“Dalla storia al mito”: santi, guerrieri ed eroi abruzzesi sbarcano al John Fante Festival. Un viaggio epico nell’anima della regione
Siete pronti a fare un viaggio epico nel passato della nostra bellissima regione? 🦅 📖 Il 19 agosto (ore 16.30) la Mediateca di Torricella Peligna (Chieti) ospiterà un evento imperdibile all’interno del celebre John Fante Festival. Sarà presentato il libro “Dalla storia al mito. Santi, eroi, guerrieri in terra d’Abruzzo” (Drakon edizioni). Non un semplice e noioso manuale di storia, ma una vera indagine avvincente, curata da illustri studiosi, per scoprire come il sangue dei guerrieri e la spiritualità dei santi abbiano forgiato l’anima forte, fiera e indomita del popolo abruzzese! Un intreccio affascinante tra verità storica e leggenda. L’ingresso è libero e sarà un’occasione fantastica per dialogare direttamente con gli autori. Leggete tutti i dettagli dell’evento nel nostro articolo dedicato! 👇 🏰
Torricella Peligna– Ci sono festival che si limitano a intrattenere, e poi ci sono eventi che scavano a piene mani nelle radici profonde di un territorio, portando alla luce l’essenza stessa di un popolo. La XXI edizione del prestigioso John Fante Festival “Il dio di mio padre” appartiene senza dubbio a questa seconda, nobile categoria. In una cornice già densa di appuntamenti letterari di altissimo spessore, il programma si arricchisce di un evento assolutamente imperdibile per tutti gli amanti della storia patria, delle tradizioni locali e dei misteri che avvolgono le terre abruzzesi.
Il John Fante Festival celebra l’identità d’Abruzzo
L’appuntamento da segnare in rosso sul calendario è per il prossimo 19 agosto, alle ore 16.30. Le porte della suggestiva Mediateca di Torricella Peligna (in provincia di Chieti) si apriranno per ospitare la presentazione ufficiale e attesissima del volume intitolato “Dalla storia al mito. Santi, eroi, guerrieri in terra d’Abruzzo”. Il libro, un’autentica gemma editoriale pubblicata nel 2026 dalla Drakon edizioni (grazie all’intuito dell’editrice Nicolina Galassi), non è un semplice manuale di storia locale, ma un vero e proprio portale temporale capace di trasportare il lettore in un passato glorioso e avvincente.
Santi, guerrieri ed eroi: il fascino intramontabile del mito
Come nasce l’indomito carattere del popolo abruzzese? Quali sono le figure che ne hanno forgiato l’identità nel corso dei millenni? Il volume risponde a queste domande proponendosi come un viaggio epico e travolgente tra i secoli. Nelle sue pagine, la rigorosa e documentata narrazione storica si intreccia sapientemente e in modo quasi magico con il fascino intramontabile del mito. Gli autori delineano con maestria i contorni sfumati di un’identità regionale forte, fiera e resiliente, forgiata nel sangue e nello spirito da figure straordinarie: condottieri implacabili, santi taumaturghi, briganti leggendari e guerrieri che hanno difeso le montagne d’Abruzzo.
Un’indagine corale per scoprire “l’anima” della regione
L’opera rappresenta un’indagine storica corale e polifonica, magistralmente orchestrata da un team di ricercatori e studiosi di primissimo livello: Antonio Di Loreto, Gabriele Di Camillo, Angelo De Nicola, Aniello Di Maio e Daniele Astolfi. Attraverso una prosa curata, avvolgente ma sempre sorretta da una rigorosa ed estenuante ricerca d’archivio, gli autori offrono al pubblico una prospettiva totalmente inedita sul territorio. Le vicende squisitamente locali vengono sviscerate e innalzate a simboli universali di un patrimonio culturale vasto, stratificato e complesso.
L’aspetto più affascinante del testo è che non si limita a compiere una fredda ricostruzione accademica del passato (che rischierebbe di annoiare il grande pubblico), ma invita costantemente il lettore a una riflessione profonda, intima e viscerale sui pilastri morali e spirituali che definiscono la vera “anima” della regione Abruzzo. Un’anima che, oggi come ieri, oscilla tra la sacralità dei suoi eremi e la fierezza bellicosa delle sue roccaforti.
Un incontro imperdibile con gli autori alla Mediateca
La presentazione letteraria alla Mediateca di Torricella Peligna sarà l’occasione ideale per confrontarsi dal vivo con gli autori dell’opera, i quali condivideranno con il pubblico presente non solo i risultati del loro lavoro, ma anche le dinamiche, i retroscena e le curiosità di una ricerca storica definita tanto appassionata quanto necessaria per preservare la memoria collettiva. Un pomeriggio di fine estate dedicato alla cultura pura, per ricordarci che l’Abruzzo non è solo una terra di montagne e mare, ma un luogo dove, ancora oggi, il confine tra la storia umana e la leggenda mitologica è incredibilmente sottile.
A Roma torna il “NeRoma”, una delle maggiori manifestazioni sul crime letterario. ci saranno anche segnalazioni letterarie
C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.
È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente.
Dopo la partecipazione alla precedente edizione, Alberto Raffaelli e la sua community ‘Segnalazioni Letterarie’ saranno nuovamente protagonisti alla nona edizione del NeRoma. Un ritorno che testimonia ulteriormente dell’evoluzione del rapporto tra libri, lettori e comunicazione culturale
Roma — C’è una Roma che si racconta con i monumenti, un’altra che vive nelle istituzioni, un’altra ancora che attraversa cinema, teatro e musica. E poi ce n’è una più appartata, inquieta, letteraria, che trova nel crime una delle sue forme narrative più efficaci.
È questa la Roma che torna a essere protagonista del NeRoma, manifestazione dedicata proprio alla narrativa crime (e dunque noir, gialla e thriller, per citarne le varianti principali), dove il mistero diventa spesso soltanto il punto di partenza per interrogarsi sulle contraddizioni del presente. L’evento si terrà il 16, 17 e 18 ottobre prossimi tra piazza del Campidoglio e l’ormai tradizionale sede della libreria Libraccio di via Nazionale, organizzato da Chiara De Magistris, Fabio Mundadori e Simona Teodori in collaborazione con realtà importanti quali Il Giallo Mondadori, Tarotluna.it e il settimanale “Giallo” (dettagli sul programma e sui premi ad esso collegati a https://www.neroma.it/neroma/).
Tra le presenze che tornano ad animare l’appuntamento c’è quella di Alberto Raffaelli, ideatore e promotore di Segnalazioni Letterarie (https://www.facebook.com/groups/segnalazioniletterarie/?ref=bookmarks), una realtà che negli anni ha costruito una community social ampia (quasi 48.000 i membri) e partecipata intorno al mondo del libro.
Il ritorno non ha soltanto il significato della continuità. Racconta, piuttosto, come sia cambiato il modo di vivere la letteratura. Mentre un tempo il lettore aspettava il libro, oggi sempre più spesso cerca anche il racconto che lo accompagna: vuole conoscere l’autore, ascoltarne la voce, confrontarsi con altri lettori, entrare nella storia prima ancora di iniziare a sfogliare.
È dentro questo spazio, a metà tra comunicazione e cultura, che si colloca l’esperienza di Raffaelli.
IL LIBRO COME PIAZZA PUBBLICA
Segnalazioni Letterarie ha costruito nel tempo una realtà nella quale il libro non viene considerato soltanto come prodotto editoriale, ma come occasione di incontro. La differenza è sostanziale: in un mercato nel quale ogni anno vengono pubblicate decine di migliaia di titoli, il problema non è soltanto scrivere. È riuscire a essere ascoltati.
E il lavoro di chi comunica la letteratura diventa allora una forma di mediazione: selezionare, raccontare, mettere in relazione. Raffaelli ha fatto di questo porsi come tramite il centro della propria attività, trasformando una community dedicata ai libri in un luogo nel quale autori e lettori possono incontrarsi.
Un processo che il digitale ha reso più immediato, ma che conserva una caratteristica antica: la necessità di qualcuno che racconti una storia affinché essa possa raggiungere qualcun altro, e anche il più lontano possibile.
IL RITORNO AL NEROMA
La presenza di Raffaelli al NeRoma non nasce dunque dal caso. Alla precedente edizione aveva già partecipato attivamente agli incontri, contribuendo al confronto con gli autori e assumendo anche il ruolo di moderatore (dialogando con Daniele Biacchessi, François Morlupi e Giuseppe Petrarca).
Quest’anno il ritorno consolida quel rapporto. Il Festival rappresenta infatti uno degli spazi nei quali la letteratura di genere trova una dimensione pubblica particolarmente forte. Il crime vive come poche altre tipologie testuali del rapporto diretto con il lettore: lo coinvolge, lo sfida, lo costringe a formulare ipotesi e a mettere in discussione le proprie certezze.
Ma dietro l’enigma, dietro l’indagine, dietro il delitto, c’è spesso qualcosa di più: c’è la società, con le sue paure, le sue disuguaglianze, i rapporti di potere, la solitudine delle persone, la fragilità delle relazioni, i cambiamenti incessanti e le incognite su un futuro che è giù qui.
Il crime contemporaneo – nelle sue varie declinazioni – ha smesso da tempo di essere soltanto letteratura di evasione. È diventato, in molti casi, una delle forme attraverso cui osservare le crepe della contemporaneità, ed ha acquistato centralità nel canone critico come pure negli scaffali delle librerie fisiche e virtuali.
NON SOLO CRIMINI, MA PERSONE
Il vero protagonista del crime odierno, del resto, non è necessariamente il colpevole: è l’uomo. L’uomo davanti alle proprie responsabilità, ai propri errori, alle proprie ossessioni. L’uomo che cerca una verità e, talvolta, scopre che quella verità è molto più scomoda di quanto immaginasse. È tale profondità a spiegare la fortuna del genere, assieme alla scomparsa ormai di ogni suddivisione netta tra bene e male, che albergano dappertutto e, seppur in porzioni diverse, coesistono in indagatori e colpevoli.
Con questi presupposti, il lettore non vuole più soltanto sapere “chi è stato”. Esige di capire come e, soprattutto, perché. Ed è in questo “perché” che si apre lo spazio della letteratura.
LA COMUNICAZIONE CHE CAMBIA
La presenza di Segnalazioni Letterarie al NeRoma dice qualcosa anche sulla comunicazione culturale contemporanea, territorio nel quale convivono ormai informazione, socialità, critica e promozione, con confini non sempre facili da distinguere.
Proprio per questo acquistano valore le esperienze capaci di mantenere al centro il contenuto, la qualità della scrittura e il rapporto con il lettore. La community costruita da Raffaelli si muove in una simile direzione: creare intorno alle opere attenzione, ma anche conversazioni.
Perché un libro che non genera una domanda rischia di esaurirsi nell’atto stesso della lettura. Un libro che apre una discussione, invece, continua a vivere.
LA FORZA DI UNA COMMUNITY
È forse questo il dato più interessante dell’esperienza di Segnalazioni Letterarie. Non la semplice quantità, ma la capacità di aggregare. In anni nei quali si è parlato molto della crisi della lettura, le realtà letterarie web dimostrano invece che il pubblico non è scomparso. È cambiato.
Il lettore contemporaneo vuole partecipare: commenta, consiglia, critica, scopre nuovi autori attraverso altri lettori. La dimensione collettiva dell’esperienza letteraria è tornata ad avere un peso. E proprio il crime, genere fondato sul dubbio e sul confronto delle ipotesi, sembra prestarsi naturalmente a questa nuova forma di partecipazione.
UNA ROMA CHE LEGGE E SI RACCONTA
Il NeRoma si inserisce così in un panorama nel quale Roma torna a essere non soltanto scenario, ma laboratorio culturale. La città del resto possiede, per sua stessa natura, una straordinaria vocazione narrativa: le sue strade, le sue periferie, i suoi palazzi, le sue contraddizioni hanno alimentato generazioni di scrittori e continuano a offrire materia inesauribile alla narrativa.
In questo contesto il crime trova una casa naturale, essendo la forma prediletta di un’attitudine letteraria urbana, spesso inquieta, che tra le sue articolazioni è capace di trasformare una città in personaggio.
E quando gli autori incontrano i lettori, la città diventa a sua volta una grande sala di lettura.
IL VALORE DI TORNARE
Per Alberto Raffaelli, tornare al NeRoma significa dunque proseguire un percorso.
Non soltanto essere presenti a un appuntamento culturale, ma confermare una precisa idea di letteratura: quella che non rimane chiusa nelle pagine, ma cerca il confronto e attraversa le piattaforme digitali senza rinunciare all’incontro reale.
È una sfida importante. Perché la tecnologia può moltiplicare la possibilità di comunicare, ma non può sostituire la relazione. Un autore ha ancora bisogno di essere ascoltato. Un lettore ha ancora bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Un libro ha ancora bisogno di qualcuno che lo faccia incontrare con chi potrebbe amarlo.
È qui che il lavoro di una community come Segnalazioni Letterarie acquista il suo significato più profondo: ne abbiamo parlato con Alberto Raffaelli.
Lei e Segnalazioni Letterarie tornate al NeRoma. Che significato ha per Lei questa nuova partecipazione?
Tornare al NeRoma significa innanzitutto dare continuità a un percorso. Ma credo che la parola più importante sia “incontro”. Un festival letterario vive quando riesce a mettere realmente in relazione chi scrive, chi legge e chi racconta i libri. Segnalazioni Letterarie è nata proprio con questo spirito: creare connessioni e dare spazio alle storie e agli autori. Il NeRoma, con la sua particolare attenzione al crime, rappresenta un contesto nel quale il confronto è particolarmente intenso. Il crime non offre soltanto enigmi da risolvere: pone domande sulla società, sulle persone, sulle loro fragilità. Essere nuovamente qui significa quindi condividere una visione della letteratura come esperienza collettiva.
Oggi escono moltissimi libri e conquistare l’attenzione del lettore è sempre più difficile. Che ruolo può avere una realtà come Segnalazioni Letterarie?
Credo che oggi il compito più importante sia orientare senza imporre. Un lettore non ha bisogno soltanto di essere indirizzato su cosa comprare, ma che gli si permetta di scoprire una storia e di formarsi una propria opinione. La nostra community cerca di fare esattamente questo: mettere in circolo i libri, creare discussione, favorire il dialogo tra autori e pubblico. La comunicazione può amplificare una voce, ma non può sostituire la qualità di ciò che quella voce ha da dire. Per questo considero Segnalazioni Letterarie soprattutto un luogo di incontro. In un mondo nel quale siamo continuamente connessi, paradossalmente abbiamo sempre più bisogno di comunità autentiche.
Qual è, secondo lei, la ragione per cui il crime continua ad avere un rapporto così forte con i lettori?
Perché parla delle nostre inquietudini. Dietro un delitto, un’indagine o un mistero c’è quasi sempre una domanda più profonda: chi siamo quando siamo messi davanti alle nostre responsabilità? Il crime ci porta nelle zone d’ombra dell’essere umano, e proprio per questo può aiutarci a comprendere meglio la realtà. Credo che il lettore contemporaneo cerchi esattamente questo: non soltanto evasione, ma storie capaci di lasciargli qualcosa. Un buon crime ti accompagna anche dopo aver chiuso il libro. Se continua a farti pensare, significa che ha fatto il suo lavoro. E, forse, anche il lettore ha fatto il proprio.
Il senso più autentico della letteratura, oggi, è probabilmente quello di far attraversare il buio senza aver paura delle domande che nasconde. Perché ogni storia, anche la più inquieta, può diventare una luce quando ci insegna a guardare dentro noi stessi. E tra una pagina e l’altra, mentre cerchiamo la verità di un racconto, finiamo spesso per incontrare la nostra.
Le note di Pascoli sospese sull’acqua: a Legnano il jazz poetico di Luca Falomi per una notte che fa vibrare l’anima
La poesia di Pascoli incontra la magia del grande jazz sotto le stelle! 🌌🎸 Domenica 23 agosto nel Parco Isola Fluviale di Legnano non perdere lo straordinario concerto gratuito di Luca Falomi e del suo quartetto. Un viaggio sensoriale unico tra atmosfere mediterranee, pianoforte e violoncello, per una serata ricca di pura emozione e bellezza. Un regalo per l’anima da vivere insieme! ❤️ Leggi qui per scoprire tutti i dettagli dell’evento e il programma completo della rassegna! 👇
Milano – Ci sono sere d’estate in cui la musica abbandona i luoghi chiusi dei teatri per farsi tutt’uno con gli elementi della natura, scorrendo insieme all’acqua, sussurrando tra le fronde degli alberi e accarezzando le pietre di antichi castelli. Domenica 23 agosto, la città di Legnano si prepara a diventare il palcoscenico di un evento culturale di rara e struggente bellezza. Nel cuore verde del Parco Isola Fluviale, a pochi passi dal suggestivo Castello Visconteo, risuoneranno le melodie del quartetto guidato dal chitarrista e compositore genovese Luca Falomi. L’appuntamento, inserito nella storica rassegna JAZZaltro e nel ricco palinsesto comunale “La Bella Estate”, promette di trasformare una serata di fine agosto in un viaggio sensoriale indimenticabile, capace di toccare le corde più intime del cuore umano.
Nata nel lontano 2010 con l’intento di portare i suoni e le culture del mondo nelle province di Varese e Milano, la kermesse JAZZaltro festeggia quest’anno la sua diciassettesima edizione, realizzata con il prezioso contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto. Il concerto di Legnano, che inizierà ufficialmente alle ore 21:00 con accesso da via Castello 1, rispetta la nobile tradizione della rassegna: l’ingresso sarà completamente gratuito, con la possibilità di lasciare una libera donazione. Una scelta etica e inclusiva, che trasforma la grande musica d’autore in un bene comune accessibile a chiunque desideri lasciarsi cullare dall’incanto del palcoscenico.
Myricae: la poesia delle piccole cose che si trasforma in suono
Il fulcro emotivo della serata sarà la presentazione dal vivo di Myricae, l’ultimo e straordinario lavoro discografico di Luca Falomi, pubblicato dall’etichetta Abeat Records. Il titolo dell’album è un esplicito e profondo omaggio alla celebre raccolta di poesie di Giovanni Pascoli. Proprio come il poeta romagnolo sapeva elevare le tamerici, gli affetti familiari e le piccole cose della quotidianità a simboli di un’armonia universale, così Falomi traduce in musica riflessioni intime, storie sussurrate ed emozioni umane. Attraverso nove brani strumentali originali, la chitarra si fa voce narrante, esplorando una tavolozza timbrica infinita che spazia dalla delicatezza acustica all’energia dell’improvvisazione.
Sul palco, per dare vita a questo ricchissimo mosaico sonoro, Falomi sarà affiancato da tre straordinari compagni di viaggio, musicisti di immenso talento e sensibilità: Eugenia Canale al pianoforte, Stefano Della Casa al violoncello e Max Trabucco alla batteria. Insieme, i quattro artisti daranno vita a un dialogo fluido e affascinante, dove il jazz più raffinato si fonde con le calde suggestioni del Mediterraneo, i ritmi della musica etnica, la severità della tradizione classica e le intuizioni dell’avanguardia contemporanea. Non sarà un semplice concerto, ma un abbraccio collettivo tra musicisti e spettatori sul filo sottile dell’emozione pura.
Una stella in ascesa che ha conquistato i grandi della musica italiana
Considerato oggi come una delle voci più originali, colte e interessanti del nuovo panorama chitarristico italiano, Luca Falomi vanta una carriera in rapidissima ascesa sia a livello nazionale che internazionale. La sua straordinaria versatilità tecnica, unita a una rara profondità espressiva, lo ha portato negli anni a collaborare al fianco di giganti assoluti della canzone e del jazz come Gino Paoli, Francesco Baccini, Alberto Fortis, Anna Oxa, Maria Pia De Vito e Javier Girotto, solo per citarne alcuni. La sua presenza a Legnano conferma la qualità di un festival che ha già ospitato quest’anno eccellenze del calibro dei Gaia Cuatro e del Michele Fazio World Trio.
La lunga estate di JAZZaltro continuerà a far sognare il pubblico fino a settembre, con appuntamenti imperdibili come il concerto di Francesco Schepisi a Castellanza il 29 agosto e il gran finale con il piano solo del leggendario Enrico Pieranunzi il 6 settembre a Olgiate Olona. Ma la notte del 23 agosto a Legnano avrà un sapore speciale: sarà la notte in cui la chitarra di Falomi parlerà direttamente all’anima dei presenti, dimostrando che l’arte, quando è sincera, ha il potere miracoloso di fermare il tempo e di farci sentire, finalmente, un po’ meno soli.
Domenica 23 agosto Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
Luca Falomi Myricae Quartet
Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)
Sabato 29 agosto
Castellanza (Va)
Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4
Francesco Schepisi Elevation Quartet
Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)
Domenica 30 agosto
Legnano (Mi)
Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
TeBuCaSe Quartet
Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria), special guest Tarcisio Olgiati (sax)
Domenica 6 settembre
Olgiate Olona (Va)
Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)
Ingresso libero a tutti gli eventi con libera donazione.
On line: jazzaltro.it
FB: www.facebook.com/JAZZaltroTour
Instagram: jazzaltro.
Notti magiche sul Lago d’Iseo: la passione travolgente del Tango infiamma Pisogne. In arrivo quattro virtuosi di calibro internazionale
Preparatevi a vivere una notte di pura magia, malinconia e sensualità sulle sponde del lago! 🎻 🌊 Sabato 22 agosto, la bellissima chiesa di Santa Maria della Neve a Pisogne (Bs) aprirà le sue porte per ospitare l’evento “AT-Traverso il Tango”, uno degli appuntamenti più attesi del festival “Onde musicali sul Lago d’Iseo” (Ingresso Libero!). Ad esibirsi sarà un quartetto di musicisti di fama internazionale, con artisti che vantano storiche collaborazioni con giganti come Lucio Dalla, Biagio Antonacci, Vinicio Capossela e persino… Papa Francesco! 😱 Il repertorio vi condurrà in un viaggio struggente dal Sudamerica all’Europa, attraverso le musiche immortali di Astor Piazzolla e Carlos Gardel, fino alle contaminazioni con la Bossa Nova brasiliana. La grande musica classica e jazz non va mai in vacanza sul Sebino! 🎶 Leggi i dettagli del concerto e le anticipazioni sul gran finale all’Isola di Loreto nel nostro articolo! 👇 🍷
Lovere – Ci sono luoghi in cui la bellezza paesaggistica sembra fondersi in modo del tutto naturale con l’arte e la musica, creando un’alchimia indescrivibile. Le sponde del Sebino, da sempre musa ispiratrice per artisti e poeti, non fanno eccezione. La grande musica, infatti, sul Lago d’Iseo non va mai in vacanza. Dopo lo straordinario successo di pubblico e critica registrato nei mesi di giugno e luglio, la nona ed attesissima edizione di “Onde musicali sul Lago d’Iseo” si prepara a regalare nuove e travolgenti emozioni per tutto il mese di agosto, confermandosi come uno dei festival culturali più raffinati del Nord Italia. L’iniziativa, organizzata dall’eccellente Associazione Luigi Tadini di Lovere in stretta collaborazione con Visit Lake Iseo (l’ente di promozione turistica del territorio), si appresta a vivere uno dei suoi appuntamenti più infuocati e passionali.
La magia del tango argentino incanta la chiesa di Pisogne
Se c’è un genere musicale capace di raccontare i tormenti dell’anima umana, fondendo la malinconia alla sensualità, quello è senza ombra di dubbio il tango. Ed è proprio a passo di danza che il festival farà tappa, sabato 22 agosto, nella suggestiva cornice di Pisogne (Brescia). La splendida chiesa di Santa Maria della Neve aprirà le sue porte (alle ore 21:00, con ingresso rigorosamente libero) per ospitare l’attesissimo spettacolo dal titolo “AT-Traverso il Tango ovvero Passioni, virtuosismo, emozioni tra Vecchio e Nuovo Continente”. Una serata che si preannuncia come un autentico viaggio sensoriale attraverso la storia di questa forma d’arte dichiarata Patrimonio dell’Umanità.
Un repertorio da brividi: da Carlos Gardel ad Astor Piazzolla
Il pubblico verrà letteralmente preso per mano e condotto in una traversata oceanica e temporale che partirà dai polverosi salotti dell’Ottocento, periodo in cui la languida habanera cubana iniziava a cedere il passo ai ritmi incalzanti delle milonghe argentine. Attraverso l’esecuzione magistrale di brani struggenti, il repertorio attraverserà l’epoca d’oro dei grandi cantanti (come l’immortale Carlos Gardel), per poi approdare alla consacrazione del tango come forma musicale universale grazie al genio rivoluzionario e infaticabile del compositore Astor Piazzolla. Non mancheranno, inoltre, preziose contaminazioni sonore: il tango nuevo argentino si confronterà audacemente con la Bossa Nova e gli storici Choros brasiliani, in un vortice di brani in cui il virtuosismo tecnico si fonderà con la saudade più profonda.
Quattro virtuosi di fama mondiale per una serata indimenticabile
A dar vita a questo miracolo musicale sarà un quartetto d’eccezione, formato da musicisti dal curriculum semplicemente sbalorditivo. Al pianoforte (e curatore degli arrangiamenti) siederà Massimo Tagliata, artista dalla spiccata e geniale versatilità, capace di spaziare dal jazz alla musica d’autore, vantando storiche collaborazioni con giganti come Biagio Antonacci, Antonella Ruggiero ed Elisa. Ad impreziosire le armonie ci sarà il flauto di Giovanni Mareggini, musicista che ha calcato i teatri internazionali più prestigiosi al fianco di Lucio Dalla, Giorgio Gaslini e Ian Anderson (frontman dei leggendari Jethro Tull), tanto autorevole da essere stato incaricato direttamente da Papa Francesco per la direzione musicale dei Sinodi del 2018 e del 2022. La potentissima e raffinata sezione ritmica sarà invece affidata alle sapienti percussioni di Riccardo Bontempelli e al vibrante contrabbasso di Enrico Lazzarini, già storico collaboratore di Vinicio Capossela, Paolo Fresu e Paolo Rossi.
L’estate sul Sebino corre verso il gran finale esclusivo sull’Isola di Loreto
Lo spettacolo di Pisogne si inserisce in un mese di agosto già ricchissimo di successi per le “Onde Musicali” (ricordiamo il trionfo del Rapsodia Saxophone Quartet a Costa Volpino e il viaggio nelle danze popolari del Quartetto Marsyas a Lovere). Ma gli organizzatori stanno già preparando i fuochi d’artificio per il gran finale del festival, che si terrà in una location letteralmente da favola: sabato 5 settembre sull’Isola di Loreto. In quell’occasione (doppio set su prenotazione a 80 euro, inclusivo di trasporto in barca e brindisi in Franciacorta) andrà in scena il “Viaggio tra le stagioni” di Vivaldi, eseguito dall’Ensemble d’archi Astorre Ferrari. Un appuntamento semplicemente imperdibile per salutare l’estate all’insegna della bellezza assoluta.
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