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LAZIO FOOD STORIES: IL VIAGGIO NEL CUORE DELLA BASSA SABINA TRA VINO, OLIO E LE LEGGENDARIE CERASE

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LAZIO FOOD STORIES: IL VIAGGIO NEL CUORE DELLA BASSA SABINA TRA VINO, OLIO E LE LEGGENDARIE CERASE

Redazione-  C’è un lembo di terra dove la storia si scrive con i sapori dell’orto, dei vigneti e degli uliveti. È la Bassa Sabina, un territorio custode di una tradizione agroalimentare che, per il secondo anno consecutivo, torna al centro della scena con la nuova edizione di Lazio Food Stories, l’ambizioso progetto di valorizzazione territoriale promosso da CIAO LAB APS e sostenuto con entusiasmo da ARSIAL Regione Lazio.

Dopo il successo dell’esordio, la kermesse riparte con un obiettivo chiaro: raccontare l’anima del Lazio attraverso tre icone di eccellenza. Il viaggio di questa edizione intreccia le radici profonde di tre comuni: il vino di Montelibretti, l’olio di Marcellina e le Cerase di Palombara Sabina. Non si tratta solo di prodotti agricoli, ma di veri e propri pilastri dell’identità culturale locale, simboli di un sapere antico che sfida il tempo.

Un racconto cinematografico tra i filari

Il cuore pulsante del progetto risiede nella narrazione audiovisiva. Sotto la direzione artistica del regista Adelmo Togliani, la Bassa Sabina diventa un set a cielo aperto. Saranno realizzate tre produzioni “pillola” — documentari di 10-15 minuti ciascuno — che porteranno lo spettatore direttamente tra i filari e i frantoi, dando voce ai volti di chi ogni giorno coltiva la terra con dedizione.

Ma Lazio Food Stories non si ferma alla narrazione visiva: entra in cucina. Grazie alla creatività della food blogger e content creator Zaira Magliozzi, ogni episodio si trasforma in un’esperienza sensoriale, proponendo ricette che celebrano il prodotto protagonista e lo reinterpretano in chiave moderna, senza mai tradire il legame con la tradizione.

Giovani talenti e nuove sinergie

La novità più attesa di questa edizione è il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni. La rete territoriale si è allargata, accogliendo l’Associazione Carristi di Palombara, l’Associazione Palombella e l’Istituto Alberghiero di Palombara Sabina. Proprio quest’ultimo sarà il cuore pulsante di una sfida culinaria unica: un concorso riservato agli studenti, che il 5 giugno 2026 vedrà gli aspiranti chef confrontarsi ai fornelli per valorizzare il trittico d’eccellenza locale.

Un’iniziativa che acquista ancora più valore inserendosi nel ricco programma della 98ª Sagra delle Cerase di Palombara Sabina, tra le manifestazioni più antiche e prestigiose d’Europa.

L’appuntamento del 5 giugno

Il viaggio si concluderà in grande stile il 5 giugno 2026 presso la sede dell’Istituto Alberghiero di Palombara Sabina. L’evento finale sarà un momento di sintesi e celebrazione: un’occasione preziosa per la comunità, i produttori e le istituzioni di incontrarsi, degustare le eccellenze locali e scoprire in anteprima le immagini del racconto audiovisivo.

“Lazio Food Stories” non è solo un progetto di promozione, ma un atto di cura verso il territorio. Come sottolineano gli organizzatori, l’iniziativa aspira a diventare un tassello fondamentale di un più ampio archivio della memoria enogastronomica laziale, un modello replicabile che punta a trasformare ogni comune del Lazio in un capitolo di un grande libro a cielo aperto.

Che si tratti di un calice di vino di Montelibretti, di un filo d’olio dorato di Marcellina o della dolcezza inconfondibile delle cerase di Palombara, il messaggio finale è univoco: la terra ci nutre, e noi abbiamo il dovere di raccontarne la bellezza e la bontà, per non disperdere mai il filo che ci lega indissolubilmente alle nostre origini.

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Arsoli – Truffa ad un anziano con un falso assegno bloccato in posta, sventata

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Truffa finto carabiniere

Redazione-  Questa mattina un anziano residente ad Arsoli, piccolo centro laziale, al confine tra Abruzzo e Lazio, è stato al centro di una possibile truffa. Sul proprio telefonino gli arriva un messaggio, dicendo che era la segreteria delle poste italiane e che c’era un assegno a suo nome  bloccato alla posta, e che andava sbloccato dall’App. L’anziano ha prontamente risposto dicendo che doveva fare, e di li a poco , i malviventi, gli hanno fatto una chiamata Whatsapp, con il logo delle Poste Italiane. La persona al telefono, dice all’anziano che per sbloccarlo doveva fare un operazione dall’app, nel suo conto. L’Anziano prontamente si è accorto che era una truffa, ed è stato al gioco, ma diceva sempre che non riusciva ad entrare nel suo conto, fino a che li ha smascherati. La cosa piu’ strana, è stata, come ci ha riferito direttamente il protagonista della tentata truffa ” due giorni prima, una società mi ha chiamato dicendo che mi stava mandando un rimborso, tramite assegno, si un finanziamento chiuso in anticipo. L’assegno veramente deve arrivare, ,a la cosa strana come lo sapevano i malviventi, allora possono controllare le telefonate “.

MASSIMA ALLERTA ALLE TRUFFE TELEFONICHE

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Lfoundry ad Avezzano: tra speranze di rilancio industriale e incertezze occupazionali

🚀 Il futuro di LFoundry ad Avezzano resta appeso a un filo tra proclami aziendali e la necessità di misure concrete per proteggere i livelli occupazionali nella Marsica. Cosa accadrà nei prossimi mesi?

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#LFoundry #Avezzano #EconomiaAbruzzo #Lavoro

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Lfoundry ad Avezzano: tra speranze di rilancio industriale e incertezze occupazionali

Redazione- Avezzano, cuore pulsante dell’economia industriale della Marsica, resta in attesa di segnali definitivi sul futuro dello stabilimento LFoundry, polo tecnologico che rappresenta un pilastro per l’intera provincia dell’Aquila. La recente convocazione presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha riacceso il dibattito su un sito produttivo che, nonostante le difficoltà globali del settore dei semiconduttori, mantiene una valenza strategica per il tessuto occupazionale abruzzese. Il confronto romano ha visto la partecipazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Giorgio Fedele, e i rappresentanti istituzionali, tra cui l’onorevole Di Girolamo, che hanno analizzato lo stato di salute della fabbrica situata nella zona industriale della città, a ridosso della piana del Fucino.

Il piano sparc e le prospettive di produzione

Nel corso del vertice ministeriale, i vertici italiani dell’azienda hanno ribadito la volontà di proseguire con il piano industriale denominato SPARC. Si tratta di un progetto ereditato dalla precedente gestione che punta a consolidare la continuità operativa del sito di Avezzano, valorizzando le competenze tecniche delle maestranze locali. Le rassicurazioni giunte dai tavoli romani mettono in luce alcuni dati tecnici di rilievo: l’azienda ha prospettato l’ingresso in filiera di 49 nuovi prodotti entro il 2026, seguiti da un ulteriore incremento di 69 referenze nel corso del 2027. Numeri che, sulla carta, offrono una proiezione di crescita necessaria per mantenere competitiva la fonderia in un mercato internazionale complesso. Tuttavia, lo scetticismo resta alto tra le parti sociali, poiché la mera pianificazione produttiva deve scontrarsi con le dinamiche di vendita reale, ancora prive di garanzie solide su commesse certe e stabili.

Le incognite sul mercato e il ruolo del nuovo Ceo

La fase di transizione che sta attraversando l’azienda trova un punto di snodo nel prossimo arrivo del nuovo amministratore delegato all’interno del polo di via Marconi. La sua presenza ad Avezzano, prevista indicativamente per la fine di agosto, viene considerata il banco di prova per comprendere la direzione strategica della proprietà. Se da un lato il piano industriale traccia una rotta di lungo periodo, dall’altro restano irrisolti i nodi legati ai costi di produzione. Il contenimento delle spese energetiche e dei processi manifatturieri rimane una ferita aperta che limita la capacità di manovra dell’impianto. In questo contesto, le promesse di efficientamento espresse dalla proprietà dovranno tradursi in interventi radicali. Senza un abbattimento reale delle spese gestionali, la tenuta dei livelli occupazionali, oggi stimati in centinaia di addetti tra diretti e indotto, rischia di essere messa a repentaglio dalle logiche di mercato globali che non lasciano spazio a margini di errore per le realtà produttive della regione.

Il ruolo del governo e le possibili azioni future

La politica locale e nazionale non intende restare a guardare. Durante l’incontro al Ministero, è emersa con forza la necessità che lo Stato non si limiti a monitorare passivamente le fasi del confronto aziendale. Si richiede un impegno costante per la tutela del sito, che va oltre le semplici dichiarazioni di intenti. Tra le opzioni ventilate, non viene esclusa l’ipotesi che l’esecutivo nazionale possa valutare un ingresso diretto nel capitale sociale dell’impresa, qualora le condizioni di crisi dovessero aggravarsi compromettendo la stabilità sociale dell’area marsicana.

L’obiettivo condiviso da sindacati e istituzioni resta quello di trasformare le promesse in fatti concreti, evitando che la fabbrica di Avezzano scivoli verso un declino che danneggerebbe l’intera economia d’Abruzzo. La vertenza, dunque, rimane aperta e necessita di una vigilanza stringente. Nei prossimi mesi, l’attenzione sarà rivolta esclusivamente alla capacità dell’azienda di tradurre il piano SPARC in realtà tangible e alla volontà politica di proteggere uno degli asset tecnologici più rilevanti del territorio, pilastro che lega indissolubilmente il destino di numerose famiglie avezzanesi e del circondario alla competitività della tecnologia dei sensori ottici.

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Arte e impegno civile a Sant’Omero per il racconto della causa palestinese

🌍 Il racconto del conflitto palestinese arriva a Sant’Omero con una doppia mostra fotografica e fumettistica di grande valore documentale. Un’occasione per riflettere e ascoltare le testimonianze dirette da Cisgiordania e Gaza.

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#Palestina #SantOmero #Teramo #MostraFotografica

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Illustrazione di Giorgos Botsos da Kufia. Matite italiane per la Palestina; Foto di Mohamad Al Baba da Qui Resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania.

Redazione-  Sant’Omero. Il cuore della Val Vibrata si prepara a ospitare un evento culturale di forte impatto sociale che unisce la sensibilità artistica alla cronaca internazionale. Nei giorni 26, 27 e 28 giugno, la Sala Polifunzionale di Sant’Omero diventerà teatro di due esposizioni documentarie e artistiche di rilievo, organizzate dalla Rete per la Palestina in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale. L’iniziativa mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione nei territori occupati, ripercorrendo la storia delle lotte del popolo palestinese attraverso linguaggi differenti, dal fumetto al reportage fotografico.

Le mostre arrivano nel teramano dopo il successo dell’inaugurazione avvenuta lo scorso aprile a Giulianova, consolidando un percorso itinerante nato dal lavoro sinergico di Guido Piccoli, Patrizio Esposito e Alì Rashid. La proposta espositiva si articola attorno a due nuclei tematici distinti ma complementari. Il primo, intitolato “Kufia. Matite italiane per la Palestina (Prima Intifada, 1988)”, raccoglie una selezione di opere realizzate da alcuni dei più noti fumettisti nazionali e internazionali. Questo capitolo artistico, che vanta un testo introduttivo firmato dallo scrittore Stefano Benni, permette di osservare come il mondo del segno grafico abbia interpretato la drammatica stagione della Prima Intifada, trasformando la matita in un potente strumento di denuncia politica.

Fotografie dal conflitto e la voce dei testimoni

Il secondo percorso espositivo, “Qui Resteremo. Fotografie da Gaza e Cisgiordania”, sposta l’attenzione sull’attualità più bruciante. Si tratta di una raccolta di immagini scattate direttamente dai fotoreporter locali, che hanno documentato i recenti anni di violenze e le condizioni di vita sotto il regime di occupazione. La potenza visiva delle fotografie mira a colmare la distanza geografica tra i cittadini del teramano e il blocco, offrendo uno squarcio diretto su una realtà spesso filtrata dai media generalisti.

Un valore aggiunto alla mostra sarà rappresentato dall’intervento di Paolo Chiavaroli, presidente di Assopace Palestina Pescara. Reduce da un recente viaggio in Cisgiordania, Chiavaroli interverrà durante il vernissage per riportare la sua esperienza di osservatore internazionale. La sua analisi permetterà di contestualizzare le immagini in mostra attraverso il racconto di quanto accade quotidianamente nei territori, descrivendo le dinamiche sociali e le difficoltà vissute dalle popolazioni locali nell’area della Cisgiordania.

La rete dei promotori e gli orari di visita

L’evento di Sant’Omero è espressione di un ampio fronte associativo che opera nel territorio abruzzese. La Rete per la Palestina, promotrice della tre giorni, integra diverse realtà locali impegnate da tempo nella promozione dei diritti civili e della memoria storica. Tra i soggetti che hanno reso possibile l’evento figurano, oltre all’ANPI di Giulianova, il gruppo cOltura Politica Nos-Noi, l’Auser locale attiva tra Giulianova e la Val Vibrata, il Coordinamento nazionale No Triv, il gruppo liberi progressisti di Roseto degli Abruzzi e la Federazione di Teramo di AVS. Una sinergia che evidenzia come il tema del conflitto in Medio Oriente riesca a unire diverse anime della società civile teramana attorno a un messaggio comune di solidarietà.

Per chi volesse visitare le sale e approfondire la conoscenza del materiale esposto, gli organizzatori hanno predisposto un calendario di apertura flessibile ed esteso. La Sala Polifunzionale aprirà i battenti venerdì 26 giugno dalle ore 17 alle ore 20. Sabato 27 giugno sarà possibile accedere alle esposizioni nell’orario prolungato dalle ore 17 alle ore 23, permettendo così anche ai lavoratori e ai residenti dei comuni limitrofi della provincia di Teramo di partecipare alle attività culturali. La chiusura è prevista per domenica 28 giugno, con gli spazi espositivi visitabili dalle ore 17 alle ore 20. L’amministrazione comunale di Sant’Omero invita la cittadinanza a partecipare numerosa a questo momento di riflessione, auspicando che la qualità delle opere e la profondità delle tematiche trattate possano generare un dialogo costruttivo all’interno della comunità vibratiana.

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