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Economia

POSTE ITALIANE: RISULTATI FINANZIARI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026

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Redazione-  RICAVI[1] RECORD NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, PARI A € 3,5 MILIARDI, IN CRESCITA DELL’8% ANNO SU ANNO, GRAZIE AL SOLIDO CONTRIBUTO DI TUTTE LE DIVISIONI DI BUSINESS

REDDITIVITÀ A LIVELLI RECORD NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026: RISULTATO OPERATIVO (EBIT) ADJUSTED[2] PARI A € 905 MILIONI, IN CRESCITA DEL 14% ANNO SU ANNO, A CONFERMA DI UNA CONTINUA ED EFFICACE RAZIONALIZZAZIONE DEI COSTI IN UN CONTESTO INFLAZIONISTICO

UTILE NETTO PARI A € 617 MILIONI[3], IN CRESCITA DEL 3% ANNO SU ANNO

RACCOLTA NETTA NEI PRODOTTI DI INVESTIMENTO ROBUSTA E PARI A € 1,7 MILIARDI, ASSOCIATA A TREND COMMERCIALI POSITIVI NEL RISPARMIO POSTALE E A DEPOSITI RETAIL STABILI

SOLIDA STRUTTURA PATRIMONIALE CON SOLVENCY II RATIO PARI AL 294% E POSIZIONE FINANZIARIA NETTA IN MIGLIORAMENTO

CRESCITA DEI PAGAMENTI DIGITALI SUPERIORE AL MERCATO

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OFFERTA PUBBLICA SU TIM: TEMPISTICHE DELL’OPERAZIONE CONFERMATE, CHIUSURA ATTESA ENTRO IL TERZO TRIMESTRE DEL 2026

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REVISIONE AL RIALZO DELLA GUIDANCE PER L’ESERCIZIO 2026: RISULTATO OPERATIVO (EBIT) ADJUSTED AUMENTATO A € 3,4 MILIARDI

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE “STANDALONE” PLURIENNALE SARÀ PRESENTATO IL 24 LUGLIO INSIEME AI RISULTATI DEL SECONDO TRIMESTRE 2026

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·      NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, I RICAVI1 DI GRUPPO SI ATTESTANO A € 3,5 MILIARDI, IN CRESCITA DELL’8,0% ANNO SU ANNO:

o   RICAVI DA TERZI DI CORRISPONDENZA, PACCHI E DISTRIBUZIONE PARI A € 1,0 MILIARDI NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IN CRESCITA DEL 5,7% ANNO SU ANNO.

o   I RICAVI DA TERZI DEI SERVIZI FINANZIARI AMMONTANO A € 1,6 MILIARDI NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IN CRESCITA DEL 10,5% ANNO SU ANNO.

o   I RICAVI DA TERZI DEI SERVIZI ASSICURATIVI SI ATTESTANO A € 469 MILIONI NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IN CRESCITA DEL 6,1% ANNO SU ANNO.

o   I RICAVI DA TERZI1 DEI SERVIZI POSTEPAY AMMONTANO A € 425 MILIONI NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IN CRESCITA DEL 6,8% ANNO SU ANNO.

·      NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, I COSTI TOTALI[4] AMMONTANO A € 2,8 MILIARDI, IN CRESCITA DEL 4,9% ANNO SU ANNO:

o   I COSTI ORDINARI DEL PERSONALE4 NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026 SI ATTESTANO A € 1,5 MILIARDI, IN CRESCITA DELL’1,4% ANNO SU ANNO, RIFLETTENDO UNA MAGGIORE RETRIBUZIONE VARIABILE E GLI AUMENTI SALARIALI PREVISTI DAL CONTRATTO DI LAVORO.

o   I COSTI NON-HR4,[5] RAGGIUNGONO € 1,2 MILIARDI NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IN CRESCITA DEL 10,3% ANNO SU ANNO, PER EFFETTO DELLA MAGGIORE CRESCITA DEL BUSINESS.

·      NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026, IL RISULTATO OPERATIVO (EBIT) ADJUSTED2 HA RAGGIUNTO UN LIVELLO RECORD PARI A € 905 MILIONI, IN CRESCITA DEL 13,6% ANNO SU ANNO, COME CONSEGUENZA DI UN’ATTENTA RAZIONALIZZAZIONE DEI COSTI.

·      NEL PRIMO TRIMESTRE DEL 2026 L’UTILE NETTO3 RISULTA PARI A € 617 MILIONI, IN CRESCITA DEL 3,3% ANNO SU ANNO.

·      LE ATTIVITÀ FINANZIARIE INVESTITE (AFI) DEI CLIENTI DEL GRUPPO HANNO RAGGIUNTO € 606 MILIARDI, IN CRESCITA DI € 5,3 MILIARDI DA DICEMBRE 2025: SOLIDA RACCOLTA NETTA NEI PRODOTTI DI INVESTIMENTO E PARI A € 1,7 MILIARDI, GRAZIE A TREND COMMERCIALI FAVOREVOLI SUL RISPARMIO POSTALE E A DEPOSITI STABILI.

·      POSIZIONE PATRIMONIALE SOLIDA: TOTAL CAPITAL RATIO DI BANCOPOSTA PARI AL 24,4% (DI CUI CET1 RATIO PARI AL 20,9%), LEVERAGE RATIO PARI AL 3,3% E SOLVENCY II RATIO DEL GRUPPO ASSICURATIVO POSTE VITA PARI AL 294%.

 

 

 

 

POSTE ITALIANE CREA VALORE PER TUTTI GLI STAKEHOLDER, RAFFORZANDO INCLUSIONE SOCIALE E SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

 

I PRINCIPALI RISULTATI NEL TRIMESTRE:

  • Prosegue la realizzazione del Progetto Polis, che consolida il ruolo di Poste Italiane nel supporto alla coesione sociale e nel superamento del digital divide nei piccoli centri e aree interne del Paese. A fine marzo, 5.251 uffici postali risultano trasformati in hub di servizi digitali, semplificando la vita dei cittadini, e sono stati realizzati 160 spazi di co-working. In tutti gli uffici postali sono stati erogati oltre 250 mila servizi della Pubblica Amministrazione, tra cui più di 190 mila
  • Anche grazie al contributo del Progetto Polis, avanzano gli interventi per migliorare l’efficienza energetica degli immobili del Gruppo e incrementare la produzione di energia rinnovabile. Il numero degli edifici dotati di sistemi di smart building è salito a 5.273 unità e risultano installati circa 1.000 impianti fotovoltaici, per una potenza complessiva installata pari a 31 MWp.
  • Prosegue il progetto ‘Green Delivery’, volto a sviluppare un modello di consegna sempre più sostenibile, in grado di rispondere alle esigenze dei clienti e contribuire alla riduzione dell’impatto ambientale. Poste Italiane ha ulteriormente rafforzato la propria rete PUDO (Pick-Up-Drop-Off) che, a fine marzo, ha raggiunto un totale di 31.917 punti fisici, includendo gli uffici postali presenti su tutto il territorio, nonché oltre 18 mila collect point (negozi) e circa 1.800 locker della rete Punto Poste.
  • Poste Italiane ha rinnovato la certificazione ‘Equal Salary’, che attesta l’equità retributiva tra donne e uomini a parità di ruolo, a conferma dell’impegno del Gruppo nel promuovere una cultura inclusiva, fondata su pari opportunità, merito e trasparenza.
  • Poste Italiane si conferma tra i brand più inclusivi in Italia, entrando nella Top 10 del Diversity Brand Index 2026 e ricevendo il Diversity Brand Award per l’accessibilità, grazie a soluzioni digitali inclusive – tra cui piattaforme di video tutorial con Lingua dei Segni Italiana, audiodescrizioni e sottotitoli multilingue – che facilitano l’accesso ai servizi per un pubblico ampio e diversificato.

 

Roma, 7 maggio 2026. Nella giornata di ieri, il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane” o “il Gruppo”), presieduto da Silvia Maria Rovere, ha approvato i risultati finanziari per il primo trimestre del 2026 (non sottoposti a revisione contabile).

Matteo Del Fante, Amministratore Delegato di Poste Italiane, ha commentato: “Abbiamo iniziato l’anno con risultati particolarmente solidi, registrando, nel primo trimestre, ricavi record pari a € 3,5 miliardi, in crescita dell’8% anno su anno. Questa performance conferma la solidità della nostra piattaforma e la coerenza della nostra strategia di lungo termine. Si tratta del nostro quarto primo trimestre consecutivo concluso con risultati a livelli record, grazie al solido contributo di tutte le divisioni di business, con una raccolta netta nei prodotti di investimento pari a € 1,7 miliardi, frutto della robusta performance del comparto assicurativo Investimenti Vita e Previdenza, accompagnata da trend commerciali in continuo miglioramento nel Risparmio Postale e depositi retail stabili. La nostra leadership nei pagamenti digitali risulta confermata, con una crescita superiore ai livelli di mercato che sottolinea la solidità della nostra piattaforma.

La redditività ha raggiunto livelli record, con un Risultato operativo (EBIT) Adjusted in crescita del 14% anno su anno e pari a € 905 milioni, a conferma della solidità della nostra disciplina sui costi e delle azioni di efficienza in un contesto caratterizzato da inflazione. L’utile netto è cresciuto a € 617 milioni, in aumento del 3% anno su anno.

Alla luce della performance positiva nella prima parte dell’anno e di un contesto di tassi di interesse più favorevole, abbiamo rivisto al rialzo la guidance a livello di Risultato operativo (EBIT) Adjusted per il 2026, fissandola a € 3,4 miliardi.

La crescita dei ricavi del segmento Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione è stata trainata dall’aumento dei volumi dei pacchi e dalle azioni di repricing, che hanno mitigato il calo previsto dei volumi della corrispondenza. A metà aprile abbiamo annunciato una joint venture con Benetton Logistics, come ulteriore passo nel percorso di crescita e rafforzamento del nostro business della contract logistics.

Nei Servizi Finanziari, i ricavi sono cresciuti dell’11% a € 1,6 miliardi, sostenuti dalla solidità del portafoglio investimenti e da una solida performance commerciale.

I Servizi Assicurativi hanno registrato risultati positivi sia nel comparto Investimenti Vita e Previdenza che nel comparto Protezione, con ricavi in crescita del 6% nel trimestre a € 469 milioni.

L’ecosistema unico e integrato dei Servizi Postepay per le esigenze quotidiane ha generato una crescita sia nei ricavi che nella redditività, anticipando l’integrazione nel nuovo polo finanziario.

Continuiamo a operare da una posizione di forza, il bilancio del Gruppo rimane solido, con un Solvency II ratio pari al 294% e una posizione finanziaria netta in miglioramento, con € 341 milioni di cassa generata nel trimestre (+€ 43 milioni rispetto al primo trimestre del 2025).

Abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra convinzione nella validità strategica dell’operazione di acquisizione del controllo di TIM e nella sua naturale coerenza con il nostro modello di business. Grazie alla solidità del nostro bilancio e alla robusta generazione di cassa, siamo in una posizione unica per supportare gli investimenti digitali e accelerare le iniziative strategiche volte a sostenere la crescita. La combinazione delle attività di Poste Italiane in ambito telecomunicazioni con il segmento consumer di TIM creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni.

Il profilo finanziario dell’operazione proposta è estremamente solido, con un effetto accrescitivo sull’utile per azione (EPS) a partire dal 2027, che diventa a doppia cifra dal 2028.

Il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 è confermato, e la politica dei dividendi futuri risulterà accrescitiva rispetto allo scenario standalone.

La leva finanziaria pro-forma è attesa a 1,4 volte l’EBITDA al netto del costo dei contratti di leasing (c.d. “after lease”) entro la fine del 2026, e in progressiva riduzione negli anni successivi, ed il nostro credit rating è stato ad oggi confermato da tutte e tre le principali agenzie di rating.

Stiamo entrando in un nuovo capitolo del nostro percorso, fondato su risultati già raggiunti e trainato da una chiara ambizione di lungo periodo. Il 24 luglio presenteremo il nostro piano 20262030 standalone, contestualmente ai risultati del secondo trimestre 2026.

Le nostre persone restano l’asset più prezioso e desidero ringraziarle per il loro continuo impegno e la loro dedizione al successo di lungo periodo di Poste Italiane.

Rimaniamo fortemente impegnati nella creazione di valore per tutti gli stakeholder – i nostri azionisti, i nostri clienti, i nostri dipendenti e le comunità in cui operiamo.”

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POSTE ITALIANE – RISULTATI PRIMO TRIMESTRE 2026

Giovedì, 7 maggio 2026 – 12:30 CEST

WEBCAST

Per partecipare clicca qui: Poste Italiane: Risultati di Gruppo Q1-26 – Webcast

o con QR code:

 

DETTAGLI CONFERENCE CALL 

Dall’Italia: +39 02 8020902 (solo audio)

Per maggiori informazioni:

Poste Italiane SpA. Investor Relations                                Poste Italiane – Media Relations

Tel. +39 06 5958 4716                                                                          Tel. +39 06 5958 2097

Mail: investor.relations@posteitaliane.it                                                 Mail: ufficiostampa@posteitaliane.it

 

 

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Calendario finanziario

Prossimi eventi

  • 24 giugno 2026 – Pagamento del saldo del dividendo dell’esercizio 2025, con data di stacco coincidente con il 22 giugno 2026 e record date (ossia data di legittimazione al pagamento del dividendo stesso) in data 23 giugno 2026.
  • 24 luglio 2026 – Presentazione dei risultati di Gruppo Q2 & H1-26 e Presentazione del Piano Strategico 2026-2030.
  • 12 novembre 2026 – Presentazione dei risultati di Gruppo Q3 & 9M-26.
  • 25 novembre 2026 – Pagamento dell’acconto sul dividendo dell’esercizio 2026, con data stacco coincidente con il 23 novembre 2026 e record date il 24 novembre 2026.

SINTESI DEI RISULTATI ECONOMICO-FINANZIARI CONSOLIDATI

* Dati al netto del costo delle materie prime e degli oneri di trasporto di energia elettrica e gas del business dell’energia. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”

** Rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

*** Esclude la valutazione a equity della partecipazione in TIM S.p.A., inclusiva degli effetti rinvenienti dalla Purchase Price Allocation (PPA). Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

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Oltre agli indicatori finanziari previsti dagli IFRS, Poste Italiane utilizza alcuni indicatori alternativi di performance, con lo scopo di fornire una rappresentazione più̀ chiara dei risultati economici e finanziari. Il significato e la composizione di tali indicatori sono descritti nel Resoconto Intermedio di Gestione al 31 marzo 2026, conformemente alle Linee Guida ESMA/2015/1415 del 5 ottobre 2015.

 

Lo stato patrimoniale consolidato e il prospetto dell’utile/perdita di periodo consolidato e il rendiconto finanziario sintetico consolidato del Gruppo Poste Italiane sono allegati al presente comunicato.

CORRISPONDENZA, PACCHI E DISTRIBUZIONE ACCELERAZIONE DEI RICAVI NEL SETTORE PACCHI E LOGISTICA – CRESCITA RESILIENTE NEL RAMO CORRISPONDENZA

* Include commissioni per Identità Digitali, EGI, Filatelia, Poste Welfare Servizi, Agile Lab e Sourcesense.

** Includono i ricavi rinvenienti da altri settori, legati all’utilizzo della rete di distribuzione, i servizi corporate e il rimborso dei costi relativi ai CAPEX.

*** Esclude la valutazione a equity della partecipazione in TIM S.p.A., inclusiva degli effetti rinvenienti dalla Purchase Price Allocation (PPA). Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

Nel primo trimestre del 2026, i ricavi di Corrispondenza, Pacchi e Distribuzione sono cresciuti del 5,7% anno su anno, raggiungendo € 1 miliardo.

I ricavi da corrispondenza sono diminuiti del 2,8% anno su anno, attestandosi a € 505 milioni, in linea con il trend previsto per il 2026.

I ricavi dei pacchi e logistica hanno registrato una crescita solida pari al 15,2% anno su anno, attestandosi a € 453 milioni, trainata dall’incremento della quota di mercato nei pacchi su una base clienti diversificata, e dallo sviluppo della contract logistics.

Nel primo trimestre del 2026 i volumi dei pacchi sono cresciuti a 89 milioni di unità, in aumento del 14,6% anno su anno.

Ad aprile Poste Italiane ha siglato una joint venture con Benetton Logistics, che valorizza la nostra leadership nella logistica e nell’e-commerce, dando vita a una piattaforma scalabile, in grado di attrarre nuovi clienti e sostenere una crescita profittevole per il Gruppo.

La tariffa media dei pacchi è diminuita del 2,9% anno su anno, riflettendo volumi più elevati distribuiti tra i segmenti della clientela, mentre i volumi caratterizzati da un minore pricing presentano anche un costo unitario di consegna più basso.

La quota dei pacchi consegnata dai Postini ha raggiunto il 43% nel primo trimestre del 2026.

I ricavi di Distribuzione[6] nel primo trimestre del 2026 sono aumentati del 7,2% anno su anno, attestandosi a € 1,5 miliardi, supportati da un forte slancio commerciale sottostante e dalla concentrazione della gestione attiva del portafoglio titoli nel periodo.

Il Risultato operativo (EBIT) Adjusted del settore si è attestato a € 43 milioni nel primo trimestre del 2026, in crescita del 71,2% anno su anno, in linea con la guidance prevista per il 2026.

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SERVIZI FINANZIARI SOLIDITÀ DEL PORTAFOGLIO DI INVESTIMENTI E PERFORMANCE COMMERCIALE SOLIDA

* Compresi i ricavi da bollettini di pagamento, servizi accessori conti correnti, incassi e pagamenti INPS e trasferimento fondi.

** Compresi i ricavi da Deposito titoli, carte di credito, altri ricavi derivanti dalla distribuzione di prodotti di terzi.

*** Include i ricavi di distribuzione infrasettoriali.

**** Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

Nel primo trimestre del 2026 i ricavi lordi (incluse le commissioni di distribuzione infrasettoriali) sono cresciuti dell’8,5% anno su anno, attestandosi a € 1,8 miliardi.

I ricavi da terzi si sono attestati a € 1,6 miliardi, in crescita del 10,5% anno su anno.

La Gestione Attiva del portafoglio titoli ha raggiunto € 166 milioni nel primo trimestre del 2026, traendo vantaggio dal contesto favorevole per realizzare la maggior parte delle plusvalenze attese per l’intero esercizio 2026.

Il margine di interesse (NII) è diminuito dell’1,2% anno su anno a € 658 milioni, riflettendo tassi più bassi sul portafoglio a tasso variabile rispetto al primo trimestre 2025, pur risultando leggermente superiore rispetto alla guidance 2026 e beneficiando di un miglioramento della dinamica dei tassi verso la fine del trimestre e che si presume possa supportare il margine di interesse nella parte restante dell’anno.

Le commissioni di distribuzione del Risparmio Postale sono rimaste stabili e pari a € 440 milioni (-0,2% anno su anno), supportate da un miglioramento della raccolta netta.

I ricavi da servizi di incasso e pagamento[7] sono diminuiti del 2,1%, anno su anno, e risultano pari a € 172 milioni, per effetto dei minori volumi dei bollettini di pagamento.

Le commissioni di distribuzione dei prestiti[8] al consumo sono diminuite del 7,4%, anno su anno, attestandosi a € 66 milioni.

Le commissioni da risparmio gestito sono cresciute del 26,8% anno su anno, e risultano pari a € 55 milioni, grazie alle maggiori masse gestite.

Le Attività Finanziarie Investite (AFI) hanno raggiunto € 606 miliardi nel primo trimestre del 2026 (in crescita di € 5,3 miliardi da dicembre 2025), trainate da una raccolta netta[9] positiva nei prodotti d’investimento e pari a € 1,7 miliardi, a conferma del trend positivo sia nel comparto Investimenti Vita e Previdenza, con un contributo significativo dei prodotti multiclass, che nel risparmio gestito. La raccolta netta nei prodotti di risparmio postale è migliorata anno su anno, trainata dalla performance solida dei Buoni Postali. Crescita dei depositi sostenuta da maggiori giacenze della PA e da depositi retail stabili.

Nel primo trimestre del 2026 il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted[10] è aumentato del 22,2%, anno su anno, attestandosi a € 318 milioni, riflettendo il trend dei ricavi.

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SERVIZI ASSICURATIVI SOLIDA CRESCITA DELLA REDDITIVITÀ NEI COMPARTI ASSICURATIVI INVESTIMENTI VITA E PREVIDENZA E PROTEZIONE

* Il Risultato Operativo (EBIT) Adjusted è rettificato escludendo gli oneri per il contributo al Fondo di garanzia assicurativo dei rami Vita e costi e proventi di natura straordinaria. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

** Include i premi assicurativi Motor intermediati.

Nel primo trimestre del 2026, i ricavi da terzi del settore assicurativo sono cresciuti del 6,1% anno su anno, attestandosi a € 469 milioni.

I ricavi del comparto assicurativo Investimenti Vita e Previdenza risultano pari a € 423 milioni, in crescita del 5,8% anno su anno, trainati da un Contractual Service Margin in crescita e da un maggior rilascio (pari a € 367 milioni nel primo trimestre del 2026 rispetto a € 351 milioni nel primo trimestre del 2025).

Nel primo trimestre del 2026, la Raccolta netta nei prodotti del comparto Investimenti Vita e Previdenza è risultata positiva, attestandosi a € 1,2 miliardi[11], grazie al contributo significativo dei prodotti multiclass con rendimenti più attrattivi, con un miglioramento del tasso di riscatto[12] al 7,0%, favorito da un contesto di mercato in normalizzazione e da una minore attività di ribilanciamento dei portafogli da parte della clientela.

I ricavi del comparto assicurativo Protezione sono cresciuti del 9,0%, anno su anno, pari a € 46 milioni.

Alla fine di marzo 2026, il Contractual Service Margin (CSM) si è attestato a € 13,8 miliardi, fornendo una visibilità solida sulla redditività sostenibile della divisione in futuro.

Il Solvency II Ratio del Gruppo Assicurativo Poste Vita[13] si è attestato al 294% a fine marzo 2026, al di sopra dell’ambizione manageriale di circa il 200% nell’arco di piano.

Il Risultato operativo (EBIT) Adjusted[14] del settore è pari a € 392 milioni nel primo trimestre del 2026, in crescita del 3,5% anno su anno, riflettendo il trend dei ricavi.

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SERVIZI POSTEPAY – PROSECUZIONE DI UNA SOLIDA CRESCITA DEI RICAVI E DEL RISULTATO OPERATIVO (EBIT), IN ANTICIPO RISPETTO ALL’INTEGRAZIONE NEL POLO FINANZIARIO

* Dati esposti al netto dei costi connessi all’acquisto delle materie prime, degli oneri di sistema e del trasporto di energia elettrica e gas. Per la riconciliazione con il dato reported si reinvia al paragrafo “Indicatori alternativi di performance”.

I ricavi dei Servizi Postepay nel primo trimestre del 2026 sono cresciuti del 6,8%, anno su anno, attestandosi a € 425 milioni.

I ricavi dei pagamenti sono cresciuti del 4,5% anno su anno, raggiungendo € 297 milioni, trainati dall’aumento del transato (+10%) e sostenuti dalla crescita del 14% del numero totale delle transazioni dell’ecosistema.

I ricavi da servizi Telco sono rimasti stabili a € 82 milioni, -0,2% anno su anno, grazie ad una solida acquisizione della clientela e alla migrazione verso l’infrastruttura della rete mobile TIM, completata ad aprile.

L’offerta retail di Poste Energia per luce e gas ha contribuito alla performance a ricavi con € 46 milioni, trainata da una base clienti in continua crescita, che ha raggiunto circa 1,1 milioni di clienti.

Il Risultato operativo (EBIT) Adjusted del settore per il periodo è cresciuto del 15,1% anno su anno, attestandosi a € 153 milioni, trainato dalla performance a ricavi e da un’efficace razionalizzazione dei costi.

Una progressione solida dei ricavi e del Risultato operativo (EBIT) è pienamente visibile, in anticipo rispetto all’integrazione nel polo finanziario.

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Economia

Poste italiane promuove la cultura finanziaria con nuovi incontri digitali

📢 Poste Italiane torna con l’educazione finanziaria: una serie di webinar gratuiti per imparare a gestire risparmi, investimenti e pianificazione familiare nel segno della consapevolezza. Non perdere l’occasione di formarti al meglio.

Leggi l’articolo completo sul nostro sito 👇

#PosteItaliane #EducazioneFinanziaria #Risparmio #WebinarGratuiti

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Webinar Poste Italiane 551 x 246

Redazione-  Roma e l’intero territorio nazionale si preparano a una nuova serie di appuntamenti dedicati alla consapevolezza economica, organizzati da Poste Italiane per supportare i cittadini nelle scelte quotidiane e di lungo periodo. L’iniziativa, che si articolerà durante la prossima settimana, nasce per colmare quel divario di conoscenze tecniche necessario a navigare nel complesso mondo dei mercati finanziari, assicurativi e previdenziali. Attraverso una modalità di fruizione agile come quella del webinar, l’azienda intende raggiungere una platea quanto più ampia possibile, superando le barriere geografiche e offrendo strumenti pratici per una gestione oculata delle risorse personali e familiari.

Il calendario degli appuntamenti formativi

La programmazione prende il via martedì 16 giugno con un focus specifico su risparmi e dinamiche di investimento. Sono previste due sessioni, una al mattino alle ore 10.00 e una nel pomeriggio alle ore 16.00, durante le quali gli esperti illustreranno le strategie per ottimizzare il bilancio personale in un contesto economico globale spesso volatile. L’obiettivo dichiarato è fornire ai partecipanti le basi per approcciare il mondo finanziario non come un ostacolo, ma come un mezzo per costruire il proprio benessere futuro.

Le attività proseguiranno giovedì 18 giugno, giornata suddivisa in due macro-temi di grande attualità. Alle ore 10.00 l’incontro sarà incentrato sul passaggio generazionale, una questione spesso trascurata dai risparmiatori italiani ma determinante per la tutela del patrimonio e della serenità familiare nel tempo. Alle ore 16.00, invece, il focus si sposterà su “Il corso della vita”, un seminario progettato per guidare gli utenti nell’analisi dei propri bisogni reali, aiutandoli a pianificare obiettivi concreti in base alle varie tappe esistenziali. La capacità di guardare avanti, prevedendo le necessità che emergono con l’avanzare dell’età o al cambiare della composizione familiare, rappresenta una competenza fondamentale per la stabilità economica del nucleo.

Accessibilità e impegno verso l’inclusione sociale

Uno degli elementi di maggiore rilievo di questa edizione è l’attenzione dedicata all’accessibilità. Poste Italiane ha previsto che i webinar programmati per martedì alle 16.00 e giovedì alle 16.00 siano dotati di sottotitoli e della presenza di un interprete della Lingua Italiana dei Segni (LIS). Tale scelta mira a garantire la massima partecipazione possibile, eliminando le barriere comunicative e rendendo il diritto alla conoscenza finanziaria universale, in linea con gli standard di inclusione digitale promossi a livello europeo.

Questa attività si inserisce all’interno di un quadro più vasto di responsabilità sociale d’impresa, coerente con i criteri ESG (Environmental, Social and Governance) definiti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite. Per l’azienda, la diffusione del sapere economico non è una semplice attività collaterale, quanto una missione storica che si rinnova nell’era digitale. Partecipare è semplice: è sufficiente accedere alla sezione dedicata all’educazione finanziaria sul portale istituzionale di Poste Italiane, selezionare l’evento di proprio interesse e completare la registrazione gratuita. Gli strumenti messi a disposizione non si limitano ai webinar in diretta; sul portale web sono disponibili diverse risorse multimediali, tra cui la serie di podcast “Generazione EF – Al femminile”, studiata per offrire consigli pratici alle donne, aiutandole a bilanciare le sfide quotidiane con le ambizioni di natura economica. Attraverso il racconto di storie d’ispirazione, il progetto si propone come una guida pratica per una gestione finanziaria autonoma e consapevole, capace di adattarsi alle esigenze specifiche di ogni utente.

L’iniziativa conferma la volontà di Poste Italiane di porsi come punto di riferimento per il cittadino, non solo per l’erogazione di servizi postali o finanziari, ma anche come motore di crescita culturale per il Paese. In un’epoca in cui la gestione del denaro richiede competenze sempre più raffinate, il confronto costante tra istituzioni e risparmiatori diventa lo strumento principale per proteggere il risparmio privato e promuovere una crescita economica più solida e informata per tutte le fasce della popolazione.

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#Fintech #Lavoro #Innovazione #Confimprenditori

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Redazione-  Roma è la cornice istituzionale in cui si è concretizzata una svolta storica per il mercato del lavoro italiano. La presentazione ufficiale del primo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) interamente dedicato al settore Fintech segna un momento di rottura rispetto al passato, definendo le regole del gioco per un comparto che, finora, ha operato in una sorta di limbo normativo. L’iniziativa, promossa da Confimprenditori in collaborazione con l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento (APSP), risponde alla necessità di inquadrare correttamente figure professionali che, fino a ieri, venivano inserite in schemi contrattuali obsoleti e distanti dalla realtà operativa delle imprese tecnologiche.

una risposta concreta alle nuove figure professionali

Il contesto economico attuale è caratterizzato dalla digitalizzazione dei servizi finanziari, dall’ascesa delle piattaforme di pagamento e dalla gestione massiva dei dati. Queste attività richiedono competenze specifiche che raramente trovano corrispondenza nei vecchi contratti collettivi pensati per il comparto metalmeccanico o per il terziario tradizionale. Stefano Ruvolo, presidente di Confimprenditori, ha definito questo nuovo strumento come un “vestito su misura”, sottolineando come la natura stessa delle imprese fintech richieda agilità e flessibilità, senza però rinunciare a una solida base di tutele per i lavoratori.

Il settore in questione non si limita alla semplice finanza, ma abbraccia lo sviluppo software, l’intelligenza artificiale applicata ai mercati e l’infrastruttura tecnologica dei pagamenti digitali. L’assenza di un riferimento contrattuale specifico ha creato, per anni, incertezza sia per gli imprenditori, costretti a districarsi tra inquadramenti inadeguati, sia per i dipendenti, privi di percorsi di crescita coerenti con la loro reale attività quotidiana. Il nuovo CCNL punta a risolvere questa criticità, offrendo una classificazione moderna che riconosce il valore delle competenze tecniche elevate e le peculiarità dei cicli produttivi digitali.

vantaggi strategici per le aziende e per i lavoratori

L’introduzione di questo contratto non rappresenta solo un atto burocratico, ma una leva strategica per lo sviluppo del sistema Paese. Il comparto Fintech è uno dei motori principali della trasformazione digitale europea. Dotarsi di un quadro normativo dedicato permette alle start-up e alle aziende consolidate del settore di competere ad armi pari nel mercato globale, attirando talenti e garantendo stabilità operativa. La tutela del lavoratore passa attraverso la definizione di percorsi formativi chiari e una gestione degli orari e delle modalità di lavoro che rispecchia lo smart working e il lavoro agile, ormai pilastri del settore.

Dal punto di vista giuridico, le imprese possono finalmente contare su norme che riconoscono la complessità della gestione delle piattaforme digitali. Si esce dalla logica dei contratti “di comodo” per entrare in quella di un contratto “di settore” che protegge l’innovazione. La finalità è duplice: da un lato, offrire garanzie robuste a chi investe nel capitale umano; dall’altro, favorire una crescita programmata di un comparto che, nei prossimi anni, sarà chiamato a gestire flussi economici sempre più rilevanti.

il futuro del lavoro digitale dopo il ccnl fintech

Il percorso che porta alla firma di questo CCNL è, secondo Confimprenditori, solo la prima fase di un cammino più ampio. L’obiettivo è quello di accompagnare l’evoluzione tecnologica con una protezione sociale altrettanto avanzata. Non si tratta di cristallizzare la professione, ma di permettere ai giovani che entrano nel mondo fintech di costruire una carriera solida, partendo da basi contrattuali certe.

La collaborazione con il dottor Pimpinella e l’Associazione Prestatori Servizi di Pagamento è stata la chiave per tradurre le esigenze tecniche in norme contrattuali applicabili. In un ecosistema dove il cambiamento è l’unica costante, avere regole chiare permette di pianificare investimenti e di formare specialisti pronti a raccogliere le sfide del domani. L’economia italiana, spesso accusata di lentezza nell’adeguarsi ai trend digitali, dimostra con questo atto di voler colmare il divario, offrendo agli operatori del Fintech una casa comune in cui far crescere le proprie attività.

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Economia

Crisi e debiti, l’appello di Confederazione Imprese Italia per sbloccare il credito delle piccole aziende

📢 La crisi dei crediti deteriorati richiede un nuovo approccio per salvare le piccole e medie imprese italiane. Confederazione Imprese Italia chiede riforme immediate in Senato per evitare il blocco del sistema produttivo nazionale.
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#economia #imprese #debiti #politicaeconomica

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Senatore Sallemi

Redazione-  Roma è il cuore pulsante delle decisioni che riguardano il futuro economico del Paese, ed è proprio dalla capitale che giunge un monito che non ammette repliche. La Confederazione Imprese Italia, sotto la guida del suo Presidente Biagio Cefalo, ha recentemente depositato una memoria istituzionale di grande rilievo indirizzata al Senatore Salvatore Sallemi. Il focus del documento è il Disegno di Legge S.414, un atto normativo che si propone di affrontare il nodo gordiano dei crediti deteriorati, trasformando quella che oggi è vista come una mera questione contabile in una vera leva di riscatto per il tessuto produttivo nazionale.

Il sistema delle micro, piccole e medie imprese, vero baluardo occupazionale tra artigianato, commercio, turismo e servizi, si trova di fronte a una sfida che rischia di paralizzare l’intera economia. La tesi sostenuta dalla Confederazione è chiara: i 270 miliardi di euro di crediti deteriorati, i cosiddetti NPL, non possono essere considerati solo come una massa passiva da gestire attraverso procedure di recupero aggressive. Al contrario, devono essere gestiti con logiche di “seconda opportunità”, un principio già ampiamente promosso in ambito europeo e che ora deve trovare piena cittadinanza anche nel quadro giuridico italiano.

la proposta di una riforma strutturale per le piccole imprese

Il contesto in cui operano le aziende italiane ha subito scosse di intensità inaudita negli ultimi quindici anni. Prima la crisi finanziaria globale, poi gli effetti prolungati della pandemia, la crisi energetica e l’impennata dell’inflazione hanno eroso la capacità di tenuta dei piccoli imprenditori. Molte realtà, che fino a un decennio fa erano pilastri della propria economia locale, si sono ritrovate intrappolate in spirali debitorie generate da eventi esterni totalmente indipendenti dalla loro capacità gestionale.

La Confederazione Imprese Italia, attraverso il deposito del documento ufficiale, avanza proposte concrete volte a mitigare questa sofferenza. Tra le integrazioni strategiche suggerite al legislatore figura il diritto di prelazione in favore del debitore ceduto. Questa misura permetterebbe a chi ha generato il debito di riacquistare il proprio credito a un prezzo coerente con il valore di mercato, invece di vederlo svenduto a soggetti terzi o fondi speculativi che raramente perseguono logiche di continuità aziendale.

Inoltre, l’organizzazione insiste sulla necessità di introdurre una procedura obbligatoria di composizione preventiva. Prima che qualsiasi azione esecutiva o pignoramento venga avviato, il sistema dovrebbe garantire una fase di mediazione in cui le parti siano chiamate a trovare un accordo sostenibile. Questo approccio non solo ridurrebbe l’intasamento dei tribunali, ma permetterebbe anche la sopravvivenza di aziende che, con una dilazione o una ristrutturazione corretta, tornerebbero immediatamente a generare valore.

il ruolo dell’osservatorio nazionale e la richiesta di semplificazione

Un altro punto qualificante della visione di Biagio Cefalo risiede nell’invocazione di iter burocratici semplificati. Per un professionista o una microimpresa con pochi dipendenti, confrontarsi con le attuali procedure concorsuali significa spesso affrontare costi legali e tempi tecnici che portano inesorabilmente alla chiusura. La proposta prevede un percorso dedicato, pensato specificamente per le imprese di piccole dimensioni, meno costoso e più rapido, rendendo giustizia alla peculiarità del sistema italiano.

Infine, l’organizzazione avanza la richiesta di istituire un Osservatorio nazionale presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tale organismo dovrebbe vigilare sull’andamento dei crediti deteriorati e monitorare l’efficacia delle riforme, garantendo un dialogo costante tra le istanze del mondo del lavoro e le decisioni del dicastero. Il Presidente Cefalo ha dichiarato la propria totale disponibilità a offrire il contributo tecnico della Confederazione in audizioni parlamentari e tavoli tecnici. L’obiettivo è chiaro: trasformare il DDL S.414 in uno strumento che non sia solo una norma tecnica, ma una diga capace di arginare il rischio di una paralisi economica generale. La sopravvivenza delle piccole imprese è, in ultima istanza, la sopravvivenza della ricchezza diffusa dell’Italia.

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