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INTERVISTA AL PODIO MASCHILE DEL “TRITTICO DI ROMAGNA” 2026

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INTERVISTA AL PODIO MASCHILE DEL “TRITTICO DI ROMAGNA” 2026

Redazione-  La GS Lamone Russi, la Podistica Avis Castel Bolognese e l’ASD 100 km del Passatore organizzano il ‘Trittico di Romagna’ che comprende le seguenti gare: Russi -Maratona del Lamone, Castel Bolognese – 50 Km di Romagna e Firenze-Faenza – 100 Km del Passatore.

La 100 km del Passatore è un grande sogno che si può raggiungere gradualmente passando attraverso tappe importanti quali allenamenti e gare di maratone e ultramaratone e in Romagna il Trittico è un’ottima opportunità per decidere di prepararsi per la 100 km del Passatore passando per la maratona del Lamone di Russi e per la 50 km di Romagna di Castel Bolognese dopo alcuni mesi di preparazione partecipando a diverse maratone per allenare corpo, cuore e testa alla lunga distanza.

Enrico Bartolotti si è classificato 3° alla Maratona del Lamone in 2h34’44”, preceduto da, Luca Facchinetti 2h28’14 e Khalid Jbari 2h25’56”. David Colgan 4° in 2h36’37”, Massimiliano Montanari 2h43’44”.

Il 25 aprile 2026 David ha corso la 43^ 50 km di Romagna classificandosi 9° in 3h06’45” preceduto da Alessio Milani 3h04’25”, Julien Nison 3h02’17”, Umberto Persi 3h00’36” e precedendo Luca Parisi 3h10’21”, Enrico Bartolotti 3h10’59”, Massimiliano 3h25’34”.

A seguito delle tre gare del Trittico di Romagna, il vincitore è stato Enrico Bartolotti precedendo David Colgan e Massimiliano Montanari. Tra le donne la vincitrice è stata Daniela Valgimigli precedendo Larreca Rodriguez ed Esterlina Deyanira.

Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.

A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45. Massimiliano Montanari 13° posto assoluto (12° uomo) 4° categoria SM40 in 7h52’56”

Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.

La 100 km del Passatore era valida anche quale Campionato Italiano 100km corsa su strada e pertanto il Campione Italiano 2026 è Alessio Milani, vicecampione italiano Enrico Bartolotti e il bronzo italiano è stato conquistato da David Colgan.

Di seguito approfondiamo l’esperienza del podio maschile del “Trittico di Romagna”: Enrico Bartolotti, David Colgan e Massimiliano Montanari, attraverso risposte ad alcune mie domande.

Complimenti per la prestazione al Passatore, soddisfatto?

Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.

David: Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Sì, molto soddisfatto. Arrivare 4° alla 100 km del Passatore è un risultato importante e, considerando il livello della gara e degli avversari, non posso che essere contento della mia prestazione. Penso che il livello si sia molto alzato considerando che molto probabilmente dobbiamo tornare indietro di 13 anni per rivedere un podio così veloce, oltremodo in una giornata così calda.

Massimiliano: Grazie per i complimenti, sono molto soddisfatto perché ho fatto praticamente lo stesso tempo dell’anno scorso, e quindi riconfermarsi sotto le 8 ore non è mai semplice.

Quest’anno il livello degli atleti era molto più forte, i primi tre sotto le 7 ore, mentre l’anno scorso solo i primi due sotto le 7 ore.

L’ultima volta che tre atleti sono scesi sotto le 7 ore risale al 2013, quando Calcaterra vinse in 6h39’59”, precedendo Evgeni Glyva (UKR) 6h49’53”, Hermann Achmuller 6h58’01”, Marco Serasini 7h04’59”.

Nel 2014, 2015 e 2017 Calcaterra vinse rispettivamente in 7h05’06”, 7h08’04” e 7h03’54”.

Nel 2016 Calcaterra vinse in 6h58’14”, precedendo Marco Ferrari 7h34’59”.

Nel 2018 Andrea Zambelli vinse in 6h54’36” precedendo Benedikt Hoffmann (GER) 7h04’55”. Nel 2019 Marco Menegardi vinse in 7h12’48”. Nel 2022 vinse Lee Grantham (GBR) in 7h03’29”.

La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere o andare a podio in una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere o andare a podio in un campionato italiano.

Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri.

Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni.

È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e cercare di trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.

La parte più difficile?

Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.

David: Sicuramente il segmento fino a Borgo San Lorenzo l’ho accusato parecchio a causa del caldo eccessivo, avevo circa 10-15 battiti in più del mio normale e questo mi ha preoccupato non poco.

Massimiliano: Quest’anno il clima era rovente, circa 30 e passa gradi fino al 40° km, ero partito per fare meglio dell’anno scorso, ma a Borgo San Lorenzo ho notato un lieve innalzamento della frequenza cardiaca per cui ho dovuto deporre i miei ‘sogni di gloria’ e cercare di completare i rimanenti 70 km, cercando comunque di non andare mai in sofferenza. In gare di questo calibro ogni momento può generare criticità. Quest’anno ho avuto un momento di crisi circa al 69° km, avevo le gambe dure e percepivo che la benzina era finita. Nel giro di 2 km però sono riuscito a rimettermi in carreggiata e a marciare del mio passo, insieme a un altro forte podista (Alessandro Benerecetti), che a sua volta ha avuto una piccola crisi. Ci siamo supportati a vicenda, e questo è stato il momento della ripartenza per entrambi.

Le crisi si mettono in conto e gli ultramaratoneti sanno che possono arrivare e che non bisogna arrendersi subito ma accoglierle e organizzarsi e insieme è molto meglio nella gestione di crisi e fatica.

Trattasi di gare durissime da non sottovalutare, lunghissime e dove bisogna sapersi monitorare e conoscersi bene per capire fino a quanto ci si può spingere e quando rallentare per non incorrere in malori o crisi che potrebbero compromettere non solo la riuscita della gara ma anche la propria salute.

Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene.

Quali sono stati i test più importanti prima della gara?

Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!

David: La preparazione è stata costruita soprattutto su lunghi allenamenti, lavori specifici di resistenza e alcune gare di avvicinamento come la ‘Strasimeno’ e il trittico che mi hanno permesso di verificare la condizione e testare alimentazione e strategia di gara. Grazie ancora per l’attenzione e per l’interesse.

Massimiliano: Non si può non arrivare preparati a una gara di questo calibro. Col mio allenatore Simone Cellini e col mio nutrizionista Nicolas Cicognani abbiamo cercato di pianificare al meglio il tutto, come del resto abbiamo fatto all’esordio lo scorso anno. Inoltre, una figura fondamentale che mi ha assistito fisicamente e moralmente, per entrambi i Passatori e nei lunghissimi di preparazione, è stata quella del mio amico e accompagnatore Raffaele Vassura. Da quando ho iniziato a correre sulle lunghe distanze, ho iniziato a selezionare le gare e a correre solamente quelle più funzionali. Diciamo che per fare la 100 km del Passatore bisogna ‘passare’ dal Trittico di Romagna, anche se la preparazione occupa circa un anno.

 

Trattasi di una gara di 100 km molto dura che richiede una preparazione mirata con lunghissimi allenamenti e gare test per testarsi e allenarsi allo stesso tempo.

Una gara davvero sfidante e difficile ma non impossibile, una gara da preparare con un team abbastanza assortito ma da correre da soli con le proprie gambe, il proprio corpo, il proprio cuore e soprattutto con la propria testa vigile e lucida.

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Sport

Lo sport dilettantistico si fa impresa e si schiera contro la giungla burocratica: a Chieti la svolta di Confcommercio e A.S.C. incorona Luigi Milozzi

Lo sport di base si unisce al mondo delle imprese e a Chieti nasce una straordinaria fortezza a difesa della legalità e del lavoro sportivo! È stato costituito oggi il Comitato Provinciale di Chieti di A.S.C. (Attività Sportive Confederate), l’ente riconosciuto dal CONI, che ha eletto all’unanimità Luigi Milozzi come presidente per il prossimo quadriennio olimpico. L’operazione d’avanguardia, ospitata nella sede Confcommercio di via Santarelli e guidata dalla presidente Marisa Tiberio insieme al direttore generale A.S.C. Alessandro Londi, metterà a disposizione delle associazioni dilettantistiche un pacchetto gratuito di tutele legali, fiscali e l’applicazione del CCNL contro i nodi della riforma dello sport. In arrivo anche lo sportello PASS per finanziamenti e Terzo Settore: scoprite tutti i dettagli nel nostro articolo! 👇

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Confcommercio Chieti

Chieti – Ci sono momenti in cui il mondo dello sport di base e dell’associazionismo dilettantistico deve compiere un radicale, coraggioso e spavaldo salto di qualità strutturale, abbandonando i vecchi e polverosi cliché del volontariato amatoriale per riscoprirsi un’autentica e fiera officina di welfare, lavoro regolamentato e coesione civile. Le palestre, le piscine e i circoli rionali delle nostre province, quando si spogliano delle fragilità logistiche tradizionali, si propongono come la risorsa terapeutica ed etica più potente per contrastare l’isolamento dei giovani e curare le solitudini metropolitane, offrendo alle famiglie un’oasi di spensieratezza colta e benessere collettivo. Ma la recente e complessa riforma dello sport dello Stato ha introdotto un ruolino di marcia talmente asfittico e spaventoso di adempimenti burocratici e vincoli contrattuali da rischiare di paralizzare i sodalizi di quartiere. Sabato 19 settembre 2026, la città teatina ha risposto a questa emergenza con un atto di altissimo profilo macroeconomico ed istituzionale: presso la solenne sede di via Santarelli ha debuttato ufficialmente il Comitato Provinciale di Chieti di A.S.C. (Attività Sportive Confederate), l’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI che blinda il connubio indissolubile tra sport e impresa.

La solenne assemblea costituente ed elettiva, riunita in totale trasparenza nei locali di Confcommercio Chieti in via Giovanni Antonio Santarelli 219, ha sancito l’inizio di una programmazione strategica e pluriennale volta a mettere in sicurezza i club del territorio. L’unanimità dei voti ha incoronato Presidente del Comitato il manager Luigi Milozzi, che per l’intero quadriennio olimpico guiderà i laboratori dello sport teatino affiancato dalle consigliere Francesca Di Giuseppe e Sonia Saraullo. Questa joint venture strategica dà esecuzione millimetrica all’intesa politica siglata lo scorso 17 luglio, rispettando le scadenze annunciate e offrendo ad associazioni e società dilettantistiche una trincea stanziale di rappresentanza sindacale e di tesseramento, azzerando le distanze tra i campi di gioco e le cabine di regia dello Stato, taccuino alla mano e passioni calde.

Dalla riforma dello sport al CCNL: lo scudo di Marisa Tiberio contro la burocrazia

Il tavolo dei lavori è stato presieduto con assoluta fermezza civile da Alessandro Londi, Direttore Generale di A.S.C. Nazionale e Presidente della F.I.I.S. (Federazione Italiana Imprenditori Sportivi), coadiuvato nelle sessioni di verbalizzazione da Valter Vieri, Consigliere Nazionale e Presidente di EBISport. Il successo di questa mobilitazione di categoria deve il suo merito alla lungimiranza di Marisa Tiberio, Presidente di Confcommercio Chieti e componente d’élite della Giunta Nazionale di Confcommercio, che ha promosso, protetto e accompagnato l’intero cammino. La Tiberio ha preteso che l’intero sistema di servizi della territoriale — dalla consulenza del lavoro ai controlli fiscali, fino alla sicurezza 81/08 e alla formazione permanente — fosse aperto incondizionatamente ai club sportivi, azzerando il torpore delle sintonizzazioni artificiali e del materialismo burocratico.

«Lo sport di base è impresa, lavoro a tempo indeterminato e presidio sociale», sottolinea con spavaldo orgoglio la Presidente Marisa Tiberio, indicando nella Confcommercio Card uno straordinario strumento di comfort economico per gli affiliati locali. «Riconoscere questo comparto all’interno del sistema confederale dello Stato significa dotare i sodalizi degli stessi identici strumenti di tutela e di risposte flessibili di cui dispongono da decenni le grandi aziende del commercio, del turismo e dei servizi, limitando al massimo il rischio di sanzioni o di chiusure coatte. Chieti ha scelto con onestà di essere tra i primissimi territori della penisola a tradurre questo valore in realtà tangibile». Un’opera di squadra eccezionale che recepisce l’architettura della Confederazione Italiana dello Sport, firmataria del CCNL che disciplina la vita dei lavoratori del benessere.

L’attivazione dello sportello gratuito PASS e il network del Terzo Settore

La saggistica organizzativa illustrata da Alessandro Londi mappa una rete integrata a difesa del no-profit e delle srl sportive, strutturata per rispondere agli oneri spietati della digitalizzazione e del *Safeguarding* obbligatorio contro gli abusi, requisiti che nessuna piccola associazione rionale sarebbe in grado di governare in solitudine. Nei prossimi giorni, i locali di via Santarelli terranno a battesimo lo sblocco dello sportello PASS (Punti Assistenza Sport e Sociale). Si tratterà di un servizio di orientamento e consulenza completamente gratuito, aperto alle famiglie, agli atleti e agli enti del Terzo Settore per agevolare l’accesso ai finanziamenti europei dello Stato, l’iscrizione ai registri ministeriali e la gestione dei contratti di lavoro sportivo, scacciando le nevrosi causate dall’asfissia delle riforme amministrative.

«Il nostro fine ultimo è coniugare la passione atletica alla solidità aziendale», conclude con toni decisi il Direttore Generale Alessandro Londi, evidenziando come l’esperimento teatino costituisca un precedente vincente che segue la recente convenzione quadro siglata il 2 settembre a Perugia con Confcommercio Umbria. «Un sodalizio che entra in questa rete non riceve una fredda affiliazione su carta, ma una rappresentanza stabile e professionale. Chieti non è un traguardo isolato, ma un model collaudato che esporteremo in ogni provincia per contrastare lo spopolamento sportivo». I registri dell’assemblea sono chiusi e i verbali sigillati: il Comitato di Luigi Milozzi ha acceso i motori, e da oggi lo sport di Chieti cammina sulle gambe forti dell’impresa, pronto a vincere la partita del domani.

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Sport

Il Volley Terni espugna la Marsica e vince il Memorial Elia Bianchi: a Trasacco il trionfo dello sport pulito che batte l’isolamento dei giovani

La grande pallavolo del Centro Italia si prende il cuore della Marsica tra lacrime, sorrisi e uno straordinario trionfo di amicizia intergenerazionale! Si è conclusa a Trasacco (AQ) la IV edizione del prestigioso Trofeo “Città di Trasacco – Memorial Elia Bianchi”, la rassegna epica organizzata dal CSI L’Aquila guidato da Luca Tarquini. A sollevare la coppa del 2026 è stata la formazione esordiente del Volley Terni, vincitrice di un caldissimo tie-break tutto umbro contro i campioni storici dei Vazzanicchi, mentre i Gin Tonici di Rieti conquistano il terzo posto. Un evento eccezionale a ingresso gratuito, patrocinato dal Comune di Ortucchio e impreziosito dalla visita solenne dell’assessore regionale allo Sport Mario Quaglieri per abbracciare la famiglia di Elia e difendere la legalità e la sicurezza civile sul territorio. Scoprite tutte le classifiche e i video delle finali nel nostro articolo! 👇

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Volley Terni

Trasacco  – Ci sono arene sportive e rassegne dilettantistiche che non nascono semplicemente per registrare i numeri di un tabellone o per consumare passivamente lo spazio di un fine settimana, ma che vengono edificate come autentiche officine di responsabilità civile, welfare relazionale e risorsa terapeutica per il territorio. Il gioco di squadra, quando si spoglia delle asettiche logiche industriali di plastica, si riscopre l’unico vero specchio trasparente in grado di unire le province, offrendo alle famiglie e alle nuove generazioni un’oasi di spensieratezza colta e di socializzazione spontanea contro il torpore e le nevrosi della modernità digitale. Nel corso dell’appena trascorso weekend, da venerdì 18 a domenica 20 settembre 2026, la splendida e fiera comunità di Trasacco si è trasformata nella capitale della pallavolo giovanile del Centro Italia, ospitando la quarta, straordinaria edizione del Trofeo “Città di Trasacco – Memorial Elia Bianchi”, una tre giorni mozzafiato baciata da un clamoroso successo di pubblico e partecipazione rionale.

La monumentale kermesse, orchestrata con rigore filologico e spavaldo ottimismo dal Centro Sportivo Italiano (CSI) – Comitato Provinciale dell’Aquila, ha riunito sul parquet otto formazioni d’élite provenienti da diverse regioni dello Stato, scese in trincea per difendere il merito e i valori sani dell’associazionismo. Non parliamo di mero intrattenimento commerciale, ma di un programma di prossimità a ingresso libero in cui la schiacciata sotto rete si fa scudo contro l’isolamento sociale e l’asfissia protettiva degli smartphone. Il Memorial ha saputo espandere i propri confini logistici grazie a una fitta e trasparente joint venture con il vicino Comune di Ortucchio, che ha messo a disposizione le proprie palestre comunali per scortare gli atleti lungo le faticose scadenze della fase di qualificazione, garantendo un comfort funzionale perfetto alle scuderie e ai passeggeri del sogno sportivo, taccuino alla mano.

Il tie-break infuocato della finale: la new entry Volley Terni spezza l’oro dei Vazzanicchi

Il ruolino di marcia delle finali ha regalato agli appassionati e ai collezionisti di emozioni un ordito perfetto di suspense e tecnica esecutiva, culminando in un derby umbro di devastante impatto agonistico. A sollevare solennemente il trofeo del 2026 è stata la formazione del Volley Terni, autentica e spavalda *new entry* della rassegna, capace di sconfiggere nell’ultimo round la corazzata storica dei Vazzanicchi Terni, detentori di ben due titoli nell’albo d’oro della manifestazione. Il match si è sviluppato come un viaggio specchio privo di filtri protettivi: dopo un primo set dominato dal Volley Terni per 25-18, i rivali hanno reagito con orgoglio aggiudicandosi il secondo parziale per 25-20. Il verdetto definitivo si è consumato sul filo del rasoio nel decisivo tie-break, dove il Volley Terni ha blindato la vittoria imponendosi per 15-8, baciato dagli applausi scroscianti della platea della Marsica.

La battaglia per il terzo gradino del podio ha visto salire in cattedra i Gin Tonici di Rieti, che hanno superato per merito le resistenze dell’Infinity Volley di Avezzano, scacciando lo spettro della sconfitta grazie a un interplay millimetrico. La classifica ufficiale del torneo blinda il posizionamento delle restanti compagini in gara, inserendo nei registri dello Stato sportivo la Polisportiva Celano 1968, l’Antoniana Pescara, il CSA Avezzano e la Quadrupla Pescara. Ogni atleta ha saputo convertire il sudore in una risorsa contro l’intolleranza, dimostrando che sul rettangolo di gioco i soft skill della collaborazione e del rispetto reciproco valgono infinitamente più delle sintonizzazioni artificiali dei cliché televisivi.

La presenza dell’Assessore Mario Quaglieri e l’abbraccio della memoria alla famiglia Bianchi

Il momento di più profondo e commosso significato antropologico si è vissuto durante la cerimonia di chiusura, interamente consacrata alla memoria immortale di Elia Bianchi, la cui giovinezza e il cui ricordo continuano a operare come un collante indistruttibile per il territorio. La numerosa e solenne presenza dei familiari di Elia sul campo ha raccolto l’abbraccio pulito e trasparente dell’intera comunità abruzzese. Questa eccezionale mobilitazione ha ottenuto il pieno e incondizionato appoggio delle istituzioni dello Stato: l’Assessore regionale allo Sport e all’Impiantistica sportiva, Mario Quaglieri, ha voluto presenziare di persona all’evento, scendendo sul parquet per incontrare e salutare i giovani pallavolisti, confermando una programmazione strategica e pluriennale volta a potenziare le infrastrutture delle aree interne dell’Appennino, limitando l’esodo delle migliori intelligenze locali.

La macchina organizzativa del CSI aquilano ha mostrato una stabilità e una fluidità gestionale eccezionali, grazie al lavoro di squadra coordinato dal presidente Luca Tarquini, affiancato da Alessia Peduzzi (responsabile Welfare), Alessandra Lunadei (responsabile Attività Sportiva), Francesco Stornelli (settore Pallavolo) e dall’immancabile supporto logistico di Claudio Del Fosco. Un ringraziamento d’élite è stato rivolto all’Amministrazione comunale di Trasacco, degnamente rappresentata in tribuna da Marta Coruzzi e Domenico Tavolieri. In asse con il festival, i laboratori del CSI hanno registrato anche il clamoroso successo del corso BLSD salvavita, trasformando la festa dello sport in un presidio di sicurezza civile permanente per i rioni. La quarta edizione va in archivio, ma a Trasacco i motori sono già caldi per il futuro: spegnete gli smartphone, perché il domani della pallavolo non ha paura del buio e vi aspetta già per il quinto round.

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Calcio

Roma e Inter si dividono l’Olimpico: doppio Koné e doppio Lautaro per un pareggio da scudetto

Spettacolo, gol, errori e una rimonta da batticuore! Il primo vero big match in chiave scudetto della nuova Serie A non ha assolutamente tradito le aspettative. Sul prato dell’Olimpico, Roma e Inter si annullano a vicenda pareggiando 2 a 2 in una partita dalle due facce, lasciando entrambi gli allenatori con l’amaro in bocca. Nel primo tempo i giallorossi di Gasperini impartiscono una vera e propria lezione di tattica e intensità: il pressing alto asfissia il centrocampo nerazzurro e permette alla Roma di portarsi sul doppio vantaggio (2-0 all’intervallo) grazie a due fulminei e identici inserimenti del centrocampista Koné. Sembra una disfatta per i campioni d’Italia, ma nel secondo tempo si risveglia l’orgoglio del capitano! Lautaro Martinez si prende la squadra sulle spalle e accorcia le distanze dopo appena un minuto dalla ripresa, su assist di Thuram. La Roma cala fisicamente, Malen spreca clamorosamente il colpo del k.o. tirando in faccia al portiere Martinez, e al 79′ arriva l’inevitabile pareggio firmato ancora una volta dal Toro Lautaro. Le statistiche dicono che l’Inter ha creato di più (sfiorando persino la vittoria nel recupero con Thuram), ma l’allarme per Chivu è suonato: la sua squadra ha già incassato 8 gol in 5 partite! Roma e Inter vanno così alla sosta per le Nazionali appaiate in vetta alla classifica con 13 punti, ma con tanti compiti a casa da fare. Leggi l’analisi tattica completa del big match nel nostro articolo 👇

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Roma Vs Inter

Roma – Quando due filosofie calcistiche così profonde e diametralmente opposte si scontrano sotto i fari illuminati a giorno del palcoscenico più affascinante d’Italia, il risultato non può che essere una sceneggiatura degna di un thriller hollywoodiano. Il primo, vero e attesissimo big match in chiave scudetto di questa scoppiettante Serie A non ha assolutamente tradito le immense aspettative della vigilia. Sul prato perfetto dell’Olimpico, la Roma spettacolare e aggressiva di Gian Piero Gasperini e l’Inter campione in carica guidata da Cristian Chivu hanno dato vita a novanta minuti di pura adrenalina, chiudendo le ostilità con un rocambolesco e spettacolare 2 a 2.
Un pareggio ricco di gol che, al fischio finale del direttore di gara, lascia inevitabilmente e curiosamente tutti i protagonisti soddisfatti solamente a metà. Da un lato, il catino giallorosso ha il gigantesco e amaro rammarico di non aver saputo azzannare la preda, sprecando l’incredibile e meritato doppio vantaggio (2-0) accumulato con feroce cinismo al termine di un primo tempo letteralmente dominato. Dall’altro lato, i nerazzurri escono sì imbattuti e orgogliosi dalla trasferta più complessa del campionato contro la squadra fisicamente più in forma del momento, ma portano con sé l’inquietudine palpabile di una fragilità difensiva cronica e di una manovra offensiva tenuta in piedi quasi esclusivamente dall’istinto selvaggio e dalla cattiveria agonistica del proprio capitano, l’imprescindibile Lautaro Martinez.

Il capolavoro tattico di Gasperini: pressing e il doppio colpo di Koné

La primissima frazione di gioco è stata un vero e proprio manifesto del credo calcistico “gasperiniano”. L’intensità messa in campo dai padroni di casa è stata brutale e asfissiante: la Roma non ha mai rinunciato alla famelica pressione alta, andando a mordere le caviglie degli avversari fin dentro la loro area di rigore. Il vero capolavoro tattico del tecnico di Grugliasco, però, si è materializzato in mezzo al campo, dove i suoi pretoriani sono riusciti a disinnescare totalmente la cabina di regia nerazzurra, approfittando anche della serata decisamente opaca e imprecisa del trio formato da Barella, Zielinski e Jones.
Il dominio territoriale e atletico dei capitolini si è trasformato in oro colato grazie a due azioni quasi speculari, vere e proprie fotocopie di schemi provati e riprovati in allenamento: cross taglienti provenienti dalla fascia destra e inserimenti letali da dietro, colpevolmente non letti e non seguiti dalla sbandata retroguardia interista. In entrambe le circostanze (al 6′ e poi al 37′ minuto), il centrocampista Koné si è ritrovato liberissimo, senza alcun marcatore a disturbare la sua corsa, per colpire a rete con freddezza glaciale e battere l’incolpevole portiere Martinez. A onor del vero, l’Inter (sfruttando gli inevitabili corridoi lasciati sguarniti dalla linea difensiva altissima della Roma) ha avuto tre clamorose chance per pareggiare, colpendo persino un legno clamoroso con Bastoni. Eppure, il 2 a 0 dell’intervallo, sebbene forse leggermente ingeneroso per le occasioni create dai milanesi, fotografava alla perfezione la vulnerabilità tattica della squadra di Chivu contro la dirompente compattezza giallorossa.

La reazione da campioni: il Toro prende l’Inter sulle spalle

Chiunque si aspettasse una Roma in gestione e un’Inter rassegnata nel secondo tempo, non aveva fatto i conti con il DNA dei campioni d’Italia e, soprattutto, con l’orgoglio sconfinato di Lautaro. È bastato un solo, misero minuto dalla ripresa delle ostilità per riaprire completamente i giochi: il capitano serve uno splendido filtrante in profondità per la corsa di Marcus Thuram, segue in maniera famelica l’azione, raccoglie l’assist di ritorno del compagno e piazza una coltellata chirurgica all’angolino basso.
Il gol incassato a freddo taglia letteralmente le gambe alla Roma, che improvvisamente inizia a pagare il conto salatissimo delle enormi energie fisiche bruciate nel primo tempo. Il pressing forsennato cala di intensità, le distanze si allungano e la partita si incattivisce, diventando sporca e frammentata. L’Inter prende in mano il comando delle operazioni, pur senza trasformarsi nell’inarrestabile rullo compressore ammirato in altre uscite stagionali. La manovra nerazzurra è compassata e manca di reale continuità, esponendosi persino a ripartenze sanguinose: clamorosa l’occasione per il colpo del k.o. sprecata dal romanista Malen, che spara da zero metri centrando clamorosamente in pieno volto il portiere Martinez in uscita disperata.

Il pareggio finale e i compiti a casa verso la sosta Nazionali

Alla lunga, però, il maggior tasso tecnico e l’infinita panchina dell’Inter fanno la differenza. La pressione degli ospiti diventa tambureggiante e, al minuto 79′, l’ennesima folata offensiva porta alla zampata vincente del solito, immenso Lautaro, che fissa il punteggio sul definitivo 2 a 2 ammutolendo la Curva Sud. Nei minuti finali i nerazzurri avrebbero persino la palla per vincere, ma Thuram, beffando il portiere Svilar in controtempo, sfiora incredibilmente il palo esterno.
Una vittoria in rimonta sarebbe forse stata una punizione eccessiva per l’ottima Roma di Gasperini, anche se le fredde statistiche finali pendono a favore dell’undici di Chivu (2.37 xG contro l’1.68 dei capitolini, 5 tiri in porta a 4 e ben 5 grandi occasioni create contro 3). C’è però un dato allarmante che tormenterà le notti dell’allenatore interista: gli 8 gol subiti in sole 5 partite di campionato. Un numero inaccettabile per chi vuole cucirsi la seconda stella consecutiva sul petto, indice di un problema sistemico di equilibrio e di connessione tra i reparti che va ben oltre i semplici errori difensivi individuali. Adesso la sosta per le Nazionali arriva come una benedizione per entrambi i tecnici: si andrà al riposo guardando tutti dall’alto della classifica, appaiati in vetta a quota 13 punti. Chivu avrà due settimane intere per registrare i meccanismi della retroguardia, mentre Gasperini (che vede allungarsi la maledizione che gli impedisce di battere l’Inter dal lontano 2016) dovrà studiare un modo per gestire meglio le energie dei suoi ragazzi, evitando che un calcio così totalizzante e dispendioso diventi controproducente nei secondi tempi.

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