Rimani in contatto con noi
#

Eventi

Fede, poesia e cultura si fondono a Paganica: il Monastero delle Clarisse celebra Santa Chiara tra spiritualità e letteratura

Il Monastero delle Clarisse di Paganica si apre al mondo: l’11 agosto la Messa solenne con l’Arcivescovo D’Angelo e la presentazione del libro della poetessa e monaca Cecilia Benassi, elogiata da Daniele Mencarelli. Un evento unico tra spiritualità e letteratura altissima. 📖⛪

Pubblicato

a

Festa di Santa Chiara Paganica

Paganica (L’Aquila) – In un’epoca moderna dominata dal rumore incessante dei social network e dalla sfiancante frenesia della vita quotidiana, esistono per fortuna ancora dei luoghi preziosi in cui il tempo sembra essersi fermato per lasciare spazio al silenzio, alla riflessione e alla spiritualità più profonda. Uno di questi veri e propri cuori pulsanti è senza dubbio il Monastero delle Clarisse di Paganica, nel territorio aquilano, che si prepara in questi giorni a vivere uno dei momenti più intensi e attesi dell’intero anno liturgico. Il prossimo martedì 11 agosto, le antiche e rassicuranti mura del monastero si apriranno per celebrare con enorme gioia e devozione la solennità di Santa Chiara. Ma quello che si profila all’orizzonte non è un semplice e consueto appuntamento religioso riservato a pochi fedeli, bensì un grande e sfaccettato evento capace di fondere magistralmente la fede millenaria con l’altissima letteratura contemporanea, offrendo all’intera comunità un’occasione unica e rara di arricchimento interiore.

Il Triduo preparatorio e la Solenne Messa presieduta dall’Arcivescovo D’Angelo

L’attesa per la grande festa dell’11 agosto sarà ritmata da un percorso spirituale e culturale di grandissimo spessore. La solennità sarà infatti preceduta da un intenso Triduo nei giorni di sabato 8, domenica 9 e lunedì 10 agosto. Durante queste tre giornate di raccoglimento, la partecipazione ai Vespri delle ore 18:30 sarà impreziosita dagli autorevoli interventi del professor Marco Bartoli, insigne docente di Storia medievale, che aiuterà tutti i presenti a contestualizzare e comprendere a fondo la rivoluzionaria figura storica e umana di Santa Chiara. Il culmine emotivo e spirituale delle celebrazioni si raggiungerà però martedì 11 agosto: dopo i secondi Vespri previsti per le 17:15, il sacro silenzio del monastero lascerà spazio al rito comunitario alle ore 18:00, con la Messa solenne che sarà presieduta direttamente dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, Monsignor Antonio D’Angelo. La presenza della massima carica diocesana testimonia, ancora una volta, il fortissimo legame istituzionale e affettivo che unisce indissolubilmente la comunità ecclesiastica aquilana alla silente ma fondamentale presenza delle monache clarisse sul nostro territorio.

Il monastero che si apre al mondo: dalla convivialità alla cultura letteraria

Spesso, nell’immaginario collettivo, si corre il grave rischio di immaginare i monasteri di clausura come delle buie fortezze inaccessibili e totalmente distanti dalle dinamiche della società civile moderna. L’atteso evento di Paganica smentisce categoricamente e felicemente questo vecchio cliché. Al termine della partecipata celebrazione eucaristica, infatti, le porte si spalancheranno per un bellissimo momento di gioiosa convivialità, permettendo ai cittadini di stringersi in un abbraccio attorno alla comunità monastica. Subito dopo, lo spazio sacro cederà il passo a un appuntamento culturale di grandissima caratura: la presentazione ufficiale del volume di poesie intitolato “Misurazioni”, edito da IP Editore. Ad arricchire il dibattito, oltre alla talentuosa autrice dell’opera, ci sarà un parterre di ospiti eccezionali: la nota giornalista Rai e brillante scrittrice Costanza Miriano, il raffinato scrittore e poeta Pietro Federico, e l’editore in persona, Ignazio Pappalardo. Un salotto intellettuale di altissimo livello che dimostra come la Chiesa sappia ancora essere mecenate e culla del pensiero critico moderno.

Cecilia Benassi: quando l’eccellenza accademica sposa la vocazione monastica

A rendere questo appuntamento editoriale un vero e proprio evento da non perdere è l’incredibile identità dell’autrice dei versi. Cecilia Benassi non è solo una talentuosa poetessa, ma è soprattutto una monaca clarissa che vive e prega proprio all’interno del Monastero di Santa Chiara a Paganica. Nata a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, suor Cecilia incarna in modo assolutamente straordinario l’incontro perfetto tra una profonda e radicata vocazione spirituale e un’altissima formazione accademica d’eccellenza. Il suo curriculum studiorum è a dir poco impressionante: dopo aver conseguito brillantemente la laurea presso la prestigiosa Università Cattolica di Milano, si è specializzata in Letteratura e Arti a Lugano sotto la saggia e severa guida di Carlo Ossola. Non doma nella sua ricerca della verità attraverso lo studio instancabile, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso la rinomata Università Lumsa di Roma, dedicando la sua complessa tesi al genio poliedrico e mistico di Pavel Florenskij. Un bagaglio culturale sterminato che la religiosa ha scelto di mettere interamente al servizio della fede comunitaria, pubblicando saggi scientifici e sillogi poetiche che indagano con coraggio i misteri insondabili dell’animo umano.

La “grazia aspra” delle sue poesie: la meravigliosa recensione di Daniele Mencarelli

La caratura letteraria dell’opera “Misurazioni” è certificata in modo inequivocabile e autorevole dalle parole di un vero gigante della letteratura contemporanea italiana, Daniele Mencarelli, che firma una splendida quarta di copertina del volume. Mencarelli non esita un secondo a inserire l’opera di suor Cecilia nella nobile genealogia delle grandi voci femminili del nostro doloroso Novecento, affiancandola a nomi titanici della poesia come Antonia Pozzi e Giovanna Sicari. “Una consanguineità di sguardi e capacità di tendere la parola sino al suo limite”, scrive poeticamente Mencarelli, individuando nella penna affilata della monaca un ponte salvifico teso in modo mirabile fra l’uomo mortale e il sacro, fra l’abisso insondabile del dolore umano e la luce suprema e abbagliante di Dio. Nelle parole del noto recensore si coglie perfettamente la potenza devastante di un’opera che non cerca mai facili consolazioni: “Una grazia aspra, mai doma, corre dentro queste poesie spesso di pochi versi, capaci di raggiungere vette memorabili”. Non si tratta affatto di letture rassicuranti pensate per cuori tiepidi: la poesia della Benassi, sottolinea acutamente Mencarelli, ci denuda completamente dalle nostre quotidiane e borghesi ipocrisie, e lo fa per uno scopo preciso e altissimo: farci rinascere spiritualmente a nuova vita.

Un invito corale a riscoprire le radici profonde del nostro animo

L’appuntamento di martedì 11 agosto a Paganica si preannuncia, alla luce di tutto questo, non solo come una dovuta, sentita e solenne celebrazione della figura di Santa Chiara, ma come una preziosa e rara oasi di riflessione per chiunque, intimamente credente o fieramente laico, senta il disperato bisogno di fermarsi ad ascoltare. In un mondo moderno che urla in continuazione, il monastero aquilano offre a tutti noi la grandissima opportunità di riscoprire la forza disarmante e pacificatrice della Parola: quella divina cantata solennemente nella Messa, e quella profondamente umana e letteraria declinata nei versi di suor Cecilia. Un momento prezioso per ricordare a noi stessi che, dietro il silenzio apparentemente immobile della clausura, batte in realtà un cuore intellettuale vivo, attento e modernissimo, capace di misurare con spietata esattezza le profondità del nostro tempo.

Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Eventi

Flavia La Pasta aprirà i concerti di Gemelli Diversi e Zero Assoluto: due serate da protagonista sulla Riviera Adriatica

Pubblicato

a

Flavia La Pasta

San Benedetto del Tronto-  Due appuntamenti di grande richiamo per la musica dell’estate vedranno protagonista anche un talento del nostro territorio. La cantante abruzzese Flavia La Pasta aprirà infatti i concerti dei Gemelli Diversi, in programma il 14 agosto a San Benedetto del Tronto (zona spiaggia concessione 71-71 bis), e degli Zero Assoluto, attesi il 15 agosto alla Rotonda Las Palmas di Martinsicuro. Due palcoscenici prestigiosi che confermano la costante crescita artistica della giovane interprete abruzzese, chiamata ad aprire gli spettacoli di due tra i gruppi più amati della musica italiana.

Le due locandine raccontano chiaramente il ruolo di rilievo affidato a Flavia: il suo nome compare in evidenza come artista che inaugurerà entrambe le serate e che presenterà in anteprima live “Cuore Bilingue”, il suo nuovo singolo. Un’occasione importante per far conoscere al grande pubblico un progetto musicale che rappresenta l’evoluzione naturale di un percorso costruito con studio, passione e una continua ricerca artistica.

Nata a Teramo il 15 novembre 1994 da una famiglia di origine napoletana, Flavia La Pasta ha manifestato sin da bambina una forte predisposizione per la musica. A soli sei anni ha iniziato lo studio del pianoforte, per poi dedicarsi al canto lirico fino a conseguire la laurea in Canto e Musica da Camera presso il Conservatorio “Gaetano Braga” di Teramo. Una formazione accademica che oggi costituisce il solido fondamento della sua identità artistica.

Nel corso degli anni ha collaborato con numerosi artisti di rilievo internazionale, sia nel repertorio operistico sia in quello pop, dimostrando una notevole versatilità interpretativa. Da tempo è inoltre voce solista del Chorus Novus di Teramo, con il quale ha ottenuto ampi apprezzamenti in numerosi concerti. Parallelamente, ha riscosso significativi consensi nelle esibizioni in duo con la pianista Giada Mancini.

Il 2025 ha segnato una svolta decisiva con l’avvio del suo progetto di musica inedita. Le sue canzoni fondono il linguaggio del pop contemporaneo con sonorità folkloristiche e classiche, valorizzando il dialetto napoletano e alternando un’impostazione vocale lirica a una più moderna e pop. Brani come “Nati sbagliati”, “Lyrica” e “Derma” hanno attirato l’attenzione della critica e del pubblico, mentre la partecipazione al programma Rai “Crossover – La musica a 360 giri!”, trasmesso su Isoradio, ha contribuito ad ampliare ulteriormente la sua visibilità.

Le due aperture di San Benedetto del Tronto e Martinsicuro rappresentano quindi molto più di una semplice partecipazione a eventi estivi: sono la conferma di un percorso artistico in continua ascesa e l’opportunità di presentare dal vivo un repertorio originale davanti a migliaia di spettatori. L’anteprima di “Cuore Bilingue” sarà uno dei momenti più attesi delle due serate, offrendo al pubblico la possibilità di conoscere da vicino una delle voci emergenti più interessanti del panorama musicale italiano. Nella produzione dei suoi brani inediti, molto importante è stato il contributo del suo manager Fabrizio Frigeni.

Per Flavia La Pasta si tratta di un nuovo e significativo traguardo, che premia anni di studio e di impegno e che rafforza il legame tra il talento abruzzese e i grandi eventi musicali dell’estate 2026. Due concerti, due città e un’unica protagonista pronta a conquistare il pubblico con una voce capace di unire tecnica, emozione e una personalità artistica ormai ben definita.

Continua a Leggere

Eventi

Chieti si prepara alla grande storia della musica: trepidazione per il concerto evento di Vengerov e Pletnev al Marrucino

Chieti si prepara a scrivere la Storia della musica classica! Venerdì mattina al Foyer Bar del Teatro Marrucino la conferenza stampa per annunciare l’arrivo in Abruzzo di due mostri sacri mondiali: Maxim Vengerov e Mikhail Pletnev. Un evento irripetibile che inorgoglisce l’intera città. 🎻 🎹 🏛️

Pubblicato

a

Locandina evento musicale Chieti

Chieti – Ci sono luoghi, sparsi nella nostra penisola, in cui la bellezza non è soltanto un astratto concetto intellettuale, ma si respira fisicamente nell’aria, si tocca con mano e risuona eternamente tra le antiche pareti in muratura. Il Teatro Marrucino di Chieti è, senza alcun dubbio o timore di smentita, uno di questi rari e preziosi luoghi magici. Un autentico, magnifico scrigno di velluto rosso scuro e stucchi dorati che da secoli custodisce gelosamente i respiri trattenuti, le emozioni incontrollabili e le lacrime di commozione di intere generazioni di spettatori. Eppure, anche per un tempio sacro e perennemente abituato all’eccellenza scenica come il Marrucino, ci sono eventi che sfuggono alla normale e pur ottima programmazione, per iscriversi di diritto nelle pagine di Storia cittadina, quella con la S rigorosamente maiuscola. È esattamente il caso del sensazionale, straordinario doppio concerto che si terrà a fine mese, un appuntamento imperdibile che promette di proiettare la città di Chieti e l’intero Abruzzo direttamente nell’Olimpo dorato della grandissima musica classica internazionale.

Il via ufficiale al conto alla rovescia: venerdì la grande conferenza stampa nel salotto del teatro

L’attesa in città è già comprensibilmente spasmodica e febbrile, e tutti i succosi dettagli di questo evento dalla portata epocale verranno svelati ufficialmente venerdì 7 agosto 2026. Alle ore 11:00 in punto, l’elegante e accogliente Foyer Bar del Teatro Marrucino aprirà le sue porte per ospitare la tanto attesa conferenza stampa, sapientemente organizzata dalla Deputazione Teatrale. Vi preannunciamo che non sarà affatto un semplice, noioso e burocratico incontro di rito per soli addetti ai lavori, ma il vero e proprio squillo di tromba iniziale, il via ufficiale al conto alla rovescia per l’incredibile arrivo nella nostra regione di due giganti assoluti, due inarrivabili mostri sacri del panorama musicale mondiale che varcheranno la soglia del teatro teatino per due serate magiche, nei giorni del 22 e 23 agosto prossimi.

Vengerov e Pletnev: due irraggiungibili leggende viventi, due anime immense sul palco teatino

I nomi che verranno giustamente celebrati durante la conferenza stampa fanno letteralmente tremare i polsi a qualsiasi appassionato, critico o studioso di musica classica in ogni angolo del mondo: parliamo del violinista Maxim Vengerov e del pianista Mikhail Pletnev. Non stiamo parlando semplicemente di “ottimi” o “famosi” esecutori, ma di vere e proprie divinità scese in terra per prestare miracolosamente le loro mani e il loro cuore agli strumenti. Avere la rara possibilità, in una città di provincia (seppur antichissima, nobile e fiera come Chieti), di poter chiudere serenamente gli occhi nel buio ovattato della platea e lasciarsi trafiggere l’anima dalle perfette vibrazioni del violino di Vengerov o dalla travolgente potenza interpretativa del pianoforte di Pletnev, è un vero miracolo organizzativo che sfiora i confini dell’impossibile. Sono artisti supremi, capaci, con una singola nota sfiorata, di scavare nel dolore umano e di innalzare lo spirito dello spettatore fino a fargli toccare il cielo. Ospitarli per ben due date consecutive, il 22 e 23 agosto, è un lusso sfacciato che solitamente è concesso e riservato solo alle grandissime e ricche capitali europee.

Le voci autorevoli delle Istituzioni: quando la buona politica e la cultura si stringono la mano

Dietro un miracolo artistico e logistico del genere c’è ovviamente il lavoro instancabile, testardo e silenzioso di un’intera squadra istituzionale che ha deciso, con coraggio, di sognare in grande per amore viscerale della propria città. A presentare orgogliosamente l’evento ai microfoni della stampa accreditata venerdì mattina ci saranno le massime autorità cittadine, pronte a fare gli onori di casa. Interverranno direttamente il Sindaco del Comune di Chieti, l’Avvocato Giovanni Legnini, e il Vicesindaco con delega vitale ai Grandi Eventi e alle Manifestazioni, il Dottor Paolo De Cesare. La loro presenza fisica e convinta in conferenza testimonierà un concetto politico e sociale fondamentale: quando le Istituzioni pubbliche comprendono che investire forti energie nella grandissima cultura non è mai uno spreco di risorse, ma rappresenta l’unico modo reale per curare e nobilitare l’anima di una comunità, l’intera città ne esce sempre vincente e profondamente rinvigorita nel proprio orgoglio civico.

Una rete virtuosa di inestimabili eccellenze: il formidabile ponte musicale tra Chieti e Avezzano

Ma il vero motore immobile, il cuore pulsante e geniale di questa operazione ciclopica, risiede nell’ingranaggio perfetto della direzione. La conferenza stampa, infatti, vedrà come protagonisti assoluti coloro che materialmente “scrivono” i cartelloni della grande musica in Abruzzo. Prenderà la parola il Maestro Giuliano Mazzoccante, Direttore Artistico della Deputazione Teatrale Teatro Marrucino, un uomo vulcanico che ha dimostrato in tutti questi anni come l’altissima competenza, unita all’amore smisurato per il proprio teatro, possano abbattere qualsiasi ostacolo burocratico. Al suo fianco, a testimonianza di una fratellanza musicale, ci sarà un ospite d’eccezione, il Maestro Massimo Coccia, illuminato Direttore Artistico della Stagione Musicale del Teatro dei Marsi di Avezzano. Questa preziosa, intelligente e proficua alleanza artistica tra il capoluogo teatino e la Marsica dimostra quanto sia vitale, oggi più che mai, creare reti solide, fare sistema comune, unire le forze e le eccellenze del territorio abruzzese per poter competere ai massimi livelli e attrarre le stelle più luminose del firmamento mondiale.

Molto più di un semplice concerto in cartellone: un regalo inestimabile per l’anima di Chieti

L’appuntamento per i giornalisti, per gli addetti ai lavori e per i cittadini più curiosi è dunque fissato inderogabilmente per venerdì mattina alle ore 11:00 presso il Foyer Bar. Lì verranno finalmente svelati i meravigliosi programmi musicali scelti, i retroscena organizzativi e tutti gli affascinanti dettagli di questa doppia data che si preannuncia indimenticabile. Ma una cosa è già certa fin da oggi, nero su bianco: il doppio concerto di Vengerov e Pletnev del 22 e 23 agosto non sarà minimamente derubricabile alla superficiale voce “intrattenimento estivo”. Sarà una vera liturgia laica, un momento di altissima catarsi collettiva, un’iniezione di pura e assoluta bellezza in un mondo che spesso ci appare fin troppo grigio e cinico. Il glorioso Teatro Marrucino si prepara, ancora una volta, a fare la Storia. E la città di Chieti, orgogliosamente, si prepara ad ascoltarla trattenendo il respiro e chiudendo gli occhi.

Continua a Leggere

Eventi

Oltre il business del dolore: a Castiglione Messer Marino sbarca il thriller spietato che svela i segreti oscuri del “caro estinto”

Il cinismo spietato delle pompe funebri, la corruzione nelle RSA, e una caccia all’assassino sulla costa abruzzese! Sabato a Castiglione Messer Marino Lina Colacillo presenta “Il mare non porta fiori”, un thriller-pugno nello stomaco che vi lascerà senza fiato. 📚 🌊 🔪

Pubblicato

a

Lina Colacillo

Castiglione Messer Marino – Ci sono, per nostra fortuna, pomeriggi d’estate in cui, all’ombra rassicurante e silenziosa dei nostri antichi borghi, la cultura decide di smettere i panni leggeri dell’intrattenimento da ombrellone per indossare quelli decisamente più crudi e affilati della riflessione profonda. È esattamente ciò che accadrà sabato 8 agosto 2026, a partire dalle ore 17:15, nel cuore di Castiglione Messer Marino. La suggestiva Piazza della Repubblica si trasformerà, infatti, per qualche ora in un vero e proprio palcoscenico per esplorare senza filtri i lati più oscuri, cupi e taciuti dell’animo umano. L’occasione è di quelle assolutamente imperdibili per gli amanti della buona lettura: la presentazione ufficiale dell’ultimo, attesissimo romanzo di Lina Colacillo, intitolato “Il mare non porta fiori” (pubblicato dalla combattiva casa editrice pescarese Drakon edizioni). Vi avvertiamo subito, non si tratta affatto di un semplice libro giallo da scorrere distrattamente tra un bagno e l’altro, ma di un autentico, poderoso pugno nello stomaco che squarcia con coraggio il velo d’ipocrisia su uno dei tabù più grandi e inconfessabili della nostra società moderna: lo spietato, milionario e gelido business della morte e del dolore.

Una Pescara a tinte noir: quando la morte si trasforma in un cinico giro d’affari

La cruda trama del romanzo ci trascina violentemente per i capelli in una Pescara del tutto inedita e oscura, ambientata nel recentissimo 2024. Dimenticate per un attimo la placida e assolata costa adriatica, i bagnanti sorridenti e la spensieratezza estiva tipica delle cartoline turistiche. Tra le sapienti pagine della Colacillo, la bella città dannunziana diventa il teatro silenzioso di una vera e propria guerra sotterranea e spietata. Il campo di battaglia non sono, come di consueto, le strade buie della malavita organizzata, ma i corridoi freddi, bianchi e asettici degli ospedali, degli obitori cittadini e delle RSA (le Residenze Sanitarie Assistenziali in cui riposano i nostri anziani). L’autrice accende un faro accecante e doloroso sul cinismo disumano di certe onoranze funebri, figure disposte a corrompere vilmente infermieri e personale sanitario pur di accaparrarsi, proprio come degli avvoltoi sulla preda, le salme dei defunti prima degli altri. In questo tetro microcosmo fatto esclusivamente di avidità materiale e totale mancanza di pietà, esplode improvvisamente un caso eclatante: il cadavere di Donatantonio Mammarella, potentissimo e incontrastato titolare dell’impresa funebre “L’Omaggio Meritato”, viene ritrovato orribilmente e simbolicamente mutilato. È la miccia che innesca la bomba. Un omicidio efferato e spaventoso che porta inevitabilmente allo scoperto un intero mondo senza scrupoli, dove la sete inestinguibile di profitto calpesta senza rimorsi il sacro dolore delle famiglie. E, drammaticamente, sarà solo il primo di una lunga e inarrestabile scia di sangue innocente e colpevole.

Il cuore intimamente diviso di Lina Colacillo: due grandi anime tra l’Abruzzo e Torino

A firmare e guidare questa coraggiosa, quasi infernale discesa negli abissi della cupidigia umana è Lina Colacillo, una scrittrice talentuosa dal cuore inevitabilmente e poeticamente diviso a metà. Abruzzese verace per nascita e origini, ma orgogliosamente torinese d’adozione per le dure scelte imposte dalla vita, l’autrice riesce magistralmente a fondere queste due grandi anime nella sua scrittura. C’è il calore viscerale, la passionalità sanguigna e la ruvidità sincera della terra d’Abruzzo, intimamente uniti al rigore metodico e all’analisi fredda, matematica e lucida tipica della città della Mole. È proprio su questo asse geografico ed emotivo che si dipanano inesorabili le vicende del romanzo, creando di fatto un solido ponte letterario che unisce mirabilmente Nord e Sud, ma soprattutto che scava come un bisturi nelle paure ataviche e nelle umane meschinità che accomunano tutti noi, indipendentemente dalla latitudine a cui nasciamo.

Filomena D’Addario: una PM autentica e vera, in bilico tra l’amore per il mare, il tango e la solitudine

Ma il vero, insuperabile capolavoro emotivo del romanzo è rappresentato dalla sua indimenticabile protagonista: Filomena D’Addario, Pubblico Ministero d’assalto in forza alla Procura della Repubblica di Pescara. Lina Colacillo non ci consegna per fortuna l’ennesima eroina di plastica, stereotipata o invincibile a cui la TV ci ha tristemente abituati, ma ci regala una donna tremendamente vera, fatta di carne, incertezze, dubbi lancinanti e profonde malinconie serali. Aiutata dalla sua fedelissima squadra di inquirenti, Filomena si addentra in un’indagine ingarbugliatissima in cui l’avidità moderna, cieca e feroce, si scontra violentemente con i codici d’onore antichi. Ma è quando si toglie la toga e varca la soglia di casa che il PM svela la sua anima più fragile, intima e bellissima. Per non impazzire letteralmente di fronte a tanto cinismo e a tanta quotidiana crudeltà umana, Filomena cerca disperatamente rifugio e ossigeno nel respiro del mare, concedendosi lunghissime e solitarie passeggiate sulla spiaggia in compagnia dell’inseparabile e amata cagnolina Lady. E, soprattutto, la protagonista scarica l’enorme tensione accumulata ricercando l’equilibrio interiore attraverso le passionali e struggenti lezioni di tango argentino. È proprio tra i macabri rilievi di un’indagine autoptica e i ritmi serrati di un passo di danza che la protagonista (e, tenuto per mano, anche il lettore) troverà finalmente il modo di districare l’intricata matassa, arrivando a una verità inaspettata e, soprattutto, a una riflessione dolente e universale sulla brevità, sulla poesia e sulla fragilità inestimabile dell’esistenza umana.

Un incontro a cuore aperto e senza filtri in piazza: quando un libro diventa dialogo umano

L’appuntamento culturale di sabato a Castiglione Messer Marino, rigorosamente a ingresso libero per favorire la massima partecipazione popolare, non sarà dunque la classica, fredda e ingessata vetrina promozionale editoriale. Si tratterà, al contrario, di un vero e proprio incontro a cuore aperto, un’occasione rarissima e preziosa in cui la comunità locale e i semplici curiosi avranno l’immenso privilegio di poter dialogare direttamente, guardandosi occhi negli occhi, con Lina Colacillo. Sarà un momento intenso per esplorare insieme i complessi retroscena creativi dell’opera, ma soprattutto per confrontarsi liberamente su un tema che, prima o poi, tocca brutalmente e inesorabilmente le vite e gli affetti di tutti noi: l’impatto con la morte, il sacrosanto rispetto per chi se n’è andato e il bisogno viscerale di difendere il dolore dei parenti dai predatori sociali.

Molto oltre il semplice brivido: uno specchio in cui guardare con coraggio le nostre stesse fragilità

“Il mare non porta fiori” è, in definitiva e senza timore di smentita, molto più di un thriller mozzafiato, adrenalinico o di un poliziesco sapientemente costruito. È uno specchio spietato e lucidissimo in cui guardare dritto in faccia le peggiori brutture della nostra società contemporanea, ma è anche e soprattutto un coraggioso invito alla speranza. Attraverso gli occhi disincantati e i malinconici passi di tango della PM Filomena D’Addario, l’autrice ci insegna che, perfino nei mondi più inquinati, corrotti e oscuri del malaffare, esiste sempre uno spiraglio di luce e una via della giustizia da inseguire con caparbietà. Non mancate sabato a Castiglione Messer Marino: scoprirete sulla vostra pelle che certe pagine ben scritte sanno ancora lasciare un segno indelebile sull’anima.

Continua a Leggere

Articoli di Tendenza