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Oltre il business del dolore: a Castiglione Messer Marino sbarca il thriller spietato che svela i segreti oscuri del “caro estinto”

Il cinismo spietato delle pompe funebri, la corruzione nelle RSA, e una caccia all’assassino sulla costa abruzzese! Sabato a Castiglione Messer Marino Lina Colacillo presenta “Il mare non porta fiori”, un thriller-pugno nello stomaco che vi lascerà senza fiato. 📚 🌊 🔪

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Lina Colacillo

Castiglione Messer Marino – Ci sono, per nostra fortuna, pomeriggi d’estate in cui, all’ombra rassicurante e silenziosa dei nostri antichi borghi, la cultura decide di smettere i panni leggeri dell’intrattenimento da ombrellone per indossare quelli decisamente più crudi e affilati della riflessione profonda. È esattamente ciò che accadrà sabato 8 agosto 2026, a partire dalle ore 17:15, nel cuore di Castiglione Messer Marino. La suggestiva Piazza della Repubblica si trasformerà, infatti, per qualche ora in un vero e proprio palcoscenico per esplorare senza filtri i lati più oscuri, cupi e taciuti dell’animo umano. L’occasione è di quelle assolutamente imperdibili per gli amanti della buona lettura: la presentazione ufficiale dell’ultimo, attesissimo romanzo di Lina Colacillo, intitolato “Il mare non porta fiori” (pubblicato dalla combattiva casa editrice pescarese Drakon edizioni). Vi avvertiamo subito, non si tratta affatto di un semplice libro giallo da scorrere distrattamente tra un bagno e l’altro, ma di un autentico, poderoso pugno nello stomaco che squarcia con coraggio il velo d’ipocrisia su uno dei tabù più grandi e inconfessabili della nostra società moderna: lo spietato, milionario e gelido business della morte e del dolore.

Una Pescara a tinte noir: quando la morte si trasforma in un cinico giro d’affari

La cruda trama del romanzo ci trascina violentemente per i capelli in una Pescara del tutto inedita e oscura, ambientata nel recentissimo 2024. Dimenticate per un attimo la placida e assolata costa adriatica, i bagnanti sorridenti e la spensieratezza estiva tipica delle cartoline turistiche. Tra le sapienti pagine della Colacillo, la bella città dannunziana diventa il teatro silenzioso di una vera e propria guerra sotterranea e spietata. Il campo di battaglia non sono, come di consueto, le strade buie della malavita organizzata, ma i corridoi freddi, bianchi e asettici degli ospedali, degli obitori cittadini e delle RSA (le Residenze Sanitarie Assistenziali in cui riposano i nostri anziani). L’autrice accende un faro accecante e doloroso sul cinismo disumano di certe onoranze funebri, figure disposte a corrompere vilmente infermieri e personale sanitario pur di accaparrarsi, proprio come degli avvoltoi sulla preda, le salme dei defunti prima degli altri. In questo tetro microcosmo fatto esclusivamente di avidità materiale e totale mancanza di pietà, esplode improvvisamente un caso eclatante: il cadavere di Donatantonio Mammarella, potentissimo e incontrastato titolare dell’impresa funebre “L’Omaggio Meritato”, viene ritrovato orribilmente e simbolicamente mutilato. È la miccia che innesca la bomba. Un omicidio efferato e spaventoso che porta inevitabilmente allo scoperto un intero mondo senza scrupoli, dove la sete inestinguibile di profitto calpesta senza rimorsi il sacro dolore delle famiglie. E, drammaticamente, sarà solo il primo di una lunga e inarrestabile scia di sangue innocente e colpevole.

Il cuore intimamente diviso di Lina Colacillo: due grandi anime tra l’Abruzzo e Torino

A firmare e guidare questa coraggiosa, quasi infernale discesa negli abissi della cupidigia umana è Lina Colacillo, una scrittrice talentuosa dal cuore inevitabilmente e poeticamente diviso a metà. Abruzzese verace per nascita e origini, ma orgogliosamente torinese d’adozione per le dure scelte imposte dalla vita, l’autrice riesce magistralmente a fondere queste due grandi anime nella sua scrittura. C’è il calore viscerale, la passionalità sanguigna e la ruvidità sincera della terra d’Abruzzo, intimamente uniti al rigore metodico e all’analisi fredda, matematica e lucida tipica della città della Mole. È proprio su questo asse geografico ed emotivo che si dipanano inesorabili le vicende del romanzo, creando di fatto un solido ponte letterario che unisce mirabilmente Nord e Sud, ma soprattutto che scava come un bisturi nelle paure ataviche e nelle umane meschinità che accomunano tutti noi, indipendentemente dalla latitudine a cui nasciamo.

Filomena D’Addario: una PM autentica e vera, in bilico tra l’amore per il mare, il tango e la solitudine

Ma il vero, insuperabile capolavoro emotivo del romanzo è rappresentato dalla sua indimenticabile protagonista: Filomena D’Addario, Pubblico Ministero d’assalto in forza alla Procura della Repubblica di Pescara. Lina Colacillo non ci consegna per fortuna l’ennesima eroina di plastica, stereotipata o invincibile a cui la TV ci ha tristemente abituati, ma ci regala una donna tremendamente vera, fatta di carne, incertezze, dubbi lancinanti e profonde malinconie serali. Aiutata dalla sua fedelissima squadra di inquirenti, Filomena si addentra in un’indagine ingarbugliatissima in cui l’avidità moderna, cieca e feroce, si scontra violentemente con i codici d’onore antichi. Ma è quando si toglie la toga e varca la soglia di casa che il PM svela la sua anima più fragile, intima e bellissima. Per non impazzire letteralmente di fronte a tanto cinismo e a tanta quotidiana crudeltà umana, Filomena cerca disperatamente rifugio e ossigeno nel respiro del mare, concedendosi lunghissime e solitarie passeggiate sulla spiaggia in compagnia dell’inseparabile e amata cagnolina Lady. E, soprattutto, la protagonista scarica l’enorme tensione accumulata ricercando l’equilibrio interiore attraverso le passionali e struggenti lezioni di tango argentino. È proprio tra i macabri rilievi di un’indagine autoptica e i ritmi serrati di un passo di danza che la protagonista (e, tenuto per mano, anche il lettore) troverà finalmente il modo di districare l’intricata matassa, arrivando a una verità inaspettata e, soprattutto, a una riflessione dolente e universale sulla brevità, sulla poesia e sulla fragilità inestimabile dell’esistenza umana.

Un incontro a cuore aperto e senza filtri in piazza: quando un libro diventa dialogo umano

L’appuntamento culturale di sabato a Castiglione Messer Marino, rigorosamente a ingresso libero per favorire la massima partecipazione popolare, non sarà dunque la classica, fredda e ingessata vetrina promozionale editoriale. Si tratterà, al contrario, di un vero e proprio incontro a cuore aperto, un’occasione rarissima e preziosa in cui la comunità locale e i semplici curiosi avranno l’immenso privilegio di poter dialogare direttamente, guardandosi occhi negli occhi, con Lina Colacillo. Sarà un momento intenso per esplorare insieme i complessi retroscena creativi dell’opera, ma soprattutto per confrontarsi liberamente su un tema che, prima o poi, tocca brutalmente e inesorabilmente le vite e gli affetti di tutti noi: l’impatto con la morte, il sacrosanto rispetto per chi se n’è andato e il bisogno viscerale di difendere il dolore dei parenti dai predatori sociali.

Molto oltre il semplice brivido: uno specchio in cui guardare con coraggio le nostre stesse fragilità

“Il mare non porta fiori” è, in definitiva e senza timore di smentita, molto più di un thriller mozzafiato, adrenalinico o di un poliziesco sapientemente costruito. È uno specchio spietato e lucidissimo in cui guardare dritto in faccia le peggiori brutture della nostra società contemporanea, ma è anche e soprattutto un coraggioso invito alla speranza. Attraverso gli occhi disincantati e i malinconici passi di tango della PM Filomena D’Addario, l’autrice ci insegna che, perfino nei mondi più inquinati, corrotti e oscuri del malaffare, esiste sempre uno spiraglio di luce e una via della giustizia da inseguire con caparbietà. Non mancate sabato a Castiglione Messer Marino: scoprirete sulla vostra pelle che certe pagine ben scritte sanno ancora lasciare un segno indelebile sull’anima.

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A piedi da Mantova ad Assisi: 8 donne in marcia per 376 km nel nome di San Francesco e della libertà. Nasce il “Cammino 888”

Preparate gli scarponcini, sta per nascere un nuovo, meraviglioso e imperdibile percorso! 🥾 🎒 Dal 17 al 26 agosto 2026 prenderà il via il “Cammino 888”: un viaggio a piedi di 376 CHILOMETRI che collegherà il Santuario di Grazie di Curtatone (Mantova) alla Basilica di San Francesco d’Assisi! L’impresa sarà compiuta da 8 coraggiose donne artiste (attrici, cantanti e musiciste) per celebrare un duplice anniversario: gli 800 anni dalla morte di San Francesco e gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia! Il percorso attraverserà 4 regioni (Lombardia, Emilia, Toscana e Umbria) ed è aperto a tutti: chiunque potrà unirsi a loro per un tratto di strada per riscoprire la natura, la pace e la bellezza dell’ascolto. Scopri tutte le tappe (da Gubbio alla Verna) e chi sono le otto eroine protagoniste nel nostro articolo! Tu saresti pronto a camminare con loro? 👇 🌲

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888- Le donne cantano

Grazie di Curtatone (Mantova) / Assisi (Perugia) – Viviamo in un’epoca dominata dal rumore assordante, dalla velocità che divora i paesaggi e dalla frammentazione cronica dei rapporti umani. In questo scenario così arido, decidere di fermarsi, allacciare le scarpe da trekking e mettersi semplicemente in cammino rappresenta forse il più potente e rivoluzionario atto di ribellione pacifica. Ed è proprio con questo spirito meraviglioso che, dal 17 al 26 agosto 2026, prenderà vita “888 – Le donne cantano San Francesco. Un percorso di voci, pace e libertà”. Non un semplice trekking estivo, ma una vera e propria epopea artistica e spirituale lunga 376 chilometri, che unirà idealmente (e fisicamente) il Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Curtatone (Mantova) alla mistica Basilica di San Francesco d’Assisi.

“888”: la magia di un numero tra la fede francescana e i diritti delle donne

Il filo conduttore che cuce insieme l’intera iniziativa è il numero 8. Una cifra che non è stata scelta a caso, ma che racchiude in sé un triplice, potentissimo significato. Innanzitutto, l’8 è il simbolo matematico dell’infinito, della rigenerazione e della continuità. Ma soprattutto, celebra due ricorrenze storiche fondamentali per l’Italia: gli 800 anni dalla morte del Poverello d’Assisi (1226-2026) e gli 80 anni dal primo storico voto delle donne italiane (1946-2026).

Esattamente come San Francesco riconobbe in Santa Chiara una pari e insostituibile compagna di fede, il progetto (promosso dalla Città di Curtatone in collaborazione con l’ANPI) vuole valorizzare il ruolo cruciale delle donne come custodi e trasmettitrici del patrimonio culturale, orale e spirituale delle nostre comunità. Otto donne, artiste dai talenti multiformi, diventeranno così le ambasciatrici fisiche di questo messaggio di pace.

Arte e devozione: l’avvio del cammino sotto lo sguardo dei Madonnari

Il seme di questo viaggio non poteva che germogliare a Grazie di Curtatone, un borgo suggestivo dove ogni Ferragosto l’arte popolare si fonde con la devozione più autentica in occasione del celebre Incontro Nazionale dei Madonnari. Ed è proprio qui, sul sagrato del Santuario colorato dai gessetti degli artisti, che il progetto prenderà il via. Giovedì 14 agosto, alle ore 19:00, le otto protagoniste presenteranno in anteprima assoluta la performance “Cantica”: un’opera polivocale originalissima, costruita come un trittico tra sacro e profano, che accompagnerà, come una colonna sonora itinerante, le viandanti alla fine di ogni giornata di marcia, creando un momento di condivisione intima con le comunità locali attraversate.

Quattro regioni, 11 città: un percorso aperto a tutti

L’itinerario fisico del Cammino 888 è un viaggio nel cuore pulsante e storico della penisola italiana. Dopo la partenza ufficiale del 17 agosto da Curtatone, il gruppo attraverserà quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana e Umbria). Le tappe toccheranno luoghi carichi di significato storico e mistico: da San Benedetto Po (nel segno di Matilde di Canossa) a Mirandola (patria di Giovanni Pico); da San Giovanni in Persiceto agli Appennini bolognesi di San Benedetto Val di Sambro. Il viaggio svalicherà poi nel Mugello (San Piero a Sieve) e nel Casentino (Pratovecchio Stia), per poi salire al sacro monte delle stimmate a Chiusi della Verna (23 agosto). Gli ultimi tre giorni vedranno l’ingresso in Umbria, toccando Città di Castello, Gubbio (la città della leggendaria pace col lupo) per concludersi trionfalmente ad Assisi il 26 agosto.

La bellezza di questa iniziativa risiede nella sua totale inclusività. Il Cammino 888 non è una marcia privata: cittadini, associazioni, turisti e semplici viandanti sono invitati a unirsi alle otto camminatrici anche solo per un breve tratto di strada, per condividere la fatica, la gioia e il potere terapeutico dell’ascolto reciproco.

Chi sono le otto artiste in cammino verso Assisi

Le vere eroine di questa impresa sono otto donne, legate dalla passione comune per la musica, il teatro, la danza e le tradizioni orali. Si alterneranno in una staffetta fisica e vocale lungo i 376 chilometri. Loro sono: Marta Mazzocchi (musicista e madonnara milanese), Asmara Bassetti (appassionata narratrice di territori dalla Calabria), Giulia Dabalà (cantautrice svizzera), Margherita Frau e Viola Marielli (entrambe attrici sarde e studiose del canto tradizionale), Elisa Guarraggi (cantante alessandrina e ricercatrice vocale), Sonja Kieser (antropologa della musica viennese) e Sara Ubbiali (danzatrice bergamasca). Otto donne, otto anime, migliaia di passi: per dimostrare che, camminando insieme, si può ancora cambiare il mondo.

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Festival Rêverie 2026: il sogno cresce, la rotta resta la stessa

L’evento presenta una crescita non soltanto quantitativa, ma soprattutto progettuale e partecipativa. Nato nel 2024 con circa 800 partecipanti, il festival ha raggiunto quasi 1.500 presenze nel 2025 e mantiene la scelta di essere gratuito, accessibile e indipendente.

Al centro resta la musica, con una line-up 2026 composta da Atarde, Baltimora, Merli Armisa, NoRoleModels, Rares e Scar. Generi e percorsi differenti – dal cantautorato al pop, dall’elettronica alla dance – convivono in un programma che punta a valorizzare artisti emergenti e progetti capaci di sperimentare e proporre nuovi linguaggi, senza seguire una tendenza dominante.

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Festival Rêverie 2026

Il prossimo 16 agosto, alle ore 21, a Giulianova torna in Piazza del Mare il festival dei sogni e della libertà. Una terza edizione che amplia il programma musicale e sperimenta nuovi modi di costruire un festival insieme al territorio.

Giulianova – L’evento presenta una crescita non soltanto quantitativa, ma soprattutto progettuale e partecipativa. Nato nel 2024 con circa 800 partecipanti, il festival ha raggiunto quasi 1.500 presenze nel 2025 e mantiene la scelta di essere gratuito, accessibile e indipendente.

Al centro resta la musica, con una line-up 2026 composta da Atarde, Baltimora, Merli Armisa, NoRoleModels, Rares e Scar. Generi e percorsi differenti – dal cantautorato al pop, dall’elettronica alla dance – convivono in un programma che punta a valorizzare artisti emergenti e progetti capaci di sperimentare e proporre nuovi linguaggi, senza seguire una tendenza dominante.

La principale novità dell’edizione 2026 riguarda però il rapporto con il territorio. Dal 6 al 9 agosto, Rêverie ha organizzato un workshop di autocostruzione scenografica, trasformando i giorni precedenti al festival in un vero cantiere creativo aperto alla partecipazione. Oltre 40 persone provenienti da tutta la regione hanno collaborato alla realizzazione degli elementi scenografici, insieme a imprese e realtà locali. Il progetto, ispirato alle forme e ai colori del territorio, utilizza anche materiali recuperati e provenienti da precedenti lavorazioni nei settori edile, navale, dell’arredamento, dell’illuminotecnica e delle scenografie cinematografiche.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Festival, Studio di architettura MIRA e il visual artist Andrea Di Febo, con la partecipazione di Sintesi Studio e Galleria d’Arte, che ha realizzato una versione tridimensionale del logo, e di numerose realtà produttive del territorio: Ludovico Piccone Piano Lab, LAS Mobili, VEMAFER, MetalWay, STEELBOX, Di Lazzaro Casa, Macari Furniture, Forum Atelier, Vedo Illuminazione e Circolo Ippico Giuliese.

Il workshop ha avuto anche un momento di socialità con una festa riservata ai partecipanti, durante la quale sono stati utilizzati alcuni prototipi della scenografia e si sono esibiti giovani artisti come Silla ed Elio Garrello da Roma, Alma da Torino ed Elica da Livorno, quattro progetti che rappresentano quella nuova generazione di artisti che Rêverie continua a osservare, sostenere e mettere in relazione. L’incontro ha favorito la nascita di una comunità temporanea unita dalla volontà di costruire e condividere.

La filosofia di Rêverie è quindi quella di non limitarsi a portare un evento nel territorio, ma coinvolgerlo e restituirgli qualcosa, creando connessioni tra artisti, pubblico, imprese, volontari e nuove generazioni creative. Il nome richiama il sogno e l’immaginazione, ma anche l’idea di incontro tra persone provenienti da mondi diversi.

Il 16 agosto, musica e festa saranno il momento conclusivo di un percorso fatto di lavoro, creatività, materiali recuperati e collaborazione. Rêverie cresce così, non cambiando rotta, ma imparando a navigare più lontano.

L’ingresso è gratuito, ma con la possibilità di un contributo volontario.

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La notte magica dove la parola si fa musica e il suono diventa anima: il Maestro Paolo Cavallone incanta Campo di Giove con il suo viaggio sensoriale

Una notte indimenticabile sotto le stelle d’Abruzzo dove la poesia incontra la magia del pianoforte! 🎹 Giovedì 20 agosto a Campo di Giove, lo straordinario compositore Paolo Cavallone vi aspetta nel cortile di Palazzo Nanni per l’anteprima del suo viaggio sensoriale “Suoni ulteriori”. ✨ Un’occasione unica per vivere da vicino la grande musica internazionale e farsi cullare dalle emozioni più pure dell’anima. Un evento imperdibile e gratuito! ❤️ Leggi qui per scoprire tutti i dettagli di questa serata magica! 👇

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Paolo Cavallone Photo C Trung-Hieu DO 2022

Roma – Ci sono artisti capaci di squarciare il velo della quotidianità per condurre l’ascoltatore in una dimensione in cui i confini tra le arti svaniscono, lasciando spazio alla purezza dell’emozione. Giovedì 20 agosto, alle ore 21:30, il cuore antico di Campo di Giove, in provincia dell’Aquila, si trasformerà nel custode di un segreto di rara bellezza. Il cortile dello storico Palazzo Nanni farà da cornice a una serata straordinaria che vedrà come protagonista assoluto il compositore Paolo Cavallone, una delle menti creative più luminose, profonde e celebrate del panorama musicale contemporaneo internazionale. Sarà un incontro-spettacolo unico, un abbraccio intimo tra musica, poesia e ricerca estetica che promette di far vibrare le corde più profonde dell’anima di chiunque deciderà di partecipare.

L’evento, fortemente voluto dal sindaco di Campo di Giove Michele Di Gesualdo e organizzato con passione dalla Pro Loco locale, non è semplicemente un concerto né una classica presentazione letteraria. Si tratta di un vero e proprio viaggio nei meandri della creazione artistica. Il Maestro Cavallone, in un dialogo coinvolgente e sincero con la giornalista Chiara Buccini, racconterà al pubblico la genesi del suo percorso, svelando i legami invisibili ma indissolubili che uniscono il suo volume di poesie “Suoni ulteriori”, edito da Santelli, al suo nuovissimo e atteso progetto discografico intitolato “Miroirs d’esquisses”. Sarà l’occasione per esplorare da vicino quel territorio di confine in cui la parola scritta evoca un suono e la composizione musicale si fa narrazione universale.

La “poesica” sul palcoscenico: quando il pianoforte si fa racconto

A rendere la serata indimenticabile sarà il momento della musica dal vivo. Il Maestro Cavallone siederà al pianoforte, trasformando le sue riflessioni in materia sonora ed eseguendo brani capaci di incantare le platee di tutto il mondo. Tra le esecuzioni più attese della serata, spicca senza dubbio “Il Tango di Gabriel”, una composizione intrisa di pathos e sensualità tratta dalle musiche di scena della sua opera teatrale “Il D’Annunzio Segreto”, presentata in anteprima nazionale con clamoroso successo lo scorso 4 maggio a Pescara. Davanti a quel pianoforte, il pubblico potrà toccare con mano il concetto di “poesica”, termine coniato appositamente dal celebre musicologo Renzo Cresti per definire quella totale e miracolosa fusione tra il verso poetico e la nota musicale che caratterizza lo stile unico di Cavallone.

Questo appuntamento riveste un significato emotivo profondo per lo stesso compositore. In veste di Ambasciatore d’Abruzzo nel Mondo, Cavallone ha infatti scelto quattro luoghi simbolo della sua terra natale per svelare le sue nuove gemme artistiche, desiderando dare vita a un percorso di valorizzazione culturale che parta proprio dal cuore della regione. Campo di Giove avrà l’onore e il privilegio di essere la primissima tappa di questo cammino sentimentale e sonoro, un omaggio d’amore filiale alle proprie radici prima che la sua musica riprenda a viaggiare oltre i confini nazionali.

Un ponte di note e cultura che unisce l’Abruzzo alla Francia

Paolo Cavallone, attualmente stimato docente di Composizione al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, vanta una carriera costellata di riconoscimenti internazionali e collaborazioni con enti e solisti del calibro della Siemens Foundation, dell’Orchestre National de Bretagne e del leggendario flautista Roberto Fabbriciani, che ha prestato la sua arte proprio per l’ultimo album “Miroirs d’esquisses” edito da Da Vinci Classics. Il suo rivoluzionario concetto di “possibilità” applicato alla composizione ha cambiato le regole del dibattito estetico contemporaneo, rendendolo una delle voci più autorevoli e ascoltate della nostra epoca.

Subito dopo l’abbraccio con il pubblico abruzzese, il viaggio di Cavallone proseguirà verso la Francia. Il prossimo 26 settembre, nell’ambito del prestigioso festival Les Musicales de Quiberon, verrà eseguito in prima mondiale il suo nuovo Trio d’archi “D’après Fauré”, commissionato da Pascal Gallois e interpretato dal Trio della Serenissima. Questo ambizioso progetto sancisce anche la nascita di una storica collaborazione culturale tra il Conservatorio Mozart di Parigi, il festival francese e lo stesso Conservatorio di Venezia. Un ponte di bellezza nato sotto la guida del Maestro Roberto Gottipavero e oggi portato avanti con orgoglio dalla nuova direttrice Chiara Staibano, che dimostra come l’arte abruzzese sappia farsi linguaggio universale capace di unire l’Europa intera.

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