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Politica

Evoluzione e libertĂ  inaugura il nuovo corso politico nel Lazio con un vertice strategico a Formello

📢 Evoluzione e LibertĂ  accende i motori nel Lazio: a Formello è nato il primo tavolo di confronto per radicare il partito sul territorio e costruire l’alternativa politica a Guidonia Montecelio.

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Vertice a Formello

 Redazione-  La cittadina di Formello, incastonata nel cuore dell’Agro Romano poco distante dal Parco di Veio, è stata la cornice di un passaggio politico di primo piano per lo scacchiere del centro-destra laziale. Nei locali che si affacciano sulle direttrici stradali della via Cassia, si è tenuto il vertice di fondazione operativa del partito Evoluzione e LibertĂ . L’incontro, studiato per consolidare la presenza del movimento nel territorio metropolitano, ha coinvolto figure di primo piano, amministratori locali e rappresentanti storici dell’area moderata, segnando l’inizio formale di una strategia di radicamento che punta a espandersi rapidamente dai comuni della provincia verso la Capitale.

L’iniziativa, orchestrata con precisione dal vice coordinatore regionale Luca Mocerino, ha risposto a una precisa esigenza di aggregazione. Non si è trattato di un semplice confronto programmatico, ma di una chiamata alle armi per le forze civiche e riformiste che non si riconoscono più nelle dinamiche di schieramento tradizionali, cercando invece una casa politica capace di bilanciare esperienza amministrativa e slancio innovatore. La regia nazionale, affidata a Giuseppe Basile e Mirko Greco, trova proprio nel Lazio il suo principale laboratorio di sperimentazione, dove la capacità di ascolto del territorio diventa la bussola di ogni futura delibera.

Strategie e presenze chiave nel panorama regionale

Il tavolo di lavoro ha visto la partecipazione dei vertici che compongono la struttura portante del movimento. A guidare i lavori c’era Gianluca Quadrini, figura di peso in quanto vice segretario nazionale vicario e coordinatore regionale per il Lazio, affiancato da Diego Sardellitti, coordinatore nazionale del partito. La loro presenza a Formello conferma l’interesse dei vertici per la zona nord della provincia di Roma, un’area caratterizzata da una complessa morfologia economica dove le istanze dei cittadini chiedono risposte precise in termini di infrastrutture e servizi di prossimitĂ .

Gli esponenti intervenuti hanno analizzato le dinamiche elettorali che hanno interessato negli ultimi anni i comuni del quadrante nord-est, con particolare attenzione alle dinamiche di Guidonia Montecelio. Il coinvolgimento di amministratori di lungo corso, che conoscono perfettamente le procedure del consiglio comunale e le difficoltà gestionali dei piccoli e medi centri, rappresenta una scelta mirata. L’obiettivo è trasformare le istanze captate nelle piazze, da Largo dei Bersaglieri fino alle aree più periferiche, in atti politici concreti, superando la logica della pura protesta per approdare a una fase di proposta amministrativa solida.

Il focus prioritario su Guidonia Montecelio

Nella discussione è emerso con chiarezza che Guidonia Montecelio rappresenterà la prova del nove per questa nuova fase di Evoluzione e Libertà. Il comitato promotore ha deciso di mappare con cura le criticità della città, puntando a un modello di gestione che privilegi la competenza tecnica. Mocerino, durante il suo intervento, ha sottolineato come la città non possa più permettersi una politica priva di una visione a lungo termine e di un raccordo costante con le realtà produttive locali, che spaziano dal comparto logistico fino alle piccole e medie imprese artigiane che sorreggono il tessuto sociale.

Il programma delineato prevede una cabina di regia permanente. Questa struttura non sarà isolata, ma dialogherà costantemente con gli iscritti e con i cittadini attraverso una serie di incontri che verranno calendarizzati nel corso dei prossimi mesi. L’intenzione è quella di creare un ponte generazionale: da una parte l’esperienza di chi ha già servito le istituzioni, dall’altra l’energia e la competenza tecnologica delle nuove leve pronte a mettersi in gioco. Secondo Diego Sardellitti, questa formula è la chiave per rendere il progetto attrattivo, offrendo una alternativa credibile che si distanzi dai personalismi per concentrarsi esclusivamente sul merito.

Le dichiarazioni a margine del vertice non lasciano spazio a dubbi: Evoluzione e LibertĂ  intende giocare un ruolo da protagonista nelle prossime scadenze elettorali locali. “Abbiamo unito l’esperienza di amministratori di lungo corso alla freschezza della nostra base”, ha ribadito Mocerino, puntando il dito verso una mobilitazione che nei prossimi mesi toccherĂ  ogni frazione e ogni quartiere. La sfida è lanciata e le fondamenta, a giudicare dall’adesione riscontrata, sembrano essere ben radicate nel terreno laziale.

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Politica

Roma, Evoluzione e LibertĂ : il coordinamento dei municipi si riunisce nella sede nazionale di Formello

🏛️ Si è svolto a Formello il tavolo politico di “Evoluzione e LibertĂ ” per coordinare l’attivitĂ  nei municipi di Roma Capitale. Il Vice Segretario Gianluca Quadrini ha annunciato l’avvio di tavoli tematici in tutti i quartieri per rispondere ai bisogni dei cittadini su trasporti, decoro e sociale. Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇#evoluzioneelibertĂ  #romacapitale #formello #politicaroma

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Incontro strategico nella centrale operativa per il rilancio della Capitale

Redazione  – Il quadrante a nord dell’area metropolitana di Roma ha ospitato un importante momento di confronto politico per il futuro amministrativo della Capitale. Presso la sede nazionale del partito “Evoluzione e LibertĂ ”, situata proprio nel comune di Formello, si è infatti riunito in sessione plenaria il tavolo politico del coordinamento dei municipi di Roma Capitale. Questo incontro strategico è stato interamente focalizzato sulla pianificazione del rilancio del territorio capitolino, sul potenziamento dei servizi di prossimitĂ  da destinare ai cittadini e sulla definizione strutturale delle prossime linee programmatiche del movimento. I lavori si sono svolti alla presenza attiva dei massimi vertici apicali del partito, che hanno tracciato le linee guida per i prossimi mesi.

La scelta della centrale operativa di Formello come sede del tavolo politico sottolinea la volontĂ  del movimento di consolidare la propria struttura organizzativa partendo da una base logistica solida e centralizzata. Durante la sessione, i rappresentanti delle diverse articolazioni territoriali romane hanno analizzato nel dettaglio le principali criticitĂ  che colpiscono quotidianamente la metropoli, con particolare attenzione alle dinamiche delle periferie e dei quartieri piĂą distanti dal centro storico. L’obiettivo emerso dal dibattito è quello di strutturare un’opposizione o un’azione propositiva che non sia ideologica, ma fortemente ancorata alle necessitĂ  logistiche e strutturali dei singoli municipi romani.

Le dichiarazioni del vice segretario nazionale Gianluca Quadrini

Al termine delle sessioni di lavoro e dei tavoli di confronto, ha rilasciato una nota ufficiale il vice segretario nazionale vicario del movimento, Gianluca Quadrini, il quale ha espresso grande soddisfazione per l’andamento del confronto e per la qualitĂ  delle proposte messe in campo dai delegati. Il dirigente politico ha evidenziato come la riunione odierna del coordinamento dei municipi di Roma Capitale rappresenti una tappa indispensabile per il radicamento e la crescita di “Evoluzione e LibertĂ ” all’interno della piĂą grande e complessa realtĂ  metropolitana del Paese.

Il piano d’azione illustrato da Gianluca Quadrini punta a riportare l’attenzione dei palazzi della politica verso le reali esigenze dei residenti, esaminando la situazione specifica di ogni singolo quartiere della Capitale. Secondo il vice segretario vicario, il movimento è pronto a presentare soluzioni tangibili per migliorare i settori dei trasporti pubblici locali, del decoro urbano e delle politiche sociali attive. La preparazione della classe dirigente e una visione a lungo termine sono state indicate come i pilastri fondamentali su cui poggia l’intero progetto politico capitolino, mirato a intercettare il consenso dei cittadini delusi dalle passate amministrazioni.

Il vice segretario ha poi voluto rivolgere un ringraziamento al presidente Mirko Greco e al segretario nazionale Giuseppe Basile per la gestione organizzativa e per l’accoglienza ricevuta nella sede di Formello. Gianluca Quadrini ha esteso i ringraziamenti a tutti i dirigenti e ai militanti che operano stabilmente sul territorio romano, definendo la loro passione quotidiana come la vera forza trainante del progetto politico sia a livello locale sia su scala nazionale.

Nuovi tavoli tematici e ascolto dei cittadini nei singoli municipi

A seguito delle decisioni prese durante il vertice di Formello, il coordinamento romano del partito ha confermato l’intenzione di avviare immediatamente una fitta rete di tavoli tematici all’interno di tutti i municipi di Roma Capitale. Questi appuntamenti territoriali avranno lo scopo preciso di raccogliere in modo diretto le istanze, le segnalazioni e le problematiche espresse dai residenti e dai comitati di quartiere, creando un canale di comunicazione permanente tra i cittadini e i rappresentanti del movimento politico.

La capillaritĂ  di questo intervento sul territorio mira a consolidare la presenza strutturale di “Evoluzione e LibertĂ ” in tutta la provincia e nell’area metropolitana di Roma, trasformando le stanze del partito in veri e propri laboratori di idee aperti alla societĂ  civile. I responsabili municipali nominati durante il vertice avranno il compito di redigere dei documenti programmatici specifici per ogni zona, che verranno successivamente unificati in un unico grande programma d’azione per la gestione dei servizi pubblici e della sicurezza urbana della Capitale, in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.

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Politica

Il ritorno di Gianni Alemanno: il valore simbolico della croce celtica di Paolo di Nella

⚖️ Gianni Alemanno torna al centro della scena indossando la croce celtica di Paolo di Nella, lanciando un segnale di sfida al governo e a chi ha rinnegato le radici della destra italiana.

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Gianni Alemanno

Redazione-  Il panorama politico della Capitale torna a discutere di simboli, identità e memoria storica a seguito di un gesto che ha già scatenato reazioni contrastanti negli ambienti della destra italiana. Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma ed esponente di spicco del conservatorismo nazionale, ha scelto di tornare sulla scena pubblica con un atto dal forte carico simbolico: indossare nuovamente la croce celtica in oro appartenuta a Paolo di Nella, il militante del Movimento Sociale Italiano tragicamente ucciso nel 1983 in via dei Campi Sportivi, nel quartiere Parioli.

Un simbolo che lega passato e presente

La scelta di Alemanno non appare casuale, nĂ© dettata da una semplice abitudine estetica. Per chi ha vissuto gli anni Settanta e Ottanta tra le sezioni del Fronte della GioventĂą, la croce celtica non è soltanto un elemento grafico, ma rappresenta un’appartenenza profonda, una sorta di bussola morale che ha guidato intere generazioni di militanti. Il gioiello, che ha accompagnato Paolo di Nella fino alla notte dell’aggressione che gli costò la vita, è stato custodito per anni come una reliquia di una stagione politica definita “degli anni di piombo”, caratterizzata da scontri durissimi e da una tensione ideologica costante che attraversava piazze e universitĂ , da via Ottaviano alla Sapienza.

Rimettendosi al collo questo oggetto, Alemanno intende ribadire un concetto di coerenza che, a suo avviso, sarebbe venuto meno in altri settori del panorama politico attuale. Il gesto si pone come una rivendicazione di onore e fedeltĂ  alle radici, in un momento in cui l’area della destra istituzionale sembra aver intrapreso un percorso di netta moderazione, spesso percepito dalla base storica come un allontanamento dai valori fondativi del movimento.

La polemica con Fratelli d’Italia

Il messaggio che emerge dalle parole e dai gesti dell’ex primo cittadino di Roma è diretto e senza filtri. La critica si concentra in particolare verso coloro che, all’interno di Fratelli d’Italia, avrebbero scelto – secondo Alemanno – di voltare le spalle al passato, oscurando o addirittura rinnegando i simboli che un tempo contraddistinguevano l’identitĂ  neofascista e della destra sociale. La provocazione lanciata dal leader di “Indipendenza” tocca toni aspri quando suggerisce che quella storia non debba essere “fusa” per adattarsi alle logiche del potere contemporaneo.

L’accusa di Alemanno punta il dito verso un presunto trasformismo tattico, sostenendo che rinnegare la simbologia di un tempo significhi tradire il sacrificio di chi, come Paolo di Nella, ha perso la vita in nome di un’appartenenza politica senza compromessi. Per il fondatore del nuovo movimento, la coerenza passa attraverso la memoria. Le strade di Roma, da Colle Oppio alla sede storica di via della Scrofa, sono disseminate di ricordi che oggi diventano terreno di scontro ideologico tra chi vorrebbe una destra ripulita da certe ereditĂ  e chi, invece, considera l’identitĂ  un elemento non negoziabile.

Oltre la cronaca: l’identitĂ  al centro

Il dibattito sollevato in queste ore interroga non solo gli addetti ai lavori, ma anche l’elettorato che si riconosce nella destra conservatrice. Mentre il governo Meloni cerca di consolidare un profilo istituzionale e atlantista, pronto a dialogare con i grandi organismi internazionali, il ritorno di Alemanno sulla scena pubblica rimette al centro le inquietudini di una base che non si sente pienamente rappresentata dal pragmatismo del governo attuale.

Il richiamo all’oro di Paolo di Nella agisce come un catalizzatore, riaccendendo l’attenzione su quanto sia complesso il rapporto tra la memoria storica e le necessitĂ  della politica moderna. In un momento in cui i partiti cercano di smussare le asperitĂ  per allargare il consenso verso il centro, la mossa di Alemanno va nella direzione opposta: parla alla pancia di un elettorato che chiede orgoglio, identitĂ  e, soprattutto, il recupero di una simbologia che non venga percepita come un peso, ma come un pilastro della propria missione politica. Il confronto su questi temi appare, alla luce di quanto accaduto, appena iniziato.

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Politica

Il ritorno di Gianni Alemanno e la sfida politica per un nuovo contenitore a destra

📢 La destra sociale torna a organizzarsi per costruire un nuovo partito basato sulla meritocrazia e sul legame costante con il territorio, guardando al Generale Roberto Vannacci come leader per il futuro.

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#Politica #DestraSociale #RobertoVannacci #GianniAlemanno

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Alemanno

 Redazione-  La scena politica italiana si prepara a un riposizionamento significativo che parte proprio dal cuore pulsante del capoluogo lombardo, tra le storiche sedi di rappresentanza politica e i circoli dove la destra sociale sta riorganizzando le proprie fila. La recente liberazione politica di Gianni Alemanno, figura storica dell’area missina, ha innescato un movimento che punta a superare l’attuale frammentazione per approdare alla costruzione di una formazione solida, strutturata e profondamente radicata sul territorio nazionale. Un progetto che non guarda solo al passato, ma pone le basi per una nuova architettura programmatica.

Le direttrici del nuovo progetto politico

Il fermento che anima queste ore trova espressione nelle parole di Roberto Jonghi Lavarini, noto esponente dell’area, che ha delineato la strategia per i prossimi mesi. L’obiettivo dichiarato è quello di recuperare la cultura politica della destra sociale, quella che pone la militanza al centro del dibattito, in contrapposizione al modello dei partiti personali o delle strutture effimere che hanno caratterizzato l’ultimo decennio. Secondo Jonghi Lavarini, noto anche come “Barone Nero”, la ripartenza deve fondarsi sulla meritocrazia e sulla capacitĂ  di formare una classe dirigente che sappia interpretare le esigenze reali di piazze come piazza San Babila o dei quartieri periferici, dove la domanda di rappresentanza resta spesso inascoltata.

Il fulcro di questa iniziativa si concentra attorno alla figura del Generale Roberto Vannacci. L’idea è quella di costruire attorno al militare un’infrastruttura politica organizzata, in grado di trasformare il consenso individuale in un apparato istituzionale duraturo. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di un tentativo di sintesi tra la tradizione della destra identitaria e le nuove istanze populiste e nazionaliste che attraversano l’Europa. In questo contesto, il radicamento territoriale diventa l’elemento discriminante: il partito che si intende fondare non vuole vivere solo sui social media o attraverso apparizioni televisive, ma intende presidiare il territorio metro dopo metro.

Il rifiuto del modello caserma e della politica liquida

La visione proposta da Jonghi Lavarini non risparmia critiche ai modelli di leadership attuali. Durante una recente analisi politica, è emersa una chiara presa di distanza sia dal concetto di “partito liquido”, inteso come insieme di comitati elettorali privi di una visione ideologica di lungo periodo, sia da quello che viene definito il modello della “caserma dei sissignore”. La richiesta è esplicita: un partito vero, plurale, colto e aperto al confronto interno. La cultura politica, intesa come studio, analisi e dibattito, deve tornare ad essere il collante fondamentale tra i militanti e i vertici.

Questo approccio vuole evitare le trappole dell’autoreferenzialitĂ . La selezione della classe dirigente, secondo le intenzioni del gruppo che fa capo ad Alemanno e Jonghi Lavarini, dovrĂ  avvenire su criteri oggettivi di competenza e fedeltĂ  ai valori fondanti, evitando la logica delle cooptazioni selvagge. Proprio da Milano, cittĂ  che ha visto nascere e crescere molte delle correnti della destra italiana, si vuole lanciare un segnale a tutto il Paese: la politica è nuovamente una missione che richiede preparazione tecnica oltre che passione ideale.

L’attenzione resta altissima sulla possibile ufficializzazione di questo cartello elettorale o partitico. Mentre le piazze lombarde si mobilitano e gli incontri nelle sedi di rappresentanza politica si intensificano, resta da vedere come reagirĂ  l’attuale elettorato di centrodestra. Il tentativo di coniugare il carisma mediatico del Generale Vannacci con la macchina organizzativa dei reduci della cultura missina rappresenta una scommessa ambiziosa, che guarda alle europee e alle prossime scadenze amministrative come banchi di prova per testare la tenuta di questa proposta. In un momento di profonda incertezza geopolitica e sociale, la ricerca di un soggetto politico che si ponga come alternativa strutturata appare, per i suoi promotori, come l’unica via per dare risposte coerenti a un corpo elettorale che chiede serietĂ , radicamento e visione.

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