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Prorogata a Nepi la mostra di Valeria Sanguini: l’arte contemporanea brilla nella Tuscia

🚨 ARTE IN TUSCIA: PROROGATA LA MOSTRA DI VALERIA SANGUINI ALLA MASSIMO LUPOLI GALLERY! Grande successo di critica a Nepi (Viterbo). La straordinaria personale dell’artista, intitolata “L’orizzonte del tuo divano” e curata da Domiziana Febbi, è stata ufficialmente estesa fino al 5 settembre 2026. Un’indagine viscerale e potente sul corpo, lo spazio e la resistenza biologica che segna il ritorno della pittrice alla tela di grande formato. Attraverso pittura, scultura e l’uso simbolico di magneti d’acciaio, la Sanguini contamina residui industriali e anatomie femminili, culminando nella celebre serie delle “Mamasetas”. Un polo d’avanguardia internazionale in un ex capannone industriale a soli 30 minuti da Roma. Il focus completo 👇#valeriasanguini | #massimolupoligallery | #nepiarte | #domizianafebbi | #artecontemporanea | #tusciaviterbese | #mostrapittura | #lazioeventi | #pagineutili

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Lo spazio della Massimo Lupoli Gallery

I tre movimenti della metamorfosi pittorica e l’indagine critica di Domiziana Febbi

Nepi – Un imponente, accurato e quanto mai felice percorso di sperimentazione visiva e valorizzazione delle arti plastiche contemporanee della penisola, incentrato sulle riforme dei palinsesti dell’offerta culturale decentrata e sulla necessità impellente di trasformare gli ex capannoni industriali in laboratori creativi aperti alla cittadinanza, si è aperto con una importante comunicazione istituzionale. La direzione della Massimo Lupoli Gallery, situata nel distretto artigianale della località di Settevene nel comune di Nepi, ha disposto il prolungamento del calendario delle visite per la mostra personale dell’artista Valeria Sanguini, intitolata L’orizzonte del tuo divano. La fortunata esposizione monografica, curata nei minimi dettagli critici dalla saggista Domiziana Febbi, rimarrà accessibile al pubblico nazionale ed internazionale fino alla giornata di sabato cinque settembre, offrendo una ulteriore opportunità per entrare in contatto con un corpus di tele di grandi dimensioni per deliziare i visitatori.

L’indagine estetica proposta nei padiglioni della provincia viterbese si sviluppa lungo un tracciato concettuale diviso in tre movimenti sequenziali, i quali riallineano opere appartenenti a temporalità differenti alla luce di nuove consapevolezze biologiche e sociali, analizzando il corpo femminile come una macchina di eversione e di sopravvivenza per i consumatori mobili.

La simbologia dei magneti d’acciaio ed il ciclo pittorico delle Mamasetas nel sottobosco

La pittura di Valeria Sanguini esalta l’alta tecnologia del corpo umano attraverso lo schieramento di ampi formati geometrici idonei a implicare lo spettatore in una esperienza fisica totale dello spazio, in cui residui tecnologici e frammenti elettronici vengono privati della loro funzione industriale e riscritti come materia energetica. L’elemento cardine della poetica espositiva è rappresentato dal magnete, un dispositivo relazionale inserito direttamente sui supporti tessili come metafora di forze invisibili che attivano processi fisici di attrazione, repulsione e conflitto contro i meccanismi contemporanei di sorveglianza. Il percorso traccia una progressiva metamorfosi che parte dalle precarietà delle rotte migranti e delle violenze sistemiche, espresse in tele storiche quali Parto Atterraggio, fino a raggiungere la sintesi radicale ed organica testimoniata dal ciclo pittorico battezzato con il nome di Mamasetas.

Questi raggruppamenti di anatomie materne, da cui emergono figure fungine e reti rizomatiche, richiamano la dimensione collettiva e protettiva del sottobosco naturale, integrando riferimenti tecnologici alle applicazioni di mutuo soccorso femminista per combattere l’isolamento urbano dei corpi sociali all’interno delle metropoli della nazione.

La scelta commerciale del polo artistico di Settevene ed il paradosso dei capannoni industriali

Il ciclo visivo riscontra la propria chiusura ideale nella composizione intitolata Hula Hop Pachamama, un’opera cosmica in cui il grembo materno, la terra e la figura della matrioska si fondono per celebrare la vittoria biologica delle forze generative sulla meccanicità del potere tecnocratico contemporaneo. Il gallerista Massimo Lupoli ha difeso la scelta strategica di allestire un polo d’avanguardia internazionale in un distretto decentrato della Tuscia a trenta minuti dalla capitale, evidenziando come la riconversione dei capannoni industriali produca un paradosso architettonico capace di attirare un pubblico più attento e curioso. Chi decide di percorrere le strade provinciali del Viterbese per raggiungere la galleria dimostra uno schieramento di fiducia e consapevolezza, regalando il proprio tempo alla contemplazione delle opere d’arte in totale sicurezza contrattuale.

La biografia dell’autrice, nata ad Addis Abeba nel millenovecentosettantatré e attiva stabilmente a Roma con tappe espositive realizzate al Macro Mattatoio e al Museo dell’Altro e dell’Altrove, testimonia l’alto valore storiografico di una ricerca antropologica incentrata sul superamento dei confini geopolitici della provincia.

I calendari delle mostre d’arte contemporanea ed i collegamenti con i siti dei Musei italiani

Il consolidamento di queste realtà espositive indipendenti costituisce un pilastro strategico fondamentale per incrementare la competitività economica dei territori interni del Lazio, integrando l’offerta dei siti archeologici statali e generando ricadute stabili per le imprese artigianali, i ristoranti e gli alberghi della provincia. Per verificare i calendari dei successivi vernissage , consultare i cataloghi digitali delle opere o esaminare le recensioni della saggistica critica, i cittadini e i professionisti dell’arte possono collegarsi direttamente al portale informatico di Musei.it per esaminare i documenti e le bacheche istituzionali ufficiali dello Stato.

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Nasce a Firenze la Fondazione Massimo Ricci: l’eredità del genio che svelò il segreto della Cupola del Brunelleschi tra ricerca, archivio e un museo a Reggello

Domani, venerdì 16 ottobre, viene presentata all’Università di Firenze la «Fondazione Massimo Ricci», intitolata all’insigne studioso che decifrò il mistero costruttivo della Cupola del Brunelleschi. Presieduta da Angela Volpi, promuoverà l’archivio scientifico, borse di studio e il museo a Reggello 👇

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Locandina evento Firenze

Firenze – Una vita intera consacrata a decifrare uno dei più grandi ed enigmatici capolavori dell’ingegno umano: la Cupola di Santa Maria del Fiore, simbolo eterno del Rinascimento e della gloria fiorentina. Venerdì 16 ottobre 2026, a partire dalle ore 10:30, la splendida aula 402 del Plesso di Santa Teresa del Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Firenze (in via della Mattonaia 8) farà da cornice alla presentazione ufficiale della Fondazione Massimo Ricci. L’istituzione nasce con la nobile finalità di custodire, valorizzare e tramandare alle future generazioni lo straordinario patrimonio scientifico del professor Massimo Ricci, l’architetto e docente che ha riscritto la storia dell’architettura dimostrando, con rigore matematico e verifiche sperimentali sul campo, il rivoluzionario metodo costruttivo autoportante ideato da Filippo Brunelleschi.

La visione di Angela Volpi e gli obiettivi della Fondazione: archivio, museo e borse di studio

A volere con determinazione la nascita dell’ente è stata la vedova del professore, Angela Volpi, che assumerà la carica di Presidente guidando un programma di ampio respiro internazionale. La Fondazione si propone anzitutto di tutelare e digitalizzare l’imponente archivio scientifico accumulato in oltre quarant’anni di ricerche: taccuini di cantiere, calcoli geometrici, rilievi fotogrammetrici e corrispondenze epistolari con le più prestigiose accademie del mondo.

Tra i progetti di punta dell’ente figura la creazione di un museo permanente dedicato al professor Ricci a Reggello, il comune toscano immerso nel verde dove il docente ha vissuto e operato fino alla sua scomparsa, e dove sorgerà la sede operativa della memoria brunelleschiana. La Fondazione promuoverà inoltre la ricerca sull’architettura storica attraverso corsi di formazione e master per allievi di ogni ordine e grado, dalle scuole primarie fino ai dottorati universitari, organizzando visite guidate e laboratori didattici nei luoghi d’indagine del professore. Fondamentale sarà poi l’istituzione di specifiche borse di studio e tirocini formativi per supportare giovani architetti e ricercatori all’inizio del loro percorso professionale, rendendo vivo e accessibile un sapere unico al mondo.

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I saluti istituzionali e il parterre accademico: da Firenze alle università di Valencia e Torino

La cerimonia inaugurale vedrà la partecipazione dei massimi rappresentanti della cultura, della tutela monumentale e degli ordini professionali. Apriranno i lavori i saluti di Susanna Caccia Gherardini (Direttrice del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze), Egidio Raimondi (Presidente della Fondazione Architetti Firenze), Vincenzo Vaccaro (Consigliere dell’Ordine degli Architetti di Firenze), Rita Filardi (Coordinatrice del Museo e delle Collezioni dell’Opera di Santa Maria del Fiore), Caterina Biti (Assessora all’Urbanistica, Decoro urbano e Toponomastica del Comune di Firenze) e Piero Giunti (Sindaco di Reggello).

La struttura e le prospettive della Fondazione saranno quindi illustrate dal professor Maurizio Mancianti, già docente presso La Sapienza di Roma e l’Ateneo fiorentino. Il momento più commovente della mattinata coinciderà con l’intervento della presidente Angela Volpi, che ripercorrerà l’epopea scientifica del marito: le notti insonni, la tenacia contro lo scetticismo accademico dell’epoca, le intuizioni nate osservando la muratura a spina di pesce (herringbone brickwork) e l’emozione indelebile del momento in cui il modello in scala reale 1:5, eretto nel Parco dell’Anconella a Firenze, confermò matematicamente che Brunelleschi costruì la cupola senza l’ausilio di centine di legno fisse.

Seguiranno le autorevoli testimonianze di illustri accademici: Roberto Bologna (Università di Firenze), Luis Manuel Palmero Iglesias (Universitat Politècnica de Valencia), Nilüfer Sağlar Onay (Politecnico di Torino), affiancati dagli architetti Massimo Ruffilli, Andrea Sichi, Mohamed Hanifi e dal dottor Franco Vestri.

Dal bistrot al teatro: l’omaggio dei Samurai sul palco dell’Excelsior a Reggello

Al termine dei lavori accademici al plesso di Santa Teresa, la comunità scientifica e gli ospiti si ritroveranno per un momento conviviale presso Arà-Bistrot nella vicina via Carducci. Ma la giornata celebrativa riserverà un secondo, spettacolare atto nel pomeriggio: alle ore 17:30, il Teatro Excelsior di Reggello ospiterà una rappresentazione teatrale di Samurai.

Un tributo artistico fortemente simbolico e toccante: il professor Massimo Ricci era infatti profondamente legato alla disciplina, al rigore etico e alla filosofia marziale giapponese, in cui ritrovava la medesima purezza, lealtà e ricerca della perfezione applicate nei suoi decenni di studi su Filippo Brunelleschi. Per chi desidera mettersi in contatto con la Fondazione o sostenere le attività formative e museali, sono attivi i recapiti di Angela Volpi (tel. 349/7406537) e di Maurizio Mancianti (tel. 337/682474).

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Al Foro Italico di Roma brillano i premi «Fair Play For Life 2026»: sport, salute e arte celebrano il merito etico a Palazzo H

Lunedì 19 ottobre al Palazzo H del Foro Italico a Roma si celebra «Fair Play For Life 2026». Promossa dal CNIFP di Ruggero Alcanterini ed Ezio Bonanni: conferenza sull’inclusione, il passaggio della storica torcia olimpica di Roma 1960 e otto prestigiosi premi al merito etico 👇

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Roma – Lo sport come scuola insostituibile di vita e rettitudine morale, la tutela della salute intesa come patrimonio collettivo inalienabile, l’arte e lo spettacolo dal vivo come potenti veicoli di cura, riscatto e inclusione per ogni individuo. Lunedì 19 ottobre 2026, l’iconico Palazzo H del Foro Italico a Roma (in largo Lauro De Bosis 15) aprirà le sue sale più prestigiose per ospitare la conferenza stampa nazionale e la solenne cerimonia di consegna dei premi Fair Play For Life 2026. Promossa dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play (CNIFP), la manifestazione farà il punto sulle battaglie etiche portate avanti negli ultimi mesi e svelerà i grandi progetti futuri, assegnando gli ambiti riconoscimenti al merito etico a otto personalità che hanno saputo tradurre i valori della lealtà e della responsabilità sociale in testimonianza concreta.

Il programma al Foro Italico: il Festival of Inclusion e la tutela dei diritti

I lavori prenderanno il via alle ore 09:30 nella storica Sala Presidenti con la conferenza stampa moderata da Ruggero Alcanterini, presidente del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, affiancato dall’Avvocato Ezio Bonanni, vicepresidente del CNIFP e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA). Un binomio che da anni unisce la promozione dei valori sportivi alla difesa intransigente della salute pubblica, della prevenzione sanitaria e della giustizia civile.

Tra i punti cardine dell’incontro figurerà la presentazione ufficiale della terza edizione del Festival of Inclusion, a cura di Alessandro Benardinelli. La manifestazione paralimpica, in programma dal 23 al 25 ottobre 2026 presso il Palatorrino di Roma, vedrà tra i suoi testimonial di punta il plurimedagliato campione del basket in carrozzina Andrea Alberto Pellegrini. Spazio quindi all’intervento del SIAC Europa (Sindacato Autonomo Europeo Spettacolo dal Vivo e Benessere Animale), con Gaetano e Bianca Montico, dedicato al ponte virtuoso tra la tradizione circense, l’atletismo corporeo e la tutela etica degli animali. A seguire, Daniele Laureti illustrerà il progetto GESIS, incentrato sull’abbattimento delle barriere architettoniche e sulla riqualificazione dell’impiantistica sportiva pubblica per garantire l’accessibilità universale allo sport. La mattinata vedrà inoltre la partecipazione dell’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia), guidata dal Generale Federico Sepe, in vista dello storico centenario dell’associazione il prossimo 25 novembre.

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L’arte sposa lo sport: l’inno di Lucia Rubedo, l’opera «Centomani» e la fiaccola di Roma 1960

Dalle ore 11:00 il baricentro dell’evento si sposterà nella suggestiva Sala Giunta, dove il dialogo tra linguaggi artistici e rigore sportivo troverà la sua massima espressione. La cerimonia sarà inaugurata dall’esecuzione solenne de L’inno Fair Play intonato dal celebre soprano Lucia Rubedo, autentico messaggio di fratellanza e pace attraverso il canto lirico. All’interno della Sala dei Presidenti saranno inoltre esposte l’opera visiva Centomani dell’artista Eugenio Di Paolo, metafora plastica di comunione umana, e il libro Palla, Storia universale di una sfera di Antonio Amara, in cui la geometria del gioco diventa racconto etico sul rispetto delle regole della vita.

Un momento di straordinaria commozione sarà rappresentato dal passaggio della storica torcia “madre” originale dei Giochi Olimpici di Roma 1960. Disegnata dal celebre archeologo Amedeo Maiuri e custodita dalla famiglia di Marcello Garroni, storico segretario generale della XVII Olimpiade, la fiaccola verrà simbolicamente consegnata dalla leggendaria atleta Luciana Marcellini – la più giovane azzurra in gara nel 1960 a soli 12 anni – al soprano Lucia Rubedo e, a cascata, a tutti i premiati, unendo idealmente il fuoco sacro dello sport alla cultura della pace tra generazioni.

Gli otto premiati al merito etico e le parole del presidente Alcanterini

Il momento culminante della giornata vedrà la consegna dei prestigiosi riconoscimenti Fair Play For Life 2026. La giuria ha selezionato otto eccellenze che si sono distinte nel proprio campo per integrità, generosità e difesa della dignità umana:

Luciana Marcellini (icona imperitura della memoria olimpica italiana); Michele Grillo (instancabile promotore del tifo sportivo leale e rispettoso); Salvatore Cristiani (medico e divulgatore instancabile del Fair Play della Salute); Daniele Laureti (costruttore di impianti accessibili per lo sport inclusivo); Cesare Gaudiano (appassionato alfiere dei valori etici nella società civile); Antonio Amara (creatore di manifestazioni dedicate al merito e alla solidarietà); Eugenio Di Paolo (artista visionario capace di dare forma visiva al rispetto); e Lucia Rubedo (voce e sensibilità universale per la pace nel solco shakespeariano).

«Il Fair Play non è una sterile regola da campo di gioco, ma un modo di vivere, di pensare e di relazionarsi agli altri nella quotidianità», ha dichiarato con forza Ruggero Alcanterini. «Promuovere questi principi significa edificare una società in cui la lealtà, la salute condivisa, la responsabilità verso i più deboli e la cultura siano pilastri irrinunciabili». Un cammino che proseguirà con il progetto Bellessere di Massimo Lucidi e che guarda con fiducia verso il World Fair Play Day del 19 maggio 2027.

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Cento anni del Teatro Palladium alla Garbatella: un secolo di cultura popolare con la rassegna «Palladium 100» di Roma Tre

Il Teatro Palladium festeggia cento anni dalla posa della prima pietra nel cuore della Garbatella: al via «Palladium 100 – Un teatro per il popolo» dell’Università Roma Tre. Tre grandi eventi dal 29 ottobre all’11 dicembre con Elena Bucci, Marco Sgrosso, la Banda Osiris e Niccolò Fettarappa 👇

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Risate di gioia_ ph.Gianni Zampaglione

Roma – Un secolo esatto di applausi, polvere di palcoscenico, cinema di quartiere e avanguardie artistiche che hanno attraversato e raccontato le trasformazioni dell’Italia intera. Il Teatro Palladium di Piazza Bartolomeo Romano, monumento architettonico e cuore pulsante della Garbatella, festeggia i cento anni dalla posa della prima pietra dell’originario “Cinema-Teatro Garbatella” con un grande progetto speciale intitolato «Palladium 100 – Un teatro per il popolo». Promossa dall’Università Roma Tre con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo, l’iniziativa si articolerà in tre appuntamenti di altissimo profilo artistico in programma dal 29 ottobre all’11 dicembre 2026, capaci di riannodare il filo tra la vocazione popolare delle origini e le nuove sfide della contemporaneità.

Un monumento della Garbatella: la visione del professor Luca Aversano e la missione di Roma Tre

Inaugurato nella seconda metà degli anni Venti su progetto del celebre architetto Innocenzo Sabbatini, il Palladium nacque con l’ambizione pionieristica di offrire alle classi lavoratrici della nascente borgata giardino un tempio civico dedicato all’accesso democratico all’arte e alla ricreazione. Dopo aver attraversato le alterne vicende del Novecento, rischiando perfino la speculazione e l’oblio, lo spazio è rinato a nuova vita grazie alla lungimiranza dell’Università Roma Tre, che ne ha fatto il proprio teatro d’ateneo aperto all’intera metropoli, un ponte fecondo tra ricerca accademica, formazione giovanile e quartiere.

«Il Teatro Palladium, fin dalle sue origini, è stato il cuore pulsante del quartiere Garbatella, in costante dialogo con la città di Roma, con la sua vita culturale, artistica e soprattutto civile», sottolinea con orgoglio il curatore del centenario, il professor Luca Aversano. «Quest’anno celebriamo i cento anni dalla posa della prima pietra con un progetto che attraverso spettacoli, incontri e dibattiti vuole non soltanto ripercorrere e celebrare questa storia straordinaria, ma soprattutto riviverla e proiettarla con coraggio nel futuro. Un teatro per il popolo significa oggi mantenere vivo uno spazio pubblico dove le generazioni si incontrano, si interrogano e trovano nella scena dal vivo uno strumento insostituibile di libertà e coscienza critica».

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I tre atti delle celebrazioni: Bucci e Sgrosso, Banda Osiris e il duo Fettarappa-Minozzi

Il cartellone di Palladium 100 disegna una traiettoria drammaturgica e musicale ricchissima, scandita da tre capitoli principali che andranno in scena alle ore 20:30 sul palco di piazza Bartolomeo Romano:

Ad inaugurare le celebrazioni, giovedì 29 ottobre 2026, sarà «Risate di gioia. Storie di gente di teatro», memorabile creazione della compagnia Le belle bandiere, nata da un’idea di Elena Bucci, che ne firma drammaturgia, regia e interpretazione insieme a Marco Sgrosso. Lo spettacolo è un omaggio struggente e comico all’anima profonda del teatro italiano: attingendo a epistolari, memorie d’attore, autobiografie e archivi dimenticati, Bucci e Sgrosso riportano in vita una carovana di giganti della scena e comparse dimenticate, riflettendo sulla fragilità e sulla sublime ostinazione del mestiere dell’attore.

Il secondo appuntamento è fissato per sabato 28 novembre 2026 con l’esilarante ritorno della Banda Osiris in «Le dolenti note. Il mestiere del musicista: se lo conosci lo eviti». Sandro Berti, Gianluigi Carlone, Roberto Carlone e Giancarlo Macrì saliranno in cattedra con il loro inconfondibile stile dissacrante, prendendo di mira i vizi, i tic, le manie e le contraddizioni dell’universo musicale, travolgendo con ironia irresistibile ogni accademismo, dalla classica al rock.

Il gran finale, venerdì 11 dicembre 2026, sarà affidato alla voce tagliente delle nuove generazioni con «Concertino per sconfitti dalla vita», scritto e interpretato da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Minozzi (produzione Do7). Un concerto-spettacolo surrealista e impietoso che celebra gli esclusi, gli ultimi e coloro che rifiutano di omologarsi alla retorica della performance e del successo a tutti i costi imposta dalla società odierna.

Informazioni e biglietteria

Tutti gli spettacoli avranno inizio alle ore 20:30 presso il Teatro Palladium (Piazza Bartolomeo Romano 8, Roma – Garbatella). I biglietti e gli abbonamenti per la rassegna sono disponibili presso il botteghino del teatro e online attraverso il circuito ufficiale del portale www.teatropalladium.com. Per informazioni e prenotazioni è attivo il numero telefonico 06 57332772 oppure l’indirizzo email biglietteria.palladium@uniroma3.it.

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