Cultura
USCITO IL NUMERO DI PRIMAVERA DELLA RIVISTA “D’ABRUZZO”
È dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026
Redazione – È uscito il numero 153 della rivista trimestrale “D’Abruzzo” Turismo Cultura e Ambiente – Primavera 2026, disponibile nelle edicole della regione e acquistabile online sul sito www.dabruzzo.it dell’editore Menabò e in versione epub su Amazon. Numero che ospita un servizio Speciale di 16 pagine dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, aperta dal testo di Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, i contributi di Lucia Arbace e Federica Zalabra, entrambi sul ritorno al Castello cinquecentesco, dopo i restauri dai gravi danni inferti dal sisma 2009, delle esposizioni del Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), e un avvincente Itinerario di rinascita di Massimo Alesii tra alcune meraviglie monumentali e architettoniche dell’Aquila e nel magnifico borgo di Fontecchio, uno dei castelli fondatori della città.
Nella sezione Mostre l’articolo di Alessandro Gabriele sull’esposizione di Michelangelo Pistoletto a Pescara e a commento il contributo di Francesca Rapini; nella sezione Itinerari e Natura l’articolo di Angela Ciano “Ippovia del Gran Sasso”, un viaggio a cavallo che racconta la rinascita dell’Abruzzo, “Il monte Salviano” di Franco Persia sulla particolare e ricca biodiversità della Riserva naturale marsicana e “Il canto dell’ululone” di Carlo D’Aurizio. E ancora “La zanna del Mammuth torna a casa” di Americo Orlando, “Vivere nella tradizione” di Deborah Ferrante sull’attività casearia a Farindola. Nella sezione Personaggi il contributo di Pablo dell’Osa “Il neorealismo pittorico di Fulvio Muzi”, il contributo di Maria Cristina Ricciardi “Il linguaggio della visione” sull’artista Goffredo Civitarese, a 10 anni dalla scomparsa, e il contributo di Antonio Corrado “I viaggiatori lenti” alla riscoperta delle aree interne. Concludono il numero la rubrica Gastronomia a firma di Carla de Iuliis, Novità editoriali a cura di Viviana Farinelli e le News a cura di Francesca Rapini.
Per questo numero Speciale della rivista, dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura – come lo saranno anche i tre successivi del 2026 – il direttore Gaetano Basti ha chiesto a me di scrivere l’Editoriale. Una richiesta che ho accolto con piacere, anzi l’ho ritenuta un vero privilegio. Se può essere d’interesse, con l’assenso del direttore, invio qui il testo dell’Editoriale e l’immagine di copertina della rivista.
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EDITORIALE
L’Aquila è Capitale italiana della Cultura nel 2026. Non è un titolo che la trasforma: è uno specchio che la rivela. Poche città al mondo possono vantare un’origine così singolare. Fondata nel 1254 da una settantina di Castelli, ciascuno chiamato a edificare un quartiere al massimo della bellezza, L’Aquila nacque come progetto urbano armonico e non per aggregazioni casuali. Fu il primo atto di civiltà condivisa tra i suoi abitanti. Mai era successo nella storia dell’urbanesimo europeo. Un evento simile – fatte le debite proporzioni – sarebbe accaduto solo nel 1703 con la nascita di San Pietroburgo. Questa dunque la sua prima, irripetibile modernità.
Per tre secoli la città esercitò un ruolo rilevante – seconda città del regno dopo Napoli – forte dei suoi commerci europei della lana e dello zafferano, dell’originalità della sua governance civile e politica, del forte legame tra la Civitas nova e i Castelli fondatori nella reciprocità di diritti e doveri dei cittadini dentro e fuori le mura. Fino alla frattura del 1528, quando la rivolta contro i dominatori spagnoli provocò la più grave conseguenza, lo smembramento feudale della città demaniale, recidendo il cordone ombelicale con il Contado e l’inizio d’una lunga decadenza.
La storia dell’Aquila, però, è una continua sequela di resurrezioni, non solo dai disastrosi terremoti, ma anche dagli sconvolgimenti politici e dalle tragedie delle guerre. Come dopo la dittatura fascista e la seconda Guerra mondiale, per parlare dei tempi recenti. Con l’Italia della Repubblica, libera e democratica, nei suoi primi anni il Gruppo Artisti Aquilani ridà voce a una comunità che aveva fame di cultura, con una visione da cui genera l’inizio della fioritura delle istituzioni culturali che ancor oggi la distinguono: musica, teatro, cinema, arti visive, alta formazione. L’Aquila si è sempre caratterizzata come città con alto indice d’investimento in cultura, in rapporto agli abitanti un’eccellenza in Italia, non solo per fruizione, quanto soprattutto per creatività e produzione culturale. Non un ornamento, ma una vocazione autentica.
Oggi la vocazione si manifesta in un sistema culturale, scientifico e di alta formazione tra i più ricchi d’Italia: Società dei Concerti, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Solisti Aquilani, Teatro Stabile d’Abruzzo, Istituto Cinematografico dell’Aquila con i suoi archivi, Università dell’Aquila, Conservatorio, Accademia di Belle Arti, la scuola speciale superiore Gran Sasso Science Institute, i Laboratori INFN, la Scuola della Guardia di Finanza, e una costellazione di Cori e associazioni culturali. L’Aquila non distribuisce cultura: la produce, la genera, la rinnova.
Accanto alla dimensione artistica, la città custodisce un patrimonio spirituale che la rende unica: la Perdonanza, il primo giubileo della cristianità concesso nel 1294 da Celestino V, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Papa Francesco, in visita pastorale il 28 agosto 2022, definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. È un riconoscimento che non appartiene al passato, ma al destino stesso della città: un mandato morale di respiro universale.
C’è poi la città rinata dalle rovine del sisma del 2009. Oggi L’Aquila si presenta con una ricostruzione avanzata e luminosa: palazzi, chiese, monumenti, mura urbiche, piazze che tornano a splendere come uno dei centri storici più vasti e preziosi d’Italia. L’Aquila è davvero uno scrigno di meraviglie: una città che ha trasformato la ferita in forza, la tragedia in rinascita. C’è infine il suo straordinario contesto naturalistico e ambientale, con l’anfiteatro delle sue montagne.
Essere Capitale italiana della Cultura significa offrire al Paese e al mondo non un corposo calendario di eventi, oltre 300, ma un’esperienza vitale che intriga totalmente. Nel corso del 2026 L’Aquila propone ai visitatori un’accoglienza calorosa, insieme alla rivelazione della sua identità più profonda: la grazia delle sue architetture, la vitalità delle sue istituzioni culturali, la potenza dei suoi valori spirituali. Una città che non mostra ciò che ha organizzato, ma ciò che è. Una città che, ancora una volta, ha scelto di rinascere davanti agli occhi del mondo.
Goffredo Palmerini
Cultura
AGO Modena, il nuovo polo culturale di Carlo Ratti apre l’11 dicembre
🚨 MODENA CAMBIA VOLTO: IL NUOVO MAXI POLO CULTURALE “AGO” DI CARLO RATTI APRE L’11 DICEMBREPrende forma uno dei più importanti ed imponenti progetti di rigenerazione urbana d’Europa! L’ex Ospedale Settecentesco Sant’Agostino rinasce come “AGO”, un ecosistema culturale da 22.000 metri quadrati che, unito al Palazzo dei Musei, creerà un distretto dell’arte, della scienza e dell’innovazione da oltre 43.000 metri quadrati, promosso da Fondazione di Modena, Comune e Università. 🏛️✨A svelare in anteprima la visione del progetto è “Origami”, lo straordinario modello in scala installato in Piazza Sant’Agostino firmato dall’architetto Carlo Ratti e dall’ingegnere americano Chuck Hoberman. Si tratta dell’anteprima della futura copertura cinetica che, entro il 2029, proteggerà il Cortile delle Tenaglie aprendosi e chiudendosi come un origami per trasformarlo in una piazza dinamica attiva tutto l’anno. Il debutto dell’11 dicembre sarà celebrato con una grande mostra transdisciplinare curata insieme a Italo Rota, che metterà in dialogo oltre 150 opere di 50 artisti internazionali con le collezioni storiche e scientifiche delle Gallerie Estensi e dell’Ateneo. 🎨💻👇 Cosa ne pensi dell’uso dell’architettura cinetica e degli origami per trasformare i nostri monumenti storici? Scrivilo nei commenti!#AGOModena #CarloRatti #ItaloRota #ArchitetturaCinetica #Origami #ModenaCultura #RigenerazioneUrbana #UfficioStampaHF4 #InnovazioneEArte
Modena – Nel dibattito architettonico e urbanistico contemporaneo, la rifunzionalizzazione dei grandi complessi monumentali di epoca moderna rappresenta una delle sfide più complesse per la rigenerazione delle città storiche dell’Eurozona. Il progetto di AGO, il monumentale intervento di restauro e riconversione del complesso settecentesco dell’ex Ospedale Sant’Agostino, si appresta a ridefinire i parametri della progettazione spaziale applicata alle industrie creative. Promosso congiuntamente dalla Fondazione di Modena, dal Comune di Modena e dall’Università di Modena e Reggio Emilia (UniMoRe), questo imponente cantiere aprirà progressivamente i propri battenti al pubblico a partire dall’11 dicembre 2026. L’operazione non si limita all’istituzione di un nuovo plesso museale statico, bensì propone un radicale mutamento di paradigma del patrimonio storico, concepito non più come un reperto da conservare in forma museale, ma come un’infrastruttura culturale dinamica e flessibile, capace di generare ricerca scientifica, innovazione e inedite reti relazionali con il tessuto urbano circostante.
L’installazione Origami e l’ingegneria cinetica di Carlo Ratti
Ad anticipare la visione formale e la filosofia strutturale che guideranno la rinascita dell’ex ospedale è “Origami”, un modello fisico in scala installato in Piazza Sant’Agostino nell’ambito del programma culturale dell’Estate modenese. L’opera funge da prototipo visibile e interattivo della futura e avveniristica copertura cinetica destinata a sormontare il Cortile delle Tenaglie del complesso, la cui ultimazione strutturale è programmata entro l’orizzonte temporale del 2029. Progettata dallo studio CRA–Carlo Ratti Associati in stretta cooperazione con l’artista e ingegnere statunitense Chuck Hoberman, in una sinergia tecnica che ha visto il coinvolgimento di Hoberman Associates e Articulated Artworks, la copertura si configurerà come una tensostruttura ultra-leggera e mobile. Ispirandosi alle rigorose geometrie dell’arte giapponese della piegatura della carta, la struttura sarà in grado di modificarsi autonomamente per regolare i flussi di luce naturale, aerazione e protezione dagli agenti atmosferici, consentendo la trasformazione del cortile in una piazza pubblica flessibile e operativa durante tutte le stagioni dell’anno per ospitare mostre, spettacoli e forum scientifici.
La macro-architettura del polo: un ecosistema da 43.000 metri quadrati
I dati dimensionali dell’intervento descrivono un’operazione di rigenerazione urbana di assoluto rilievo europeo. Con circa 22.000 metri quadrati di superficie calpestabile interamente recuperati all’interno dell’ex ospedale settecentesco, AGO si integra formalmente nel più ampio sistema dei Campi di Modena. Questa connessione strutturale con l’adiacente Palazzo dei Musei consente la nascita di un distretto culturale della conoscenza e della ricerca che raggiunge una superficie complessiva di circa 43.000 metri quadrati. Il progetto architettonico complessivo, firmato da CRA-Carlo Ratti Associati insieme al compianto maestro Italo Rota, coniuga il rispetto filologico per le preesistenze murarie barocche con l’innesto di elementi modulari, aperti e riconfigurabili, pensati per favorire l’intersezione tra le discipline umanistiche, le scienze pure, le tecnologie digitali e la cittadinanza attiva, ponendosi come un modello avanzato di architettura per l’innovazione.
La mostra inaugurale dell’11 dicembre: un dialogo transdisciplinare
L’apertura dell’11 dicembre sarà solennizzata dal debutto di una grande esposizione collettiva, curata congiuntamente da CRA e dalla Fondazione AGO, concepita come una concreta applicazione pratica della trasversalità scientifica del nuovo polo. La mostra metterà in dialogo oltre 150 opere d’arte, reperti scientifici e documenti d’archivio provenienti dalle collezioni storiche della Fondazione AGO, dell’Università di Modena e Reggio Emilia, del Museo della Figurina, delle Gallerie Estensi e del Museo Civico, arricchite da nuove commissioni e prestiti di circa 50 artisti di rilievo internazionale. Il percorso espositivo si articolerà intorno a tre assi concettuali e antropologici universali — l’abitare, il curare e l’esplorare — istituendo un confronto serrato tra il patrimonio storico e i linguaggi della contemporaneità digitale, al fine di dimostrare come la fusione tra sapere umanistico e ricerca tecnologica costituisca la chiave per interpretare le sfide geopolitiche ed ecologiche del futuro globale.
Cultura
Relazioni tossiche e declino culturale: l’analisi sociale di Maria Teresa Liuzzo
🚨 CRITICA E SOCIETÀ: IL NUOVO SAGGIO DI MARIA TERESA LIUZZO CONTRO LE RELAZIONI TOSSICHEUna denuncia potente, affilata e senza sconti contro il declino etico, il servilismo e le manipolazioni della società contemporanea. Nel suo ultimo saggio “Relazioni tossiche”, la scrittrice Maria Teresa Liuzzo traccia un’analisi spietata della figura del narcisista manipolatore e della “megera” intellettuale, allegoria di una mediocrità che si nutre di bugie, plagi e falsità social per nascondere la propria povertà morale. 🖋️🎭Dalla ferma condanna del “mercatino dei premi” e delle eccellenze inventate a tavolino per gonfiare l’ego dei cortigiani, fino alla denuncia della strumentalizzazione del dolore e delle false malattie usate per muovere i fili dell’opinione pubblica. Citando Oriana Fallaci, l’autrice ricorda che la vera cultura è civiltà di valori e merito documentato, invitando i lettori a difendere la propria libertà e a rompere i legami con i “vampiri energetici” che sottraggono dignità e pace esistenziale. 📖💡👇 Cosa ne pensi dell’analisi dell’autrice sul narcisismo e l’invidia nel mondo culturale d’oggi? Dicci la tua nei commenti!#MariaTeresaLiuzzo #RelazioniTossiche #SaggisticaItaliana #CriticaSociale #Narcisismo #VeritàECultura #OrianaFallaci #EvoluzioneCivile
Reggio Calabria – Nel dibattito contemporaneo sulle derive antropologiche della comunicazione di massa e sulla progressiva svalutazione dei parametri di merito nei circuiti intellettuali, la saggistica filosofica e letteraria torna a rivendicare una fondamentale funzione di denuncia e di igiene sociale. Il nuovo e dirompente saggio della scrittrice e poetessa Maria Teresa Liuzzo, intitolato “Relazioni tossiche”, si configura come un’autentica e spietata fenomenologia del degrado etico e psicologico che inquina i rapporti interpersonali e le piattaforme digitali. L’autrice supera i confini della riflessione accademica per strutturare una requisitoria d’altura contro la proliferazione di dinamiche manipolatorie, svelando come il narcisismo patologico, l’invidia istituzionalizzata e il servilismo cortigiano stiano compromettendo le fondamenta stesse della civiltà dei valori. Attraverso una prosa lirica e al contempo tagliente, la Liuzzo decostruisce l’archetipo della “megera”, intesa come metafora universale di un’autorità abusante e mediocre che si nutre di menzogne sistematiche e di prevaricazione per mascherare la propria intrinseca povertà intellettuale.
La svalutazione del merito e il teatrino dei premi clientelari
Uno degli snodi più analitici e stringenti del saggio investe la totale mercificazione del riconoscimento culturale nelle società post-moderne. La Liuzzo esamina con fermezza il fenomeno della moltiplicazione geometrica di premi, trofei ed onorificenze privi di qualsiasi reale valore scientifico o selettivo, definiti icasticamente come “caroselli inventati” per l’auto-celebrazione della mediocrità. Questa dinamica clientelare produce una deformazione della realtà in cui l’inganno si sostituisce al talento, e dove figure prive di etica e di dignità — paragonate ad “ancelle” genuflesse e a “eunuchi” culturali — si affollano in passerelle da mercato alla ricerca di una visibilità effimera. Il saggio denuncia la nascita di una vera e propria economia del vuoto, un “mercatino dell’usato” intellettuale in cui la quantità dei consensi elemosinati sostituisce la qualità intrinseca dell’opera, riducendo le manifestazioni pubbliche a una parata di maschere grottesche, simili a necrologi affiancati su lapidi monumentali in un cimitero di rottami creativi.
La psicologia del vampirismo energetico e il ruolo della verità
L’indagine psicologica della Liuzzo si spinge fino alla perimetrazione dei tratti clinici e comportamentali della persona tossica, individuata come un vero e proprio “vampiro energetico” che controlla, ama il dramma e instaura un libertinaggio ossessivo nelle relazioni. Il testo mette a nudo l’asimmetria profonda tra la megera e chi custodisce la lucidità della verità documentata: l’onestà e il sapere diventano fattori di profondo disagio per individui cresciuti all’ombra del malaffare e della violenza, i quali reagiscono svalutando o rapinando le opere altrui attraverso il plagio e la calunnia. Richiamando la celebre massima secondo cui in un mondo saturo di menzogne la bocca che osa dire la verità si trasforma nell’arma più ferocemente perseguitata, l’autrice esorta i propri lettori, che la seguono a livello internazionale da ben cinquantasei anni, a esercitare il diritto costituzionale alla salute mentale e alla libertà individuale, allontanando tassativamente i soggetti manipolatori per preservare la propria integrità civile. Di seguito si propone la lettura integrale del saggio d’autore:
RELAZIONI TOSSICHE
SAGGIO DI MARIA TERESA LIUZZO
Arrivò la parola con le lacrime agli occhi, veniva da un paese lontano e la luna le fece da giaciglio. Anche lei arrivava dal mare, indossava veli di perle, era solo una nota che danzava nel tempo; sorgeva da un teatro di luci e schiudeva le labbra ai primi raggi del sole. Le suas ciglia sbattevano come una canzone. La tigre si accompagnava alle ombre.
Oscillavano sulla bilancia i nostri cuori, galoppavano i fantasmi singhiozzi di cammelli, fuori dai fusi orari – dame e brigantesse stupende nei romanzi e nei poemi: la follia lavorare con l’uncinetto, mentre il tempo scavava nel mio petto. Merletti d’inferno erano le nubi; nel ricordo attraversavano il deserto; da un sorriso d’acquerugiola si affacciavano le bacche. Ruggine di uomini, come spade spietate brandivano le pagine. In un occhio di sole navigava un esile filo di rugiada. Le pareti e il soffitto nascondevano scheletri e si muovevano le loro ciglia come vermi; le parole erano punte di veleno.
Ma il male non conosce pudore – aumenta la superbia e con essa la “vittoria” – ignora l’eleganza della sconfitta. Madonne, rocce e vento, ferite appese ai rami dell’orgoglio. La cultura è imbrattata, le “blatte” si moltiplicano; altrove le caverne brillavano di muschio, sotto un macigno vermiglio si nascondeva un cuore, dai muri corrosi sporgeva un giglio. Tra le braccia del vento, diritta la schiena, apparve come un’elegante menzogna. Sui social si sa che la vergogna per le “blatte” è un lusso, esse sanno vantarsi a danno di altri con una crudeltà che hanno smesso di nascondere, dopo i mille tentativi di bugie non sempre osannate. Ma tutti conoscono la primogenitura della sua faccia di suola. Per la pulitrice di stalle, mungitrice di mucche e tosatrice di pecore, nata e cresciuta tra malaffare e un mondo di violenza e stupri, scopiazzatrice e millantatrice di passaggio, l’onestà rappresentava un disagio; il suo ornamento, la violenza sotto qualsiasi forma. I suoi “servi” si sentono a loro agio, le bugie sono comode, non sono obbligate a guardare in faccia la realtà, ma non è un sacrificio: la loro faccia è di bronzo! Un saggio disse: “In un mondo pieno di bugie la bocca che osa dire la verità diventa l’arma più perseguitata”. La megera si nasconde come il verme nella mela. Non ha il coraggio della verità e come Don Chisciotte lotta contro i mulini a vento. È una debole fiamma accecata dal tempo, un fuoco inventato da una mente malata, una misera goccia nel mare che non fa rumore.
È una povera cornacchia che vive di caroselli inventati, la sua voce è un suono di vetro che s’incrina. Non suscita rabbia, ma solo pena, è evidente che la sua puzza di sterco arriva oltre oceano mentre lei continua a scalciare come una mula, ribellandosi al suo ormai miserabile ego. Le sue “ancelle” si genuflettono per una passerella da mercato, gli eunuchi sono ancora più pietosi, privi di etica e di dignità, attaccati a quelle relazioni tossiche che nulla hanno di onesto, di pace, di cultura, ma di odio viscerale. Girano in un mondo dove la violenza impera, dove si dice di tutto e il contrario di tutto, dove persino il sapere è interessato, dove gli scritti vengono rapinati, manipolati, dove non esiste un modello etico, umano e culturale.
Chi dice la verità corre il rischio di diventare bersaglio di critiche e minacce. In un mondo di bigotti ciò che non è nostro si stacca da noi… I premi? – Che pena! Basta inventare un premio e diventano subito “eccellenze” – Ma di che? Altro che teatro di burattini e burattinai! Per questi individui o porzioni di demoni è sempre carnevale e indossano le maschere tutto l’anno. La verità apprezza la bellezza, l’arte, la saggezza. Usa le parole adatte, usa cautela, dà sostegno a chi lo merita e non ferisce mai. La realtà la cambiano i fatti e non le parole.
Come scriveva Oriana Fallaci: “Una donna che non alza la voce è una donna che non esiste”. La megera è talmente conscia della sua “povertà letterale”, umana, etica morale e sociale che fa di tutto per mettere in evidenza il suo disagio esistenziale, la sua rabbia e cattiveria che la contraddistinguono, senza sapere che questo suo comportamento, spesso scurrile e minaccioso, bugiardo per eccellenza, non ispira invidia né rabbia, ma solo pena. La cultura non è violenza, ma civiltà di valori, non è scambio di favori, ma merito e lucida verità confortati dai fatti documentati e originali, lontana da menzogne e inutili scambi di favori.
La “fame” del potere non nasce dal digiuno, ma dal sazio sanguinario e folle. Cosa rimarrà di questa umanità di foglie morte?
Si premia la cattiveria, il vuoto, la diseducazione, e poi arriva il mercatino dell’usato, tutti in fila come fossero soldati in attesa del rancio, foto su foto, si ha l’impressione di vedere un cimitero di rottami, una raccolta di francobolli o di figurine di calciatori che ricorda quella di mezzo secolo fa, o reduci di guerra che fanno rabbrividire solo a vederli, esposti rimpiccioliti simili a volti usciti dalle urne, perché la qualità non fa testo, ma la quantità li appaga… o ancora miserabili guadagni. In effetti sembrano tanti necrologici con foto affiancate da nomi sulle “lapidi” ed esposte con gusto rivoltante che tanto assomigliano ad un improvviso cimitero di guerra nella foresta dei sopravvissuti. Un conflitto immaginato dalle loro menti contorte, dove il tutto esalta ancora di più il loro ego e continua come un tarlo a rosicchiare la loro labile fantasia costruita su di un castello di menzogne. Certa gente non ha rispetto di nulla, e di nessuno. Le loro false strette di mano sono prive di calore, è come se imbracciassero un fucile. Gran parte del pubblico ignora che ogni premio sta nel merito e nel rispetto del simbolo che rappresenta, altrimenti offende il suo significato e mortifica la nostra conoscenza e il sacrificio del nostro sapere. La megera e i suoi seguaci sono talmente assatanati, da essere imbrigliati nella prigione delle tenebre che li circondano e li rappresentano. Sono bravi ad elemosinare consensi, a piantare e diffondere bugie e calunnie. Como Pinocchio aspettano di vedere trofei appesi ai rami dell’albero, sotto lo sguardo del corvo, del gatto e della volpe…
La cultura è rispetto, civiltà. Non può armarsi di prepotenza, bugie, vendetta, non è l’imporre il silenzio né i propri valori politici, morali e intellettuali, non è inventarsi malattie per dirigere il teatrino dei pupi. Tutto questo offende i veri ammalati, in attesa nelle corsie, e quelli che prima soffrono e poi muoiono negli ospedali, i feriti che cadono sotto le bombe e marciscono sotto le macerie, durante le alluvioni, sotto la guerra, imposta tutto questo con un piano ben preciso, con ragionevole freddezza e spesso a danno degli “ultimi”.
Sono servi di cento padroni legati al carro dell’ambiguità e della vigliaccheria. Molte megere si contagiano a vicenda, cervello astratto e zero concretezza; c’è un’epidemia di cialtroni e improvvisati intellettuali che impregnati d’ansia, fremono di apparire come merce in vetrina, per comparire nei Talk Show, slittando a fari spenti nella notte sgommando come invasati, “vendendosi e perdendosi” in una carrellata di stupidità, come galline accecate che si infuriano e si azzuffano nel pollaio in cerca di aria libera, nel nostro caso assetate di libertinaggio ossessivo.
Ed eccole pronte a sfilare in un carosello con la stessa nonchalance di uno spettacolo partorito dalla loro fantasia, cancellato dal tempo e dalla storia.
La persona tossica va allontanata, mai permettere di minare la pace e la salute come diritto costituzionale, siamo persone libere e non suoi sudditi. La persona tossica è narcisista, controlla, ama il dramma, ruba energia, è bugiarda, comica, invidiosa, negativa, portatrice di stress, è un vampiro. La persona tossica non tollera chi è migliore di lei, non sopporta il successo che ottiene, i suoi traguardi raggiunti.
La Cultura “Non è possedere un magazzino ben fornito di menzogne, ma è la capacità che la nostra me…
L’etica della civiltà contro la strumentalizzazione del dolore
Cultura
Intervista con il segretario generale della confederazione giudici di pace C.G.D.P. Dottor Franco Antonio Pinardi
🚨 CULTURA, LEGALITÀ E PACE: INTERVISTA ESCLUSIVA AL DOTTOR FRANCO ANTONIO PINARDIUn dialogo profondo, analitico e di altissimo spessore culturale sul ruolo dell’arte come unico strumento in grado di superare le divisioni globali e costruire una pace duratura. La giornalista Angela Kosta ha intervistato il Dottor Franco Antonio Pinardi, figura di rilievo della magistratura onoraria e Presidente Generale dell’Accademia Tiberina. 🏛️✨Nel corso del colloquio, Pinardi ha illustrato le prestigiose sinergie internazionali dell’Organizzazione Cattedra delle Donne (associata a reti ONU, Wikipoesia e Wikipace) e ha svelato il ricco programma dell’Accademia: eventi multidisciplinari che uniranno letteratura, musica, mostre d’arte, sfilate di moda e il lancio di una piattaforma digitale per sostenere gli artisti. Spazio anche a una forte riflessione etica: Pinardi ribadisce la sua distanza dalla politica di professione in nome di una rigorosa intransigenza morale, indicando nella diplomazia culturale e nei valori della bellezza l’unica vera bussola per il futuro della società civile. 🌍💼👇 Ritieni che l’arte e la cultura possano davvero unire i popoli sopra ogni confine geopolitico? Dicci la tua nei commenti!#FrancoAntonioPinardi #AccademiaTiberina #AngelaKosta #CattedraDelleDonne #DiplomaziaCulturale #GiudiciDiPace #LegalitàEPace #CulturaGlobale
Roma – Nel complesso scacchiere delle istituzioni intellettuali e dei network diplomatici sovranazionali, l’elaborazione di una strategia di coesione civile attraverso i linguaggi universali dell’arte si configura come una priorità metodologica non più eludibile per contrastare le crescenti tensioni geopolitiche. In questa cornice di alto valore scientifico e umanistico si inserisce l’articolata intervista rilasciata dal dottor Franco Antonio Pinardi, Segretario Generale della Confederazione Giudici di Pace e Presidente Generale dell’Accademia Tiberina, alla scrittrice e giornalista Angela Kosta. Il dialogo si offre come una profonda disamina della funzione contemporanea dei think tank culturali, analizzando in prima istanza la recente evoluzione e genesi dell’Organizzazione Cattedra delle Donne. Nata sotto l’impulso direttivo dell’accademica Antonietta Micali, questa istituzione ha formalizzato importanti sinergie istituzionali, associando il proprio operato e la propria identità visiva a prestigiose reti internazionali e piattaforme di cooperazione globale, tra cui i circuiti patrocinati dall’ONU, Wikipoesia, Wikipace e la stessa Accademia Tiberina, segnando un punto di svolta nelle politiche di sensibilizzazione ed emancipazione di genere.
<<Salve Dr. Franco. Benvenuto su questo dialogo riflessivo quanto importante. Vorremmo sapere com’è nata l’idea dell’Organizzazione Cattedra delle Donne dall’ottobre di quest’anno associata al logo dell’ONU, Wikipoesia, Wikipace, Accademia Tiberina, ecc…
Questa e tutta l’opera della nostra Accademica, la Direttrice Antonietta Micali di cui approfitto per ringraziarla sentitamente.
Quali sono gli sviluppi, le attività, ecc.
L’Accademia ha in programma per il 2025, una serie variegata di eventi quali letteratura con musica. Inoltre abbiamo in programma diversi vernissage e mostre per i nostri artisti. Anche la moda avrà un particolare risalto con sfilate ed eventi pubblici. Non di meno prosa e poesia avranno un ruolo importante nelle attività del prossimo anno. Abbiamo anche in programma un nostro settimanale e l’apertura di una piattaforma per la vendita delle opere dei nostri artisti. Vi saranno poi nuovi gemellaggi a livello mondiale che amplieranno la platea degli interessati attivi e passivi.
Come riesce a conciliare l’impegno della sua professione con queste organizzazioni e la vita quotidiana?
Lavorando 12 ore al giorno con il prezioso supporto della mia compagna. Inoltre ciò che si ama non è poi così faticoso anche se richiede grande concertazione e attenzione.
Cosa e chi “abbraccia” nel suo team di intellettuali i quali il loro maggior parte della vita lo dedicano alla cultura, arte, pace?
I nostri Accademici rispondono tutti a queste caratteristiche con dei distinguo per l’eccellenza.
Prevede in futuro di organizzare qualche evento a livello internazionale includendo la promozione culturale?
Si stiamo già organizzando il 2° Concorso Letterario internazionale la cui prima edizione si è svolta i Firenze presso la sala dei 550. Abbiamo in progetto altre manifestazioni.
Oltre la sua carriera professionale e sociale cosa “cattura” la sua visione riguardo a ciò sta succedendo ultimamente nel mondo. In cosa si renderebbe utile l’Organizzazione in questo?
Io sono profondamente certo che l’arte, nelle sue svariate espressioni sia l’unica che può superare le divisioni e portare quella pace che tutti agognammo. Davanti a un bel quadro, una scultura o allietati da una bella poesia o musica, tutte le barriere e confini cadono dimostrando che l’uomo può, se vuole, guardare oltre e perseguire la pace.
Conosce le radici, la storia, le tradizioni, i costumi del paese delle aquile, la mia bella patria, l’Albania?
Essendone un frequentatore non posso non apprezzare la profonda tradizione famigliare e la solidarietà. Ne amo la cucina, la musica e la cultura.
Ha mai pensato entrare nella politica?
No, perché la mia intransigenza morale e culturale mi porta a non sopportare questi figuri che una volta eletti dimenticano il mandato elettorale che hanno ricevuto e si trasformano in tracotanti personaggi che si atteggiano a super uomini e donne.
Quali sono suoi progetti per il futuro?
Far si che l’Accademia Tiberina diventi il riferimento per la cultura di tuto il mondo e diventando così il volano per una comunicazione dei valori della bellezza e della pace.
Grazie per l’intervista e il suo tempo prezioso.
Grazie lei e a tutti gli lettori!>>.
Qualifiche e Cariche di Franco Antonio Pinardi:
– Giornalista – Ordine Nazionale Giornalisti sezione Pubblicisti
sito: www.odg.mi.it
– Membro dell’Associazione dei Giornalisti Europei – AGE -AJE
sito: www.aje.it
– Presidente Nazionale del Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport, TAILS.
sito: www.tribunalearbitrale.eu
– Vice Presidente Centro Interforze Studi Militari CIS.Mil
Sito: www.cismil.it
– Segretario Generale della Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari C.U.G.I.T.
siti: www.cugit.it – www.magistraturatributaria.it
– Segretario Generale della Confederazione Giudici di Pace C.G.d.P.
siti: www.giustiziadipace.it – www.magistratidipace.it
– Membro e responsabile regionale Lombardia dell’Istituto Diplomatico Internazionale I.D.I.
www.idi-international.org
– Presidente del Consorzio Nazionale Leader per la promozione e lo sviluppo delle imprese
sito: www.consorzioleader.it
– Presidente dell’Associazione Nazionale per l’Assistenza ai Finanziari e Pubblici Dipendenti dello Stato e Parastato A.N.A.Fi.
sito: www.pubblicidipendenti.it
– Presidente Generale Accademia Tiberina già Pontificia
sito: www.accademiatiberina.it
– Presidente della Unione della Legion d’Oro
sito: www.legiondoro.it
– Membro del comitato scientifico dell’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato. E Presidente Città metropolitana di Milano
sito: http://www.acdv.it
– Presidente del Dipartimento Sicurezza e Legalità di Fare Ambiente
sito: www.fareambiente.it
– Consigliere dell’Associazione Nazionale Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana
sito: www.ancri.it
– Direttore Responsabile della rivista giuridico tributaria Tribuna Finanziaria
sito: www.tribunafinanziaria.it
– Membro dell’International Police Association e I.P.A. sezione Emilia Romagna
sito: www.ipa-italia.it
– Membro dell’Associazione Nazionale Carabinieri – sezione di Opera
sito: www.assocarabinieri.it
– Membro dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia – A.N.F.I. – sezione di Milano
sito: www.assofinanzieri.it
– Membro dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato-ANPS
sito: www.assopolizia.it
– Membro dell’Associazione Poliziotti Italiani
sito: www.apipolizia.it
– Membro della Guardia Internazionale Ambientale GIA
www.gia-guardiainternazionaleambientale.com
ONORIFICENZE E TITOLI ACCADEMICI:
– Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana
– Membro del Consiglio di Milano
sito: www.quirinale.it/elementi/
DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=220558
– Laurea in Scienze Politiche con indirizzo giuridico Università degli studi di Milano
sito: www.unipmi.org
– Senatore Accademico della Norman Academy
Norman Academy – Not Por Profit Association Arts, Letters, Humanities And Of The Human Rights Defence In The Wo.rld
– Accademico Ordinario dell’Accademia Costantiniana di Lettere, Arti e Scienze
sito: www.accademiacostantiniana.org
– Accademico in Scienze Politiche dell’Accademia Internazionale “Giuseppe Pitré”.
– Dottore Honoris Causa in “Educazione e Genetica della Politica” – concessa per il rilevante servizio prestato dalla facoltà “Marcello Tumpinaba” Repubblica Federativa del Brasile.
– Professore Honoris Causa della St. Lukas Academy di Bamberg, Germania – Dottore H.C. in Scienze Commerciali della Senior University International (Canada – USA).
Dottore H.C. in Giurisprudenza e Scienze Economiche Università Ruggero II.
– Membro del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa.
– Membro della Sociedad de Estudios San Gregorio Magno.
– Dottore Honoris Causa in Giurisprudenza della The National University of Criminal and Security Sciences, Institute of Legal Studies, (Pakistan).
– Membro Onorario della The National Council of Criminology of Pakistan
– Dottore Honoris Causa nella disciplina di Economia e Tecnica delle Relazioni Istituzionali dell’Istituto Universitario di Scienze Finanziarie ed Aziendali – IUSFA, (Lugano).
– Dottore H.C. in Scienza della Comunicazione Academy Project Man.
– Dottore H.C. in Diritto della Università Internazionale Abierta Generalisimo Sebastian Francisco de Miranda
Supera con esito Ottimo il corso di 45 ore per “Gestore della crisi da sovraindebitamento” dell’ANSI – ISFOA – CMN
– Cavaliere Orden de San Ignacio de Loyola
sito: www.odendeloyola.com
– Cavaliere della Reale Arciconfraternita dei Santi San Giovanni Battista ed Evangelista dei cavalieri di Malta ad Honorem
sito: www.cavalieridimaltaadhonorem.org
– Cavaliere Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati
sito: www.ccc-international.org
– Kentucky Colonel – Commonwealth of Kentucky Colonel – a firma del Governatore del Kentucky Ernie Fletcher
sito: www.kycolonels.org
– Cavaliere di Giustizia – Barone – Ambasciatore Straordinario del Sovrano Militare Ordine Imperiale della Corona di Ferro del Regno Italico
sito: www.controluce.it/giornali/a11n03/12-storia.htm
– Gran Croce dell’Ordine Reale di KWAKYEN Ababio ( GCKA)
– Nomina da SAI Prof. Antonio Tiberio di Dobrynia
– Membro d’Onore e Ambasciatore di Pace
PREMI:
– Gabriele D’Annunzio – 8 Aprile 2017, come esperto, cultore e docente delle materie per lo studio e la ricerca nel settore del diritto societario afferenti al corso di laurea in scienze politiche, indirizzo giuridico con particolare riferimento all’ordinamento giuridico ed all’arbitrato per l’impresa, il lavoro e lo sport.
– Cavallino d’Oro: “esperto cultore e docente delle materie per lo studio è la ricerca nel settore del diritto societario” – Fondazione Marco Tullio Cicerone Spoleto art festival – premio Letteratura
ATTESTATI:
– Unione della Legion d’Oro – Attestato al merito dell’operosità – Aristocrazia del lavoro conferito al Sig. On. Franco Antonio Pinardi quale riconoscimento delle particolari benemerenze da Lui acquisite nel campo della sua attività professionale nel settore della Giustizia.
– Ambasciatore per la Pubblica Amministrazione dell’Associazione “La Calabria nel Mondo” perché con la dedizione, il profondo senso dello Stato dimostrato nell’esercizio della sua funzione di segretario generale della Confederazione Unitaria Giudice Italiani Tributari, dell’Associazione Investigativa Forze di Polizia e del Movimento Italiano Dirigenti Amministrazioni Stato ha di fatto saputo coniugare quei valori, a noi cari, quali la correttezza, il rispetto, il profondo senso di appartenenza alle istituzioni, con la irrinunciabile difesa dei diritti e della sovranità dei cittadini tutti.
sito: www.calabrianelmondo.com
– Attestato d’Onore – Ministero dell’Interno, Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari – Il Presidente Nazionale conferisce a Franco Antonio Pinardi Attestato D’Onore in riconoscimento per l’opera sociale e di dedizione al dovere al servizio della comunità.
– Attestato di benemerenza dell’Associazione Fare Ambiente, per l’incessante impegno a favore del diritto e della Giustizia.
– Ambasciatore per i Diritti Umani – Associazione per i Diritti Umani e la Tolleranza Onlus – Maggio 2019
La nomina di Ambasciatore per i Diritti Umani viene conferita a coloro che si contraddistinguono per la loro volontà nel far conoscere e far rispettare i diritti umani, a coloro che possono diffondere la parola sui diritti umani, la pace e la tolleranza ampiamente.
EDIZIONI:
Aneddoti, Aforismi e curiosità varie – 3° edizione
Lo Spigolatore.
Intervista di: Angela Kosta Direttore Esecutivo della Rivista MIRIADE giornalista, poetessa, saggista, editore, critica letteraria, redattrice, traduttrice, promotrice
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