Sport
INTERVISTA AL PODIO MASCHILE DEL “TRITTICO DI ROMAGNA” 2026
Redazione- La GS Lamone Russi, la Podistica Avis Castel Bolognese e l’ASD 100 km del Passatore organizzano il ‘Trittico di Romagna’ che comprende le seguenti gare: Russi -Maratona del Lamone, Castel Bolognese – 50 Km di Romagna e Firenze-Faenza – 100 Km del Passatore.
La 100 km del Passatore è un grande sogno che si può raggiungere gradualmente passando attraverso tappe importanti quali allenamenti e gare di maratone e ultramaratone e in Romagna il Trittico è un’ottima opportunità per decidere di prepararsi per la 100 km del Passatore passando per la maratona del Lamone di Russi e per la 50 km di Romagna di Castel Bolognese dopo alcuni mesi di preparazione partecipando a diverse maratone per allenare corpo, cuore e testa alla lunga distanza.
Enrico Bartolotti si è classificato 3° alla Maratona del Lamone in 2h34’44”, preceduto da, Luca Facchinetti 2h28’14 e Khalid Jbari 2h25’56”. David Colgan 4° in 2h36’37”, Massimiliano Montanari 2h43’44”.
Il 25 aprile 2026 David ha corso la 43^ 50 km di Romagna classificandosi 9° in 3h06’45” preceduto da Alessio Milani 3h04’25”, Julien Nison 3h02’17”, Umberto Persi 3h00’36” e precedendo Luca Parisi 3h10’21”, Enrico Bartolotti 3h10’59”, Massimiliano 3h25’34”.
A seguito delle tre gare del Trittico di Romagna, il vincitore è stato Enrico Bartolotti precedendo David Colgan e Massimiliano Montanari. Tra le donne la vincitrice è stata Daniela Valgimigli precedendo Larreca Rodriguez ed Esterlina Deyanira.
Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.
A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45. Massimiliano Montanari 13° posto assoluto (12° uomo) 4° categoria SM40 in 7h52’56”
Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.
La 100 km del Passatore era valida anche quale Campionato Italiano 100km corsa su strada e pertanto il Campione Italiano 2026 è Alessio Milani, vicecampione italiano Enrico Bartolotti e il bronzo italiano è stato conquistato da David Colgan.
Di seguito approfondiamo l’esperienza del podio maschile del “Trittico di Romagna”: Enrico Bartolotti, David Colgan e Massimiliano Montanari, attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la prestazione al Passatore, soddisfatto?
Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.
David: Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Sì, molto soddisfatto. Arrivare 4° alla 100 km del Passatore è un risultato importante e, considerando il livello della gara e degli avversari, non posso che essere contento della mia prestazione. Penso che il livello si sia molto alzato considerando che molto probabilmente dobbiamo tornare indietro di 13 anni per rivedere un podio così veloce, oltremodo in una giornata così calda.
Massimiliano: Grazie per i complimenti, sono molto soddisfatto perché ho fatto praticamente lo stesso tempo dell’anno scorso, e quindi riconfermarsi sotto le 8 ore non è mai semplice.
Quest’anno il livello degli atleti era molto più forte, i primi tre sotto le 7 ore, mentre l’anno scorso solo i primi due sotto le 7 ore.
L’ultima volta che tre atleti sono scesi sotto le 7 ore risale al 2013, quando Calcaterra vinse in 6h39’59”, precedendo Evgeni Glyva (UKR) 6h49’53”, Hermann Achmuller 6h58’01”, Marco Serasini 7h04’59”.
Nel 2014, 2015 e 2017 Calcaterra vinse rispettivamente in 7h05’06”, 7h08’04” e 7h03’54”.
Nel 2016 Calcaterra vinse in 6h58’14”, precedendo Marco Ferrari 7h34’59”.
Nel 2018 Andrea Zambelli vinse in 6h54’36” precedendo Benedikt Hoffmann (GER) 7h04’55”. Nel 2019 Marco Menegardi vinse in 7h12’48”. Nel 2022 vinse Lee Grantham (GBR) in 7h03’29”.
La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere o andare a podio in una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere o andare a podio in un campionato italiano.
Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri.
Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni.
È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e cercare di trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.
La parte più difficile?
Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.
David: Sicuramente il segmento fino a Borgo San Lorenzo l’ho accusato parecchio a causa del caldo eccessivo, avevo circa 10-15 battiti in più del mio normale e questo mi ha preoccupato non poco.
Massimiliano: Quest’anno il clima era rovente, circa 30 e passa gradi fino al 40° km, ero partito per fare meglio dell’anno scorso, ma a Borgo San Lorenzo ho notato un lieve innalzamento della frequenza cardiaca per cui ho dovuto deporre i miei ‘sogni di gloria’ e cercare di completare i rimanenti 70 km, cercando comunque di non andare mai in sofferenza. In gare di questo calibro ogni momento può generare criticità. Quest’anno ho avuto un momento di crisi circa al 69° km, avevo le gambe dure e percepivo che la benzina era finita. Nel giro di 2 km però sono riuscito a rimettermi in carreggiata e a marciare del mio passo, insieme a un altro forte podista (Alessandro Benerecetti), che a sua volta ha avuto una piccola crisi. Ci siamo supportati a vicenda, e questo è stato il momento della ripartenza per entrambi.
Le crisi si mettono in conto e gli ultramaratoneti sanno che possono arrivare e che non bisogna arrendersi subito ma accoglierle e organizzarsi e insieme è molto meglio nella gestione di crisi e fatica.
Trattasi di gare durissime da non sottovalutare, lunghissime e dove bisogna sapersi monitorare e conoscersi bene per capire fino a quanto ci si può spingere e quando rallentare per non incorrere in malori o crisi che potrebbero compromettere non solo la riuscita della gara ma anche la propria salute.
Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene.
Quali sono stati i test più importanti prima della gara?
Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!
David: La preparazione è stata costruita soprattutto su lunghi allenamenti, lavori specifici di resistenza e alcune gare di avvicinamento come la ‘Strasimeno’ e il trittico che mi hanno permesso di verificare la condizione e testare alimentazione e strategia di gara. Grazie ancora per l’attenzione e per l’interesse.
Massimiliano: Non si può non arrivare preparati a una gara di questo calibro. Col mio allenatore Simone Cellini e col mio nutrizionista Nicolas Cicognani abbiamo cercato di pianificare al meglio il tutto, come del resto abbiamo fatto all’esordio lo scorso anno. Inoltre, una figura fondamentale che mi ha assistito fisicamente e moralmente, per entrambi i Passatori e nei lunghissimi di preparazione, è stata quella del mio amico e accompagnatore Raffaele Vassura. Da quando ho iniziato a correre sulle lunghe distanze, ho iniziato a selezionare le gare e a correre solamente quelle più funzionali. Diciamo che per fare la 100 km del Passatore bisogna ‘passare’ dal Trittico di Romagna, anche se la preparazione occupa circa un anno.
Trattasi di una gara di 100 km molto dura che richiede una preparazione mirata con lunghissimi allenamenti e gare test per testarsi e allenarsi allo stesso tempo.
Una gara davvero sfidante e difficile ma non impossibile, una gara da preparare con un team abbastanza assortito ma da correre da soli con le proprie gambe, il proprio corpo, il proprio cuore e soprattutto con la propria testa vigile e lucida.
Sport
FONTANA LIRI, EMANUELE GIANNETTI CONQUISTA IL PODIO AL RALLY COSTA DEL GARGANO: FROSINONE CELEBRA L’AMMINISTRATORE-PILOTA
Dallo scranno amministrativo al podio del rally, Emanuele Giannetti di Fontana Liri incarna l’eccellenza, dimostrando che la passione è un motore inesauribile tra politica e sport. #RallyCostaDelGargano #EmanueleGiannetti #FontanaLiri #Ciociaria #Motorsport
Redazione- Il pilota di Fontana Liri, Emanuele Giannetti, affiancato dal navigatore Gianluca Esposito, ha conquistato un eccezionale secondo posto assoluto al 5° Rally Costa del Gargano, prova valida per la Coppa Rally di Zona 8. Il risultato, raggiunto al debutto sulla nuova Skoda Fabia RS Rally2 e dopo un periodo di assenza dalle competizioni, ha scatenato l’entusiasmo nella provincia di Frosinone, in particolare del Consigliere Provinciale e Dirigente ANCI Lazio, Gianluca Quadrini, che ha espresso profondo orgoglio per il successo e per la capacità di Giannetti di conciliare la sua passione sportiva con l’impegno istituzionale nel suo comune. L’evento, svoltosi lungo i percorsi selettivi del Gargano, mette in luce non solo l’abilità sportiva di Giannetti ma anche la sua dedizione al territorio ciociaro, rappresentato ai vertici del motorsport.
Il Rally Costa del Gargano è riconosciuto come una delle gare più esigenti del circuito, con prove speciali che richiedono massima precisione e resistenza. Ottenere un piazzamento sul podio in questo contesto, specialmente dopo mesi di stop e al volante di una vettura di ultima generazione come la Skoda Fabia RS Rally2, è testimonianza di talento e preparazione meticolosa. La Skoda Fabia RS Rally2, infatti, è una delle vetture più competitive della sua categoria, e un successo immediato al debutto indica una rapida familiarizzazione e una perfetta intesa tra pilota e mezzo. L’equipaggio Giannetti-Esposito ha dimostrato sin dalle prime battute una notevole affinità, superando specialisti di alto livello e confermando il proprio valore su tracciati complessi.
L’aspetto che rende la performance di Giannetti ancora più significativa è la sua duplice vita. Consigliere comunale a Fontana Liri, egli è un amministratore stimato e presente, costantemente dedicato ai suoi concittadini e alla risoluzione delle problematiche che riguardano il territorio. I suoi impegni istituzionali, spesso gravosi e assorbenti, non gli hanno impedito di coltivare con successo la sua passione per i motori, portando il nome della Ciociaria ai vertici dello sport motoristico nazionale. Questa capacità di bilanciare ruoli così diversi tra loro è un esempio di disciplina e forza di volontà.
Gianluca Quadrini, amico di lunga data e rappresentante delle istituzioni provinciali, ha condiviso la sua gioia per il risultato. “Vedere Emanuele sul podio, dopo una gara così dura e combattuta sul Gargano, è motivo di grande soddisfazione,” ha dichiarato Quadrini. “Conosco bene la passione e la determinazione che mette in questo sport, ma ciò che mi rende ancora più orgoglioso è la sua abilità nel conciliare tutto. Emanuele è un politico esemplare nel suo comune, sempre al fianco dei cittadini. Nonostante i tantissimi impegni, trova la forza di coltivare la sua passione, onorando la nostra terra.”
Il ritorno alle corse dopo un lungo periodo di inattività, il rapido adattamento a una vettura nuova e l’immediata intesa con un nuovo navigatore sono sfide che pochi equipaggi riescono a superare con tale rapidità ed efficacia. Giannetti e Esposito hanno dimostrato professionalità e una straordinaria capacità di fare squadra. Secondo Quadrini, questo secondo posto non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. “Questa coppa è solo il preludio di un nuovo capitolo, e io sarò sempre in prima fila a fare il tifo per lui e per Gianluca Esposito,” ha concluso il Consigliere Provinciale, abbracciando idealmente l’equipaggio e la squadra.
Sport
ROMA CELEBRA 60 ANNI DI TAEKWONDO: AL FORO ITALICO ARRIVA L’ANNULLO SPECIALE DI POSTE ITALIANE DURANTE IL GRAND PRIX 2026
Il Taekwondo italiano festeggia 60 anni al Foro Italico: domenica 7 giugno Poste Italiane lancia l’annullo filatelico speciale durante le finali del World Grand Prix 2026.
#Taekwondo #Roma2026 #PosteItaliane #Filatelia
Redazione- Domenica 7 giugno 2026, la città di Roma ospiterà un’iniziativa che unisce sport e collezionismo per celebrare i sessant’anni dall’introduzione del taekwondo in Italia. Poste Italiane, su richiesta della Federazione Italiana Taekwondo (FITA), attiverà un servizio filatelico temporaneo dotato di un bollo speciale. L’evento si svolgerà presso il villaggio allestito in viale delle Olimpiadi 62, all’interno del Foro Italico, in concomitanza con la giornata conclusiva del World Taekwondo Grand Prix, la prestigiosa manifestazione internazionale che apre ufficialmente la stagione delle Grand Prix Series 2026.
L’attivazione dello sportello temporaneo è prevista dalle ore 11:00 alle 13:00. Durante questa fascia oraria, appassionati, atleti e collezionisti potranno richiedere l’apposizione del timbro celebrativo su cartoline, buste o documenti filatelici. Il design del bollo è stato studiato per richiamare l’identità visiva della ricorrenza: la vignetta raffigura il logo stilizzato del numero «60», accompagnato dalla dicitura ufficiale della Federazione Italiana Taekwondo, mentre la legenda esterna riporta chiaramente il riferimento ai sei decenni di storia della disciplina nel Paese.
Questo anniversario rappresenta un traguardo di rilievo per il movimento sportivo italiano. Dal 1966 a oggi, il taekwondo è passato dall’essere una pratica di nicchia a una realtà consolidata, capace di regalare all’Italia numerosi successi olimpici e mondiali. La scelta di abbinare l’annullo filatelico alla tappa romana del Grand Prix non è casuale. La Capitale è diventata ormai una sede fissa e iconica per il circuito mondiale, trasformando il Foro Italico in un palcoscenico dove i migliori atleti del ranking globale si sfidano per punti pesanti in vista delle future qualificazioni internazionali.
L’iniziativa di Poste Italiane si inserisce in una lunga tradizione di collaborazione con il mondo dello sport, volta a cristallizzare nel tempo eventi che segnano la cultura e il costume della nazione. La filatelia, in questo contesto, funge da archivio storico tangibile, trasformando un semplice oggetto postale in una testimonianza documentale di un’evoluzione tecnica e sociale durata sessant’anni.
Per chi non potrà recarsi fisicamente allo stand di viale delle Olimpiadi, Poste Italiane ha previsto una procedura standardizzata per ottenere l’annullo a distanza. Le commissioni filateliche potranno essere inoltrate allo sportello dedicato presso l’Ufficio Postale di Roma V.R., situato in piazza di San Silvestro 19. Qui, il personale specializzato si occuperà di gestire le richieste pervenute per posta, garantendo ai collezionisti di tutta Italia la possibilità di inserire questo pezzo specifico nelle proprie raccolte.
Il World Taekwondo Grand Prix 2026, che si sviluppa dal 4 al 7 giugno, chiude così i battenti con un omaggio che va oltre l’aspetto agonistico. Mentre sul tatami si definiranno i vincitori della prima tappa stagionale, lo stand filatelico sigillerà il legame profondo tra la Federazione e il territorio. Per ulteriori approfondimenti sulle emissioni e sulle attività legate al mondo del collezionismo, Poste Italiane mette a disposizione il portale web ufficiale dedicato alla filatelia, dove è possibile consultare il calendario completo degli annulli speciali su tutto il territorio nazionale.
Sport
BARBERO PIANTINO, CICLISTA: CERCO DI RIMANERE CONCENTRATO SUGLI OBIETTIVI FUTURI VINCE STRADE BIANCHE (PERCORSO MEDIO) 2026
Redazione- Sabato 7 marzo 2026 ha avuto luogo la Granfondo “Strade Bianche” e tra i professionisti ha vinto lo sloveno (Campione del Mondo) Tadej Pogacar, 203 km in 4h45’15”.
Hanno completato il podio il francese Paul Seixas e il messicano Isaac Del Toro.
Tra le donne ha vinto la svizzera Elise Chabbey, 133 km in 3h35’42”, precedendo Katarzyna Niewiadoma s.t. e Franziska Koch s.t., 4^ Elisa Longo Borghini.
Domenica 8 marzo si è svolta la Granfondo per gli amatori vinta da Alberto Nardin 3h46’14” precedendo Giovanni Loiscio e Patrick Facchini. Tra le donne ha vinto Martina Cavallo 4h23’16” precedendo Michelle Gagnon e Virginia Becchetti.
Sul percorso medio ha vinto Massimiliano Barbero Piantino (OM.CC) 2h17’52”, precedendo Vittorio Carrer (Team Eracle) e Matteo Cigala (Dan Morrissey).
Tra le donne, ha vinto Silvia Visaggi (OM.CC) 2h38’20” precedendo Anna Ceoloni (OM.CC) e Carlotta Fondriest (A.S.D. G.C. Tondi Sport).
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Massimiliano Barbero Piantino attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria alla “Strade Bianche”, te l’aspettavi?
Innanzitutto, grazie. Sapevo di stare bene, ma una gara come questa è sempre imprevedibile soprattutto con le condizioni meteo di domenica. Quindi speravo in un buon risultato, ma vincere così no.
Eventuali pensieri o immagini in gara che ti hanno aiutato?
Pensavo a tutti i sacrifici fatti per arrivare fin lì e a quanto sarebbe stato bello riuscirci.
Il duro lavoro paga. A volte, quanto meno te l’aspetti arriva finalmente una bella vittoria a premiare di tanti allenamenti e sacrifici e a incrementare la fiducia in sé per le prossime gare.
Quando hai capito che potevi vincere?
Ho iniziato ad aver capito quando a circa meno 30 km avevo 3 min. e 40” dal gruppo, anche se fino all’ultimo km ho sempre spinto.
Bisogna spingere fino alla fine. Non si sa mai cosa può succedere fino alla fine: una caduta, una foratura, una crisi inaspettata, una distrazione, meglio continuare a spingere anche se il vantaggio sembra essere sufficiente.
A chi la dedichi?
Alla mia famiglia e a me stesso.
Cosa cambia ora?
Sicuramente aumenta la fiducia in me stesso, ma cerco di rimanere concentrato sugli obiettivi futuri.
Una vittoria è un’ottima carica per continuare ad allenarsi senza rilassarsi troppo, godere sì in quel momento, nei giorni successivi, ma si ritorna a lavorare duramente per continuare a far bene nelle prossime gare, costruendo sempre più performance.
Cosa c’è dietro questa vittoria?
Tanto lavoro, costanza, sacrificio e il supporto di mia moglie e il mio allenatore.
Cosa significa per te vincere le Strade Bianche?
È una bella soddisfazione.
Si lavora sempre duramente per stare in forma, per essere competitivi, per cercare di battere gli avversari diretti.
E quando arriva un’ottima prestazione, un podio o addirittura una vittoria si può godere e rimanere soddisfatti perché le sensazioni sono bellissime, uniche, intense, profonde e restano nel cuore e nella mente per i prossimi anni per ricordare cosa si è stati capaci di fare.
Cosa dicono familiari e amici?
Sono felicissimi e molto orgogliosi.
Quali sono stati gli allenamenti più importanti?
Quelli sulla resistenza e sulla gestione dello sforzo.
Cosa hai scoperto di te stesso in questa gara?
Ho scoperto che non mollo facilmente e che riesco a dare il massimo anche sotto pressione.
Qualche consiglio per chi vuole vincere questa gara?
Prepararsi bene, conoscere il percorso e non mollare mai.
Non mollare mai, sembra essere la chiave vincente per essere vincitori nello sport e nella vita, essere convinti di potercela fare con tanto lavoro e tanta fiducia può portare alla vittoria, una via verso la resilienza, nonostante eventuali criticità e avversità come un clima avverso con vento e pioggia che non ferma chi è resiliente, che si piega ma non si spezza.
Sei di ispirazione per qualcuno?
Se la mia vittoria può motivare anche solo una persona a credere nei propri sogni, ne sono felice.
Quali sono i segreti del tuo successo?
Allenamenti intensi anche se con poco tempo per via del lavoro e passione.
Quantità e qualità sono le chiavi del successo, e se la quantità non è abbastanza, meglio la qualità intensa, accanto alla passione, dedizione, consapevolezza, fiducia, resilienza.
In che modo lo sport ti ha cambiato?
Mi ha insegnato il valore del sacrificio, della determinazione e della fatica.
Si può faticare senza temere, perché prima o poi si viene ripagati, basta essere pazienti e aspettare il momento dove tutto si allinea per la migliore performance.
In che modo lo sport ti aiuta nella vita quotidiana?
Mi aiuta a gestire meglio lo stress, a pormi obiettivi futuri.
Prossimi obiettivi?
Continuare a crescere come atleta, ottenere altri buoni risultati e farmi trovare pronto per le prossime gare.
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