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DALL’OMBRA ALLA LUCE: “LA DANZA DELLE ANIME PERDUTE”

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Copertina La danza delle anime perdute

Redazione-  Una silloge che esplora il confine tra oblio e memoria, trasformando il dolore in visione estetica e atto di resilienza. E’ “La danza delle anime perdute” di Davide Gualano, l’opera pubblicata nella collana “Altre Frontiere” dell’Aletti Editore che si configura come un pellegrinaggio dell’anima, un percorso introspettivo dove la memoria e il simbolismo si fondono a un’estetica gotica per dare voce all’inesprimibile. «Le “anime perdute” del titolo – spiega l’autore di Bologna, che ha firmato anche la Prefazione del suo libro – non sono soltanto presenze ultraterrene o figure legate al folklore del fantastico: sono, prima di tutto, esseri umani sospesi. Simboli della fragilità, del rimpianto, delle promesse non mantenute e di tutte quelle vite che, per dolore o destino, non hanno potuto compiersi pienamente. La danza, invece, è un movimento che unisce armonia e condanna. È qualcosa di collettivo, rituale, quasi ipnotico, in cui i corpi si muovono seguendo un ritmo che sembra provenire da altrove».

L’opera non è una semplice raccolta di versi, ma un’indagine profonda sulle fragilità umane. Gualano attraversa le “zone d’ombra” della memoria e dell’animo umano, non per restarvi prigioniero, ma per trasformare il dolore e il mistero in strumenti di resilienza. Ed è proprio in questo chiaroscuro che scova una luce inedita: «La mia evoluzione linguistica è coincisa con una maggiore fiducia nel potere trasformativo della parola poetica: non più soltanto specchio dell’oscurità, ma strumento capace di attraversarla e di restituire, anche nelle immagini più cupe, una possibilità di luce». Con uno stile che spazia dai versi in metrica a quelli assolutamente liberi, la sua scrittura si muove tra simbolismo e intimismo, dove i luoghi spogli, le figure eteree e i frammenti del passato diventano simboli pulsanti, per interrogarsi sulla precarietà del vivere e l’ancestrale necessità dell’uomo di imprimere un segno indelebile nel tempo. La sua sensibilità è plasmata dall’immaginario perturbante di Edgar Allan Poe, da cui eredita l’interesse per la dimensione spettrale e l’esplorazione dell’invisibile, e dalla lezione di Charles Baudelaire. Dai simbolisti francesi, Gualano trae la capacità di trasformare il disagio esistenziale in visione estetica, utilizzando il simbolo come chiave d’accesso alle profondità dell’animo. La sua peregrinatio è lunga quattro sezioni che partono dalle “Radici della Nostalgia”, per poi attraversare i grandi dolori personali nella sezione “Dal Profondo”, i “Fantasmi” come simbolo di stasi e della fatica di andare oltre le faccende non risolte, fino alla maturità della “Redenzione”.

L’autore si pone come una voce che abita la soglia tra il visibile e l’invisibile, in cui i versi percorrono un itinerario lirico nelle profondità della memoria e dell’interiorità. «La mia poesia – confessa – è una voce che parla dal confine tra luce e oscurità, cercando nella parola un modo per dare forma al silenzio, custodire la memoria e restituire dignità a ciò che il tempo tende a cancellare». La silloge, già apprezzata per la sua profondità emotiva, amplia i propri orizzonti grazie alla traduzione in lingua araba a cura del professor Hafez Haidar, autore e accademico pluricandidato al Premio Nobel -, portando il suo messaggio di resilienza e memoria oltre i confini. «Non solo un gesto editoriale – spiega Gualano – ma un atto simbolico: un tentativo di dimostrare che, al di là delle tensioni politiche e religiose, la poesia può tornare a essere ciò che è sempre stata: una lingua più antica delle divisioni, capace di riconoscere nell’altro una parte di sé». Le sue liriche non ambiscono a fornire risposte ma a creare uno spazio empatico dove le ombre, le fragilità e le inquietudini possano essere riconosciute e il lettore non si senta più solo nel percorrere i propri abissi, trovando nella poesia una compagna silenziosa. «Ciò che desidero trasmettere è l’idea che anche nelle zone più oscure dell’esperienza umana esiste una possibilità di bellezza e di significato, e che la memoria – per quanto dolorosa – può diventare un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a essere».

“La danza delle anime perdute”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione al Salone Internazionale del Libro di Torino, presso gli spazi Aletti Editore al Lingotto Fiere, dal 14 al 18 maggio 2026. «E’ un momento di grande responsabilità oltre che di profonda gratitudine – commenta il poeta -. Significa inoltre entrare in contatto diretto con lettori, editori e altri autori, trasformando la scrittura – che è per sua natura solitaria – in un’esperienza condivisa».

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“MISCUGLIO DI SCINTILLE” | NEI VERSI OGNI PAROLA VIVE E SI MERAVIGLIA

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Redazione-  Esce nelle librerie “Miscuglio di scintille”, l’opera in cui Viorica Petroff distilla la propria esperienza umana in una narrazione libera, vibrante e profondamente sincera. Scritto con un linguaggio che si fa terra d’accoglienza, il volume non è solo una raccolta di testi, ma un manifesto di resilienza e stupore. «Ho scelto questo titolo – spiega l’autrice di origine rumena che vive a Pomezia (Roma) – perché la mia vita è un insieme di emozioni e di turbamenti, un intreccio di miracoli e di una nuova energia positiva». La silloge – pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore – riflette la natura stessa della vita dell’autrice. Dalla nascita del nipote Nicholas – il cui primo grido di vita è celebrato tra le pagine come un inno all’esistenza – ai cambiamenti ciclici della natura che portano con sé una nuova linfa, la Petroff ci insegna l’arte di “vivere felici con poco e niente”. Il libro è il risultato di una metamorfosi dell’anima, dove la poetessa ha spostato i suoi lampi di esistenza sulla carta, creando una mappa che attraversa la tenerezza, il suo borgo d’adozione e le ombre del mondo: il libro non fugge dal dolore ma affronta anche le perdite, l’odio e le ferite della guerra. «Atterrata in un paese dove l’arte sale e scende le scalescrive, nella Prefazione, Alfredo Mogol, autore, figlio del noto paroliere – ha traslocato nell’inchiostro dei suoi versi la sua vita, la sua morale e la sua poesia».

L’autrice rivendica una fedeltà assoluta alla realtà. Le sue parole non sono finzioni, ma compagne di viaggio che vivono e respirano insieme a lei. «Faccio in modo che le parole vivano insieme a me, proprio nel momento in cui la realtà si stende davanti ai miei occhi e si meraviglia». Viorica Petroff scrive per necessità dell’animo, cercando nella lingua italiana il ponte perfetto per unire il proprio vissuto al cuore del mondo intero. «Il mio io è influenzato da tutto ciò che mi circonda, dal tempo alla materia. Il paesaggio esterno fluisce come una pioggia di stelle, si abbandona a sé stesso e per un attimo diventa sogno. Alla fine “i sogni non ancora sognati” sono parte integrante della mia architettura interiore, condivisibile a tutti».

La sua poetica è fatta di concretezza, rispetto e una sconfinata sincerità. «Scrivere dei versi con le radici in un’altra terra è ritrovarsi come un neonato a sessant’anni. Ma il coraggio e la perseveranza fanno parte del mio strampalato cammino». L’opera è un invito a guardare il mondo con occhi nuovi, a rispettare la propria vita e a riconoscere che, in mezzo al caos, siamo tutti fatti di luce. «Vorrei dimostrare al lettore come un poeta straniero riesca a trasformare i suoi deliri sradicando le radici, portandoli lontano e raccogliendo anche dei bellissimi frutti. In ogni poesia si trova una parte di me».

“Miscuglio di scintille”, disponibile anche nella versione e-book, sarà in esposizione negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «Rappresenta un’occasione unica per presentare i miei versi al mondo – commenta l’autrice -. A Torino scriverò un altro pezzo scintillante, quello di essere presente nella storia vera della poesia. Sarà un momento esclusivo mai pensato fino ad ora».

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“LA MELODIA DEI SENTIMENTI” AL SALONE DEL LIBRO DI TORINO CON ALETTI EDITORE

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Redazione-  E’ uno spartito dell’anima “La Melodia dei Sentimenti” di Eva Tiziana Tusa, pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” dell’Aletti Editore. La silloge non si presenta come una semplice sequenza di componimenti, ma come una vera e propria partitura dell’esistenza, dove ogni parola vibra di un’emotività autentica e pulsante. Attraverso uno stile ordinato e coeso, ma capace di slanci profondi, la poetessa esplora le infinite sfaccettature dell’essere umano. Il titolo stesso suggerisce la natura musicale delle emozioni: energie silenti che tracciano il corso della nostra vita, alternando momenti di luce radiosa a zone d’ombra e mestizia. «Nel suo essere – svela l’autrice, che vive a Viagrande (Catania) – l’opera canta all’unisono ed esprime l’essenza del mio io più profondo, una rosa di sentimenti ove i medesimi, seppur diversi, si armonizzano e coesistono in una variegata mappa emotiva».

Il percorso poetico della Tusa non evita il confronto con le piaghe della modernità. Nelle sue pagine convivono: la denuncia sociale, cioè uno sguardo critico sull’ipocrisia e sulle asprezze della quotidianità; la forza del dolore, descritto come un’onda in tempesta che travolge e disorienta, ma che trova nella scrittura un porto sicuro; la rinascita spirituale, dove la fede, l’amore familiare e la memoria diventano gli appigli necessari per trasformare la sofferenza in bellezza. «Nessuno dei due aspetti è stato più difficile da tradurre in versi – afferma l’autrice – poiché essi sono da me percepiti in due modalità differenti, seppur dentro di me parallelamente esistenti». Per la poetessa, l’atto creativo è una forma di resistenza contro la velocità del mondo esterno. Scrivere diventa lo strumento per fermare il tempo fisico e immergersi in una dimensione metafisica, dove il filo conduttore resta sempre l’amore. «Per me, la poesia ferma lo scorrere celere del tempo umano destinato a finire, rimanendo solo l’armonia poetica che ha il solenne potere di rimanere eterea ed eterna».

Il libro si propone di ricolmare il lettore di un senso di bene profondo, conducendolo verso una rinnovata consapevolezza dei valori spirituali. «La mia opera punta diretta al cuore, senza ombre, senza veli, tende a mettere le ali al cuore, specialmente a un cuore frustrato, rotto, disorientato, a un pensiero depresso». Contro la precarietà di ciò che è puramente estetico o materiale, Eva Tiziana Tusa contrappone l’eternità dei sentimenti veri, descritti come stelle fisse capaci di offrire sostanza e “opulenza spirituale” a chi sa accoglierli. «La poesia di Tusa – scrive, nella Prefazione, il maestro Giuseppe Aletti, poeta, editore e formatore – è fortemente autobiografica, la vita e i suoi accadimenti sono il centro pulsionale dell’ispirazione. Il lutto per il padre, l’amore viscerale per i figli, il legame profondo con la madre e con la propria terra emergono come nuclei tematici ricorrenti». Il cuore del suo messaggio è un invito alla rinascita interiore: attraverso le sue opere, l’autrice aspira a trasmettere una sapienza nuova che lenisca le ferite di uno spirito sociale malato. La sua poesia si fa portavoce di valori assoluti quali la mitezza, la saggezza e il rispetto per il creato: «Vorrei trasmettere al lettore un insieme di realtà in un’unica verità, un messaggio plurimo di purezza, preziosità sentimentale, perle e tesori emotivi che ogni essere umano dovrebbe possedere come bagaglio genetico interiore».

L’opera “La Melodia dei Sentimenti”, disponibile anche nella versione e-book, sarà presentata dall’autrice negli spazi Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, che tornerà ad animare il Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026. «L’evento mi delizierà e mi renderà felice – commenta la poetessa – perché mi troverò all’interno di un mondo che sostanzialmente riconosco come mio. Un mondo d’interiorità, di cui mi alimento in ogni momento. Poesia e letteratura albergano in me e scorrono nelle mie vene come un dono creativo.

Questo crogiolo mistificato di intenzionalità culturale abbellisce e impingua maggiormente il mio io che si nutre d’interiorità sublimata e di cultura generale».

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POSTE ITALIANE – DISPONIBILE L’ANNULLO DEDICATO ALLA FESTA DI SANTA FERMINA 2026

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Redazione-  In occasione della Festa Patronale di Santa Fermina in programma a Civitavecchia martedì 28 aprile, Poste Italiane attiverà un servizio filatelico temporaneo con bollo speciale con la dicitura “Festa Patronale di Santa Fermina 2026 – 28.4.2026” richiesto dal Comitato Diocesano Patrona Santa Fermina.

Nello stesso giorno, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, sarà possibile timbrare con il bollo speciale le corrispondenze presentate presso lo Spazio allestito in via Alberto Gugliemotti, 12 – 00053 Civitavecchia (RM).

Eventuali commissioni filateliche potranno essere inoltrate a: Poste Italiane S.p.A. / U.P. Civitavecchia Centro / Sportello Filatelico Via Giordano Bruno, 11 – 00053 Civitavecchia (RM) (tel. 0766 508544).

Per qualsiasi informazione o curiosità sugli annulli e su tutto il mondo della filatelia è disponibile il sito filatelia.poste.it

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