Pizzeria “Incontro” a Poggio Moiano: il segreto del successo passa per le mani della pizzaiola Eleonora Simonetti
Il successo della Pizzeria Incontro a Poggio Moiano: la famiglia Angeloni e il talento al forno della pizzaiola Eleonora Simonetti incantano la Sabina. 🍕 👩🍳
Poggio Moiano – Nel cuore verde della provincia di Rieti, incastonata nella suggestiva cornice di Viale Umberto I a Poggio Moiano, esiste un tempio dell’enogastronomia locale che dal 1990 continua a regalare emozioni ineguagliabili ai propri clienti. Stiamo parlando della storica Pizzeria Incontro, un vero e proprio vanto culinario per l’intera Sabina. Il segreto di questo successo ultra-trentennale non risiede in fredde o complesse strategie aziendali, ma nella forza incrollabile dei legami umani e nella dedizione assoluta al lavoro. Se le solide fondamenta di questo locale poggiano sulle intuizioni del fondatore Piero Angeloni e sull’incontenibile energia organizzativa della figlia Ester, c’è un terzo, fondamentale e preziosissimo elemento che rende magica ogni singola serata: le sapienti mani di Eleonora Simonetti, la talentuosa pizzaiola che governa con assoluta maestria il cuore infuocato del locale.
Il tocco magico davanti al forno: il talento di Eleonora Simonetti
Il mestiere del pizzaiolo è stato, per troppi lunghi decenni, un territorio professionale considerato quasi esclusivamente maschile. Ma alla Pizzeria Incontro le regole della tradizione vengono felicemente e fieramente riscritte dal talento cristallino di Eleonora Simonetti. È lei la vera anima operativa che staziona ogni sera davanti alle altissime temperature del forno a legna, trasformando i semplici panetti di pasta in autentici capolavori culinari. Gestire la cottura perfetta di decine e decine di pizze in contemporanea, specialmente durante le caotiche e affollate serate del fine settimana, richiede una concentrazione assoluta, riflessi pronti e una sensibilità fuori dal comune. Eleonora possiede quel tocco magico capace di capire, solo guardando le sfumature della fiamma, il momento esatto in cui la pizza ha raggiunto la sua doratura ideale. La sua presenza costante al forno è garanzia di qualità, di rigore e di quell’amore artigianale che fa la vera differenza tra un pasto banale e un’esperienza indimenticabile.
La squadra perfetta: Ester in sala, Piero agli ingredienti ed Eleonora alla cottura
Il successo strabiliante della Pizzeria Incontro è il risultato di un formidabile meccanismo a orologeria, in cui ogni ingrediente umano si incastra alla perfezione con l’altro. Mentre Eleonora Simonetti domina le fiamme del forno con precisione chirurgica, l’intera sala è magistralmente orchestrata dalla vulcanica Ester Angeloni. È lei il motore trainante del locale, colei che accoglie i clienti facendoli sentire immediatamente a casa, e la mente creativa che ha ideato la famosissima linea di pizze speciali gourmet. A chiudere questo cerchio perfetto di eccellenza ci pensa papà Piero Angeloni, il saggio custode della tradizione, che a 69 anni continua a selezionare e preparare personalmente le materie prime più pure e genuine. Quando l’impasto curato da Piero incontra la genialità di Ester e la cottura magistrale di Eleonora, il risultato che arriva caldo al tavolo dei clienti è semplicemente inarrivabile.
Il miracolo della leggerezza: un impasto da vera fuoriclasse
Basta fare un giro rapido sulle piattaforme di recensioni online come Tripadvisor o sulle schede di Google per accorgersi di un dettaglio ricorrente che accomuna quasi tutti i commenti entusiastici dei visitatori: la straordinaria leggerezza e digeribilità della pizza. Questo miracolo gastronomico nasce dalla scelta irremovibile di utilizzare solo farine biologiche macinate a pietra e impasti sottoposti a una lentissima e naturale lievitazione. Tuttavia, anche il miglior impasto del mondo può essere facilmente rovinato da una cottura errata o frettolosa. È esattamente qui che il ruolo di Eleonora Simonetti diventa cruciale: la sua formidabile capacità di domare il calore fa in modo che la pizza risulti sempre incredibilmente fragrante all’esterno, con un cornicione croccante al punto giusto, ma che mantenga una sofficità unica e ariosa al suo interno. Una digeribilità assoluta che permette ai clienti di alzarsi da tavola sempre leggeri, felici e profondamente soddisfatti.
La Sabina nel piatto: l’olio aziendale e le carni a chilometro zero
L’opera d’arte culinaria sfornata incessantemente da Eleonora non sarebbe completa senza l’ultimo, fondamentale tocco finale: l’aggiunta degli ingredienti a chilometro zero che celebrano la straordinaria ricchezza agricola del territorio reatino. Il vero, inestimabile tesoro della Pizzeria Incontro è infatti la filiera cortissima e genuina fortemente voluta dalla famiglia Angeloni. Tutte le pizze, appena sfornate e ancora fumanti, vengono impreziosite a crudo da un filo di superbo olio extravergine d’oliva biologico, proveniente direttamente dal meraviglioso uliveto di ben cinque ettari di proprietà della famiglia. I condimenti sono un trionfo assoluto della Sabina: formaggi artigianali freschissimi acquistati direttamente dai pastori locali e selezioni di carni pregiate provenienti dagli allevamenti cresciuti con metodi naturali dalla stessa famiglia. Mordere una fetta di questa pizza significa intraprendere un meraviglioso viaggio sensoriale tra i pascoli e le colline incontaminate del nostro Appennino.
Molto più di una cena: un’esperienza di calore, amicizia e famiglia
In un’epoca in cui la ristorazione commerciale tende sempre di più a industrializzarsi e a perdere la propria anima originaria, varcare la soglia della Pizzeria Incontro a Poggio Moiano significa ritrovare il calore umano delle antiche osterie di un tempo, saldamente unito a una professionalità moderna, rapida e incredibilmente dinamica. L’accoglienza affettuosa, il sorriso costante del personale e i tempi di attesa ridotti al minimo, sommati all’altissima qualità degli ingredienti utilizzati, rendono questo locale una vera perla rara nel panorama gastronomico. Grazie alla spinta innovativa di Ester, alla saggezza agricola di papà Piero e all’insostituibile e brillante talento al forno di Eleonora Simonetti, la Sabina intera può vantare un’eccellenza assoluta, capace di attirare schiere di buongustai e famiglie da ogni provincia limitrofa. Un monumento vero e proprio al mangiar bene e alla passione incondizionata per il proprio territorio.
Rocca di Mezzo – Nel cuore delle serate estive che animano i borghi storici dell’Altopiano delle Rocche, l’incontro tra la valorizzazione del territorio e la grande musica dal vivo si conferma una scelta strategica vincente per il turismo e la coesione sociale. Martedì 11 agosto 2026, a partire dalle ore 19:00, la suggestiva Piazzetta della Concordia a Rovere, frazione del comune di Rocca di Mezzo nella provincia dell’Aquila, si trasformerà in un accogliente salotto culturale all’aria aperta. Il borgo medievale ospiterà un nuovo e atteso appuntamento di “Jazz sotto le Stelle”, la fortunata rassegna inserita nel cartellone del festival itinerante Marsi’n Jazz. Protagonista assoluto sul proscenio sarà il Franco Finucci Quartet, una formazione di assoluto rilievo nazionale che guiderà il pubblico in un viaggio immersivo nel linguaggio più autentico e raffinato del jazz contemporaneo.
La formazione d’eccellenza: interplay e libertà espressiva
Il quartetto, guidato dal talento e dalla consolidata esperienza del chitarrista Franco Finucci, si compone di interpreti straordinari che vantano un percorso di studio inesausto e una profonda conoscenza dei palcoscenici italiani ed esteri. Ad affiancare le calde note della chitarra del leader ci saranno Marco Di Battista al pianoforte, Rodolfo Fiorini al contrabbasso e Roberto Desiderio alla batteria. Questo organico d’eccellenza darà vita a un’esecuzione pulita e priva di sbavature, alternando complessi momenti di interplay, rigorosa ricerca timbrica e una grande libertà espressiva. Le molteplici sfumature del jazz moderno risuoneranno tra le case in pietra del paese, deostruendo la rigidità dei tradizionali concerti d’aula per offrire un’esperienza artistica partecipata, intensa e diretta.
Il manifesto di Franco Finucci: fare comunità attraverso l’ascolto
La direzione artistica dell’intera rassegna è affidata alla sensibilità dello stesso Franco Finucci, il quale ha voluto sottolineare il valore civile e sociale della musica dal vivo come strumento per contrastare la solitudine dei nostri giorni. Finucci ha espresso grande entusiasmo per la tappa di Rovere, invitando le famiglie e i cittadini a vivere l’evento in prima persona: «Il jazz vive dell’incontro tra le persone, dell’ascolto reciproco e della condivisione di emozioni che nascono sul momento. Manifestazioni come Marsi’n Jazz sono preziose perché portano musica di qualità nei territori, costruiscono comunità e permettono al pubblico di vivere il concerto come un’esperienza autentica. Sarà un piacere suonare a Rovere insieme a musicisti straordinari».
La rete organizzativa: Blue Note, Il Castello e la Fondazione Carispaq
La complessa ed efficiente macchina logistica che permette lo svolgimento della manifestazione è il frutto di una solida e trasparente rete di cooperazione sussidiaria tra il Terzo Settore e le istituzioni pubbliche. L’organizzazione sul campo è curata con dedizione dalle associazioni culturali “Blue Note” e “Il Castello”, che operano in perfetta armonia con il Comune di Rocca di Mezzo e la Regione Abruzzo. Il festival beneficia del fondamentale sostegno economico concesso dal Ministero della Cultura e dalla Fondazione Carispaq, a cui si aggiunge la prestigiosa sinergia con la rete nazionale I-Jazz. Questa unione di forze permette di tutelare il patrimonio immateriale delle aree interne dell’Appennino, trasformando i piccoli borghi montani in poli di attrazione per il turismo colto e sostenibile.
L’aperitivo cenato in piazzetta e i canali di prenotazione su Whatsapp
Sotto il profilo strettamente logistico e operativo, l’appuntamento dell’11 agosto è stato concepito per coniugare l’alto valore intellettuale della musica al piacere della convivialità e delle eccellenze agroalimentari locali. L’ingresso al concerto include un esclusivo aperitivo cenato, allestito all’aperto nel rispetto delle regole di sicurezza e afflusso, al costo fisso di 18 euro, con una tariffa ridotta a 14 euro interamente riservata ai soci delle associazioni promotrici. Per azzerare i labirinti burocratici, evitare le code e assicurarsi un posto a sedere nella platea sotto le stelle, la direzione raccomanda caldamente di trasmettere la propria prenotazione nominale inviando un semplice messaggio di testo tramite l’applicazione digitale di Whatsapp al recapito dell’organizzazione.
La musica dal vivo come argine contro la solitudine digitale dei giovani
In ultima analisi, il successo stanziale e il proseguo delle attività di Marsi’n Jazz aprono una seria riflessione sui benefici psicologici e sociali che lo sviluppo dei festival estivi genera sulle comunità di provincia. Sradicare i giovani, i minori e le famiglie dall’isolamento biologico indotto dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurli nella quiete delle piazze storiche a condividere un momento di socialità reale, costituisce il dovere civile più alto per i promotori culturali. Quando le note del quartetto riempiranno la notte di Rovere, la musica cesserà di essere un semplice intrattenimento estemporaneo e si riaffermerà come una dinamo di coesione civile, dimostrando che il domani della nostra terra dipende dalla capacità di unire il merito del talento al calore delle relazioni umane.
Tornareccio festeggia vent’anni di Regina di Miele: a settembre la fiera
Tornareccio festeggia il 20° anniversario di Regina di Miele: il 26 e 27 settembre torna la grande mostra-mercato gratuita dedicata alle eccellenze abruzzesi. 🍯 🐝
Tornareccio – Nel cuore delle aree interne dell’Appennino abruzzese, dove la cura del territorio e la tutela della biodiversità si fondono con lo sviluppo di un’economia legata alle eccellenze dell’agroalimentare, le tradizioni locali rappresentano il motore principale della promozione turistica. Il borgo di Tornareccio, situato nella provincia di Chieti e storicamente riconosciuto come la capitale abruzzese del miele, si appresta a vivere una stagione di straordinaria intensità. Sabato 26 e domenica 27 settembre 2026, le vie del centro storico ospiteranno l’attesissima ventesima edizione di “Tornareccio Regina di Miele”. Si tratta di un traguardo storiografico importante per una mostra-mercato nazionale che, da quattro lustri, racconta il lavoro silenzioso degli apicoltori, offrendo alle famiglie e ai consumatori attenti un’esperienza legata alla trasparenza della filiera corta.
La mostra-mercato nel centro storico e il compleanno dei vent’anni
Il compleanno dei vent’anni si offre all’opinione pubblica come un’occasione preziosa per fare il bilancio di un percorso amministrativo e associativo di grande successo, capace di posizionare il paese tra i vertici del circuito delle “Città del Miele” in Italia. Durante le due giornate di fine settembre, il reticolo dei vicoli medievali si trasformerà in un grande salotto culturale all’aperto, ricco di stand espositivi, mercati della somministrazione e laboratori didattici sul campo. I visitatori provenienti dalle diverse province d’Abruzzo e dalle regioni limitrofe potranno addentrarsi in itinerari enogastronomici curati nei minimi dettagli, in cui la degustazione dei prodotti tipici locali sarà accompagnata da momenti di intrattenimento musicale dal vivo, spettacoli di piazza e percorsi pensati per avvicinare i minori alla cultura rurale.
Il manifesto del sindaco Nicola Iannone: unire le forze per il borgo
La soddisfazione per il raggiungimento di questo anniversario traspare dalle parole del sindaco di Tornareccio, Nicola Iannone, che ha voluto diffondere una nota ufficiale per ringraziare la fitta rete di cooperazione che sostiene la macchina organizzativa. Iannone ha sottolineato come la rassegna sia il frutto di un’intesa profonda tra le istituzioni locali, le aziende apistiche, i volontari del Terzo Settore e i cittadini onesti, tutti uniti dall’amore per le proprie radici: «Siamo orgogliosi di celebrare il ventesimo anniversario di Regina di Miele. In questi vent’anni la manifestazione è diventata un punto di riferimento per il settore apistico e un’importante occasione di promozione del nostro borgo. Questa edizione celebra vent’anni di impegno e collaborazione e siamo certi che saprà emozionare confermando il valore di un’iniziativa che continua a crescere».
La ricchezza della produzione: dall’acacia al miele di coriandolo
Il baricentro economico e biologico di Tornareccio risiede nella straordinaria varietà di mieli prodotti grazie alla presenza di pascoli incontaminati e colline fiorite che caratterizzano il comprensorio chietino. Le sapienti mani degli apicoltori locali, che si tramandano i segreti delle arnie di generazione in generazione, sono in grado di offrire tipologie di pregio che spaziano dal classico e delicato miele d’acacia al profumato millefiori, dal miele di sulla fino alla rara e ricercata varietà al coriandolo. Questa biodiversità costituisce un patrimonio immateriale unico, protetto da rigidi controlli sanitari e ambientali che deostruiscono le logiche della concorrenza sleale dei prodotti esteri a basso costo, garantendo al consumatore un cibo puro, sano e ricco di proprietà protettive per la salute delle persone.
I laboratori didattici per l’infanzia e il programma delle sorprese
La programmazione ufficiale dell’edizione 2026, i cui dettagli operativi saranno svelati nelle prossime settimane tramite i canali istituzionali e le pagine ufficiali dell’amministrazione, riserverà un’attenzione speciale alla didattica dello sviluppo e al coinvolgimento dei bambini. Attraverso laboratori creativi all’aria aperta e incontri interattivi con gli esperti del settore, i minori potranno scoprire da vicino la complessa struttura sociale delle api e l’importanza del loro ruolo biologico per la sopravvivenza dell’intero ecosistema naturale. Il sindaco Iannone ha preannunciato la presenza di grandi sorprese e appuntamenti speciali pensati per trasformare il fine settimana in un’esperienza indimenticabile per tutte le generazioni, unendo lo svago all’apprendimento consapevole.
Il valore del turismo lento contro l’isolamento degli schermi digitali
In ultima analisi, il trionfo e la longevità di Regina di Miele a Tornareccio riaprono una seria riflessione sui benefici psicologici e sociali che lo sviluppo dei festival legati alle identità rurali genera sulle comunità di provincia. Sradicare le famiglie, i giovani e i minori dall’isolamento domestico indotto dall’abuso degli schermi digitali e delle reti virtuali, per ricondurli nella dimensione collettiva dell’incontro in piazza a condividere la dolcezza dei prodotti della terra, rappresenta il pilastro più alto del moderno welfare culturale. La tutela dell’agricoltura tradizionale e del vero Made in Italy rimane la via maestra per contrastare lo spopolamento montano. Solo attraverso la forza delle idee e il calore delle relazioni umane, conclude la nota, l’Abruzzo potrà difendere il proprio patrimonio di civiltà e garantire un domani sereno alle future generazioni.
Collegiove, bacheca del cineforum vandalizzata: la cultura non si ferma
Vandalizzata la bacheca del cineforum di Collegiove: strappati i programmi e gli articoli con il regista Daniele Vicari, ma la cultura non si ferma. 🚨 🎬
Collegiove – Nel delicato e a volte faticoso cammino di rilancio culturale che interessa le aree interne dell’Appennino e i piccoli borghi di provincia, la nascita di spazi di condivisione sociale rappresenta un pilastro fondamentale per contrastare lo spopolamento e l’isolamento. Tuttavia, questo percorso di civiltà si trova a volte a dover fare i conti con l’insensibilità di gesti isolati, capaci di ferire la sensibilità dell’intera cittadinanza. Nella giornata odierna, la comunità di Collegiove, piccolo centro della provincia di Rieti, ha dovuto registrare un amaro episodio di inciviltà: la bacheca informativa esterna del neonato cineforum è stata presa di mira e vandalizzata da ignoti. Qualcuno ha strappato e rimosso la locandina contenente la programmazione ufficiale dei film previsti per il mese di agosto, insieme ai ritagli dei giornali locali che celebravano l’inaugurazione dello spazio.
Lo sdegno dei volontari e il ricordo del regista Daniele Vicari
Il danneggiamento della struttura informativa colpisce al cuore un progetto nato esclusivamente per offrire un servizio gratuito, pulito e di alta qualità ai residenti e alle famiglie del comprensorio sabino. Tra i documenti distrutti e strappati con violenza figuravano anche i resoconti giornalistici dedicati alla solenne serata inaugurale della rassegna, un momento di grande rilievo storiografico che aveva visto la partecipazione straordinaria e la vicinanza concreta del celebre regista cinematografico Daniele Vicari. Il cineasta aveva scelto di condividere con il paese questo importante traguardo culturale, deostruendo la distanza tra la grande produzione nazionale e le realtà rionali, offrendo ai ragazzi e ai lavoratori un’occasione preziosa di ascolto e di crescita intellettuale all’aria aperta.
La reazione dei promotori: l’entusiasmo e la forza di andare avanti
A margine della dolorosa scoperta, i volontari e i quadri organizzativi del cineforum hanno diffuso una nota ufficiale intrisa di realismo e fermezza etica, esprimendo una forte e composta denuncia sociale, ma rifiutando al contempo ogni logica di rassegnazione. I promotori hanno chiarito che l’atto vandalico non riuscirà in alcun modo a cancellare il capitale umano, il lavoro quotidiano e l’impegno civile profusi da tutte le persone che credono fermamente nella rinascita di Collegiove. Lontano dal farsi intimorire o dal cedere alle logiche della frustrazione, il direttivo ha rilanciato con orgoglio la programmazione estiva, evidenziando come l’oltraggio ricevuto si traduca in una spinta integrativa per proseguire con maggiore determinazione lungo la strada della legalità e dell’ordine.
Il supporto della cittadinanza e il valore dei piccoli borghi d’arte
La risposta del paese non si è fatta attendere: nel giro di poche ore, le piattaforme dei social network si sono riempite di centinaia di messaggi di solidarietà e di affetto rivolti agli organizzatori della rassegna cinematografica. Cittadini onesti, amministratori locali e associazioni del Terzo Settore hanno voluto stringersi intorno al cineforum, confermando la volontà collettiva di difendere un presidio di cultura e di socialità reale. Questo moto di vicinanza dimostra empiricamente che anche un piccolo borgo montano ha il pieno diritto di essere protagonista di iniziative belle e di spessore artistico.
La cultura della legalità contro lo sfregio
In ultima analisi, il vile gesto consumatosi ai danni della bacheca di Collegiove riapre una seria riflessione sulle fragilità sociali e sull’importanza della didattica civile tra le giovani generazioni. Insegnare ai minori il rispetto dei beni comuni, l’amore per l’arte e il valore del servizio alla comunità rappresenta lo strumento sussidiario più efficace per contrastare il disagio giovanile e i fenomeni di microcriminalità rionale. La cultura non può essere ridotta a un lusso per pochi, né subire l’asfissia degli slogan urlati o dell’ignoranza al potere. I promotori si sono congedati invitando tutti ai prossimi appuntamenti in calendario con una frase d’autore destinata a restare impressa nella mente dei cittadini: «La cultura si può strappare da una bacheca, ma non dal cuore di una comunità che ha voglia di crescere».
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