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Cronaca

MALTEMPO A ROMA: BOMBA D’ACQUA E TROMBA D’ARIA METTONO IN GINOCCHIO LA CAPITALE

Roma flagellata dal maltempo: una tempesta improvvisa ha causato allagamenti e danni in diversi quartieri. Vigili del fuoco al lavoro per alberi pericolanti e black-out semaforici.
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Redazione-  Una violenta perturbazione si è abbattuta su Roma dalle prime ore di questa mattina, 3 giugno, provocando allagamenti, danni strutturali e paralisi del traffico in diversi quadranti della città. Il fenomeno meteorologico, che ha assunto le caratteristiche di una bomba d’acqua accompagnata da una forte tromba d’aria, ha colpito con particolare intensità le zone di Conca d’Oro, Prati Fiscali e Acqua Acetosa, dove il vento ha sradicato alberi e divelto gazebo, causando interruzioni anche alla viabilità principale.
La situazione più critica si è registrata lungo la Tangenziale, nel tratto in salita da via dei Campi Sportivi, dove gli allagamenti hanno reso necessaria la chiusura precauzionale del manto stradale. All’Acqua Acetosa, la caduta di un albero su un esercizio commerciale ha testimoniato la violenza delle raffiche, che hanno abbattuto recinzioni e segnaletica in diverse aree del versante nord-orientale della città.
I disagi alla circolazione non hanno risparmiato il centro e le zone limitrofe: da Ponte Milvio al Lungotevere, numerosi semafori sono finiti fuori uso a causa del maltempo, complicando ulteriormente la gestione del traffico urbano in una mattinata già segnata dai rallentamenti. Il comando dei vigili del fuoco di Roma ha segnalato oltre quaranta interventi in coda, concentrati soprattutto sulla messa in sicurezza di alberi e rami pericolanti spinti dalle raffiche di vento. I quartieri maggiormente sollecitati dalle segnalazioni dei cittadini sono stati Prati, Talenti, Montesacro e Conca d’Oro. Fortunatamente, nonostante la portata dei danni alle infrastrutture, al momento non si registrano feriti o necessità di soccorso a persone.
La Protezione Civile continua a monitorare l’evoluzione del fronte perturbato, che non sta interessando solo la capitale. L’allerta meteo è stata estesa a macchia d’olio su gran parte del territorio nazionale. Al Centro-Sud, in città come Napoli, le autorità hanno disposto la chiusura precauzionale di parchi e spiagge per prevenire pericoli legati alle condizioni meteo avverse. Anche il Nord Italia è sotto osservazione: a Milano, le amministrazioni locali hanno diramato avvisi alla cittadinanza, invitando alla massima prudenza in prossimità di corsi d’acqua e sottopassi, aree statisticamente più soggette ad allagamenti in caso di precipitazioni intense.
A Roma, per le prossime ore, l’attenzione rimane alta. Le squadre di soccorso sono al lavoro per ripristinare la viabilità nelle zone più colpite e per liberare le carreggiate dai detriti. I cittadini sono invitati a limitare gli spostamenti non necessari nelle aree dove è ancora in corso la rimozione degli alberi caduti e dove la segnaletica stradale non risulta ancora pienamente ripristinata. L’ondata di maltempo, prevista in attenuazione nelle prossime ore, lascia dietro di sé una scia di contatti interrotti e una città che, ancora una volta, deve fare i conti con la fragilità del proprio tessuto urbano di fronte a fenomeni climatici estremi sempre più frequenti.

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Cronaca

STRAGE DI LUPI NEL PARCO D’ABRUZZO, LA PROCURA DI SULMONA IDENTIFICA IL VELENO: SI INDAGA SUL BUSINESS DEI CONTRIBUTI UE

Svolta nelle indagini sulla strage di lupi nel Parco d’Abruzzo: identificata la sostanza tossica killer. La Procura di Sulmona indaga sul movente economico legato ai contributi agricoli UE.
#ParcoAbruzzo #LupoAppenninico #CronacaAbruzzo #Bracconaggio

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Redazione-  La Procura della Repubblica di Sulmona ha impresso una decisa accelerazione alle indagini sulla morte di oltre ventitré lupi appenninici, volpi e poiane, rinvenuti senza vita tra la metà e la fine di aprile nel territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e in diverse aree della Marsica. Il procuratore capo Luciano D’Angelo, che coordina l’inchiesta, sta concentrando gli sforzi sull’individuazione dei responsabili di questo grave episodio di bracconaggio, che ha colpito duramente la biodiversità di una delle aree protette più antiche d’Italia. Gli accertamenti scientifici hanno confermato il sospetto iniziale: gli animali sono stati uccisi da esche contaminate con un unico, specifico composto chimico.

I risultati delle analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, insieme al Centro di Medicina Forense Veterinaria di Grosseto, hanno fornito una prova tecnica considerata determinante. La sostanza tossica individuata appartiene alla categoria dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura. L’uniformità del veleno impiegato per tutti gli esemplari suggerisce una regia comune o l’utilizzo di un’unica fonte di approvvigionamento per confezionare i bocconi mortali.

La natura del prodotto chimico rappresenta il punto di svolta per l’attività investigativa. Questa tipologia di sostanze non è di libera vendita: l’acquisto è consentito esclusivamente ad aziende agricole registrate in appositi elenchi regionali. Ogni transazione deve essere tracciata e associata a un nominativo, lasciando un’impronta documentale che i magistrati stanno ora setacciando. Per restringere il campo dei sospettati e comprendere meglio la diffusione di tali prodotti sul territorio, la Procura ha convocato Dino Rossi, presidente del Cospa (Comitato agricoltori e allevatori d’Abruzzo). L’esperto è stato ascoltato con l’obiettivo di mappare le colture locali che richiedono l’uso di quel determinato fitofarmaco, fornendo così agli inquirenti una lista di potenziali utilizzatori compatibili con l’area geografica della strage.

Oltre all’aspetto tossicologico, l’indagine sta scavando nel contesto economico che potrebbe aver innescato una simile reazione contro la fauna selvatica. Il movente principale al vaglio degli inquirenti non sarebbe legato semplicemente ai danni da predazione, ma a una complessa dinamica di interessi finanziari legati ai contributi europei per l’agricoltura. L’attenzione è rivolta in particolare alla decisione dell’Ente Parco di affittare circa ventimila ettari di terreno, una manovra che ha sottratto vaste aree alla disponibilità di soggetti privati.

Secondo l’ipotesi investigativa, l’esclusione dai finanziamenti comunitari (PAC) derivante dalla gestione di questi terreni potrebbe aver generato forti risentimenti in alcuni operatori del settore. La scomparsa dei lupi e degli altri predatori, in questa prospettiva, potrebbe essere il segnale di un conflitto sociale ed economico più profondo, dove la fauna selvatica diventa il bersaglio indiretto di ritorsioni legate alla gestione dei pascoli e dei sussidi.

L’attività degli inquirenti prosegue ora con l’incrocio dei dati tra i registri d’acquisto dei fitofarmaci e i beneficiari dei contributi agricoli nelle zone colpite. L’obiettivo è chiudere il cerchio attorno ai responsabili di un disastro ambientale che ha scosso l’opinione pubblica e le istituzioni preposte alla tutela dell’ambiente.

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AVEZZANO, FOLLE INSEGUIMENTO NELLA NOTTE: CORRE CONTROMANO E NASCONDE UN PUGNALE, BLOCCATO 47ENNE

Inseguimento ad alta velocità nel centro di Avezzano: 47enne ubriaco e armato di pugnale corre contromano nella notte. Bloccato dai Carabinieri dopo aver tentato la fuga e opposto resistenza.
#Avezzano #Cronaca #Carabinieri #SicurezzaStradale

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Redazione-  Nella notte del 1° giugno, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Avezzano hanno tratto in arresto un cittadino straniero di 47 anni, accusato di resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi e guida in stato di alterazione. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende giudiziarie, è stato intercettato lungo via Garibaldi dopo una serie di manovre estremamente pericolose che hanno messo a rischio l’incolumità dei residenti nel cuore del centro cittadino. L’intervento è scaturito dalle segnalazioni di alcuni passanti, allarmati dalla velocità elevata del veicolo e dalla condotta di guida del conducente.
L’allerta è scattata intorno alle prime ore del mattino, quando diverse chiamate hanno segnalato la presenza di un’autovettura che procedeva a fari spenti tra le strade di Avezzano. Il conducente attraversava gli incroci a forte velocità e imboccava alcune vie contromano, ignorando la segnaletica e le basilari norme di sicurezza stradale. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile, impegnata nei consueti servizi di controllo del territorio, è riuscita a individuare il mezzo in via Garibaldi, dando immediatamente inizio alle procedure di stop.
Alla vista della “Gazzella” dell’Arma, l’uomo ha ignorato l’alt e ha premuto sull’acceleratore nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Ne è nato un inseguimento concitato che si è snodato per diversi minuti attraverso il reticolo urbano del capoluogo marsicano. Il fuggitivo ha continuato la sua corsa spericolata, percorrendo tratti contromano e mettendo in serio pericolo gli altri utenti della strada, nonostante l’ora tarda limitasse il traffico. La fuga è terminata bruscamente in via XX Settembre, dove i militari sono riusciti a chiudere ogni via d’uscita e a bloccare definitivamente l’autovettura.
L’operazione non si è conclusa senza tensioni. Una volta fermata la marcia, il 47enne ha provato a eludere l’identificazione scagliandosi contro i Carabinieri e colpendoli con spintoni nel tentativo di divincolarsi. L’atteggiamento aggressivo ha reso necessaria l’immobilizzazione forzata dell’individuo. La successiva perquisizione personale e del veicolo ha fatto emergere dettagli ancora più inquietanti: occultato all’interno dei pantaloni, l’uomo nascondeva un pugnale della lunghezza complessiva di circa 20 centimetri. L’arma bianca è stata immediatamente posta sotto sequestro penale.
I successivi accertamenti medici e tecnici hanno delineato un quadro clinico di grave alterazione. L’uomo è risultato positivo sia ai test alcolemici che a quelli per l’assunzione di sostanze stupefacenti, confermando lo stato di totale incapacità alla guida durante le fasi dell’inseguimento. Oltre all’arresto in flagranza per resistenza a pubblico ufficiale, il 47enne è stato quindi deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano per il porto abusivo dell’arma e per le violazioni degli articoli 186 e 187 del Codice della Strada, che puniscono rispettivamente la guida sotto l’influenza di alcol e droghe.
L’episodio sottolinea l’importanza della collaborazione tra cittadini e forze di polizia. La rapidità della segnalazione giunta al 112 ha permesso ai Carabinieri di intervenire tempestivamente, neutralizzando una situazione di rischio elevato prima che potessero verificarsi incidenti o investimenti. L’arrestato resta ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre proseguono i controlli dell’Arma per garantire la sicurezza stradale e il decoro urbano nelle aree centrali della città, spesso teatro di episodi legati alla “malamovida” e all’abuso di sostanze.

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AVEZZANO SOTTO SHOCK: TABACCAIO MUORE PER MALORE DOPO INTRUSIONE IN CASA

Una tragedia scuote Avezzano: il tabaccaio Antonio Libertini è morto per un malore improvviso dopo aver scoperto un’intrusione nella sua abitazione, non nella sua attività. La comunità si stringe nel dolore mentre le indagini continuano. #Avezzano #Cronaca #Tragedia #SicurezzaCittadina

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Redazione-  Antonio Libertini, 63 anni, un noto tabaccaio del capoluogo marsicano, è deceduto nella serata di ieri, 2 giugno, dopo aver accusato un improvviso malore di fronte alla sua abitazione in via Napoli, ad Avezzano. L’uomo sarebbe stato colto dall’indisposizione subito dopo aver scoperto un’intrusione e ingenti danni all’interno della sua casa, rientrando da un viaggio. Le prime e frammentarie ricostruzioni che parlavano di un assalto alla tabaccheria sono state smentite da un’analisi più approfondita degli eventi da parte degli inquirenti.

Contrariamente alle informazioni iniziali, che avevano generato apprensione e timore di fronte a un possibile atto criminale contro un’attività commerciale, l’episodio che ha portato al tragico decesso di Libertini non è collegato a un assalto alla sua tabaccheria. L’attività, situata nelle adiacenze dell’abitazione, è rimasta estranea ai fatti. La nuova e più accurata ricostruzione degli inquirenti focalizza l’attenzione su un’irruzione avvenuta esclusivamente all’interno della residenza privata dell’uomo, che ha lasciato evidenti segni del passaggio dei malviventi.

La giornata di ieri, festa della Repubblica, aveva visto Antonio Libertini fuori città. Il suo rientro è avvenuto intorno alle 21:30. Appena varcata la soglia di casa, si sarebbe trovato di fronte alla scena del raid, con danni e disordine che testimoniavano l’avvenuta intrusione. È stato a quel punto, di fronte all’amara scoperta dell’effrazione e dei danni subiti, che il sessantatreenne ha accusato il malore improvviso che non gli ha lasciato scampo.

La chiamata ai numeri di emergenza ha innescato una pronta risposta. Sul posto sono giunti rapidamente equipaggi della Polizia di Stato, dei Carabinieri e il personale sanitario del 118. La sinergia tra le forze dell’ordine e i soccorritori è stata immediata e determinante nei primi momenti: gli agenti, già presenti sul luogo, hanno iniziato tempestivamente le manovre di rianimazione con il massaggio cardiaco, un gesto che ha preceduto e affiancato l’intervento dei paramedici all’arrivo dell’ambulanza.

Nonostante tutti gli sforzi congiunti per strapparlo alla morte, le condizioni di Antonio Libertini erano già estremamente critiche. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Avezzano, i medici del pronto soccorso hanno tentato ogni procedura possibile per salvargli la vita, ma purtroppo ogni tentativo si è rivelato inutile. La notizia del suo decesso si è rapidamente diffusa nella comunità, gettando un velo di profonda tristezza sull’intera area.

La scomparsa improvvisa di Antonio Libertini ha scosso profondamente residenti e commercianti del capoluogo marsicano e dei centri limitrofi. Lo si ricorda come una figura stimata e conosciuta, punto di riferimento per molti cittadini che frequentavano la sua tabaccheria. In queste ore, i social network sono intrisi di messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia. La tragedia non ha colpito solo i suoi cari, ma ha generato un palpabile senso di angoscia e preoccupazione per la sicurezza pubblica, con molti che si interrogano sulle vulnerabilità delle abitazioni e sulla violenza di tali intrusioni, un timore purtroppo diffuso.

Su quanto accaduto, le forze dell’ordine hanno avviato indagini approfondite. Polizia e Carabinieri stanno raccogliendo ogni elemento utile, dalle testimonianze a eventuali tracce lasciate dai responsabili dell’intrusione, per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti e identificare chi si è introdotto nell’abitazione del tabaccaio. Si attendono ulteriori chiarimenti dagli accertamenti in corso, che mirano a far luce su ogni aspetto di questa drammatica vicenda.

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