Psicologia delle relazioni
LA DONNA IDEALE? NON È MAI LA PROPRIA ! | LA POSTA DEL CUORE “AMORE E TRADIMENTI ” DI ALESSANDRA HROPICH
Redazione- Alessandra, sono un uomo sposato da vent’anni, ho tre figli, quattro nipoti, due cani, due macchine, una grande casa in città, una in montagna, una al mare e uno stipendio medio-alto.
Insomma, sulla carta non mi manca nulla. E invece mi manca sempre qualcosa: tutte le donne che mi piacciono e che, guarda caso, non sono mai mia moglie.
Sul lavoro è una tortura continua: colleghe prosperose, sederi importanti, seni da infarto. Io lì, costretto al ruolo del professionista serio mentre dentro di me parte il carnevale degli ormoni.
E poi ci sono le giovani: capelli al vento, gambe lunghe, mulatte dagli occhi scuri e misteriosi… praticamente un attentato ambulante alla mia quiete mentale.
Il peggio è quando devo pure prendere ordini da qualche dirigente bella e autoritaria. Lei parla di budget e strategie, io penso che vorrei strapparle il tailleur e dimenticare la riunione. Altro che KPI.
Non va meglio nel palazzo dove abito: arrivano ogni tanto giovani inquiline straniere, belle e irraggiungibili. Così divento freddo e scostante. Tanto so già che non mi guarderebbero nemmeno di striscio: frequentano ragazzi più giovani, mica uno come me.
Anche nei negozi succede il dramma. Mia moglie prova vestiti, arriva la commessa carina e io divento nervoso. Invento sempre la scusa dell’impazienza, esco fuori e mi fumo una sigaretta per calmarmi.
Mia moglie pensa che io odi fare shopping. Magari. La verità è che sto cercando di non fissare la commessa come un adolescente in piena tempesta ormonale.
Sul lavoro faccio lo stesso: se una donna che mi piace è superiore, divento remissivo; se è mia pari, faccio l’antipatico per evitare confidenza.
Sarò strano, ma almeno così evito il rischio di desiderare apertamente chi tanto non me la darebbe mai.
Questo sono io. E secondo me non sono nemmeno l’unico, anzi.
Si desidera sempre ciò che non è alla nostra portata.
Umberto da San Lazzaro di Savena
Caro Umberto, tranquillo: lei non è un caso clinico raro, ma un perfetto esemplare del maschio mediterraneo modello “padre e marito irreprensibile fuori, film vietato ai minori dentro”.
Ne ho conosciuti tantissimi: uomini serissimi, rispettabili, con famiglia del Mulino Bianco, bollette pagate e aria da persone equilibrate, che però davanti alla collega prosperosa o alla vicina straniera vanno improvvisamente in cortocircuito neuronale.
La differenza è che alcuni almeno lo ammettono a sé stessi.
Quasi tutti fanno gli indignati moralisti mentre osservano il panorama femminile da sopra gli occhiali con la discrezione di un faro nella nebbia.
Il suo schema, poi, è un classico senza tempo:
più una donna le piace, più lei diventa freddo, antipatico o schivo.
Non è antipatia: è autodifesa mescolata a frustrazione.
Una specie di: “siccome non posso averti, faccio finta che quasi mi infastidisca”.
Una scena che ho visto migliaia di volte e che ancora oggi continuo a vedere.
Praticamente la quinta elementare emotiva applicata agli adulti con mutuo e dichiarazione dei redditi.
E guardi che le donne lo capiscono quasi sempre.
Quando un uomo diventa inspiegabilmente rigido, nervoso o polemico con una donna molto piacente, raramente la sta disprezzando: spesso sta solo cercando di non sbavare in pubblico mantenendo un minimo di dignità istituzionale.
Le mogli, invece, molte volte, scelgono il nobile sport della finta inconsapevolezza.
Perché la verità è che tantissime coppie sopravvivono grazie a un tacito accordo di omissioni eleganti.
Quale marito direbbe serenamente alla moglie:
“Cara, mentre sceglievi il cappotto, io stavo vivendo un film erotico con la commessa”?
E quale moglie racconta davvero ogni pensiero che le attraversa la mente davanti a un uomo affascinante, più giovane o semplicemente diverso dal marito?
Nessuna.
L’essere umano desidera sempre che non ha.
L’ erba del vicino è sempre più verde, ma nella fantasia collettiva, anche la donna del vicino non scherza affatto.
Solo che alcuni trasformano il desiderio in poesia, altri in silenzi, altri ancora in improvvisa antipatia condominiale e fughe strategiche verso la sigaretta.
Lei almeno ha una qualità rara: un minimo di lucidità su sé stesso e il coraggio di confessarlo in questa rubrica.
Molti uomini fanno esattamente quello che fa lei, però poi si presentano al mondo come monaci tibetani della fedeltà mentale.
Ma sì, su una cosa ha perfettamente ragione: non è il solo.
La mia lunga esperienza di osservatrice mi porta a confermare che siete in tantissimi a desiderare continuamente ciò che non avete, pur indossando per tutta la vita la maschera di uomini seri, controllati e irreprensibili.
La commedia sociale funziona così: tutti recitano la parte delle persone equilibrate e poi combattono privatamente con desideri, fantasie e piccole frustrazioni quotidiane.
E come scriveva qualcuno:
“Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.”
Mi potete mandare un messaggio privato su Facebook
https://www.facebook.com/share/1BR8mhPFm5/
O su linkedin https://www.linkedin.com/in/alessandra-hropich-0990b67a?utm_source=share&utm_campaign=share_via&utm_content=profile&utm_medium=android_app
O su Instagram https://www.instagram.com/alessandra_hropich?utm_source=qr&igsh=MWY5dnhhOWVyaGJqZA=
Psicologia delle relazioni
Un uomo vero vede solo una donna, non parla con quelle che gli piacciono, né con quelle a cui lui piace… |La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich
Cara dottoressa, sto cercando un uomo vero ed ho scritto poche regole che chiederò ad un’agenzia matrimoniale perché ogni candidato sia con le caratteristiche che cerco.
Parto dalla poche e fondamentali regole:
Un vero uomo non parla con le donne che gli piacciono, le evita accuratamente.
#PostaDelCuore
#LetteraDalCuore
#ConfessioniDalCuore
#ParoleDalCuore
#CuoreInMano
#ScrivimiAncora
#AmoreInParole
#EmozioniVere
#PensieriDAmore
#TraCuoreEPenna
#StorieDAmore
#CuoriInAscolto
#TiHoAmato
#AncoraTu
Redazione- Cara dottoressa, sto cercando un uomo vero ed ho scritto poche regole che chiederò ad un’agenzia matrimoniale perché ogni candidato sia con le caratteristiche che cerco.
Parto dalla poche e fondamentali regole:
Un vero uomo non parla con le donne che gli piacciono, le evita accuratamente. Non considera quelle a cui lui piace. Mette in archivio tutte quelle che gli piacevano che non esistono più nella sua mente. Un uomo con la U maiuscola cancella il genere femminile dalla sua mente e rimuove tutti i contatti che non siano di uomini o di donne altamente insignificanti.
Io non amo il fatto di essere presa in giro da un uomo che, mentre sta con me, butta l’occhio sul culo di quella, sulle gambe di quell’altra, sulle tette di quell’altra ancora. Un uomo si definisce vero perché davvero rispetta delle regole base verso una donna. Oggi, con tutte le distrazioni che ci sono, ancora di più servono occhi attenti verso il proprio uomo che, in ogni caso, spero di trovare quanto prima.
Non le sembra intelligente la mia richiesta che intendo fare all’agenzia matrimoniale?
E poi, sento che ci sono davvero in giro uomini che non spostano gli occhi su altre donne e nemmeno ci parlano, questo è vero rispetto verso una donna, la propria!
Gianna da Orvieto
Cara Gianna,
la sua richiesta è assolutamente comprensibile quanto inverosimile. Del resto, chi non sogna un uomo che, una volta innamorato, diventi una sorta di monaco medievale dotato di paraocchi permanenti? Un individuo che attraversa il mondo ignorando l’esistenza di metà della popolazione terrestre e che, davanti a una bella donna, reagisce con lo stesso entusiasmo che riserverebbe a un cartello stradale.
Purtroppo, tra il sogno e la realtà esiste una certa distanza.
Lei cerca un uomo che non guardi, non noti, non parli e possibilmente non ricordi nemmeno che esistano altre donne. Io, invece, vivendo da anni in mezzo agli esseri umani, ho ben compreso che gli uomini sono leggermente più complicati di così.
Prendiamo ad esempio molti dei miei vicini di casa e numerosi conoscenti. Alcuni evitano accuratamente di parlarmi. Altri non salutano nemmeno. Altri ancora sfoggiano una freddezza che farebbe sembrare cordiale un esattore delle tasse.
Se fossi ingenua, penserei di essere insopportabile.
Ma poi accade sempre qualcosa di curioso.
Quando incontro alcuni di questi stessi uomini lontano da casa, magari in ospedale, in un’altra città o comunque a distanza di sicurezza dalle rispettive mogli, ecco che il ghiacciaio si scioglie miracolosamente. I musi lunghi diventano sorrisi, la scortesia si trasforma in galanteria e l’uomo che il giorno prima sembrava allergico al saluto improvvisamente diventa una persona adorabile.
Uno si è persino separato e pareva rinato dopo la separazione e disposto a riprendere a socializzare di brutto con le donne (non sembrava più lui).
Un altro è rimasto vedovo e, diciamo così, il lutto non gli ha impedito di ritrovare molto rapidamente la voglia di fare il galletto già dal giorno del funerale.
Per questo motivo faccio fatica a credere all’esistenza di tutti questi uomini eroici che non guardano e non parlano alle donne.
Molto più spesso ho osservato uomini che non guardano le altre e non parlano quando la moglie è a due metri di distanza.
Oppure uomini che non guardano e non parlano quando sanno perfettamente di non avere alcuna possibilità con la donna desiderata.
La differenza è sottile, ma esiste.
Anche alcuni single si mostrano freddi e distaccati con me. Non perché siano asceti dediti alla castità dello sguardo, ma perché, a detta loro, sarei troppo esigente, troppo aristocratica, troppo altezzosa e quindi fuori portata. Tradotto: meglio fare i distaccati che rischiare una figuraccia.
È sorprendente come certi uomini riescano a trasformare una mancanza di coraggio in una dimostrazione di virtù.
Perciò, cara Gianna, temo di doverla deludere.
L’uomo che non parla con quelle che gli piacciono e nemmeno con quelle a cui lui piace probabilmente non esiste. Oppure vive in una grotta senza connessione con il mondo esterno.
Esistono invece uomini che si controllano e uomini rispettosi.
Ma non confondiamo il rispetto con l’assenza totale di interesse per il resto del genere femminile.
Perché, da quello che ho osservato nella vita, gli uomini che non guardano mai nessuna donna sono una rarità.
Ma va detto che gli uomini tradiscono in ogni caso, magari, chi si mostra scostante con una donna perché vicino la moglie, è il primo a tradirla. Personalmente, ho moltissimi dubbi sulla fedeltà di quei mariti che sembrano seri e per nulla interessati alle altre, se volessi trovare gli infedeli più accaniti, andrei a pescare tra tutti quelli che non salutano, non parlano con le altre mentre sono con le mogli, è una tattica vecchia quanto il mondo!
Per concludere, se proprio devi cercare un uomo, al di là della discutibile scelta di rivolgerti ad
un’ agenzia matrimoniale, non chiedere delle caratteristiche di un uomo che non dicono proprio nulla della sua (reale) serietà!
Mi potete mandare un messaggio privato su Facebook
https://www.facebook.com/share/1BR8mhPFm5/
O su linkedin https://www.linkedin.com/in/alessandra-hropich-0990b67a?utm_source=share&utm_campaign=share_via&utm_content=profile&utm_medium=android_app
O su Instagram https://www.instagram.com/alessandra_hropich?utm_source=qr&igsh=MWY5dnhhOWVyaGJqZA==
Psicologia delle relazioni
Bambole di gomma, mie rivali ! | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich
Mi vergogno anche a raccontarle quanto ho visto ma voglio farlo ugualmente. Sono sposata da quindici anni con un uomo meraviglioso. È un uomo impegnato nel settore della giustizia ed ha un ruolo di tutto rispetto.
#PostaDelCuore
#LetteraDalCuore
#ConfessioniDalCuore
#ParoleDalCuore
#CuoreInMano
#ScrivimiAncora
#AmoreInParole
#EmozioniVere
#PensieriDAmore
#TraCuoreEPenna
#StorieDAmore
#CuoriInAscolto
#TiHoAmato
#AncoraTu
Redazione- Mi vergogno anche a raccontarle quanto ho visto ma voglio farlo ugualmente. Sono sposata da quindici anni con un uomo meraviglioso. È un uomo impegnato nel settore della giustizia ed ha un ruolo di tutto rispetto.
Tutto andrebbe a meraviglia se non fosse per una discussione che abbiamo avuto da poco e per la prima volta su un argomento imbarazzante per me: ho scoperto che, in una stanzetta chiusa ed ermetica del suo studio privato, lui ha tre bambole di gomma con cui vive i suoi momenti di piacere erotico.
Io vado rarissimamente allo studio di mio marito. Quel giorno della sconcertante scoperta ero andata per un’emergenza e, fatalmente, quella stanzetta sempre chiusa era aperta.
Ho potuto leggere altresì dal pc di mio marito che aveva cercato con cura un certo tipo di bambole. Due apparivano molto usate e non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di mio marito alle prese con quei corpi finti.
Decido di andare via dallo studio e non ne ho parlato con mio marito a casa.
Ma, qualche giorno prima, proprio lui mi aveva più o meno bonariamente rimproverato perché non gli avevo rivelato un mio segreto. Si era anche inquietato dicendomi che tra moglie e marito non debbono esserci segreti.
Solo che il mio segreto riguardava la prenotazione di una vacanza senza prima consultarlo.
Lui invece non fa più sesso con me da oltre cinque anni ma, in compenso, mi ha sostituito con una bambola di gomma, si rende conto?
Ed io cosa sarei per lui?
Che sfacciataggine però rimproverare la propria moglie per uno sciocco segreto su una vacanza e poi nascondere di desiderare un corpo inanimato.
Sono disgustata, anche se voglio molto bene a mio marito.
Certo, mi piacerebbe che lui guarisse. Dottoressa, pensa che un sessuologo e/o uno psicologo potrebbero normalizzarlo?
Oltretutto io ero convinta che mio marito avesse raggiunto la pace dei sensi, non che comprasse bambole per fare sesso.
Non dico di sentirmi tradita ma mortificata, sì.
Graziella da Chiasso
Carissima,
meno male che, per decisione mia e della Redazione, non debbo dare più consigli ma solo cercare di illustrare l’entità dei fenomeni che mi vengono raccontati. Nel suo caso, se mi avesse, in passato chiesto se lasciare o meno suo marito, mi sarei sentita davvero di troppo.
La Cassazione, tempo fa, aveva dato ragione ad una moglie che si sentiva tradita da un marito che consumava sesso con una bambola di gomma nel box sotto casa. La Cassazione riconobbe il tradimento.
Io, pur comprendendo quella decisione, aggiungo una riflessione di carattere umano e psicologico.
Molte persone immaginano che il ricorso ad una bambola erotica sia soltanto una questione di desiderio sessuale. Talvolta può esserlo, ma in altri casi, può rappresentare qualcosa di più complesso: la ricerca di una sessualità senza confronto, senza vulnerabilità emotiva, senza il timore del giudizio o del rifiuto.
Non conosco suo marito e sarebbe scorretto formulare diagnosi a distanza, tuttavia la presenza di una vita sessuale completamente separata da quella coniugale da oltre cinque anni lascia pensare che il problema non sia semplicemente il desiderio fisico. Potrebbe esserci una difficoltà relazionale, un disagio nell’intimità o una modalità di vivere la sessualità che, per varie ragioni, egli preferisce tenere lontana dalla coppia.
Tolga però dalla sua mente l’idea di “normalizzare” suo marito. Le persone non si cambiano per decreto e nessun professionista serio promette di riportare qualcuno ad una presunta normalità.
Uno psicologo o un sessuologo potrebbero certamente aiutare a comprendere il significato di questo comportamento, ma soltanto se fosse suo marito a riconoscere l’esistenza di un problema e ad accettare liberamente un percorso.
Di sicuro, il primo nodo da affrontare non è la bambola in sé, bensì il silenzio che da anni si è creato nella vostra vita intima e la distanza che lei oggi avverte.
In più, precisando che ho competenze giuridiche e non mi occupo di sesso, le confesso di non essere particolarmente ottimista quando una persona si è stabilmente rifugiata in una sessualità completamente sostitutiva del rapporto di coppia.
Se conoscessi lei o suo marito, mi verrebbe più facile capire il motivo della discutibile scelta di sostituirla con un essere inanimato, credo proprio che non è una scelta casuale e magari lei, i motivi, li conosce meglio di me ma li rifiuta. Nulla succede per caso.
Mi potete mandare un messaggio privato su Facebook
https://www.facebook.com/share/1BR8mhPFm5/
O su linkedin https://www.linkedin.com/in/alessandra-hropich-0990b67a?utm_source=share&utm_campaign=share_via&utm_content=profile&utm_medium=android_app
O su Instagram https://www.instagram.com/alessandra_hropich?utm_source=qr&igsh=MWY5dnhhOWVyaGJqZA==
Psicologia delle relazioni
Tutte le donne me la danno. Ma la felicità, chi me la dà? | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich
Redazione- Cara Alessandra, sono un imprenditore piuttosto noto e benestante. Dopo un matrimonio lampo mi sono separato e oggi posso dire di divertirmi con tante donne, di ogni genere. Mi piace cambiare: dalle nere alle bianche, di ogni nazionalità. Alcuni amici mi dicono che non ho mai pace con il gentil sesso, ma non è così. Io amo cambiare e non mi annoio di certo.
Eppure sono a disagio quando qualcuno mi chiede se sono felice. Non mi sento felice perché posso andare con 100, 1000 o 10000 donne. Sono abbastanza soddisfatto della mia professione, che svolgo al meglio, ma nessuna donna riesce davvero a farmi sentire felice.
Ho la fortuna di essere sedotto dalle donne più giovani e belle, ma, finita la fase della conquista, della seduzione e del sesso sfrenato, che cosa rimane?
So che hai scritto un libro sulla felicità che non ho letto, forse perché sono terrorizzato dall’idea di scoprire di non esserlo.
La mia vita, pur piacevole tra viaggi, barche, belle donne e panorami mozzafiato, non mi regala la felicità che vorrei. Appena finisce la festa, torno a essere un uomo non felice.
È possibile una cosa del genere?
Eppure, per tanta gente, il benessere finanziario è sinonimo di gioia perenne.
Quanto è sciocco il mondo che non capisce proprio niente e, forse, sono sciocco anch’io.
Piero da Superga
Carissimo, la felicità è l’argomento del mio secondo libro, dove spiego molto chiaramente che nessuna coscia lunga, nessun capello al vento e nessuna sagoma femminile, anche la più bella del pianeta, sono o saranno mai una garanzia di felicità per un uomo.
La cosa più assurda è sperare che qualcuno ci dia la felicità. Se fosse così, basterebbe un banalissimo colpo di vento che sposta una tenda perché tutto svanisca in un attimo.
Non esiste al mondo chi possa regalare la felicità agli altri. Ognuno può soltanto trovarla dentro di sé, senza appoggiarsi completamente a questo o a quello.
Trovo molto vero il pensiero di Nietzsche quando dice: «Diventa ciò che sei».
È sorprendentemente facile vivere per imitazione. Sin da piccoli scegliamo modelli, esempi, persone da seguire. Ma spesso le regole e gli ideali che ci vengono suggeriti non coincidono affatto con il nostro sentire più autentico.
Essere felici non è una possibilità maggiore per chi ha tanti soldi o tante donne. Lei stesso ne è la prova.
Andare a donne, vivere il sesso con le più appetibili, significa soprattutto saziarsi. Se mangio tanta pasta che adoro o una quantità industriale dei miei dolci preferiti, provo certamente soddisfazione e appagamento momentaneo, ma non per questo divento felice.
La psicologia distingue molto bene tra piacere e felicità: il piacere è intenso ma breve e ha bisogno di essere continuamente rinnovato; la felicità, invece, ha a che fare con il significato che attribuiamo alla nostra vita, con la sensazione di essere in accordo con ciò che siamo davvero.
Ho notato che troppa gente parla di felicità senza aver mai riflettuto seriamente sul significato di questa parola. Così continua a cercarla nelle cose, nelle persone e negli eventi, come se fosse nascosta da qualche parte fuori da sé.
Veniamo a lei.
Tra le tante bellezze incontrate in giro per il mondo, ne ha mai trovata una che la spronasse a essere davvero se stesso? Una donna si è mai interessata alla sua anima più che al suo conto in banca? Qualcuna si è mai preoccupata della sua felicità e della sua vera natura?
Ha mai incontrato una donna con cui fosse già un piacere dialogare, grazie a un’intesa speciale o alla sensazione di essere compreso come da nessun’altra, anche senza sesso? La felicità passa dalla mente: dall’essere capiti, incoraggiati e liberi di mostrarsi per ciò che si è davvero, senza dover interpretare un ruolo. Le sembra poco? La persona che può aiutarla ad avvicinarsi alla felicità è quella che, anche quando se ne va, le lascia qualcosa dentro che nessun altro è riuscito a lasciarle.
Perché il punto non è trovare una donna che le dia la felicità ma incontrare qualcuna che la aiuti a ricordare chi vuole essere quando la festa finisce, le luci si spengono e rimane soltanto lei davanti a se stesso.
E quella, mi creda, è una conquista molto più rara di qualsiasi donna.
Mi potete mandare un messaggio privato su Facebook.
Facebook: https://www.facebook.com/share/1BR8mhPFm5/
LinkedIn: https://www.linkedin.com/in/alessandra-hropich-0990b67a
Instagram: https://www.instagram.com/alessandra_hropich
-
Piana del Cavaliere6 giorni faCarsoli – Auto danneggiate nella notte , autori riconosciuti dalle telecamere di sorverglianza
-
Piana del Cavaliere6 giorni faTari, Imu e tributi locali: il Comune di Carsoli approva la definizione agevolata senza sanzioni né interessi fino a 10,5 milioni di euro
-
Politica6 giorni faRiforma elettorale, la proposta di Sforzini per restituire il voto agli italiani
-
Territorio5 giorni faCollalto Sabino ospita la sedicesima edizione del campo scuola per giovani volontari
-
Psicologia delle relazioni3 giorni faUn uomo vero vede solo una donna, non parla con quelle che gli piacciono, né con quelle a cui lui piace… |La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich
-
Cronaca2 giorni faSorelle scomparse da Civitella Alfedena, sentito per oltre sei ore il fidanzato di Alisya: “Non è indagato”
-
Politica6 giorni faIl programma del generale Vannacci: una critica politica sui conti pubblici
-
Territorio6 giorni faIl grido d’allarme sollevato da Gianluca Quadrini: mobilità negata per i comuni montani

