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Prorogata a Nepi la mostra di Valeria Sanguini: l’arte contemporanea brilla nella Tuscia

🚨 ARTE IN TUSCIA: PROROGATA LA MOSTRA DI VALERIA SANGUINI ALLA MASSIMO LUPOLI GALLERY! Grande successo di critica a Nepi (Viterbo). La straordinaria personale dell’artista, intitolata “L’orizzonte del tuo divano” e curata da Domiziana Febbi, è stata ufficialmente estesa fino al 5 settembre 2026. Un’indagine viscerale e potente sul corpo, lo spazio e la resistenza biologica che segna il ritorno della pittrice alla tela di grande formato. Attraverso pittura, scultura e l’uso simbolico di magneti d’acciaio, la Sanguini contamina residui industriali e anatomie femminili, culminando nella celebre serie delle “Mamasetas”. Un polo d’avanguardia internazionale in un ex capannone industriale a soli 30 minuti da Roma. Il focus completo 👇#valeriasanguini | #massimolupoligallery | #nepiarte | #domizianafebbi | #artecontemporanea | #tusciaviterbese | #mostrapittura | #lazioeventi | #pagineutili

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Lo spazio della Massimo Lupoli Gallery

I tre movimenti della metamorfosi pittorica e l’indagine critica di Domiziana Febbi

Nepi – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di sperimentazione visiva e valorizzazione delle arti plastiche contemporanee della penisola, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’offerta culturale decentrata e sulla necessità impellente di trasformare gli ex capannoni industriali in laboratori creativi aperti alla cittadinanza, si è aperto con una importante comunicazione istituzionale. La direzione della Massimo Lupoli Gallery, situata nel distretto artigianale della località di Settevene nel comune di Nepi, ha disposto il prolungamento del calendario delle visite per la mostra personale dell’artista Valeria Sanguini, intitolata L’orizzonte del tuo divano. La fortunata esposizione monografica, curata nei minimi dettagli critici dalla saggista Domiziana Febbi, rimarrà accessibile al pubblico nazionale ed internazionale fino alla giornata di sabato cinque settembre, offrendo una ulteriore opportunità per entrare in contatto con un corpus di tele di grandi dimensioni per deliziare i visitatori.

L’indagine estetica proposta nei padiglioni della provincia viterbese si sviluppa lungo un tracciato concettuale diviso in tre movimenti sequenziali, i quali riallineano opere appartenenti a temporalità differenti alla luce di nuove consapevolezze biologiche e sociali, analizzando il corpo femminile come una macchina di eversione e di sopravvivenza per i consumatori mobili.

La simbologia dei magneti d’acciaio ed il ciclo pittorico delle Mamasetas nel sottobosco

La pittura di Valeria Sanguini esalta l’alta tecnologia del corpo umano attraverso lo schieramento di ampi formati geometrici idonei a implicare lo spettatore in una esperienza fisica totale dello spazio, in cui residui tecnologici e frammenti elettronici vengono privati della loro funzione industriale e riscritti come materia energetica. L’elemento cardine della poetica espositiva è rappresentato dal magnete, un dispositivo relazionale inserito direttamente sui supporti tessili come metafora di forze invisibili che attivano processi fisici di attrazione, repulsione e conflitto contro i meccanismi contemporanei di sorveglianza. Il percorso traccia una progressiva metamorfosi che parte dalle precarietà delle rotte migranti e delle violenze sistemiche, espresse in tele storiche quali Parto Atterraggio, fino a raggiungere la sintesi radicale ed organica testimoniata dal ciclo pittorico battezzato con il nome di Mamasetas.

Questi raggruppamenti di anatomie materne, da cui emergono figure fungine e reti rizomatiche, richiamano la dimensione collettiva e protettiva del sottobosco naturale, integrando riferimenti tecnologici alle applicazioni di mutuo soccorso femminista per combattere l’isolamento urbano dei corpi sociali all’interno delle metropoli della nazione.

La scelta commerciale del polo artistico di Settevene ed il paradosso dei capannoni industriali

Il ciclo visivo riscontra la propria chiusura ideale nella composizione intitolata Hula Hop Pachamama, un’opera cosmica in cui il grembo materno, la terra e la figura della matrioska si fondono per celebrare la vittoria biologica delle forze generative sulla meccanicità del potere tecnocratico contemporaneo. Il gallerista Massimo Lupoli ha difeso la scelta strategica di allestire un polo d’avanguardia internazionale in un distretto decentrato della Tuscia a trenta minuti dalla capitale, evidenziando come la riconversione dei capannoni industriali produca un paradosso architettonico capace di attirare un pubblico più attento e curioso. Chi decide di percorrere le strade provinciali del Viterbese per raggiungere la galleria dimostra uno schieramento di fiducia e consapevolezza, regalando il proprio tempo alla contemplazione delle opere d’arte in totale sicurezza contrattuale.

La biografia dell’autrice, nata ad Addis Abeba nel millenovecentosettantatré e attiva stabilmente a Roma con tappe espositive realizzate al Macro Mattatoio e al Museo dell’Altro e dell’Altrove, testimonia l’alto valore storiografico di una ricerca antropologica incentrata sul superamento dei confini geopolitici della provincia.

I calendari delle mostre d’arte contemporanea ed i collegamenti con i siti dei Musei italiani

Il consolidamento di queste realtà espositive indipendenti costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare la competitività economica dei territori interni del Lazio, integrando l’offerta dei siti archeologici statali e generando ricadute stabili per le imprese artigianali, i ristoranti e gli alberghi della provincia. Per verificare i calendari dei successivi vernissage , consultare i cataloghi digitali delle opere o esaminare le recensioni della saggistica critica, i cittadini e i professionisti dell’arte possono collegarsi direttamente al portale informatico di Musei.it per esaminare i documenti e le bacheche istituzionali ufficiali dello Stato.

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I fuochi d’artificio dell’anima che accendono Cava de’ Tirreni: l’abruzzese Kristine Maria Rapino finalista al Book Fest con lo spettacolari romanzo “Scialacca”

L’Abruzzo conquista il cuore della Campania nel nome della grande letteratura! 🏔️📚 Dal 4 al 6 settembre nel magico chiostro di San Francesco a Cava de’ Tirreni non perdere il Cava Book Fest: la scrittrice teatina Kristine Maria Rapino è finalista al premio nazionale con lo straordinario romanzo “Scialacca”. ✨🎸 Una storia corale e travolgente tra famiglie, colpe e rinascite segrete, giudicata da una giuria d’onore presieduta dal grandissimo Maurizio De Giovanni. Un evento immenso e gratuito che aderisce a Posto Occupato contro la violenza di genere. Leggi qui per scoprire i dettagli della trama, gli orari delle presentazioni e l’elenco completo degli ospiti! 👇

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Kristine Maria Rapino

Cava de’ Tirreni (SA) – Ci sono storie capaci di viaggiare oltre i confini geografici dei territori in cui sono nate, superando le montagne e i mari per andare a depositarsi dolcemente nel cuore di comunità lontane, parlando l’unica lingua universale che l’essere umano possiede: quella dei sentimenti puri, del perdono e della redenzione. La splendida città di Cava de’ Tirreni si prepara a spalancare le sue porte alla grande festa nazionale della lettura e dell’editoria indipendente. Dal 4 al 6 settembre 2026, la meravigliosa e mistica cornice del chiostro quattrocentesco del Convento di San Francesco e Sant’Antonio ospiterà l’attesissima nuova edizione del Cava Book Fest. Tre giornate intensissime di incontri, laboratori didattici e presentazioni che vedranno riunite oltre trenta prestigiose case editrici da ogni angolo d’Italia, trasformando le antiche arcate medievali nel fulcro pulsante del dibattito culturale contemporaneo.

Il momento di massima tensione emotiva e di assoluto spessore letterario della kermesse salernitana è rappresentato dal concorso letterario nazionale. Tra i pochissimi e selezionatissimi romanzi finalisti che si contenderanno il podio spicca con forza una gemma della narrativa abruzzese: il libro “Scialacca”, magistralmente scritto dalla penna colta, raffinata e sensibilissima di Kristine Maria Rapino e dato alle stampe dal prestigioso marchio Sperling & Kupfer. L’autrice, originaria di Chieti, stimata editor e apprezzata docente di scrittura creativa, firma un romanzo corale di immenso pathos, interamente ambientato tra le atmosfere selvagge e viscerali dell’Abruzzo interno. Un’opera potente che scava senza sconti nei meandri più oscuri delle dinamiche familiari, affrontando con straordinaria onestà intellettuale i temi dolorosi ma necessari del ritorno a casa, della colpa sommersa e della faticosa ricerca di una rinascita.

La fabbrica dei fuochi d’artificio e il Rebus di un amore enigmatico

La trama del romanzo segue le vicende umane ed esistenziali di Francesco, un uomo che rimette piede nella propria terra d’origine dopo lunghissimi anni di assenza volontaria, portando sulle spalle il bagaglio pesante e ingombrante di un passato difficile e mai digerito. Ad accompagnarlo in questo labirinto di ricordi e di omissioni c’è Aria, una ragazza enigmatica, fragile e magnetica al tempo stesso, che si farà bussola e compagna all’interno di un complesso e tortuoso cammino di rinascita spirituale. Il titolo stesso del volume, Scialacca, evoca un luogo fisico e profondamente metaforico: una storica e polverosa fabbrica di fuochi d’artificio. La struttura diventa lo specchio deformante di uno spazio dell’anima in cui i legami familiari rimasti in sospeso cercano disperatamente una nuova scintilla per esplodere e illuminare il buio, mettendo a nudo il coraggio di fare i conti con le proprie ferite interiori.

A rendere ancora più solenne e autorevole il verdetto del concorso letterario è la statura della commissione esaminatrice. La giuria di esperti, composta da autorevoli personalità del giornalismo e della critica, è presieduta da un gigante della letteratura e della sceneggiatura italiana: il Maestro Maurizio De Giovanni. Il papà del Commissario Ricciardi e de I Bastardi di Pizzofalcone valuterà con il suo consueto rigore e la sua innata sensibilità la prosa della Rapino, in un confronto generazionale sotto il segno della grande scrittura d’autore che sta già suscitando una grandissima curiosità tra i tantissimi visitatori e lettori appassionati che affolleranno il festival nel fine settimana.

L’impegno civile di Posto Occupato nel presidio della cultura diffusa

Il Cava Book Fest si consolida così come un punto di riferimento insostituibile per l’intero panorama librario del Mezzogiorno, arricchito da un cartellone che fa marciare di pari passo i grandi nomi della cultura nazionale con i progetti sociali più urgenti del nostro presente. La manifestazione si svolge sotto i nobili auspici del Centro per il libro e la lettura, e gode dei prestigiosi patrocini morali del Ministero della Cultura, del Consiglio Regionale della Campania e del Comune di Cava de’ Tirreni, supportata con forza dalla Camera di Commercio di Salerno e dalla Confesercenti. Di altissimo spessore etico è la scelta degli organizzatori di aderire attivamente alla campagna nazionale di sensibilizzazione contro la violenza di genere “Posto Occupato”, lasciando una sedia vuota in prima fila in ogni incontro per ricordare le donne vittime di femminicidio.

Partecipare alle serate del Cava Book Fest e assistere alla presentazione di “Scialacca” significa compiere un gesto d’amore verso la cultura di prossimità, significa credere che la parola scritta sia ancora l’unico balsamo capace di curare le solitudini contemporanee e di edificare ponti di solidarietà e di pace tra le persone. Kristine Maria Rapino dimostra con la sua scrittura fiera e trasparente che la provincia italiana non è un luogo isolato, ma una fucina inesauribile di talenti capaci di conquistare l’Europa. Cava de’ Tirreni vi aspetta a braccia aperte all’ombra del suo chiostro francescano per una notte di mezza estate densa di emozioni pure, dove la polvere dei ricordi lascia il posto alla luce della grande letteratura contemporanea.

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L’abbraccio del giubileo celestiniano incorona i 200 universitari: il Cammino dell’ADSU sfila trionfalmente al Corteo della Bolla

Il cammino dei sogni si chiude nel giorno più solenne dell’Abruzzo! 🕊️🥾 Emozioni indimenticabili all’Aquila per la conclusione del “Cammino dello Studente” promosso dall’ADSU per Capitale della Cultura 2026. Dopo quattro giorni di sfide e sentieri tra Fossa e la Valle Subequana, i 200 universitari hanno sfilato trionfalmente nel Corteo della Bolla fino alla Basilica di Collemaggio per l’apertura della Porta Santa. 🏛️✨ Un traguardo immenso che unisce natura, spiritualità e l’orgoglio dei nostri giovani. Leggi qui il resoconto completo dei direttori Schiavone e Suriani, le foto della sfilata e tutti i dettagli di questa giornata memorabile! 👇

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CamminoStudente_CorteoBolla

L’Aquila – Ci sono odissee dello spirito e della giovinezza che non si misurano semplicemente con la polvere accumulata sulle scarpe o con i chilometri percorsi lungo i sentieri dell’Appennino, ma con la quantità di luce, speranza e solidarietà che riescono a sprigionare quando incrociano la storia sacra di un intero popolo. L’Aquila, fiera e commossa nel giorno più solenne del suo calendario identitario, ha tributato oggi un trionfale e indimenticabile abbraccio collettivo ai circa 200 giovani universitari che hanno portato a termine il monumentale “Cammino dello Studente”. I ragazzi, visibilmente stanchi per lo sforzo fisico ma con gli occhi colmi di una gioia pura e travolgente, hanno ottenuto il prestigioso onore di sfilare ufficialmente all’interno del Corteo della Bolla, scortando il documento originale redatto da Papa Celestino V nel 1294 fino alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio per l’apertura della Porta Santa, nell’anno della 732ª Perdonanza Celestiniana.

Questo storico e riuscito pellegrinaggio laico è stato promosso dall’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari (ADSU) dell’Aquila nell’ambito della rassegna Coolture Fest 2026, un tassello d’oro nel programma ufficiale di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. L’idea di fondo, che ha guidato la carovana fin dalla partenza dello scorso 25 agosto da Pratola Peligna, si fonda sulla ferrea e trasparente convinzione che la scuola e l’università non debbano essere considerate freddi luoghi di nozioni e burocrazia, ma autentiche comunità umane da abitare, proteggere e costruire insieme. Il viaggio si è snodato per quattro giorni intensissimi lungo le tracce del Cammino Grande di Celestino, attraversando i paesaggi della Valle Subequana e le pendici del monte Morrone, offrendo ai partecipanti un’esperienza sensoriale ed emotiva capace di curare le solitudini e lasciare un segno totalmente indelebile nell’anima.

Dalla necropoli di Fossa a Porta Napoli: l’ultima tappa nella storia patria

L’ultima e decisiva frazione del Cammino è scattata questa mattina da San Demetrio ne’ Vestini, muovendosi in direzione di Sant’Eusanio Forconese, dove il gruppo ha ricevuto i saluti istituzionali del consigliere Fabrizio Ginnetti a nome del sindaco Deborah Visconti. Subito dopo, i ragazzi sono stati proiettati in un vero e proprio viaggio nel tempo grazie ai preziosi interventi culturali dei docenti dell’Ateneo aquilano, i professori Alfonso Forgione e Luca Pezzuto. La marcia ha poi toccato il territorio di Fossa: qui, accolti dal primo cittadino Fabrizio Boccabella, i camminatori hanno esplorato le meraviglie archeologiche e artistiche locali, visitando la celebre necropoli protostorica, il castello d’altura, i magnifici affreschi duecenteschi della Chiesa di Santa Maria ad Cryptas e la falesia naturale, prima di concedersi una pausa pranzo rigenerante nell’area sportiva di Monticchio.

Nel primo pomeriggio, l’emozione si è fatta carne viva quando la carovana studentesca ha raggiunto Porta Napoli, varcando le mura storiche del capoluogo abruzzese. A viale Collemaggio è avvenuto l’incontro ufficiale con una delegazione accademica dell’Università dell’Aquila, momento in cui i ragazzi si sono inseriti solennemente nel Corteo della Bolla. “Questo Cammino ha rappresentato per l’ADSU un banco di prova formidabile, sia dal punto di vista logistico sia a livello umano”, commenta commossa la presidente Marica Schiavone. “Ci siamo catapultati insieme agli studenti in un’esperienza dal forte impatto formativo. Concludere questo percorso nel giorno in cui si apre la Porta Santa ci riempie di orgoglio. Ringrazio tutto il personale dell’azienda, l’Ateneo, i docenti e le istituzioni locali che hanno sposato e difeso questo progetto meraviglioso”.

Un bilancio orario d’eccellenza tra mindfulness, geologia e impegno civile

L’eccezionale riuscita della manifestazione è il frutto maturo di una leale e strutturata collaborazione tra scienziati, amministratori e agenzie educative. Il direttore dell’ADSU, Michele Suriani, ha sottolineato come lo sforzo organizzativo sia stato ampiamente ripagato dal sorriso e dal riscatto dei ragazzi: “Abbiamo vissuto con loro momenti autentici di amicizia, condivisione e profonda spiritualità fuori dalle aule, superando insieme ogni ostacolo e la fatica del maltempo”. Il ricchissimo programma didattico delle quattro giornate ha visto alternarsi le visite guidate dei professori Marco Tallini e Maria Giulia Vinciguerra, le rigeneranti sessioni di mental mindfulness curate dalla psicologa Roberta Tommasi e i monitoraggi scientifici sul campo eseguiti dai tecnici dell’Arpa Abruzzo guidati dal direttore Maurizio Dionisio e dal dirigente Giancaterino Giammaria, accanto agli esperti dell’INGV e del Servizio Idrografico Regionale.

L’iniziativa, che ha goduto del prestigioso patrocinio dell’organizzazione umanitaria internazionale “Still I Rise”, della Regione Abruzzo, del Comune dell’Aquila, del CAI e di numerosi ordini professionali e gruppi scout, lancia un messaggio di legalità e speranza all’Europa intera. Il Cammino dello Studente dimostra che le aree interne dell’Appennino non sono territori isolati o destinati all’oblio dello spopolamento, ma laboratori vivi di accoglienza, modernità e bellezza inclusiva. La Porta Santa che si spalanca oggi a Collemaggio non offre solo l’indulgenza celestiniana, ma simboleggia una via d’accesso sicura verso un futuro in cui i giovani sono, finalmente, i veri e unici protagonisti del cambiamento della nostra civiltà. **Leggi qui** la cronaca completa del giubileo e guarda la galleria fotografica dei ragazzi in corteo! 👇

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Rieti si veste di “rosso”: al via la Fiera Mondiale del Peperoncino con 800 varietà, il concerto di Baby K e tanta solidarietà

Alberghi sold out, 800 varietà di peperoncini esposte e il grande concerto gratuito di Baby K: a Rieti inizia la Fiera più “piccante” del mondo! 🌶️ 🎶 L’attesa è finita e il centro storico di Rieti è pronto a trasformarsi nella capitale del gusto e del divertimento! Ha preso il via oggi (fino al 6 settembre per ben dieci giorni consecutivi) la spettacolare XV Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino! L’organizzatore Livio Rositani promette numeri da record: oltre 150 espositori e 200 strutture allestite a festa. Fin da questa mattina, il programma è pazzesco: raduni di Ferrari in via Cintia, discese in kayak e rafting nel fiume Velino, pole dance, street food, laboratori per bambini ed esposizioni di auto d’epoca. Alle 18:30 il taglio del nastro ufficiale alla presenza del Vicepresidente del Parlamento Europeo, con l’incredibile mostra di 800 varietà diverse di peperoncino da tutto il pianeta! E stasera (ore 21:30 in Piazza Mazzini), preparatevi a ballare con il DJ Set di RADIO 105 e l’attesissimo concerto della regina dei tormentoni Baby K! Ma la Fiera ha anche un cuore grande: grazie all’iniziativa “Rieti cuore solidale”, i ragazzi diversamente abili potranno provare l’ebbrezza di sedersi a bordo di una vera Ferrari GT 296 da competizione della scuderia “Best lap”! Leggi tutti i dettagli e gli orari completi nel nostro articolo! 👇 ❤️ E voi amate i sapori piccanti? Qual è il peperoncino più forte che avete mai assaggiato in vita vostra?

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Baby K

Rieti – La città è stata tirata a lucido, le immense strutture sono state montate in tempi record e l’intero centro storico è stato vestito a festa per accogliere decine di migliaia di turisti. A Rieti è finalmente arrivato il momento più “piccante” e atteso dell’anno: la grande festa red di fine estate.
Si alza ufficialmente oggi, venerdì 28 agosto, il sipario sulla XV Fiera Campionaria Mondiale del Peperoncino, un evento gigantesco che per dieci giorni consecutivi (fino al prossimo 6 settembre) trasformerà la città laziale nella capitale mondiale del gusto e del divertimento. Sono ore concitate ed elettrizzanti per gli instancabili organizzatori, guidati dal patron Livio Rositani e dal suo immenso staff. “Siamo pronti, stiamo completando le rifiniture finali”, ha dichiarato un entusiasta Rositani. “Gli alberghi mi dicono che sono tutti pieni. Quest’anno siamo a circa 150 espositori e 200 strutture montate, la partecipazione è grandissima”.

Dal fiume Velino ai motori storici: un programma mozzafiato

L’apertura degli stand fieristici nelle piazze e nelle vie del centro storico scatta già alle ore 10:00 di questa mattina, dando il via a una carrellata impressionante di eventi.
In via Potenziani si apriranno i cancelli de “Il giardino del Peperoncino”, mentre in via Cintia faranno rombare i motori i bolidi del “Raduno Ferrari”. Spazio immenso dedicato alle famiglie e ai bambini sul Lungovelino Bellagamba, oltre all’animazione gratuita con mascotte in via Garibaldi e ai videogiochi in piazza Oberdan. Da non perdere, sotto la magnifica Loggia del Vignola, il prestigioso VI Concorso di Eleganza Sport e Motori Vinicio Truini (con auto e moto d’epoca) e lo stand della Coldiretti in piazza Vittorio Emanuele II, che offrirà degustazioni di prodotti tipici eccellenti provenienti da tutto il Lazio.
La giornata proseguirà con pura adrenalina sportiva: esibizioni spettacolari di pole dance acrobatica in via Garibaldi, discese mozzafiato in kayak sul fiume Velino (presso Ponte Cavallotti), prove gratuite di rafting in piazza Cavour e le funamboliche evoluzioni sulle due ruote dei giovani talenti del Rieti Bike Park.

L’inaugurazione ufficiale e il grande show di Baby K

Il momento istituzionale e simbolico per eccellenza andrà in scena alle ore 18:30 nella splendida cornice di piazza Mazzini e nel Chiostro di Sant’Agostino, dove i visitatori potranno lustrarsi gli occhi (e il palato) ammirando un’incredibile esposizione mondiale di ben 800 rarissime varietà di peperoncini provenienti da ogni angolo del pianeta.
Ospite d’onore per il fatidico taglio del nastro sarà l’onorevole Antonella Sberna (Vicepresidente del Parlamento Europeo), che parteciperà poi all’atteso convegno di apertura presso lo stand “Spazio Italia” in Piazza Cesare Battisti.
Ma la prima notte reatina esploderà letteralmente di gioia ed energia a partire dalle ore 21:30 in piazza Mazzini. Dopo il travolgente e coinvolgente DJ Set animato da RADIO 105, salirà sul palco la super ospite musicale della prima serata: Baby K. La cantautrice e rapper italiana, idolo indiscusso dei giovani e dominatrice assoluta delle classifiche musicali estive (certificata Disco di Diamante con il brano Roma-Bangkok), farà ballare e cantare a squarciagola l’intera piazza.

“Rieti cuore solidale”: un giro in Ferrari per l’inclusione

Ma la Fiera Mondiale del Peperoncino non è soltanto business, musica ed enogastronomia. È anche e soprattutto un’occasione dal grandissimo cuore pulsante. Ieri è stato infatti presentato il meraviglioso progetto “Rieti cuore solidale del volontariato”.
Questa straordinaria iniziativa (che durerà per tutti i dieci giorni della fiera) lancia un potentissimo messaggio di solidarietà, unendo la scuderia automobilistica internazionale “Best lap” e le associazioni locali a tutela dei diversamente abili. Questo progetto inclusivo regalerà momenti di felicità assoluta e sorrisi indimenticabili ai ragazzi disabili presenti, che avranno l’opportunità straordinaria di prendere posto e fare un giro a bordo di una rombante Ferrari GT 296 da competizione. Una metafora perfetta per ricordarci che, con la giusta spinta d’amore e solidarietà, non esistono barriere o traguardi impossibili da raggiungere. Buona fiera a tutti!

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