Redazione- La GS Lamone Russi, la Podistica Avis Castel Bolognese e l’ASD 100 km del Passatore organizzano il ‘Trittico di Romagna’ che comprende le seguenti gare: Russi -Maratona del Lamone, Castel Bolognese – 50 Km di Romagna e Firenze-Faenza – 100 Km del Passatore.
La 100 km del Passatore è un grande sogno che si può raggiungere gradualmente passando attraverso tappe importanti quali allenamenti e gare di maratone e ultramaratone e in Romagna il Trittico è un’ottima opportunità per decidere di prepararsi per la 100 km del Passatore passando per la maratona del Lamone di Russi e per la 50 km di Romagna di Castel Bolognese dopo alcuni mesi di preparazione partecipando a diverse maratone per allenare corpo, cuore e testa alla lunga distanza.
Enrico Bartolotti si è classificato 3° alla Maratona del Lamone in 2h34’44”, preceduto da, Luca Facchinetti 2h28’14 e Khalid Jbari 2h25’56”. David Colgan 4° in 2h36’37”, Massimiliano Montanari 2h43’44”.
Il 25 aprile 2026 David ha corso la 43^ 50 km di Romagna classificandosi 9° in 3h06’45” preceduto da Alessio Milani 3h04’25”, Julien Nison 3h02’17”, Umberto Persi 3h00’36” e precedendo Luca Parisi 3h10’21”, Enrico Bartolotti 3h10’59”, Massimiliano 3h25’34”.
A seguito delle tre gare del Trittico di Romagna, il vincitore è stato Enrico Bartolotti precedendo David Colgan e Massimiliano Montanari. Tra le donne la vincitrice è stata Daniela Valgimigli precedendo Larreca Rodriguez ed Esterlina Deyanira.
Sabato 23 maggio 2026, ha avuto luogo la 100km del Passatore vinta da Alessio Milani in 6h47’42”, precedendo Enrico Bartolotti 6h55’46” e il francese Julien Nison 6h57’35”.
A seguire David Colgan 7h03’25” e Danilo Brambilla 7h11’45. Massimiliano Montanari 13° posto assoluto (12° uomo) 4° categoria SM40 in 7h52’56”
Tra le donne ha vinto Nikolina Sustic Stankovic (CRO) 7h28’22”, precedendo Daniela Valgimigli 7h55’32” e Sarah Giomi 8h02’24”.
La 100 km del Passatore era valida anche quale Campionato Italiano 100km corsa su strada e pertanto il Campione Italiano 2026 è Alessio Milani, vicecampione italiano Enrico Bartolotti e il bronzo italiano è stato conquistato da David Colgan.
Di seguito approfondiamo l’esperienza del podio maschile del “Trittico di Romagna”: Enrico Bartolotti, David Colgan e Massimiliano Montanari, attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la prestazione al Passatore, soddisfatto?
Enrico: Ciao Matteo e grazie ancora per questo tuo interesse per noi atleti di cuore come ci definiscono per la tanta passione che mettiamo nelle mattate che compiamo.
David: Ciao Matteo, grazie mille per i complimenti. Sì, molto soddisfatto. Arrivare 4° alla 100 km del Passatore è un risultato importante e, considerando il livello della gara e degli avversari, non posso che essere contento della mia prestazione. Penso che il livello si sia molto alzato considerando che molto probabilmente dobbiamo tornare indietro di 13 anni per rivedere un podio così veloce, oltremodo in una giornata così calda.
Massimiliano: Grazie per i complimenti, sono molto soddisfatto perché ho fatto praticamente lo stesso tempo dell’anno scorso, e quindi riconfermarsi sotto le 8 ore non è mai semplice.
Quest’anno il livello degli atleti era molto più forte, i primi tre sotto le 7 ore, mentre l’anno scorso solo i primi due sotto le 7 ore.
L’ultima volta che tre atleti sono scesi sotto le 7 ore risale al 2013, quando Calcaterra vinse in 6h39’59”, precedendo Evgeni Glyva (UKR) 6h49’53”, Hermann Achmuller 6h58’01”, Marco Serasini 7h04’59”.
Nel 2014, 2015 e 2017 Calcaterra vinse rispettivamente in 7h05’06”, 7h08’04” e 7h03’54”.
Nel 2016 Calcaterra vinse in 6h58’14”, precedendo Marco Ferrari 7h34’59”.
Nel 2018 Andrea Zambelli vinse in 6h54’36” precedendo Benedikt Hoffmann (GER) 7h04’55”. Nel 2019 Marco Menegardi vinse in 7h12’48”. Nel 2022 vinse Lee Grantham (GBR) in 7h03’29”.
La vita è molto dura per gli ultramaratoneti che devono sempre trovare il tempo sufficiente e adeguato ad allenamenti di qualità e di quantità e a volte arrivano gli infortuni per il sovraccarico di lavori e di chilometri ma ogni tanto arriva una gioia come vincere o andare a podio in una gara importante come il Passatore, fare una prestazione migliore, vincere o andare a podio in un campionato italiano.
Gli ultramaratoneti sono atleti che praticano questo durissimo sport con tanto cuore, tanta passione, con la voglia di mettersi in gioco, fare esperienza, approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri.
Sfide durissime ma fattibili previo periodi consoni, congrui, accurati, mirati di allenamento, arrivandoci gradualmente dopo anni.
È importante raccogliere loro testimonianze, capire cosa gli spinge a fare tanti chilometri, tanta fatica per arrivare a un traguardo, per sognare e cercare di trasformare sogni in realtà, provando e riprovandoci, apprendendo da ogni esperienza allenamento, gara, andando avanti con più coraggio, fiducia e resilienza.
La parte più difficile?
Enrico: ‘Audace’ l’hanno definito il mio tentativo del tempo su un percorso come il Passatore con le sue difficoltà, che a suo modo presenta una qualsiasi cento chilometri anche in piano, ma ricordiamoci che io sono di Faenza e per me c’è una componente mentale e una vena romantica, se me lo concedi, di tornarmi a casa sulle mie gambe da Firenze.
David: Sicuramente il segmento fino a Borgo San Lorenzo l’ho accusato parecchio a causa del caldo eccessivo, avevo circa 10-15 battiti in più del mio normale e questo mi ha preoccupato non poco.
Massimiliano: Quest’anno il clima era rovente, circa 30 e passa gradi fino al 40° km, ero partito per fare meglio dell’anno scorso, ma a Borgo San Lorenzo ho notato un lieve innalzamento della frequenza cardiaca per cui ho dovuto deporre i miei ‘sogni di gloria’ e cercare di completare i rimanenti 70 km, cercando comunque di non andare mai in sofferenza. In gare di questo calibro ogni momento può generare criticità. Quest’anno ho avuto un momento di crisi circa al 69° km, avevo le gambe dure e percepivo che la benzina era finita. Nel giro di 2 km però sono riuscito a rimettermi in carreggiata e a marciare del mio passo, insieme a un altro forte podista (Alessandro Benerecetti), che a sua volta ha avuto una piccola crisi. Ci siamo supportati a vicenda, e questo è stato il momento della ripartenza per entrambi.
Le crisi si mettono in conto e gli ultramaratoneti sanno che possono arrivare e che non bisogna arrendersi subito ma accoglierle e organizzarsi e insieme è molto meglio nella gestione di crisi e fatica.
Trattasi di gare durissime da non sottovalutare, lunghissime e dove bisogna sapersi monitorare e conoscersi bene per capire fino a quanto ci si può spingere e quando rallentare per non incorrere in malori o crisi che potrebbero compromettere non solo la riuscita della gara ma anche la propria salute.
Una gara durissima che oltre alla stanchezza fisica prevedeva anche una stanchezza mentale, soprattutto la prima parte, per capire a chi badare, chi temere, come gestire la gara, come impostare i ritmi, una gara contro i pensieri e contro i dubbi ma alla fine ci si abbandona al proprio corpo, ai propri ritmi, alla propria fiducia di far bene.
Quali sono stati i test più importanti prima della gara?
Enrico: Il tanto lavoro è stato fatto e dedicato coi giusti ritmi e carichi mentali e fisici negli ultimi anni per fare il tempo!
David: La preparazione è stata costruita soprattutto su lunghi allenamenti, lavori specifici di resistenza e alcune gare di avvicinamento come la ‘Strasimeno’ e il trittico che mi hanno permesso di verificare la condizione e testare alimentazione e strategia di gara. Grazie ancora per l’attenzione e per l’interesse.
Massimiliano: Non si può non arrivare preparati a una gara di questo calibro. Col mio allenatore Simone Cellini e col mio nutrizionista Nicolas Cicognani abbiamo cercato di pianificare al meglio il tutto, come del resto abbiamo fatto all’esordio lo scorso anno. Inoltre, una figura fondamentale che mi ha assistito fisicamente e moralmente, per entrambi i Passatori e nei lunghissimi di preparazione, è stata quella del mio amico e accompagnatore Raffaele Vassura. Da quando ho iniziato a correre sulle lunghe distanze, ho iniziato a selezionare le gare e a correre solamente quelle più funzionali. Diciamo che per fare la 100 km del Passatore bisogna ‘passare’ dal Trittico di Romagna, anche se la preparazione occupa circa un anno.
Trattasi di una gara di 100 km molto dura che richiede una preparazione mirata con lunghissimi allenamenti e gare test per testarsi e allenarsi allo stesso tempo.
Una gara davvero sfidante e difficile ma non impossibile, una gara da preparare con un team abbastanza assortito ma da correre da soli con le proprie gambe, il proprio corpo, il proprio cuore e soprattutto con la propria testa vigile e lucida.