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Territorio

La “rivolta dell’acqua”: 26 Comuni abruzzesi fanno fronte comune e lanciano un ultimatum alla Sasi. “Siamo a secco da giugno, ora pretendiamo risposte”

“I nostri cittadini sono a secco da giugno, adesso la Sasi deve darci delle risposte immediate!”. 🚰 🛑 È una vera e propria “rivolta dell’acqua” quella che sta infiammando la politica abruzzese. Stanchi delle continue chiusure e dell’inefficienza cronica del servizio idrico, 26 Sindaci del territorio (rappresentanti il 36% delle quote sociali della Sasi e perfettamente divisi in modo trasversale tra centrodestra e centrosinistra) si sono uniti in una cordata istituzionale promossa dal Sindaco di Tollo, Angelo Radica. La richiesta è perentoria: convocazione urgente di un’assemblea dei soci entro e non oltre il 28 agosto per conoscere il reale stato della rete e, soprattutto, trovare soluzioni a BREVISSIMO termine (i progetti a lungo termine non riempiono i rubinetti oggi!). Un ultimatum formale che la Sasi non potrà ignorare. Scopri nel nostro articolo l’elenco completo dei 26 Comuni (tra cui Vasto, Lanciano, Ortona) che si sono ribellati! 👇 🚱

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Emergenza idrica

Redazione  – L’estate del 2026 verrà tristemente ricordata non solo per le temperature roventi, ma soprattutto per i rubinetti malinconicamente a secco. Un’emergenza idrica senza precedenti che, iniziata nel mese di giugno, ha progressivamente esasperato migliaia di cittadini, famiglie e attività commerciali, costretti a convivere con chiusure programmate, cali di pressione e disservizi cronici. Ma ora, la misura è colma. Di fronte a un’inefficienza del servizio idrico ritenuta intollerabile, la politica locale ha deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo e, soprattutto, oltre gli storici steccati ideologici. Ben 26 Comuni abruzzesi (che insieme totalizzano il 36 per cento circa della quota di capitale sociale rappresentata) hanno fatto fronte comune, avviando un’azione perentoria e senza precedenti contro la Sasi, la società pubblica che gestisce il servizio idrico integrato del territorio.

La grande sete e la rivolta bipartisan dei sindaci

La clamorosa e forte iniziativa istituzionale è partita dal Comune di Tollo e, in particolare, dal suo vulcanico sindaco Angelo Radica, che è riuscito a coagulare attorno a sé un fronte politico granitico, compatto e totalmente trasversale. A dimostrazione di come l’assenza di un bene primario come l’acqua non conosca colori di partito, la clamorosa cordata istituzionale è formata equamente da amministrazioni di schieramenti opposti: dei 26 Comuni richiedenti, infatti, 14 appartengono all’area di centrodestra e 12 a quella di centrosinistra. Tutti uniti da un unico, disperato imperativo: dare risposte repentine ai propri concittadini esasperati.

Radica (Sindaco di Tollo): “Basta promesse, vogliamo soluzioni immediate”

L’obiettivo di questa poderosa alleanza territoriale è molto chiaro. Attraverso una formale istanza, i sindaci hanno richiesto la convocazione urgente e indifferibile di un’assemblea straordinaria dei soci della Sasi per mettere definitivamente sul tavolo, senza filtri e senza scuse, la drammatica questione della carenza di approvvigionamento. «La finalità principale della nostra richiesta di assemblea», ha dichiarato con fermezza il promotore Angelo Radica, «è innanzitutto quella di costringere i vertici a farci comprendere il reale stato dell’arte. Vogliamo capire esattamente le ragioni tecniche e gestionali per cui siamo arrivati a una carenza di acqua e a una inefficienza del servizio idrico così grave, e soprattutto se queste motivazioni siano puramente congiunturali (legate al caldo estremo) o tristemente strutturali».

Il Primo Cittadino di Tollo pone l’accento sulla necessità di passare immediatamente dalle parole ai fatti. «Naturalmente il nostro scopo è agire subito: vanno benissimo i grandi progetti infrastrutturali e gli interventi di medio e lungo termine presentati, ma noi Sindaci vogliamo capire cosa è possibile fare nel breve periodo, già nei prossimi giorni. Perché, pur dovendo ammettere che nelle ultime ore la fornitura idrica è parzialmente migliorata, non siamo ancora minimamente tornati alle auspicate normalità e continuità di un servizio essenziale».

Ultimatum entro il 28 agosto: ecco l’elenco dei Comuni firmatari

La pazienza dei Primi Cittadini (costretti ogni giorno a rispondere alle sacrosante e feroci lamentele dei propri residenti) è giunta al capolinea. Richiamando formalmente il Codice Civile, e in modo particolare l’articolo 2367 (che disciplina i poteri di convocazione in capo alle minoranze qualificate), e vista la conclamata urgenza di una situazione igienico-sanitaria e sociale scoppiata ormai a giugno, i 26 Comuni hanno fissato una vera e propria dead line temporale. Hanno richiesto formalmente che l’assemblea straordinaria dei soci venga inderogabilmente convocata entro e non oltre il prossimo 28 agosto.

L’elenco dei Comuni firmatari (che abbraccia tutto il territorio dalla costa alle aree interne, comprendendo centri di enorme rilevanza demografica) è lungo e politicamente pesante: Tollo, Ortona, Filetto, Canosa Sannita, Arielli, San Vito Chietino, Orsogna, Lanciano, Treglio, Altino, Tornareccio, Villamagna, Vacri, Villa Santa Maria, Castiglione Messer Marino, Giuliano Teatino, Vasto, Gissi, Carunchio, Furci, Palmoli, Tufillo, Torrebruna, Lentella, Castelguidone, Cupello. La Sasi è ora stretta in un angolo: tra pochi giorni dovrà presentarsi in assemblea e dare spiegazioni convincenti a quasi metà dei suoi azionisti istituzionali.

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Territorio

La Pizzeria “Incontro ” a Poggio Moiano lancia la “Pizza Fantasia”: un tagliere gigante di sapori e felicità tutto da condividere

Attenzione: queste immagini potrebbero causarvi un’immediata acquolina in bocca! 🤤 🍕 Siete pronti a scoprire il nuovo capolavoro della Sabina? Alla storica Pizzeria “Incontro” di Poggio Moiano (Rieti), accolti dal calore del titolare Piero Angeloni e dal sorriso di sua figlia Ester, vi aspetta una novità clamorosa! Grazie al talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti è nata la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un mosaico gigante di sapori servito su un maestoso tagliere di legno al centro del tavolo! Pomodoro verace, prosciutto morbido, funghi e mozzarella filante su una base romana sottile e super croccante. Un inno alla condivisione, perfetto per una serata di risate con la famiglia o con gli amici. Vi sveliamo tutti i segreti della famiglia Angeloni nella nostra recensione esclusiva! L’avete già assaggiata? 👇 🍺

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Pizza "Fantasia", pizzeria Incontro Poggio Moiano

Poggio Moiano – In un’epoca dominata dai fast food, dai pasti frettolosi consumati davanti allo schermo di uno smartphone e dalle mode culinarie passeggere, c’è ancora chi difende con orgoglio e maestria il valore sacro della tradizione italiana: sedersi a tavola, guardarsi negli occhi e condividere qualcosa di autentico, genuino e preparato con il cuore. Questo miracolo quotidiano di convivialità va in scena ogni sera a Poggio Moiano, incantevole borgo nel cuore della Sabina reatina, dove la storica e amatissima Pizzeria “Incontro” ha appena lanciato una novità destinata a conquistare il palato di residenti e turisti: la spettacolare “Pizza Fantasia”.

Dietro al successo: la visione di Piero Angeloni e il sorriso di Ester

Prima ancora di assaporare il cibo, a L’Incontro si assapora l’atmosfera. E il merito di questo clima familiare e caloroso è tutto del titolare, Piero Angeloni, un vero e proprio pilastro dell’ospitalità locale. Piero non è solo il proprietario, ma l’anima pulsante del locale: con la sua dedizione instancabile e la sua profonda conoscenza del territorio, ha trasformato questa pizzeria in una seconda casa per intere generazioni di clienti. Ad affiancarlo in sala, raccogliendo il prezioso testimone della tradizione familiare, c’è la figlia Ester. Con il suo sorriso luminoso, la professionalità e l’attenzione instancabile verso ogni singolo tavolo, Ester fa in modo che ogni cliente si senta coccolato, trasformando una semplice cena fuori in un momento di autentica gioia condivisa.

Nasce la “Pizza Fantasia”: non una semplice pizza, ma un viaggio sensoriale

Dimenticatevi la classica pizza rotonda servita nel piatto singolo, dove ognuno consuma la propria porzione in solitaria. La nuova “Pizza Fantasia” creata per i tavoli de L’Incontro è un vero e proprio inno all’abbondanza e alla pluralità dei sapori. Si presenta in tavola in modo trionfale, adagiata su un grande, rustico e profumato tagliere di legno circolare. Le sue dimensioni generose sono pensate per una sola cosa: la condivisione.

Ma la vera magia di questa creazione risiede, come suggerisce il nome stesso, nella composizione dei condimenti. La Pizza Fantasia non si limita a un unico gusto, ma è un mosaico perfetto di sapori che accontenta tutti i commensali in un colpo solo. Osservandola, si viene rapiti da una palette di colori e profumi straordinaria: c’è lo spicchio rosso fiammante, dove il pomodoro verace si sposa per chi ama i gusti decisi; c’è la sezione bianca e delicata, arricchita da morbide fette di prosciutto cotto di altissima qualità adagiate su un letto di mozzarella filante; e non manca lo spicchio rustico, dove i funghi freschi sprigionano tutto il sapore inconfondibile della terra e dei boschi sabini.

Il talento di Eleonora Simonetti: la regina dell’impasto croccante

Dietro ogni grande capolavoro gastronomico c’è sempre un grande artista. E dietro la magia della “Pizza Fantasia” c’è il talento purissimo della pizzaiola Eleonora Simonetti. Le sue mani esperte lavorano la farina con una passione che si trasmette in ogni singolo morso. Il vero segreto, infatti, risiede da sempre nel suo impasto, steso rigorosamente secondo i crismi della più nobile tradizione romana: bassa, fragrante e incredibilmente croccante (la famosa consistenza “scrocchiarella” che fa impazzire gli intenditori).

Sotto la sapiente regia di Eleonora, la lunga lievitazione naturale e l’idratazione perfetta della farina garantiscono non solo un sapore rustico eccezionale, ma soprattutto un’altissima digeribilità. Il cornicione, leggermente bruciacchiato nei punti giusti dal calore violento del forno, racchiude l’essenza stessa della panificazione artigianale: croccante fuori e scioglievole dentro, capace di esaltare i condimenti senza mai sovrastarli.

Il rito della condivisione: la Pizzeria “Incontro” non delude mai

La scelta del team di Piero, Ester ed Eleonora di servire la Pizza Fantasia su un grande tagliere di legno non è affatto un vezzo estetico, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti culturale. Portare il tagliere al centro del tavolo significa far incrociare le mani, far scambiare i tranci, stimolare le risate e i brindisi. È l’essenza stessa dell’ospitalità italiana: il cibo come collante sociale, come scusa perfetta per trascorrere una serata indimenticabile in compagnia della famiglia o degli amici di sempre.

La “Pizza Fantasia” non è solo una cena spettacolare, è un’esperienza che nutre il corpo e riscalda l’anima. Un consiglio spassionato per tutti i lettori? Andate a Poggio Moiano, fatevi accogliere dal calore di Piero ed Ester, e lasciatevi conquistare dal genio culinario di Eleonora. Vi assicuriamo che, fin dal primo morso croccante, vi sentirete esattamente dove dovreste essere: in famiglia.

Tel:0765201845

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Il Lago del Turano si ritira e svela il suo tesoro sommerso: riaffiora la necropoli romana di Fontanelle dopo duemila anni

Il lago si ritira per il caldo e restituisce un tesoro sommerso di 2000 anni fa! 🌊 🏛️ Straordinaria scoperta archeologica sulle sponde del Lago del Turano (Rieti): con il calo delle acque è riaffiorata dal fango l’antica necropoli romana di Fontanelle, rivelando tombe monumentali “alla cappuccina” rimaste sepolte e intatte per due millenni! Gli archeologi sono al lavoro senza sosta: “Le sponde hanno iniziato a raccontare la storia”. Un viaggio incredibile nel cuore dell’antica Roma e della Sabina che sta lasciando tutti a bocca aperta. Scoprite i dettagli, le foto e i segreti di questo ritrovamento nel nostro articolo esclusivo! 👇 🏺✨

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Necropoli di Fontanelle, Lago del Turano

Castel di Tora – Ci sono momenti in cui la natura, persino attraverso i suoi fenomeni più severi come la siccità estiva, decide di fare un regalo inestimabile all’umanità, sollevando il velo del tempo e restituendoci pagine dimenticate della nostra storia millenaria. È quanto sta accadendo in questi giorni sulle sponde del suggestivo Lago del Turano, nel cuore verde e montano della provincia di Rieti. Mentre la calura estiva ha progressivamente abbassato il livello idrico del bacino artificiale, il fango e la terra bagnata hanno iniziato a sussurrare segreti rimasti custoditi nell’ombra per millenni: dalle acque in ritirata è infatti riemersa la straordinaria necropoli romana di Fontanelle, riportando alla luce preziose e intatte tombe “alla cappuccina” rimaste celate agli occhi del mondo per quasi 2000 anni.

“Le sponde hanno iniziato a raccontare”: il risveglio dell’antica Roma

«Dalla terra smossa e lambita dall’acqua, le sponde del lago hanno letteralmente cominciato a raccontare la loro storia», spiegano con tangibile emozione gli archeologi e i ricercatori della Soprintendenza accorsi tempestivamente sulle rive dello specchio d’acqua reatino. Il fenomeno del ritiro del lago, causato dalle prolungate settimane di temperature elevate, ha trasformato un potenziale problema idrico in una formidabile risorsa per il patrimonio culturale nazionale.

La vista che si è presentata agli studiosi lungo la linea di battigia ha dell’incredibile. Con il progressivo arretramento dell’acqua, i contorni geometrici delle antiche sepolture di epoca imperiale sono riaffiorati dal limo, delineando una vasta area cimiteriale che testimonia la fitta antropizzazione e la vitalità economica e sociale che caratterizzavano la Valle del Turano e la Sabina durante i fasti dell’Impero Romano.

Il fascino delle tombe “alla cappuccina”: l’architettura dell’eternità

Il cuore della scoperta è rappresentato dalle caratteristiche sepolture “alla cappuccina”, una delle tipologie funerarie più diffuse e rappresentative del mondo romano tra l’età repubblicana e la tarda antichità. Questa particolare forma di inumazione deve il suo curioso nome moderno alla somiglianza con il cappuccio triangolare dei frati cappuccini: la struttura veniva infatti realizzata disponendo grandi tegole o mattoni fittili (i cosiddetti embrici o sesquipedali) inclinati a doppio spiovente sopra il corpo del defunto, a formare una sorta di tetto protettivo a capanna.

Le tegole venivano poi accuratamente saldate al colmo con mattoni orizzontali e sigillate con malta, creando una camera protetta che preservava i resti del caro estinto e il suo eventuale corredo funerario dagli agenti atmosferici e dal peso della terra. Ritrovare queste strutture perfettamente conservate sotto metri di sedimento lacustre rappresenta un evento di eccezionale rilievo scientifico, capace di fornire dettagli preziosi sulla classe sociale, sulle abitudini e sui riti di passaggio dei popoli che abitavano queste valli duemila anni fa.

Una corsa contro il tempo per gli archeologi sulle rive del lago

Per la squadra di archeologi, restauratori e tecnici al lavoro sulle rive di Fontanelle è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo. Gli esperti stanno conducendo minuziosi rilievi fotogrammetrici tridimensionali, mappature topografiche con droni e scavi stratigrafici d’urgenza per documentare e mettere in sicurezza ogni singolo reperto prima che l’autunno e le piogge stagionali riportino il livello del lago alla quota originaria, sommergendo nuovamente il sito.

L’obiettivo è duplice: da un lato recuperare i materiali del corredo (monete votive, lucerne, vasellame in terracotta e piccoli oggetti personali che accompagnavano il defunto nel viaggio verso l’Aldilà) per procedere al loro restauro e alla futura esposizione museale; dall’altro studiare la paleopatologia e l’antropologia fisica dei resti ossei per ricostruire l’alimentazione, le patologie e l’aspettativa di vita di quella remota comunità sabina.

La Valle del Turano: uno scrigno di bellezze tra paesaggio e mito

Questa spettacolare scoperta archeologica aggiunge ulteriore valore e prestigio a un territorio, quello della Valle del Turano, già celebre per i suoi borghi incantati arroccati sulle rocce (come Colle di Tora e Castel di Tora, inseriti tra i borghi più belli d’Italia), le sue acque turchesi incorniciate dai monti Navegna e Cervia e le sue antiche tradizioni gastronomiche.

La riemersione della necropoli di Fontanelle ricorda a tutti noi come l’Italia sia un museo a cielo aperto diffuso, dove la bellezza del paesaggio naturale convive in modo indissolubile con le vestigia di un passato glorioso. Una meraviglia sommersa che oggi torna a risplendere sotto il sole estivo, regalandoci un’emozione profonda e un promemoria indelebile sulle nostre radici storiche.

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Territorio

“FarfallAmica”, il primo asilo nido di Rocca San Giovanni apre le ali: 480mila euro del PNRR diventano un sogno reale per le famiglie

Una storia bellissima di speranza e di buona politica dall’Abruzzo! 🦋 👶 Rocca San Giovanni (Chieti) ha inaugurato il suo PRIMO asilo nido comunale nella storia del paese: si chiama “FarfallAmica” ed è stato realizzato grazie a 480.000 euro del PNRR. Un sogno che le famiglie attendevano da anni, finalmente diventato realtà! Ieri c’è stato il commosso e partecipato open day per visitare gli spazi luminosi e accoglienti del nuovo nido (24 posti disponibili), che aprirà ufficialmente in autunno 2026. “Abbiamo trasformato le risorse europee in un’opportunità concreta per la nostra comunità”, dichiara fiero il sindaco Fabio Caravaggio. Un servizio che aiuterà le famiglie monogenitoriali, sosterrà la conciliazione vita-lavoro e investirà nel futuro dei bambini più piccoli. Leggete i dettagli di questa bellissima inaugurazione nel nostro articolo! 👇 🎀

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Asilo Nido

Rocca San Giovanni – Ci sono inaugurazioni che tagliano un nastro e ci sono inaugurazioni che cambiano la vita di una comunità intera. Quella avvenuta in questi giorni a Rocca San Giovanni (in provincia di Chieti) appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Il piccolo e bellissimo comune costiero abruzzese ha scritto una pagina storica e commovente per il suo territorio: per la primissima volta nella sua storia, le famiglie di Rocca San Giovanni possono contare su un servizio educativo dedicato alla prima infanzia. Si chiama “FarfallAmica”, è il nuovissimo asilo nido comunale, ed è già pronto ad aprire le sue luminose aule ai bambini più piccoli della comunità.

Un sogno lungo anni diventato realtà grazie al PNRR

La struttura è stata realizzata all’interno del plesso scolastico “Ericle D’Antonio” di via Raffaele Paolucci, nel cuore del paese, grazie a un finanziamento complessivo di 480.000 euro ottenuto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR – Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1). Una cifra importante, intercettata con lungimiranza dall’amministrazione comunale, che si è trasformata in qualcosa di tangibile, concreto e duraturo: aule luminose, spazi sicuri e accoglienti, pensati nei minimi dettagli per rispondere ai bisogni dei bambini nei loro primissimi anni di vita.

La struttura potrà accogliere fino a 24 bambini e sarà operativa dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 18:00 (con possibilità di frequenza part-time mattutina), per undici mesi l’anno, dal 1° settembre al 31 luglio. Il servizio vero e proprio sarà avviato in autunno 2026, attraverso l’affidamento della gestione a un operatore economico qualificato, selezionato con regolare procedura negoziata. Il Consiglio Comunale ha già approvato il relativo regolamento, che disciplina criteri di accesso, graduatorie e orari, garantendo priorità assoluta alle famiglie residenti e una speciale attenzione alle situazioni di fragilità sociale.

L’open day: una comunità intera in festa per i propri bambini

Per celebrare degnamente questo storico traguardo collettivo, l’Amministrazione Comunale ha organizzato ieri un emozionante e partecipato open day, pensato per aprire le porte del nuovo nido alla cittadinanza, per far toccare con mano agli abitanti gli spazi, i colori e la qualità di ciò che è stato costruito. Genitori, nonni, bambini e semplici curiosi hanno potuto visitare le aule, i bagni a misura di bimbo, le zone ludiche e i giardini, lasciando tra quelle mura la promessa di un futuro più sereno e ricco di opportunità per i più piccoli.

La voce del sindaco Caravaggio: “Risorse trasformate in opportunità reale”

Il primo a prendere la parola è stato il sindaco Fabio Caravaggio, visibilmente orgoglioso e commosso per il risultato raggiunto. «Con l’apertura dell’asilo nido comunale diamo una risposta concreta a un bisogno che le famiglie di Rocca San Giovanni attendevano da tempo», ha dichiarato il primo cittadino. «È un servizio che nasce dalla nostra capacità di intercettare le risorse del PNRR e trasformarle in un’opportunità reale per la nostra comunità. Un risultato importante, che si aggiunge ai numerosi servizi e alle opere pubbliche realizzate in questi anni di mandato amministrativo».

Sull’importanza sociale del nuovo servizio è intervenuta l’assessore alle Politiche Sociali, Carmelita Caravaggio: «Un asilo nido comunale è un sostegno concreto alla genitorialità e alle famiglie, in particolare a quelle monogenitoriali, e uno strumento fondamentale per favorire la conciliazione tra vita e lavoro. Investire nei servizi per la prima infanzia significa investire nel futuro dei nostri bambini».

A chiudere il cerchio delle dichiarazioni istituzionali è stato il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Erminio Verì, che ha ripercorso l’intero iter amministrativo: «Dopo aver investito sull’efficientamento energetico del plesso scolastico e sulla messa in sicurezza delle aree di pertinenza, oggi possiamo dire con orgoglio di aver dato a Rocca San Giovanni un servizio educativo che prima non esisteva. Un tassello in più in quel percorso di crescita del nostro paese che portiamo avanti sin dal primo giorno di mandato».

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