Villa Santa Lucia – Ci sono sere d’estate in cui il tempo sembra fermarsi, restituendo alle nostre comunità la parte più autentica e preziosa della loro anima. A Villa Santa Lucia la socialità e il senso profondo di appartenenza sono tornati a essere i veri protagonisti della vita cittadina. Il merito va al grande successo di “Giochi Popolari in Piazza – Divertimento, sport e tradizioni per tutta la comunità”, una manifestazione patrocinata dal Comune e nata dalla collaborazione con Sport Academy e l’associazione Terre del Basso Lazio. L’iniziativa ha ricevuto il sostegno convinto del partito Evoluzione e Libertà, trasformando una normale piazza di paese in un teatro a cielo aperto fatto di sorrisi, incontri e ricordi ritrovati.
L’evento, promosso e organizzato con passione da Davide Frecentese, membro della direzione nazionale del partito, ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento nel calendario estivo. È stato, a tutti gli effetti, un progetto concreto di inclusione e di forte coesione sociale. Attraverso il recupero dei giochi tradizionali del format “Girogiocando nei Borghi”, i campi all’aperto di basket e pallavolo dedicati ai più piccoli, e momenti di musica e festa, lo spazio pubblico si è trasformato in un luogo d’incontro tra generazioni diverse. Bambini, genitori e anziani si sono ritrovati fianco a fianco, riscoprendo il valore inestimabile dello stare insieme, della solidarietà di paese e di un sano divertimento lontano dagli schermi digitali che ormai troppo spesso monopolizzano le nostre giornate.
La memoria storica contro l’isolamento della modernità
Per comprendere l’impatto di una simile serata, occorre guardare a come sono cambiati i nostri paesi negli ultimi decenni. In passato, la piazza era il centro nevralgico della vita quotidiana, il luogo dove si decidevano i destini della comunità e dove i bambini crescevano imparando le regole della convivenza attraverso la strada. Il progressivo spopolamento dei piccoli centri e l’avvento delle tecnologie solitarie hanno gradualmente svuotato questi spazi, impoverendo le relazioni umane e lasciando spesso gli anziani in una condizione di solitudine e i giovani privi di punti di riferimento fisici. Riportare in piazza i giochi di una volta significa fare un’operazione di archeologia emotiva, recuperando una memoria storica che rischiava di andare perduta per sempre.
A testimonianza della rilevanza dell’appuntamento per tutto il territorio, ha presenziato una folta e qualificata delegazione dei vertici di Evoluzione e Libertà. Oltre a Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone, Dirigente Anci Lazio e Vicesegretario Nazionale Vicario del partito, erano presenti il Presidente Nazionale Mirko Greco, il Segretario Nazionale Giuseppe Basile, il Coordinatore Nazionale Centro-Sud Diego Sardellitti e il Responsabile per le Politiche della Sicurezza Carmine Cosma. La loro presenza ha voluto sottolineare come la politica debba ritrovare la sua dimensione più nobile, quella che parte dal basso, dall’ascolto delle esigenze reali dei cittadini e dalla tutela delle piccole realtà locali che costituiscono la vera spina dorsale del nostro Paese.
Le voci dei protagonisti: rimettere le persone al centro
Le dichiarazioni dei rappresentanti politici si sono concentrate interamente sulla forza della comunità e sul valore sociale del progetto. Gianluca Quadrini ha espresso parole di profonda gratitudine per la riuscita dell’evento: «Questa manifestazione ha dimostrato quale sia la vera essenza dei nostri borghi: la capacità di fare comunità, di accogliere e di creare legami sociali forti. Ringrazio di cuore Davide Frecentese per l’impegno profuso nel realizzare un evento che ha messo al centro i bambini, gli anziani e le famiglie. In un’epoca in cui si rischia l’isolamento, riportare le persone nelle piazze attraverso il gioco e la memoria storica dei giochi popolari ha un valore sociale inestimabile. Come amministratore provinciale, ribadisco che il nostro impegno fondamentale è e sarà sempre quello di contrastare lo spopolamento umano e sociale dei nostri centri, garantendo spazi di crescita sana, aggregazione e vita collettiva».
Alle sue parole hanno fatto eco quelle del Presidente Nazionale Mirko Greco, che ha evidenziato l’impatto emotivo e psicologico della serata sulla popolazione locale: «Vedere generazioni diverse incontrarsi e divertirsi insieme sulla stessa piazza ci conferma che la politica deve ripartire dalle persone e dalle relazioni umane. Un plauso a Davide Frecentese e a tutta la squadra locale per l’impeccabile organizzazione: il nostro movimento continuerà a sostenere e promuovere con forza queste iniziative che restituiscono anima, dignità e calore umano ai nostri territori». Si tratta di una visione che rimette l’essere umano al centro del dibattito, vedendo nei piccoli borghi non un peso, ma una risorsa di umanità da proteggere e valorizzare.
Lo sport popolare come cura contro il disagio
Anche il Segretario Nazionale Giuseppe Basile ha voluto porre l’accento sulla funzione educativa dello sport di strada e delle tradizioni popolari, intesi come veri e propri strumenti di prevenzione sociale. «Lo sport popolare e la riscoperta delle tradizioni sono strumenti formidabili di inclusione, prevenzione del disagio giovanile e integrazione», ha spiegato Basile durante l’incontro. «Trasformare uno spazio pubblico in un cantiere di sorrisi e condivisione rappresenta una forma altissima di servizio alla cittadinanza. Complimenti a Davide Frecentese e a quanti si sono spesi per far battere forte il cuore di Villa Santa Lucia nel segno dei valori più autentici». Quando i giovani occupano le piazze per giocare, si allontanano dalle situazioni di rischio e imparano il rispetto reciproco in modo naturale e spontaneo.
Un ringraziamento unanime è stato infine rivolto da tutti gli esponenti presenti, tra cui il Coordinatore Centro-Sud Diego Sardellitti e il Responsabile Politiche della Sicurezza Carmine Cosma. Entrambi hanno voluto lanciare un messaggio chiaro e innovativo sulla gestione del territorio: un presidio sociale forte, fatto di piazze vive, finestre aperte e comunità coese, costituisce la prima e più efficace forma di sicurezza, serenità e benessere per i cittadini. Non servono barriere quando la solidarietà di vicinato e la vitalità delle strade creano una rete invisibile ma indistruttibile di protezione e cura reciproca, capace di far sentire ognuno parte integrante di una grande famiglia.