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POSTE ITALIANE RESPINGE MISURA GARANTE PRIVACY E ANNUNCIA RICORSO

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Redazione-  Poste Italiane accoglie con stupore il provvedimento con il quale il Garante Privacy ha comminato una sanzione per un presunto trattamento illecito dei dati personali degli utenti BancoPosta e PostePay. Provvedimento che, peraltro, oltre che nel merito, è viziato anche sotto il profilo procedimentale, essendo stato adottato in palese ritardo rispetto ai termini perentori previsti dalla legge per l’esercizio dei poteri del Garante.

A tal riguardo, si sottolinea che il 2 febbraio 2026 il TAR Lazio ha annullato il provvedimento con cui l’Antitrust aveva sanzionato Poste Italiane per una presunta pratica commerciale scorretta relativa al medesimo dispositivo antifrode oggetto delle odierne censure del Garante, riconoscendone la piena legittimità e l’assenza di qualsivoglia intento commerciale nelle condotte di Poste.

Poste Italiane respinge, dunque, ogni addebito e ribadisce la correttezza e la trasparenza del proprio operato.

In particolare, come riconosciuto anche da Banca d’Italia, il Gruppo ha utilizzato legittimamente e in conformità con la normativa in materia di servizi di pagamento l’accesso ai dati tecnici dei dispositivi dei clienti, finalizzati esclusivamente all’attivazione di presidi antifrode e antimalaware, come richiesto dalla normativa europea (Direttiva PSD2), per una piena tutela della sicurezza degli utenti.

Poste Italiane presenterà ricorso per l’annullamento del provvedimento presso il Tribunale di Roma.

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IMPRESE, CENTEMERO (LEGA): SU LIQUIDAZIONE ALFAGOMMA GOVERNO TUTELI PRODUZIONE E OCCUPAZIONE

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Redazione-  “Sto seguendo con la massima attenzione la vicenda della liquidazione di AlfaGomma, campione italiano con sedi in Lombardia, Abruzzo e Calabria, protagonista a livello internazionale nella progettazione, produzione e fornitura dei tubi flessibili assemblati di alta qualità. Nei prossimi giorni depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere quali siano gli sviluppi e che ci sia il massimo impegno dell’Esecutivo affinché il controllo dell’azienda resti in mani italiane, le stesse che hanno reso grande l’azienda, evitando delocalizzazioni e tutelando l’occupazione. L’obiettivo è chiaro: difendere un presidio industriale strategico per il Paese”.

Lo dichiara Giulio Centemero, deputato e capogruppo della Lega in commissione Finanze.

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CALLMAT, UGL MATERA: “CONVOCATO IL TAVOLO AL MIMIT IL 26 MAGGIO, APPUNTAMENTO DECISIVO PER IMPEGNI E OCCUPAZIONE”

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Redazione-  “Alla vigilia dell’incontro convocato per il 26 maggio 2026 alle ore 11.00 presso la Sala delle Ceramiche del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Molise n. 2 a Roma, la vertenza CallMat giunge a un passaggio dirimente, successivo al confronto del 13 aprile tra azienda, organizzazioni sindacali e RSU. Il prossimo tavolo ministeriale non può configurarsi come un momento meramente ricognitivo: dovrà invece accertare, in termini puntuali e verificabili, il grado di attuazione degli impegni assunti dalla Regione Basilicata e dal Governo, con particolare riferimento alle misure di salvaguardia occupazionale per i lavoratori della sede di Matera”.

È quanto dichiarano la segretaria provinciale UGL Telecomunicazioni Matera, Mina Saracino, e il segretario provinciale UGL Matera, Pino Giordano.

“L’UGL rileva come le linee di intervento presentate dalla Regione nel precedente incontro, pur formalmente confermate, risultino modificate sotto il profilo attuativo rispetto agli indirizzi precedentemente comunicati. Tale scostamento impone l’introduzione di elementi di certezza procedurale, vincoli temporali stringenti e meccanismi di monitoraggio trasparente:

• Progetto IPZS (Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato): l’intervento, pari a 6 milioni di euro (4 milioni a valere su risorse regionali e 2 milioni su fondi nazionali), finalizzato alla dematerializzazione dei fascicoli sanitari, prevede un fabbisogno occupazionale stimato tra 100 e 120 FTE per una durata compresa tra 12 e 18 mesi. Permangono tuttavia rilevanti criticità in ordine alla tracciabilità della spesa, all’incidenza dei costi indiretti e alla possibile frammentazione in subaffidamenti. È necessario definire un sistema di governance dell’intervento che garantisca la destinazione prevalente delle risorse al costo del lavoro, evitando dispersioni lungo la filiera esecutiva.

• Bando per il ricollocamento: la misura, pari a 6 milioni di euro, rivolta al sistema delle PMI per l’assunzione a tempo indeterminato dei lavoratori in esubero, richiede una rigorosa valutazione ex ante ed ex post in termini di efficacia occupazionale. In assenza di un coordinamento centrale, il rischio è quello di una polverizzazione degli interventi, con conseguente inefficacia sistemica e deresponsabilizzazione dei livelli decisionali nazionali.

UGL evidenzia come l’attuale impianto degli interventi non offra, allo stato, garanzie sufficienti di stabilità occupazionale, esponendo i lavoratori al rischio di transizioni temporanee prive di continuità. In sede di prossimo confronto sarà pertanto indispensabile definire in modo vincolante criteri di selezione, modalità di trasferimento e tempistiche di attuazione.

La crisi CallMat si inserisce in un contesto di trasformazione strutturale del settore delle telecomunicazioni, caratterizzato da contrazione dei volumi, saturazione del mercato dei contact center e progressiva sostituzione di attività labour intensive con processi automatizzati e soluzioni basate su intelligenza artificiale. In tale quadro, la posizione di TIM appare limitata a una gestione contingente, correlata alla scadenza degli ammortizzatori sociali al 30 giugno 2026, in assenza di un piano industriale di medio-lungo periodo. La riduzione dei volumi di traffico tradizionale e la migrazione verso canali digitali determinano una progressiva obsolescenza del modello operativo dei call center. Tale dinamica comporterà una ulteriore internalizzazione dei processi da parte del committente principale, con conseguente contrazione dei volumi affidati agli outsourcer, tra cui CallMat, già a decorrere dal secondo semestre 2026. In assenza di una strategia industriale coordinata e dell’individuazione di nuove linee di attività, le misure attualmente in discussione rischiano di configurarsi come interventi meramente compensativi, privi di sostenibilità nel medio periodo. La scadenza del 30 giugno 2026 costituisce un vincolo temporale non prorogabile. Il cronoprogramma definito in sede ministeriale impone che, entro l’incontro del 26 maggio, siano formalizzati risultati concreti, corredati da atti amministrativi e impegni finanziari certi. UGL ritiene imprescindibile la definizione di un piano operativo dettagliato, comprensivo di milestone, indicatori di risultato e strumenti di verifica. Si ribadisce la necessità inderogabile di applicare la clausola sociale nell’ambito dei lotti IPZS, garantendo priorità assoluta ai lavoratori CallMat. Qualsiasi deroga a tale principio determinerebbe un utilizzo distorto delle risorse pubbliche. Il periodo di 45 giorni previsto per l’attivazione del bando regionale dovrà essere oggetto di un monitoraggio continuo, con reportistica periodica finalizzata a verificare il tasso di adesione delle imprese, la qualità delle offerte contrattuali e la coerenza con gli obiettivi occupazionali dichiarati. L’UGL ritiene non più sostenibile una gestione frammentata e non coordinata della crisi del comparto. La vertenza CallMat richiede l’attivazione di strumenti di governance multilivello, in grado di integrare politiche industriali, del lavoro e dell’innovazione.

In tale prospettiva, si considera non più rinviabile l’istituzione di una Cabina di Regia nazionale con funzioni di indirizzo, coordinamento e controllo, coinvolgendo amministrazioni centrali, Regioni e principali committenze pubbliche e private. L’assenza di un presidio unitario determina, infatti, disomogeneità territoriale e inefficienza nell’allocazione delle risorse. È necessario definire un quadro regolatorio che introduca obblighi di responsabilità sociale per le grandi aziende committenti, prevedendo meccanismi di salvaguardia occupazionale e continuità dei volumi, in coerenza con i processi di riqualificazione professionale. UGL Matera e UGL Telecomunicazioni – concludono Giordano e Saracino – si presenteranno al tavolo del 26 maggio con una posizione formalmente definita: in assenza di atti vincolanti, coperture finanziarie certe e strumenti attuativi immediatamente esigibili, non potrà essere condiviso alcun percorso. La tutela occupazionale dei lavoratori CallMat deve essere garantita attraverso misure strutturali, verificabili e permanenti, non suscettibili di interpretazioni o rinvii”.

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CIPESS, MORELLI: 38 MILIONI DI EURO PER LO SVILUPPO ECONOMICO DEI TERRITORI COLPITI DAL SISMA DEL 2009 IN ABRUZZO

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Redazione-  “In arrivo ulteriori 38 milioni di euro per lo sviluppo del territorio colpito dal sisma del 2009 in Abruzzo”. È quanto dichiara in una nota il Sottosegretario di Stato Alessandro Morelli a margine della seduta del CIPESS che, nell’ambito dei Programmi RESTART e RESTART 2 volti a promuovere lo sviluppo economico, sociale e territoriale dell’area sismica, ha approvato l’assegnazione di circa 38 milioni di euro per il finanziamento di 6 nuovi interventi finalizzati alla valorizzazione delle risorse storico-naturalistiche del territorio e alla promozione di un modello di turismo sostenibile.
“Delle risorse assegnate dal CIPESS – prosegue il Sottosegretario – circa 35 milioni di euro andranno al finanziamento di quattro progetti integrati territoriali (PIT), affidati ad altrettanti Comuni capofila, finalizzati alla promozione turistica e alla tutela e valorizzazione ambientale del territorio. Tra questi il PIT “Gran Sasso Outdoor & Benessere” che mira a potenziare l’offerta turistica integrata tramite il recupero di sentieri e mulini storici; il PIT “Il cammino delle genti” per la realizzazione di percorsi naturalistici e culturali e la creazione di spazi museali ed espositivi innovativi; il PIT “La Rinascita” per la valorizzazione del fiume Aterno, la navigabilità sportiva e la valorizzazione dei borghi medievali; infine il PIT “Altopiano delle Rocche. Terre montane tra sport e natura” per promuove la destagionalizzazione del turismo e attrarre visitatori tutto l’anno.
“Gli ulteriori 3 milioni di euro assegnati dal CIPESS – continua il senatore – sono destinati al finanziamento di due nuovi interventi, di competenza della regione Abruzzo, volti al completamento della pista ciclabile naturale del Gran Sasso e ad iniziative promozionali sulla fruizione della stessa. Gli interventi mirano a promuovere un modello di mobilità sostenibile e a migliorare l’accessibilità e la fruizione turistica del territorio, così da attrarre sempre più visitatori e generare un indotto economico locale”.
“Le decisioni di oggi – conclude il Sottosegretario – testimoniano ancora una volta, l’impegno del CIPESS e di tutto il Governo sostenere lo sviluppo socioeconomico e il pieno recupero di competitività e attrattività dei territori abruzzesi colpiti dal sisma nel 2009”.

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