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Cronaca

MIETITRICE COLPISCE UNA CUCCIOLATA DI LUPI A CASTELBELFORTE: SALVATO SOLO UN CUCCIOLO, PORTATO ALL’OSPEDALE VETERINARIO DI LODI

Una mietitrice ha travolto una cucciolata di lupi a Castelbelforte; solo un cucciolo è stato salvato e ora è in cure veterinarie a Lodi. #Lupi #Conservazione #Mantova #Biodiversità

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MIETITRICE COLPISCE UNA CUCCIOLATA DI LUPI A CASTELBELFORTE: SALVATO SOLO UN CUCCIOLO, PORTATO ALL’OSPEDALE VETERINARIO DI LODI

Redazione-  Nelle prime ore della mattina di ieri, una mietitrice ha travolto un gruppo di cuccioli di lupo nascosto tra le spighe di grano. Il tragico evento, avvenuto nei campi dell’azienda agricola della signora Maria Bianchi, ha lasciato un solo esemplare in vita, con ferite evidenti. L’operatore della mietitrice, accortosi dei decessi, ha subito allertato la titolare, che a sua volta ha contattato l’Ersaf Lombardia per le istruzioni da seguire. In risposta, il Comando della Polizia Provinciale di Mantova, guidato dal dirigente Cristiano Colli, è intervenuto rapidissimamente, prelevando il cucciolo e trasferendolo d’urgenza all’Ospedale Veterinario Universitario di Lodi, strutturata specializzata nella cura della fauna selvatica protetta.

L’intervento è partito dalla constatazione della proprietaria dell’azienda agricola, Maria Bianchi, che ha prestato i primi soccorsi al piccolo animale, coprendolo e tenendolo in condizioni di stabilità fino all’arrivo delle forze di ordine. L’Ersaf Lombardia ha fornito le indicazioni operative per la gestione del caso, mentre il comando provinciale, sotto la direzione di Cristiano Colli, ha coordinato il soccorso sul territorio. Il cucciolo, trasportato in una cassa termica per garantire la conservazione della temperatura corporea, è giunto all’Ospedale Veterinario di Lodi dove i medici veterinari hanno iniziato le terapie analgesiche e le cure necessarie per le lesioni riportate.

Le prime analisi condotte dagli esperti dell’ospedale suggeriscono che la cucciolata appartenga al branco di lupi monitorato nella zona della Carpaneta, un’area in cui le autorità hanno stabilito una rete di sorveglianza per la protezione della specie. La presenza di cuccioli in un campo di cereali indica una probabile fuga da un rifugio naturale, probabilmente a causa di disturbi ambientali o attività di caccia. La Polizia Provinciale di Mantova, che quotidianamente collabora con le agenzie ambientaliste per la tutela della biodiversità, ha evidenziato come questo episodio rafforzi l’esigenza di una più stretta collaborazione tra agricoltori e enti di conservazione.

Il Consigliere delegato alla Polizia Provinciale e Vicepresidente della Provincia di Mantova, Massimiliano Gazzani, ha commentato l’intervento: “Desidero ringraziare gli operatori della Polizia Provinciale per la professionalità, la sensibilità e la rapidità dimostrate in questa delicata circostanza. Interventi come questo testimoniano il valore del lavoro svolto quotidianamente sul territorio a tutela della fauna selvatica e dell’ambiente. Ai nostri agenti e al dirigente Cristiano Colli va il plauso dell’Amministrazione Provinciale per aver saputo gestire con competenza una situazione complessa ed emotivamente coinvolgente”.

Le autorità provinciali hanno annunciato che saranno avviate nuove procedure per migliorare la segnalazione tempestiva di avvistamenti di fauna selvatica nei terreni agricoli, includendo la diffusione di materiale informativo agli agricoltori e l’installazione di sistemi di monitoraggio visivo lungo le aree di maggiore attività agricola. L’obiettivo è prevenire ulteriori incidenti, facilitare il recupero rapido di animali feriti e ridurre i conflitti tra attività produttiva e conservazione della natura.

Nel frattempo, il cucciolo di lupo rimane sotto osservazione veterinaria a Lodi. I medici hanno dichiarato ottimisti sulla possibilità di pieno recupero, purché vengano garantite le cure post-operatorie e una riabilitazione adeguata prima del possibile rilascio in natura. Il caso ha suscitato un’ondata di solidarietà da parte della cittadinanza locale, con diverse iniziative di raccolta fondi destinati alla struttura veterinaria.

L’episodio a Castelbelforte mette in risalto la necessità di una gestione più attenta dei territori agricoli, soprattutto in aree dove la presenza di specie protette è documentata. La collaborazione tra agricoltori, enti di protezione della fauna e forze dell’ordine appare fondamentale per coniugare la sicurezza delle operazioni agricole e la salvaguardia della biodiversità del territorio mantovano.

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Cronaca

Maxi furto ad Oricola, rubate opere di Picasso e Manzù per 5 milioni

🚨 COLPO DA FILM IN ABRUZZO: MAXI FURTO DA 5 MILIONI DI EURO ALLA LILLI PETROLI DI ORICOLA. RUBATE SCULTURE DI MANZÙ E PICASSOUn’azione criminale spietata, pianificata nei minimi dettagli e durata un’intera notte. Una banda organizzata composta da almeno dieci persone ha assaltato la sede della Lilli Petroli a Oricola (AQ), fuggendo con una collezione d’arte dal valore stimato tra i 4 e i 5 milioni di euro. I ladri, entrati dal retro intorno alle 22:00, hanno lavorato per otto ore consecutive utilizzando un camion dell’azienda e un cavo d’acciaio per sradicare e abbattere il pesante cancello blindato dello stabilimento, del peso di diverse tonnellate, per poi caricare le opere su un furgone e dileguarsi prima dell’alba. 🏛️🔒💥Il bottino è di eccezionale rilievo artistico e storiografico: tra i pezzi rubati spicca la monumentale “Ballerina” di Giacomo Manzù, una scultura unica in bronzo dal peso record di ben dieci quintali, la cui rimozione ha richiesto attrezzature di sollevamento professionali. Dal museo aziendale creato dall’imprenditore Mauro Lilli sono scomparsi anche i capolavori “Testa di Inge” e “Papa” (sempre di Manzù) e alcuni rari bassorilievi attribuiti a Pablo Picasso. Le indagini sono state affidate ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Aquila, che stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza. Data la totale invendibilità delle opere nei circuiti legali, gli inquirenti sospettano un furto mirato su commissione per alimentare i mercati clandestini internazionali dell’arte. 🌐🎨🚓👇 Credi che le collezioni d’arte custodite all’interno delle grandi aziende private debbano essere protette da sistemi di sicurezza centralizzati collegati direttamente con le forze dell’ordine? Dicci la tua nei commenti!#FurtoArte2026 #Oricola #LilliPetroli #GiacomoManzù #PabloPicasso #CarabinieriTPC #Tagliacozzo #PatrimonioCulturale #MassiFurto #CronacaAquila #MeteoEstate

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Oricola – Nel quadrante strategico della tutela del patrimonio storico-artistico e del contrasto al traffico transnazionale di beni culturali, l’azione delle bande criminali specializzate torna a colpire i distretti industriali interni dell’Appennino. Un clamoroso e pianificato maxi furto si è consumato all’interno della sede direzionale della società “Lilli Petroli” a Oricola, nella provincia dell’Aquila, al confine tra l’Abruzzo e il Lazio. Un commando strutturato, composto da circa dieci professionisti del crimine, si è introdotto nel perimetro dello stabilimento nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30 luglio 2026, operando per circa otto ore consecutive. I malviventi hanno smantellato e sottratto una lussuosa collezione privata di sculture e bassorilievi attribuiti ai maestri Giacomo Manzù e Pablo Picasso, per un controvalore macroeconomico stanziale stimato dagli esperti d’arte e dalle compagnie assicurative tra i 4 e i 5 milioni di euro.

La logica del colpo militare: l’abbattimento del cancello blindato

La dinamica dell’incursione, i cui dettagli tecnici e plano-volumetrici evidenziano una meticolosa attività di sopralluogo e una profonda conoscenza preventiva delle planimetrie aziendali, esclude qualsiasi ipotesi di scasso estemporaneo. Entrata dal retro del complesso intorno alle ore 22:00, la banda ha operato indisturbata fino alle prime luci dell’alba, usufruendo di un hardware logistico pesante. Per aprirsi un varco di deflusso e garantire la fuga dei vettori, i ladri hanno preso possesso di un camion Mercedes di proprietà della stessa Lilli Petroli; agganciando un cavo d’acciaio ad alta resistenza, il mezzo ha trascinato e sradicato dalle fondamenta il pesante cancello blindato dello stabilimento, una struttura a pistoni idraulici del peso di diverse tonnellate. Successivamente, un furgone aziendale è stato impiegato per stipare e trasportare la refurtiva verso i canali della ricettazione internazionale.

Il furto della “Ballerina” di Manzù: un bronzo da dieci quintali

Il pezzo di maggior rilievo critico e storiografico sottratto alla collezione è una scultura monumentale in bronzo intitolata “Ballerina”, capolavoro a firma di Giacomo Manzù censito come esemplare unico del peso netto di circa dieci quintali (mille chilogrammi). La movimentazione di un manufatto plastico di tali dimensioni ha richiesto l’impiego di argani meccanici, competenze di ingegneria logistica e un coordinamento temporale ermetico, parametri che blindano la tesi di un furto eseguito su commissione di un collezionista privato. Dalle gallerie dell’azienda sono svanite inoltre altre due importanti opere plastiche dello scultore bergamasco, “Testa di Inge” e “Papa”, unitamente a una serie di preziosi bassorilievi in ceramica e metallo riferiti alla produzione d’avanguardia di Pablo Picasso, asset stoccati negli anni dall’imprenditore Mauro Lilli mediante transazioni certificate nelle principali aste internazionali.

Le indagini del Nucleo TPC e la banca dati dei beni illeciti

I rilievi scientifici e le indagini di polizia giudiziaria sono interamente affidati ai militari del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) dell’Aquila, supportati dalle stazioni territoriali della compagnia di Tagliacozzo. Gli investigatori dell’Arma hanno repertato impronte papillari, tracce biologiche ed ematiche e stanno analizzando i flussi video registrati dai sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso (TVCC) per intercettare la targa dei vettori di copertura. Tutti i dati identificativi, le fotografie e i codici d’archivio delle opere d’arte sono stati inseriti in tempo reale all’interno della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” del Ministero della Cultura. La forte notorietà dei lotti rende impossibile una transazione trasparente sul mercato visibile delle gallerie, orientando le piste degli inquirenti verso i mercati neri e i circuiti clandestini transfrontalieri, dove il furto d’arte si converte spesso in moneta di scambio per il finanziamento di altri reati macro-criminali.

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Cronaca

Tragedia a Piacenza, morto Paolo Donadio: il cordoglio dell’UGL Matera

🚨 GRAVE LUTTO: STRADE DI SANGUE A PIACENZA, MUORE IL 22ENNE PAOLO DONADIO. IL COMMOSSO CORDOGLIO DI PINO GIORDANO E DELL’UGL MATERAUna tragedia immane che spezza una giovane vita lontano da casa e unisce nel dolore l’Emilia e la Basilicata. La Segreteria Provinciale dell’UGL Matera e il Segretario Pino Giordano esprimono il più profondo e sentito cordoglio per la tragica scomparsa di Paolo Donadio, il ragazzo di appena 22 anni deceduto a seguito di un drammatico incidente stradale avvenuto sulle strade di Piacenza. Il giovane era figlio di Lino Donadio e Anna Maria Catalano, stimati cittadini originari di Montalbano Jonico (MT), lasciando un’intera comunità nel più totale sconforto. 📉 accidentGiordano, legatissimo alla famiglia, ha rivolto un commosso abbraccio ai genitori e ai parenti tutti, evidenziando come la perdita di un figlio sia una ferita aperta per tutto il popolo lucano. Sulla scia di questo drammatico fatto di cronaca, l’UGL lancia un severo appello a tutte le istituzioni affinché la sicurezza stradale, la manutenzione delle infrastrutture, la prevenzione e l’educazione stradale tornino a essere una priorità assoluta dell’agenda politica, per evitare che altre famiglie siano costrette a piangere la fine prematura dei propri cari. Ci stringiamo al dolore di Montalbano Jonico e Piacenza. 🏛️🔒🏥👇 Esprimi il tuo messaggio di vicinanza e cordoglio alla famiglia Donadio e alla comunità di Montalbano Jonico nei commenti.#LuttoPaoloDonadio #IncidentePiacenza #UGLMatera #PinoGiordano #MontalbanoJonico #SicurezzaStradale #Prevenzione #MateraCronaca #WelfareSociale

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Matera – Nel complesso e drammatico panorama della sicurezza stradale e della gestione delle infrastrutture viarie nazionali, il monitoraggio degli incidenti mortali che coinvolgono le giovani generazioni continua a rappresentare una priorità critica per le istituzioni e le parti sociali. La Segreteria Provinciale dell’UGL Matera, guidata dal Segretario Provinciale Pino Giordano, ha emanato una solenne e accorata nota ufficiale di cordoglio a seguito del tragico decesso di Paolo Donadio, un giovane di appena 22 anni rimasto vittima di un gravissimo sinistro automobilistico sulle arterie stradali di Piacenza. La notizia ha destato profondo sgomento e unanime commozione all’interno dei distretti lucani, unendo nel dolore la comunità emiliana e quella della provincia materana, da cui trae origine la storia familiare e genealogica della vittima.

Il dramma dell’emigrazione e il cordoglio alla famiglia Donadio-Catalano

Il baricentro emotivo e civile della nota sindacale si focalizza sulla dolorosa transizione dei giovani del Mezzogiorno che perdono la vita lontano dai propri confini regionali. Il ventiduenne Paolo Donadio era infatti figlio di Lino Donadio e Anna Maria Catalano, stimati professionisti originari di Montalbano Jonico, comune della fascia jonica materana, trasferitisi al Nord per motivi di lavoro e perfettamente integrati nel tessuto sociale piacentino. Pino Giordano ha indirizzato un commosso e solenne abbraccio fraterno ai genitori, ai familiari e alle delegazioni cittadine colpite dal trauma biologico della perdita: «La morte del giovane Paolo Donadio ci addolora profondamente. Ci stringiamo con sincera partecipazione al dolore dei genitori. Una giovane vita spezzata rappresenta una ferita che colpisce l’intera comunità lucana, che continua a vedere propri figli perdere la vita lontano dalla terra d’origine».

Il manifesto dell’UGL per la sicurezza stradale e i protocolli di prevenzione

In ultima analisi, la presa di posizione dell’UGL Matera scardina la logica della fatalità sventata per elevare il dramma di Piacenza a severo monito politico e amministrativo rivolto al Parlamento e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il sindacato autonomo lucano esorta le istituzioni locali e centrali a implementare in modo strutturale le risorse finanziarie destinate ai piani di sicurezza stradale, alla manutenzione straordinaria dei manti bituminosi nZEB, al potenziamento dell’illuminazione pubblica e all’installazione di dispositivi di controllo della velocità predittivi. Solo una grande e coordinata campagna di educazione stradale e responsabilità collettiva, conclude Giordano, potrà trasformare la prevenzione in un reale hardware a tutela della vita umana, evitando che l’asfissia dei labirinti burocratici o l’incuria delle carreggiate continuino a distruggere interi nuclei familiari e a impoverire il capitale umano della nazione.

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Oricola – nella notte furto nella sede dell’azienda Lilli Petroli, trafugate opere d’arte di alto valore

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Sede Lilli Petroli Oricola

Oricola- Si aggira tra i 4 e i 5 milioni il valore del colpo messo a segno da malviventi a Oricola, nell’Aquilano, dove sono stati rubati quadri e sculture di artisti del calibro di Picasso e Manzù, di proprietà dell’imprenditore e collezionista Mauro Lilli. Le opere si trovavano nella sede della direzione amministrativa dell’azienda dove i ladri, una decina di persone, hanno agito indisturbati per un’intera notte: dopo aver disattivato il sistema di allarme, hanno sfondato un pesante cancello di metallo con un camion della stessa azienda, che si occupa di distribuzione di carburanti e, una volta all’interno, hanno trafugato i capolavori, portandoli via su un furgone che li attendeva all’esterno. Le opere potrebbero essere destinate a circuiti clandestini internazionali. Sul caso, indagano i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale, insieme ai colleghi di Oricola.

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