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SINDACATO UNICO DEI MILITARI (S.U.M.): RADUNO DEGLI ALPINI A GENOVA. NO A SCRITTE OFFENSIVE, ALLA DIFFAMAZIONE DI CHI HA SEMPRE SERVITO IL PROPRIO PAESE E AIUTATO IN SILENZIO LE POPOLAZIONI COLPITE DA FENOMENI NATURALI, COMPRESA LA LIGURIA!
Redazione- Il S.U.M. – Sindacato Unico dei Militari – esprime tutto il proprio disappunto per le scritte offensive comparse nel centro storico di Genova, che appaiono chiaramente collegate alla prossima Adunata degli Alpini, che ha scelto proprio Genova come città ospitante per i festeggiamenti del 2026.
Un appuntamento importante che richiama storia, tradizione, memoria e spirito di servizio delle Penne Nere, che accorreranno numerosissime da tutta Italia.
È grave e inaccettabile che, alla vigilia di un evento di tale portata, si tenti di alimentare polemiche e odio mediante scritte vandaliche che offendono un Corpo che ha sempre dimostrato vicinanza concreta ai cittadini, in qualunque circostanza.
Gli Alpini non sono l’immagine distorta che qualcuno vorrebbe far passare, additandoli in modo generalizzato come molestatori. Gli Alpini sono stati e sono servitori dello Stato: donne e uomini che hanno indossato e indossano la divisa con onore, mettendosi al servizio della collettività, in Italia e all’estero.
A Genova e in tutta la Liguria, durante le emergenze e le alluvioni che hanno colpito il territorio, la loro presenza è stata concreta e determinante. Già nel 2011, infatti, intervennero gli Artiglieri da Montagna del 1° Reggimento, mentre nel 2014 operarono uomini e mezzi della Brigata Alpina “Taurinense”, offrendo supporto alla popolazione, mettendo in sicurezza le aree colpite e contribuendo al ripristino della viabilità e dei servizi essenziali.
Questi sono i fatti.
Questa è la vera identità degli Alpini, servitori dello Stato sempre pronti a intervenire nel momento del bisogno!
Siamo certi che le Istituzioni Regionali e cittadine prenderanno nettamente le distanze da questi episodi, condannando senza esitazione questi atti di vandalismo che avvelenano l’ambiente alla vigilia del raduno.
Genova accoglierà l’Adunata nel segno del rispetto, della riconoscenza e dei valori migliori che gli Alpini rappresentano in Italia e nel mondo.
Cogito Ergo S.U.M.
SCEGLI. SCEGLI BENE. SCEGLI IL S.U.M.!
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Il cordoglio dell’Ugl di Matera per la scomparsa di Luigi Cavallari e la condanna agli atti di odio online
📢 La comunità di Matera si unisce nel cordoglio stringendosi attorno al Ministro Eugenia Roccella: il sindacato UGL condanna fermamente le polemiche dettate dall’odio sociale e ricorda l’impegno istituzionale del Ministro sul territorio lucano.
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#Matera #UGL #EugeniaRoccella #Solidarietà
Matera – La comunità del capoluogo lucano si stringe attorno al Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, in seguito alla drammatica vicenda che ha colpito la sua sfera privata. La scomparsa di Luigi Cavallari, marito del Ministro, ha generato un profondo senso di apprensione in tutto il Paese, con le autorità locali impegnate in un costante monitoraggio della situazione. A farsi portavoce del sentimento di vicinanza del sindacato è Pino Giordano, Segretario Provinciale dell’UGL Matera, che ha voluto ribadire il sostegno incondizionato alla famiglia Cavallari-Roccella in questo momento di sofferenza.
Il richiamo al rispetto e la condanna delle ostilità sui social
In un clima segnato dalla tensione per le ricerche in corso, il Segretario Giordano ha espresso rammarico per le reazioni verificatesi su alcune piattaforme digitali. La comparsa di insulti e commenti carichi di odio contro un esponente delle istituzioni, in un momento di fragilità emotiva, ha spinto il sindacato a prendere una posizione netta. Secondo l’UGL materana, le dinamiche di scontro politico non possono superare il limite della decenza umana. La solidarietà, in casi di tal natura, deve prevalere su ogni divergenza di opinione. L’organizzazione sindacale ha manifestato pieno sostegno al messaggio di vicinanza già espresso dal Segretario Generale dell’UGL, Paolo Capone, sottolineando come la ferocia gratuita di alcuni utenti online rappresenti una ferita ai principi fondamentali della convivenza civile che caratterizzano la comunità italiana.
Il legame istituzionale con la città di Matera
Il rapporto tra il Ministro Eugenia Roccella e il territorio lucano non è recente. Proprio in un momento di grande visibilità internazionale per la Città dei Sassi, il Ministro aveva fatto visita alla provincia di Matera nell’ottobre del 2024. In quell’occasione, la presenza del rappresentante del Governo era legata all’apertura dei lavori del summit G7 dedicato alle Pari Opportunità e all’empowerment femminile, un evento che ha proiettato l’area dei Sassi al centro del dibattito globale sulle politiche sociali.
Oltre ai protocolli ufficiali, la visita del Ministro Roccella aveva lasciato un segno tangibile nel mondo sindacale locale. Durante il soggiorno a Matera, nonostante la fitta agenda istituzionale, il Ministro aveva trovato lo spazio per un confronto diretto con i rappresentanti dell’UGL. I temi sul tavolo furono quelli cari al tessuto produttivo della provincia: dalla crisi industriale che attanaglia diverse aziende del Distretto del Mobile Imbottito e dell’area industriale di Jesce, fino alle difficoltà economiche che attanagliano le famiglie della Basilicata.
Problemi sociali e prospettive per la provincia lucana
L’incontro tra Pino Giordano e il Ministro Roccella fu focalizzato sulla crescente desertificazione industriale che sta svuotando la provincia di Matera. Si parlò di occupazione precaria, di tutele per i lavoratori in cassa integrazione e della necessità di politiche attive che potessero arginare l’esodo dei giovani talenti lucani verso il Centro-Nord o l’estero. In quel frangente, il Ministro mostrò una particolare tenuta nel recepire le istanze di un territorio periferico ma operoso, dimostrando capacità di ascolto e una sensibilità istituzionale che i rappresentanti locali ricordano con rispetto.
Oggi, a distanza di mesi da quel confronto avvenuto tra le bellezze storiche di Matera, il sindacato rinnova la stima per la persona prima ancora che per il ruolo ministeriale. Il ricordo di quel garbo istituzionale alimenta il desiderio di far sentire la vicinanza della base datoriale e lavorativa materana alla famiglia Cavallari. “In circostanze come queste – ha dichiarato Pino Giordano nella nota ufficiale – il valore della solidarietà resta l’unico faro a cui aggrapparsi, superando ogni barriera ideologica per sostenere chi sta vivendo un vuoto umano incolmabile”. Il silenzio, nel rispetto della tragedia che sta colpendo i congiunti dello scomparso, viene indicato dall’UGL come la scelta più corretta per onorare la sofferenza, un monito che si estende a tutti i cittadini e ai frequentatori del dibattito pubblico sul web.
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Crisi industriale in Basilicata, il caso Natuzzi accende il dibattito sul futuro del lavoro
📢 La crisi Natuzzi accende i riflettori sul precario futuro industriale della Basilicata. Sindacati e istituzioni chiedono un cambio di rotta per frenare la desertificazione e tutelare i lavoratori lucani.
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#Basilicata #Natuzzi #Matera #Lavoro
Matera – Le tensioni che avvolgono lo stabilimento Natuzzi continuano a tenere banco nel dibattito politico ed economico del Sud Italia, sollevando dubbi sulla tenuta occupazionale nel triangolo compreso tra la provincia di Matera e l’area murgiana al confine con la Puglia. La mancata sottoscrizione del protocollo d’intesa presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha trasformato una vertenza aziendale in un campanello d’allarme per l’intero tessuto produttivo meridionale, innescando timori concreti legati a sospensioni delle attività e possibili delocalizzazioni.
Le ombre sul distretto del mobile e la gestione dei fondi pubblici
La vicenda che coinvolge il noto gruppo del settore arredamento non è un episodio isolato, ma si inserisce in un solco segnato da dinamiche industriali discutibili che durano da decenni. Pino Giordano, segretario provinciale dell’UGL di Matera, punta il dito contro un modello di gestione che ha visto, nel corso degli anni, l’erogazione di ingenti finanziamenti pubblici verso aziende private senza imporre vincoli ferrei sulla stabilità dei livelli occupazionali. Spesso, una volta terminato il periodo di fruizione degli incentivi economici, molte realtà hanno scelto la via della chiusura o del trasferimento produttivo altrove, lasciando sul campo capannoni desolati in aree strategiche come la zona industriale di La Martella o i siti storici della Val Basento.
Il territorio materano risulta il più colpito da questo fenomeno di desertificazione industriale. La crisi che investe il colosso dei divani si somma a vertenze storiche, come quella di CallMat, e alle difficoltà croniche dell’indotto locale, che da tempo attende segnali di rilancio. La richiesta che arriva dal sindacato è perentoria: chi trae vantaggio dalla spesa pubblica deve assumersi una responsabilità sociale verso la comunità locale. Giordano propone l’introduzione di clausole di restituzione dei benefici economici per le imprese che decidono di delocalizzare dopo aver attinto a risorse collettive, una misura volta a porre fine alla stagione dei sussidi privi di controlli.
Una visione comune per il rilancio del territorio
Nonostante le difficoltà, la politica locale cerca di tracciare una nuova rotta. L’attuale amministrazione regionale, rappresentata dal Presidente Vito Bardi e dagli assessori Francesco Cupparo e Cosimo Latronico, sta tentando di convogliare le risorse del Fondo di Coesione e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza verso obiettivi di crescita strutturale. L’idea di fondo, condivisa anche dal vertice di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema, mira a centrare gli investimenti su innovazione tecnologica, potenziamento delle infrastrutture e valorizzazione delle competenze del capitale umano.
Questa impostazione si distacca dalle logiche assistenzialiste del passato, cercando di dare corpo a un sistema industriale in grado di reggere la competizione internazionale non attraverso il contenimento dei costi, ma tramite la qualità e la stabilità. Per ottenere risultati tangibili, tuttavia, occorre un’azione sinergica che veda parlamentari, amministratori regionali, sindacati e imprenditori agire come un fronte unico durante le interlocuzioni a Roma. La richiesta avanzata dall’UGL non ammette deroghe: il riconoscimento dell’area materana e dei comuni della Val Basento come zone di crisi industriale complessa appare fondamentale per sbloccare strumenti di sostegno straordinario.
Verso un piano di reindustrializzazione per la provincia di Matera
La stabilità del lavoro resta il baricentro attorno al quale deve ruotare ogni decisione futura. Le famiglie che risiedono tra Matera, Ferrandina, Pisticci e i centri limitrofi vivono un momento di forte incertezza, con giovani generazioni che faticano a intravvedere prospettive di carriera nella propria terra d’origine. La strategia proposta dal sindacato è quella di avviare un piano straordinario di reindustrializzazione, capace di attrarre capitali sani e di legare in maniera indissolubile il sostegno statale al mantenimento fisico dei processi produttivi nei confini regionali.
Il futuro della Basilicata passa inevitabilmente per la capacità di superare le frammentazioni politiche. La difesa del sistema produttivo lucano non è una battaglia di parte, ma un obbligo morale verso intere generazioni di lavoratori che hanno contribuito a rendere grande il marchio del made in Italy nel mondo. Solo attraverso il rigore nelle clausole di finanziamento e una programmazione economica di lungo respiro, sarà possibile evitare che il declino industriale diventi una costante del panorama economico regionale. Il tempo dello spreco di risorse pubbliche deve lasciare spazio a una nuova stagione di responsabilità, dove l’impresa torni a essere motore di sviluppo sociale e non mera entità volatile in cerca di profitti immediati.
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Potenza ospita il convegno di Confindustria Basilicata: futuro e lavoro in chiave Lucana
📢 Un futuro di lavoro stabile e investimenti concreti parte da Matera. Scopri di più e unisciti al cambiamento! 👇
#Basilicata #Confindustria #UGLMatera #SviluppoEconomico
Redazione- Potenza, capitale della Regione Basilicata, ha fatto da cornice al raduno “Basilicata al centro del futuro. Investire, Restare, Crescere”, tenutosi lo scorso giovedì al Park Hotel, situato in Via Settembre, a pochi passi da Piazza Vittorio Veneto. L’evento, organizzato dalla Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria (Confindustria) e dal suo ramo regionale, ha visto l’insediamento di Francesco D’Alema a presidente della sezione lucana, accompagnato dalla presentazione della nuova squadra dirigente e dal programma di sviluppo.
Nuove prospettive per il tessuto produttivo
All’assemblea ha preso la parola Pino Giordano, segretario provinciale della UGL Matera, sottolineando come la nomina di D’Alema rappresenti un punto di svolta per l’intero panorama economico della provincia di Matera. “Con Francesco D’Alema si apre una stagione di rinnovamento per il sistema produttivo lucano. Ora sono necessari coraggio, capitali e contratti stabili per rilanciare Matera e l’intera Basilicata”, ha dichiarato Giordano, citando le eccellenze riconosciute nei settori manifatturiero, agroalimentare, turistico e culturale, ma anche le criticità legate a precarietà occupazionale, esodo giovanile e spopolamento delle aree interne.
Il discorso è stato arricchito da esempi concreti: la produzione di ceramiche a Matera, il filone vinicolo nel territorio di Rotondella, le realtà artigianali attive nella zona di Montescaglioso e le start‑up tecnologiche che si consolidano nei pressi del Parco Scientifico e Tecnologico di Matera. Giordano ha invitato le imprese a trasformare ogni investimento in posti di lavoro qualificati, in condizioni di sicurezza e in opportunità di crescita per le famiglie.
Dialogo tra imprese, sindacato e istituzioni
Durante il convegno è avvenuto anche l’incontro fra la UGL Metallmeccanici e il presidente nazionale di Confindustria, Emanuele Orsini. Il segretario nazionale Antonio Spera, presente all’evento, ha ricevuto un caloroso saluto da parte di Giordano, gesto apprezzato da Orsini, che ha promesso un contatto diretto con il segretario nazionale per consolidare il clima di reciproca stima. “Questo scambio testimonia la volontà di costruire un’interazione continua tra i mondi del lavoro e dell’impresa”, ha sottolineato Orsini, ribadendo l’importanza di una cooperazione strutturata a beneficio del territorio.
Giordano ha poi delineato le sfide più urgenti per la Basilicata: formazione professionale legata alle nuove tecnologie, transizione energetica guidata da fonti rinnovabili e potenziamento delle infrastrutture logistiche, soprattutto lungo la SS 7 “Foggia‑Taranto” e la nuova autostrada “Basilicata Nord”. Ha proposto la creazione di un tavolo permanente, con la partecipazione di università, centri di ricerca (come l’Istituto per la Valorizzazione del Territorio di Matera) e rappresentanti delle amministrazioni locali, per tracciare una road‑map di sviluppo condivisa.
Le parole di Francesco D’Alema
Nel suo discorso inaugurale, Francesco D’Alema ha ribadito l’impegno a mettere la Basilicata al centro di un progetto di crescita sostenibile. Ha sottolineato la necessità di attrarre investimenti nei settori ad alta tecnologia, di sostenere le piccole e medie imprese del territorio e di promuovere la digitalizzazione delle filiere agricole, soprattutto nella produzione di olio extravergine d’oliva nelle province di Potenza e Matera. “La nostra posizione geografica, la ricchezza culturale dei Sassi di Matera e la tradizione enogastronomica sono leve uniche per competere a livello nazionale e europeo”, ha dichiarato D’Alema.
Il presidente ha inoltre annunciato il lancio di un programma di incentivi per le imprese che adotteranno soluzioni di efficienza energetica e per quelle che creeranno posti di lavoro a tempo indeterminato per giovani residenti. Una particolare attenzione è stata rivolta al ruolo delle cooperative sociali, ritenute fondamentali per l’inclusione di categorie vulnerabili nel mercato del lavoro.
Un appello alla responsabilità condivisa
Concludendo, Giordano ha espresso la convinzione che la prosperità della Basilicata dipenda da una sinergia tra tutti gli attori economici e sociali. “Le imprese, i sindacati, le istituzioni e il mondo accademico devono operare in modo coordinato per trasformare le opportunità in risultati concreti per lavoratori, famiglie e comunità”, ha affermato. Il segretario ha lanciato un appello per un dialogo permanente, invitando le amministrazioni provinciali di Matera, Potenza e la provincia di Avigliano a sostenere le iniziative di formazione professionale, a potenziare la sicurezza nei luoghi di lavoro e a promuovere la cultura dell’innovazione.
Il convegno, chiuso con un brindisi sulla terrazza del Park Hotel, ha lasciato una percezione di ottimismo. La sfida è ora tradurre le dichiarazioni in politiche operative, con l’obiettivo di fare della Basilicata un punto di riferimento per lo sviluppo equilibrato nel Mezzogiorno.
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