Cultura e Società – Ci sono donne che non si limitano ad attraversare in silenzio il proprio tempo, ma lo plasmano con la forza incrollabile delle idee e l’eleganza della cultura. Antonietta è senza dubbio una di queste. Insegnante per vocazione profonda, scrittrice raffinata e infaticabile attivista per l’emancipazione femminile, la sua vita è un mosaico straordinario di impegni sociali e prestigiosi traguardi accademici. Dalle aule scolastiche della sua amata Milazzo, in Sicilia, dove forma con passione le coscienze dei cittadini di domani, fino ai vertici dell’Accademia Tiberina e alla coraggiosa Direzione de “La Cattedra delle Donne” (un progetto educativo di respiro globale patrocinato dalle Nazioni Unite), Antonietta ci dimostra ogni giorno che la cultura è lo strumento più potente per costruire una società equa, paritaria e libera dai pregiudizi maschilisti.
In questa profonda e intima intervista curata da Angela Kosta (Capo Ufficio Stampa della Cattedra delle Donne e Accademia Tiberina), esploriamo l’anima di una donna poliedrica che ha fatto della parola – poetica, letteraria e sociale – la sua personale e inarrestabile missione di vita.
A. Kosta: Carissima Antonietta, benvenuta in questa intervista. Ogni lettore vorrà conoscere la “Donna con mille risorse” che c’è in lei. Raccontaci del suo percorso, non solo creativo ma anche riguardo i tanti impegni sociali.
Antonietta: Salve Angela. Ti ringrazio tantissimo, sono davvero onorata di essere qui con te. Chi sono? Sono una donna che ha sempre creduto che l’impegno nel sociale e la cultura siano fondamentali nella vita dell’uomo.
Ho sempre amato leggere molto e, sin da piccolissima, mi è sempre piaciuto scrivere. Credo fermamente che la lettura renda l’uomo libero e che sia l’incontro con tante menti attraverso le quali si forma e si arricchisce il nostro pensiero critico. Mio padre avrebbe voluto che diventassi una biologa, mi ero anche iscritta all’università in Biologia, ma poi, dopo alcuni esami, ho cambiato rotta e ho seguito la mia vera passione per le lettere. Mi sono laureata brillantemente all’Università La Sapienza di Roma con una tesi in Storia del Cristianesimo sul Cardinale Guarino, vissuto sull’onda lunga tra fine Ottocento e inizio Novecento (un periodo difficilissimo per la storia della Chiesa e per gli avvenimenti relativi all’Unità d’Italia).
Avendo superato un concorso, ho iniziato ad insegnare in una scuola primaria. Pensavo di fare successivamente il passaggio alle scuole superiori, ma non l’ho mai fatto perché mi sono accorta di quanto sia complessa e cruciale la formazione dell’uomo dai 6 ai 10 anni, quindi ho scelto di restare nella scuola primaria. Insegno in una bellissima cittadina, Milazzo, nell’Istituto Comprensivo Secondo diretto da una bravissima Dirigente verso la quale nutro profonda stima e affetto: la Dott.ssa Alma Le Grottaglie.
In seguito mi sono specializzata in tecniche della scrittura, ho frequentato un corso di Alta Formazione di scrittura creativa ed un Master in giornalismo culturale. Sono sempre stata una persona curiosa, con una gran voglia di sperimentare e mettermi in gioco. Per otto anni sono stata socia della FIDAPA (una Federazione di Donne) e credo sia stato un periodo fondamentale di formazione e riflessione sul talento femminile e sul ruolo della donna nella società. Ho ricoperto il ruolo di Presidente di un Centro Studi storico-religioso per parecchi anni, e infine sono entrata a far parte dell’Accademia Tiberina (che vanta ben 212 anni di storia) come Accademica Ordinaria, ricevendo l’incarico di Direttrice del Dipartimento di Letteratura. L’Accademia è diretta brillantemente dal Dott. Franco Antonio Pinardi, col quale collaboro in grande sinergia, stima e rispetto reciproco.
Scrivo e pubblico poesie e racconti per ragazzi, ma vorrei tanto trovare il tempo per continuare un romanzo che ho nel cassetto. L’incontro con Renato Ongania mi ha aperto nuove strade: sono Accademica di Wikipoesia, una piattaforma enciclopedica ideata da Ongania che raccoglie i poeti contemporanei, e sono inserita come Vicepresidente in Wikipace, dedicata al centenario della nascita di Danilo Dolci. Sempre da Ongania ho ricevuto la direzione de “La Cattedra delle Donne”, nata per difendere e sostenere tutte le donne. Infine, sono Presidente del Premio Letterario G. Belli – F. Lami dell’Accademia Tiberina, quest’anno dedicato proprio a Danilo Dolci e alla stesura di un Manifesto del Nuovo Umanesimo.
A. Kosta: Lei è Direttrice de “La Cattedra Delle Donne”, che ha una grandissima visibilità globale. Parlaci di più… Qual è il “tronco essenziale” di questa unione, formata non solo da donne intellettuali ma anche da uomini esperti in vari settori?
Antonietta: La Cattedra delle Donne è un progetto educativo di rilievo nazionale nato per opporre alla sotto-cultura dominante (purtroppo ancora troppo spostata verso una visione maschilista) delle urgenti istanze di riforma etico-socio-culturali. L’obiettivo è produrre un modello di convivenza civile basato sull’armonia del rapporto uomo-donna e sull’equità, sostanziato nella sua essenza dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dalle Nazioni Unite nel 1948. Pochi giorni fa, proprio l’11 ottobre, abbiamo ricevuto la splendida notizia dell’autorizzazione da UNWOMEN ad utilizzare il logo ufficiale della Campagna “Generation Equality”. Quindi, tutte le iniziative patrocinate dalla Cattedra delle Donne potranno utilizzare il logo ONU combinato al nostro. Inoltre, grazie al mio ruolo, la Cattedra è patrocinata anche dall’Accademia Tiberina, da Wikipace e Wikipoesia. Fanno parte della Cattedra non solo donne di immenso talento, ma anche uomini illuminati che si battono strenuamente per il rispetto e la non violenza sulle donne, difendendone il valore e la crescita culturale e sociale.
A. Kosta: Lei insegna anche. Come riesce a conciliare il suo tempo tra l’intensa vita sociale e quella lavorativa quotidiana?
Antonietta: Me lo chiedono in molti! Credo che l’amore e la passione viscerale per quello in cui credo cancellino letteralmente la fatica delle ferie mai fatte e delle ore di sonno perse. Riesco a fare tutto cercando semplicemente di dare sempre il meglio di me stessa. Un grandissimo deterrente contro la stanchezza è il mio infinito entusiasmo per la vita.
A. Kosta: Quanti libri ha pubblicato e qual è il tema principale che tratta?
Antonietta: Ho pubblicato tantissimi incipit per ragazzi di cui ho curato i testi, un albo illustrato edito dalla Curcio, quattro sillogi di poesia e numerose liriche inserite in antologie italiane e straniere (oltre che in importanti cataloghi d’arte). Sto per pubblicare una nuova silloge e un altro libro per ragazzi. Ho pubblicato un saggio su un cardinale e ho collaborato alla stesura di altri saggi, tra cui uno sulla scrittura edito dalla Erikson, uno su Alessandro Manzoni (edito da Solfanelli) e uno su Eleonora Duse (sempre Solfanelli).
A. Kosta: Quali sono i premi più prestigiosi che ha ricevuto durante il suo percorso creativo?
Antonietta: Ho ricevuto tantissimi riconoscimenti in Italia e all’estero. Ne cito solo alcuni a cui tengo molto: il Premio Canaletto, il Premio Margherita Hack, il Premio Modigliani e il Premio Menotti per la mia silloge “Il vento scompiglia i pensieri” edito da Armando Siciliano. Infine, proprio pochi giorni fa, mi è stato assegnato un premio speciale che dedico con il cuore a tutte le donne dell’Associazione Amici di… Versi, presieduta da Daniela Cococcia.
A. Kosta: Siamo vicini al 25 novembre (Giornata internazionale contro la violenza sulle donne)… Cosa vorrebbe fare di più, oltre a ciò che già sta facendo, per arginare l’ego maschile tossico?
Antonietta: Vorrei poter annullare definitivamente quel fastidioso pregiudizio sociale che c’è verso le donne che hanno sia talento intellettuale che un bell’aspetto. Una donna talentuosa si deve guadagnare con estrema fatica il suo “posto in prima fila”, faticando molto più di un uomo. Ecco, vorrei che la fatica fosse davvero pari, e che l’uomo imparasse ad avere profondo rispetto verso le innumerevoli qualità della donna. Vorrei inoltre che il valore inestimabile della vita delle donne fosse finalmente compreso da tutti quegli uomini che uccidono le proprie compagne, e che la nostra società educasse i bambini, sin da piccolissimi, al totale rispetto per la parità di genere.
A. Kosta: Qual è la gemma segreta che nutre la sua musa ispiratrice?
Antonietta: Oh, bellissima domanda! Vivo in un’isola che è tra le più belle del mondo, la mia amatissima Sicilia… Mi basta semplicemente guardarmi intorno, osservare la sua natura e i suoi paesaggi, per trovare immediatamente l’ispirazione.
A. Kosta: Conosce la nostra patria, l’Albania, e i nostri letterati? Le piacerebbe venire a visitarla?
Antonietta: Non sono mai stata in Albania, ma mi piacerebbe tantissimo visitarla! Durante il duro periodo del Covid ho realizzato delle interviste per un’agenzia letteraria romana (TraLeRighe) e ho avuto il piacere di intervistare l’amico Arjan Kallço, verso il quale nutro grande stima e affetto. Prometto di venire a trovarvi, l’ho promesso anche a lui. Devo solo trovare il tempo materiale per farlo!
A. Kosta: Cosa pensa della letteratura di oggi, degli autori emergenti e dell’Intelligenza Artificiale che ormai si insinua nella creatività?
Antonietta: L’intelligenza artificiale si chiama così perché, in fondo, è creata dall’uomo. E spero vivamente che l’uomo impari a farne un buon uso, etico, senza mai smarrire l’anima. Leggo moltissimi autori contemporanei e vi assicuro che ce ne sono alcuni veramente bravissimi. La letteratura oggi, così come la poesia, ha un ruolo cruciale per l’umanità: quello di continuare a farci riflettere, di emozionarci profondamente, ma anche di fungere da solido ponte di pace in questo complesso momento storico, purtroppo segnato da guerre e tensioni sia a nord che a sud del mondo.
A. Kosta: Quali sono i suoi sogni nel cassetto? Pensa di poterli realizzare in futuro?
Antonietta: Di sogni ne ho davvero parecchi… Ma uno in particolare mi sta a cuore: sarebbe quello di trovare il tempo per scrivere un libro autobiografico e, soprattutto, un grande romanzo interamente dedicato alla forza delle donne.
(Intervista a cura di Angela Kosta – Capo Ufficio Stampa della Cattedra delle Donne e Accademia Tiberina)