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ROMA CELEBRA 60 ANNI DI TAEKWONDO: AL FORO ITALICO ARRIVA L’ANNULLO SPECIALE DI POSTE ITALIANE DURANTE IL GRAND PRIX 2026

Il Taekwondo italiano festeggia 60 anni al Foro Italico: domenica 7 giugno Poste Italiane lancia l’annullo filatelico speciale durante le finali del World Grand Prix 2026.
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Redazione-  Domenica 7 giugno 2026, la città di Roma ospiterà un’iniziativa che unisce sport e collezionismo per celebrare i sessant’anni dall’introduzione del taekwondo in Italia. Poste Italiane, su richiesta della Federazione Italiana Taekwondo (FITA), attiverà un servizio filatelico temporaneo dotato di un bollo speciale. L’evento si svolgerà presso il villaggio allestito in viale delle Olimpiadi 62, all’interno del Foro Italico, in concomitanza con la giornata conclusiva del World Taekwondo Grand Prix, la prestigiosa manifestazione internazionale che apre ufficialmente la stagione delle Grand Prix Series 2026.

L’attivazione dello sportello temporaneo è prevista dalle ore 11:00 alle 13:00. Durante questa fascia oraria, appassionati, atleti e collezionisti potranno richiedere l’apposizione del timbro celebrativo su cartoline, buste o documenti filatelici. Il design del bollo è stato studiato per richiamare l’identità visiva della ricorrenza: la vignetta raffigura il logo stilizzato del numero «60», accompagnato dalla dicitura ufficiale della Federazione Italiana Taekwondo, mentre la legenda esterna riporta chiaramente il riferimento ai sei decenni di storia della disciplina nel Paese.

Questo anniversario rappresenta un traguardo di rilievo per il movimento sportivo italiano. Dal 1966 a oggi, il taekwondo è passato dall’essere una pratica di nicchia a una realtà consolidata, capace di regalare all’Italia numerosi successi olimpici e mondiali. La scelta di abbinare l’annullo filatelico alla tappa romana del Grand Prix non è casuale. La Capitale è diventata ormai una sede fissa e iconica per il circuito mondiale, trasformando il Foro Italico in un palcoscenico dove i migliori atleti del ranking globale si sfidano per punti pesanti in vista delle future qualificazioni internazionali.

L’iniziativa di Poste Italiane si inserisce in una lunga tradizione di collaborazione con il mondo dello sport, volta a cristallizzare nel tempo eventi che segnano la cultura e il costume della nazione. La filatelia, in questo contesto, funge da archivio storico tangibile, trasformando un semplice oggetto postale in una testimonianza documentale di un’evoluzione tecnica e sociale durata sessant’anni.

Per chi non potrà recarsi fisicamente allo stand di viale delle Olimpiadi, Poste Italiane ha previsto una procedura standardizzata per ottenere l’annullo a distanza. Le commissioni filateliche potranno essere inoltrate allo sportello dedicato presso l’Ufficio Postale di Roma V.R., situato in piazza di San Silvestro 19. Qui, il personale specializzato si occuperà di gestire le richieste pervenute per posta, garantendo ai collezionisti di tutta Italia la possibilità di inserire questo pezzo specifico nelle proprie raccolte.

Il World Taekwondo Grand Prix 2026, che si sviluppa dal 4 al 7 giugno, chiude così i battenti con un omaggio che va oltre l’aspetto agonistico. Mentre sul tatami si definiranno i vincitori della prima tappa stagionale, lo stand filatelico sigillerà il legame profondo tra la Federazione e il territorio. Per ulteriori approfondimenti sulle emissioni e sulle attività legate al mondo del collezionismo, Poste Italiane mette a disposizione il portale web ufficiale dedicato alla filatelia, dove è possibile consultare il calendario completo degli annulli speciali su tutto il territorio nazionale.

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ROLAND GARROS 2026, ARNALDI SI ARRENDE ALL’INFLUENZA: FLAVIO COBOLLI IN FINALE A PARIGI E NELLA TOP 10 MONDIALE

Flavio Cobolli raggiunge la finale del Roland Garros 2026 dopo il ritiro forzato di Matteo Arnaldi per un malore notturno: da lunedì l’azzurro sarà nella Top 10 mondiale.
#RolandGarros #Cobolli #Arnaldi #TennisItaliano

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Redazione-  Parigi si risveglia con una notizia che scuote il tabellone maschile del Roland Garros. Oggi, venerdì 5 giugno, Matteo Arnaldi è stato costretto al ritiro poco prima della semifinale che lo avrebbe visto opposto al connazionale Flavio Cobolli sul campo Philippe-Chatrier. Un attacco influenzale improvviso e violento, manifestatosi nella notte, ha impedito al tennista ligure di scendere in campo, regalando di fatto a Cobolli l’accesso alla finalissima dello Slam parigino. Il giovane romano raggiunge così l’ultimo atto del torneo senza giocare e, da lunedì prossimo, farà ufficialmente il suo ingresso tra i primi dieci giocatori del mondo nella classifica ATP.

La comunicazione ufficiale è arrivata a ridosso dell’orario previsto per l’incontro, programmato per le ore 19. Una doccia fredda per il pubblico francese e per il tennis italiano, che sognava un confronto storico tra i due azzurri. Arnaldi ha provato fino all’ultimo a recuperare, sperando in un miglioramento che però non è arrivato, rendendo impossibile la disputa del match.

Il racconto del malore: una notte da dimenticare

Matteo Arnaldi ha voluto spiegare personalmente la situazione presentandosi in conferenza stampa, visibilmente provato e accompagnato proprio dall’amico e avversario mancato Flavio Cobolli. Il ligure ha ricostruito le ultime ore che lo hanno portato alla sofferta decisione. Dopo una giornata di allenamento regolare e senza alcun segnale d’allarme, la situazione è precipitata subito dopo cena.

“Ieri sera ho iniziato a sentirmi poco bene, nonostante durante il giorno le sensazioni fossero ottime”, ha spiegato Arnaldi davanti ai giornalisti. “Pensavo fosse solo un problema di digestione, ma all’una di notte ho iniziato a vomitare. Nonostante i tentativi di dormire, la situazione non è migliorata: all’alba ho avuto nuove crisi e siamo stati costretti a chiamare il medico in camera”. Lo staff sanitario del torneo ha somministrato i primi farmaci, ma il tennista non è stato in grado di assumere né cibo né liquidi per l’intera giornata di venerdì. Ogni tentativo di alzarsi dal letto provocava forti vertigini, rendendo pericolosa e inutile la discesa in campo per una sfida di tale intensità fisica.

Cobolli tra gioia e commozione

Dall’altra parte della rete, seppur virtuale, c’è un Flavio Cobolli che vive sentimenti contrastanti. Il traguardo raggiunto è storico: è il primo tennista italiano a raggiungere la finale del Roland Garros in questa edizione e il successo gli garantisce la consacrazione nell’élite del tennis mondiale. Tuttavia, il modo in cui questa vittoria è arrivata ha lasciato il segno nel romano, legato ad Arnaldi da una profonda amicizia.

“Quando Matteo è venuto da me un’ora fa per dirmelo, ho quasi pianto”, ha ammesso Cobolli in conferenza. “Si tratta di una notizia che non vorresti mai ricevere in questo modo. Ero pronto a battagliare in campo e mi sento sinceramente triste per quello che gli sta accadendo”. La sportività mostrata dai due atleti ha colpito la sala stampa, sottolineando il legame che unisce la nuova generazione del tennis italiano.

La finale contro Zverev e il sogno Slam

Con il passaggio del turno garantito dal “walkover”, Flavio Cobolli avrà ora un giorno di riposo supplementare per preparare la sfida decisiva. Domenica 7 giugno, sul prestigioso campo Philippe-Chatrier, affronterà Alexander Zverev per il titolo. Il tennista tedesco ha conquistato il pass per la finale superando nella prima semifinale il ceco Jakub Mensik in quattro set. Zverev torna così a giocarsi un titolo Major con l’obiettivo di colmare l’unico vuoto nel suo palmarès, ma dovrà vedersela con un Cobolli in stato di grazia e ormai consapevole dei propri mezzi.

L’appuntamento per la storia è fissato per domenica pomeriggio, quando Parigi incoronerà il suo nuovo re in un’edizione del Roland Garros che, comunque vada, resterà impressa nella memoria degli appassionati italiani per il talento e l’umanità dei suoi protagonisti.

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FONTANA LIRI, EMANUELE GIANNETTI CONQUISTA IL PODIO AL RALLY COSTA DEL GARGANO: FROSINONE CELEBRA L’AMMINISTRATORE-PILOTA

Dallo scranno amministrativo al podio del rally, Emanuele Giannetti di Fontana Liri incarna l’eccellenza, dimostrando che la passione è un motore inesauribile tra politica e sport. #RallyCostaDelGargano #EmanueleGiannetti #FontanaLiri #Ciociaria #Motorsport

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Redazione- Il pilota di Fontana Liri, Emanuele Giannetti, affiancato dal navigatore Gianluca Esposito, ha conquistato un eccezionale secondo posto assoluto al 5° Rally Costa del Gargano, prova valida per la Coppa Rally di Zona 8. Il risultato, raggiunto al debutto sulla nuova Skoda Fabia RS Rally2 e dopo un periodo di assenza dalle competizioni, ha scatenato l’entusiasmo nella provincia di Frosinone, in particolare del Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, che ha espresso profondo orgoglio per il successo e per la capacità di Giannetti di conciliare la sua passione sportiva con l’impegno istituzionale nel suo comune. L’evento, svoltosi lungo i percorsi selettivi del Gargano, mette in luce non solo l’abilità sportiva di Giannetti ma anche la sua dedizione al territorio ciociaro, rappresentato ai vertici del motorsport.

Il Rally Costa del Gargano è riconosciuto come una delle gare più esigenti del circuito, con prove speciali che richiedono massima precisione e resistenza. Ottenere un piazzamento sul podio in questo contesto, specialmente dopo mesi di stop e al volante di una vettura di ultima generazione come la Skoda Fabia RS Rally2, è testimonianza di talento e preparazione meticolosa. La Skoda Fabia RS Rally2, infatti, è una delle vetture più competitive della sua categoria, e un successo immediato al debutto indica una rapida familiarizzazione e una perfetta intesa tra pilota e mezzo. L’equipaggio Giannetti-Esposito ha dimostrato sin dalle prime battute una notevole affinità, superando specialisti di alto livello e confermando il proprio valore su tracciati complessi.

L’aspetto che rende la performance di Giannetti ancora più significativa è la sua duplice vita. Consigliere comunale a Fontana Liri, egli è un amministratore stimato e presente, costantemente dedicato ai suoi concittadini e alla risoluzione delle problematiche che riguardano il territorio. I suoi impegni istituzionali, spesso gravosi e assorbenti, non gli hanno impedito di coltivare con successo la sua passione per i motori, portando il nome della Ciociaria ai vertici dello sport motoristico nazionale. Questa capacità di bilanciare ruoli così diversi tra loro è un esempio di disciplina e forza di volontà.

Gianluca Quadrini, amico di lunga data e rappresentante delle istituzioni provinciali, ha condiviso la sua gioia per il risultato. “Vedere Emanuele sul podio, dopo una gara così dura e combattuta sul Gargano, è motivo di grande soddisfazione,” ha dichiarato Quadrini. “Conosco bene la passione e la determinazione che mette in questo sport, ma ciò che mi rende ancora più orgoglioso è la sua abilità nel conciliare tutto. Emanuele è un politico esemplare nel suo comune, sempre al fianco dei cittadini. Nonostante i tantissimi impegni, trova la forza di coltivare la sua passione, onorando la nostra terra.”

Il ritorno alle corse dopo un lungo periodo di inattività, il rapido adattamento a una vettura nuova e l’immediata intesa con un nuovo navigatore sono sfide che pochi equipaggi riescono a superare con tale rapidità ed efficacia. Giannetti e Esposito hanno dimostrato professionalità e una straordinaria capacità di fare squadra. Secondo Quadrini, questo secondo posto non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. “Questa coppa è solo il preludio di un nuovo capitolo, e io sarò sempre in prima fila a fare il tifo per lui e per Gianluca Esposito,” ha concluso il Consigliere Provinciale, abbracciando idealmente l’equipaggio e la squadra.

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INTERVISTA AL PODIO MASCHILE DEL “TRITTICO DI ROMAGNA” 2026

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Redazione-  La GS Lamone Russi, la Podistica Avis Castel Bolognese e l’ASD 100 km del Passatore organizzano il ‘Trittico di Romagna’ che comprende le seguenti gare: Russi -Maratona del Lamone, Castel Bolognese – 50 Km di Romagna e Firenze-Faenza – 100 Km del Passatore.

La 100 km del Passatore è un grande sogno che si può raggiungere gradualmente passando attraverso tappe importanti quali allenamenti e gare di maratone e ultramaratone e in Romagna il Trittico è un’ottima opportunità per decidere di prepararsi per la 100 km del Passatore passando per la maratona del Lamone di Russi e per la 50 km di Romagna di Castel Bolognese dopo alcuni mesi di preparazione partecipando a diverse maratone per allenare corpo, cuore e testa alla lunga distanza.

Enrico Bartolotti si è classificato 3° alla Maratona del Lamone in 2h34’44”, preceduto da, Luca Facchinetti 2h28’14 e Khalid Jbari 2h25’56”. David Colgan 4° in 2h36’37”, Massimiliano Montanari 2h43’44”.

Il 25 aprile 2026 David ha corso la 43^ 50 km di Romagna classificandosi 9° in 3h06’45” preceduto da Alessio Milani 3h04’25”, Julien Nison 3h02’17”, Umberto Persi 3h00’36” e precedendo Luca Parisi 3h10’21”, Enrico Bartolotti 3h10’59”, Massimiliano 3h25’34”.

A seguito delle tre gare del Trittico di Romagna, il vincitore è stato Enrico Bartolotti precedendo David Colgan e Massimiliano Montanari. Tra le donne la vincitrice è stata Daniela Valgimigli precedendo Larreca Rodriguez ed Esterlina Deyanira.

Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.

A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45. Massimiliano Montanari 13° posto assoluto (12° uomo) 4° categoria SM40 in 7h52’56”

Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

La 100 km del Passatore era valida anche quale Campionato Italiano 100km corsa su strada e pertanto il Campione Italiano 2026 è Alessio Milani, vicecampione italiano Enrico Bartolotti e il bronzo italiano è stato conquistato da David Colgan.

Di seguito approfondiamo l’esperienza del podio maschile del “Trittico di Romagna”: Enrico Bartolotti, David Colgan e Massimiliano Montanari, attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la prestazione al Passatore, soddisfatto?

Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.

David: Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Sì, molto soddisfatto. Arrivare 4° alla 100 km del Passatore è un risultato importante e, considerando il livello della gara e degli avversari, non posso che essere contento della mia prestazione. Penso che il livello si sia molto alzato considerando che molto probabilmente dobbiamo tornare indietro di 13 anni per rivedere un podio così veloce, oltremodo in una giornata così calda.

Massimiliano: Grazie per i complimenti, sono molto soddisfatto perché ho fatto praticamente lo stesso tempo dell’anno scorso, e quindi riconfermarsi sotto le 8 ore non è mai semplice.

Quest’anno il livello degli atleti era molto più forte, i primi tre sotto le 7 ore, mentre l’anno scorso solo i primi due sotto le 7 ore.

L’ultima volta che tre atleti sono scesi sotto le 7 ore risale al 2013, quando Calcaterra vinse in 6h39’59”, precedendo Evgeni Glyva (UKR) 6h49’53”, Hermann Achmuller 6h58’01”, Marco Serasini 7h04’59”.

Nel 2014, 2015 e 2017 Calcaterra vinse rispettivamente in 7h05’06”, 7h08’04” e 7h03’54”.

Nel 2016 Calcaterra vinse in 6h58’14”, precedendo Marco Ferrari 7h34’59”.

Nel 2018 Andrea Zambelli vinse in 6h54’36” precedendo Benedikt Hoffmann (GER) 7h04’55”. Nel 2019 Marco Menegardi vinse in 7h12’48”. Nel 2022 vinse Lee Grantham (GBR) in 7h03’29”.

La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere o andare a podio in una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere o andare a podio in un campionato italiano.

Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri.

Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni.

È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e cercare di trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.

La parte più difficile?

Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.

David: Sicuramente il segmento fino a Borgo San Lorenzo l’ho accusato parecchio a causa del caldo eccessivo, avevo circa 10-15 battiti in più del mio normale e questo mi ha preoccupato non poco.

Massimiliano: Quest’anno il clima era rovente, circa 30 e passa gradi fino al 40° km, ero partito per fare meglio dell’anno scorso, ma a Borgo San Lorenzo ho notato un lieve innalzamento della frequenza cardiaca per cui ho dovuto deporre i miei ‘sogni di gloria’ e cercare di completare i rimanenti 70 km, cercando comunque di non andare mai in sofferenza. In gare di questo calibro ogni momento può generare criticità. Quest’anno ho avuto un momento di crisi circa al 69° km, avevo le gambe dure e percepivo che la benzina era finita. Nel giro di 2 km però sono riuscito a rimettermi in carreggiata e a marciare del mio passo, insieme a un altro forte podista (Alessandro Benerecetti), che a sua volta ha avuto una piccola crisi. Ci siamo supportati a vicenda, e questo è stato il momento della ripartenza per entrambi.

Le crisi si mettono in conto e gli ultramaratoneti sanno che possono arrivare e che non bisogna arrendersi subito ma accoglierle e organizzarsi e insieme è molto meglio nella gestione di crisi e fatica.

Trattasi di gare durissime da non sottovalutare, lunghissime e dove bisogna sapersi monitorare e conoscersi bene per capire fino a quanto ci si può spingere e quando rallentare per non incorrere in malori o crisi che potrebbero compromettere non solo la riuscita della gara ma anche la propria salute.

Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene.

Quali sono stati i test più importanti prima della gara?

Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!

David: La preparazione è stata costruita soprattutto su lunghi allenamenti, lavori specifici di resistenza e alcune gare di avvicinamento come la ‘Strasimeno’ e il trittico che mi hanno permesso di verificare la condizione e testare alimentazione e strategia di gara. Grazie ancora per l’attenzione e per l’interesse.

Massimiliano: Non si può non arrivare preparati a una gara di questo calibro. Col mio allenatore Simone Cellini e col mio nutrizionista Nicolas Cicognani abbiamo cercato di pianificare al meglio il tutto, come del resto abbiamo fatto all’esordio lo scorso anno. Inoltre, una figura fondamentale che mi ha assistito fisicamente e moralmente, per entrambi i Passatori e nei lunghissimi di preparazione, è stata quella del mio amico e accompagnatore Raffaele Vassura. Da quando ho iniziato a correre sulle lunghe distanze, ho iniziato a selezionare le gare e a correre solamente quelle più funzionali. Diciamo che per fare la 100 km del Passatore bisogna ‘passare’ dal Trittico di Romagna, anche se la preparazione occupa circa un anno.

 

Trattasi di una gara di 100 km molto dura che richiede una preparazione mirata con lunghissimi allenamenti e gare test per testarsi e allenarsi allo stesso tempo.

Una gara davvero sfidante e difficile ma non impossibile, una gara da preparare con un team abbastanza assortito ma da correre da soli con le proprie gambe, il proprio corpo, il proprio cuore e soprattutto con la propria testa vigile e lucida.

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