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Cultura

SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI | APPUNTAMENTI DAL 22 AL 28 MAGGIO 2026

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SOVRINTENDENZA CAPITOLINA AI BENI CULTURALI | APPUNTAMENTI DAL 22 AL 28 MAGGIO 2026

Redazione-  La settimana si preannuncia varia e ricca di appuntamenti, dall’atteso ritorno della Notte dei Musei ai cicli di incontri e presentazioni editoriali, fino agli itinerari sul territorio e alle visite guidate alle mostre in corso. Di seguito, alcune delle iniziative promosse dal 22 al 28 maggio 2026 da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali.

Al centro della programmazione, sabato 23 maggio in contemporanea con la Nuit Européenne Des Musées, è la Notte dei Musei 2026, storica manifestazione che unisce arte, cultura e intrattenimento in un’unica esperienza. I Musei civici capitolini e molti altri spazi culturali della città resteranno aperti in orario straordinario, dalle 20.00 alle 2.00, offrendo un ampio programma di eventi e spettacoli dal vivo.

www.museiincomuneroma.it/it/mostra-evento/notte-dei-musei-2026

Tra gli altri appuntamenti della settimana, sono in agenda due incontri al Museo di Roma a Palazzo Braschi (entrambi a ingresso libero in Sala Tenerani fino a esaurimento posti). Per il ciclo di presentazioni editoriali Libri al Museomercoledì 27 maggio alle 17.00 Lisa Roscioni presenta Questa è una bella istoria. Il processo alla badessa di Castro, 1573-1574: accompagnato da un’introduzione storica e filologica, il volume riporta la trascrizione integrale del processo intentato contro Elena Orsini di Pitigliano e il vescovo Francesco Cittadini per la loro relazione illecita. Uno scandalo, reso celebre dal romanzo di Stendhal, che documenta l’ambiente religioso del Cinquecento e il dramma delle monacazioni forzate. Insieme all’autrice intervengono Ilaria Miarelli Mariani (Sovrintendenza Capitolina), Simona Feci (Università di Napoli L’Orientale), Fernanda Alfieri (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna) e Michele Di Sivo (archivista e storico). www.museodiroma.it

Giovedì 28 maggio alle 16.30, invece, nell’ambito del ciclo Roma Racconta…, nella stessa sede si terrà la conferenza Produzione e potere pubblico in Italia centrale tra XII e XVI secolo, un dialogo tra storici e archeologi su partecipazione pubblica e l’importanza degli spazi della manifattura nella Roma medievale e moderna. Intervengono Umberto Longo (Sapienza Università di Roma – Istituto Storico Italiano per il Medioevo), Franco Franceschi (Università degli Studi di Siena), Giorgia Annoscia (Sapienza Università di Roma – Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici), Andrea Fara (Sapienza Università di Roma) e Francesca Zagari (Sovrintendenza Capitolina). www.museodiroma.it/it/didattica/produzione-e-potere-pubblico-italia-centrale-tra-xii-e-xvi-secolo

Lo stesso giovedì 28 maggio, ma alle 17.00, per il ciclo Le parole delle scrittrici, al Museo di Roma in Trastevere la germanista, traduttrice e autrice Laura Bocci approfondirà la figura di Rosa Luxemburg (1871-1919), economista e filosofa di stampo marxista ma anche appassionata di scienze e botanica. Il suo Erbario di prigionia, composto tra il 1915 e il 1918, resta ancora oggi un potente invito a trovare la bellezza nella natura, in sintonia con la sensibilità del Romanticismo tedesco. Ingresso libero in Sala Multimediale fino a esaurimento posti (prenotazione consigliata allo 060608).

www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/rosa-luxemburg-il-partito-dei-fiori-e-degli-usignoli-erbario-di-prigionia

Alla Casa del Cinema prosegue la rassegna legata alla mostra Lanterne magiche. Fotografie dalla collezione Valerio De Paolis (visitabile fino al 6 settembre 2026 al Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese). Il tema scelto per questo mese, This is England, propone una serie di visioni sul cinema britannico. Venerdì 22 maggio (ore 17.30) è in programma la proiezione del film I, Daniel Blake di Ken Loach (2016), mentre lunedì 25 maggio (ore 20.00) è la volta di The Iron Lady di Phyllida Lloyd (2011). Biglietti acquistabili presso la biglietteria in largo Marcello Mastroianni 1, oppure online sul sito www.casadelcinema.it o www.boxol.it/casadelcinema.

Roma, la tua guida culturale – il programma di visite, incontri e formazione – si apre con le iniziative del ciclo Passeggiate RomaneVenerdì 22 maggio alle 10.00 si terrà una visita a Porta Pia, tra le ultime testimonianze architettoniche di Michelangelo, rimasta a lungo incompiuta e ultimata solo nell’Ottocento da Virginio Vespignani. Dopo un’introduzione all’esterno, il percorso prosegue all’interno del sito, sede del Museo Storico dei Bersaglieri (appuntamento sul fronte interno della Porta, lato via XX Settembre; attività non adatta a persone con difficoltà motorie; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 15 partecipanti).

www.sovraintendenzaroma.it/content/porta-pia-e-il-museo-storico-dei-bersaglieri

Martedì 26 maggio, sempre alle 10.00, gli itinerari urbani condurranno invece alla scoperta della Street art a Garbatella, dalle opere simbolo fino a quelle più recenti (appuntamento presso la stazione Metro B Garbatella; prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti).

www.sovraintendenzaroma.it/content/itinerari-urbani-un-percorso-nella-street-art-garbatella-0

Il Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina propone due iniziative nella giornata di sabato 23 maggio. Alle 11.00, l’itinerario I mille volti della Repubblica Romana parte da largo di Porta San Pancrazio, si dirige lungo la Passeggiata del Gianicolo e poi verso piazzale Garibaldi, con una sosta sul belvedere per assistere al tradizionale sparo del cannone (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/i-mille-volti-della-repubblica-romana-0). Nel pomeriggio, alle 16.00, il Museo ospita invece la presentazione del volume I Crispi nella spedizione dei Mille di Guido Polamenghi Crispi. Il libro rievoca il ruolo cruciale svolto nelle vicende garibaldine dal futuro primo ministro Francesco Crispi e dalla moglie Rose Montmasson (prenotazione consigliata allo 060608 www.museodellarepubblicaromana.it/it/didattica/i-crispi-nella-spedizione-dei-mille).

Per il ciclo aMICi (attività gratuite riservate ai possessori di Roma MIC Card) sono in programma diverse viste guidate alle mostre in corso. Domenica 24 maggio alle 11.00, al Museo di Roma in Trastevere, il regista e fotografo Francesco Conversano guiderà una visita al suo progetto espositivo Lungo le Strade Blu. Along the Blue Highways, un viaggio nell’immaginario collettivo americano (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti). www.museodiromaintrastevere.it/it/didattica/amici-visita-alla-mostra-lungo-le-strade-blu-0

Doppio appuntamento per giovedì 28 maggio. Alle 11.00, presso il Museo Carlo Bilotti Aranciera di Villa Borghese, i curatori Alessandra MauroRoberto Koch e Suleima Autore condurranno una visita alla mostra Lanterne magiche. Opera dalla collezione Valerio De Paolis, selezione di oltre cento opere dalla collezione privata di Valerio De Paolis per la prima volta esposte al pubblico (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 25 partecipanti https://www.museocarlobilotti.it/it/didattica/amici-lanterne-magiche-opera-dalla-collezione-valerio-de-paolis-1), mentre, alle 17.30, una visita con interprete LIS alla mostra Vasari e Roma ai Musei Capitolini, Palazzo Caffarelli, approfondirà il legame tra l’artista aretino e la città di Roma, sullo sfondo della vita culturale e politica del Cinquecento (prenotazione obbligatoria allo 060608, massimo 20 partecipanti www.museicapitolini.org/it/didattica/amici-vasari-e-roma-visita-alla-mostra).

Al Planetario di Roma proseguono gli spettacoli astronomici. Per il pubblico adulto: From Earth to the Universe (in inglese – venerdì 22, martedì 26, giovedì 28 maggio alle 16.00; mercoledì 27 maggio alle 17.00); Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager (venerdì 22, martedì 26 maggio alle 17.00; sabato 23 maggio alle 11.00; domenica 24 maggio alle 16.00; mercoledì 27 maggio alle 18.00); Ritorno alle stelle (venerdì 22 e martedì 26 maggio alle 18.00; sabato 23 maggio alle 10.00 e alle 12.00; domenica 24 maggio alle 10.00 e alle 17.00; mercoledì 27 maggio alle 16.00); La magia dell’aurora boreale (sabato 23 maggio alle 17.00; domenica 24 maggio alle 11.00); Il cielo degli innamorati (sabato 23 maggio alle 18.00); La notte stellata (domenica 24 maggio alle 18.00); Space Opera (giovedì 28 maggio alle 18.00).

Per i più piccoli e le loro famiglie, Gabriele Catanzaro, nei panni dello stravagante Dottor Stellarium, condurrà lo spettacolo Vita da stella (sabato 23 maggio alle 16.00), mentre domenica 24 30 maggio (alle 12.00) torna lo spettacolo giocoso e interattivo Girotondo tra i Pianeti.

Acquisto biglietti online su https://museiincomuneroma.vivaticket.it/it/tour/trova-il-tuo-spazio-planetario-roma/2998 – www.planetarioroma.it.

Il programma potrebbe subire variazioni. Per tutti gli eventi, visite e incontri, info e prenotazioni allo 060608 (attivo tutti i giorni ore 9.00-19.00). Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.itwww.sovraintendenzaroma.it

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Cultura

L’Aquila, la città che si rivela al mondo | Intervista a Goffredo Palmerini

L’Aquila è la Capitale Italiana della Cultura per il 2026: un riconoscimento che restituisce pienamente alla città il ruolo che le appartiene per storia, patrimonio artistico, vitalità culturale e capacità di rinascita. Non si tratta soltanto di un titolo prestigioso ma della consacrazione di un percorso che affonda le radici in oltre sette secoli di storia.

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LAquila, Basilica di S.Maria di Collemaggio

Redazione- L’Aquila è la Capitale Italiana della Cultura per il 2026: un riconoscimento che restituisce pienamente alla città il ruolo che le appartiene per storia, patrimonio artistico, vitalità culturale e capacità di rinascita. Non si tratta soltanto di un titolo prestigioso ma della consacrazione di un percorso che affonda le radici in oltre sette secoli di storia.

Custode di uno dei più importanti centri storici d’Italia, di straordinari monumenti, di una tradizione culturale viva e della Perdonanza Celestiniana, patrimonio immateriale dell’UNESCO, L’Aquila si presenta oggi come un luogo in cui memoria e innovazione convivono armoniosamente. Una città che continua a produrre cultura, ricerca, arte e conoscenza.

A raccontare il significato profondo di questo anno speciale è Goffredo Palmerini, giornalista, scrittore ed ex vicesindaco dell’Aquila, da sempre tra i più autorevoli interpreti della storia e dell’identità aquilana. Attraverso il suo racconto emerge il volto autentico di una città che ha saputo trasformare le prove più difficili in occasioni di crescita e che oggi, da Capitale Italiana della Cultura, offre all’Italia e al mondo un messaggio di bellezza, resilienza, dialogo e speranza.

L’Aquila è stata nominata Capitale Italiana della Cultura 2026. Da aquilano e protagonista della vita amministrativa cittadina per quasi trent’anni, che significato attribuisce a questo riconoscimento?

L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 non è soltanto un titolo, è uno specchio che finalmente restituisce al Paese l’immagine autentica di una città straordinaria. Da un lato, certifica la ricchezza del suo patrimonio artistico: un centro storico vastissimo, racchiuso da oltre sei chilometri di mura trecentesche, dove quasi duemila emergenze architettoniche e monumentali sono censite e protette dal Ministero. Dall’altro, riconosce la vitalità di una produzione culturale che, per qualità e densità, non ha paragoni in Italia in rapporto al numero degli abitanti.

C’è però un significato più profondo. Questo riconoscimento premia una comunità che ha saputo resistere e rinascere dopo il terremoto del 6 aprile 2009. L’Aquila non è una città che si reinventa. È una città che si rivela. La sua storia lo dimostra. Fondata nel 1254 da una settantina di Castelli, ciascuno chiamato a edificare un quartiere “al massimo della bellezza”, nacque come progetto urbano armonico, non per aggregazioni casuali. Come ricorda Pierre Lavedan, nella storia dell’urbanesimo europeo non era mai accaduto nulla di simile. Solo San Pietroburgo nel 1703 e Brasilia nella seconda metà del Novecento avrebbero riproposto un’idea così visionaria. Questa è la prima, irripetibile modernità dell’Aquila.

Lei ha raccontato L’Aquila in molti suoi libri. Quali caratteristiche rendono questa città unica nel panorama culturale italiano?

Per tre secoli L’Aquila fu una città di rango europeo, seconda città del Regno dopo Napoli, protagonista dei commerci della lana e dello zafferano, dotata di una governance civile e politica originalissima. La Civitas nova e i Castelli fondatori erano legati da un sistema di diritti e doveri reciproci che anticipava forme di democrazia partecipata. Le cinque Arti, depositarie del potere cittadino, seppero valorizzare il privilegio di essere città di confine, conquistando un’autonomia che oggi definiremmo “avanzata”. La città aveva una sua “costituzione” negli Statuti, batteva moneta, godeva di un regime fiscale favorevole e, dal 1464, del diritto di istituire un’università. Era un luogo aperto all’innovazione: nel 1482 Adam Burkardt di Rottweil, allievo di Gutenberg, vi fondò una delle prime stamperie d’Italia (la terza, dopo quelle di Venezia nel 1469 e Foligno nel 1470). Una borghesia colta e illuminata completava il quadro di una città dinamica, moderna, sorprendentemente europea.

Poi vennero la rivolta del 1528 contro i dominatori spagnoli, la repressione e la cesura tra città e contado, cui seguì una decadenza lunga oltre un secolo, anche per le conseguenze del devastante terremoto del 2 febbraio 1703. Ma L’Aquila ha una caratteristica che la rende unica, la capacità di risorgere. Dai terremoti, dalle guerre, dalle dittature. Nel secondo dopoguerra, con la libertà riconquistata e con la Repubblica, nascono la Società dei Concerti, l’Istituzione Sinfonica Abruzzese con un’orchestra stabile, il Teatro Stabile dell’Aquila, poi d’Abruzzo, l’Università degli Studi, l’Accademia di Belle Arti, il Conservatorio di Musica, l’Istituto Cinematografico “La Lanterna Magica”, l’Accademia per le Arti e le Scienze dell’Immagine, il Teatro d’innovazione “L’Uovo”, infine il Gran Sasso Science Institute. L’Aquila non distribuisce cultura. La produce. La genera. La rinnova. E custodisce un patrimonio spirituale che non ha eguali: la Perdonanza Celestiniana, primo giubileo della cristianità (1294), oggi Patrimonio UNESCO. Papa Francesco ha definita L’Aquila «Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace». Non è un titolo del passato, è un destino.

Da anni promuove l’immagine dell’Aquila presso le comunità italiane all’estero. Qual è oggi la percezione della città nel mondo?

Dopo il sisma del 2009, L’Aquila è diventata una città universale. Il mondo l’ha conosciuta attraverso la sua tragedia, ma anche attraverso la dignità con cui ha saputo affrontarla. Le sue ferite, poi ricucite dalla ricostruzione, hanno fatto il giro del pianeta. E con esse la straordinaria solidarietà ricevuta da ogni parte d’Italia e del mondo. Questo patrimonio morale è oggi una delle sue ricchezze più grandi, un esempio di umanità che contrasta con un mondo segnato da guerre, violenze, tragedie civili. La Perdonanza, con il suo messaggio di pace e riconciliazione, è un ponte ideale tra L’Aquila e il mondo. Il titolo di Capitale della Cultura può amplificare questo messaggio, trasformandolo in un invito universale al dialogo e alla pace.

Quali luoghi, eventi o simboli consiglierebbe a chi visiterà L’Aquila per la prima volta nel 2026?

L’Aquila è un giacimento di bellezza diffusa. Nel solo centro storico si contano oltre settanta chiese, un centinaio di palazzi gentilizi, piazze, fontane, porte urbiche, scorci che sembrano usciti da un trattato di urbanistica rinascimentale. Luoghi simbolo imprescindibili della città sono la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, cuore spirituale della città e della Perdonanza, che custodisce le spoglie di Celestino V; la Basilica di San Bernardino, con lo splendido mausoleo rinascimentale, che custodisce il corpo di San Bernardino da Siena, e la Resurrezione, pala d’altare con le ceramiche di Andrea della Robbia; la Fontana delle 99 Cannelle, edificata nel 1274, enigma delle origini e simbolo identitario; il Castello cinquecentesco con il Museo Nazionale d’Abruzzo, scrigno di collezioni e mostre d’arte; poi le piazze, le fontane, le porte della cinta muraria, e in ogni angolo dettagli intriganti e sorprese, una storia tutta da raccontare. L’Aquila è una città che non si visita, si attraversa. E ogni attraversamento è una scoperta.

Quando e come è nata la sua vocazione alla scrittura?

La scrittura è nata come un’estensione naturale del mio impegno civile. Dopo quasi trent’anni nelle istituzioni cittadine, nel 2007 ho scelto di dedicarmi al giornalismo internazionale e alla produzione letteraria. Era un modo diverso di servire la mia città, l’Abruzzo, l’Italia. Raccontare l’Italia meno conosciuta – quella dei borghi, delle province, delle eccellenze nascoste – è diventato un modo per colmare un vuoto comunicativo evidente. All’estero i pacchetti turistici si concentrano sulle solite mete. Ma l’Italia profonda custodisce meraviglie che meritano di essere scoperte. La scrittura odeporica è per me un atto di restituzione: informare, incuriosire, far nascere il desiderio di conoscenza.

Da cosa nasce il suo interesse per l’emigrazione italiana?

Nasce dall’incontro diretto con le nostre comunità all’estero, durante gli otto anni nel Consiglio Regionale Abruzzesi nel Mondo. Da lì si è aperto un mondo: quello degli 80 milioni di oriundi italiani, una “seconda Italia” che vive fuori dai confini ma custodisce la nostra lingua, la nostra cultura, la nostra memoria. Le visite sono diventate racconti, articoli, libri. Una circolarità di informazioni che ha arricchito la mia comprensione del fenomeno migratorio italiano, una delle più grandi diaspore dell’umanità. Una conoscenza che non tengo gelosa, ma che volentieri metto a disposizione di tutti attraverso la mia attività perché diventi consapevolezza comune.

Quale immagine dell’Italia ha trovato più viva tra gli emigrati e i loro discendenti?

Gli italiani all’estero amano l’Italia più di noi che viviamo entro i confini. Ne offrono un’immagine seria, affidabile, laboriosa. Sono i migliori ambasciatori del Paese. Hanno conquistato rispetto e stima con il lavoro, l’ingegno, la creatività. Eppure in Italia persistono stereotipi che impediscono di valorizzare questa risorsa straordinaria. Le generazioni successive alla prima emigrazione hanno raggiunto risultati eccellenti in ogni campo: economia, ricerca, cultura, università, politica. Hanno saputo affermarsi e aggiungere quel quid tutto italiano: la capacità di creare relazioni, di costruire legami, di portare creatività, stile e modo di vivere ovunque.

Come interpreta i cambiamenti che stanno interessando l’Italia e le nuove forme di mobilità giovanile?

L’Italia vive un momento difficile, soprattutto per i giovani. La mancanza di riforme strutturali nell’economia e nell’organizzazione statuale, l’innovazione industriale e nei servizi in ritardo, stanno generando da quasi 20 anni a questa parte una nuova emigrazione: fino a 150mila espatri l’anno. È un’emigrazione diversa da quella storica. È un’emigrazione di competenze, di intelligenze, di capitale umano qualificato. Molti giovani, pur diplomati o laureati, non trovano lavoro adeguato o retribuzioni dignitose. All’estero le opportunità sono migliori e più meritocratiche. Servono politiche strutturali, non episodiche, per invertire la tendenza. Concludendo, abbiamo il dovere morale di conoscere e far conoscere la storia della nostra emigrazione. Un rapporto nuovo e maturo tra le due Italie – dentro e fuori i confini – potrebbe generare opportunità straordinarie. Se l’Italia sapesse valorizzare gli 80 milioni di oriundi, potrebbe contare su una comunità di 140 milioni di persone unite dalla lingua, dalla cultura, dall’identità. Sarebbe una forza culturale, economica e perfino politica di portata globale.

https://www.ciaomag.com/home/laquila-cultura-2026

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https://images.squarespace-cdn.com/content/v2/namespaces/memberAccountAvatars/libraries/5b323d13f950b7b7fc07247c/7afd275704544e96bf0cc41e433b9cd9/7afd275704544e96bf0cc41e433b9cd9.jpeg?format=300w&format=100wStefania Del Monte

Giornalista e scrittrice, è esperta di comunicazione e autrice di pubblicazioni in italiano, inglese e spagnolo. Da molti anni promuove attivamente l’Italia nel mondo attraverso una fitta rete di relazioni internazionali. È stata consigliere dell’Associazione Donne Italiane di Hong Kong, co-fondatrice e responsabile della comunicazione per l’Italian British Association, co-fondatrice e direttore di Ciao Praga e responsabile globale delle Pubbliche Relazioni per l’A.I.M. – Associazione per l’Italia nel Mondo. Ha, inoltre, ricoperto incarichi per l’Università di Cambridge, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, la Banca Mondiale, l’Iniziativa Centro Europea, BP, ENI, AGIP e Alitalia. Attualmente è Direttore di Ciao Magazine e della casa editrice Ciao Publishing (CP Cambridge).

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Cultura

L’Ashura: memoria, significato e valori universali

L’Ashura è una ricorrenza religiosa importante per i musulmani, in particolare per la comunità sciita. Essa commemora gli eventi della battaglia di Karbala del 680 d.C., in cui l’Imam Hussein, nipote del profeta Maometto, e i suoi compagni furono uccisi.

Questo evento viene ricordato ogni anno il decimo giorno del mese islamico di Muharram.

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’Ashura

 Oggi coincide con il decimo giorno del mese islamico di Muharram, il giorno dell’Ashura

Redazione- L’Ashura è una ricorrenza religiosa importante per i musulmani, in particolare per la comunità sciita. Essa commemora gli eventi della battaglia di Karbala del 680 d.C., in cui l’Imam Hussein, nipote del profeta Maometto, e i suoi compagni furono uccisi.

Questo evento viene ricordato ogni anno il decimo giorno del mese islamico di Muharram. La commemorazione dell’Ashura non è limitata a un solo Paese: viene osservata in molte parti del mondo musulmano, tra cui Iran, Iraq, Libano, Pakistan, India, Azerbaigian, Bahrein e in diverse comunità della diaspora in Europa e nelle Americhe.

Il significato dell’Ashura non si limita alla memoria storica. Per molti credenti rappresenta un simbolo di giustizia, resistenza contro l’oppressione e fedeltà ai principi morali, anche a costo del sacrificio personale.

In alcune occasioni, i media occidentali associano l’Ashura esclusivamente a pratiche come l’autoflagellazione o la cosiddetta “zang-zani” (auto-colpimento con catene) o la “qama zani” (uso di lame sulla testa). Tuttavia, è importante chiarire che queste pratiche non sono rappresentative di tutte le comunità musulmane e sono oggetto di dibattito religioso e culturale. In molti Paesi e tra numerosi studiosi islamici, tali forme di espressione non vengono incoraggiate o vengono addirittura scoraggiate.

Oggi, in molte comunità, il centro della commemorazione è soprattutto spirituale e sociale: si riflette sul messaggio dell’Imam Hussein, che è quello di difendere la giustizia, la dignità umana e la verità contro l’ingiustizia.

Per questo motivo, l’Ashura viene sempre più interpretata anche come un momento di riflessione universale sui valori etici e sulla responsabilità morale, che possono essere compresi anche al di fuori del contesto religioso.

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Cultura

Roma apre la settimana culturale dal 26 giugno al 2 luglio: mostre, percorsi e spettacoli per tutti

📣 Scopri la primavera culturale di Roma: mostre, visite guidate e spettacoli astronomici ti aspettano! 👇
#RomaCultura #EventiRoma #ArteEDesign #ScienzaESpettacolo

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Acqua Paola Gianicolo (c) Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

Nuova mostra “Moda in luce” ai musei Capitolini

Redazione – Dal 26 giugno al 15 novembre la città accoglie la mostra Moda in luce 1955‑1975 presso la Centrale Montemartini, parte dei Musei Capitolini. L’allestimento ricostruisce, attraverso fotografie d’archivio, materiali inediti dell’Archivio Luce‑Cinecittà e campioni di abbigliamento degli anni Trenta, Sessanta e Settanta, offrendo una panoramica sul rapporto tra alta moda, sartorie artigiane e pronto‑moda nella capitale. L’ingresso è gratuito per i titolari della Roma MIC Card; i biglietti per i visitatori occasionali si acquistano online sul sito del museo.

l’Ara Pacis si illumina di nuovo: “L’Ara si rivela”

Le serate al Museo dell’Ara Pacis riprendono con il progetto multimediale L’Ara si rivela, che restituisce la policromia originale dell’altare grazie a un sofisticato videomapping. Il percorso, disponibile il venerdì, sabato e domenica in tre turni (21:00, 22:00 e 23:00), prevede cuffie con narrazione in italiano e inglese, accompagnate da colonne sonore d’ambiente. In occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, l’apertura è estesa anche al lunedì 29 giugno, un’opportunità rara per i turisti e per i residenti del centro storico, in particolare per chi visita da Via della Conciliazione o dal vicino quartiere Prati.

Passeggiate romane: bastioni del Gianicolo e oltre

Sabato 27 giugno alle ore 11:00 parte la prima Passeggiata romana dal Museo della Repubblica Romana, situato in Via Ostiense. Il percorso, a guida, si snoda lungo i Bastioni del Gianicolo, dalla loro origine nel periodo imperiale alle modifiche apportate da Papa Urbano VIII nel XVII secolo, per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola in Via Trastevere. L’itinerario attraversa Villa Sciarra, il Giardino della Villa Glori e la zona di Via del Casaletto, dove i partecipanti potranno osservare le tracce delle antiche fortificazioni. La prenotazione è obbligatoria al numero 060608, con un limite di 25 persone per visita.

Attività per i titolari di Roma MIC Card: aMICi e percorsi fotografici

Giovedì 2 luglio la programmazione aMICi propone due appuntamenti. Alle 10:00, nell’area archeologica di Piazza Madonna di Loreto, la visita “Un racconto per immagini” guida i partecipanti attraverso le fonti iconografiche dei Fori Imperiali, dalla colonna di Marco Aurelio alle decorazioni del Tempio di Venere e Roma. Alle 10:30, al Museo di Roma in Trastevere, la mostra À Rome la nuit presenta le fotografie notturne di Hervé Gloaguen, scattate tra il 1975 e il 1995, in un percorso sensoriale che combina immagini, suoni e testimonianze di residenti. Entrambe le iniziative richiedono prenotazione allo stesso numero gratuito.

Il planetario di Roma: astronomia per grandi e piccini

Il Planetario di Roma organizza un fine settimana dedicato all’astronomia. Per gli adulti, le sessioni “Ritorno alle stelle” (venerdì 26, sabato 27, domenica 28) e “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” (stessi giorni) esplorano il sistema solare, le missioni spaziali e le costellazioni visibili dal Mediterraneo. Il ciclo “From Earth to the Universe” in lingua inglese (venerdì 26 alle 16:00) e “La magia dell’aurora boreale” (sabato 27 e domenica 28 alle 18:00) completano l’offerta.

Per i più giovani, sabato 27 alle 12:00 è previsto lo spettacolo interattivo “Girotondo tra i Pianeti”, mentre domenica 28 alle 16:00 l’attore Gabriele Catanzaro, nei panni del Dottor Stellarium, conduce “Il Dottor Stellarium alla scoperta della luna”. I biglietti, gratuiti per i possessori di Roma MIC Card e a pagamento per gli altri, si acquistano online su www.planetarioroma.it.

Informazioni pratiche e contatti

Tutti gli appuntamenti sono soggetti a variazioni; è consigliato verificare eventuali aggiornamenti sui siti ufficiali dei musei, del planetario e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per prenotare visite, incontri e tour è possibile chiamare il numero dedicato 060608, attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Le tariffe di ingresso, le modalità di accesso e le eventuali riduzioni per studenti, over‑65 e famiglie numerose sono consultabili su www.museiincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it.

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