomodo tabù da nascondere sotto il tappeto. Oggi, complice l’onda lunga dell’isolamento pandemico e delle recenti crisi sociali ed economiche, questo malessere è esploso in tutta la sua drammaticità, trasformandosi in una vera e propria emergenza sanitaria di proporzioni nazionali.

I numeri del crollo psicologico: l’epidemia invisibile dell’Italia intera

A scattare una fotografia agghiacciante di questa sofferenza, che partendo dai dati del Lazio si estende ormai a macchia d’olio in tutta la Penisola, è il recentissimo bilancio del Soss, il servizio telefonico di supporto e orientamento sociale offerto gratuitamente dalla benemerita Fondazione don Luigi Di Liegro. Le statistiche rilasciate parlano fin troppo chiaro e fanno letteralmente tremare i polsi: in un solo anno, le richieste di aiuto sono quadruplicate. Ma a colpire profondamente l’opinione pubblica non è solo il volume impressionante delle chiamate giunte ai centralini, quanto l’identikit di chi le effettua. Ben il 60% delle richieste, infatti, non arriva direttamente da chi soffre del disagio psichico, ma dai suoi familiari più stretti, quasi sempre genitori ormai stremati. Inoltre, l’età media delle persone per cui si chiede disperatamente supporto è di 38 anni: la fotografia esatta e impietosa di una generazione adulta schiacciata dall’incertezza del futuro, dalla precarietà lavorativa e da un profondo, radicato senso di inadeguatezza sociale.

L’angoscia insopportabile dei genitori: quando chi cura ha bisogno di aiuto

Il dato forse più allarmante e doloroso di questo report riguarda però la figura del cosiddetto “caregiver”, ovvero il genitore, il partner o il parente che si prende cura quotidianamente del malato. All’inizio dell’anno scorso, le richieste di supporto psicologico rivolte ai genitori stessi per superare lo stress rappresentavano circa l’8% del totale. Oggi, solo analizzando il primo semestre dell’anno in corso, questa percentuale è schizzata a un drammatico 35%. Cosa significa questo numero? Significa che affrontare il mostro della malattia mentale tra le quattro mura domestiche è un fardello emotivamente così pesante e logorante che padri e madri finiscono inevitabilmente per crollare, arrivando a chiedere aiuto clinico anche per se stessi. Mantenere in equilibrio la barca di una famiglia quando un figlio sprofonda nel buio della depressione, dell’ansia cronica o degli attacchi di panico richiede un’energia sovrumana, un’energia che spesso si esaurisce lasciando i familiari in uno stato di disperazione e totale isolamento dal resto del mondo.

Il grave vuoto delle istituzioni e le liste d’attesa della sanità pubblica

Se fondazioni benefiche e associazioni del Terzo Settore registrano un boom di chiamate di questa immensa portata, è inevitabilmente a causa dell’enorme vuoto lasciato dalle istituzioni statali e dal Servizio Sanitario Nazionale. Rivolgersi al sistema pubblico per ottenere percorsi di riabilitazione o un ciclo di sedute psicologiche gratuite significa, nella stragrande maggioranza delle ASL italiane, doversi scontrare con liste d’attesa semplicemente infinite. In un ambito fragile e delicato come quello della salute mentale, dove il tempismo dell’intervento clinico può fare la differenza tra la vita e il gesto estremo, dover aspettare sei mesi per un consulto pubblico è un’attesa quasi criminale. Le famiglie italiane, peraltro già duramente provate dal carovita, sono così ingiustamente costrette a sobbarcarsi i costi proibitivi delle lunghe terapie private, oppure, nei drammatici casi di povertà, a rinunciare del tutto alle cure, rassegnandosi a gestire da sole crisi violente, isolamento sociale e gravi disturbi comportamentali.

Curare la famiglia per curare l’individuo: il potere dei gruppi di mutuo aiuto

Come giustamente e costantemente sottolineato dagli esperti della Fondazione Di Liegro, il paradigma della cura deve necessariamente evolversi a livello nazionale. Investire seriamente nella salute mentale non può più significare soltanto somministrare potenti psicofarmaci o focalizzarsi unicamente sulla singola persona che manifesta il disagio acuto. Bisogna abbracciare e curare l’intero nucleo familiare. Attività come gli sportelli gratuiti di ascolto per i genitori, l’arteterapia e, soprattutto, i gruppi di mutuo aiuto multifamiliari si stanno rivelando degli strumenti terapeutici indispensabili. Condividere il proprio enorme dolore con altre madri e altri padri che stanno vivendo lo stesso insopportabile calvario aiuta a distruggere il pesante muro della vergogna sociale, riduce il gravoso carico assistenziale e favorisce la reale inclusione, dimostrando che non si è affatto soli ad attraversare questo tunnel buio.

Non c’è salute senza salute mentale: il doveroso appello alla grande politica

I dati esplosivi raccolti in questo ultimo anno devono suonare come una lacerante sirena d’allarme nelle ovattate stanze del Governo e dei Ministeri competenti. La cura della salute mentale non è un lusso borghese o un problema secondario di cui occuparsi a tempo perso, ma è il fondamento stesso del benessere e della produttività di un’intera Nazione. È giunto il momento irrevocabile che la politica italiana metta in campo risorse economiche e strutturali vere per garantire a tutti i cittadini, da Nord a Sud, l’accesso gratuito e tempestivo alle cure psicologiche di base. Abbandonare centinaia di migliaia di famiglie a se stesse, costringendole a elemosinare ascolto ai pur preziosi centralini di volontariato, è una sconfitta morale inaccettabile per uno Stato che si definisce civile. Perché una società moderna che non sa ascoltare, comprendere e curare la fragilità della mente, è una società inesorabilmente destinata a crollare sotto il peso della sua stessa, gelida indifferenza.

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Attualità

Fondi CIPESS, Morelli annuncia 34 milioni di euro per l’Abruzzo

Il CIPESS sblocca 34 milioni di euro per la Regione Abruzzo: il Sottosegretario Morelli annuncia nuovi cantieri per turismo, ambiente e coesione. 🏛️ 💰

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Fondi CIPESS, Morelli annuncia 34 milioni di euro per l'Abruzzo

Roma – Nel quadro macroeconomico delle riforme della pubblica amministrazione, della gestione strategica dei fondi strutturali e della pianificazione degli accordi di coesione nell’Eurozona, il finanziamento delle infrastrutture e dei servizi rionali rappresenta una leva fondamentale per contrastare il declino delle aree interne. Nella giornata di oggi, martedì 4 agosto 2026, si è riunita nella Capitale la solenne seduta del CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile), un appuntamento istituzionale di altissimo rilievo che ha sancito lo sblocco di ingenti flussi finanziari a beneficio del Centro-Sud. Con due distinte deliberazioni formali, l’ente governativo ha approvato lo stanziamento e l’assegnazione di circa 34 milioni di euro complessivi in favore della Regione Abruzzo, un provvedimento strategico concepito per accelerare l’apertura dei cantieri, potenziare il welfare di prossimità e stimolare la competitività e l’occupazione stabile sul territorio.

La ripartizione dei fondi: oltre trenta milioni di risorse FSC 2021-2027

L’architettura finanziaria del piano d’intervento si articola in due canali contabili flessibili, volti a immettere liquidità immediata all’interno dei bilanci degli enti locali della provincia abruzzese. Il pacchetto di investimenti più cospicuo è rappresentato da quasi 31 milioni di euro di risorse a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) per il ciclo programmatorio 2021-2027. Questi fondi integrativi verranno rimessi direttamente nella disponibilità della giunta regionale dell’Aquila e potranno essere riprogrammati per finanziare nuove opere strutturali e scarpate stradali, andando ad arricchire il già imponente Accordo per la Coesione territoriale, un hardware programmatico precedentemente finanziato dallo Stato per un valore complessivo superiore a un miliardo di euro.

Il rafforzamento del POC regionale per lo sviluppo turistico e l’ambiente

Accanto alla centrale programmazione delle risorse FSC, la delibera del comitato interministeriale ha blindato un incremento netto pari a circa 3,4 milioni di euro in favore del Programma Operativo Complementare (POC) 2014-2020 della Regione Abruzzo. Questo aumento contabile permette di elevare il valore complessivo del piano a quasi 150 milioni di euro, risorse nazionali sussidiarie destinate a sostenere la stabilità del tessuto socioeconomico e il commercio di vicinato nei piccoli borghi. L’obiettivo delle misure, che verranno capillarizzate nei distretti rionali, mira a favorire lo sviluppo turistico dei territori montani e costieri attraverso la fruizione integrata delle risorse culturali e la tutela biologica dell’ambiente, offrendo risposte rapide ai bisogni materiali delle famiglie.

La nota di Alessandro Morelli: trasformare le risorse in cantieri reali

Sulle importanti risultanze emerse dal vertice romano ha diffuso una nota ufficiale di compiacimento il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega al CIPESS, il senatore Alessandro Morelli. Morelli ha voluto interpretare il sentimento di vicinanza concreta del Governo centrale alle amministrazioni di provincia, evidenziando il rifiuto del torpore burocratico e la centralità del merito nella selezione dei progetti: «In arrivo dal CIPESS circa 34 milioni di euro per la Regione Abruzzo. Con una decisione che dimostra ancora una volta l’attenzione del Governo ai territori regionali, si sono sbloccati oltre 3 milioni di risorse nazionali complementari e quasi 31 milioni di risorse FSC. Questi provvedimenti confermano la volontà di trasformare le risorse in cantieri, servizi e opportunità reali per i cittadini».

Il contrasto all’isolamento rionale e lo spopolamento dell’Appennino

La scomposizione tecnica dei decreti approvati evidenzia un forte impatto sociale e psicologico sulle comunità abruzzesi, storicamente esposte al rischio di marginalizzazione e di isolamento infrastrutturale a ridosso della catena appenninica. Investire sulla connettività delle strade, sulla messa in sicurezza dei versanti franosi e sul rilancio dei poli museali di provincia costituisce la via maestra per contrastare lo spopolamento montano, incentivando i giovani e i minori a edificare il proprio domani nella terra d’origine. La cooperazione trasparente tra i prefetti, la Regione, i sindaci del territorio e le imprese partner della somministrazione e dell’artigianato locale rappresenta l’unica dinamo capace di tradurre i trasferimenti monetari in una reale crescita civile dell’economia reale.

Un nuovo welfare culturale sussidiario contro le fragilità sociali

In ultima analisi, il trionfo amministrativo siglato nella seduta odierna del CIPESS si offre alla pubblica opinione come un solenne manifesto laico di solidarietà e coesione economica per l’intera nazione. Sradicare la cura del territorio dall’asfissia dei labirinti d’aula e dalla solitudine dei messaggi digitali delle reti virtuali, per ricondurla all’interno di una programmazione stabile, ordinata e protettiva, rappresenta il pilastro più alto delle riforme del welfare culturale rionale. Garantire organici adeguati e legalità nell’esecuzione degli appalti permetterà di offrire risposte concrete ai lavoratori e ai genitori, dimostrando che il domani della nostra terra dipende linearmente dalla capacità delle istituzioni di promuovere interventi territoriali strategici, assicurando un futuro di benessere e libertà alle future generazioni.

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Esteri

L’incubo di Ceuta: l’allarme social che fa tremare la Spagna per un nuovo maxi assalto a Ferragosto

Il tam-tam segreto sui gruppi WhatsApp e le promesse di falsi contratti di lavoro in Europa: migliaia di giovani marocchini si stanno organizzando sui social per un maxi assalto alla barriera di Ceuta a Ferragosto. E l’intelligence spagnola tace… 📲 🇪🇺

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Assalto di migranti a Cueta, Spagna

Spagna – C’è un conto alla rovescia silenzioso e profondamente inquietante che sta scandendo in queste ore le calde e torride giornate del mese di agosto. Un orologio invisibile che non segna affatto l’avvicinarsi delle spensierate vacanze, ma che rischia di battere il ritmo di una nuova, drammatica e incontrollabile ondata di disperazione umana. Al centro del mirino politico e mediatico c’è ancora una volta Ceuta, la fragile enclave spagnola incastonata nel Nord Africa, che rappresenta l’ultimo lembo di confine fisico tra le illusioni dell’Europa e la cruda realtà della disoccupazione in Marocco. Nelle ultime ore, un allarme rosso non ufficiale ha iniziato a serpeggiare con allarmante prepotenza attraverso le fitte maglie dei social network: la minaccia, sempre più tangibile e strutturata, di un nuovo e imponente ingresso di massa di migranti previsto esattamente per il prossimo 15 agosto.

“Il 15 agosto tutto avrà un senso”: il tam-tam segreto su WhatsApp e Facebook

La pericolosa scintilla di questa altissima tensione sul confine è stata innescata da una serie impressionante di messaggi virali che stanno letteralmente invadendo le reti sociali, dai telefoni del Marocco fino alle coste spagnole. A svelare questa inedita e preoccupante mobilitazione digitale è stato il noto media online iberico OkDiario, che ha tempestivamente denunciato un’attività anomala e febbrile da parte di decine di account riconducibili a utenti magrebini. Il messaggio che viene fatto rimbalzare vorticosamente di bacheca in bacheca è un vero e proprio richiamo all’azione rivolto ai più giovani, accompagnato da uno slogan dal sapore quasi profetico e messianico: “Il 15 agosto 2026, quel giorno tutto avrà un senso”. Si tratta di una frase ad alto impatto emotivo, studiata appositamente per suggestionare le menti fragili e spingere i lettori interessati a cliccare sui link per entrare in gruppi chiusi e segreti di WhatsApp. Vere e proprie cabine di regia virtuali dove si starebbe coordinando nei minimi dettagli logistici il nuovo, massiccio tentativo di scavalcamento della blindatissima frontiera di Ceuta.

L’illusione del lavoro in Europa: l’inganno social e l’hashtag che ruba i sogni

Andando ad analizzare più da vicino il preoccupante fenomeno, emerge un quadro tristissimo di profonda disperazione mescolata a una spietata manipolazione informatica. Gli inquietanti appelli per il presunto maxi-assalto collettivo circolano infatti accompagnati da hashtag ben precisi e strategicamente mirati, come #MigracionAEspana e, soprattutto, l’ingannevole #ContratodeltrabajoenEspana (Contratto di lavoro in Spagna). Questo elemento rappresenta un’esca psicologica potentissima e crudele, gettata deliberatamente in pasto a migliaia di giovani ragazzi marocchini schiacciati quotidianamente dalla disoccupazione cronica e dalla mancanza assoluta di prospettive di vita. La promessa implicita, falsa e illusoria di trovare un lavoro sicuro in Europa una volta varcata la barriera, agisce come una calamita irresistibile. “Tutti sono i benvenuti, entrata privata”, recitano i sinistri annunci sul web, attirando come falene centinaia di giovanissimi disposti a rischiare la propria incolumità fisica, sfidando le percosse e gli arresti, pur di inseguire un miraggio contrattuale che, nella dura realtà dei fatti doganali, non esiste affatto.

Il silenzio assordante di Madrid e Rabat in un clima di massima allerta

Di fronte a questa potenziale e imminente bomba migratoria pronta a esplodere in piena estate, la reazione ufficiale della diplomazia risulta al momento congelata. Fino ad ora non è giunta alcuna comunicazione istituzionale di conferma da parte del governo centrale spagnolo di Madrid, così come tacciono pesantemente le massime autorità marocchine di Rabat e le forze dell’ordine locali di pattuglia a Ceuta. Un silenzio di piombo che, tuttavia, non equivale affatto a una reale tranquillità. Sottotraccia, l’intelligence, i servizi di sicurezza e le polizie di frontiera stanno monitorando freneticamente la rete per prevenire il disastro. A confermare la totale veridicità di questo clima di pura tensione è intervenuto nelle scorse ore anche il prestigioso quotidiano El Pais, il quale ha riportato pubblicamente l’esistenza effettiva di un intenso e sterminato dibattito online tra migliaia di giovani marocchini. Nelle chat si discute febbrilmente della possibile nuova iniziativa, soppesando la gran voglia di fuga con i dubbi atroci e i pesanti avvertimenti dei più saggi sui gravissimi rischi penali e fisici che comporta il disperato viaggio verso le altissime e taglienti reti metalliche dell’enclave.

La disperazione estrema che sfida il pericolo: una ferita umanitaria aperta

Se il paventato assalto coordinato dovesse realmente concretizzarsi nel caldo giorno di Ferragosto, l’Europa si troverebbe di fronte all’ennesimo, tragico capitolo di una crisi umanitaria apparentemente senza fine. Le tremende immagini di ragazzi aggrappati disperatamente alle reti di protezione, gravemente feriti, sfiniti o costretti a gettarsi a nuoto in mare per raggirare i rigidi controlli doganali, sono ferite ancora dolorosamente aperte nella memoria collettiva e politica dell’Unione Europea. La nuova e inedita organizzazione “dal basso” tramite i social network dimostra un salto di qualità inquietante nelle dinamiche migratorie giovanili: non si assiste più all’affidamento esclusivo ai loschi trafficanti tradizionali, ma a un’auto-organizzazione virtuale e “orizzontale” in cui la disperazione collettiva diventa virale e si nutre unicamente di illusioni digitali letali.

Un’estate sul filo del rasoio: l’Europa osserva il suo confine più fragile

Mentre la diplomazia e la politica ufficiale scelgono per il momento la prudente via della cautela e dell’attesa, il tam-tam digitale degli smartphone in Nord Africa non accenna a fermarsi, e il conto alla rovescia prosegue inesorabile. Il prossimo 15 agosto, data da sempre simbolo sacro delle spensierate vacanze europee, rischia concretamente di trasformarsi nel drammatico giorno della resa dei conti sul confine più caldo e instabile del continente. Indipendentemente da ciò che accadrà realmente alla discussa barriera di Ceuta, questa inquietante mobilitazione social ha già messo a nudo una verità inconfutabile e scomoda: le reti di protezione metalliche, per quanto alte e sorvegliate, non basteranno mai da sole a contenere l’urto disperato di migliaia di giovani a cui è stata crudelmente sottratta la speranza. La Spagna e l’Europa intera osservano in silenzio, trattengono il respiro e si preparano a difendere, ancora una volta, un confine che si rivela ogni giorno di più tragicamente fragile.

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Economia

Carburanti, respiro per le famiglie: il Governo proroga il taglio delle accise sul gasolio per salvare il Ferragosto

Sospiro di sollievo per milioni di automobilisti: il Governo ha appena prorogato il taglio delle accise sul gasolio fino al 25 agosto. Il “pieno” costerà meno per il grande esodo verso le vacanze! 🚗⛽

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accise-sui-carburanti

Roma – L’ombra dei pesanti rincari al distributore ha rischiato fino all’ultimo minuto di rovinare le tanto attese ferie estive di milioni di italiani. Con l’imminente arrivo del grande esodo di Ferragosto, il momento critico in cui le autostrade del nostro Paese si riempiono di famiglie in viaggio verso le agognate mete di villeggiatura, la preoccupazione per l’eccessivo costo del carburante era diventata ormai palpabile e logorante. Ma proprio sul filo di lana, dal cuore pulsante del Governo arriva una notizia destinata a far tirare un profondo sospiro di sollievo a tutti gli automobilisti e agli autotrasportatori: il provvidenziale taglio delle accise sul gasolio è stato ufficialmente prorogato. Una decisione cruciale, presa in extremis per proteggere i già fragili bilanci familiari, duramente messi alla prova da un’inflazione spietata e da un carovita generale che non sembra voler dare tregua al ceto medio.

Lo sconto di 17 centesimi salva le vacanze: la scadenza slitta al 25 agosto

La misura precedentemente in vigore aveva i giorni tristemente contati e sarebbe inesorabilmente scaduta il 6 agosto, scatenando il panico economico tra coloro che avevano programmato le proprie vacanze proprio nelle affollate settimane centrali del mese. A quanto si apprende da fonti dirette vicine all’esecutivo, mentre i lavori del Consiglio dei Ministri (Cdm) erano ancora in pieno e vivace svolgimento, è arrivata la fumata bianca più attesa: la proroga del preziosissimo taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio è stata estesa fino al prossimo 25 agosto. Tradotto in termini spiccioli e pratici, questo significa che fare “il pieno” alla propria vettura prima di mettersi in viaggio costerà sensibilmente meno, scongiurando una stangata iniqua che avrebbe pesato come un gigantesco macigno sulle tasche di padri e madri di famiglia. Italiani già costretti a fare i conti salatissimi con i rincari record di spiagge, traghetti, beni alimentari e strutture alberghiere. È un intervento chirurgico che si trasforma in ossigeno puro per l’Italia che lavora, produce e che ora chiede solo di potersi finalmente prendere una meritata pausa.

Il delicato vertice di maggioranza a Palazzo Chigi: uniti per blindare il taglio

Una decisione di tale immensa portata economica, che richiede ovviamente una copertura finanziaria non indifferente nelle casse statali, non è nata certo per caso o in pochi minuti. Prima che si aprissero ufficialmente le porte della sala del Consiglio dei Ministri, si è tenuto un decisivo e ristrettissimo vertice ai massimi livelli della politica. Attorno al tavolo sedevano la premier Giorgia Meloni e i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. A fare da garante sui conti pubblici c’era, inevitabilmente, anche l’attento ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Questo intenso confronto preliminare è servito per compattare la maggioranza di governo e trovare la complicata quadratura del cerchio per garantire i fondi necessari alla proroga dello sconto. L’intento politico è chiarissimo: dimostrare grande compattezza istituzionale e, soprattutto, far sentire la vicinanza concreta dello Stato ai comuni cittadini nel momento di maggiore bisogno, disinnescando sul nascere la pericolosa bomba sociale dei rincari estivi.

La macchina dello Stato si rinnova: le urgenze della Pubblica Amministrazione

Ma il delicato dossier del carburante non è affatto l’unico tema scottante sul tavolo bollente del Governo. L’ordine del giorno del Cdm ha previsto un menù istituzionale ricchissimo di riforme pensate per sbloccare, sburocratizzare e modernizzare l’intera nazione. Tra i punti di primissimo rilievo spicca l’approvazione del cosiddetto decreto legge PA, che contiene una fitta serie di “disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali”. Si tratta di un tentativo vigoroso e disperato di snellire la pachidermica burocrazia italiana, velocizzare le assunzioni e i concorsi pubblici e dare respiro ai piccoli Comuni, spesso totalmente paralizzati dalla drammatica mancanza di personale operativo. All’interno dello stesso massiccio pacchetto di norme trovano spazio anche direttive cruciali in materia di protezione civile e di nuove politiche del mare, settori altamente strategici per un Paese bellissimo ma fragile dal punto di vista idrogeologico e con una vocazione marittima, turistica e commerciale immensa.

Giustizia, Difesa e Corte dei Conti: le nuove sfide e i cantieri del Governo

L’affollata agenda di Palazzo Chigi non ha tralasciato neanche gli spigolosi temi legati alla sicurezza, alla giustizia e al riordino delle massime istituzioni democratiche. Il Governo ha infatti attentamente esaminato il disegno di legge per la “revisione della disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”, un passaggio estremamente tecnico ma reputato fondamentale per tutelare l’economia e la trasparenza delle aziende. Spazio rilevante anche al doveroso adeguamento normativo europeo con la nuova legge di delegazione. Sul delicatissimo fronte della sicurezza nazionale, è stato messo sul tavolo un importante ddl contenente “disposizioni per il rafforzamento e l’adeguamento della capacità di difesa nazionale”, un passo logico e quasi obbligato visti i difficili, sanguinosi e instabili scenari geopolitici internazionali. Infine, il Cdm ha preso formalmente in esame il complesso decreto legislativo per la profonda riorganizzazione e il riordino delle delicatissime funzioni della Corte dei Conti, oltre a discutere di norme idriche di statuto speciale per l’autonomia della Valle d’Aosta.

Un sollievo importante per viaggiare, ma la battaglia contro il carovita continua

In conclusione, questa frenetica giornata politica romana segna senza dubbio un punto a grande favore delle famiglie italiane e della loro serenità estiva. Il tempestivo salvataggio dello sconto statale sulle accise fino alla fine del mese di agosto permetterà a milioni di connazionali di godersi le meritate ferie con un pizzico di ansia in meno al momento di avvicinarsi con la propria auto alla pompa di benzina. Tuttavia, l’ardua strada per recuperare pienamente il potere d’acquisto tragicamente perso dalle famiglie nell’ultimo anno e mezzo resta ancora molto lunga, impervia e tortuosa. I cittadini onesti chiedono a gran voce che questa encomiabile attenzione e questa pregevole rapidità d’azione dimostrate dalla politica in vista del Ferragosto diventino una piacevole norma fissa e non una rara eccezione, affinché lo Stato italiano torni a essere percepito finalmente come un prezioso alleato nel quotidiano e non più come un insofferente e implacabile esattore. Per oggi, però, chi sta chiudendo le valigie per partire può tirare un sospiro: il lungo viaggio verso il meritato mare sarà decisamente un po’ meno amaro e costoso.

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