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Psicologia delle relazioni

Il “Tuca Tuca” con le giovani! | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara Alessandra, sono una tua affezionata lettrice e apprezzo molto le tue rubriche, che seguo sempre con interesse.Vengo al punto. Sono sposata con un uomo di ottant’anni, mentre io ne ho settantacinque. Ci vogliamo bene e condividiamo una vita serena. Mio marito, pur essendo in pensione da tempo…
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Il "Tuca Tuca" con le giovani! | La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione- Cara Alessandra, sono una tua affezionata lettrice e apprezzo molto le tue rubriche, che seguo sempre con interesse.Vengo al punto. Sono sposata con un uomo di ottant’anni, mentre io ne ho settantacinque. Ci vogliamo bene e condividiamo una vita serena. Mio marito, pur essendo in pensione da tempo, ha conservato una forte passione per la vita sociale. In passato è stato un importante dirigente sportivo a livello nazionale e ancora oggi ama mantenersi in forma con passeggiate e corse.
Poiché per anni ha lavorato nell’ambito dello sport femminile, continua a frequentare gruppi di ragazze molto più giovani durante gli allenamenti. Lui sostiene che si sente ancora “in servizio” e che per questo gli piace confrontarsi con loro.
Tuttavia, alcune ragazze avrebbero riferito ad amici comuni che mio marito, talvolta, tende a toccarle mentre spiega un esercizio, corregge una postura o indica un punto dolorante di una gamba o di altre parti del corpo.
Francamente trovo queste insinuazioni esagerate. Mi sembra assurdo immaginare un ottantenne impegnato in un improbabile “tuca tuca”. Inoltre mio marito vede meno di un tempo e spesso corre senza occhiali perché li trova scomodi. Forse, quando è stanco, si appoggia a qualcuno durante la corsa. E poi lui considera quelle ragazze come delle nipoti.
Mi chiedo: che cosa potrebbe mai andare a cercare un uomo della sua età? Se davvero avesse tutta questa voglia di toccare qualcuno, toccherebbe me che sono sua moglie, non trovi?
Elena da Casalecchio di Reno

Elena, ti ringrazio sentitamente per le gentili parole per me.
Detto questo, non credo minimamente alla teoria del “tuca tuca involontario”. L’età può rallentare le gambe, ma raramente spegne del tutto il desiderio di sentirsi ancora notati, apprezzati e, perché no, anche un po’ ammirati.
Per questo trovo poco convincente il racconto
dell’ ottantenne ipovedente che corre esclusivamente con ragazze molto più giovani. Se vede poco, il problema principale dovrebbe essere evitare i tombini, i marciapiedi sconnessi, non riuscire misteriosamente a orientarsi sempre verso il gruppo delle ventenni.
Inoltre una domanda sorge spontanea: perché non corre mai con te?
La storia del “per me sono tutte nipoti” è una delle frasi più consumate del repertorio maschile, subito dopo “stavamo solo scherzando” e “hai capito male”. Serve a dare una verniciata familiare a comportamenti che, visti da fuori, familiari non sembrano affatto.
Trovo anche poco elegante attribuire ogni responsabilità alle ragazze, come se fossero loro a fantasticare su un uomo che, a detta tua, sarebbe completamente disinteressato. Quando più persone notano lo stesso comportamento, qualche domanda è lecito farsela.
Una moglie, poi, non dovrebbe sentirsi costretta a spiegare, interpretare e soprattutto giustificare ogni gesto del marito. Ognuno è responsabile delle proprie mani e di dove decide di metterle.
Quanto alla tua osservazione finale — “se davvero volesse toccare qualcuno, toccherebbe me” — permettimi una risata cosmica. Sai benissimo che la fantasia maschile non si è mai nutrita dell’abitudine. La tentazione, da che mondo è mondo, è quasi sempre ciò che è nuovo, distante, improbabile o semplicemente fuori portata.
Quanto alla frase di tuo marito, che sostiene di sentirsi ancora “in servizio”, confesso che mi ha fatto venire in mente Fantozzi. Solo che lì almeno la comicità era dichiarata. Qui siamo davanti a un pensionato che, invece di accettare serenamente l’età, sembra voler interpretare il ruolo
dell’ allenatore eterno, dell’uomo indispensabile, del veterano che non può mai lasciare il campo.
E la scena, vista da fuori, assomiglia meno a un eroico professionista ancora operativo e più a un Fantozzi in tuta da ginnastica che si aggira tra le ventenni cercando di convincere tutti — e forse prima di tutto sé stesso — di essere ancora convocato per la finale di Coppa dei Campioni.
Purtroppo la realtà è molto meno romantica delle giustificazioni e molto più comica delle favole che certi mariti raccontano alle mogli.

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Un uomo vero vede solo una donna, non parla con quelle che gli piacciono, né con quelle a cui lui piace… |La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Cara dottoressa, sto cercando un uomo vero ed ho scritto poche regole che chiederò ad un’agenzia matrimoniale perché ogni candidato sia con le caratteristiche che cerco.
Parto dalla poche e fondamentali regole:
Un vero uomo non parla con le donne che gli piacciono, le evita accuratamente.
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Un uomo vero vede solo una donna, non parla con quelle che gli piacciono, né con quelle a cui lui piace... |La posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione-  Cara dottoressa, sto cercando un uomo vero ed ho scritto poche regole che chiederò ad un’agenzia matrimoniale perché ogni candidato sia con le caratteristiche che cerco.
Parto dalla poche e fondamentali regole:
Un vero uomo non parla con le donne che gli piacciono, le evita accuratamente. Non considera quelle a cui lui piace. Mette in archivio tutte quelle che gli piacevano che non esistono più nella sua mente. Un uomo con la U maiuscola cancella il genere femminile dalla sua mente e rimuove tutti i contatti che non siano di uomini o di donne altamente insignificanti.
Io non amo il fatto di essere presa in giro da un uomo che, mentre sta con me, butta l’occhio sul culo di quella, sulle gambe di quell’altra, sulle tette di quell’altra ancora. Un uomo si definisce vero perché davvero rispetta delle regole base verso una donna. Oggi, con tutte le distrazioni che ci sono, ancora di più servono occhi attenti verso il proprio uomo che, in ogni caso, spero di trovare quanto prima.
Non le sembra intelligente la mia richiesta che intendo fare all’agenzia matrimoniale?
E poi, sento che ci sono davvero in giro uomini che non spostano gli occhi su altre donne e nemmeno ci parlano, questo è vero rispetto verso una donna, la propria!
Gianna da Orvieto

Cara Gianna,
la sua richiesta è assolutamente comprensibile quanto inverosimile. Del resto, chi non sogna un uomo che, una volta innamorato, diventi una sorta di monaco medievale dotato di paraocchi permanenti? Un individuo che attraversa il mondo ignorando l’esistenza di metà della popolazione terrestre e che, davanti a una bella donna, reagisce con lo stesso entusiasmo che riserverebbe a un cartello stradale.
Purtroppo, tra il sogno e la realtà esiste una certa distanza.
Lei cerca un uomo che non guardi, non noti, non parli e possibilmente non ricordi nemmeno che esistano altre donne. Io, invece, vivendo da anni in mezzo agli esseri umani, ho ben compreso che gli uomini sono leggermente più complicati di così.
Prendiamo ad esempio molti dei miei vicini di casa e numerosi conoscenti. Alcuni evitano accuratamente di parlarmi. Altri non salutano nemmeno. Altri ancora sfoggiano una freddezza che farebbe sembrare cordiale un esattore delle tasse.
Se fossi ingenua, penserei di essere insopportabile.
Ma poi accade sempre qualcosa di curioso.
Quando incontro alcuni di questi stessi uomini lontano da casa, magari in ospedale, in un’altra città o comunque a distanza di sicurezza dalle rispettive mogli, ecco che il ghiacciaio si scioglie miracolosamente. I musi lunghi diventano sorrisi, la scortesia si trasforma in galanteria e l’uomo che il giorno prima sembrava allergico al saluto improvvisamente diventa una persona adorabile.
Uno si è persino separato e pareva rinato dopo la separazione e disposto a riprendere a socializzare di brutto con le donne (non sembrava più lui).
Un altro è rimasto vedovo e, diciamo così, il lutto non gli ha impedito di ritrovare molto rapidamente la voglia di fare il galletto già dal giorno del funerale.
Per questo motivo faccio fatica a credere all’esistenza di tutti questi uomini eroici che non guardano e non parlano alle donne.
Molto più spesso ho osservato uomini che non guardano le altre e non parlano quando la moglie è a due metri di distanza.
Oppure uomini che non guardano e non parlano quando sanno perfettamente di non avere alcuna possibilità con la donna desiderata.
La differenza è sottile, ma esiste.
Anche alcuni single si mostrano freddi e distaccati con me. Non perché siano asceti dediti alla castità dello sguardo, ma perché, a detta loro, sarei troppo esigente, troppo aristocratica, troppo altezzosa e quindi fuori portata. Tradotto: meglio fare i distaccati che rischiare una figuraccia.
È sorprendente come certi uomini riescano a trasformare una mancanza di coraggio in una dimostrazione di virtù.
Perciò, cara Gianna, temo di doverla deludere.
L’uomo che non parla con quelle che gli piacciono e nemmeno con quelle a cui lui piace probabilmente non esiste. Oppure vive in una grotta senza connessione con il mondo esterno.
Esistono invece uomini che si controllano e uomini rispettosi.
Ma non confondiamo il rispetto con l’assenza totale di interesse per il resto del genere femminile.
Perché, da quello che ho osservato nella vita, gli uomini che non guardano mai nessuna donna sono una rarità.
Ma va detto che gli uomini tradiscono in ogni caso, magari, chi si mostra scostante con una donna perché vicino la moglie, è il primo a tradirla. Personalmente, ho moltissimi dubbi sulla fedeltà di quei mariti che sembrano seri e per nulla interessati alle altre, se volessi trovare gli infedeli più accaniti, andrei a pescare tra tutti quelli che non salutano, non parlano con le altre mentre sono con le mogli, è una tattica vecchia quanto il mondo!
Per concludere, se proprio devi cercare un uomo, al di là della discutibile scelta di rivolgerti ad
un’ agenzia matrimoniale, non chiedere delle caratteristiche di un uomo che non dicono proprio nulla della sua (reale) serietà!

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Bambole di gomma, mie rivali ! | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Mi vergogno anche a raccontarle quanto ho visto ma voglio farlo ugualmente. Sono sposata da quindici anni con un uomo meraviglioso. È un uomo impegnato nel settore della giustizia ed ha un ruolo di tutto rispetto.
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Bambole di gomma, mie rivali ! | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione-  Mi vergogno anche a raccontarle quanto ho visto ma voglio farlo ugualmente. Sono sposata da quindici anni con un uomo meraviglioso. È un uomo impegnato nel settore della giustizia ed ha un ruolo di tutto rispetto.
Tutto andrebbe a meraviglia se non fosse per una discussione che abbiamo avuto da poco e per la prima volta su un argomento imbarazzante per me: ho scoperto che, in una stanzetta chiusa ed ermetica del suo studio privato, lui ha tre bambole di gomma con cui vive i suoi momenti di piacere erotico.
Io vado rarissimamente allo studio di mio marito. Quel giorno della sconcertante scoperta ero andata per un’emergenza e, fatalmente, quella stanzetta sempre chiusa era aperta.
Ho potuto leggere altresì dal pc di mio marito che aveva cercato con cura un certo tipo di bambole. Due apparivano molto usate e non riesco a togliermi dalla mente l’immagine di mio marito alle prese con quei corpi finti.
Decido di andare via dallo studio e non ne ho parlato con mio marito a casa.
Ma, qualche giorno prima, proprio lui mi aveva più o meno bonariamente rimproverato perché non gli avevo rivelato un mio segreto. Si era anche inquietato dicendomi che tra moglie e marito non debbono esserci segreti.
Solo che il mio segreto riguardava la prenotazione di una vacanza senza prima consultarlo.
Lui invece non fa più sesso con me da oltre cinque anni ma, in compenso, mi ha sostituito con una bambola di gomma, si rende conto?
Ed io cosa sarei per lui?
Che sfacciataggine però rimproverare la propria moglie per uno sciocco segreto su una vacanza e poi nascondere di desiderare un corpo inanimato.
Sono disgustata, anche se voglio molto bene a mio marito.
Certo, mi piacerebbe che lui guarisse. Dottoressa, pensa che un sessuologo e/o uno psicologo potrebbero normalizzarlo?
Oltretutto io ero convinta che mio marito avesse raggiunto la pace dei sensi, non che comprasse bambole per fare sesso.
Non dico di sentirmi tradita ma mortificata, sì.
Graziella da Chiasso

Carissima,
meno male che, per decisione mia e della Redazione, non debbo dare più consigli ma solo cercare di illustrare l’entità dei fenomeni che mi vengono raccontati. Nel suo caso, se mi avesse, in passato chiesto se lasciare o meno suo marito, mi sarei sentita davvero di troppo.
La Cassazione, tempo fa, aveva dato ragione ad una moglie che si sentiva tradita da un marito che consumava sesso con una bambola di gomma nel box sotto casa. La Cassazione riconobbe il tradimento.
Io, pur comprendendo quella decisione, aggiungo una riflessione di carattere umano e psicologico.
Molte persone immaginano che il ricorso ad una bambola erotica sia soltanto una questione di desiderio sessuale. Talvolta può esserlo, ma in altri casi, può rappresentare qualcosa di più complesso: la ricerca di una sessualità senza confronto, senza vulnerabilità emotiva, senza il timore del giudizio o del rifiuto.
Non conosco suo marito e sarebbe scorretto formulare diagnosi a distanza, tuttavia la presenza di una vita sessuale completamente separata da quella coniugale da oltre cinque anni lascia pensare che il problema non sia semplicemente il desiderio fisico. Potrebbe esserci una difficoltà relazionale, un disagio nell’intimità o una modalità di vivere la sessualità che, per varie ragioni, egli preferisce tenere lontana dalla coppia.
Tolga però dalla sua mente l’idea di “normalizzare” suo marito. Le persone non si cambiano per decreto e nessun professionista serio promette di riportare qualcuno ad una presunta normalità.
Uno psicologo o un sessuologo potrebbero certamente aiutare a comprendere il significato di questo comportamento, ma soltanto se fosse suo marito a riconoscere l’esistenza di un problema e ad accettare liberamente un percorso.
Di sicuro, il primo nodo da affrontare non è la bambola in sé, bensì il silenzio che da anni si è creato nella vostra vita intima e la distanza che lei oggi avverte.
In più, precisando che ho competenze giuridiche e non mi occupo di sesso, le confesso di non essere particolarmente ottimista quando una persona si è stabilmente rifugiata in una sessualità completamente sostitutiva del rapporto di coppia.
Se conoscessi lei o suo marito, mi verrebbe più facile capire il motivo della discutibile scelta di sostituirla con un essere inanimato, credo proprio che non è una scelta casuale e magari lei, i motivi, li conosce meglio di me ma li rifiuta. Nulla succede per caso.

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Tutte le donne me la danno. Ma la felicità, chi me la dà? | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

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Tutte le donne me la danno. Ma la felicità, chi me la dà? | la posta del cuore “Amore e Tradimenti ” di Alessandra Hropich

Redazione-  Cara Alessandra, sono un imprenditore piuttosto noto e benestante. Dopo un matrimonio lampo mi sono separato e oggi posso dire di divertirmi con tante donne, di ogni genere. Mi piace cambiare: dalle nere alle bianche, di ogni nazionalità. Alcuni amici mi dicono che non ho mai pace con il gentil sesso, ma non è così. Io amo cambiare e non mi annoio di certo.
Eppure sono a disagio quando qualcuno mi chiede se sono felice. Non mi sento felice perché posso andare con 100, 1000 o 10000 donne. Sono abbastanza soddisfatto della mia professione, che svolgo al meglio, ma nessuna donna riesce davvero a farmi sentire felice.
Ho la fortuna di essere sedotto dalle donne più giovani e belle, ma, finita la fase della conquista, della seduzione e del sesso sfrenato, che cosa rimane?
So che hai scritto un libro sulla felicità che non ho letto, forse perché sono terrorizzato dall’idea di scoprire di non esserlo.
La mia vita, pur piacevole tra viaggi, barche, belle donne e panorami mozzafiato, non mi regala la felicità che vorrei. Appena finisce la festa, torno a essere un uomo non felice.
È possibile una cosa del genere?
Eppure, per tanta gente, il benessere finanziario è sinonimo di gioia perenne.
Quanto è sciocco il mondo che non capisce proprio niente e, forse, sono sciocco anch’io.
Piero da Superga

Carissimo, la felicità è l’argomento del mio secondo libro, dove spiego molto chiaramente che nessuna coscia lunga, nessun capello al vento e nessuna sagoma femminile, anche la più bella del pianeta, sono o saranno mai una garanzia di felicità per un uomo.
La cosa più assurda è sperare che qualcuno ci dia la felicità. Se fosse così, basterebbe un banalissimo colpo di vento che sposta una tenda perché tutto svanisca in un attimo.
Non esiste al mondo chi possa regalare la felicità agli altri. Ognuno può soltanto trovarla dentro di sé, senza appoggiarsi completamente a questo o a quello.
Trovo molto vero il pensiero di Nietzsche quando dice: «Diventa ciò che sei».
È sorprendentemente facile vivere per imitazione. Sin da piccoli scegliamo modelli, esempi, persone da seguire. Ma spesso le regole e gli ideali che ci vengono suggeriti non coincidono affatto con il nostro sentire più autentico.
Essere felici non è una possibilità maggiore per chi ha tanti soldi o tante donne. Lei stesso ne è la prova.
Andare a donne, vivere il sesso con le più appetibili, significa soprattutto saziarsi. Se mangio tanta pasta che adoro o una quantità industriale dei miei dolci preferiti, provo certamente soddisfazione e appagamento momentaneo, ma non per questo divento felice.
La psicologia distingue molto bene tra piacere e felicità: il piacere è intenso ma breve e ha bisogno di essere continuamente rinnovato; la felicità, invece, ha a che fare con il significato che attribuiamo alla nostra vita, con la sensazione di essere in accordo con ciò che siamo davvero.
Ho notato che troppa gente parla di felicità senza aver mai riflettuto seriamente sul significato di questa parola. Così continua a cercarla nelle cose, nelle persone e negli eventi, come se fosse nascosta da qualche parte fuori da sé.
Veniamo a lei.
Tra le tante bellezze incontrate in giro per il mondo, ne ha mai trovata una che la spronasse a essere davvero se stesso? Una donna si è mai interessata alla sua anima più che al suo conto in banca? Qualcuna si è mai preoccupata della sua felicità e della sua vera natura?
Ha mai incontrato una donna con cui fosse già un piacere dialogare, grazie a un’intesa speciale o alla sensazione di essere compreso come da nessun’altra, anche senza sesso? La felicità passa dalla mente: dall’essere capiti, incoraggiati e liberi di mostrarsi per ciò che si è davvero, senza dover interpretare un ruolo. Le sembra poco? La persona che può aiutarla ad avvicinarsi alla felicità è quella che, anche quando se ne va, le lascia qualcosa dentro che nessun altro è riuscito a lasciarle.
Perché il punto non è trovare una donna che le dia la felicità ma incontrare qualcuna che la aiuti a ricordare chi vuole essere quando la festa finisce, le luci si spengono e rimane soltanto lei davanti a se stesso.
E quella, mi creda, è una conquista molto più rara di qualsiasi donna.

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