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LA CALABRIA SI FA PALCOSCENICO DEL FUTURO: APERTO IL BANDO C.RE.A. 2026 PER LE RESIDENZE ARTISTICHE

Sei un artista o fai parte di una compagnia teatrale? La Calabria ti aspetta con un’opportunità irrinunciabile tra borse di studio, tutoraggio d’eccellenza e borghi mozzafiato! 🎭✨ Scopri come trasformare il tuo progetto in realtà.
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LA CALABRIA SI FA PALCOSCENICO DEL FUTURO: APERTO IL BANDO C.RE.A. 2026 PER LE RESIDENZE ARTISTICHE

Redazione-  La Calabria non è solo una terra di paesaggi mozzafiato e tradizioni millenarie; oggi si conferma come uno dei centri nevralgici della sperimentazione artistica nazionale. È ufficialmente aperto il bando C.Re.A. Calabria, il primo Centro di Residenza Artistica della regione, un progetto ambizioso che invita artisti, performer e compagnie professionali a trasformare il territorio in un laboratorio a cielo aperto.

Promosso dalla Compagnia Teatro del Carro e da Dracma, due realtà storiche che hanno segnato il cammino del teatro contemporaneo calabrese, il bando è cofinanziato dal Ministero della Cultura e dalla Regione Calabria. L’obiettivo è chiaro: selezionare almeno 10 progetti di residenza per l’anno 2026, offrendo uno spazio di ricerca protetto e stimolante dove l’idea creativa possa fiorire e incontrare la comunità.

Un modello di ospitalità tra ricerca e territorio

Nato dall’esperienza consolidata del progetto MigraMenti, attivo fin dal 2018, C.Re.A. Calabria propone un modello di ospitalità che va oltre la semplice fornitura di uno spazio tecnico. Le residenze, della durata di 10/15 giorni, si terranno in luoghi suggestivi e carichi di identità come Badolato, Polistena, Filadelfia e Soverato.

Qui, gli artisti selezionati non solo avranno a disposizione alloggio e supporto tecnico, ma saranno affiancati da tutor artistici, organizzativi e critici. Per ogni progetto è previsto un contributo economico compreso tra i 2.500 e i 5.000 euro, oltre alla produzione di materiale professionale (foto e video) e alla copertura assicurativa.

Quattro sezioni e una “Residenza Produttiva” d’eccezione

Il bando si articola in quattro sezioni specifiche, pensate per intercettare le diverse fasi del processo creativo:

  1. Trampolino: dedicata agli under 35 e ai talenti emergenti.
  2. In-Edite: per lavori ancora in fase embrionale che non hanno mai incontrato il pubblico.
  3. Danza: una sezione di prestigio curata da Virgilio Sieni, icona della danza contemporanea e direttore di CANGO Firenze.
  4. Sentieri: rivolta a progetti già inseriti in circuiti nazionali o internazionali riconosciuti dal MiC.

La vera punta di diamante dell’edizione 2026 è però la Sezione Speciale – Residenza Produttiva. Un solo progetto, giudicato particolarmente coerente con la missione del Centro, potrà beneficiare di un percorso di 45 giorni e di un finanziamento che oscilla tra i 10.000 e i 15.000 euro, garantendo un sostegno solido dalla creazione fino alla messa in scena finale.

L’arte che incontra la gente

C.Re.A. Calabria non è un’isola felice per soli addetti ai lavori. Ogni residenza prevede un patto con il territorio: agli artisti è richiesta la realizzazione di incontri di trasmissione artistica con la comunità locale e una restituzione pubblica finale. Questo scambio trasforma il borgo in un polo pulsante di partecipazione, dove il cittadino diventa spettatore attivo e l’artista trova nuova linfa nel confronto umano.

Grazie a una rete di partner d’eccellenza — tra cui il Teatro Stabile dell’Umbria, il Teatro del Grillo e il festival Ramificazioni — i progetti selezionati avranno inoltre la possibilità di accedere a repliche e ulteriori periodi di tutoraggio in tutta Italia.

Come partecipare

Le compagnie e gli artisti interessati hanno tempo fino al 7 giugno 2026 per inviare la propria candidatura tramite il form ufficiale disponibile sui siti dei promotori. I risultati saranno annunciati entro il 22 giugno, dando il via a una stagione di creatività che promette di cambiare il volto culturale della Calabria.

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Lifestyle

“Ali spezzate”: il ritorno alla poesia di Giuliana Paolini nel cuore della Toscana

📖 Giuliana Paolini torna in libreria con “Ali spezzate”, un viaggio profondo tra le emozioni, la memoria e la resilienza del cuore umano. Un’opera intima che trasforma la vita quotidiana in poesia universale.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇 #GiulianaPaolini #AliSpezzate #PoesiaItaliana #AlettiEditore

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Giuliana Paolini

Redazione-   È tra i vicoli suggestivi del centro storico aretino, dove la storia medievale incontra la quotidianità moderna, che nasce la voce poetica di Giuliana Paolini. La città, nota per le sue tradizioni letterarie e per aver dato i natali a figure di spicco della cultura italiana, accoglie oggi con orgoglio il nuovo progetto editoriale di questa autrice. “Ali spezzate”, pubblicato nella prestigiosa collana “I Diamanti della Poesia” di Aletti Editore, non è soltanto un libro, ma un vero e proprio percorso di rinascita biografica che trova la sua genesi proprio nel fermento culturale toscano.

Una scrittura che attraversa il tempo

Il legame di Giuliana Paolini con la scrittura ha radici lontane, affondando negli anni Ottanta. Quello che l’autrice definisce con affetto come il periodo dei suoi “figli di carta” è stato seguito da una lunga pausa, dettata dalle urgenze della vita familiare e professionale. Per anni, la penna è rimasta in un limbo di attesa, quasi sospesa. È stata la maturità, vissuta come una luminosa seconda giovinezza, a ricondurre Paolini verso il foglio bianco. A metà strada tra la tranquillità delle colline aretine e la frenesia dei giorni moderni, la poetessa ha trasformato il suo vissuto in versi, dando corpo a quella vulnerabilità che spesso temiamo di mostrare.

Le “Ali spezzate” citate nel titolo sono metafore stratificate: rappresentano l’infrangersi dei sogni giovanili, ma anche il peso della memoria e i legami affettivi che, nonostante le ferite inferte dalla vita, mantengono la capacità di sollevarsi ancora. Per l’autrice, scrivere significa tentare di rendere universali le emozioni individuali. L’obiettivo dichiarato è permettere al lettore non solo di immedesimarsi, ma di diventare parte integrante del processo creativo, attore protagonista insieme alla poetessa.

La quotidianità che diventa arte

La silloge esplora temi universali con un registro colloquiale, quasi diretto, che evita le complicazioni barocche per cercare la chiarezza del cuore. Nei versi di Paolini, il lettore incontra il dolore dell’addio ai genitori, ma anche la complessità dell’amore, inteso come un enigma che oscilla tra il desiderio fisico e la lucidità razionale. Particolarmente intenso è il capitolo dedicato ai figli, descritti come ancore necessarie in un mare spesso burrascoso. La casa editrice ha voluto valorizzare questa densità emotiva inserendo l’opera nel catalogo “I Diamanti della Poesia”, un contenitore che celebra la capacità di trasformare la sofferenza in valore estetico.

Giuseppe Aletti, editore e formatore che ha curato la prefazione, sottolinea come il libro non offra promesse di guarigione immediata o soluzioni a basso costo. Al contrario, l’opera mostra, con onestà intellettuale, la possibilità di continuare a camminare, anche nel silenzio dei momenti più difficili, preservando una scintilla di speranza verso il futuro. Il verso libero scelto da Paolini funge da ponte tra la sua esperienza sensoriale e quella di chi si avvicina al testo, costruendo una narrazione che parla di identità, solitudine e della ricerca costante di un senso autentico nel trascorrere del tempo.

Un percorso tra le pagine e il pubblico

Il progetto ha già varcato i confini regionali, approdando con successo al Salone Internazionale del Libro di Torino. Durante la kermesse, svoltasi tra il 14 e il 18 maggio 2026, l’opera è stata presentata presso gli stand di Aletti Editore, offrendo alla scrittrice aretina un palcoscenico di risonanza nazionale. Per l’autrice, partecipare a un evento di tale portata non è un semplice traguardo, ma un’ulteriore occasione di connessione umana.

La speranza di Paolini è che il libro, disponibile anche in formato e-book per intercettare un pubblico più vasto e digitale, possa essere raccolto da qualcuno in cerca di risposte o semplicemente di uno specchio in cui riflettere le proprie giornate. “Ali spezzate” si candida a essere un tassello fondamentale nel panorama poetico attuale, riportando al centro del dibattito culturale l’importanza di valori semplici, spesso trascurati. In un presente che corre veloce, la poetessa invita a una sosta necessaria, un momento di introspezione in cui il vuoto interiore può essere finalmente riempito dalla forza della parola scritta.

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Magnifica Humanitas: la trilogia di Guadagnuolo dialoga con la valutazione etica della Santa Sede sull’intelligenza artificiale

🎨 L’arte dialoga con la Santa Sede sull’intelligenza artificiale: la splendida trilogia “Magnifica Humanitas” di Francesco Guadagnuolo interpreta visivamente l’Enciclica di Papa Leone XIV e l’intervento vaticano all’ONU, rimettendo al centro la dignità dell’uomo nell’era degli algoritmi. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#francescoguadagnuolo #santasede #intelligenzaartificiale #arteecultura #vaticano

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3-Francesco Guadagnuolo - La riconciliazione

Il dibattito globale sull’era digitale tra teologia e arte contemporanea

Redazione – Nel giro di poche settimane, due rilevanti interventi ufficiali della Santa Sede hanno ridefinito in modo profondo il perimetro etico entro cui la comunità internazionale è chiamata a interrogarsi sul futuro e sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale. La recente pubblicazione dell’Enciclica Magnifica Humanitas, promulgata da Papa Leone XIV il 25 maggio 2026, ha offerto una complessa visione teologica incentrata sulla dignità dell’uomo nell’era digitale. A questo documento si è aggiunto il successivo intervento della Delegazione vaticana presso le Nazioni Unite a New York, avvenuto il 19 giugno 2026, volto a richiamare con forza la responsabilità globale nell’uso corretto delle tecnologie emergenti. In questo scenario culturale di portata mondiale, la trilogia pittorica intitolata proprio Magnifica Humanitas, realizzata dall’artista Francesco Guadagnuolo, non si limita a rispecchiare il dibattito filosofico, ma lo interpreta e lo amplia. L’opera dell’artista, nominato Ambasciatore di Pace dall’Universal Peace Federation, diventa un luogo simbolico in cui la riflessione etica e la fragilità dell’umano trovano una forma visiva d’impatto.
Il dialogo interattivo presso l’ONU ha evidenziato come la tecnologia non possa mai essere considerata neutrale, poiché ogni algoritmo incorpora precise scelte antropologiche. Il portale multimediale Vatican News, attraverso un dettagliato intervento a firma di Daniele Piccini diffuso il 20 giugno, ha rimarcato la necessità impellente di una governance globale dell’intelligenza artificiale che sia fondata sul discernimento spirituale. La produzione artistica di Francesco Guadagnuolo si inserisce perfettamente in questo solco, proponendo una vera e propria teologia visiva attraverso tre quadri che rappresentano altrettante soglie concettuali: la luce, la ferita e la riconciliazione finale, giocate sul costante conflitto simbolico tra i concetti storici di Babele e Gerusalemme.

La luce e la ferita nelle prime due opere del ciclo pittorico

Il percorso inaugurale della trilogia si open con la tela intitolata Humanitas Originaria – La luce che discende, un acrilico e collage su tela di centocinque per sessantacinque centimetri. In questo dipinto, veli di luce bianchi e perlacei scendono dal cielo come membrane cosmiche, all’interno delle quali emergono sottili croci orizzontali integrate nella luminosità stessa. Nella parte sottostante, il maestro Francesco Guadagnuolo raffigura una suggestiva Gerusalemme immersa nella nebbia, sulle cui strade sono disseminate numerose croci che evocano la memoria dei caduti di tutte le guerre e le prime storiche dispersioni dell’umanità. L’opera risponde idealmente all’invito di Papa Leone XIV nel riconoscere la fragilità come luogo di rivelazione, ricordando che la dignità umana nasce dalla luce che la attraversa.
Il secondo elemento del ciclo, intitolato Humanitas Ferita – La guida inattesa, si presenta come un arazzo e pittura a olio e acrilico di centodieci per cento cinquanta centimetri. Sulla tela appare la figura contemporanea di una ragazza che stringe uno smartphone nella mano destra e un fiore bianco nella sinistra. Lo strumento tecnologico diventa l’icona dell’intelligenza artificiale diffusa nella quotidianità, mentre il fiore rappresenta la contro-forza della vita organica irriducibile a un semplice dato informatico. La postura instabile della giovane simboleggia l’umanità del ventunesimo secolo, sospesa nella Babele digitale, dove la tecnica cresce più rapidamente della coscienza sociale. L’autore non celebra la tecnologia, ma ne espone i rischi, suggerendo che la salvezza risieda nel tenere insieme progresso e natura.

L’orizzonte dorato della riconciliazione e la fine del caos

La conclusione della trilogia si compie con il terzo quadro, intitolato La Riconciliazione, un acrilico e collage su tela di centodieci per settantacinque centimetri, che rappresenta la risposta definitiva al caos della Babele digitale. La scena è interamente avvolta da un suggestivo orizzonte dorato, metafora di un tempo di rivelazione spirituale. Al centro esatto della composizione si trova il pane della solidarietà, inteso come un profondo gesto etico capace di ricomporre le fratture della storia, le guerre e le povertà. La parte superiore della tela mostra una Gerusalemme cosmica immersa in un oro paradisiaco di pace, dove la dispersione trova finalmente un centro e la tecnica ritrova un limite etico invalicabile.
Questo trittico d’arte transrealista dialoga in sequenza con l’Enciclica del 25 maggio, con l’intervento vaticano all’ONU del 19 giugno e con la successiva diffusione mediatica operata dagli organi di stampa della Santa Sede. L’opera complessiva di Francesco Guadagnuolo si offre come un contributo culturale decisivo, una testimonianza che ricorda come l’uomo, anche nell’epoca dominata dagli algoritmi matematici e dalle macchine intelligenti, rimanga un luogo sacro di espressione, sospeso tra il limite della materia e la grazia dello spirito.

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James E. Grunig: arriva in Italia la nuova antologia che riscrive il futuro delle relazioni pubbliche

Milano, nel cuore pulsante dell’editoria accademica e professionale italiana, si prepara ad accogliere un’opera destinata a lasciare un segno profondo nel panorama della comunicazione strategica. La pubblicazione, che vede la luce grazie a una sinergia di spessore tra il mondo universitario e la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI)

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James E. Grunig: arriva in Italia la nuova antologia che riscrive il futuro delle relazioni pubbliche

Fabrizio Vignati

Redazione-  Milano, nel cuore pulsante dell’editoria accademica e professionale italiana, si prepara ad accogliere un’opera destinata a lasciare un segno profondo nel panorama della comunicazione strategica. La pubblicazione, che vede la luce grazie a una sinergia di spessore tra il mondo universitario e la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (FERPI), offre un mosaico inedito sul pensiero di James E. Grunig, figura che ha saputo trasformare le relazioni pubbliche da semplice strumento di visibilità a disciplina scientifica rigorosa. Il volume, meticolosamente curato da Fabrizio Vignati, professore e Direttore scientifico di FerpiLab, giunge in un momento di grande fermento per il settore, segnato dalla necessità di ridefinire il ruolo del comunicatore nell’era della complessità digitale.

Un percorso accademico tra teoria e pratica professionale

La genesi di questo progetto editoriale affonda le radici in una collaborazione diretta con lo studioso statunitense, permettendo di superare i limiti delle classiche traduzioni accademiche. L’opera si articola su tre binari distinti che dialogano in modo costante con il lettore. In apertura, il saggio firmato da Vignati ripercorre l’evoluzione intellettuale di Grunig, tracciando una linea rossa che parte dai primi studi pionieristici fino al consolidamento del modello simmetrico a due vie. Questo percorso trova il suo apice nel documento inedito My journey in Public Relations, una conversazione avvenuta nel maggio 2025 che assume il valore di una confessione biografica. Qui, tra le pagine che esplorano il legame tra la ricerca accademica e la pratica lavorativa, Grunig si spoglia della veste di teorico per raccontare il senso profondo della sua missione professionale. Tale approccio rende il libro non soltanto un manuale per studenti che frequentano le aule di via Festa del Perdono o i poli universitari milanesi, ma uno scrigno di riflessioni per chi vive quotidianamente la professione nelle piazze digitali e negli uffici di direzione comunicazione.

I temi centrali del volume e il contributo di Ferpi

Il cuore pulsante dell’antologia è costituito da sette saggi selezionati con la supervisione dell’autore, che spaziano ben oltre i confini del noto Excellence study. Gli argomenti affrontati toccano i nervi scoperti dell’attualità: dalla gestione strategica delle relazioni tra organizzazione e società, fino al ruolo cruciale dell’inclusione sociale e dell’etica professionale. Particolare attenzione merita il saggio di chiusura, Public relations, social inclusion, and social exclusion, scritto nel 2023, che analizza come la comunicazione possa agire da catalizzatore per l’integrazione democratica o, al contrario, alimentare la frammentazione del discorso pubblico. Il sostegno dell’Università IUSTO e l’impulso dato da FERPI confermano l’importanza di questo lavoro come bussola per i professionisti italiani, spesso chiamati a confrontarsi con crisi di fiducia crescenti e una polarizzazione mediatica senza precedenti. Filippo Nani, nella sua introduzione, sottolinea come la struttura del volume favorisca un accesso facilitato anche ai neofiti, abbattendo la barriera dell’eccessivo tecnicismo pur mantenendo intatta la solidità scientifica che contraddistingue l’opera di Grunig.

Il valore del pensiero di grunig nell’era contemporanea

Toni Muzi Falconi, nella prefazione, inquadra l’operazione in una cornice più ampia, ovvero quella del “governo delle relazioni” (GOREL), un concetto che trova nel lavoro di Grunig una base teorica indiscutibile. Il dibattito che emerge dalle pagine di questo libro interroga direttamente il professionista moderno: in un ecosistema dominato da algoritmi e messaggi istantanei, quale deve essere la posizione di chi presidia la comunicazione? La risposta che scaturisce dall’antologia è netta. La comunicazione non è mai un mero atto di persuasione, bensì un complesso processo di gestione strategica che deve essere inserito ai massimi livelli decisionali di ogni organizzazione. Leggere questo libro significa immergersi in una visione che rigetta l’idea delle relazioni pubbliche come semplice decorazione, preferendo una prospettiva in cui l’etica del dialogo diventa l’asset principale. Dalle sedi istituzionali alle agenzie creative del centro cittadino, questo volume si candida a diventare un testo di riferimento per chiunque voglia comprendere le dinamiche sottostanti alla costruzione del consenso informato, offrendo chiavi di lettura ancora valide per affrontare le sfide del decennio in corso.

 

James E. Grunig

James E. Grunig è professore emerito di comunicazione all’Università del Maryland. Autore di oltre 250 pubblicazioni sulle relazioni pubbliche, tra cui Managing Public Relations e i tre volumi sulla Excellence Theory, è cofondatore del Journal of Public Relations Research. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi premi e dottorati honoris causa, e il suo pensiero ha avuto un impatto duraturo sulla ricerca accademica e sulla pratica professionale a livello globale.

Fabrizio Vignati

Fabrizio Vignati è giornalista, socio del CIPR di Londra e Presidente di FERPILab (FERPI). Si occupa di relazioni pubbliche e istituzionali, è professore di relazioni pubbliche in diverse università e business school. È autore dei volumi scientifici Financial P.R. (2014) e Public Relations (2024).

Il libro

Titolo:​My Journey in PR

Autore:       James E. Grunig

A cura di:   Fabrizio Vignati

Editore:      FrancoAngeli

Prezzo:​€ 36,00

ISBN:​  978-88-351-7525-4

Il volume è disponibile in libreria e sul sito di FrancoAngeli, nonché sui principali store online.

Cover

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