Cultura & Spettacolo
IMMAGINA, FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO DI FIGURA DI ROMA: IN PALIO IL PREMIO IMMAGINA PER IL MIGLIOR SPETTACOLO
Redazione- Da venerdì 17 a lunedì 20 aprile 2026 torna IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma, sesta edizione di un festival diffuso che mette al centro marionette, burattini, ombre, teatro d’oggetti e figure animate: un universo poetico e sorprendente capace di parlare a tutte le età.
I Teatri in Comune – Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro Villa Pamphilj, Teatro Tor Bella Monaca, Teatro del Lido di Ostia – insieme al MUCIV-Museo delle Civiltà, all’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e allo Spazio Rossellini (Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio), ospiteranno 10 compagnie con oltre 25 artisti provenienti da 6 Paesi (Argentina, Francia, Uruguay, Estonia, Grecia e Italia) che si alterneranno con spettacoli dal vivo, mostre, laboratori, incontri, oltre ad alcuni appuntamenti di approfondimento legati al festival che si terranno anche all’Università Roma Tre – DAMS e alla Biblioteca Museo Teatrale SIAE.
Quattro giorni interamente dedicati al teatro di figura e alle sue molteplici espressioni all’insegna dell’immaginazione e della creatività, per grandi e piccoli, con una direzione artistica condivisa tra i 7 partner promotori, 8 spazi della città con 11 spettacoli – per un totale di 28 repliche – 4 laboratori, 4 incontri, 1 performance e 1 mostra.
Il festival si concluderà lunedì 20 aprile con la proclamazione del vincitore del Premio IMMAGINA, destinato allo spettacolo più meritevole: la giuria, presieduta da Gabriella Manna e composta dal comitato scientifico insieme al pubblico (adulti e bambini), assegnerà un premio di 1.000 euro a sostegno di una nuova produzione dell’artista/compagnia vincitrice.
Come sottolinea l’Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale Massimiliano Smeriglio: “La cultura non è un elemento accessorio della vita urbana, è ciò che determina l’identità di una città, è ciò che costruisce partecipazione reale fra le persone. In questo senso, un festival come Immagina rappresenta un presidio diffuso, prezioso ed esemplare. Roma è una città vasta e plurale, i suoi quartieri non sono margini, ma mondi da riconoscere e valorizzare. Nelle periferie si possono costruire nuove forme di produzione culturale, di conoscenza collettiva e di relazione. Ecco perché siamo particolarmente felici di aver sostenuto Immagina: perché si inserisce pienamente in questa nostra visione ampia e contemporanea di città. Una Roma in movimento, accessibile e abitabile ovunque, in cui le connessioni fra l’arte, il territorio e le persone possano essere sempre più naturali, frequenti e nutrienti. Ringrazio Teatri in Comune, il Museo delle Civiltà, lo Spazio Rossellini e le Istituzioni culturali che hanno partecipato alla realizzazione del festival; gli organizzatori e le organizzatrici, le artiste e gli artisti coinvolti”.
GLI SPETTACOLI
VENERDI’ 17
Cappuccetto Rosso. Nella pancia del lupo della Compagnia Altri posti in piedi (Italia) – tecnica attore e ombre, dai 6 anni – apre il festival venerdì 17 aprile alle ore 10 al Teatro Biblioteca Quarticciolo. La storia parte dalla piccola Elsbet che, spinta dalla curiosità, si ritrova chiusa in un armadio e sente la voce inquietante di Testa Grigia, il grande lupo: Elsbet accetta l’invito del lupo, ma dentro l’armadio compare Coscienza, un piccolo lupetto, e rivela la verità: sono dentro la pancia del lupo. Testa Grigia, con l’inganno, ha inghiottito Elsbet e ora, con la scusa di accompagnarla, vuole inghiottire la nonna e tutto l’universo; mentre avanza e man mano mangia pezzi di foreste, pollai, massi, Elsbet insieme a Coscienza tentano di trovare il modo di uscire e fermare il grande lupo, fino a svelare l’antico mistero per sconfiggere il lupo cattivo. Il progetto nasce dal desiderio di raccontare una delle fiabe più conosciute al mondo in una chiave completamente nuova, concentrandosi sul momento in cui Cappuccetto viene divorata e intraprende un viaggio all’interno della pancia del lupo, partendo bambina per uscirne donna, cacciatrice e protettrice della foresta. Repliche: sabato 18 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Hop Signor arriva dalla Grecia con due spettacoli Giraffe e Blue. Giraffe, il primo, è un lavoro di teatro d’oggetto, (dai 6 anni) va in scena alle ore 10.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un salvadanaio a forma di giraffa cambia proprietari e prende vita nelle loro menti. Senza di esso un bambino perderebbe il suo unico amico e un amante del cielo non arriverebbe mai così in alto. Fondendo l’animato con l’inanimato, la storia esplora la vita che esiste in ogni oggetto che porta con sé emozioni e sentimenti. Movimento, musica e luce si combinano in un’opera visiva e poetica in cui esseri umani, pupazzi e oggetti interagiscono ed esplorano la loro relazione reciproca. Lo spettacolo è completamente non verbale ed è stato rappresentato in più di 20 paesi diversi in Europa e nel mondo. Repliche: sabato 18 ore 17.30 Teatro del Lido di Ostia; lunedì 20 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Dall’Argentina arriva Luciano Mansur con Proyecto Frankenstein, tecnica pupazzi e attore, dai 12 anni, in scena sempre alle ore 10.30 al Teatro del Lido di Ostia. Di fronte al fallimento dei tentativi di portare a termine il suo esperimento, il Dr. Victor Frankenstein si rivolge supplichevolmente ai culti popolari per ottenere il potere di dare vita alla sua creatura, mentre si scatena una serie di crimini che lo conducono all’incontro con la sua prole. Nel rapporto tra Victor e la Creatura (creatore-creazione) diventa evidente la tensione della premessa: il burattino come doppio dell’umano. Lo spettacolo è un adattamento del romanzo classico di Mary Shelley, ambientato nella regione costiera dell’Argentina, un one-man show di teatro di figura contemporaneo in cui l’artista, in qualità di attore, “incarna” un personaggio e, allo stesso tempo, ne interpreta un altro con un burattino. Repliche: sabato 18 aprile ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; domenica 19 ore 17 Teatro Tor Bella Monaca.
Il trittico senza parole di Cie L’Alinéa (Francia), SPQRT – Petites Histoires sans paroles, porta in scena burattini a guanto e contrabbasso jazz per mettere in dialogo cultura teatrale e cultura sportiva, ed è in programma alle ore 11 al Teatro Villa Pamphilj. Un ring che prende vita, un campione da allenare, una baracca di burattini che si apre mostrando il suo rovescio:
tre storie senza parole per burattini a guanto e contrabbasso jazz. Un trittico brillante e sorprendente che intreccia sport e teatro, ritmo e virtuosismo, svelando con ironia l’energia fisica e la precisione del gesto scenico. Repliche sabato 18 ore 17 Spazio Rossellini; domenica 19 ore 17.30 Teatro del Lido; lunedì 20 ore 11 Teatro Biblioteca Quarticciolo.
SABATO 18
Per la primissima infanzia, Teatro di Terra (Italia) propone Carta Canta, tecnica pittura in scena, figure bidimensionali, ombre, età 1–5 anni, in scena sabato alle ore 11 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un uovo si rompe e nasce qualcuno, poi comincia il viaggio alla ricerca della mamma nella terra, nell’acqua, nell’aria: in scena c’è un grandissimo foglio che viene dipinto e scorre sotto gli occhi meravigliati dei bambini, con una pittrice, un’attrice, una musicista e tanta, tantissima carta che rotola come una palla, che nevica in mille pezzettini, che diventa ali e prende vita disegnata. Alla fine il grandissimo foglio viene srotolato per terra e i piccoli spettatori lo disegnano e lo colorano liberamente. Replica: domenica 19 ore 11 Teatro Villa Pamphilj.
Tra ingranaggi improbabili e oggetti reinventati, Quando gli uomini avranno le ali della francese Compagnia La Malette (tecnica teatro d’oggetti, tout public dai 4 anni) racconta il grande sogno umano di conquistare il cielo ed è in scena alle ore 11 al Teatro del Lido di Ostia. Un uomo e la sua incredibile macchina trasformano scarti e meccanismi in poesia, attraversando epoche e visioni in un laboratorio di invenzioni dove oggetti abbandonati diventano scintille creative: li osserva, li smonta, li alleggerisce, li scompone e poi li ricompone, fino a far nascere un’estetica giocosa, apparentemente semplice ma capace di effetti sorprendenti, a tratti persino magici. Repliche: sabato 18 ore 17 Teatro Villa Pamphilj; domenica 19 ore 10.30 MUCIV-Museo delle Civiltà.
Nel segno dell’intimità e della visione “uno spettatore alla volta” si colloca Nautilus del Collettivo Lambe Lambe (Italia), una performance di teatri in miniatura, della durata di 4’, in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Un insieme di storie che sembra si siano perse nel tempo ma con pazienza sono state ricostruite e tessute: storie cadute dalla luna, storie nascoste nei tronchi degli alberi, storie che brillano come una stella, storie d’ombre e luci, storie che fanno paura da ridere. Tutte insieme diventano un Nautilus, un immergersi nella profondità e un invito alla curiosità e alla bellezza: gli spettatori entrano nello spazio della performance e, attraverso la visione di ogni micro spettacolo animato dal vivo, viaggiano nell’immaginario risvegliando i sensi ed esplorano differenti emozioni. Replica: domenica 19 ore 17 Spazio Rossellini.
Un castello medievale vivo e pulsante prende forma in Kuthi di Tricktrek Theatre (Estonia), teatro meccanico in legno – senza parole, tout public dai 6 anni – in scena alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel giorno delle nozze della principessa, il castello si anima e viene assediato dai misteriosi guerrieri-corvo Kuthi: tra catapulte, astuzie e tradimenti, nulla andrà come previsto. Pareti scorrevoli, elementi mobili e stanze segrete costruiscono un mondo gotico-medievale intenso, amplificato da una colonna sonora incalzante, dove arte, ingegneria e meccanica si intrecciano in colpi di scena improvvisi. Repliche: domenica 19 ore 11 Teatro del Lido di Ostia; domenica 19 ore 17 Teatro Villa Pamphilj.
DOMENICA 19
Dall’Uruguay, Coriolis Teatro de Objectos porta Trapos – tre anziani e un cane contro la morte, (tecnica teatro d’oggetti, senza parole, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Nel volgere delle stagioni, attorno a una panchina di piazza, tre anziani e un cane irrequieto condividono piccoli riti quotidiani e tengono testa, con ironia e complicità, a una Morte sempre in agguato. Un delicato teatro d’oggetti senza parole che, con immagini semplici e profonde, celebra la vitalità, l’amicizia e il coraggio di vivere fino all’ultimo istante, trasformando una riflessione universale in un’esperienza poetica e condivisa. Repliche: domenica 19 ore 17 Teatro Biblioteca Quarticciolo; lunedì 20 ore 10.30 Teatro del Lido di Ostia.
Tra disegno e ombre, Les Creatures, compagnia francese, porta CASES (tecnica teatro disegnato, ombre e musica, tout public dai 4 anni), in scena alle ore 16 al MUCIV-Museo delle Civiltà. Qual è il posto per un bambino sognatore che passa il tempo a disegnare? Attraverso due semplici processi, il disegno con il gesso e il teatro delle ombre, in un’ambientazione in bianco e nero, seguiamo la storia di un bambino che fugge dal mondo reale disegnando, con piccole lavagne rettangolari e lo sfregamento del gesso sulla superficie, lasciando una traccia fragile ed effimera. CASES è uno spettacolo quasi silenzioso: a volte emergono alcune parole, sparse tra i suoni dei cortili scolastici o sommerse dalla musica, mentre amici, genitori e insegnanti – a volte comprensivi, spesso dubbiosi – circondano il suo mondo; senza giudizi o pregiudizi, le scatole da cui cerca di uscire diventano un teatro poetico contemplativo che ricorda a tutti le raffinate strategie sviluppate per continuare ad amare il nostro mondo. Replica: lunedì 20 ore 10.30 Teatro Tor Bella Monaca.
A uno sguardo più adulto (dai 12 anni in su), invece, si rivolge il secondo spettacolo portato in scena dalla compagnia greca Hop Signor, Blue, tecnica teatro d’oggetto, in scena alle ore 17 allo Spazio Rossellini che chiude il programma degli spettacoli di Immagina Festival. Blue è una serie di sketch brevi e dal ritmo serrato in cui i personaggi principali sono poliziotti: gli episodi sono interconnessi, ma anche autonomi, e formano un mosaico di osservazioni, domande, pensieri, sussurri e desideri sulle forze dell’ordine. Non è un tentativo di trarre conclusioni, ma piuttosto di porre domande e far luce sui dilemmi, i conflitti e gli incidenti tragicomici che sorgono quando si deve obbedire agli ordini: gli stereotipi vengono esplorati e messi in discussione, la mascolinità viene messa sotto la lente d’ingrandimento, e l’umorismo è un elemento indispensabile che spesso permette alla tragedia di affondare più profondamente. Lo spettacolo non prevede repliche.
PREMIO IMMAGINA. In occasione di questa edizione torna il Premio Immagina, destinato allo spettacolo più meritevole del festival. La giuria, presieduta da Gabriella Manna, unisce il comitato di esperti e il pubblico (adulti e bambini): al termine di ogni spettacolo gli spettatori saranno invitati a compilare una scheda per esprimere il proprio giudizio. La proclamazione avverrà lunedì 20 aprile, dopo l’ultima replica: il premio di 1.000 euro, sarà assegnato come contributo a sostegno di una nuova produzione futura dell’artista/compagnia vincitrice.
I LABORATORI E INCONTRI.
Si parte venerdì alle ore 10 al Teatro Villa Pamphilj con BURATTINI POP-UP e la compagnia Teatro Verde, (con replica nello stesso teatro lunedì 20 alle ore 10). Immaginate un burattino che appare e scompare tra le vostre mani: un laboratorio prima dello spettacolo per costruire burattini pop-up con materiali di recupero, carta e colori; con pochi passaggi e i giusti suggerimenti, si dà vita a un gioco infinito.
Il LABORATORIO CARTAPESTA, con Roberto Capone (Perfareungioco), si svolge sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 17 al Teatro Villa Pamphilj ed è rivolto ad adulti e operatori (max 10 partecipanti – costo 20€): un percorso di ricerca plastica che trasforma la carta in materia viva, esplorando la realizzazione di piccole e medie sculture a partire da strutture in cartone, modellate e rivestite con la tecnica della cartapesta a strappo, accompagnando i partecipanti dalla nascita dell’idea alla costruzione del volume, in un dialogo continuo tra gesto, materia e immaginazione.
L’ATELIER, con Adrian Giovinatti della compagnia La Malette, è proposto domenica 19 ore 11.30 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un’esperienza per 30 persone a partire da 6 anni (durata 30’) in cui, attraverso i meccanismi poetici dell’artista, si esplorano in modo giocoso i principi dell’aerodinamica e il volo degli uccelli, e il pubblico è chiamato a decifrare il funzionamento di un’installazione di sculture meccaniche, ludica e interattiva, messa in movimento dalla mano dello spettatore.
MURALES DI GESSO, con la compagnia Les Creatures, si svolge domenica alle ore 17 al MUCIV-Museo delle Civiltà: un laboratorio di gesso all’aperto per creare un murale di gesso sulla Terrazza del Museo, insieme agli artisti dello spettacolo Cases, in cui verranno realizzati uno o più disegni effimeri su superfici verticali o orizzontali.
Nell’ambito di “TRADIZIONI, MESTIERI, TEATRO VIVO” (corso della Prof.ssa Valentina Venturini dell’Università Roma Tre, Dams) si svolgono tre incontri con ingresso libero per studenti e uditori: venerdì 17 al DAMS, aula 8, dalle ore 17 alle ore 20, con Alfonso Cipolla e “Shakespeare, Verdi e le marionette. Storie di rimandi e tradimenti”; sabato 18, al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 14 alle ore 17, con Valter Broggini e “Burattini della Tradizione”; domenica 19 al Teatro Villa Pamphilj, dalle ore 15 alle ore 17, con Maurizio Gioco e “Burattini e disabilità – Il Burattino che cura”.
LA PERFORMANCE. Domenica 19 alle ore 15.30 al Teatro Villa Pamphilj è in programma Oppure. Coreografia del fracasso, una performance che restituisce al pubblico il lavoro svolto nel percorso di Danza il tuo clown, lo storico laboratorio di Gianluigi Capone, che invita a sperimentarsi sulla scena attraverso l’improvvisazione e la relazione autentica con il pubblico, e si sviluppa attraverso tre strumenti fondamentali: il gioco, la danza e il teatro fisico
LA MOSTRA. Accanto agli spettacoli e ai momenti di formazione, domenica 19 e lunedì 20 aprile, al Teatro Villa Pamphilj, Immagina 2026 dedica spazio anche alla mostra “Il burattino che cura – un percorso dal silenzio interiore all’apertura al mondo – con opere di Maurizio Gioco, a ingresso libero e gratuito. Un’esposizione che indaga l’essenza del legno e del silenzio, lontano dal grottesco tradizionale dove i burattini di Maurizio Gioco, figure frammentate e vibranti di colore, diventano specchi dell’incomunicabilità moderna e ponti verso l’autenticità delle passioni. Una mostra che celebra il teatro di figura come cura, capace di colmare distanze e trasformare il dolore in soffio vitale.
LIBRI. (ANTEPRIMA FESTIVAL). Il festival si apre con un’anteprima: giovedì 16 alle ore 15, presso la Biblioteca teatrale della SIAE, è in programma la presentazione del nuovo libro di Alfonso Cipolla, “Metamorfosi della rappresentazione” (edizioni SEB27). Ingresso libero su prenotazione (posti limitati).
IMMAGINA – Festival Internazionale del Teatro di Figura di Roma è promosso da Teatro Biblioteca Quarticciolo, Teatro del Lido di Ostia, Teatro Tor Bella Monaca e Teatro Villa Pamphilj (Rete dei Teatri in Comune di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria con il coordinamento gestionale di Zètema Progetto Cultura) in collaborazione con il MUCIV-Museo delle Civiltà, I’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale e ATCL (Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio) e con istituzioni del Ministero della Cultura (MIC), Teatro Verde, Università Roma Tre Dams, SIAE (Biblioteca Museo Teatrale) e con il patrocinio di UNIMA Italia – Unione Internazionale della Marionetta.
INFO PRATICHE
www.immaginafestivalroma.it
Biglietti: 7 € intero • 5 € ridotto
MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale: ingresso 5 € (over 18) e attività all’interno gratuite
Mostre, incontri, presentazione libri: ingresso gratuito
Laboratori: gratuiti o pagamento (alcuni con prenotazione obbligatoria)
Contatti, indirizzi e biglietterie
– Teatro Biblioteca Quarticciolo – Via Ostuni, 8 (Roma) – tel. 06 69426222 – biglietteria@teatrobibliotecaquarticciolo.it
– Teatro del Lido di Ostia – Via delle Sirene, 22 (Ostia) – tel. 06 5646962 – promozione@teatrodellido.it
– Teatro Tor Bella Monaca – Via Bruno Cirino (Roma) – tel. 06 2010579 – promozione@teatrotorbellamonaca.it
– Teatro Villa Pamphilj – Via di S. Pancrazio, 10 (Roma) – tel. 06 5814176 – scuderieteatrali@gmail.com
– MUCIV-Museo delle Civiltà – ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale – Piazza Guglielmo Marconi, 8 (Roma)
tel. 335 7310064 – mu-civ.info@cultura.gov.it
– Spazio Rossellini – Via della Vasca Navale, 58 (Roma) – tel. 345 2978091 – info@spaziorossellini.it
– Biblioteca Museo Teatrale Siae v.le della Letteratura, 30 (Roma)
– DAMS (Università Roma Tre) “Via Ostiense, 163 – Aula 8 (Roma)
Siti spazi: teatriincomune.roma.it • museodellecivilta.it • icpi.cultura.gov.it • spaziorossellini.it
Social: Instagram: immaginafestival • Facebook: Immagina, Festival Internazionale di Teatro di Figura di Roma
Spettacolo
Vengo dal futuro è il nuovo singolo di Face che racconta la nostalgia tra il 1993 e il 2001
🎵 Il nuovo singolo di Face è finalmente uscito: un viaggio profondo tra i ricordi del 1993 e il 2001, disponibile ora in radio e su tutte le piattaforme. Non perderti le emozioni di “Vengo dal futuro”.
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Redazione- La scena musicale italiana accoglie una nuova proposta narrativa con l’uscita di “Vengo dal futuro”, il singolo di Face che da venerdì 26 giugno 2026 occupa le frequenze radiofoniche nazionali. Il brano, distribuito sotto l’egida di Qanto Records, segna un momento di crescita per il cantautore, già noto al pubblico nazionale per il suo passato all’interno della storica formazione dei The Hangovers. La pubblicazione arriva in un momento cruciale del percorso artistico di Filippo De Fazio, vero nome dell’artista, che sta consolidando il suo profilo da solista attraverso un lavoro di introspezione sonora che non conosce compromessi.
Un tuffo nostalgico tra gli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio
Il cuore del nuovo pezzo risiede in una dimensione temporale ben definita, quella che oscilla tra il 1993 e il 2001. Questi due estremi non sono stati scelti per caso, ma rappresentano uno spartiacque nella vita di chi ha vissuto quegli anni, coincidendo con trasformazioni sociali e personali profonde. Il testo si focalizza sulla fragilità del destino e sulla consapevolezza che giunge solo quando il tempo è ormai trascorso, lasciando spazio a un senso di incompletezza tipico degli amori non realizzati. La produzione si muove su binari pop con sfumature cinematografiche, cercando di tradurre in musica il sapore di un ricordo lontano che riemerge con lucidità.
L’artista ha descritto la genesi del brano come un gesto istintivo. La scrittura è nata in modo rapido, quasi di getto, approfittando di un giro di accordi alla chitarra studiato appositamente per evocare immagini del passato. L’obiettivo era creare un legame immediato con chi ascolta, portando alla luce pensieri comuni che spesso rimangono chiusi nel silenzio del quotidiano.
Il legame inscindibile con la città di Bologna
Mentre il singolo guadagna spazio nelle playlist digitali, Face è attivamente impegnato nel “Vengo dal futuro Tour”, una serie di oltre venti concerti che sta attraversando l’intera penisola. Il legame con il territorio emiliano rimane tuttavia il fulcro dell’attività live. Per Filippo De Fazio, esibirsi sotto le torri di Bologna non è una semplice data in calendario, ma una vera e propria celebrazione condivisa con il pubblico locale. I club bolognesi, spesso teatro dei suoi show, sono diventati punti di ritrovo dove il rapporto con i fan assume i connotati di un incontro familiare.
Questo riscontro positivo ricevuto nelle piazze e nei locali del capoluogo emiliano ha dato all’artista la spinta necessaria per guardare subito oltre. Nonostante il successo di “Vengo dal futuro”, lo sguardo di De Fazio è già rivolto alle prossime produzioni. La macchina creativa non si ferma e il lavoro in studio prosegue con l’obiettivo di pubblicare a breve il terzo singolo, intitolato “Al massimo”, che nelle intenzioni dell’artista rappresenterà un ulteriore salto di qualità nella sua carriera.
L’evoluzione artistica da The Hangovers al percorso solista
Il percorso di Face ha subito un’accelerazione decisiva nell’ultimo anno, in particolare con la firma del contratto discografico con Qanto Records a fine 2025. Questa nuova sinergia ha permesso di dare forma a una trilogia di intenti, iniziata con il brano “Anche se” e proseguita con l’attuale singolo, che definisce con chiarezza la cifra stilistica del progetto: una costante analisi emotiva che tratta i temi della resilienza e delle fragilità umane.
La transizione dal gruppo alla carriera individuale è stata gestita mantenendo intatta la coerenza del messaggio. Se con i The Hangovers la musica era espressione collettiva, come solista De Fazio punta dritto all’essenziale, riducendo gli orpelli per lasciare che la voce e le parole occupino lo spazio centrale. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, confermando che la direzione intrapresa dalle parti di via Zamboni o lungo le strade del centro storico bolognese sia quella giusta. Il cantautore invita i propri seguaci a mantenere la pazienza, assicurando che le novità in cantiere ripagheranno in modo adeguato l’attesa. Il progetto, che si può monitorare attraverso i canali Spotify, YouTube e Instagram ufficiali, resta una delle realtà più concrete del panorama cantautorale emergente.
Cultura
Roma apre la settimana culturale dal 26 giugno al 2 luglio: mostre, percorsi e spettacoli per tutti
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Nuova mostra “Moda in luce” ai musei Capitolini
Redazione – Dal 26 giugno al 15 novembre la città accoglie la mostra Moda in luce 1955‑1975 presso la Centrale Montemartini, parte dei Musei Capitolini. L’allestimento ricostruisce, attraverso fotografie d’archivio, materiali inediti dell’Archivio Luce‑Cinecittà e campioni di abbigliamento degli anni Trenta, Sessanta e Settanta, offrendo una panoramica sul rapporto tra alta moda, sartorie artigiane e pronto‑moda nella capitale. L’ingresso è gratuito per i titolari della Roma MIC Card; i biglietti per i visitatori occasionali si acquistano online sul sito del museo.
l’Ara Pacis si illumina di nuovo: “L’Ara si rivela”
Le serate al Museo dell’Ara Pacis riprendono con il progetto multimediale L’Ara si rivela, che restituisce la policromia originale dell’altare grazie a un sofisticato videomapping. Il percorso, disponibile il venerdì, sabato e domenica in tre turni (21:00, 22:00 e 23:00), prevede cuffie con narrazione in italiano e inglese, accompagnate da colonne sonore d’ambiente. In occasione della festa dei Santi Pietro e Paolo, l’apertura è estesa anche al lunedì 29 giugno, un’opportunità rara per i turisti e per i residenti del centro storico, in particolare per chi visita da Via della Conciliazione o dal vicino quartiere Prati.
Passeggiate romane: bastioni del Gianicolo e oltre
Sabato 27 giugno alle ore 11:00 parte la prima Passeggiata romana dal Museo della Repubblica Romana, situato in Via Ostiense. Il percorso, a guida, si snoda lungo i Bastioni del Gianicolo, dalla loro origine nel periodo imperiale alle modifiche apportate da Papa Urbano VIII nel XVII secolo, per concludersi alla Fontana dell’Acqua Paola in Via Trastevere. L’itinerario attraversa Villa Sciarra, il Giardino della Villa Glori e la zona di Via del Casaletto, dove i partecipanti potranno osservare le tracce delle antiche fortificazioni. La prenotazione è obbligatoria al numero 060608, con un limite di 25 persone per visita.
Attività per i titolari di Roma MIC Card: aMICi e percorsi fotografici
Giovedì 2 luglio la programmazione aMICi propone due appuntamenti. Alle 10:00, nell’area archeologica di Piazza Madonna di Loreto, la visita “Un racconto per immagini” guida i partecipanti attraverso le fonti iconografiche dei Fori Imperiali, dalla colonna di Marco Aurelio alle decorazioni del Tempio di Venere e Roma. Alle 10:30, al Museo di Roma in Trastevere, la mostra À Rome la nuit presenta le fotografie notturne di Hervé Gloaguen, scattate tra il 1975 e il 1995, in un percorso sensoriale che combina immagini, suoni e testimonianze di residenti. Entrambe le iniziative richiedono prenotazione allo stesso numero gratuito.
Il planetario di Roma: astronomia per grandi e piccini
Il Planetario di Roma organizza un fine settimana dedicato all’astronomia. Per gli adulti, le sessioni “Ritorno alle stelle” (venerdì 26, sabato 27, domenica 28) e “Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager” (stessi giorni) esplorano il sistema solare, le missioni spaziali e le costellazioni visibili dal Mediterraneo. Il ciclo “From Earth to the Universe” in lingua inglese (venerdì 26 alle 16:00) e “La magia dell’aurora boreale” (sabato 27 e domenica 28 alle 18:00) completano l’offerta.
Per i più giovani, sabato 27 alle 12:00 è previsto lo spettacolo interattivo “Girotondo tra i Pianeti”, mentre domenica 28 alle 16:00 l’attore Gabriele Catanzaro, nei panni del Dottor Stellarium, conduce “Il Dottor Stellarium alla scoperta della luna”. I biglietti, gratuiti per i possessori di Roma MIC Card e a pagamento per gli altri, si acquistano online su www.planetarioroma.it.
Informazioni pratiche e contatti
Tutti gli appuntamenti sono soggetti a variazioni; è consigliato verificare eventuali aggiornamenti sui siti ufficiali dei musei, del planetario e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Per prenotare visite, incontri e tour è possibile chiamare il numero dedicato 060608, attivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Le tariffe di ingresso, le modalità di accesso e le eventuali riduzioni per studenti, over‑65 e famiglie numerose sono consultabili su www.museiincomuneroma.it e www.sovraintendenzaroma.it.
Cultura
Goffredo Palmerini e la memoria che non svanisce: Recensione a “Personaggi e Persone”
“La memoria è il solo paradiso dal quale non possiamo essere cacciati.”
John Milton
In un’epoca in cui la velocità consuma nomi, storie e presenze con la stessa rapidità con cui vengono generate, l’ultimo lavoro di Goffredo Palmerini si impone come un gesto controcorrente, quasi un atto di resistenza culturale. Personaggi e persone – 99 profili, un patrimonio di memoria non è soltanto un libro: è un archivio umano, una raccolta di esistenze che diventano racconto, testimonianza, traccia viva di un tempo che rischierebbe altrimenti di dissolversi.
Redazione- In un’epoca in cui la velocità consuma nomi, storie e presenze con la stessa rapidità con cui vengono generate, l’ultimo lavoro di Goffredo Palmerini si impone come un gesto controcorrente, quasi un atto di resistenza culturale. Personaggi e persone – 99 profili, un patrimonio di memoria non è soltanto un libro: è un archivio umano, una raccolta di esistenze che diventano racconto, testimonianza, traccia viva di un tempo che rischierebbe altrimenti di dissolversi.
Il numero 99, scelto dall’autore, non ha nulla di casuale. È un numero “aperto”, incompiuto, che suggerisce la natura stessa della memoria: mai definitiva, mai chiusa, sempre pronta ad accogliere nuove presenze o a lasciare spazio al ritorno di quelle già incontrate. In questo senso il libro non si presenta come un’opera conclusa, ma come un organismo vivo, in continua espansione ideale.
Proprio il 99 assume anche un valore profondamente identitario legato a L’Aquila, città che porta nel suo immaginario storico e simbolico questo numero come cifra distintiva. La tradizione delle “99” torna infatti in molte espressioni del patrimonio aquilano, dalla celebre Fontana delle 99 Cannelle, fino al richiamo antico dei 99 castelli che, secondo la leggenda, avrebbero partecipato alla fondazione della città. È un simbolo che attraversa i secoli e che identifica la comunità come insieme di molteplici identità unite in un’unica storia. In questo senso, i 99 profili del libro dialogano idealmente con la stessa struttura simbolica della città: una pluralità che diventa unità, una somma di voci che costruisce un’identità collettiva.
Il cuore pulsante del libro resta L’Aquila, città simbolo che non è solo sfondo geografico ma vera e propria matrice identitaria e affettiva. Dopo le ferite del terremoto e le fatiche della ricostruzione, il richiamo alla memoria assume qui un valore ancora più forte: ricordare diventa un modo per ricostruire, non solo edifici ma legami, storie, continuità. Tuttavia, l’opera non rimane mai confinata in un orizzonte locale: i profili si allargano, si intrecciano con l’Italia intera e spesso oltrepassano i confini nazionali, restituendo una rete di relazioni umane e culturali più ampia.
La scrittura di Palmerini si distingue per una qualità rara: la capacità di unire partecipazione e misura. Non c’è mai compiacimento, né enfasi ridondante, ma una tensione costante verso l’essenziale. Ogni profilo sembra costruito come un incontro diretto, quasi una conversazione trattenuta sulla soglia del ricordo. L’autore non si pone mai come semplice osservatore esterno: entra nelle storie con discrezione, lasciando che siano le persone stesse a parlare attraverso i frammenti della loro vita.
Ciò che rende il libro particolarmente significativo è la sua struttura corale. I 99 profili non sono isolati, ma dialogano tra loro, creando una sorta di rete invisibile di rimandi, affinità, contrasti e continuità. La lettura procede così su più livelli: da un lato l’interesse per la singola figura, dall’altro la percezione progressiva di un disegno più ampio, quasi una geografia della memoria collettiva.
In questo senso, l’opera assume anche un valore civile. Non si limita a celebrare, ma restituisce dignità alla memoria come funzione sociale. In un tempo in cui l’oblio è spesso accelerato dalla sovrabbondanza di informazioni, ricordare diventa un atto di responsabilità. Palmerini sembra suggerire che ogni vita raccontata è un frammento di storia condivisa, e che perdere queste tracce significa impoverire la nostra comprensione del presente.
Particolarmente intensa è la capacità dell’autore di far emergere l’umanità nascosta dietro i ruoli pubblici. Le figure non vengono mai ridotte alla loro notorietà o al loro ruolo istituzionale: emergono invece nelle loro fragilità, nei loro slanci, nelle loro contraddizioni. È proprio questa dimensione a rendere il libro profondamente umano e accessibile, anche quando affronta personalità di grande rilievo. Il tono dell’opera alterna registri diversi: dal narrativo al riflessivo, dal memoriale al quasi giornalistico, senza mai perdere coerenza. In alcuni passaggi la scrittura si fa più lirica, soprattutto quando il ricordo si intreccia alla perdita o quando la distanza temporale trasforma la biografia in testimonianza. Tuttavia, anche nei momenti più emotivi, Palmerini mantiene una sobrietà che rafforza la credibilità del racconto.
Un altro elemento centrale è il rapporto tra memoria individuale e memoria collettiva. Il libro sembra suggerire che non esiste una separazione netta tra le due: ogni storia personale contribuisce a costruire un patrimonio condiviso, e ogni frammento di vita privata si riflette, in modo più o meno evidente, nella storia di una comunità. È un’idea forte, quasi etica, che attraversa l’intera opera.
La lettura di Personaggi e Persone diventa così anche un esercizio di attenzione. Richiede tempo, ascolto, disponibilità a entrare nelle storie senza fretta. Non è un libro da consumo rapido, ma un testo da attraversare con calma, lasciando che i profili si sedimentino nella memoria del lettore. Il valore dell’opera risiede anche nella sua funzione di ponte tra generazioni. Molti dei personaggi raccontati appartengono a epoche diverse, e il libro diventa così un luogo di incontro tra passato recente e presente, tra ciò che è stato e ciò che ancora influenza il nostro oggi. In questo senso, la memoria non è mai nostalgia, ma strumento di comprensione.
Goffredo Palmerini conferma, con questo lavoro, una vocazione ormai consolidata: quella di narratore della memoria civile e culturale, attento non solo ai grandi eventi ma soprattutto alle persone che li hanno attraversati. Il suo sguardo è insieme giornalistico e umano, capace di registrare i fatti senza perdere la sensibilità per le storie. Alla fine della lettura, ciò che resta non è soltanto la somma dei 99 profili, ma una sensazione più ampia: quella di aver attraversato un territorio umano ricco, complesso, stratificato. Un territorio in cui ogni vita ha lasciato una traccia e in cui ogni traccia contribuisce a costruire un senso. Personaggi e Persone – 99 profili, un patrimonio di memoria si presenta così come un’opera necessaria. Non perché imponga una verità, ma perché custodisce la pluralità delle voci. E in un mondo che tende spesso a semplificare, questa pluralità diventa un valore prezioso, quasi indispensabile.
Carlo Di Stanislao
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Il nuovo libro di Goffredo Palmerini “PERSONAGGI e PERSONE – 99 profili, un patrimonio di memoria” (One Group Edizioni) sarà presentato a L’Aquila giovedì 25 giugno alle 17:30, presso l’Auditorium ANCE (Via Alcide De Gasperi, 60. All’evento di presentazione, dopo il saluto della Municipalità affidato al vicesindaco Raffaele Daniele, oltre all’autore interverranno Marina Marinucci, presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Luca Bergamotto, direttore di LAQTV emittente di Abruzzo e Molise, Francesca Pompa, presidente One Group, e Andrea Fusco, vice Caporedattore Rai Sport e curatore della Prefazione.
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