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Calcio

Il calcio giovanile celebra la vita nel ricordo di Mattia Fracassi a San Benedetto dei Marsi

⚽ San Benedetto dei Marsi si accende per il 1° Memorial “Mattia Fracassi”. Oltre 400 piccoli calciatori in campo per celebrare il ricordo attraverso lo sport e l’amicizia. Un appuntamento imperdibile per tutta la comunità.
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Redazione-  San Benedetto dei Marsi si prepara a trasformarsi in un palcoscenico di pura energia e commozione. Nelle giornate del 20 e 21 giugno 2026, lo stadio comunale “Manfredo Profeta” ospiterà la prima edizione del Memorial “Mattia Fracassi”, un torneo di calcio giovanile che ha già superato ogni più rosea aspettativa in termini di partecipazione. L’evento, nato per onorare la memoria di un giovane concittadino prematuramente scomparso in un tragico incidente stradale, si propone di trasformare il dolore in una celebrazione collettiva basata sui valori dello sport e della condivisione.

L’adesione massiccia ricevuta dagli organizzatori ha spinto la società sportiva a operare un cambio di programma: inizialmente previsto su una singola giornata, il torneo si articolerà ora su due giorni, accogliendo oltre 400 giovani calciatori. Le categorie coinvolte, Piccoli Amici, Primi Calci e Pulcini, vedranno sfidarsi sul rettangolo verde piccoli talenti provenienti non solo dal territorio marsicano e dalla provincia dell’Aquila, ma da tutto l’Abruzzo e dalle regioni limitrofe, testimoniando quanto la figura di Mattia sia riuscita a unire le comunità sportive oltre i confini locali.

un impegno corale per il territorio

Il successo di questa manifestazione poggia su una solida rete di collaborazioni istituzionali e associative. Il torneo si fregia del patrocinio del Comune di San Benedetto dei Marsi, con il sindaco Antonio Cerasani e l’amministrazione comunale che hanno garantito il pieno sostegno logistico e morale all’iniziativa. Altrettanto fondamentale è il contributo del Centro Sportivo Italiano, comitato provinciale dell’Aquila, il cui presidente, Luca Tarquini, ha lavorato sinergicamente con gli organizzatori per garantire il rispetto degli standard e dello spirito educativo che devono animare ogni confronto sportivo tra giovanissimi.

Dietro le quinte di questo imponente sforzo organizzativo si muove la S.S. San Benedetto Venere. Il presidente della società, Beniamino Cerasani, insieme all’intera compagine di dirigenti, tecnici e volontari, ha dedicato mesi di lavoro alla cura dei dettagli, consapevole che un primo memorial porta con sé la responsabilità di diventare un punto di riferimento per le future stagioni calcistiche. La gestione tecnica è affidata al gruppo di allenatori del settore giovanile, guidato da mister Antonio Margiotta. È proprio questo spirito di squadra, tipico del calcio di base, a rendere possibile un evento in cui il risultato competitivo passa in secondo piano rispetto alla crescita umana degli atleti.

lo sport come veicolo di memoria e futuro

La testimonianza di mister Antonio Margiotta chiarisce lo spirito che animerà le due giornate: la gioia dei bambini in campo diventerà il miglior omaggio possibile per Mattia Fracassi. La decisione di ampliare il programma non è solo una necessità logistica dettata dal numero elevato di iscrizioni, ma rappresenta la volontà di dare a ognuno dei 400 piccoli atleti il tempo e lo spazio necessari per vivere questa esperienza in modo sereno e gioioso. Insegnare ai giovani che attraverso il calcio si può costruire un legame indelebile con la propria comunità è l’obiettivo ultimo degli organizzatori.

Il “Manfredo Profeta” si appresta dunque a diventare il centro pulsante di una rete solidale che va oltre il tifo calcistico. La presenza di famiglie, appassionati e rappresentanti del mondo sportivo regionale conferma quanto il territorio marsicano sia sensibile ai temi legati alla memoria e alla valorizzazione dei giovani. Il Memorial “Mattia Fracassi” non è solo una competizione calcistica, bensì un messaggio collettivo: la vita, anche quando viene interrotta tragicamente, continua a seminare ideali positivi, promuovendo il gioco, il rispetto reciproco e la lealtà. Per la comunità locale, questa data segna il primo passo di una tradizione destinata a tramandare i valori di Mattia alle generazioni che, crescendo sul manto erboso di San Benedetto dei Marsi, porteranno con sé, insieme al pallone, l’esempio di un amico che non sarà mai dimenticato.

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Calcio

L’Italia giovane di Baldini vince ancora, 1 a 0 alla Grecia

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Redazione-  Silvio Baldini continua a lasciare il segno e centra due successi su due alla guida della Nazionale maggiore, regalando alla nuova Italia un avvio che vale piu dei semplici risultati. Due vittorie esterne di misura, entrambe preziose, entrambe costruite con spirito, applicazione e coraggio. Dopo il successo in Lussemburgo, e arrivata anche l’affermazione a Creta contro la Grecia, ancora una volta firmata da Pio Esposito, autore del gol decisivo e sempre piu uomo simbolo di questa prima fase del nuovo corso azzurro. Due reti in due partite per il giovane attaccante, che si candida con forza a diventare il centravanti del futuro e il volto di una Nazionale finalmente pronta a guardare avanti.

Al di la dei punteggi, cio che colpisce e il messaggio lanciato da Baldini fin dai suoi primi passi in panchina. L’ex allenatore del Pescara ha scelto di puntare senza esitazioni su un gruppo giovane, affamato, ancora in costruzione ma gia capace di mostrare identita e partecipazione. Anche nella sua seconda uscita da commissario tecnico, il selezionatore toscano ha confermato la propria linea: spazio a volti nuovi, ragazzi giovanissimi, calciatori che crescono nei campionati europei e che portano in dote energia, coraggio e disponibilita al sacrificio. Una scelta netta, quasi programmatica, che rompe con le esitazioni del recente passato e suggerisce la volonta di aprire davvero un ciclo diverso.

Nel giorno in cui l’Under 17 guidata da Daniele Franceschini conquista il titolo europeo ai calci di rigore contro il Belgio, il calcio italiano riceve dunque altri segnali incoraggianti. Da una parte il trionfo continentale degli Azzurrini, dall’altra la Nazionale maggiore che torna a vincere e a dare l’impressione di potersi rigenerare. Non basta certo per parlare di rinascita compiuta, e sarebbe sbagliato cedere a facili entusiasmi, ma questi indizi raccontano almeno una direzione possibile. In un momento in cui il percorso della Nazionale resta comunque da ricostruire, a partire dalla nomina del prossimo ct e dalla definizione di un progetto tecnico stabile, vedere emergere giovani pronti a prendersi responsabilita rappresenta gia una base su cui ripartire.

La partita contro la Grecia ha confermato questa sensazione. L’Italia non ha incantato per lunghi tratti, ma ha mostrato caratteristiche che da tempo si chiedevano alla selezione azzurra: compattezza, intensita, spirito di squadra e una chiara disponibilita a soffrire. E stata una Nazionale grintosa, mai piatta, mai rinunciataria, decisa a giocarsi ogni pallone con aggressivita e partecipazione. Una squadra combattiva, viva, con il desiderio di creare, lottare e sudare per la maglia. Aspetti che negli ultimi tempi erano apparsi sbiaditi in una Nazionale piu anziana, spesso bloccata, attendista e incapace di reagire senza affidarsi a episodi o a improbabili miracoli.

Baldini, in questo senso, sembra aver gia inciso sull’atteggiamento prima ancora che sui meccanismi. Il suo merito maggiore, almeno in questa fase iniziale, e quello di aver restituito entusiasmo e senso di appartenenza. I giovani scelti dal tecnico non portano solo freschezza atletica, ma anche fame, entusiasmo, personalita. Giocano con il coraggio di chi vede nella maglia azzurra un’opportunita da conquistare e difendere, non un’abitudine da gestire. Ed e forse proprio da qui che deve ripartire l’Italia: dal merito, dall’energia, dalla fiducia data a chi ha gambe, motivazioni e prospettiva.

Naturalmente due partite non bastano per emettere sentenze definitive. Il cammino resta lungo e pieno di ostacoli, e i problemi strutturali del calcio italiano non si cancellano in pochi giorni. Pero qualcosa si muove. Le vittorie aiutano, il gol ripetuto di Pio Esposito accende l’immaginazione e la contemporanea festa dell’Under 17 rafforza l’idea che nel vivaio azzurro esistano risorse vere. Ora serve continuita, lucidita e la forza di non tornare indietro alle vecchie logiche.

Largo ai giovani, dunque, e spazio a chi ha il coraggio di sceglierli davvero. Baldini ha iniziato con due vittorie e con un messaggio chiaro: questa Italia puo tornare ad avere anima, corsa e futuro. Non e ancora una svolta definitiva, ma e un segnale forte. E, dopo tante delusioni, anche un piccolo segnale puo diventare una speranza concreta.

Dalla paura di restare fermi alla voglia di ripartire: l’Italia di Baldini vince, convince nello spirito e ritrova il coraggio di guardare al futuro.

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Calcio

L’Italia U17 è Campione D’Europa, sconfitto il Belgio ai rigori

Dall’ultimo respiro al tetto d’Europa: gli Azzurrini non mollano mai e trasformano una finale impossibile in una notte leggendaria.
Cuore, rigori e gloria: l’Italia piega il Belgio e si prende ancora il titolo continentale. #Azzurrini #ItaliaBelgio #Europei #CalcioGiovanile

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Under 17

Redazione – L’Italia riscrive la storia e si prende di nuovo l’Europa. Gli Azzurrini guidati da Daniele Franceschini conquistano un nuovo, recentissimo titolo continentale di categoria al termine di una finale al cardiopalma, decisa soltanto ai calci di rigore contro un Belgio brillante, organizzato e per lunghi tratti superiore sul piano del gioco. Dopo il trionfo del 2024, quello firmato da Camarda e compagni, arriva dunque un’altra impresa che conferma la straordinaria vitalita del vivaio azzurro e la capacita di questa nazionale di non arrendersi mai, nemmeno quando tutto sembra ormai compromesso.

La partita si e sviluppata su binari complicati per l’Italia, costretta spesso a rincorrere un avversario capace di imporre ritmo, palleggio e intensita. Il Belgio, trascinato dalle idee e dalla personalita dei ragazzi allenati da Vermant, ha saputo prendere progressivamente il controllo delle operazioni, mostrando maggiore fluidita nella manovra e una costante pericolosita nella meta campo offensiva. Gli Azzurrini, dal canto loro, hanno provato a restare agganciati alla gara con spirito, ordine e sacrificio, pur senza riuscire sempre a esprimere la stessa continuita dei rivali.

In avvio di ripresa l’Italia ha cercato di scuotersi con una conclusione dalla media distanza di Bonifazi, tentativo utile almeno a mandare un segnale e a spezzare per un momento l’inerzia del match. E stato pero solo un lampo dentro una fase che, con il passare dei minuti, ha visto i Diavoletti rossi prendere saldamente in mano il pallino del gioco. Il Belgio ha alzato il pressing, ha mosso bene il pallone e ha spinto con convinzione alla ricerca del vantaggio, dando l’impressione di avere piu energie e piu soluzioni nell’uno contro uno.

Il sorpasso che sembrava decisivo e arrivato a cinque minuti dal novantesimo. A firmarlo e stato il neoentrato Ojea Cobiella, bravo a trovare il varco giusto e a battere la difesa azzurra con un sinistro che ha gelato l’Italia. In quel momento la coppa pareva ormai indirizzata verso il Belgio, capace fino ad allora di offrire la prestazione piu convincente e di trasformare la propria superiorita territoriale in un vantaggio pesantissimo. Per gli Azzurrini, con il cronometro quasi esaurito, sembrava non esserci piu tempo.

Ed e proprio qui che e emersa l’anima piu vera di questa squadra. L’Italia non ha abbassato la testa, ha reagito d’orgoglio, ha alzato il baricentro e si e gettata in avanti con tutto quello che aveva. Nel recupero e arrivato l’episodio che ha riaperto la finale: calcio di rigore assegnato per un fallo di mano in area di Dierckx. Sul dischetto si e presentato Fugazzola, lucidissimo nel momento di massima pressione, e il suo penalty ha rimesso tutto in equilibrio proprio all’ultimo respiro, facendo esplodere la panchina azzurra e cambiando ancora una volta il destino della serata.

Senza tempi supplementari, la sfida si e decisa ai rigori, dove nervi saldi e personalita hanno fatto la differenza. Ancora una volta e salito in cattedra Lupo, gia protagonista contro la Spagna, capace di ripetersi anche nella notte piu importante. Il portiere azzurro ha ipnotizzato proprio Ojea Cobiella, trasformandosi nell’uomo simbolo della serie. Dagli undici metri non sono mancati gli errori: Rocca ha calciato a lato con un rasoterra, mentre Moorthamer ha colpito la traversa, tenendo la sequenza aperta fino all’ultimo. A chiuderla ci ha pensato Perillo, freddissimo nel trasformare il rigore decisivo e nel consegnare all’Italia un altro titolo europeo.

E il successo di un gruppo che ha saputo soffrire, restare in piedi e colpire nel momento giusto. Forse il Belgio si e fatto preferire per qualita di gioco, ma il calcio premia anche coraggio, resilienza e fame. E in tutto questo l’Italia di Franceschini e stata impeccabile: piegata, mai spezzata. Un’altra coppa alzata al cielo, un’altra notte da ricordare, un’altra generazione azzurra che si prende l’Europa.

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Calcio

IL TALENTO DI SPOLTORE ILLUMINA CHIETI: SAMUELE DELLA PENNA TRASCINA L’UNDER 15 AL TITOLO E ALLA PROMOZIONE REGIONALE

Samuele Della Penna trascina il Chieti Under 15 al titolo provinciale con 36 reti stagionali: il capitano spoltorese guida i neroverdi alla conquista del campionato e della promozione regionale.
#ChietiCalcio #Spoltore #CalcioGiovanile #AbruzzoSport

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Redazione-  Il Chieti Under 15 si laurea campione provinciale e conquista l’accesso al prossimo campionato regionale, trascinato dalle prestazioni di Samuele Della Penna. Il giovane centrocampista classe 2011, originario di Spoltore e capitano della formazione neroverde, ha messo il sigillo su una stagione memorabile nella finale disputata sul campo neutro di San Vito Chietino contro il San Salvo. Con un bottino personale di 36 reti, Della Penna si è confermato miglior marcatore del torneo, dimostrando una maturità agonistica e una visione di gioco che hanno spostato gli equilibri della competizione a favore della squadra teatina.

Il successo ottenuto nell’ultimo atto stagionale rappresenta il punto più alto di un percorso netto, costruito attraverso il lavoro settimanale e la coesione di un gruppo capace di imporsi in un girone complesso. Samuele Della Penna ha interpretato il ruolo di capitano non solo attraverso i numeri realizzativi, ma anche esibendo doti di leadership che hanno permesso ai compagni di mantenere alta la concentrazione nei passaggi più complessi del campionato. La sua capacità di abbinare la qualità tecnica nel palleggio a un senso del gol fuori dal comune per la categoria lo ha reso l’elemento di rottura fondamentale nello scacchiere tattico neroverde.

L’affermazione del giovane calciatore non è un traguardo isolato, ma affonda le radici in un percorso di formazione iniziato nel territorio di origine. Della Penna è cresciuto calcisticamente nella Pro Calcio Italia, storica realtà sportiva di Spoltore che da anni si distingue per la capacità di valorizzare i giovani atleti della zona. Il passaggio dalla scuola calcio locale a un contesto agonistico come quello del Chieti testimonia quanto sia vitale il tessuto delle società di base nell’individuare e preparare i talenti del futuro. La sua crescita costante evidenzia come il settore giovanile abruzzese sia in grado di produrre profili di prospettiva, pronti a misurarsi con sfide di livello superiore.

Il merito di questo trionfo va condiviso con l’intero staff tecnico guidato da Andrea Claps. L’allenatore ha saputo plasmare un collettivo solido, organizzato e resiliente, in grado di esprimere un calcio propositivo nonostante le pressioni tipiche dei campionati giovanili. La vittoria contro il San Salvo è la sintesi di questa gestione: una partita giocata con intelligenza tattica e determinazione, dove ogni componente ha fornito il proprio contributo per raggiungere l’obiettivo prefissato a inizio stagione. La promozione nel campionato regionale rappresenta ora un salto di qualità necessario per testare le ambizioni del gruppo e della società.

Dietro i risultati sul campo emerge anche un’importante sinergia extra-calcistica. La dirigenza neroverde, i tecnici e le famiglie degli atleti hanno costruito un ambiente sereno e professionale, elemento che si è rivelato determinante per la vittoria del titolo. La gestione del gruppo Under 15 è diventata un modello interno per il club, mirato a coniugare il risultato sportivo con la crescita umana dei ragazzi.

In questo quadro, la figura di Samuele Della Penna si staglia come simbolo di una generazione che guarda al calcio con passione e sacrificio. Il suo legame con Spoltore resta saldo, rendendo la comunità locale partecipe di un successo che va oltre i confini del rettangolo di gioco. Con il titolo provinciale in bacheca e la certezza di giocare il campionato regionale nella prossima annata, il futuro del giovane capitano e del Chieti Under 15 appare proiettato verso traguardi ancora più ambiziosi, confermando che la programmazione e il talento sono, da sempre, la ricetta migliore per il successo sportivo.

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