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Esteri

Notte di terrore a Barcellona, branco massacra di botte un 21enne italiano in vacanza: colpito alla nuca, ora lotta tra la vita e la morte in coma

Il sogno della vacanza con gli amici si trasforma in una tragedia inaccettabile! 😭 🇪🇸 Un ragazzo italiano di soli 21 anni, Nicola Maggiotto (originario di Asolo, in provincia di Treviso) si trova ricoverato in gravissime condizioni, e tenuto in COMA FARMACOLOGICO, in un ospedale di Barcellona. Mercoledì sera, mentre usciva da un locale con otto amici, il ragazzo è stato accerchiato da una “gang” composta da 12 giovani spagnoli. È stato aggredito a tradimento e colpito vigliaccamente con inaudita violenza alla NUCA, crollando al suolo. Gli aggressori non volevano rapinarlo (non hanno rubato né portafogli né cellulari), volevano solo sfogare una rabbia omicida e cieca. Ora Nicola lotta per la vita in terapia intensiva con gravissime lesioni cerebrali, mentre i genitori sono accorsi disperati al suo capezzale in Spagna. Trovate tutti gli agghiaccianti dettagli della dinamica nel nostro articolo esclusivo. Preghiamo tutti per lui! 👇 🙏

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Barcellona, Spagna

Barcellona – Doveva essere il viaggio della vita, la classica, spensierata e indimenticabile vacanza all’estero da godersi insieme agli amici di sempre, per celebrare l’estate e la gioventù. Invece, in una manciata di secondi di pura, inaudita e folle violenza, il sogno spagnolo di un gruppo di giovani ragazzi veneti si è trasformato nel peggiore degli incubi ad occhi aperti. Un incubo che ora si consuma nel silenzio asettico del reparto di terapia intensiva di un ospedale di Barcellona (in Spagna), dove un ragazzo italiano di soli 21 anni, Nicola Maggiotto (originario di Asolo, nella provincia di Treviso), lotta disperatamente tra la vita e la morte, tenuto in vita in coma farmacologico.

L’agguato fuori dal locale: colpito a tradimento alla nuca

La drammatica notizia è stata resa nota nelle scorse ore direttamente dal padre del ragazzo, Daniele Maggiotto, volato d’urgenza in terra spagnola insieme alla moglie per poter assistere da vicino il figlio in fin di vita. Secondo la ricostruzione dei fatti (fornita agli inquirenti sotto shock dal gruppo composto da altri otto coetanei che si trovavano in vacanza con Nicola), la tragedia si è consumata nella notte di mercoledì scorso. Erano passate da poco le 22:00 e il gruppo di ragazzi italiani era appena uscito da un locale, dopo aver trascorso qualche ora in spensieratezza.

Improvvisamente, l’orrore. Il gruppo trevigiano è stato avvicinato e accerchiato da una vera e propria “baby gang” composta da una dozzina di giovani (tutti descritti come parlanti lingua spagnola). Nicola e un suo amico si erano momentaneamente distanziati di qualche passo dal resto della comitiva: un dettaglio fatale. Senza alcuna pietà e senza alcun preavviso, gli aggressori si sono accaniti contro i due italiani isolati. Nicola è stato brutalmente colpito a tradimento e con una violenza inaudita direttamente alla nuca. Un colpo così tremendo da fargli perdere istantaneamente i sensi e da farlo stramazzare al suolo come un corpo morto.

Violenza cieca e senza motivo: non è stata una rapina

A quel punto, vedendo l’amico crollare a terra sanguinante, gli altri italiani della comitiva sono accorsi disperatamente in suo soccorso, innescando una furibonda rissa con il branco spagnolo. Durante la colluttazione per difendere il 21enne esanime, un altro ragazzo italiano ha riportato una grave lesione allo zigomo (per la quale sono stati poi necessari svariati punti di sutura al pronto soccorso). Resisi conto della gravità di quanto commesso, gli aggressori si sono rapidamente dileguati nel buio, scomparendo prima dell’arrivo delle volanti della polizia spagnola e delle ambulanze.

Il dettaglio più inquietante e agghiacciante di questa vicenda è il movente. Gli investigatori iberici hanno infatti potuto constatare che l’aggressione non aveva in alcun modo lo scopo di compiere un furto di denaro, smartphone o altri beni di lusso. Dai portafogli e dalle tasche delle vittime, infatti, non manca assolutamente nulla. Si è trattato, in sintesi, di violenza allo stato puro: picchiare brutalmente per il semplice, sadico e criminale gusto di fare del male.

Ore d’angoscia per Nicola: lotta per la vita in Terapia Intensiva

L’arrivo dei paramedici sul luogo dell’aggressione ha subito palesato la gravità inaudita della situazione. Nicola Maggiotto è stato trasportato d’urgenza in “Codice Rosso” nel più vicino ospedale di Barcellona. I primi, devastanti esami clinici e strumentali hanno purtroppo diagnosticato gravissime lesioni e pesanti ematomi a livello cerebrale, causati dal colpo vigliacco ricevuto alla nuca e dal successivo, violento impatto della testa contro il suolo stradale.

Attualmente l’equipe medica spagnola mantiene il più stretto riserbo sulle sue condizioni: il 21enne trevigiano è intubato, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione, mantenuto in stretto coma farmacologico e la prognosi resta assolutamente riservata. I genitori, giunti al suo capezzale, vivono ore di angoscia indescrivibile, in attesa di un miracolo. Nel frattempo, la Polizia di Barcellona sta passando al setaccio i filmati di decine di telecamere di videosorveglianza della zona, nel tentativo di dare un nome e un volto ai dodici criminali che hanno trasformato una vacanza in una tragedia immane. Tutta l’Italia, in queste ore, prega per Nicola.

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Un cane tra la folla, una scena che sconvolge i social: polemiche dopo la celebrazione in Afghanistan

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Cane tra la folla in Afghanistan

Redazione- Un video diffuso sui social network mostra una scena che ha suscitato forti reazioni tra gli utenti: durante una celebrazione nella provincia di Logar, in Afghanistan, un uomo viene ripreso mentre tiene un cane per le zampe e lo fa ruotare più volte in aria davanti a una folla di persone.

Le immagini, diventate rapidamente virali, hanno attirato l’attenzione di molti utenti e di attivisti per i diritti degli animali, che hanno espresso preoccupazione definendo la scena un possibile episodio di maltrattamento. La presenza di numerosi spettatori intorno all’evento ha aumentato l’impatto emotivo del filmato, sollevando discussioni sul rispetto e sulla protezione degli animali.

Il video è stato diffuso nel contesto delle celebrazioni organizzate dai talebani per il quinto anniversario del loro ritorno al potere e della caduta del governo della Repubblica. Le commemorazioni si sono svolte a Kabul e in diverse province dell’Afghanistan.

Al di là del dibattito politico legato all’evento, le immagini hanno aperto una discussione sul rapporto tra celebrazioni pubbliche e trattamento degli animali. Diversi attivisti hanno sottolineato che feste e raduni non dovrebbero mai trasformarsi in occasioni di sofferenza per esseri viventi.

Il filmato continua a circolare online, lasciando molti osservatori davanti a una domanda: come può una celebrazione convivere con un gesto che provoca dolore a un animale indifeso?

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Cinque anni dal ritorno dei talebani al potere: gli afghani nel mondo chiedono che la voce dell’Afghanistan venga ascoltata

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Talebani in Afghanistan, proteste

Redazioni- A cinque anni dal ritorno dei talebani al potere in Afghanistan, gli afghani residenti all’estero sono scesi in piazza in diverse parti del mondo per esprimere la loro preoccupazione per la situazione del Paese e per mantenere alta l’attenzione sulle condizioni della popolazione afghana.

Le manifestazioni, le marce e gli incontri pubblici si sono svolti in almeno 24 città di 10 Paesi: Germania, Svizzera, Paesi Bassi, Austria, Norvegia, Svezia, Finlandia, Spagna, Pakistan e Canada.

In Germania, uno dei principali centri delle proteste, gli afghani si sono riuniti in città come Bonn, Berlino, Monaco, Stoccarda, Amburgo, Kiel, Francoforte, Colonia e Düsseldorf. Altre iniziative si sono svolte a Ginevra e Zurigo in Svizzera; Amsterdam e L’Aia nei Paesi Bassi; Vienna in Austria; Oslo in Norvegia; Stoccolma in Svezia; Helsinki in Finlandia; Madrid, Barcellona e Bilbao in Spagna; Islamabad in Pakistan; Toronto e New Westminster in Canada.

Il messaggio principale delle manifestazioni è stato la difesa dei diritti delle donne e delle ragazze afghane, la contrarietà alla normalizzazione dei rapporti con i talebani e il sostegno ai rifugiati e ai cittadini costretti ad abbandonare il proprio Paese.

Molti partecipanti hanno sottolineato che, dopo cinque anni dal cambiamento politico a Kabul, la situazione dei diritti umani e delle libertà civili rimane una delle maggiori preoccupazioni. In particolare, la condizione delle donne afghane è stata al centro delle proteste: molte di loro continuano ad affrontare restrizioni nell’istruzione, nel lavoro e nella partecipazione alla vita pubblica.

Per la comunità afghana all’estero, queste manifestazioni non rappresentano soltanto una protesta politica, ma anche un modo per dare voce a milioni di persone che all’interno dell’Afghanistan hanno difficoltà a esprimere liberamente le proprie opinioni.

Un altro tema importante è stato il rapporto della comunità internazionale con i talebani. I manifestanti hanno chiesto che qualsiasi forma di dialogo o collaborazione tenga conto dei diritti fondamentali dei cittadini afghani e non ignori le condizioni sociali e politiche del Paese.

Cinque anni dopo il ritorno dei talebani al governo, l’Afghanistan continua a vivere una profonda divisione tra due visioni opposte: da una parte i talebani considerano il loro ritorno una vittoria politica e storica, dall’altra molti afghani dentro e fuori dal Paese lo vedono come un periodo segnato da limitazioni, perdita di libertà e riduzione degli spazi civili.

Le proteste organizzate in diverse città del mondo dimostrano che, nonostante la distanza, il legame degli afghani con il proprio Paese rimane forte. Per molti di loro, il passare degli anni non significa dimenticare, ma continuare a chiedere un Afghanistan basato sulla libertà, sulla dignità, sulla giustizia e sulla partecipazione di tutti i cittadini.

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Polonia – inaugurata la statua della Madonna piu’ grande del mondo

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Statua della Madonna in Polonia

Inaugurata in Polonia la gigantesca Madonna di Konotopie: è alta 55,6 metri, più del Cristo Redentore di Rio. La cerimonia con Lech Wałęsa

 

Redazione-  Una gigantesca statua della Madonna, alta 55,6 metri, è stata inaugurata il 15 agosto a Konotopie, in Polonia, nel giorno della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria. Alla cerimonia hanno partecipato numerosi fedeli e, come ospite d’onore, anche l’ex presidente polacco Lech Wałęsa. Il monumento sorge in un campo lungo la strada statale numero 10, che collega Szczecin e Varsavia, ed è stato finanziato e promosso dagli imprenditori Grażyna e Roman Karkosik. La coppia ha definito l’opera il proprio “personale voto di ringraziamento per il ritorno alla salute e alla vita”.

La giornata è iniziata con la recita del rosario, seguita dalla Messa presieduta dal vescovo di Włocławek, Krzysztof Wętkowski. Al termine dell’Eucaristia, il presule e Grażyna Karkosik hanno benedetto la statua e la targa commemorativa collocata all’interno del basamento.

Durante l’omelia, il vescovo ha sottolineato il significato della posizione scelta per la Madonna: le braccia sono spalancate e i palmi rivolti verso chi osserva. Un gesto che vuole rappresentare misericordia, accoglienza e apertura all’incontro spirituale.

“Qui a Konotopie, Maria accoglie tutti noi, si china su di noi e apre le braccia per invitarci ad alzare lo sguardo verso l’alto, verso Dio e verso il cielo”, ha detto Wętkowski.

Il vescovo ha poi rivolto una riflessione alla società contemporanea, sottolineando come spesso le persone siano concentrate soprattutto su se stesse e sulle preoccupazioni quotidiane. Il riferimento alla Madonna della Misericordia è diventato così anche un invito alla solidarietà e all’attenzione verso gli altri.

Con i suoi 55,6 metri, la statua di Konotopie entra nella classifica delle più imponenti rappresentazioni religiose del mondo. La sola figura supera infatti i 38 metri del Cristo Redentore di Rio de Janeiro e i 36 metri del Cristo Re dell’Universo di Świebodzin, sempre in Polonia.

Quest’ultima statua, considerando anche la collina artificiale sulla quale è collocata, raggiunge complessivamente 52,5 metri.

La nuova opera è stata progettata dallo scultore Adam Jakub Matejkowski ed è realizzata interamente in cemento armato, utilizzando calcestruzzo bianco. La struttura è stata studiata anche per permettere ai visitatori di entrare al suo interno.

Il basamento è circondato da otto pilastri che formano una sorta di corona. A 15,3 metri di altezza si trova una terrazza, raggiungibile attraverso una scala o con un ascensore. Da quel livello comincia la vera e propria figura della Madonna.

Il risultato è un monumento che può essere osservato non soltanto dall’esterno: i visitatori possono accedere alla struttura e salire a diversi metri dal suolo.

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