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BLITZ ESTERNO DEL VOLLEY CARSOLI: CASAL BERTONE SI ARRENDE AL TALENTO DI DANIELA PULCRANO

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Redazione-  Spedizione trionfale nella Capitale per le ragazze del Volley Carsoli, che in occasione del ventesimo atto del torneo C.T. Roma 1DFD hanno espugnato il parquet dell’I.I.S.S. Von Neumann. Un successo per 3-0 che non ammette repliche, frutto di una gestione di gara impeccabile e di una superiorità tecnica evidente in ogni settore del campo.

L’andamento del match è stato un monologo abruzzese: con i parziali di 25-16, 25-13 e 25-22, le ospiti hanno tenuto saldamente in mano le redini del gioco. Se le prime due frazioni sono state dominate senza affanni – con un secondo set rasente la perfezione in fase di break point – è stata la lucidità collettiva a fare la differenza nei momenti di stanca.

A brillare sotto i riflettori romani è stata soprattutto Daniela Pulcrano, autrice di una prova magistrale. L’atleta ha sfoggiato un repertorio completo: letale sotto rete e insuperabile nelle retrovie, ha saputo caricarsi la squadra sulle spalle proprio nel cuore del terzo set, spegnendo sul nascere ogni velleità di rimonta delle padrone di casa del Casal Bertone.

Questo bottino pieno certifica il salto di qualità compiuto dal roster, sempre più consapevole dei propri mezzi anche lontano dalle mura amiche. Una prestazione che non solo blinda il risultato, ma definisce con forza il carattere e le ambizioni del Volley Carsoli nel proseguimento del campionato.

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SARAH GIOMI 3^ (2^ ITALIANA) ALLA 100KM DEL PASSATORE 2026 IN 8H02’24”

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Redazione-  Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore e tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

Il vincitore assoluto è stato Alessio Miliani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46 e il francese Julien Nison (FRA) 6h57’35”.

Di seguito approfondiamo l’esperienza di Sarah Giomi (Atl. Castello) attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per il 3° posto al Passatore, che effetto ti fa?

Era la prima volta al Passatore, una gara storica e leggenda dell’Ultramaratona. Salire sul podio è un onore e simbolo di un percorso e viaggio di crescita importante. 

 

Davvero una grande prestazione salire sul podio alla 100km del Passatore come 3^ donna assoluta ed essendo campionato italiano anche come vicecampionessa italiana.

Te l’aspettavi?

‘Aspettarsi’ qualcosa nell’ultramaratona è una parola grossa. In 100km può succedere di tutto. Ci ho voluto credere dall’inizio alla fine, gestendo fatica e imprevisti. 

 

In effetti si tratta di una grandissima e lunghissima fatica per 100km che prevedono anche altimetrie importanti di circa 900 metri sul Passo della colla e in una giornata a fine maggio molto calda, affrontando ogni imprevisto credendoci fin dall’inizio e fino alla fine.

Quando hai capito che non potevi vincere?

Alla partenza. Nikolina è fortissima e da subito ha imposto un passo importante. Nikolina ha esperienza sulle 100k e al Passatore, sa gestirsi e impostare un’ottima gara. Sapevo che non avrebbe avuto crolli. Di fatto ha battuto il suo stesso record femminile del percorso.

 

È importante avere la consapevolezza di quanto si vale, di cosa si può fare in una durissima gara di 100km e di quanto valgono le altre atlete. Nikolina da diversi anni è un fenomeno vincendo il Passatore altre 5 edizioni dal 2015 al 2019 con tempi da record, il precedente miglior tempo la sua ultima partecipazione nel 2019 di 7h31’05 e arrivando sempre tra i primi 7 assoluti. Inoltre, vanta un personal best di 7h20’34” ottenuto il 24 luglio 1987ai campionati mondiali di Sveti Martin na Muri (CRO) e recentemente, lo scorso 7 marzo 2026 ha vinto la “Polojska ultra 100km NC (CRO)” in 7h25’25” (3^ assoluta).

Come ne sei uscita?

Emozionata, ancora più matura e consapevole rispetto ai miei punti di forza e quelli di cui lavorare di più, conscia del viaggio e delle persone che mi hanno accompagnato.

 

Ogni gara può lasciare un segno positivo o negativo ed è bene considerare entrambi e lavorarci con entrambi per potenziare la fiducia in sé, l’autoefficacia e la voglia di far meglio la prossima volta e per potenziare eventuali aspetti critici.

Cosa ti ha aiutato e chi ti ha aiutato?

Mio marito in primis. Preparare ultramaratone impone dei ‘sacrifici’ anche a chi vive con te la quotidianità. Allenamenti, viaggi, energie. Le persone che ti stanno vicino devono comprendere profondamente la passione che ti muove per esserti di supporto in tutta la preparazione e in gara. Mio marito mi ha anche seguito in bici dandomi supporto ai ristori. Devo ringraziare anche Monica Casiraghi e la coinvolgente passione che comunica per l’ultramaratona femminile. Ringrazio il mio preparatore atletico, fisioterapisti e amici che mi incoraggiano e supportano sempre. Ma anche tutti gli amanti della corsa e appassionati che lungo il percorso del Passatore mi hanno emozionato con tifo e sorrisi. 

 

Trattasi di gare molto faticose da preparare bene e necessita il supporto di familiari e professionisti, per essere sereni coltivando la propria passione e raggiungendo obiettivi importanti che fanno bene al cuore e alla mente e cercando di far sempre meglio grazie a consigli di esperti e supporto di persone care.

Monica Casiraghi sa cosa significa preparare e correre una ultramaratona per andare a podio, per vincerla, per fare un record essendo stata una delle più forti ultramaratonete della storia italiana con vittorie, podi e record e continua a invogliare atlete a dedicarsi a questa disciplina faticosa ma remunerativa dal punto di vista della crescita e conoscenza personale.

A chi lo dedichi?

A me stessa, a tutti, alla vita. Emozioni uniche in un paesaggio incantevole che troppo spesso non viviamo appieno se non in momenti che ci scuotono tanto dentro.

Allenamenti e gare decisive?

Questo anno ho fatto diverse gare con dislivello per abituarmi a un percorso così duro per altimetria. 50km di Romagna, Maratona dell’Elba, Monza-Montevecchia Ultratrail. Le gambe si sono abituate ad assorbire i traumi delle discese e io a gestire l’energia e lo sforzo in salita. Inoltre, due allenamenti mi hanno dato sicurezza: un weekend in cui ho corso 33k forti al sabato per poi correre una maratona alla domenica, e un lunghissimo di 72km. 

 

Una gara durissima che non si può improvvisare se si hanno ambizioni di podio ma che bisogna preparare con allenamenti mirati e sostenuti di qualità e di quantità, simulando parti di gare importanti come le lunghe salite e le lunghe discese per abituare corpo e mente allo sforzo fisico ritenuto quasi estremo ma non impossibile perché il corpo e la mente si adatta a tutto con gradualità, assorbendo carichi di lavoro e ricordando in gara quanto si vale.

Cosa dicono la famiglia, gli amici, i fan?

Sono fortunata, ricevo tanto sostegno e incoraggiamento. Mi piace condividere e cercare di trasmettere quello che vivo nello sport per renderlo materiale e strumento per tutti. Si vede che in qualche modo arrivo alle persone, comprendono l’amore e l’impegno che ci metto. 

 

Belle parole, in effetti, lo sport di fatica può essere considerato anche uno strumento di conoscenza di se stessi e di coinvolgimento della propria passione in altri per mettersi in moto se non nelle ultramaratone in altro di fattibile e possibile ognuno con proprie risorse, qualità, capacità, modalità.

Come festeggi?

Niente di particolare, io celebro e festeggio ogni giorno. Sono grata per quello che ho, riconosco e ringrazio quotidianamente. 

Ogni giorno e momento si vive e bisogna apprezzare di volersi bene e voler bene qualcun altro, la vita è veloce e bisogna sapersela godere, ognuno a modo suo, praticando sport, essendo in relazione con qualcuno.

I momenti più difficili?

Dal km 86/87. Le gambe incominciavano a farmi sentire la fatica. Ma la testa era in controllo e focalizzata. Il ritmo ha iniziato a calare, sapevo che dovevo solo gestire fino alla fine senza perdere troppo. 

 

Le crisi fanno parte del pacchetto di gara, si possono riconoscere e dargli la giusta importanza con la consapevolezza che altre volte può essere successo e si è potuto superare il momento peggiore e ognuno gestisce nel migliore dei modi prendendo le redini del proprio corpo, riconoscendo quanto e come osare senza strafare portando a casa il meglio per sé.

Alimentazione prima, durante e dopo?

Prima delle gare io sempre riso in bianco con olio e miele. Per questa gara, avendo molte ore per digerire, ho aggiunto proteine in forma uova sode, mangiando solo l’albume. Poi carboidrati in forma liquida fino a poco prima della partenza e in gara gel e maltodestrine sciolte in acqua, coca cola al bisogno. Subito dopo le gare assumo un integratore completo di carboidrati e aminoacidi per uno stimolo di recupero immediato.

Il carburante è importante, necessario, essenziale e ognuno ha il suo in base ai gusti e alle precedenti esperienze.

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Sport

PADEL E SALUTE: A ROMA TORNA LA VII EDIZIONE TRA SPORT, SCREENING GRATUITI E CULTURA DEL BENESSERE

Sport e prevenzione scendono in campo! Dal 5 al 7 giugno ti aspettiamo al Centro SapienzaSport per la VII edizione di “Padel e Salute”: visite gratuite in 36 specialità, tornei, yoga e musica. La prevenzione è la medicina più efficace, non mancare!
#PadeleSalute #Prevenzione #SapienzaRoma #SportESalute #SalutePubblica

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Redazione-  C’è un luogo dove il colpo di una racchetta incontra l’eccellenza della medicina, dove la competizione sportiva diventa il pretesto per prendersi cura di sé. Dal 5 al 7 giugno, il Centro SapienzaSport di Roma si trasforma nel cuore pulsante della prevenzione con la settima edizione di “Padel e Salute”. Non è solo un torneo, ma un grande evento corale che unisce l’Università Sapienza ai cittadini, promuovendo il binomio inscindibile tra attività fisica e medicina predittiva.

Un Villaggio della Salute nel cuore dello sport

Il fischio d’inizio è fissato per venerdì 5 giugno alle ore 9.00. Accanto ai campi da Padel sorgerà il Villaggio della Salute: oltre 400 mq di stand e gazebo dove eccellenze mediche e chirurgiche offriranno visite e consulenze gratuite in ben 36 specialità. Dalla cardiologia alla ginecologia, dalla neurologia (grande novità di quest’anno) alla senologia, fino alla medicina dello sport e al counseling psicologico: la prevenzione esce dagli ospedali per scendere in campo tra la gente.

L’inaugurazione ufficiale avverrà venerdì alle ore 16.00, alla presenza della rettrice Antonella Polimeni, del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e dei vertici della sanità romana, tra cui il Direttore generale del Policlinico Umberto I, Fabrizio d’Alba, e il Direttore generale del Sant’Andrea, Francesca Milito.

Oltre il campo: formazione, musica e inclusione

Il programma della tre giorni è densissimo. Mentre gli studenti e il personale universitario si sfideranno nelle fasi finali del torneo di Padel, il pubblico potrà rigenerarsi con sessioni di yoga, pilates e risveglio muscolare. Ma “Padel e Salute” è anche un momento di profonda riflessione scientifica. Presso la sala convegni si terranno incontri cruciali come “Benessere e Sapienza: la prevenzione è la medicina più efficace” e un workshop dedicato all’empatia nel rapporto medico-paziente, dal titolo evocativo “Le parole che ti ho detto”.

A dare un tocco di glamour e calore umano sarà la madrina dell’evento, Laura Freddi, mentre le serate di venerdì e sabato si chiuderanno in festa con premiazioni e musica dal vivo a cura di Claudia Hausmann e Lucynant.

Solidarietà e Accessibilità

Il valore sociale dell’iniziativa brilla grazie a collaborazioni storiche. Anche quest’anno, l’AIPD (Associazione Italiana Persone Down) sarà presente per promuovere l’inclusività, dimostrando come lo sport possa abbattere ogni barriera. Non mancherà inoltre l’autoemoteca del Policlinico Umberto I, pronta ad accogliere i donatori di sangue in un gesto di generosità collettiva.

Le parole dei protagonisti

“Padel e Salute rappresenta un modello efficace di medicina preventiva e di dialogo con il territorio,” sottolinea la Rettrice Antonella Polimeni, evidenziando come l’offerta clinica sia stata ulteriormente ampliata per raggiungere ogni fascia d’età. Il Prof. Stefano Arcieri, ideatore dell’evento, pone l’accento sull’aspetto umano: “Fuori dall’ambiente ospedaliero, il paziente si interfaccia con il medico con più fiducia. Per noi specialisti è un’occasione unica per sperimentare l’empatia, determinante per ogni percorso di cura.”

Info utili

Per facilitare la partecipazione, è stato attivato un servizio navetta gratuito che collegherà piazzale Aldo Moro al Centro SapienzaSport ogni 90 minuti. I vincitori dei tornei nei vari circoli romani si sfideranno per il Master finale, in un clima di sana competizione e festa. Il programma completo è consultabile su padelesalute.it.

La prevenzione non è mai stata così dinamica: vi aspettiamo in campo per vincere la partita più importante, quella con la nostra salute.

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Calcio

LA NOTTE DEI LEONI: AL MARADONA TRIONFANO LE LEGENDS E IL CUORE GRANDE DI NAPOLI

47mila cuori al Maradona per “La Notte dei Leoni”: i campioni azzurri scendono in campo per Nisida e il Santobono Pausilipon, con Piazza Italia al fianco della solidarietà. Una serata dove il calcio diventa il linguaggio universale del futuro.
#LaNotteDeiLeoni #PiazzaItalia #NapoliSolidale #StadioMaradona

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Il brand Piazza Italia brilla sulla maglia azzurra in una serata da 47mila spettatori, dedicata alla solidarietà e al futuro dei più giovani.

Redazione-  Il prato del Diego Armando Maradona è tornato a vibrare di emozioni. Non era una partita di campionato, eppure l’energia che si respirava martedì 26 maggio tra gli spalti gremiti di Fuorigrotta non aveva nulla da invidiare alle grandi notti di Champions. Con 47mila spettatori, “La Notte dei Leoni” ha trasformato lo stadio in un tempio a cielo aperto, dove la nostalgia per il calcio che fu si è fusa con una missione nobile: tendere la mano a chi ne ha più bisogno.

Protagonisti assoluti, in campo, sono stati i campioni che hanno segnato la storia recente del Napoli. Veder correre insieme il “trio delle meraviglie” – Insigne, Mertens e Callejón – ha fatto scattare un boato liberatorio, capace di far dimenticare il passare del tempo. Il match, terminato con un pirotecnico 8-7 in favore delle Legends azzurre contro le World Legends, è però passato in secondo piano rispetto al fine ultimo della serata.

Piazza Italia: un legame che va oltre il campo A fare da cornice, impressa sulle maglie indossate dai campioni, c’era l’inconfondibile logo di Piazza Italia. Il brand partenopeo ha scelto di essere main sponsor dell’evento, non solo per visibilità, ma con un messaggio chiaro. La “Lounge Piazza Italia”, allestita dietro la tribuna autorità, è diventata il cuore pulsante dell’evento, ospitando istituzioni, volti noti dello sport e dello spettacolo, tra cui Edoardo De Laurentiis.

Ma il vero valore della partnership risiede nell’impatto sociale. L’intero incasso della serata è stato infatti destinato a due pilastri della solidarietà locale: la ricostruzione del teatro del carcere minorile di Nisida – un luogo di riscatto e alta valenza educativa, che richiama l’eredità morale di Eduardo De Filippo – e il sostegno alla Fondazione Santobono Pausilipon, eccellenza nella ricerca scientifica pediatrica.

Investire nel domani «Essere parte di questo progetto non è soltanto una scelta di brand, ma un impegno civico», ha spiegato con orgoglio Arnaldo Bernardo, CEO di Piazza Italia. «Restituire valore alla nostra comunità significa investire concretamente nel futuro dei ragazzi, nella salute dei più piccoli e nella cultura. Vedere questi campioni scendere in campo per scopi così alti è un messaggio potentissimo per le nuove generazioni».

Il legame tra il marchio e il territorio si conferma così indissolubile. Piazza Italia non si limita a vestire la città, ma ne interpreta le passioni, traslandole in azioni tangibili. La serata al Maradona ha dimostrato che il calcio napoletano, quando si spoglia dell’agonismo estremo per indossare la casacca della solidarietà, rimane una forza della natura.

Tra cori, abbracci e il calore di un pubblico che non ha mai smesso di cantare, il Maradona ha regalato uno spettacolo che è andato ben oltre il rettangolo verde. È stata la vittoria di chi crede che lo sport debba essere, prima di tutto, uno strumento di inclusione e speranza. Un sold-out che suona come una promessa: Napoli, quando si tratta di fare squadra per il bene comune, non si tira mai indietro.

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