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Il silenzio uccide: a Roseto degli Abruzzi la cultura si fa portavoce contro ogni forma di violenza

📢 Il concorso nazionale “Il silenzio uccide” celebra la sua sesta edizione a Roseto degli Abruzzi: un momento di riflessione profonda tra poesia, impegno sociale e testimonianze di coraggio.

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Il silenzio uccide: a Roseto degli Abruzzi la cultura si fa portavoce contro ogni forma di violenza

Redazione-  Roseto degli Abruzzi si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti piĂą significativi nel panorama culturale regionale e nazionale. Sabato 20 giugno, a partire dalle ore 17, la prestigiosa Villa Comunale della cittĂ  ospiterĂ  la cerimonia di premiazione della sesta edizione del concorso letterario nazionale “Il silenzio uccide”. L’iniziativa, promossa dall’associazione Il Guscio, ha consolidato nel tempo il suo ruolo di baluardo contro le discriminazioni e le forme di sopruso che ancora oggi permeano il tessuto sociale.

L’evento, nato da un’intuizione della presidente e scrittrice Andreina Moretti, da anni impegnata in prima linea nel contrasto a ogni forma di violenza, gode quest’anno del patrocinio della Regione Abruzzo e del Comune di Roseto degli Abruzzi. Questa edizione non rappresenta soltanto una celebrazione della scrittura, ma si conferma come una piattaforma di riflessione collettiva, capace di trasformare il dolore in espressione artistica e il silenzio in consapevolezza sociale.

Voce agli ultimi e impegno collettivo

Il bilancio di questa sesta edizione riflette la vitalitĂ  del progetto. La presidente Andreina Moretti ha sottolineato come la partecipazione sia stata straordinaria, con contributi giunti da ogni angolo d’Italia. “Un dato che merita attenzione è la prevalenza delle poesie rispetto ai racconti”, spiega Moretti, rilevando come la forma poetica sia diventata il canale privilegiato per esternare testimonianze intime e vissuti personali. Il concorso, inoltre, ha mantenuto alta la sua vocazione sociale, accogliendo le opere di numerosi studenti delle scuole di ogni ordine e grado e, dato ancor piĂą rilevante, i lavori provenienti dagli istituti penitenziari.

Questa apertura verso il mondo detentivo e il coinvolgimento del mondo scolastico confermano la capacitĂ  del concorso di dare voce a chi spesso rimane ai margini della societĂ . La scrittura diventa così uno strumento di denuncia, permettendo di canalizzare energie verso un processo di rinascita e cambiamento. Il lavoro costante dell’associazione Il Guscio ha permesso di raccogliere, nel corso degli anni, centinaia di narrazioni che compongono una sorta di memoria collettiva utile a mantenere alta la guardia contro la violenza.

L’antologia e il valore dei riconoscimenti

Il pomeriggio di sabato sarĂ  anche l’occasione per presentare ufficialmente la sesta antologia intitolata “Il silenzio uccide – Autori Vari”, edita da Hatria Edizioni e curata da Gianluca Salzetta. Il volume rappresenta l’essenza stessa del concorso, raccogliendo le opere piĂą significative selezionate dalla giuria. La veste editoriale dell’opera è arricchita dalla copertina firmata dall’artista Cinzia Corti, nota come la “donna dei sassi”, mentre le pagine introduttive portano la prestigiosa firma dei poeti e sostenitori Hebe Muñoz e Francesco Nigri, i quali hanno offerto un contributo critico di alto profilo.

Un elemento di continuitĂ  e valore è dato dai premi destinati ai vincitori, ideati e realizzati dall’artista Cristina Brezza. Ogni manufatto rappresenta un simbolo tangibile dell’impegno profuso dai partecipanti. La cerimonia sarĂ  scandita da momenti di riflessione e da alcune letture curate dall’attrice Anna Tripano, sotto la sapiente conduzione di Maria Rita Piersanti, amica storica dell’associazione.

Nuovi premiati per un impegno costante

La giuria, composta da Lorena Marcelli, Gilda Di Giammarco, Sandra De Felice, Maria Corsi, Anna Pulsoni, Valeria Aloi e Andreina Moretti, ha inoltre deliberato l’assegnazione di riconoscimenti speciali che premiano il merito umano e sociale. Tra le figure insignite, spiccano la professoressa Patricia Corradi, a cui andrĂ  il premio “Donna di luce”, Maria Antonietta Cerè con il premio “Il cuore delle donne” e Alessia Scarpone, insignita del titolo di “Donna guerriera”.

Una novitĂ  importante di questa sesta edizione è l’istituzione del Premio UmanitĂ , conferito a Beniamino Cardines. La menzione speciale motiva il riconoscimento attraverso lo straordinario impegno del premiato, che da sempre mette la propria vita e le proprie competenze al servizio delle persone piĂą fragili e vulnerabili. Questo premio, introdotto ex novo, ribadisce la volontĂ  degli organizzatori di premiare non solo la qualitĂ  letteraria, ma anche l’azione quotidiana spesa in favore del prossimo, incarnando pienamente lo spirito che anima l’intera manifestazione rosetana.

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Lanuvio sblocca il Monolite Summer Fest 2026: in arrivo Simona Molinari, Samuel Peron e Zelig

🚨 CARTELLONE D’ECCELLENZA SUI CASTELLI ROMANI: SBLOCCATO IL MONOLITE SUMMER FEST 2026! Grande colpaccio culturale del Comune di Lanuvio. Dal 24 luglio al 30 agosto, la cittĂ  si trasforma in un immenso teatro diffuso con la 6ÂŞ edizione del festival multidisciplinare finanziato dalla Regione Lazio. Un cartellone straordinario a ingresso gratuito h24 che vedrĂ  lo schieramento delle grandi stelle dello spettacolo italiano: la raffinata voce jazz di Simona Molinari, i ballerini di Ballando con le Stelle Samuel Peron e Veera Kinnunen, e la comicitĂ  di Zelig con Marco Marzocca (Ariel) e Gianluca Impastato. Spazio anche ai giovani di X Factor con i Disco Club Paradiso e al Premio Tenco con il cantautore Piji. Il focus completo del faldone 👇#monolitesummerfest | #lanuvio2026 | #andreavolpi | #simonamolinari | #samuelperon | #marcomarzocca | #castelliromani | #lazioeventi | #pagineutili

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Molinari

I concerti della Next Generation a Largo Vittime di Brescia promossi da Andrea Volpi

Lanuvio – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di animazione territoriale e valorizzazione del patrimonio storico dei Castelli Romani, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’offerta festivaliera diffusa e sulla necessitĂ  impellente di connettere le aree archeologiche urbane ai circuiti dello spettacolo dal vivo per incrementare la coesione sociale dei corpi sociali della penisola, si appresta a caratterizzare l’estate laziale. La cittĂ  di Lanuvio farĂ  da sfondo ufficiale allo svolgimento della sesta edizione del Monolite Summer Fest. L’attesa kermesse multidisciplinare, finanziata dai manager regionali tramite il bando triennale dello spettacolo dal vivo e sostenuta online dal sindaco Andrea Volpi, si svilupperĂ  nei quattro fine settimana programmati a partire da venerdì ventiquattro luglio, configurandosi come un grande laboratorio culturale all’aperto concepito per deliziare i visitatori della provincia capitolina.

Le sessioni d’assalto del primo weekend, dedicate online alla musica emergente ed alla valorizzazione dei giovani artisti della nazione, abiteranno la bacheca di Largo Vittime di Brescia con le esibizioni dei Disco Club Paradiso e del cantautore Brezza, proiettando le metriche pop sui display dei consumatori mobili.

Il trionfo di Piji alla Targa Tenco ed i tributi a Francesco De Gregori a Piazza Mazzini

La seconda tranche dei faldoni musicali del festival, coordinata d’intesa con il direttore artistico Fabrizio Brocchieri, celebrerĂ  lo sblocco delle Notti del Vino in Piazza Mazzini, dove prenderanno forma i tributi d’autore di Mauro IngafĂą a Francesco De Gregori ed i set soul eseguiti dal musicista Andrea Ienco. Un momento di altissimo valore letterario risulterĂ  ospitato nei laboratori sonori della cantina Vinili in via Sulpicio Quirino, dove il cantautore Piji, pseudonimo artistico di Pierluigi Siciliani, presenterĂ  dal vivo l’album Sta registrando audio, fresco vincitore della Targa Tenco per l’anno duemilaventiseie. Le serate della provincia romana risulteranno arricchite dalle performance del gruppo Cosmonauti Borghesi e dai dj set notturni di FraSpa e Civy, le cui tracce audio scorreranno a schermo intero sui display dei telefoni dei consumatori appassionati di saggistica acustica.

Il nome stesso del festival rappresenta un omaggio storiografico all’opera scultorea in pietra lavica realizzata dall’artista Giuseppe Verri ed esposta nei giardini storici di Villa Sforza Cesarini, a tutela della memoria materiale dello Stato.

Il cabaret di Zelig in Piazza Santa Maria Maggiore ed il tango a Villa Sforza Cesarini

Il terzo fine settimana risulterĂ  interamente dedicato alla comicitĂ  nazionale, schierando sul palco monumentali di Piazza Santa Maria Maggiore l’imitatore televisivo Antonio Mezzancella con lo show Mamma ho perso Sanremo e l’attore Gianluca Impastato. Il gran finale della bacheca comica vedrĂ  l’intervento paritetica di Marco Marzocca e Stefano Sarcinelli nello storico canovaccio Tutto Ariel, un dispositivo teatrale idoneo ad assicurare l’allegria dei nuclei familiari. L’ultimo filotto di eventi si sposterĂ  all’aperto a Villa Sforza Cesarini con la produzione Historia, uno spettacolo di danza e passione interpretato dai maestri di Ballando con le Stelle Samuel Peron e Veera Kinnunen, seguito dal teatro-canzone di Simona Molinari in La Donna è mobile e dal trascinante swing tricolore della formazione Black Ball Boogie.

Questa cooperazione paritetica tra le ditte dello spettacolo ed i corpi intermedi del territorio costituisce un pilastro strategico fondamentale per innalzare la competitivitĂ  ricettiva della nazione, offrendo soluzioni rapide alle riforme del turismo ed assicurando la totale sicurezza contrattuale dei passeggeri dell’arte.

I registri ufficiali delle manifestazioni culturali ed i collegamenti con i siti del Lazio

La promozione di queste attivitĂ  di intrattenimento contribuisce a riposizionare i Castelli Romani quale distretto di eccellenza per l’ecoturismo e lo spettacolo dal vivo, garantendo la trasparenza degli atti pubblici e la legalitĂ  delle assegnazioni in piena conformitĂ  con le leggi dello Stato. Per verificare i calendari orari dei successivi forum di design, consultare i registri dei biglietti acquistabili inline o esaminare le brochure informative dei percorsi accessibili per i disabili delle province laziali, i cittadini e i professionisti possono collegarsi direttamente al portale informatico del Consiglio Regionale del Lazio per prendere visione dei documenti e delle bacheche istituzionali.

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Il ricordo dei martiri Romanov nelle celebrazioni della comunitĂ  ortodossa a Milano

🕰️ La comunità ortodossa di Milano commemora il martirio dello Zar Nicola II Romanov con una cerimonia carica di storia e riflessioni geopolitiche.

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#Milano #Romanov #Ortodossia #StoriaRussia

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Chiesa Ortodossa

Milano – Nel cuore del capoluogo lombardo, tra le mura che custodiscono secoli di liturgia orientale, la comunità ortodossa russa ha rinnovato questa mattina una tradizione solenne e carica di significati storici. Con una funzione religiosa dedicata alla memoria dei Santi Martiri Zar Nicola II Romanov e dei suoi familiari, i fedeli si sono riuniti per commemorare un evento che ha segnato profondamente la coscienza collettiva russa: l’eccidio della famiglia imperiale avvenuto durante la tragica notte della rivoluzione bolscevica del 1918.

La celebrazione, tenutasi in un clima di composto raccoglimento, ha visto la liturgia presieduta da Padre Silvano. Durante l’omelia, il celebrante ha voluto sottolineare il cammino spirituale che condusse lo Zar e i suoi cari verso l’epilogo di Ekaterinburg, descrivendo la loro fine non soltanto come un fatto politico, ma come un atto di testimonianza estrema della fede cristiana. Padre Silvano ha rievocato l’identità profonda della monarchia russa, citando un passaggio teologico che spesso accompagna le riflessioni più conservatrici dell’ortodossia: la visione del Regno dei Cieli come monarchia contrapposta alla democrazia, intesa in questo contesto dottrinale come una forma di disordine spirituale.

La presenza delle delegazioni culturali e geopolitiche

La funzione ha richiamato figure legate al mondo della cultura e degli studi geopolitici, attive nel mantenere vivo il legame tra l’eredità della Russia zarista e il territorio italiano. Tra i banchi della chiesa, situata in un’area che da tempo funge da ponte tra le diverse anime della metropoli meneghina, spiccavano profili di rilievo.

Era presente il barone Antonio Imperatore, giĂ  primo capitano, che ricopre oggi il ruolo di presidente emerito e delegato italiano del circolo culturale internazionale Amici della Russia imperiale Terza Roma. Accanto a lui, il dibattito intellettuale sulla Russia moderna e sulla sua storia è stato rappresentato da Giovanni Trombetta, presidente del centro studi multipolari R360. Quest’ultimo, noto per le sue analisi che seguono da vicino l’evoluzione delle teorie filosofiche e geopolitiche del professore russo Aleksandr Dugin, ha partecipato alla liturgia confermando l’interesse verso un approccio tradizionale e conservatore alla visione del mondo.

Un altro esponente di spicco presente alla cerimonia è stato il nobile e comandante Rodolfo Knisel, figura poliedrica nota nel panorama milanese per i suoi lavori di alto restauro artistico e per la sua competenza nella rilegatura di libri antichi. Knisel, che conserva un legame affettivo e genealogico diretto con la nazione russa attraverso la nonna, ha partecipato al rito portando con sé il peso di una memoria familiare che si intreccia con quella di una nazione intera.

Un legame tra passato imperiale e presente milanese

La commemorazione milanese non rappresenta un fatto isolato, ma si inserisce in un calendario liturgico che unisce le parrocchie ortodosse di tutto il mondo. Milano, con la sua storica propensione all’accoglienza di diverse comunitĂ  religiose, offre uno spazio in cui queste memorie, spesso distanti dal sentire secolare della cittĂ , riescono a trovare una espressione dignitosa. La figura di Nicola II, canonizzato dalla Chiesa ortodossa russa nel 2000, continua a essere un punto di riferimento per chi, anche a distanza geografica da Mosca o San Pietroburgo, intende difendere valori legati alla tradizione monarchica e al legame indissolubile tra trono e altare.

La liturgia si è conclusa con le preghiere rivolte ai membri della famiglia imperiale, accompagnate dai canti corali che, come da prassi nella tradizione russa, hanno riempito la navata di una solennitĂ  quasi ancestrale. La partecipazione di esponenti del mondo della cultura, della nobiltĂ  e dell’analisi geopolitica locale indica come, anche nel cuore pulsante di una cittĂ  europea pragmatica come Milano, ci sia spazio per una riflessione profonda su temi che appartengono alla storia millenaria della CristianitĂ  ortodossa. Il gruppo di fedeli e invitati ha poi proseguito il momento di incontro in una cornice privata, discutendo dell’importanza di preservare la memoria dei Romanov come baluardo di una Russia che, pur nelle sue trasformazioni, continua a guardare alla propria storia imperiale come a un capitolo fondamentale della propria identitĂ  spirituale e politica.

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Rotary Club Fiumicino Portus Augusti in missione diplomatica a Riga per consolidare il gemellaggio con il club di Jurmala

🤝 Una delegazione del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti ha volato fino a Riga per rafforzare il legame con il Club di Jurmala, tracciando la rotta per i progetti internazionali del nuovo anno rotariano. Un ponte di solidarietà che unisce il litorale laziale al cuore del Baltico.

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#Rotary #Fiumicino #Jurmala #DiplomaziaInternazionale

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Raoty Fiumicino Riga

Redazione- Fiumicino, centro nevralgico dell’area metropolitana di Roma Capitale, proietta la sua influenza ben oltre i confini del litorale laziale, arrivando fino alle sponde del Baltico. Una delegazione del Rotary Club Fiumicino Portus Augusti ha recentemente concluso una missione istituzionale di alto profilo a Riga, in Lettonia, confermando la soliditĂ  del legame internazionale che unisce il sodalizio italiano con il Rotary Club Jurmala. L’incontro non è stato soltanto un momento di scambio cerimoniale, ma una tappa operativa volta a definire le linee programmatiche per l’anno rotariano in corso, rafforzando una sinergia che dura da tempo tra due realtĂ  che, pur operando su territori geograficamente distanti, condividono obiettivi comuni.

Navigando sulle acque della diplomazia rotariana

L’evento centrale si è svolto lungo il corso del fiume Daugava, che attraversa il cuore storico di Riga, definendo i contorni di una capitale che guarda all’Europa con dinamismo. La scelta di svolgere l’incontro in navigazione ha fornito uno sfondo ideale per un confronto informale ma denso di contenuti. I rappresentanti del Club di Fiumicino, che abitualmente portano avanti le proprie attivitĂ  sociali nelle zone di via della Foce Micina e nei quartieri storici intorno all’area archeologica di Portus, hanno potuto confrontarsi con i partner lettoni sui futuri ambiti di intervento.

Il focus della missione ha riguardato lo sviluppo di progetti di cooperazione internazionale che possano rispondere alle esigenze delle comunitĂ  locali, sia in Italia che nei distretti baltici. La discussione ha toccato temi legati alla sostenibilitĂ , al sostegno alle categorie fragili e alla promozione culturale, elementi cardine che definiscono l’azione rotariana nel mondo. La navigazione sulle acque del Daugava ha permesso di osservare da vicino lo sviluppo urbano di Riga, una cittĂ  che integra perfettamente l’ereditĂ  medievale con le sfide di una metropoli moderna.

L’impatto del gemellaggio tra territori distanti

Il gemellaggio tra il Rotary Club Fiumicino Portus Augusti e il Rotary Club Jurmala rappresenta un modello di efficacia per il sistema rotariano. In un’epoca in cui le barriere sembrano tornare a dividere le nazioni, il sodalizio tra la cittĂ  aeroportuale italiana e la nota localitĂ  balneare lettone dimostra che l’amicizia e la dedizione al servizio possono abbattere ogni distanza. Per il Club di Fiumicino, tale rapporto non è un evento isolato, ma parte di un percorso strategico che mira a elevare il profilo delle iniziative locali rendendole parte di una rete globale.

Durante le giornate trascorse in terra lettone, i membri delle due delegazioni hanno analizzato le buone pratiche adottate nei rispettivi territori. Si è discusso di come migliorare l’impatto dei service rivolti ai giovani, della valorizzazione del patrimonio marittimo e fluviale – tema che accomuna Fiumicino, con la sua storia legata al porto di Claudio e Traiano, e la realtĂ  di Jurmala, famosa per le sue spiagge e il suo legame profondo con il mare. Lo scambio di idee ha permesso di gettare le basi per collaborazioni concrete che vedranno impegnati i due Club nei prossimi mesi, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i soci in progetti transnazionali.

La missione ha ribadito la missione universale del Rotary: agire come un ponte in grado di unire persone diverse sotto un’unica visione di solidarietĂ . Tornando a Fiumicino, la delegazione porta con sĂ© non solo accordi siglati, ma un rinnovato entusiasmo nel proseguire l’attivitĂ  filantropica, portando l’esperienza lettone come punto di riferimento per le future iniziative nel comune laziale e nell’area della CittĂ  Metropolitana. La forza di questo gemellaggio risiede nella continuitĂ , una promessa mantenuta dai vertici di entrambi i club di non limitarsi a incontri sporadici, ma di costruire un percorso di crescita condiviso.

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