Rimani in contatto con noi
#

Cronaca

Bambino avvicinato da un’auto a Capistrello, la verità dalle telecamere: “L’uomo si è fermato sulle strisce”

🔍 Un bambino di 11 anni a Capistrello racconta di essere stato avvicinato da un’auto: scatta l’allarme, ma le telecamere raccontano una storia diversa. Le indagini sono in corso e il proprietario del veicolo è già stato identificato. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Capistrello #Marsica #Abruzzo #Cronaca

Pubblicato

a

volante carabinieri

Redazione-  Aveva seminato allarme e preoccupazione nell’intera comunità della Marsica, ma la realtà dei fatti potrebbe essere molto diversa da quanto inizialmente raccontato. La vicenda che nei giorni scorsi ha tenuto con il fiato sospeso gli abitanti di Capistrello, piccolo comune di circa tremila abitanti nella Valle del Liri in provincia dell’Aquila, è ora al vaglio della Procura, alla quale i carabinieri hanno depositato gli atti di indagine.

Il caso risale allo scorso martedì pomeriggio. Poco dopo le 16, una madre ha contattato il numero unico per le emergenze riferendo quanto il figlio di 11 anni, tornato a casa in forte stato di agitazione, le aveva appena raccontato: un uomo alla guida di un’auto grigia lo avrebbe avvicinato in strada, invitandolo a salire a bordo con il pretesto di giocare. Solo il rifiuto del bambino avrebbe messo fine all’episodio.

Le indagini: telecamere e filmati al setaccio

La segnalazione ha messo in moto immediatamente i carabinieri della stazione di Civitella Roveto, coordinati dalla compagnia di Tagliacozzo, che si sono recati presso l’abitazione del minore per raccogliere i primi elementi utili. Il passo successivo è stato l’acquisizione di tutti i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona indicata dal bambino, sia pubbliche che private, lungo via Dorsale Palentina, nelle vicinanze dell’ufficio postale dove sarebbe avvenuto l’episodio.

Dopo ore di visione e analisi delle immagini, gli investigatori sono riusciti a isolare il momento esatto in cui l’auto grigia ha incrociato il bambino. Quello che emerge dai filmati racconta però una storia sensibilmente diversa rispetto alla versione fornita inizialmente dal minore.

Cosa mostrano le immagini: una sosta sulle strisce pedonali

Le telecamere riprendono il bambino mentre cammina da solo lungo la strada, con il pallone in mano. Giunto all’altezza delle strisce pedonali, si avvicina per attraversare. In quel preciso istante, un’auto grigia sopraggiunge e si ferma per concedergli la precedenza, come previsto dal codice della strada. Il minore inizia ad attraversare e, una volta raggiunta circa la metà della carreggiata, accelera il passo per guadagnare il marciapiede opposto. Dopodiché si allontana. L’automobile, dal canto suo, riprende regolarmente la marcia senza mai fermarsi oltre il tempo necessario a far passare il pedone.

L’intera sequenza si consuma in pochi secondi e non mostra nulla di anomalo sul piano visivo. Nessuna portiera aperta, nessun tentativo di contatto fisico, nessun inseguimento. Una scena, come la definiscono gli stessi investigatori, lineare e priva di seguito.

L’ipotesi investigativa: qualcosa detto durante la sosta

Ciò che le immagini non possono catturare è l’audio. Ed è proprio su questo aspetto che si concentra ora l’attenzione degli inquirenti. L’ipotesi rimasta sul tavolo è che il conducente, durante la breve sosta per lasciar passare il bambino, possa avergli rivolto qualcosa — presumibilmente le parole che il minore stesso ha poi riferito ai carabinieri — procurandogli ansia e timore al punto da destabilizzarlo emotivamente. Una frase, un gesto, un’espressione capace di spaventare un bambino di 11 anni e spingerlo a tornare di corsa a casa in preda al panico.

Non si esclude neppure che il racconto del minore, comprensibilmente alterato dallo stato emotivo, possa aver amplificato o reinterpretato un episodio di per sé ambiguo. Gli investigatori mantengono aperta ogni pista e proseguono con gli accertamenti.

Targa acquisita, proprietario già noto alla giustizia

Il passo successivo degli inquirenti è già definito: identificare con precisione il conducente dell’auto grigia e ascoltarlo. La targa del veicolo è già stata acquisita e il proprietario è stato identificato. Si tratta di una persona già nota alla giustizia per precedenti di modesta entità contro il patrimonio, risalenti a diversi anni fa. Elementi che non configurano di per sé alcuna pericolosità specifica, ma che saranno naturalmente tenuti in considerazione nel corso degli accertamenti.

La comunità di Capistrello attende ora che le indagini facciano piena luce su quanto accaduto in quella manciata di secondi in via Dorsale Palentina, nella speranza che si tratti di un episodio meno grave di quanto il primo allarme avesse lasciato temere.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cronaca

Tragedia sulla Rieti-Terni, malore fatale per la coppia di motociclisti

🏍️ Una tragica fatalità sulla Rieti-Terni ha spezzato la vita di Franco Di Giulio e Monika Wojcik. Un malore improvviso alla guida avrebbe causato l’incidente che ha sconvolto l’intera comunità reatina.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#Rieti #Cronaca #IncidenteStradale #VillaReatina

Pubblicato

a

volante. scaled 1

Redazione-  La comunità locale è stata scossa da un grave lutto a seguito del drammatico incidente avvenuto nella tarda serata di venerdì lungo il raccordo della superstrada Rieti-Terni, all’altezza dello svincolo per Villa Reatina. Il sinistro, che ha visto coinvolta una motocicletta e un’autovettura in transito, ha causato la morte di Franco Di Giulio, 64 anni, e della sua compagna Monika Wojcik, 43 anni. Una vicenda che ha lasciato senza parole i residenti, colpiti dalla dinamica improvvisa che ha spezzato le vite dei due centauri in pochi attimi.

La dinamica dello schianto sulla superstrada

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell’ordine giunte sul posto, appare improbabile che la causa dell’incidente sia riconducibile a una distrazione alla guida. Gli elementi raccolti finora dagli investigatori, coadiuvati dalle testimonianze dirette di chi si trovava sulla strada al momento dell’impatto, puntano verso un’ipotesi differente. Pare che Franco Di Giulio, alla guida della moto, sia stato colto da un improvviso malore mentre percorreva il raccordo stradale.

La testimonianza di alcuni motociclisti che viaggiavano in gruppo con le vittime, unitamente a quella degli occupanti dell’auto coinvolta nel frontale, delinea una sequenza dei fatti drammatica. Il 64enne, forse a causa della perdita di sensi o di un malessere acuto, avrebbe iniziato a ripiegarsi sul manubrio, perdendo progressivamente il controllo del mezzo. In quel momento, la motocicletta ha deviato la propria traiettoria, scartando verso la corsia opposta proprio mentre stava sopraggiungendo il veicolo che marciava in direzione contraria. L’urto, sebbene non avvenuto a velocità elevate, si è rivelato fatale a causa della violenza dello scontro tra i due mezzi.

Le indagini per chiarire ogni dettaglio

Il compito di ricostruire con precisione millimetrica l’accaduto spetta ora agli agenti impegnati nei rilievi fotoplanimetrici. Gli specialisti stanno analizzando ogni traccia lasciata sull’asfalto, le posizioni dei veicoli dopo l’impatto e le distanze di frenata, per confermare se quanto emerso dalle testimonianze trovi riscontro nelle prove fisiche. In aggiunta, gli inquirenti stanno verificando la presenza di eventuali sistemi di videosorveglianza attiva lungo il tratto stradale, che potrebbero aver filmato gli istanti precedenti e successivi allo scontro.

Per Monika Wojcik, trasportata d’urgenza presso il pronto soccorso dell’ospedale de Lellis di Rieti, non c’è stato nulla da fare: la morte è sopraggiunta poco dopo il ricovero a causa delle gravissime lesioni riportate nell’impatto. La notizia del doppio decesso ha colpito profondamente la città, dove le vittime erano note. Il tratto di superstrada che collega Rieti a Terni si conferma una via su cui la prudenza rimane fondamentale, ma che in casi tragici come questo mostra quanto la fatalità possa prevalere su ogni attenzione.

Il dolore di una comunità colpita

Il cordoglio si è esteso rapidamente in tutta la provincia. Amici, conoscenti e membri delle associazioni motociclistiche locali hanno voluto esprimere vicinanza alle famiglie, ricordando le due vittime come persone appassionate e stimate. Il raccordo per Villa Reatina, in quelle ore notturne, è diventato teatro di una tragedia che pone nuovamente interrogativi sulla sicurezza stradale e sulla fragilità della vita umana.

Le autorità locali, in attesa della conclusione formale degli accertamenti medico-legali e tecnici, hanno mantenuto il massimo riserbo sulle procedure in corso, garantendo comunque la massima attenzione nel definire le cause oggettive dell’evento. Mentre la magistratura procede con l’esame della documentazione raccolta, il ricordo di Franco e Monika resta impresso in chi li conosceva, unito allo sgomento per una serata che doveva essere di svago e che si è trasformata in un evento irreparabile. La comunità reatina attende ora di poter dare l’estremo saluto alla coppia, in un momento di profonda riflessione collettiva sul valore della vita, spesso messa a dura prova su strade che percorriamo ogni giorno con leggerezza.

Continua a Leggere

Cronaca

L’Aquila – scossa di terremoto nella notte, 3.1 a Barete

Pubblicato

a

download 1 4

Redazione-  L’evento sismico, ad una profondità di 14 km e’ stato registrato dai sismografi alle 4,34 ed avvertito distintamente dalla popolazione che è scesa in strada. Anche nel capoluogo è stata avvertita distintamente. Non si segnalano danni a persone e cose.

Continua a Leggere

Cronaca

Giulianova – Serpente avvistato sulla battigia del lungomare

Pubblicato

a

biscia1 780x470 1

Redazione-  Un avvistamento, quello di Giulianova insolito. Infatti nei scorsi giorni , dei residenti hanno notato un serpente sulla battigia, proprio in prossimità delle acque. Nello specifico si trattava di una natrix helvetica (biscia con il collare): serpente di acqua dolce assolutamente innocue e non veleonoso.
Al momento non sono note le circostanze che hanno portato il serpente fino al litorale. Non si esclude che possa essere arrivato attraverso le aree verdi limitrofe, trasportato dalle correnti di un corso d’acqua o proveniente dalla vegetazione presente nelle vicinanze.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza